Focaccia facile a breve lievitazione

Focaccia facile a breve lievitazione

Avrei potuto chiamare questa ricetta, invece che focaccia facile a breve lievitazione, la focaccia milanese, perchè si prepara in fretta, e si sa, qui a Milano non abbiamo tempo da perdere!

In realtà, in quarantena abbiamo avuto tanto tempo da riempire, o meglio abbiamo avuto modo di gestire in maniera un po’ meno frenetica il nostro ménage quotidiano. Però questa focaccia resta la soluzione vincente per risolvere un pranzo veloce, una merenda dell’ultimo momento, un aperitivo improvvisato.
Solitamente do’ i crediti delle ricette che rifaccio, ma stavolta sono partita da una ricetta che mi è arrivata per il tramite di una catena su Whatsapp, e quindi mi scuso in anticipo, ma non so da chi arrivi. Era scritta con inchiostro blu su un foglietto stropicciato e fotografato, e credo che abbia fatto dei bei giri prima di arrivare sul mio smartphone.
Tra l’altro la ricetta era anche stata fotografata storta, e quindi c’era un pezzo di foglio tagliato (bisognava inventare!) e qualche ingrediente e passaggio era stato saltato… bè, insomma, alla fine mi sono ingegnata ed ecco qui per voi la mia versione della focaccia facile a breve lievitazione, pronta per i vostri forni!
Pronti a prepararla insieme?

Ingredienti:
250 gr farina manitoba
250 gr farina 00 (ma se volete potete usare il farro o quella integrale)
300 ml di acqua (del sindaco)
25 gr di lievito di birra
7 gr sale fino
sale grosso q.b.
olio EVO q.b.
un dito di olio e un dito di acqua (sempre del sindaco)

questa volta l’ho insaporita con pomodorini e olive, ma potete farla anche liscia, o con dei formaggi… come volete voi

Procedimento:
Anzitutto sciogliete il lievito di birra nell’acqua leggermente tiepida.
Mettete poi le farine nella ciotola della impastatrice, montate il gancio per gli impasti e iniziate a mescolare, versando all’interno metà della vostra acqua con il lievito sciolto. Quando l’acqua si sarà ben assorbita, mettete il sale e continuate a impastare.

Dopo un minuto circa, versate anche la restante metà dell’acqua con il lievito. Continuate a impastare per qualche minuto, fino a che l’impasto non si sia ben incordato.
Ovviamente potete fare questa operazione anche a mano – sarà un po’ più lungo e faticoso, ma il risultato è assicurato!
Prendete una teglia (io ne ho usata una rettangolare 28 x 23 cm), copritela con la carta forno in modo che aderisca bene (se la avete antiaderente potete farne a meno) e distribuite sul fondo una dose generosa di olio, che dovete spargere bene su tutto il fondo della teglia.

Versate a questo punto nella teglia ben oleata l’impasto, senza stenderlo. Copritelo con della pellicola alimentare e lasciatelo lievitare in un luogo riparato (il forno spento andrà benissimo) per un’ora e mezza circa.
Trascorso questo periodo, riprendete l’impasto, togliete la pellicola e iniziate a stendere l’impasto che intanto avrà ben lievitato nella teglia, aiutandovi coi polpastrelli.
I polpastrelli lasceranno sulla superficie della focaccia dei bei buchini, che si riempiranno della salamoia.

Se volete farcirla, mettete sulla superficie della focaccia i vostri pomodorini tagliati a metà, le olive denocciolate, o qualsiasi altro condimento di vostro gradimento.
Preparate poi la salamoia mettendo in un bicchiere un dito di olio di oliva e un dito di acqua, miscelandoli benissimo tra loro. Potete sciogliere nella salamoia il sale – io ho preferito metterlo alla fine usando dei fiocchi di sale grosso, che mi piace di più!

Spargete poi la salamoia su tutta la superficie – potete farlo anche con le mani, così aiuterete la salamoia a depositarsi in tutti i buchini che avrete fatto mentre la stendevate. Coprite anche le olive e i pomodorini, così non seccheranno. Cospargete la superficie con il sale grosso a vostro gusto.
Fatela riposare ancora venti minuti.

