Tarallini ai semi di finocchio

Tarallini ai semi di finocchio

Spesso andiamo alla ricerca di ricette vegane, e ci pare che preparare qualcosa senza latte, burro e uova sia qualcosa di difficilissimo. Poi posiamo lo sguardo sulla nostra bella tradizione culinaria italiana, e ci accorgiamo che abbiamo le risposte lì, a portata di mano.

Non stavo cercando disperatamente ricette vegan, voglio rassicurare. Però adoro di tarallini ai semi di finocchio. Sui semini di finocchio non transigo assolutamente. Ci devono essere. Quel loro sapore fresco e particolare, che resta sul palato e fa venire voglia di mangiarne un altro, e poi un altro ancora…

I tarallini ai semi di finocchio sono il mio snack preferito, in ufficio non possono mancare come spezzafame. E purtroppo avevo portato in ufficio tutte le confezioni che avevo acquistato, e in questi giorni chiusa in casa mi mancavano proprio… e quindi ho deciso di prepararmeli io!

Sono rimasta stupita dalla bontà e fragranza di questi tarallini, e credo che non ne comprerò più di confezionati, perchè oltre che essere buoni, quelli fatti in casa sono una gran soddisfazione!

Il processo è facilissimo, gli ingredienti quasi banali, e anche se sono che è difficile trovare la farina (siamo tutti ai blocchi di partenza per il prossimo Bake Off!), se avete a disposizione un po’ della magica e introvabile polvere bianca (che non è altro, eh?) e un paio di orette del vostro tempo, preparate con me i tarallini ai semi di finocchio.
Se i semi di finocchio non vi piacciono, potete lasciarli al naturale, oppure mettere un po’ di peperoncino.

Ingredienti:
500 gr farina 00
125 gr olio extravergine di oliva
10 gr sale (se vi piacciono più saporiti arrivate a 12 grammi, ma non di più)
10 gr semi di finocchio
180 gr acqua a temperatura ambiente (se preferite potete usare 180 ml di vino bianco, ma io uso sempre e solo l’acqua)

Procedimento:
Mettete in una ciotola capiente, oppure nella ciotola della planetaria (con il gancio per gli impasti montato, velocità minima) la farina, e mettete al centro l’olio.
Mescolate bene fino a che l’olio si sarà assorbito (si formeranno dei conglomerati di farina simili a delle palline).

Sciogliete il sale nell’acqua, e poi iniziate ad incorporare l’acqua (o il vino, se avete preferito quello) nell’impasto di farina e olio, a poco a poco, mettendo ulteriore acqua solo quando la precedente si è ben assorbita.

Una volta che si sarà assorbita tutta l’acqua, impastate per circa 10 minuti, in modo che si formi una texture abbastanza liscia e compatta. Solo per ultimi mettete i semini di finocchio (o il peperoncino, a vostra scelta).

Dopo aver incorporato i semi di finocchio, coprite l’impasto con della pellicola alimentare e fatelo riposare per una mezz’oretta in un luogo fresco.

Riprendete poi l’impasto, foderate un paio di teglie con carta forno e iniziate a formare i vostri tarallini, prendendo delle piccole quantità di impasto (io vado a occhio, ma sono circa 8 grammi, più o meno).
Formate dei piccoli cilindri, e chiudeteli tipo a ciambellina, nella tipica forma dei tarallini.

Mentre effettuate questa operazione, mettete sul fuoco una pentola con dell’acqua (come se steste facendo la pasta, per avere un’idea), e quando inizia a bollire mettete alcuni dei vostri tarallini a cuocere (io ne metto al masismo una decina per volta).
Scolateli con una schiumarola non appena salgono in superficie.

Metteteli a asciugare su un canovaccio, e poi rimetteteli sulla teglia con la carta forno (di solito, con queste quantità, mi escono due teglie di tarallini). Quando avrete riempito la teglia (metteteli a un paio di cm uno dall’altro, tanto non crescono un gran chè in cottura, essendo senza lievito), metteteli a cuocere in forno già caldo a 200 gradi per 30 minuti.

