Swirl buns alla cannella

Swirl buns alla cannella

I lievitati sono sempre un piccolo miracolo. Siano pane , pizza, brioche o altri dolci in generale, ogni volta mi lascio stupire dal lavoro del lievito, che piano piano gonfia, cresce, respira. Vive.

Ogni volta lascio che il lievito mi sorprenda, e spero impaziente che scorra il suo tempo per scoprire la sua magia. Posso averlo visto cento volte, ma la centounesima sarà sempre uguale.

Così succederà anche a voi con questi swirl buns alla cannella, che riempiranno la vostra casa di dolcezza, un profumo che sa di casa.

Ingredienti:
370 gr farina 00
55 gr zucchero
50 gr burro a pomata
1 bustina lievito di birra
60 ml acqua calda
60 ml latte
1 uovo

50 gr burro fuso
1 cucchiaio colmo di zucchero a velo
1 cucchiaino di cannella in polvere

Procedimento:

Iniziate sciogliendo il lievito in acqua calda, mescolando bene. In una ciotola mettete poi lo zucchero, 170 gr di farina tolto dal totale, il latte, l’uovo, il burro e il lievito sciolto nell’acqua. Impastate quindi a mano (o con la planetaria) fino a che l’impasto non diventa liscio.
A questo punto, aggiungete a poco a poco la restante farina. Spostate l’impasto sul tavolo da lavoro, e impastate ancora un poi fino a che tutta la farina non si sia assorbita. L’impasto sarà liscio e non si attaccherà alle mani.
Ponetelo quindi in una ciotola, copritela con la pellicola alimentare e un canovaccio, e fate lievitare in un luogo tiepido fino a che non si sarà raddoppiato in volume. In genere, ci vogliono un passo di ore.

Riprendete poi l’impasto, e stendetelo con il mattarello a forma rettangolare, abbastanza sottile.

Spennellate a questo punto la superficie con il burro fuso, mescolato con lo zucchero a velo e la cannella, lasciamo libero il bordo di circa 1 cm. Piegate poi l’impasto in tre, come si fa con le lettere, tenendo all’interno il ripieno, e ripassatelo con il mattarello, in modo che si appiattisca ancora un po’.

Tagliate per il lato corto delle strisce di impasto di circa 2 cm di spessore, e arrotolatele aiutandovi con le dita.

Mettete ciascuno degli swirl buns alla cannella su una teglia coperta di carta forno, coprite anch’essa con la pellicola alimentare, e fate lievitare ancora 30 minuti.

Scaldate il forno a 180 gradi, e poi mettete a cuocere gli swirl buns alla cannella per venti minuti. Se volete, potete spolverarli di zucchero, o granella di nocciole, come ho fatto io.

Gustate i vostri swirl buns appena tiepidi, quando il ripieno è ancora morbido.

Se ti interessano i buns vegani, dai un’occhiata qui.

Torta di rose con crema al limone

Torta di rose con crema al limone

Non c’è posto al mondo che io ami più della mia cucina. Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tanti strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.

Sono passata dalla cameretta alla cucina, senza “vivere” gli altri ambienti della casa. Come tutte le adolescenti di questo mondo, mi sentivo veramente “a casa” solo nella mia cameretta, dove ho letto, studiato, sognato, suonato, vissuto l’adolescenza e il passaggio all’età adulta. Poi, quando ho avuto la “mia” casa, ho ricominciato a vivere. In cucina.

A volte mi rendo conto di stare in cucina tutto il tempo anche senza dover per forza cucinare. E’ diventato un po’ il mio mondo, in cui cucino sì, ma anche leggo, parlo al telefono, guardo la tv, stiro, mangio, faccio ginnastica… in questi minuscoli metri quadrati ho ricostruito un altro mondo, che profuma sempre di qualcosa di buono. Spesso di molto buono, come quando preparo la torta di rose con crema al limone. Originaria del Trentino, ma ormai diffusissima, è una torta di pan brioche da farcire con tutto quanto si desidera: nutella, confettura, crema pasticcera… Oggi vi lascio la versione con una leggerissima crema di limone, in versione vegan perchè senza uova né burro. Questa crema pasticcera la potrete utilizzare per qualsiasi cosa voi desideriate, quindi segnatevi la ricetta che non si sa mai!

Ingredienti:
Per il lievitino
15 gr lievito di birra
50 gr acqua tiepida
30 gr farina 00
1 cucchiaio di zucchero

Per l’impasto
250 gr farina 00
250 gr farina manitoba
200 ml latte tiepido
80 gr zucchero
120 gr olio vegetale
1 uovo

Procedimento:
Preparate il lievitino mescolando bene tutti gli ingredienti in una ciotola con l’aiuto di una forchetta. Coprite con la pellicola alimentare, e mettete a riposare mezz’ora in un luogo sl riparo da correnti ( di solito lo lascio nel forno spento, senza lucina).

