Plum cake all’earl grey con glassa al miele e limone

Plum cake all’earl grey con glassa al miele e limone

Confessioni di una tè dipendente. Amo il tè, da ben prima dei miei soggiorni in Inghilterra che, per inciso, sono stati da questo punto di vista dei veri glory days. Infatti, bevevo catini di tè a ogni ora del giorno e della sera, a merenda, alle cinque, dopo cena… con il latte, à la anglaise, poco importa se prima ci eravamo scofanati un quintale di beans on toast o una insalata di tonno. Il tè è il tè.
Un argomento di conversazione, un mezzo per socializzare, senza farsi venire la cirrosi (ma un po’ di agitazione sì, visto che la teina non è proprio tutta salute).

Ne ho bevuto tanto anche a casa, tanto che la Twinings, nel secolo scorso, mi ha mandato a casa una fiammante teiera rossa logata e ben due tazze, premio per chi tra i clienti riceveva più punti.
Ho pensato quindi a un modo per condensare una tazza di tè in un dolce, ed è nato il dolce di oggi, un plum cake all’earl grey con glassa al miele e limone, che ha riscosso un insperato successo e per questo ve lo propongo, oggi in versione light, ossia senza burro.

Ingredienti:
250 gr latte parzialmente scremato
2 bustine di tè all’earl grey
240 gr farina 00
6 gr lievito per dolci
Un pizzico di sale
200 gr zucchero
2 uova
Mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia (io ho usato questo)
110 gr olio di mais (va bene qualsiasi olio vegetale con un sapore non forte)

Per la glassa ho usato:
1 busta di zucchero a velo (sono circa 140 gr)
3 cucchiai di miele di acacia (morbido)
1 cucchiaio di succo di limone
Acqua calda q.b.

Procedimento:
Iniziate a preparare il plumcake all’earl grey scaldando il latte, e appena inizia a sobbollire, spegnete il fuoco ed aggiungete le due bustine di tè. Lasciate in infusione almeno un paio di ore, così nel frattempo il latte raggiungerà la temperatura ambiente. Coprite magari la superficie del latte con della pellicola, così non si forma quella fastidiosa pellicina.

Una volta che saranno trascorse le due ore, togliete le bustine dal latte, e schiacciatele per bene, così fuoriuscirà il latte e l’aroma del tè.

Scaldate il forno a una temperatura di 180 gradi e foderate con carta forno uno stampo da plumcake di 20 cm circa.

In una ciotola capiente mettete gli ingredienti secchi (farina, lievito, e sale) e mescolate.

In un’altra ciotola (o nella planetaria, col gancio a foglia) mettete le uova, lo zucchero e l’estratto di vaniglia, e sbattete bene per almeno cinque minuti. Il composto deve almeno raddoppiare di volume. Aggiungete poi anche l’olio, e continuate a sbattere per un altro minuto.

Abbassando la velocità, iniziate ad incorporare alle uova anche il mix degli ingredienti secchi, aggiungendoli a poco a poco. Infine, aggiungete anche il latte con l’infusione di tè. Mescolate fino a che l’impasto non sarà soffice e liscio.

A questo punto, mettete l’impasto del vostro plum cake all’earl grey nello stampo, e infornate il tutto per circa 50 minuti, fino al massimo ad un’ora nel forno (dipende dal vostro forno, e comunque fate sempre la prova stecchino).

Fate raffreddare bene il plum cake all’earl grey prima di toglierlo dallo stampo per glassarlo.

Per la glassa, mettete lo zucchero a velo in una ciotola, aggiungete il miele e il succo di limone, e mescolate. Aggiungete poi l’acqua calda poco per volta, in base a quanto densa preferite la glassa. A me piace un po’ lenta, quindi ne ho aggiunti cinque o sei cucchiai, ma potete limitarvi a due o tre.

Io ho guarnito spolverando con la scorza del limone, ma potete anche usare un po’ di tè earl grey prelevato dalla bustina (ci ho pensato adesso, la prossima volta lo decorerò così!).

Se volete un’altra idea di plum cake, perchè non provate il Plumcake al limone e lavanda?

Torta vegan e senza glutine alle mandorle e mirtilli

Torta vegan e senza glutine alle mandorle e mirtilli

Anche se la torta alle mandorle e mirtilli sembrerebbe più adatta ad un pigro pomeriggio primaveril-estivo, vi assicuro che è un toccasana in qualsiasi momento dell’anno.
Soffice e gustosa, si prepara davvero in pochissimi minuti, mantiene una morbidezza e un profumo che mettono allegria, e poi i mirtilli succosi e colorati sono un vero spettacolo!