Brioches vegan semi integrali

Brioches vegan semi integrali

Ci sono diverse tecniche zen per ritrovare la calma, tutte quante hanno in comune il tempo, e la lentezza con cui si devono svolgere. Il vasetto di miele, il chicco di riso, masticare lentamente…. a cui ne aggiungo un’altra. Prendersi cura di un lievitato.
Il lievitato non corre, ma cresce. Lentamente, si prende il suo tempo. Puoi fare quel che vuoi, puoi anche osservarlo per ore e ti sembrerà di non aver percepito il cambiamento. Ma quella mezz’ora che ti sarai distratto, ecco là farà il miracolo!
Io mi perdo dietro ai lievitati, e ogni volta che il miracolo si ripete mi sento come i bambini davanti a fuochi artificiali. Chimicamente so come succede il tutto, ma per quanto possa aver studiato, o mi possa anche solo spiegare i fenomeni fisici alla base, resta il fatto che l’anidride che resta imprigionata dal lavoro dei lieviti col calore… mi sorprende!
Per queste brioches vegan semi integrali ho però penato un pochino, perchè veramente la lievitazione è stata lentissima e mi ha quasi ingannata. L’impasto è cresciuto relativamente poco nel corso delle prime tre ore di lievitazione, e credevo veramente che il freddo che avevo in casa avesse rovinato tutto. Invece, come per miracolo, alla seconda lievitazione le brioches sono diventate belle turgide e in cottura il miracolo si è completato!

Le ho riempite con della marmellata di fragole proprio perchè volevo tenere il tema vegano, però se non avete esigenze particolari, vi assicuro che un paio di quadretti di cioccolato gianduia al loro interno sono spettacolari! Il tutto, unito alla facilità dell’impasto (e se avete una impastatrice ancora di più) da’ come risultato delle brioches leggere, fragranti e perfette.

Ingredienti (per 6 brioches di media grandezza):
150 gr di farina integrale
100 gr di farina 00
75 gr di zucchero (di canna)
3 gr di lievito fresco
15 gr di margarina (o burro vegano, io ho usato questo)
50 gr di olio vegetale
una bustina id vanillina vegan (o poco più di mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia)
un pizzico di sale
120 gr di latte di mandorla
marmellata a piacere

Procedimento:
Nella ciotola della impastatrice mettete le due farine (e la vanillina) e lo zucchero, e mescolate (mettete il gancio per impastare). Se non avete la impastatrice, fate questo procedimento a mano (è facile comunque, magari un po’ più faticoso…).

Sciogliete il lievito nel latte, che non deve essere freddo di frigo, al massimo a temperatura ambiente.

Azionate poi la impastatrice e iniziate a versare a poco a poco il latte con il lievito sciolto, facendolo assorbire agli ingredienti secchi. Quando i lcomposto sarà diventato omogeneo, mettete un pizzico di sale, l’olio, e se avete scelto di mettere l’estratto di valiglia al posto della vanillina, meglio metterlo adesso (avendo una base liquida. Se avete scelto la vanillina, va coi secchi). Continuate a impastare per circa cinque minuti, e per ultimo unite la margarina (tiratela fuori dal frigo qualche minuto prima di iniziare a impastare) e impastate ancora per almeno altri dieci minuti.

Si formerà un impasto molto idratato e molto morbido, anche un po’ appiccicaticcio, ma è normale!

Mettete l’impasto in una boule che avrete unto con dell’olio, copritela con della pellicola per alimenti e un canovaccio e lasciatela lievitare (meglio nel forno che sta riparata) per almeno tre ore.