Dopo mezz’ora versate il lievitino maturato in una ciotola più grande, e aggiungete il latte lo zucchero, l’olio eun uovo. Mescolate con l’aiuto di una frusta a mano, ma molto leggermente (non serve montare).
A questo punto, aggiungete un po’ alla volta le farin, mescolando e impastando con le mani (se la avete, usate la planetaria, a velocità bassa).
Lavorate la pasta fino a che non sarà diventata liscia e morbida.
Ora mettetela a lievitare fino al raddoppio (ci virranno un paio d’ore) in una ciotola pulita, coperta dalla pellicola alimentare e da un panno.

Trascorso questo periodo, lavorate l’impasto e stendetelo con il mattarello a forma rettangolare.

A questo punto, potete stendere uno strato di marmellata, Nutella… oppure della mia crema vegan al limone, che preparerete con
250 ml latte
60 gr zucchero
La scorza di un limone
Mezzo cucchiaino di essenza di vaniglia
30 gr di maizena

Mettete a scaldare il latte con la scorza del limone (non grattugiata) fino al punto prima del bollore. In un’altra ciotola, mescolate insieme gli ingredienti secchi.
Quando il latte arriva ad ebollizione, togliete la scorza e versate il latte nella ciotola degli ingredienti secchi, mescolando continuamente con la frusta a mano.
Rimettete poi sul fuoco il composto, e a fuoco lento cuocete la crema fino a che non inizia ad addensare. A questo punto toglietela dal fuoco, e fatela raffreddare coperta dalla pellicola alimentare, che deve toccare la superficie della crema. Usatela fredda.

Arrotolate poi il rettangolo e tagliatelo in pezzetti uguali. Disponeteli uno a fianco all’altro in una teglia foderata di carta forno. Fate lievitare ancora 30 minuti, coperto con la pellicola.

Trascorsa la mezz’ora, mettete in forno caldo a 180 gradi la teglia, per circa 40/45 minuti.

Spolverate con zucchero a velo, se volete, prima di servire la vostra torta di rose con crema al limone.

Baci di dama alle nocciole

Baci di dama alle nocciole

Dammi mille baci, poi cento,
poi ancora mille, poi di nuovo cento,
poi senza smettere altri mille, poi cento;
poi, quando ce ne saremo dati molte migliaia,
li confonderemo anzi no, per non sapere (il loro numero)
e perché nessun malvagio ci possa guardare male,
sapendo che ci siamo dati tanti baci.”

I baci di dama sono i biscottini più dolci e romantici della pasticceria italiana. Il nome è già tutto un programma, ma anche quando li si assaggia, non si può che rimanere inebriati dalla loro bontà e dolcezza.
La loro storia inizia in Piemonte ormai un paio di secoli fa, e più precisamente a Tortona. Una leggenda (perché finisce sempre così coi grandi classici, che la storia finisce per mescolarsi con il mito) che dura fino ai giorni nostri, dice che furono inventati da un cuoco di casa Savoia (come tutto ciò che è piemontese).
Probabilmente nacquero molto prima, e originariamente venivano usate le nocciole nell’impasto, che sono una specialità di questa regione.

Ho voluto tornare alle origini, e oggi vi propongo i baci di dama in versione “nocciolata” (niente vieta di assaggiare anche la versione con le mandorle, e la trovate qui) e soprattutto nella loro alternativa con/senza glutine.

Ingredienti:
250 gr farina senza glutine Nutrifree (per la versione col glutine potete usare la stessa quantità di farina 00)
120 gr farina di Nocciole (io avevo delle nocciole tostate intere e le ho frullate nel mixer per ridurle a farina con un cucchiaio di zucchero tolto dal totale)
150 gr di burro a pomata
1 uovo
120 gr zucchero
70 gr cioccolato gianduia

Procedimento:
Mettete in una ciotola (o nella planetaria) il burro con lo zucchero, e iniziate a montarlo fino a che non avrà raggiunto una consistenza spumosa. a questo punto incorporate l’uovo, facendolo assorbire per bene, e successivamente iniziate a mescolare a bassa velocità anche la farina senza glutine (che io setaccio comunque sempre, perchè l’umidità la fa spesso agglomerare) e poi la farina di nocciole.
Mescolate per qualche minuto, fino a che non si formerà un impasto morbido ma consistente.
A questo punto, trasferite l’impasto su un piano di lavoro cosparso di farina (senza glutine per chi prepara per persone intolleranti, altrimenti 00) e lavorate a mano per pochi minuti (non troppi, altrimenti l’impasto di scalda eccessivamente) e formate un panetto, che coprirete con la pellicola alimentare e metterete a riposare in frigo per almeno 90 minuti.