Purtroppo in inverno bisogna accontentarsi: i mirtilli arrivano in buste congelate, se siete stati previdenti durante le stagioni calde e li avete messi in freezer appena acquistati.
Oppure direttamente dall’altra parte del mondo, dove è già estate inoltrata.
Il ché non è un bene, parlando di sostenibilità, perchè fare viaggiare queste primizie fuori stagione tra i continenti certamente non aiuta il pianeta. Però, a volte cedo anche io…

Sperando che invece voi siate stati previdenti e possiate usare i vostri mirtilli locali congelati, vi lascio questa ricetta semplicissima. A differenza di tante ricette che sono sia vegane che senza glutine, non richiede ingredienti strani ed esotici, tipo semi di piante equatoriali sconosciute, alghe polverizzate, farine di graminacee da altri pianeti o che altro.

Solo buone mandorle, buoni mirtilli, un mix di farine gluten free che trovate in qualsiasi supermercato.
Siete pronti a provarla con me?

Ingredienti:
120 gr mix di farina gluten-free (come questo)
145 gr farina di mandorle (o mandorle pelate intere)
6 gr lievito per dolci
6 gr bicarbonato
150 gr zucchero di canna
180 gr latte di mandorla
70 gr olio di cocco (sciolto)
1 cucchiaio di aceto di mele
150 gr mirtilli freschi se possibile
2/3 manciatine di mandorle a lamelle e zucchero a velo per decorare

Procedimento:
Scaldate il forno a 180 gradi.

Foderate con carta forno una teglia a cerniera di 20 cm di diametro (le quantità della ricetta sono per una teglia medio piccola).

Mettete in un mixer le mandorle intere e lo zucchero di canna. Mettete il mixer alla massima velocità per un paio di minuti, fino a che le mandorle non si saranno ridotte a farina. Nel caso in cui abbiate già la farina di mandorle, saltate questo passaggio (però con le mandorle tritate al momento, a mio avviso la ricetta è più buona!).

In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi. Il mix senza glutine, la farina di mandorle, lo zucchero, il bicarbonato, il lievito e mescolate.

Aggiungete poi gli ingredienti liquidi, iniziando dall’olio di cocco (che deve essere sciolto), e poi il latte. Se vedete che l’impasto è ancora un po’ duro (questo dipende dalla farina di mandorle e dalla sua qualità, a volte alcune assorbono molto liquido) aggiungete un po’ di altro latte di mandorla. Il composto deve risultare compatto ma lavorabile.

Infine, aggiungete l’aceto di mele.

Lavate e mondate i mirtilli, asciugateli e cospargeteli di farina senza glutine.
Mettete poi i mirtilli direttamente nell’impasto, mescolando poco e delicatamente per evitare di romperli.

Infine, mettete l’impasto nella teglia, cospargete la superficie con le mandorle a lamelle, e cuocete per circa 45/50 minuti in forno già caldo.

Lasciate intiepidire la torta prima di trasferirla su una gratella ad asciugarsi.

Cospargete di zucchero a velo la vostra torta alle mandorle e mirtilli (se vi va, altrimenti va benissimo anche senza!).

Se vi piacciono i mirtilli e volete un’altra idea gluten free, guardate la ricetta del Plumcake al limone e mirtilli!

Mini plum cake all’avena e noci

Mini plum cake all’avena e noci

Veganuary è una iniziativa nata dalla omonima organizzazione, che invita le persone a lasciare i propri pregiudizi, ed a provare per un mese ad abbracciare il veganismo – magari si può scoprire che la scelta non sarà per un mese, ma per la vita intera, chissà.
Dal 2014 sempre più persone e aziende hanno dato una chance al veganismo. Non parliamo soltanto di alimentarsi in un certo modo, ma anche di cosmetici e altri prodotti ispirati alla filosofia vegan. Nel 2019 alcune grosse corporation, come Sky o PWC, hanno partecipato a una sorta di corporate challenge.
Anch’io cerco, ogni anno, di aggiungere frecce al mio arco, e provo e testo ricette di ispirazione vegana, che però vanno bene tutto l’anno, non solo a gennaio!

Oggi è la volta dei mini plumcake all’avena e noci, totalmente vegani, che possono però diventare anche dei muffin (la ricetta viene da lì!) o anche un plum cake normale.

Ingredienti:
50 gr di noci tritate grossolanamente
110 gr di farina integrale
60 gr di fiocchi di avena + qualcuno per decorare
60 gr di zucchero di canna
mezza bustina di lievito per dolci
30 gr di olio di riso (o vegetale)
120 gr di latte di riso (o di mandorle)
due manciate abbondanti di gocce di cioccolato fondente vegan (o 50 gr di cioccolato fondente vegano tagliato a pezzettini al coltello) + una manciata per decorare

Procedimento:

In un mixer mettere l’avena e lo zucchero. Frullate alla massima velocità per circa un minuto, in modo che l’avena si sminuzzi insieme allo zucchero.