Scaldate il forno a 230 gradi, e quando avrà raggiunto la temperatura infornate la vostra focaccia e cuocetela nella parte bassa del forno per circa 40/45 minuti. Dipenderà dal vostro forno, ma comunque date un’occhiata affinchè non si scurisca troppo.

Sfornate la vostra focaccia facile a breve lievitazione e servitela tiepida da sola o come accompagnamento a salumi e formaggi, o per una gustosissima merenda.

Fette biscottate al farro

Fette biscottate al farro

Finalmente, dopo sei settimane di lockdown, le persone hanno iniziato a capire che là fuori non c’è la carestia, ma una pandemia. E’ un virus che fa ammalare le persone in molti casi, purtroppo anche gravemente fino alla morte alcune. Altri se ne liberano senza sapere di esserselo portato in giro per un po’. Però pandemia e carestia fanno solo rima, ma no nsono la stessa cosa. Quindi faccio ancora una fatica terribile a capire perchè la gente si sia fiondata nei supermercati a razziare lievito di birra e farina.

Col risultato che adesso hanno quintali di farina e lievito in casa e magari non sanno che farsene. Perchè tra due settimane pare che ricominceremo ad uscire, e molti smetteranno di panificare forsennatamente, magari buttando via i tanto preziosi panetti di lievito.

Da ora ad allora, se volete cogliere l’occasione di non sprecare nè l’uno nè l’altro, e nel frattempo volete anche sognare che avrete anche quest’anno – in un momento impreventivabile tra luglio ed agosto – la prova costume, faccio la mia parte e vi lascio con una ricetta semplice ma che da’ soddisfaizone, quella soddisfaizone che solo i lievitati sanno dare. Le fette biscottate al farro (ma potete anche usare la farina d’avena o quella integrale) sono senza burro, senza lattosio, e con pochissimo olio e altrettanto poco zucchero. Una leggerezza unica … che potete far franare a terra con un etto di burro sotto la marmellata, se volete!

Ingredienti:
350 gr di farina manitoba
150 gr di farina di farro
2 cucchiai di olio di oliva (meglio se non forte)
1 cucchiaio colmo di zucchero (io ho usato quello di cocco potete usare anche il demerara)
1 bustina di lievito di birra secco (se avete quello fresco, riducete della metà)
un pizzico di sale
300 ml di acqua tiepida

Procedimento:
Anzitutto iniziate a preparare le vostre fette biscottate al farro sciogliendo lo zucchero in un po’ di acqua che avrete tolto dal totale indicato negli ingredienti.
Nella ciotola della planetaria (o una normale) montate quindi il gancio per l’impasto, e poi mettete le farine setacciate, ed il lievito secco, e date una mescolata. Se usate il lievito fresco, non inseritelo ora, ma scioglietelo nell’acqua tiepida rimanente.
In ogni caso leggete bene le istruzioni di uso consigliate sulla bustina del vostro lievito di birra secco, poichè ve ne sono alcuni che consigliano di trattarlo come se fosse lievito fresco, e quindi occorrerà sciogliere anche quello nell’acqua.

Mescolate tra loro gli ingredienti sechci e poi unite lo zucchero sciolto con la sua acqua, il sale e l’olio e mescolate.

A quetso punto, iniziate ad inserire l’acqua a filo (eventualmente con sciolto dentro il lievito) finoa che non si sarà assorbita tutta. Continuate a mescolare fino a che l’impasto no nsi sarà ben incordato. Con la planetaria ci vorranno all’incirca una decina di minuti o qualcosa di più. A mano… dipende dall’olio di gomito!

Una volta che l’impasto sarà pronto, ungete con poco olio una ciotola capiente, mettete l’impasto a riposare e lievitare in un luogo riparato (di solito il forno spento con o senza lucina funziona bene) coperto dalla pellicola e da un canovaccio per due ore.

A questo punto, riprendete l’impasto delle vostre fette biscottate al farro, e con le mani un poco unte di olio formate un filoncino con l’impasto, della stessa misura di uno stampo da plum cake (il mio è lungo 22 cm e queste quantità erano perfette). Coprite ancora col canovaccio e fate lievitare sempre in un luogo riparato per altri novanta minuti.