Trascorsi i 90 minuti riprendere il vostri impasto, e ricavatene nelle piccole palline di impasto, che metterete su una teglia coperta di carta forno.
Rimettete di nuovo la teglia (io ne ho fatte due con queste quantità) in frigorifero per un’altra ora.

Scaldate il forno a 180 gradi, e cuocete ciascuna teglia togliendola direttamente dal frigorifero per circa 20 minuti. mentre una teglia cuoce, lasciate l’altra in frigo.

Fate raffreddare le palline, e nel frattempo preparate il cioccolato per unire i biscottini sciogliendo il cioccolato a bagnomaria (oppure potete farlo sciogliere al microonde, azionandolo per pochi secondi per volta e mescolandolo spesso, così non si brucia). Mettete un po’ di cioccolato tra un biscottino e l’altro, e fate asciugare su una gratella prima di gustare i baci di dama alle nocciole.

Mini crostate con ricotta e pinoli

Mini crostate con ricotta e pinoli

Quest’anno l’equinozio d’autunno (astronomico) non cadrà il 21 settembre, come convenzionalmente siamo abituati a pensare, ma il 23 settembre, e precisamente alle 9.50 del mattino. Questo perché (attenzione! Siamo al momento Albero Angela) l’anno solare non è proprio uguale a quello del calendario, dura 0,25 giorni in più. Inoltre, non sempre l’equinozio si verifica sempre allo stesso giorno perché l’equinozio vero è quando il sole incrocia il piano dell’equatore perpendicolarmente. Visto che l’asse di rotazione della Terra non è diritto ma inclinato, questo fenomeno non accade sempre nello stesso giorno e ora tutti gli anni.

Il prossimo equinozio che cadrà il 21 settembre dovrebbe essere nel 2092, e non credo che sarò qui a raccontarvelo!

Sempre per guardare le cose in prospettiva, dai nostri amici che vivono nel sud del mondo sta arrivando la primavera, e anche se un po’ li invidio, ho anche voglia di copertine e té caldo.

La proposta che vi lascio oggi è un passepartout, con ingredienti che troviamo tutto l’anno, giusto per non sbagliare. Sono le mini crostate con ricotta e pinoli, eleganti e raffinate con un gusto delicatissimo. E semplicissime da realizzare. Questa versione è completamente senza burro, e se avete l’accortezza di usare una ricotta delattosata, può essere adatta anche per chi è intollerante al lattosio.

Ingredienti:
per la frolla
220 gr farina 00
70 gr zucchero semolato
60 gr olio di riso (o altro olio vegetale di vostra scelta)
1 uovo

per la crema di ricotta e pinoli
400 gr ricotta vaccina (se avete problemi col lattosio provate questa)
100 gr zucchero a velo
1 tuorlo di un uovo grande
100 gr pinoli tostati

zucchero a velo per decorare

Procedimento:

Iniziate a preparare le vostre mini crostate con ricotta e pinoli tostando leggermente i pinoli in una piccola padella antiaderente.
Mentre i pinoli raffreddano, iniziate a preparare la frolla all’olio mettendo in una ciotola lo zucchero e l’uovo. Mescolateli bene con l’aiuto di una frusta a mano, in modo che lo zucchero inizi a sciogliersi nell’uovo. Aggiungete poi anche l’olio e continuare a mescolare con la frusta fino a che il composto non risulterà omogeneo.
A questo punto, iniziate a incorporare la farina poco per volta, mettendone di nuovo appena la precedente sarà stata assorbita dal composto con l’uovo. La vostra frolla sarà pronta quando l’impasto sarà omogeneo e non si appiccicherà più alle dita.
Stendete la frolla con il mattarello a circa 3 mm di spessore, e tagliatela con l’aiuto di una formina tonda, un bicchiere, o di un coppapasta. Il diametro dipende dalla dimensione dei vostri stampini. Io ho usato la teglia per i muffin, quindi ho misurato il diametro della forma dei muffin e poi ho tagliato la frolla di conseguenza.
Imburrate e infarinate gli stampi (o copriteli con la carta forno), mettete la frolla in ogni stampino e bucherellate il fondo della pasta in modo che non gonfi in cottura.

Preparate poi la crema di ricotta delle nostre mini crostate con ricotta e pinoli mettendo in una ciotola capiente la ricotta, lo zucchero a velo e il tuorlo, e mescolate bene con la frusta a mano, in modo che si formi una crema liscia e omogenea. aggiungete poi solo alla fine i pinoli e mescolateli delicatamente, tenendone un po’ per la decorazione finale.