In un’altra ciotola setacciate la farina con il lievito, poi aggiungete l’avena con lo zucchero e mescolate per bene.

Unite poi l’olio e il latte, e mescolate molto bene per evitare che si formino i grumi.

Infine, unite anche le noci tritate al coltello, e le gocce di cioccolato (o i pezzettini di cioccolato, davvero non fa differenza). Utilizzate una marisa o una spatola per incorporare le noci e il cioccolato, in modo da non romperli.

Riempite gli stampini per mini plumcake (io uso questi, sono ottimi e non bisogna nemmeno imburrarli e infarinarli), o per muffin, avendo cura di di lasciare circa un dito dal bordo. Cospargete la superficie dei mini plum cake all’avena e noci con un po’ di fiocchi di avena e del cioccolato in gocce o tritato.

Mettete i mini plum cake all’avena e noci in forno già caldo a 180 gradi per circa 25 minuti. Fate sempre la prova stecchino prima di estrarli, perchè ogni forno è diverso.

Estraete i mini plum cake all’avena e noci solo quando si saranno ben raffreddati.

Se vi piace l’avena, provate i miei biscotti all’avena e frutta secca.

Plumcake ai mirtilli e limone senza glutine

Plumcake ai mirtilli e limone senza glutine

La diagnosi di celiachia del mio babbo è stata lunga e tortuosa, e non senza scontri accesi con i vari medici che mi è capitato di incontrare. Sì, perchè alla fine la diagnosi di celiachia l’ho fatta io prima di tutti. E sono stata presa in giro da molti medici, che mi hanno liquidata con frasi come “Adesso figuriamoci, sono tutti celiaci!”, oppure “Non si diventa celiaci a settant’anni!”.
Però il mio babbo stava male da almeno vent’anni, e in più i sintomi della celiachia li aveva tutti. Da manuale proprio.

Bastava prendere gli esami del sangue, e si sarebbe potuto capire subito che c’era qualcosa che non andava. Sarebbe bastato un semplice esame del sangue aggiuntivo, gli anticorpi anti transglutaminasi. E chiunque avrebbe visto che aveva valori superiori a 1000, quando al massimo sarebbero 30! Eppure, anche se li avevo chiesti, non sono mai stati prescritti, perchè… bisogna risparmiare.

Mi piacerebbe che i medici ascoltassero di più i pazienti, e che avessero il coraggio di pensare fuori dagli schemi. Improbabile non vuol dire impossibile.

La cura per la malattia celiaca è il regime alimentare rigorosamente senza glutine. Ci sono negozi specializzati in alimenti gluten free che aprono come funghi in tutte le città, il ché è un gran sollievo visto che fino a qualche anno fa praticamente non si trovava nulla fuori dalla farmacia.

Se però posso preparare le cose a casa, il sapore è indubbiamente un’altra cosa. Parleremo le prossime volte di contaminazioni, sostituzioni di alimenti e quant’altro. Oggi vi lascio quest’idea: cucinare senza glutine non solo si può, ma si deve. La celiachia è una malattia, ma non è la fine del mondo. E il plumcake ai mirtilli e limone, che oltre a essere senza glutine è anche senza latticini, vi conquisterà al primo morso!

Ingredienti:
100 gr olio vegetale
200 gr zucchero
zeste grattugiate di due limoni
2 uova a temperatura ambiente
120 gr di latte di mandorla
succo di due limoni
240 gr di farine senza glutine (io ho usato il Mix della Schar) + un paio di cucchiai per i mirtilli
un pizzico di sale
8 gr di lievito per dolci (senza glutine)
150 gr di mirtilli (meglio freschi)

per la glassa (opzionale):
120 gr di zucchero a velo
2/3 cucchiaini di succo di limone

Procedimento:
Per prima cosa lavate bene i limoni (che devono avere la buccia edibile, altrimenti non si possono usare anche le zeste!). Grattugiate la buccia, e mettetela da parte.
Prendete poi il succo dei due limoni, filtratelo, mettetelo in un pentolino senza né acqua né zucchero, e portatelo ad ebollizione.
Abbassate il fuoco e lasciatelo sobbollire fino a che il succo non si sarà ridotto di circa la metà. Così avrete un buonissimo e concentrato di succo pieno zeppo di sapore!

Lasciate raffreddare.

Successivamente sbattete insieme l’olio con lo zucchero e le zeste del limone in una terrina (con la frusta o a mano). Aggiungete le uova una per volta e mescolate bene.