Trascorso anche quetos periodo, spennellate leggermente la superficie con dell’olio, e se volete potete spargerla con dei semi (se vi piacciono il sesamo, i semi di papavero, ma anche senza nulla va benissimo) e cuocete in forno già caldo a 180 gradi per quaranta minuti.

Estraete la vostra forma di plum cake una voltra trascorsi i 40 minuti di cottura e fate raffreddare le fette biscottate al farro nello stampo. Solo quando sarà quasi freddo, tagliate il panetto in tante fette 8delo spessore di circa 1 cm. Mettete le fette sulla placca del forno coperta di carta forno e rimettetele in forno a 180 gradi per 20 minuti circa.

Le fette biscottate al farro possono durare anche una settimana se le riponete in una scatola di latta.

Crostata di grano saraceno alla marmellata

Crostata di grano saraceno alla marmellata

In questo periodo così difficile, non è semplice trovare la motivazione per guardare avanti, verso un futuro così incerto.
Eppure, come dice la protagonista al termine del film “Caterina va in città” (se non lo avete mai visto, guardatelo, è un pugno nello stomaco dato con un sorriso) Al contrario dei pesci che coi loro occhi guardano di lato e delle mosche che guardano dappertutto, noi umani possiamo solo guardare avanti.
Quindi guarderemo avanti, anche se abbiamo paura che alla fine non andrà proprio tutto bene.

Non è nemmeno semplice guardare avanti con la voglia di sperimentare. Ma cerco di stare ben dentro a questa realtà anche attraverso la cucina, che è il mio piccolo rifugio minimo. Stranamente in questo periodo non ho voglia di grandi opere – cerco di mantenere i piedi in terra con ricette semplici, rustiche, adatte a tutti.
Oggi vi lascio una ricetta semplice, la crostata di grano saraceno alla marmellata. Per un dolce da credenza così semplice, avevo tentato di fare una decorazione un po’ complessa, fallita miseramente. Però dai, come si dice… conta il pensiero!

Ingredienti:
200 gr farina di grano saraceno
60 gr di maizena
100 gr zucchero
90 ml olio di semi
1 uovo (grande, se possibile)
la scorza di mezzo limone bio
4 gr lievito per dolci senza glutine
un pizzico di sale
confettura a vostra scelta

Procedimento:
Per una teglia di circa 22 cm (può arrivare fino a 24 cm).
Iniziate a preparare la crostata di grano saraceno mettendo insieme in un contenitore tutti gli ingredienti secchi, cioè la farina di grano saraceno, la maizena e il lievito, e mescolate.

Mettete poi in una ciotola abbastanza capiente l’uovo, lo zucchero e il sale. Mescolate in modo da amalgamare gli ingredienti, e poi versate l’olio, sempre mescolando, e la scorza del limone (un po’ come il procedimento della pasta frolla senza burro che trovate qui).

A questo punto, iniziate a incorporare i secchi nella parte liquida dell’impasto, mescolando prima con la forchetta e poi, quando l’impasto avrà raggiunto un po’ di consistenza, con le mani.
Appena l’impasto sarà liscio, copritelo con la pellicola alimentare e fatelo riposare circa un’ora in frigorifero.

Successivamente, riprendete l’impasto e stendetelo in forma circolare tra due fogli di carta forno con l’aiuto del mattarello. Inserite l’impasto steso (al massimo deve essere alto circa 4 mm) nella vostra teglia. Potete lasciare sotto la carta forno, oppure imburrare e infarinare col grano saracenmo la teglia, come preferite.

Con i rebbi della forchetta, bucherellate il fondo della crostata di grano saraceno e poi versatevi sopra uno strato di confettura, a vostra scelta. In questo caso io ho usato la confettura di mirtilli che avevo a casa. Lavorate poi ancora la pasta che è avanzata disegnando le tipiche losanghe della crostata, oppure i disegni che preferite.

Infornate la crostata di grano saraceno nel forno già caldo a 170 gradi per circa 35 minuti. Potete, se lo avete, spennellare la superficie con del latte di mandorla. In questo caso non lo avevo e non l’ho usato, non pregiudica il sapore nè la consistenza, rende solo più colorata la superficie della crostata.