Adesso mettete il ripieno di ricotta in ciascun guscio di frolla, facendo attenzione a rimanere un po’ sotto il bordo (la ricotta gonfia un po’ durante la cottura).
Mettete qualche pinolo sulla superficie per decorazione e informate a forno già caldo a 180 gradi statico per 15 minuti. Controllate comunque già a 10 minuti che la superficie si stia dorando, ma non bruci.

Lasciate raffreddare le mini crostate con ricotta e pinoli, sformatele e spolveratele di zucchero a velo.

La crema di ricotta può essere aromatizzata anche con un cucchiaino di rum o marsala, per un gusto un po’ più deciso.

Schiaccia all’uva

Schiaccia all’uva

Alcuni di voi storceranno il naso, perchè si chiama schiacciata – o solo ciaccia. Però nella mia amata Maremma la chiamano (o chiamiamo?) anche schiaccia, e quindi ve la presento così. In realtà ho fatto pure qualche modifica leggera, perchè si dovrebbe usare l’uva cannaiola (nera e coi chicchi piccoli) che però è difficile ormai da trovare. Quindi sono andata sull’uva fragola, che ha la stessa quantità imbarazzante di semi che, udite udite io tolgo completamente, perchè detesto i semini dell’uva.

E’ un piatto povero di ingredienti, ma ricco di gusto. E’ di base una pasta di pane leggermente zuccherata a due strati, riempita con tanta buona uva e un po’ di zucchero a velo. Lo strato in superficie si caramella, e i succhi di uva e lo zucchero si fondono dando alla schiaccia il caratteristico colore violetto – oltre che un succo e un aroma che amo tantissimo. Mi ricorda la Toscana, che è la mia terra di elezione, e ogni anno la rifaccio con amore e passione.

Ieri sera l’ho presentata alla Cena dei Popoli che si è tenuta nella mia città, ed è sparita in dieci minuti di orologio!

La schiaccia all’uva è semplice da realizzare, richiede solo un po’ di pazienza (se non toglierete tutti i semini dell’uva ci metterete meno tempo!).

Ingredienti:
250 gr farina manitoba
200 gr farina 00
100 gr zucchero
600 gr uva fragola
12 gr lievito di birra fresco
250 ml acqua tiepida
35 ml olio di oliva evo
1 pizzico di sale

Procedimento:
Mettete nella planetaria le farine e lo zucchero e mescolate.
in un contenitore fate sciogliere il lievito in poca acqua tiepida.
Azionate poi alla bassa velocità il braccio per impastare e versate l’acqua con il lievito. Fate assorbire e poi versate l’olio. Quando anche l’olio sarà assorbito, versate a poco a poco l’acqua rimanente e solo alla fine il sale. Impastate fino a quando il composto non sarà ben liscio e non più appiccicoso.
Formate un panetto, e mettetelo a lievitare per almeno due ore (io l’ho lasciato tre ore per sicurezza) in una ciotola coperto dalla pellicola alimentare, lontano da spifferi. Deve raddoppiare comunque di volume.

Prendete poi metà dell’impasto, e stendetelo nella teglia (io ne ho usata una usa e getta e ne ho fatte due da 30×20, ma con questo impasto potete farne una da 30×40) unta leggermente sul fondo e sui lati con olio di oliva. Spargete sulla superficie l’uva fragola (metà di quanta ne avete a disposizione) e poi spolverate con 2/3 cucchiai di zucchero a velo.
sopra mettete anche il secondo strato di impasto, che avrete tirato col mattarello, e coprite anche questo con l’una rimanente e lo zucchero a velo.

Ungete la superficie con l’olio di olia e mettete a cuocere in forno già caldo per 20 minuti a 200 gradi.
Gustate la vostra schiaccia all’uva tiepida o fredda.

Charlotte alle pesche e crema di ricotta

Charlotte alle pesche e crema di ricotta

Si pronuncia in francese ma è un dolce inglesissimo. Nato nel secolo XIX per celebrare la moglie di Re Giorgio II, che guarda caso si chiamava proprio Charlotte, e inizialmente diciamo che era più un budino che non il dolce che conosciamo oggi.
Tra le mani di un cuoco francese (da cui la pronuncia…) ha subito la trasformazione nel dolce che ancora oggi conosciamo ed apprezziamo.

La versione originale prevede tanti savoiardi imbevuti, bavarese e frutta a volontà. Ma ormai ci sono tantissime versioni di ogni tipo di questa torta fresca e adatta ad ogni stagione, ma soprattutto a quelle più calde perchè nella sua preparazione si fa a meno del forno. Oggi alle tante, aggiungo anche la mia, rigorosamente gluten free.