Aggiungete poi il latte di mandorla, il succo di limone e mescolate ancora.

Infine, unite al composto la farina senza glutine con il lievito e il sale e mescolate ancora eliminando eventuali grumi.

Lavate e mondate i mirtilli, asciugateli e cospargeteli di farina. Unite i mirtilli all’impasto, mescolandoli brevemente e molto dolcemente per evitare che si rompano.

Imburrate e infarinate, oppure foderate con della carta forno, uno stampo da plumcake, e versatevi all’interno l’impasto del plumcake ai mirtilli e limone.

Infornate il plumcake in forno già caldo a 175 gradi per 60/65 minuti (fate sempre la prova stecchino!). Attendete che si sia intiepidito prima di estrarlo dalla teglia.

Il plumcake ai mirtilli e limone è buonissimo anche così, ma potete coprirlo con una golosa glassa al limone, che si ottiene mescolando allo zucchero a velo un paio di cucchiaini (o tre, se volete una glassa più liquida) di succo di limone.

Chocolate chip cookies vegan

Chocolate chip cookies vegan

Generalmente si crede che i dolci vegani siano tutti una privazione, privi di burro, uova e dunque di sapore ed essenzialmente… tristi.

Nulla di più falso! E questi chocolate chip cookies vegan sono la chiara dimostrazione di quanto buoni e golosi possano essere i dolci in versione vegana. Non tutti i dolci si prestano alla versione vegana, perché se fare a meno del burro è possibile, con qualche accorgimento, non sempre le uova si sostituiscono con agio. Però ci sono un po’ di trucchetti: si può usare dello yogurt vegetale, oppure mezza banana. Un uovo è sostituibile anche con due cucchiai di amido di mais – ingrediente utilissimo se si vuole fare una ricetta che sia anche gluten free.

Una delle alternative è l’uso della mela – nulla di più semplice, alla fine! Ed è la soluzione usata in questa ricetta, che con la mela sarà supernaturale. Non acquistate la purea di mela, fatela da voi e vedrete che bontà.

Ingredienti:
– 125 gr di purea di mela (approssimativamente 1 mela)
– 300 gr farina 00
– 150 gr zucchero
– 150 gr zucchero di canna
– 2 gr lievito per dolci
– 6 gr bicarbonato
– 200 gr di cioccolato vegan, tagliato a pezzettini (se le trovato, vanno ottimamente anche gocce di cioccolato)
– 1 pizzico di sale
– 1 bustina vanillina
– 150 gr olio di cocco sciolto (io ho usato questo)

Procedimento:
Iniziate a preparare i chocolate chip cookies vegan preparando la purea di mela. Pelate e spezzettate una mela, mettetela in un pentolino, aggiungete un po’ di acqua (circa 5 cucchiai) e fate cuocere a fuoco basso. Da quando inizia a bollire, la mela si ammorbidirà nel giro di una quindicina di minuti.
Se serve, aggiungete ancora un po’ di acqua. Una volta che la mela sarà molto morbida, spegnete il fuoco e passatela con un mixer. Fate raffreddare la purea.

Mentre la purea si raffredda, potete tagliare il vostro cioccolato al coltello in tanti pezzettini (se usate le gocce, omettete questo passaggio).

In una ciotola a parte, mettete l’olio di cocco sciolto, lo zucchero, la purea di mela raffreddata, e la vanillina. Mescolate bene.

Successivamente, aggiungete la farina, il lievito e il bicarbonato e il sale. Iniziate ad impastare, inizialmente se volete con una forchetta, ma proseguite poi con le mani. Una volta che avrete un impasto ben amalgamato, unite i pezzetti/le gocce di cioccolato, e impastatele all’interno dell’impasto principale.

Prendete poi l’impasto, copritelo con una pellicola per alimenti, e fatelo riposare in frigorifero per circa mezz’ora.

Successivamente, riprendete l’impasto, e ricavate delle palline aiutandovi con un cucchiaio. Io ho usato come misura il porzionatore del gelato, e l’ho riempito di impasto fino a metà, così sono riuscita a creare dei biscotti di forma abbastanza uguale.

Mettete le palline di impasto sulla teglia del forno coperta dalla carta forno, tenendole distanziate tra loro perché si allargheranno molto.

Ponete la teglia in forno già caldo a 175 gradi per circa 10/13 minuti.

Lasciate i biscotti un paio di minuti nella teglia fuori dal forno prima di staccarli e farli raffreddare su una gratella: infatti, usciranno dal forno ancora morbidi, ed inizieranno a rapprendersi con la temperatura ambiente.