Pastiera di riso senza glutine

Pastiera di riso senza glutine

Quest’anno tanti si lamentano che – a causa della forzata quarantena – non sentono il periodo pasquale con la stessa intensità degli altri anni. E’ certamente strano vivere la Pasqua chiusi in casa, senza la famiglia e gli amici intorno.
Ma la Pasqua arriva comunque, anche senza le lunghe tavolate e le gite fuoriporta.

Anzi, proprio in questo periodo è importante continuare a vivere le nostre tradizioni, senza lasciarsi andare allo sconforto e ai brutti pensieri. Più di ogni altro anno, la Pasqua del 2020 va festeggiata nel suo senso più profondo, di liberazione – stavolta dal virus!

A proposito di tradizioni, quest’anno facciamo un viaggio (purtroppo solo virtuale) un po’ più a sud del Po, e vi offro una soluzione tradizionale ma gluten free della pastiera napoletana, dolce tipico della tradizione pasquale.
Ho sostituito il grano con il riso, e la frolla l’ho realizzata con un mix di farine senza glutine, di quelli che si trovano comunemente in tanti supermercati.
So che in questo periodo le farine sono difficili da trovare, ma questi Mix sono abbastanza diffusi.

La preparazione non è tanto complessa, serve solo un po’ di tempo. Ma in questo strano periodo ne abbiamo, no?

Ingredienti:
per la frolla
220 gr di mix di farine per dolci senza glutine
1 uovo
120 gr burro
100 gr zucchero

per il ripieno
150 gr di riso
250 gr di ricotta
500 gr latte
250 gr di zucchero
la buccia di un limone
3 uova
2 cucchiai di acqua millefiori
vanillina
cannella

Procedimento:
Prepariamo anzitutto la frolla: mettete in una ciotola (o nella planetaria) il burro con circa 80 gr di mix di farine senza glutine, e lavorate (con la frusta a K) fino a che non si forma una sorta di composto cremoso.
Aggiungete poi lo zucchero e l’uovo, e continuate ad impastare.
Per ultimo, aggiungete anche la restante farina.

Una volta ottenuto un impasto liscio ed omogeneo, mettetelo in frigo a riposare per almeno un’ora, coperto con della pellicola alimentare.

Nel frattempo, preparate il ripieno. Prendete un pentolino e riscaldate il burro e il latte con lo zucchero (ma prendetene poco, basta la metà del 250 grammi che servono per il ripieno), l’acqua millefiori e la buccia del limone. Quest’ultima, tagliatela a pezzettoni, avendo cura di non prelevare la parte bianca (è amara!).

Successivamente, una volta che il composto avrà sfiorato il bollore, versatevi dentro il riso, e mescolate.
Lasciate cuocere a lungo, trenta minuti, o comunque fino a che non si sarà addensato tutto il composto. Lasciate intiepidire.

Mentre il riso raffredda, setacciate la ricotta e lavoratela con l’altra metà dello zucchero. Poi, inserite le uova a una a una ,e mescolate bene per incorporarle. A questo punto, togliete le bucce del limone dal composto col riso, e poi incorporatelo alla crema di ricotta, insieme alla vanillina e a un pizzico di cannella (a vostro gusto).
Amalgamate bene.

A questo punto, riprendete la vostra frolla, stendetela con l’aiuto di un mattarello ad una altezza di circa 3/4 millimetri. Foderate uno stampo (22/24 cm) con carta forno (oppure imburratelo e infarinatelo, sempre con farina senza glutine) e ponetevi all’interno la frolla senza glutine fino a raggiungere quasi il bordo della teglia.

Riempitela quindi con il ripieno di riso e ricotta, e poi stendete nuovamente la pasta frolla che rimane, e formate delle strisce da incrociare come da tradizione. Sigillate bene i bordi, con l’aiuto dei rebbi di una forchetta.

Mettete quindi in forno già caldo (180 gradi) la vostra pastiera di riso senza glutine e cuocete per un’ora.

La pastiera di riso senza glutine è buonissima mangiata il giorno dopo, e quindi lasciatela riposare per bene prima di gustarla!