La charlotte è sempre stata una delle mie bestie nere, insieme alla red velvet (lo so cosa state pensando, ma a me proprio non viene mai rossa!!) ed ai macarons.
E’ stato il primo dolce un po’ complicato che ho tentato di realizzare, e anche quello che mi si è smontato appena ho aperto l’anello contenitivo, strabordando crema e frutta in ogni dove. Ma è passata un po’ di acqua sotto i ponti, io mi sono ripresa dalla mia epic failure, e ho voluto riprovare.

Ho tagliato per benino i savoiardi in modo da creare un cerchio che fosse il più omogeneo possibile, ho usato uno dei piatti più piani del mio servizio, ho fatto attenzione a quanto e come imbevevo i savoiardi di liquido… e quando ho finalmente chiuso l’ultimo strato di decorazione, pensando “ce l’ho fatta!” mi sono ricordata che…. non avevo messo l’acetato intorno all’anello della forma!
Quindi potete immaginare il patema quando ho tolto l’anello contenitivo e ho notato che un paio di savoiardi si erano attaccati al bordo! Ma con pazienza e senza respirare li ho staccati con un coltellino con una lama sottile e.. miracolosamente questa volta è rimasto intatto!

Adesso sono pronta a condividere con voi la ricetta che ho usato per la charlotte alle pesche e crema di ricotta, che potete variare con tutta la frutta che volete! Fragole e lamponi sono però i miei preferiti!

Ingredienti (per uno stampo da 18 cm):
300 gr savoiardi (io ho usato i savoiardi senza glutine di Schaer)
250 gr ricotta vaccina
150 gr panna da montare
70 gr zucchero a velo
200 ml frullato alla pesca di Valfrutta
3 pesche

Procedimento:

Anzitutto lavate e mondate le pesche. Tagliatele a fettine e poi una pesca e mezza tagliatela a dadini.

In una planetaria (o con le fruste)montate la panna a neve ben ferma, e poi mettetela in frigorifero. In un’altra ciotola mettete la ricotta e lo zucchero, e con le fruste amalgamate il tutto benissimo, in modo che si formi una crema liscia e soda. Mescolate insieme con una spatola la panne e la crema di ricotta, facendo attenzione a non smontarla.

A questo punto iniziate a montare la charlotte alle pesche e crema di ricotta: prendete un piatto piano e ponete al centro un anello per dolci (io ho usato questo di Kasanova) oppure uno stampo a cerniera. Prendete i savoiardi e tagliateli tutti della stessa altezza (io ho tagliato circa 1 cm) e imbeveteli di frullato, senza eccedere per evitare che i savoiardi crollino.

Metteteli fianco a fianco lungo tutto il perimetro dello stampo/anello. Prendete poi altri savoiardi e imbeveteli di succo e poi adagiateli sul fondo dello stampo, creando la vostra base. Fate attenzione a cercare di chiudere tutti gli spazi tra un savoiardo e l’altro. Mettete poi sopra metà della crema di ricotta con la panna: per maggior precisione potete usare un sac à poche, altrimenti va benissimo una spatola.
Successivamente, sulla crema la pesca tagliata a pezzetti (circa metà della quantità totale). Copritela con un altro strato di savoiardi imbevuti e adagiati a formare il secondo livello della torta.
Sopra i savoiardi mettete le restanti pesche tagliate a dadini (tenete qualche dadino per la finitura) e poi la restante crema alla ricotta e panna.

Livellate bene la superficie e poi decoratela con le fettine di pesca tagliate a spicchi, e mettete al centro qualche dadino.

Mettete in frigorifero a riposare almeno un paio di ore prima di gustare la vostra charlotte alle pesche e crema di ricotta.

Crostata al cacao con ricotta montata e lamponi

Crostata al cacao con ricotta montata e lamponi

Quando si parla di pasticceria, tutti sottolineano come sia fondamentale – più che in altri ambiti della cucina – rispettare ingredienti e proporzioni. Però è anche vero che molti dolci della tradizione, come il panettone della mia città per fare un esempio, pare che siano nati da errori. O felici coincidenze, come mi piace dire.

Non è la prima volta che mi accade che, vedendo una foto di un piatto su un giornale, io cerchi di riproporla ma noi, non avendo segnato tutti gli ingredienti oppure convincendomi che alcune cose vadano fatte in un certo modo, poi mi rendo conto di avere fatto tutt’altro. Eppure, esce qualcosa di assolutamente delizioso.

Così vi ho raccontato la breve e triste storia della crostata al cacao con ricotta montata e lamponi: la foto di una torta simile l’ho vista quest’estate su un giornale, ho studiato la ricetta per essere sicura di acquistare tutti gli ingredienti giusti, ho deciso che c’era troppo burro e ho iniziato a fare delle modifiche; poi ho continuato a prepararla convinta di sapere la ricetta a memoria; e alla fine mi sono resa conto di aver fatto una torta diversa da quella della foto. Ci assomiglia, ma non è lei. Però è buona buona, e quindi vi lascio la ricetta da provare. Sono sicura che piacerà tanto anche a voi!