Con queste quantità vi verranno una cinquantina di biscotti, o poco meno. Dipende dalla quantità di impasto per ciascuna pallina di impasto.

Se volete un’altra idea originale di biscotti vegani, guardate anche la ricetta dei Cuori di grano saraceno vegan e gluten free.

Focaccia senza impasto al rosmarino

Focaccia senza impasto al rosmarino

Che Myownsweet fosse un progetto di dolci vari lo si era capito, un po’ dal nome e un po’ dal fatto che il 98% degli esperimenti culinari di cui vi parlo sono dolci. Di vario tipo, da quelli più ricchi a quelli specifici per intolleranze alimentari, fino ad arrivare ai dolci vegani.
Nulla di elaborato – non mi piace il cake design, lo trovo stucchevole e “troppo”. E poi non sono capace.
Io sono per le cose semplici, genuine, quelle che mi hanno mosso ad imparare le basi della pasticceria e a proseguire su questa strada.

Ma i dolci non sono tutto; forse stupirà qualcuno il fatto che io sono e resto una patita del salato. A un dolce posso resistere. A un salato no.

Per questo oggi vi propongo una ricetta che ho realizzato rubandola alla mia amica Sara, che a sua volta aveva saccheggiato, attraverso un’altra foodblogger, Sigrid, una ricetta di nientepopodimeno ché la Locanda Locatelli, il famoso ristorante stellato di Londra dello chef Locatelli, adesso noto anche in Italia per essere uno degli ultimi giudici di MasterChef. Insomma, siamo una vera community di gusto!

La ricetta della focaccia senza impasto al rosmarino è così semplice che è impossibile non provarla almeno una volta. E dico “almeno” perché replicherete senz’altro. Ma più e più volte! L’impasto lievita da sé, mentre voi farete altro. Nel giro di pochissime ore è pronta per essere gustata, vi farà fare una bellissima figura e diventerà prestissimo uno dei vostri cavalli di battaglia.

Se non ci credete, provatela almeno una volta… attenzione, che crea dipendenza!!

Ingredienti:
15 g di lievito di birra fresco
300 g di acqua a 20°C
250 g di farina 00
250 g di farina manitoba
10 g di sale
olio extravergine di oliva
1 mazzetto di rosmarino

per la salamoia:
65 g di acqua a 20°C
65 g di olio extravergine di oliva
15 g di sale

Preparazione:
Iniziate preparando la salamoia, che lascerete riposare mentre preparate l’impasto: in una ciotola emulsionate tra loro tutti gli ingredienti della salamoia (io ho usato una piccola frusta a mano, se non l’avete va bene anche la forchetta).
Lasciate da parte.

Per fare l’impasto, iniziate sciogliendo il lievito di birra nell’acqua e fatelo riposare dieci minuti. Nel frattempo, pesate le farine e setacciatele insieme in una ciotola capiente insieme al sale.
Trascorsi i dieci minuti, unite il lievito sciolto nell’acqua e mescolate con un cucchiaio (non toccate l’impasto con le mani!). Una volta impastato il tutto, ungetelo in superficie con dell’olio di oliva, coprite con un canovaccio pulito e fate riposare l’impasto 10 minuti.

Passati questi dieci minuti, ungete una teglia con olio EVO e ribaltate all’interno della teglia l’impasto. Avendo io sbagliato misura della teglia (beneficiate della mia esperienza!) vi devo dire che la misura corretta della teglia per questa quantità di impasto è circa 37×25. Altrimenti viene troppo bassa e non morbida come dovrebbe (è buona comunque, fidatevi!).

Ungete ancora la superficie dell’impasto senza stenderlo, coprite con un canovaccio e fate riposare altri dieci minuti.

Trascorso questo periodo, potete iniziare a stendere l’impasto, dal centro verso l’esterno, usando le mani (non il mattarello!), senza premere troppo. Fate riposare per altri 20 minuti, sempre coperta da un canovaccio (così la superficie non seccherà).

Infine, togliete il canovaccio, con i polpastrelli fate dei buchini sulla superficie dell’impasto della vostra focaccia senza impasto al rosmarino, date una mescolata finale alla vostra salamoia e stendetela sulla focaccia con un pennello o un cucchiaio, riempiendo bene tutti i buchetti.
So che vi sembrerà tanta, sembrava anche a me, ma va messa per assicurarvi una bella sofficità.

Alla fine, distribuite anche del rosmarino sulla superficie (se non vi piace, omettetelo), coprite ancora con un canovaccio e fate riposare per gli ultimi 20 minuti.

Nel frattempo, potete iniziare a scaldare il vostro forno a 220 gradi, e quando saranno trascorsi i 20 minuti di riposo, infornate a forno caldo la vostra focaccia senza impasto al rosmarino e cuocetela per 25 minuti circa.
La superficie deve essere leggermente dorata.