Colombine di brioche al farro

Colombine di brioche al farro

Siamo diventati un popolo di panificatori, e questo ha messo in crisi il rifornimento di farina. Mai e poi mai avrei pensato di vedere scaffali desolatamente vuoti di ogni tipo di farina – mentre le penne lisce resistono e vengono sdegnate nel bel mezzo della tempesta epidemica.
Questo mi ha dato però l’opportunità di provare altri tipi di farina oltre a quella di grano, e se vogliamo mettere sulla bilancia un dato positivo, prendiamo proprio questo ! Ho potuto provare la farina di farro, che è stata l’unica che ho trovato la scorsa settimana e che devo dire mi è piaciuta!
In attesa di provarla nei salati, ho realizzato una crostata e delle semplicissime brioches, che in celebrazione della Pasqua (strana) di quest’anno ho formato come delle graziosissime colombine – ma nulla impedisce che facciate delle brioches nella tradizionale forma a mezzaluna, o qualsiasi altra a vostro piacere!
Queste colombine di brioche al farro sono non solo semplici da realizzare, ma anche leggerissime: al posto del burro ho usato un po’ di olio vegetale, e ci abbiamo guadagnato in leggerezza senza compromessi di gusto.

Se siete pronti, prepariamo insieme le colombine di brioche al farro, che potrete farcire con marmellata, crema di nocicole, miele, o quant’altro preferite

Ingredienti:
280 gr farina di farro
150 ml latte scremato
4 cucchiai colmi di zucchero
1 uovo a temperatura ambiente
4 cucchiai di olio vegetale
5 gr di lievito di birra

1 uovo e un po’ di latte per spennellare

Procedimento:
Facciamo intiepidire il latte, e poi sciogliamo al suo interno il lievito di birra con un cucchiaio di zucchero e due di farina, che toglieremo dal totale dgeli ingredienti pesati. Mettiamo questo composto a temperatura ambiente a riposare per una mezz’ora.
Vedrete che sulla superficie si formeranno dei rigonfiamenti – è il segno del lievito che si è attivato.

Trascorsa mezz’ora, trasferite quetso composto col lievito in una ciotola (o nella impastatrice), aggiungete l’olio e l’uovo leggermente sbattuto (basta una forchetta), i 3 cucchiai di zucchero e la farina rimasta, e iniziate ad impastare. Se usate la impastatrice, mettete il gancio per gli impasti e mettete la valocità minima.

Impastate per una decina di minuti, fino al che il tutto non sarà diventato liscio ed elastico.

A questo punto, mettete l’impasto in una ciotola pulita, coperta con un canovaccio, e fate lievitare per tre ore (deve raddoppiare).

Trascorse queste tre ore, riprendete l’impasto, e ricavate dei piccoli cordoni di impasto lunghi circa venti centimetri. Per creare il corpo della colombina, prendete un capo del cordone e fate un nodo, lasciando l’altro capo leggermente lungo (sarà la coda). Prendete un altro piccolo pezzo di impasto, fatene una sfera, e con un po’ di acqua fatelo aderire al capo del nodo del cordone. se volete, nella parte lunga potete con i rebbi della forchetta dare la forma di una piccola coda.

Continuate così fino al termine dell’impasto.

Trasferite le vostre colombine su una teglia coperta di carta forno, e coprite ancora con il canovaccio, e fate riposare (e lievitare) ancora mezz’ora.

Nel frattempo, scaldate il forno a 180 gradi.

Trascorsi i 30 minuti, sbattete leggermente un uovo con un cucchiaio di latte, e spennellate la superficie delle vostre colombine di brioche al farro. Mettetele poi a cuocere in forno già caldo per circa 25 minuti (controllate a venti minuti il colore della superficie delle colombine, se fosse già molto scuro copritele gli ultimi cinque minuti con della stagnola).

Fatele raffreddare prima di gustarvi le vostre colombine di brioche al farro.