Ingredienti:
Per la frolla all’olio al cacao

200 gr farina 00
20 gr cacao
70 gr zucchero
60 gr olio vegetale
1 uovo

per la crema di ricotta montata
300 gr ricotta vaccina
70 gr zucchero a velo
100 gr lamponi freschi

per la crema al cioccolato:
40 gr cioccolato fondente
2 cucchiai di fecola
200 ml latte (io scremato)
2 cucchiai di zucchero a velo

per la decorazione
lamponi freschi
scaglie di cioccolato

Procedimento:
Iniziamo preparando la frolla senza burro: in una ciotola mescoliamo con una forchetta l’uovo e lo zucchero, e poi uniamo l’olio, sempre mescolando. A questo punto iniziamo ad incorporare a poco a poco il cacao, cercando di sciogliere i grumi che si formano sempre, e poi la farina, un cucchiaio per volta.
Quando vedrete che state iniziando a fare fatica a mescolare la farina al resto dell’impasto con la forchetta, iniziate ad impastare con le mani. L’impasto è pronto quando non si appiccicherà più alle dita.

Stendete la frolla tra due strati di carta forno con il mattarello, mettetela nella teglia (di circa 22/24 cm massimo)tenendo circa 2 cm di bordo sulle pareti della teglia e bucherellate il fondo.
Cuocete la frolla in bianco a forno statico a 180 gradi per 15 minuti: la cottura in bianco si realizza mettendo sulla superficie dell’impasto un po’ di carta forno, e mettendovi sopra dei legumi secchi (che ovviamente non userete per altre ricette!!) oppure le sferette apposite che si vendono nei negozi specializzati per la cottura in bianco.
Trascorsi i 15 minuti, togliete la carta forno con i pesini sopra e terminate la cottura in forno per altri 5 minuti. Lasciate raffreddare.

Mentre cuoce la frolla, iniziate a preparare la ricotta montata: in un pentolino mettete la ricotta col suo siero e lo zucchero e scaldatela per cinque minuti, continuando a mescolare con una frusta a mano. Una volta calda, passatela ricotta col frullatore per almeno tre minuti, in modo che diventi liscia e cremosa. mettete la pellicola alimentare a contatto e lasciatela raffreddare e poi mettetela in frigo un paio d’ore in modo che rassodi. Una volta pronta, incorporate i lamponi ben lavati.

Nel frattempo preparate anche la crema al cioccolato, versando in un pentolino il latte, in cui avrete accuratamente sciolto la fecola e lo zucchero a velo, e il cioccolato a pezzetti. Fate fondere il cioccolato a fuoco basso, e attendete che la crema si rapprenda leggermente. Non deve bollire, solo scaldarsi da permettere al cioccolato di sciogliere e alla fecola di addensare il composto. Togliete dal fuoco e fate raffreddare coprendo la superficie con della pellicola alimentare per evitare che si formi quella fastidiosa patina gommosa.

Adesso possiamo completare la crostata al cacao con ricotta montata e lamponi: nel guscio di frolla mettete uno strato di crema alla ricotta montata e lamponi, livellandola bene. Dovrebbe arrivare a 0.5 cm dal bordo. Mettete poi uno strato di crema al cioccolato, e passate in frigo una mezz’ora per rassodare il tutto. Successivamente, decorate la superficie con i lamponi freschi ben lavati e poi con le scaglie di cioccolato fondente e se volete anche qualche foglia di menta.
Mettete in frigorifero per conservarla e toglietela circa 20 minuti prima di servirla.

Crostata senza glutine all’uva

Crostata senza glutine all’uva

Dice un proverbio “Dovrebbe essere sempre settembre“. Forse, o meglio, dovrebbe essere sempre come la prima quindicina di settembre. Quando fa caldo, ma non troppo. Fa fresco, ma non troppo. Insomma, i giorni in cui si scivola con piacere dall’estate più torrida verso l’autunno fatto di colori morbidi, di mattine con il soprabito, e di cieli ancora blu e tersi, senza più l’afa e la canicola dell’estate più profonda.

E’ anche il mese di tante sagre e feste patronali di Paese, ed il mese della vendemmia per eccellenza! A settembre è tutto un pullulare di festeggiamenti, credo che ci siano centinaia di borghi, paesi e città che festeggiano qualsiasi ricorrenza. Settembre è, in definitiva, il mese più adatto per lasciarci alle spalle la stagione più calda ed entrare in autunno col cuore leggero.