Trascorso il periodo di cottura sfornate, lasciate intiepidire la focaccia e poi porzionatela secondo le vostre necessità e servitela.
E poi fatemi sapere qui nei commenti come vi è venuta, io quasi quasi stasera me ne preparo ancora un po’!!

Grissini cacio e pepe

Grissini cacio e pepe

Durante le ultime vacanze mi sono dilettata a provare tantissime preparazioni salate, con e senza glutine. Oltre che al dessert, infatti, mi sono incaricata di preparare qualche antipasto gustoso, e credo di esserci riuscita, in qualche misura!
Oltre a questo, abbiamo avuto il solito problema di trovare qualcosa di salutare ma senza glutine per il mio papà, che è celiaco, e credo che stavolta abbiamo fatto centro!

I grissini cacio e pepe sono un po’ la sintesi della mia famiglia – la parte romana acquisita e la celiachia del mio papà. Quindi, non potevano che piacere a tutti!

Sono grissini croccanti, grazie anche alla farina di mais nell’impasto – vi ricordo che se tra i commensali c’è un celiaco, la farina di mais deve essere certificata senza glutine (la spiga sbarrata sulla confezione è il simbolo dell’AIC per contrassegnare i prodotti sicuri e idonei alle specifiche esigenze di un’alimentazione senza glutine.

Pronti a preparare questi facilissimi grissini cacio e pepe?

Ingredienti:
150 gr mix di farine senza glutine (io ho usato quello di Nutrifree)
50 gr farina di mais (potete usare la bramata per polente, o anche il fioretto)
40 gr di pecorino grattugiato fresco
50 ml di olio EVO
100 ml di acqua a temperatura ambiente
1 cucchiaino scarso di pepe nero (meglio se appena grattugiato)

Preparazione:
In una ciotola mettete le due farine.
Mescolatele tra loro, e poi aggiungete il pecorino, il pepe e poi l’olio.
Mescolate ancora, e da ultimo aggiungete anche l’acqua, a filo, continuando a mescolare.

Dovrebbe risultare un impasto morbido ed omogeneo.

Lasciatelo riposare per una decina di minuti, poi stendete il vostro impasto su un foglio di carta forno con l’aiuto di un mattarello. Tenete un’altezza di circa 4/5 mm, come per i frollini.

A questo punto, tagliate i vostri grissini – potete usare una rondella dentata, quella che si usa per tagliare la pasta dei ravioli. Oppure usate un semplice coltello.
Se preferite, potete anche usare uno stampo da biscotti per creare dei cracker.

A me piaceva l’idea dei grissini, che ho tagliato a strisce di circa un centimetro, con una lunghezza di circa 15 cm (non li ho misurati con il metro, ho fatto a occhio).

Stendete sulla leccarda del forno della carta forno dove posizionerete i vostri grissini, e cuoceteli nel forno già caldo a 180 per circa 8/10 minuti. Devono solo dorare, senza scurirsi eccessivamente.

Frollini di mais e mandorle

Frollini di mais e mandorle

Non tutte le ciambelle riescono col buco, e non tutti i frollini di mais e mandorle riescono al primo colpo! Questa potrebbe essere la versione moderna del vecchio proverbio, perchè questi semplicissimi frollini sono stati una vera maledizione per me!

Cercavo disperatamente di finire un sacchetto di farina di mais fioretto che avevo in cucina già aperto, e volevo creare qualcosa di originale che fosse senza glutine e anche vegan. E semplice. E buono. Troppo forse?
Ero partita con l’idea di una base per crostata, e sono finita a fare dei frollini che, a dispetto della fatica con cui li ho realizzati (perchè non c’era verso che stessero insieme!) sono poi volati via in un baleno.

Hanno un gusto particolare, forse dato dal fatto che ho usato lo zucchero di cocco. Però le mie nipoti hanno dato un giudizio positivo, quindi non potevo non proporveli – adesso aspetto voi e i vostri commenti!

Ingredienti:
60 gr di maizena senza glutine (certificata)
120 gr di farina di mais fioretto (potete provare questa, o altra di vostra scelta)
80 gr farina di riso integrale
90 gr mandorle senza pelle
100 gr di zucchero di canna (potete usare anche quello semolato se preferite)
1 cucchiaino di pasta di vaniglia (o una bustina di vanillina=
una punta di cucchiaino di bicarbonato
80 gr olio vegetale
80 gr di acqua (temperatura ambiente)

Procedimento:
Anzitutto iniziate a preparare i frollini di mais e mandorle tostando le mandorle in un padellino antiaderente per qualche minuto. Devono colorirsi solo molto leggermente. Fatele raffreddare e poi frullatele in un mixer con lo zucchero di canna, in modo che questo aiuti a meglio sbriciolarle.