Prendete poi l’impasto, spolverate il piano di lavoro di farina e poi stendetelo con l’aiuto del mattarello in uno sfoglia abbastanza sottile formando un rettangolo lungo. Tagliatelo poi in triangoli (io mi sono aiutata con la rotella per tagliare la pizza). Anche se i triangoli sono irregolari va bene lo stesso!

Prendete la base di ogni triangolo e incidetela leggermente (un paio di cm)e iniziate ad arrotolare ciascuna brioche vegan semi integrale a partire dalle due estremità alla base. Mettete poi un po’ di marmellata al centro (un cucchiaino direi, così non esplode fuori), e continuate ad arrotolare. Tirate leggermente la punta prima di chiuderla sotto la brioche, così si sigillerà meglio e la forma sarà più carina!

Mettete tutte le brioches che avrete realizzato sulla placca del forno coperta dalla carta forno, poi copritele ancora con la pellicola alimentare e rimettetele a lievitare in forno altre due ore.

Al termine, accendete il forno (senza le brioches!) per portarlo a una temperatura di 180 gradi (statico), e quando sarà caldo togliete la pellicola alimentare dalle brioches, e mettete le brioches vegan semi integrali a cuocere in forno per 15/18 minuti.

Quando saranno cotte, fatele intiepidire prima di gustarle!

Budino vegan alla camomilla

Budino vegan alla camomilla

Dopo l’earl grey e il tè matcha, la camomilla nei dolci mi mancava. Tempo fa mi ero imbattuta però in un dolce da credenza realizzato da Alice del blog Panelibrienuvole che usava la camomilla, e mi è restata lì come un tarlo. Uno di quei desideri nascosti di sperimentare anche io qualcosa, usando i fiori di questa pianta dalle mille proprietà.
Forse è stato un azzardo, e in effetti il gusto è molto particolare. Ma la freschezza del limone dà a questo budino vegan alla camomilla una spinta notevole.
E’ perfetto come dessert dopo un pasto particolarmente ricco, perchè la sua aromaticità rinfresca e la sua leggerezza aiuta la digestione.

In più è adattissimo a tutti, perchè è privo non solo di glutine ma anche di lattosio. Ed è anche senza zucchero raffinato, perchè l’ho dolcificato con lo sciroppo di agave… insomma, provatelo, sono sicura che vi stupirà!

Nella fotografia, per dare un po’ di colore, ho utilizzato del colorante in gel senza glutine, ma se non avete particolari necessità estetiche tenetelo così com’è, nella sua bella colorazione naturale che è solo leggerissimamente gialla per via della camomilla. Realizzare il budino vegan alla camomilla è davvero facile, non ci vorrà più di mezz’ora.

Ingredienti:
una lattina di latte di cocco (cercate quelle full fat, non quelle dove c’è solo la parte liquida)
2 bustine di agar agar (sono all’incirca 3/4 grammi)
110 gr di sciroppo di agave
il succo di un limone (all’incirca 80 gr)
2 bustine di camomilla
colorante in gel giallo (io ho usato questo ma potete ometterlo)

Procedimento:
Mettete il latte di cocco in un pentolino, e scaldatelo fino a toccare il punto di ebollizione. A questo punto spegnete il fuoco, e mettete in infusione le due bustine di camomilla nel latte di cocco per circa un quarto d’ora, coprendo il pentolino con un coperchio.
Trascorso il tempo di infusione, togliete le bustine, schiacciandole molto bene in modo che rilascino tutto il latte che avranno nel frattempo assorbito. Vedrete che rilasceranno anche un po’ di colore giallastro, ma non sarà sufficiente per colorare di giallo tutto il latte.

Rimettete il pentolino sul fuoco, e portatelo nuovamente ad ebollizione. Quando inizierà a bollire questa volta non dovete spegnere il fuoco, ma dovrete mettete l’agar agar nel latte, mescolando bene con una frusta a mano in modo da scioglierlo perfettamente.
Successivamente, aggiungete anche il succo di limone, lo sciroppo di agave, e continuate a mescolare mentre il latte bolle per circa mezzo minuto. Non serve che continui a bollire.