Per festeggiare questo mese, oggi vi propongo una ricetta molto semplice e leggera – un solo uovo, gluten free, e bellissima anche da vedere. La crostata senza glutine all’uva è proprio il dolce ideale per celebrare questo mese meraviglioso.

Ingredienti:
per la base:
250 gr farina certificata senza glutine (io ho usato questo mix di farine di Nutrifree)
100 gr zucchero
1 uovo
3 gr lievito certificato senza glutine
60 gr olio di semi

per la crema pasticcera:
30 gr maizena certificata senza glutine
250 ml latte (io scremato)
50 gr zucchero
buccia di mezzo limone con buccia edibile
1 bustina vanillina (o mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia)
curcuma q.b.

per decorare:
uva bianca e nera a piacere

Procedimento:
Iniziate a preparare la crostata senza glutine all’uva mettendo in una ciotola lo zucchero e l’uovo. Amalgamateli velocemente con l’aiuto di una frusta a mano, e poi aggiungete l’olio, sempre amalgamando.
Iniziate poi a incorporare in questo composto le polveri: setacciate la farina insieme al lievito, e poi incorporatela poco per volta nel composto con l’uovo, sempre mescolando (io all’inizio mi aiuto con una forchetta). Appena avrà iniziato a solidificarsi, potete continuare a mano.
La frolla sarà pronta quando tenderà a non attaccarsi più alle mani.

A questo punto, stendetela tra due fogli di carta forno con l’aiuto di un mattarello, e mettetela in una teglia per crostata (io ho usato lo stampo rettangolare, ma ovviamente non è obbligatorio!). Cuocete a questo punto la frolla in bianco (io copro la superficie con carta forno e poi uso dei pesini appositi – ma vanno bene anche dei legumi secchi che non mangiate – per appiattire la carta ed evitare che la crostata gonfi in cottura). Infornate per circa 15/20 minuti a 180 gradi, forno statico già caldo. Una volta trascorso il periodo, sfornate e lasciate raffreddare prima di togliere la carta forno.

Ricordate che la frolla senza glutine, non sviluppando appunto la maglia glutinica, è estremamente fragile e friabile. Fate quindi attenzione quando la estraete dalla teglia, è molto fragile e potrebbe rompersi (indipendentemente dal suo spessore!).

Mentre raffredda, potete preparare la crema pasticcera: in un pentolino mettete a scaldare il latte con qualche pezzetto di buccia di limone in modo che insaporisca. In un’altra ciotola mettete la maizena con lo zucchero e un cucchiaino di zeste grattugiate del limone e la vanillina. Mescolate con una frusta per amalgamare. Quando il latte avrà iniziato a sfiorare il bollore toglietelo dal fuoco, e versatelo (sempre mescolando!) sulla maizena con lo zucchero. Rimettete poi sul fuoco questo composto, e mescolate continuamente fino a che non si rapprenderà. Il fuoco non deve essere alto; ci vorranno tra i cinque e i dieci minuti. Fate raffreddare coperto dalla pellicola alimentare per evitare che si formi quella pellicola fastidiosa sulla superficie della crema.

Una volta raffreddato tutto, procedete a comporre la vostra crostata senza glutine all’uva: stendete la crema all’interno del guscio di frolla e livellatela bene. Decorate poi con gli acini di uva che avrete in precedenza ben lavato. Potete realizzare tutte le decorazioni che più vi piacciono! Io ho alternato righe di acini di uva bianca e uva fragola, perchè adoro il sapore di questa varietà. Ma voi potete sbizzarrirvi con la fantasia!

Parigini siciliani bigusto

Parigini siciliani bigusto

I parigini siciliani sono un’altra ricetta della tradizione italiana, forse poco conosciuta nel resto del Paese, ma che vale la pena riscoprire. Nascono nella zona di Ragusa, e la tradizione vuole che si chiamino così perchè – appena usciti dal forno – assomigliano nella forma alle baguettes, il “pane di Parigi”. Da qui “parigini”.

I parigini siciliani sono ottimi a colazione, all’ora del té, o in qualsiasi momento della giornata. Possono essere preparati in diversi modi, con la marmellata, le gocce di cioccolato, oppure con il cacao. Come tutti i dolci della tradizione povera, nella ricetta originale è previsto l’uso della strutto, che possiamo anche però sostituire col burro. Questa che vi propongo oggi è la versione ancora più alleggerita, perchè realizzata con olio nell’impasto – in questo modo può essere perfetta per tutti, anche per chi è intollerante al lattosio.

In questa versione che vi presento oggi, i parigini siciliani sono bigusto, cioè ho unito insieme un impasto alla vaniglia e uno al cacao. Sono facilissimi da realizzare, cuociono in un baleno, e sono leggeri come una nuvola. Che ne dite se li proviamo insieme?