In un altro contenitore emulsionate molto bene i liquidi, cioè l’olio e l’acqua.

Prendete poi un’altra ciotola e mettete tutti gli ingredienti insieme: maizena, farina di riso e di mais, mandorle frullate con lo zucchero, vanillina o la pasta di vaniglia, il bicarbonato. Mescolate bene i secchi e poi introducete a poco a poco i liquidi (olio e acqua) mescolando continuamente in modo da formare un impasto omogeneo e liscio.

Mettete il vostro impasto in frigo, coperto dalla pellicola, a riposare per circa 30 minuti.

Trascorso questo periodo, stendete l’impasto tra due fogli di carta forno, a un’altezza di mezzo centimetro. Con l’aiuto del tagliabiscotti che preferite ricavate i vostri biscotti, che andrete a posizionare sulla placca del forno coperta anch’essa di carta forno. Spolverate la superficie dei biscotti con dello zucchero di canna o altro a scelta (non è obbligatorio, ma a me piace e da’ un po’ di croccantezza in più) e cuocete i biscotti a forno già caldo (statico) a 180 gradi per circa 15 minuti.

Ovviamente controllate bene che i vostri frollini di mais e mandorle non scuriscano troppo, altrimenti toglieteli prima (o lasciateli qualche minuto in più se li vedete ancora troppo indietro di cottura). Purtroppo ogni forno è a sé, quindi occorre regolarsi a vista!

Sfornate e lasciate raffreddare.

Ciambella al cappuccino

Ciambella al cappuccino

Per quanto mi riguarda, il mondo si divide tra quelli che il cappuccino lo bevono al massimo fino alle 11.30 del mattino, e il resto del mondo.
I primi sono prevalentemente italiani, gli altri sono barbari coi calzini corti, che pasteggiano a spaghetti e cappuccino (la sola idea mi mette orrore!).
Lo dice anche Beppe Severgnini, e io non mi metto certo a contraddirlo!
C’è un’indulgenza nel cappuccino che il caffè non ha. L’italiano che sceglie il cappuccino è apparentemente più mite, più disposto a prendere tempo, a non consumare la pausa che si è concessa in pochi minuti.
(Raffaella De Santis, Mammiferi italiani, 2016).

Il tutto per dire che la colazione è doppia se oltre al cappuccino liquido affianchiamo anche un cappuccino solido, sotto forma di ciambella al cappuccino! Prepararla è semplicissimo; e, se non vi dovesse piacere la forma a ciambella, ne esce anche una bella torta liscia ed elegante da 22 cm di diametro, quindi non avete scuse per regalarvi un momento di dolcezza!

Ingredienti:
60 ml latte
60 ml di caffè (io ho usato quello della moka)
40 gr burro
170 gr farina 00
120 gr zucchero
1 bustina lievito vanigliato
3 uova
3 cucchiai di granella di nocciole

Procedimento:
Iniziate a preparare la ciambella al cappuccino montando le uova insieme allo zucchero. Ci vorrà un po’, perché le uova devono essere montate tantissimo, e devono risultare quasi bianche e molto gonfie.

Nel frattempo in un pentolino mettete il latte, il caffè e il burro. Il burro si deve sciogliere e il latte col caffè devono raggiungere il punto prima dell’ebollizione, senza però bollire. Mentre il caffellatte col burro si scalda per bene, iniziate a incorporare alle uova montate la farina setacciata, aiutandovi con una leccapentole. Fate il movimento dal basso verso l’alto, in modo da non smontare le uova.

Unite poi il lievito setacciato, sempre mescolando, e poi il caffellatte con il burro sciolto, sempre mescolando pian piano. Il caffellatte va messo a poco a poco, incorporando bene il precedente prima di versarne altro. In conclusione, unite anche la granella di nocciole (a me piace tantissimo, ma se non vi va o siete intolleranti, o semplicemente non l’avete, potete anche ometterla).

Mettete l’impasto della vostra ciambella al cappuccino in una forma per ciambella (o in una teglia da 22 cm) imburrata e infarinata. Ponete poi la teglia in forno ventilato già riscaldato a 150 gradi per circa 35 minuti.

Ricordatevi di controllare la cottura con uno stecchino!

Lasciate raffreddare la torta prima di toglierla dalla teglia, e poi spolveratela di zucchero a velo, se vi piace. Altrimenti potete gustarla anche così, o coperta con una leggera glassa al caffè.