Se non volete far nulla di scenografico potete versare già da ora il latte di cocco caldo negli stampini, facendolo intiepidire prima di metterlo in frigorifero.
Per ottenere il bell’effetto scenografico della foto, mettete tre cucchiai di latte ancora caldo in ciascuno stampino. Aspettate qualche minuto fino a che non si sarà leggermente raffreddato, poi mettete gli stampini nel freezer per 15 minuti.
Nel frattempo, mettete del colorante alimentare in gel giallo nel rimanente latte di cocco e mescolate con una frusta a mano per farlo sciogliere. Non ne serve molto, perchè il colorante in gel colora immediatamente. Gestitevi quindi poco per volta (a me è bastato poco più di un quarto di cucchiaino per avere il colore che volevo).

Trascorsi i quindici minuti, riprendete gli stampini e mettete il latte di cocco con il colorante in ciascuno di essi fino a riempirli. con una lattina da circa 300 ml ho ricavato 4 porzioni.

Lasciate intiepidire e poi metteteli nel frigorifero, se possibile tutta la notte, in modo che si possano ben solidificare. Il vostro budino vegan alla camomilla è pronto!

Toglieteli dal frigo almeno una mezz’ora prima di gustarli.

Banana bread vegano

Banana bread vegano

Il banana bread è un dolce classico della tradizione statunitense, e ne esistono diverse versioni, tutte ugualmente buone. Ormai un po’ di tempo fa vi avevo proposto una versione di banana bread che arrivava dritta dal Canada, e mi era stata passata da una collega che aveva studiato là per qualche tempo, e che gustava questo dolce fatto dalle mani della sua landlady.

Oggi vi voglio invece lasciare un banana bread vegano, detto anche dello svuota dispensa, nel senso che quando l’ho preparato ci ho messo dentro un po’ di rimasugli di ingredienti di altri dolci.

A sorpresa, ma nemmeno troppa a dire il vero, il rislutato è stato una bomba. Merito forse anche delle banane che ho usato nell’impasto, che erano mature e dolci al punto giusto, La croccantezza delle nocciole (o, meglio, del fondo di un pacchettino di nocciole) ha fatto il resto.

Gli ingredienti sembrano tanti ma solo perchè, appunto, ho cercato di usare quanti più fondi di ingredienti possibili.

Nessuno muore se non avete le nocciole e ci mettete le noci o le mandorle, e se non avete le gocce di cioccolato viene bene uguale (al più potete metterci dentro qualche pezzetto di cioccolato tritato al coltello, se magari avete ancora residuo bellico della Pasqua dello scorso anno meglio ancora – basta che non sia scaduto!).

Ingredienti:
200 gr fiocchi di avena
100 gr farina 00
120 gr circa di yogurt alla vaniglia (di soia nella versione vegana)
50 gr di latte (di mandorle nella versione vegana)
70 gr olio vegetale
70 gr zucchero (io ho fatto un mix di canna e barbabietola)
10 gr lievito per dolci
una manciata di gocce di cioccolato (opzionale)
60 gr di nocciole tostate (a occhio, me ne erano restate poco più della metà di un pacchetto da 100 gr, in ogni caso a vostro piacimento)
2 banane molto mature
1 banana per guarnire (opzionale)

Procedimento:
Iniziate a preparare il banana bread vegano riducendo in farina i fiocchi di avena, e metteteli da parte.
Riprendete poi il mixer e tagliate in maniera abbastanza grossolana le nocciole. Anche queste mettetele da parte.

Infine, prendete le banane, tagliatele a tocchetti e mettetele nel mixer per ridurle a purea. Poi frullate insieme anche l’olio, lo yogurt, il latte e fate andare brevemente il tutto, in modo da amalgamare il composto bene.