No knead bread semi integrale

No knead bread semi integrale

S’io facessi il fornaio vorrei cuocere un pane cosi grande da sfamare tutta, tutta la gente che non ha da mangiare. Un pane pia grande del sole, dorato, profumato come le viole. Un pane cosi verrebbero a mangiarlo dall’India e dal Chilì i poveri, i bambini, i vecchietti e gli uccellini. Sarà una data da studiare a memoria: un giorno senza fame! Il più bel giorno di tutta la storia!
(Gianni Rodari)

In questi lunghi giorni di clausura, tanti di noi si sono reinventati panettieri e pizzaioli. La farina è sparita, il lievito si è volatilizzato. Il tempo in casa sembra trascorrere con il sottofondo di un forno accesso, di un confortante profumo di pane. Forse da’ un senso di consolazione. Il pane è una cosa semplice, ma non è una cosa facile. Oggi vi lascio quindi il frutto delle mie esperienze nel realizzare il famoso no knead bread, ovverosia il pane senza lavorazione. La mia versione è di un no knead bread semi integrale, ed è un’ottima soluzione per utilizzare eventuali pacchetti iniziati di farine. Ne uscirà un filone o una pagnottina da circa mezzo chilo.
Jim Lahey usa una pentola per il forno. Io purtroppo non ce l’ho, quindi nella mia versione vi racconto come cuocerlo sulla leccarda del forno.

Ingredienti:
200 gr farina 0 manitoba
130 gr farina 00
70 gr farina integrale
340 gr acqua a temperatura ambiente
6 gr lievito fresco di birra (se avete il lievito secco, usatene la metà)
un cucchiaino colmo di sale
mezzo cucchiaino di zucchero

Procedimento:
Mettete le farine (ed eventualmente il lievito secco, se usate questo), lo zucchero e il sale in una ciotola e mescolate bene.
Se usate il lievito fresco, scioglietelo nell’acqua a temperatura ambiente.
Prendete una ciotola abbastanza capiente, versatevi l’acqua, e poi a poco a poco fate assorbire la farina. Mettete tre/quattro cucchiai per volta, così riuscirete a gestire bene l’assorbimento della farina.

Alla fine, l’impasto sarà estramemente morbido ed idratato, e anche un po’ granuloso. Non è un problema in questo momento.

Coprite la ciotola con la pellicola alimentare, e fate riposare 15 minuti.

Riprendete poi l’impasto, e con l’aiuto di una marisa e di una spatola, e date un giro all’impasto all’interno della ciotola. Rimettete a riposare altre 15 minuti, e poi nuovamente ripetete la stessa operazione.

Coprite nuovamente con la pellicola, e mettete la ciotola in frigo per far lievitare l’impasto.

Lasciatelo almeno sei ore. Io l’ho lasciato a lievitare tutta notte, quasi 12 ore.

Successivamente trascorso questo periodo, predente il vostro impasto del no knead bread, mettete un po’ di farina sul piano di lavoro, e fate le pieghe dell’impasto. Ossia, stendere l’impasto a rettangolo e , prendendolo dal lato lungo, piegatelo su se stesso fino a metà e poi ripiegate l’altro lato chiudendo con i polpastrelli.

Continuate ristendendo ancora l’impasto, e fare nuovamente le pieghe. Date poi una forma rotondeggiante alla pagnotta di impasto.

Prendete poi una ciotola, ponetevi all’interno un panno pulito, spolverate il fondo con della farina e adagiatevi sopra l’impasto del no knead bread, e poi richiudetevi sopra il panno di cotone.
Lascate lievitare per almeno 90 minuti.

Scaldate poi il forno a 230 gradi (ventilato). Una volta raggiunta la temperatura, mettete della carta forno sulla base della leccarda del forno, e ponetevi sopra la pagnotta lievitata, cercando di non maneggiarla troppo per non distruggere le bolle di aria che si saranno formate all’interno.

Mettete la leccarda nel forno per 25 minuti, mettendo all’interno del forno anche un piccolo recipiente con dell’acqua. Questo permetterà di creare del vapore del forno, utile per creare la crosticina croccante.
Fate cuocere il vostro no knead bread per 25 minuti, poi abbassate a 220 gradi il forno, e cuocetelo per altri 15 minuti.

Estraete il pane dal forno e fate lo raffreddare prima di tagliarlo.