Ingredienti:
250 gr farina 00
140 gr zucchero
10 gr cacaco amaro
60 gr olio vegetale (se non avete problemi col lattosio, potete usare 75 gr di burro)
2 uova
6 gr lievito
1 bustina vanillina
zeste di un limone biologico
zucchero a velo q.b.

Procedimento:
Iniziate a preparare i vostri parigini siciliani mettendo in una ciotola le uova con lo zucchero e l’olio. Mescolateli insieme e poi aggiungete la farina con il lievito e la vanillina in due/tre riprese, lavorando l’impasto molto bene per evitare i grumi (se usate il burro potete lavorare l’impasto tutto insieme in una planetaria o in una ciotola).
L’impasto finale sarà comunque piuttosto morbido.

Dividete l’impasto a metà, e in una parte aggiungete il cacao. Impastate bene fino ad assorbimento del cacao.

A questo punto, create dei filoncini di uguale spessore e lunghezza con entrambi gli impasti, e poi affiancate un filoncino alla vaniglia e uno al cacao. Compattateli per bene, e appiattiteli leggermente.

Mettete i parigini bigusto che avrete formato sulla leccarda del forno, coperta dalla carta forno, e cuoceteli nel forno già caldo a 180 gradi per 15 minuti.

Sfornateli e fateli raffreddare. Quando saranno tiepidi, tagliateli obliquamente, e spolverizzateli con zucchero a velo.

Pane dolce con pesche e more di rovo

Pane dolce con pesche e more di rovo

A settembre succedono giorni di cielo sceso in terra. Si abbassa il ponte levatoio del suo castello in aria e giù per una scala azzurra il cielo si appoggia per un poco al suolo.”

Settembre torna con il suo piglio di vero gennaio, perchè è a settembre che tutto ricomincia. A gennaio non ricomincia nulla, in verità – è solo questione di numeri. E’ a settembre che la vita riprende, a settembre che si fanno i propositi per il nuovo anno.
E soprattutto è a settembre che l’estate cede il passo all’autunno. Non subito, però! Abbiamo ancora tempo qualche settimana per gustare gli ultimi frutti di stagione, dolci, succosi e colorati. Così nasce il pane dolce con pesche e more di rovo, che è una focaccia che si crede pane, e alla fine diventa tutte e due le cose. Perfetto per la colazione, con tanta buona confettura, ma anche per accompagnare degli ottimi salumi. La frutta dolce crea un contrasto perfetto con la salinità degli insaccati. La base di questo pane è versatile, la potete accompagnare anche ai fichi, all’uva, a ogni frutto dolce e morbido tipico della stagione estiva.

La preparazione richiede solo pazienza; non è affatto difficile, non lasciatevi intimorire! Il risultato, sono sicura, vi stupirà.

Ingredienti:
300 gr di farina tipo 1
100 gr farina 00
10 gr lievito di birra fresco
30 ml olio EVO
300 ml di acqua tiepida
30 gr zucchero semolato o di canna
5 gr sale
1 pesca piccola matura
more q.b.
10 gr olio EVO
eventualmente zucchero di canna

Procedimento:
In una ciotola, o nella impastatrice, mettete le due farine e lo zucchero. Mescolate gli ingredienti secchi tra loro e poi versate a poco a poco l’acqua, in cui avrete sciolto il lievito di birra.
Intanto che versate a filo l’acqua, continuate ad impastare in modo da far assorbire il liquido all’impasto. Aggiungete poi l’olio, sempre impastando. Per ultimo, aggiungete il sale.

Impastate per qualche minuto, fino a che non avrete ottenuto un panetto liscio, e solo leggermente appiccicoso.
Mettetelo a lievitare in una ciotola fino al raddoppio del volume (ci vorranno circa due ore).

Riprendete l’impasto, sgonfiatelo leggermente, e poi mettetelo in una teglia di circa 26 cm di diametro già foderata con carta forno. Nello stendere l’impasto, usare pure i polpastrelli delle dita, di modo che lascino sulla superficie dei piccoli buchini.
Fate lievitare nella teglia ancora per 40 minuti.

Riprendete poi l’impasto, spennellatelo con una emulsione di olio e acqua, facendo entrare l’emulsione anche nei buchini che avrete creato con i polpastrelli sulla superficie, e poi decoratelo con la frutta – nel nostro caso le pesche tagliate a fette e qualche mora di rovo. Se lo desiderate, per fare una nota maggiormente dolce, potete anche spolverizzare la superficie con dello zucchero di canna.

Informate a 200 gradi per circa 40 minuti .
Servite il il pane dolce con pesche e more di rovo leggermente tiepido, accompagnandolo con della confettura o dei salumi freschi.