Prendete una terrina capiente e miscelate gli ingredienti secchi (avena, farina, zucchero e lievito setacciato) e mescolate molto bene. Iniziate poi a unire anche gli ingredienti liquidi mescolando molto bene per evitare grumi.

Infine, mettete le gocce di cioccolato (se le avete, altrimenti va bene anche così) e le nocciole tritate, tenendone da parte un paio di cucchiai scarsi per la decorazione.

Finite di amalgamare anche questi ingredienti nel vostro banana bread vegano, e poi prendete uno stampo da plum cake (io uso quello da 25 cm di lunghezza), e foderatelo di carta forno.

Versate l’impasto del banana bread vegano che avete appena preparato nello stampo.

Se volete, potete prendere una banana, tagliarla a metà e adagiarla sulla superficie come decorazione. Altrimenti lasciatelo così, e disponete i due cucchiai di nocciole tritate che avevate messo da parte sulla superficie (se avete messo anche la banana, spandete le nocciole su tutta la superficie, anche sulle banane).

Infornate per circa 45 minuti in forno già caldo a 180 gradi.
Fate sempre la prova con lo stecchino! (a 40 minuti il mio era già pronto, dipende da forno a forno, qualcuno ci mette un pochino di più).

Lasciate raffreddare bene prima di togliere il vostro banana bread vegano dalla teglia per servirlo.

Torta marmorizzata vegan senza glutine

Torta marmorizzata vegan senza glutine

La marble cake, ovvero la torta marmorizzata, è una preparazione super classica, il dolce da credenza per eccellenza! L’ho preparata tante volte, e ho ogni volta tentato nuovi esperimenti con i disegni del cioccolato sulla vaniglia (con scarsi risultati, visto che la mia vena artistica è inesistente, così come il mio estro…).
Eppure, per quanto facile sia, la trasformazione della torta marmorizzata classica in una versione vegan e gluten free è stata una sottospecie di inferno in terra.

Quella che vedete nella foto è la terza prova, dove per essere precisi la prima è venuta una suola di scarpe, e la seconda una massa molliccia. Il problema, se così si può chiamare, della trasformazione dei dolci da glutinati a senza glutine sta anche nel bilanciamento tra le farine – che assorbono molta più acqua ed umidità di quelle col glutine – e i fluidi presenti nella ricetta. Così può succedere che il dolce si trasformi in un corpo contundente, oppure vicevers ain un ammasso colloso immangiabile.

Pur non essendo stato semplice il processo per arrivare a qui, questa torta marmorizzata vegan senza glutine è alla fine facile da realizzare. A differenza di altre preparazioni vegan, che richiedono ingredienti esotici e spesso di nicchia (con costi elevatissimi), ho scelto prodotti che ho trovato nel mio supermercato (quello che non ha il cremor tartaro, per inciso!). In più, per renderla accessibile proprio a tutti, ho usato una miscela di farine senza glutine che si può trovare pressochè ovunque.
Non ci credete? Allora preparaimo insieme questa facilissima torta marmorizzata vegan senza glutine.

Ingredienti:
215 gr mix di farina senza glutine (potete usare l’universale o quello specifico per dolci – l’universale verrà solo un po’ più compatto)
160 gr di burro di soia
115 gr zucchero semolato
120 gr latte di mandorle
1 cucchiaino colmo di estratto di vaniglia in bacca (io ho usato quello della Paneangeli)
1 cucchiaio di cacao amaro
10 gr lievito per dolci (ne trovo diversi che sono vegan e senza glutine)
2 gr di bicarbonato di sodio
un pizzico di sale

Procedimento:
Per prima cosa foderate una teglia da 20 cm di diametro con della carta forno. Questo passaggio è obbligatorio se usate teglie sia per fare dolci con glutine che dolci senza glutinem, così si evita qualsiasi contaminazione accidentale.
Scaldate poi il forno a una temperatura di 175 gradi.