Io l’ho preparata con due cucchiaini di caffé e tre cucchiai colmi di zucchero a velo. La consistenza la potete scegliere come più vi piace, aggiungendo zucchero a velo o caffè.

Madeleines al limone e mandorle

Madeleines al limone e mandorle

Sul blog avete sicuramente visto tante versioni di madeleines, ma mancava ancora una versione di madeleines al limone e mandorle che fosse senza glutine e vegana. Con il mio nuovo stampo per madeleines che adoro, e che avevo già usato per le Madeleines all’arancia e zenzero, ho provato a immaginare un’altra versione, delattosata e deglutinata, ma con tanto gusto.
Del resto tantissime sono le versioni di madeleines, così come tante sono le storie e leggende intorno alla loro creazione. Vi ho già raccontato della tradizione che le vuole dedicate a Maria Maddalena; ma sappiate che i cugini d’Oltralpe sono anche un po’ più pratici, e pare che la prima madeleine risalga al 1755 a Commercy, per opera di una giovane pasticcera di nome, ovviamente, Madeleine. Si dice che il duca di Lorena avesse organizzato un ricevimento, alla vigilia del quale si trovò senza dolce a causa di un litigio tra il suo intendente e il cuoco di palazzo. Fu la giovanissima Madeleine Paulmier ad intervenire, realizzando dei dolcetti sulla base di una ricetta della nonna, che piacquero proprio a tutti. Non si spiega ancora però la loro forma così particolare, ma diciamo che trovo questa storia più plausibile di quella che li attribuisce alla Maddalena del Vangelo….

Sicuramente nella versione tradizionale ci sarà stato un quintale di burro. Oggi siamo tutti un po’ più attenti ai grassi animali che usiamo in cucina, e con l’aumento delle intolleranze è buona cosa avere alternative golose ma “senza”. Quella di oggi è proprio senza-senza, ma l’aroma del limone è perfetto per rinfrescare il gusto delle mandorle tostate. Provate anche queste, e poi mi direte!

Ingredienti:
80 gr mandorle pelate
60 gr di zucchero (io ho usato quello di barbabietola, ma potete usare anche quello di canna, o al più semolato)
150 gr di latte di mandorla (io ho usato quello della Granarolo, leggermente zuccherato, così ho diminuito la quantità di zucchero)
mezzo cucchiaino di aceto di mele
80 gr di farina di riso integrale
20 gr di fecola di patate
30 gr di amido di riso
40 gr di olio vegetale dal gusto leggero (io preferisco ‘olio di riso, ma va bene anche il mais)
7 gr di lievito consentito senza glutine
la punta di un cucchiaino di bicarbonato
una bustina di vanillina
la buccia di un limone grande grattugiata

Procedimento:
Per prima cosa, prepariamo le nostre madeleines al limone e mandorle tostando le mandorle: è sufficiente metterle sulla placca del forno coperta di carta forno, e lasciarle lì fino a che non diventano dorate (ma non devono scurire, quindi fate attenzione!). Io le lascio a 160 gradi (forno statico già caldo) per circa 7/8 minuti. Toglietele dal forno e lasciatele raffreddare.
Una volta che si sono raffreddate, riducetele in farina con l’aiuto di un mixer, in cui avrete messo anche lo zucchero. L’attrito vi aiuterà ad avere un miglior risultato.
Mettete il latte di mandorla in un bicchiere con l’aceto, e lasciate riposare per circa 5 minuti.
Versate poi in una ciotola le mandorle tritate con lo zucchero, la farina di riso, la fecola e l’amido di mais, il bicarbonato, il lievito, e la vanillina setacciati. Mescolate e poi unite le zeste grattugiate del limone.
Infine, aggiungete l’olio e il latte con l’aceto.
Mescolate bene con una frusta a mano in modo da amalgamare gli ingredienti ed evitare i grumi.
Fate riposate il composto in frigorifero per dieci minuti, mentre mandate in temperatura il forno a 180 gradi (statico).
Prendete i vostri stampi per madeleines, imburrateli e infarinateli come di consueto (oppure usate lo spray staccante se siete di fretta), date una breve mescolata all’impasto e poi inserite un paio di cucchiaini di impasto delle madeleines al limone e mandorle in ciascuna cavità (cercando di stare leggermente sotto al bordo – cresceranno un po’ in cottura).
Infornate per circa 10 minuti.
Prima di toglierle dallo stampo, lasciate che si intiepidiscano leggermente (se avete lo stampo in silicone potrete abbreviare leggermente i tempi, ma in ogni caso aspettate qualche minuto prima di estrarle).

Queste quantità, con i miei stampi, hanno dato circa 25 madeleines.

Potete servirle così, oppure con una spolverata di zucchero a velo.