In una ciotola setacciate la farina senza glutine, il lievito, il bicarbonato e il sale, e mettete da parte.
Nella planetaria con la frusta a foglia, o altrimenti con lo sbattitore elettrico a velocità medio bassa, iniziate ad ammorbidire il burro di soia (che poi è quesi una margarina) fino a che non diventa cremoso. Aggiungete poi lo zucchero, e continuare a mescolare fino a che non si sarà completamente incorporato, poi unite anche l’estratto di vaniglia in pasta. Se usate la vanillina, oltre a controllare che sia vegan e gluten free – non tutte lo sono! – invece che in questa fase, setacciatela con i secchi).

Unite poi all’impasto di burro vegano e zucchero i secchi, in tre fasi, alternando farina e latte di mandorla, in modo che il tutto si amalgami alla perfezione, senz al aformazione di grumi.

Prendete poi circa due terzi di impasto e versatelo nella teglia (io preferisco quella col fondo apribile, ma dipende dalle vostre possibilità), e livellate la superficie con il dorso inumidito di un cucchiaio.

Setacciate nel restante terzo dell’impasto il cacao, mescolate bene in modo che tutto si amalgami senza grumi. Poi, con l’aiuto di un cucchiaio, mettete sulla superficie dell’impasto alla vaniglia delle cucchiaiate di impasto al cacao, (ne dovrebbero venire cinque o sei, ma dipende dalle posate che utilizzate).
Con il manico del cucchiaio ho disegnato dei piccoli vortici all’interno dell’impasto al cacao, in modo da amalgamare, ma senza mischiare, i due impasti.

Mettete la torta in forno già caldo per circa 40 minuti.

Una volta raffreddata potete togliere la torta marmorizzata vegan senza glutine dalla teglia e, a vostro gusto, spolverarla con un po’ di zucchero a velo.

Torta vegan e senza glutine alle mandorle e mirtilli

Torta vegan e senza glutine alle mandorle e mirtilli

Anche se la torta alle mandorle e mirtilli sembrerebbe più adatta ad un pigro pomeriggio primaveril-estivo, vi assicuro che è un toccasana in qualsiasi momento dell’anno.
Soffice e gustosa, si prepara davvero in pochissimi minuti, mantiene una morbidezza e un profumo che mettono allegria, e poi i mirtilli succosi e colorati sono un vero spettacolo!

Purtroppo in inverno bisogna accontentarsi: i mirtilli arrivano in buste congelate, se siete stati previdenti durante le stagioni calde e li avete messi in freezer appena acquistati.
Oppure direttamente dall’altra parte del mondo, dove è già estate inoltrata.
Il ché non è un bene, parlando di sostenibilità, perchè fare viaggiare queste primizie fuori stagione tra i continenti certamente non aiuta il pianeta. Però, a volte cedo anche io…

Sperando che invece voi siate stati previdenti e possiate usare i vostri mirtilli locali congelati, vi lascio questa ricetta semplicissima. A differenza di tante ricette che sono sia vegane che senza glutine, non richiede ingredienti strani ed esotici, tipo semi di piante equatoriali sconosciute, alghe polverizzate, farine di graminacee da altri pianeti o che altro.

Solo buone mandorle, buoni mirtilli, un mix di farine gluten free che trovate in qualsiasi supermercato.
Siete pronti a provarla con me?

Ingredienti:
120 gr mix di farina gluten-free (come questo)
145 gr farina di mandorle (o mandorle pelate intere)
6 gr lievito per dolci
6 gr bicarbonato
150 gr zucchero di canna
180 gr latte di mandorla
70 gr olio di cocco (sciolto)
1 cucchiaio di aceto di mele
150 gr mirtilli freschi se possibile
2/3 manciatine di mandorle a lamelle e zucchero a velo per decorare

Procedimento:
Scaldate il forno a 180 gradi.

Foderate con carta forno una teglia a cerniera di 20 cm di diametro (le quantità della ricetta sono per una teglia medio piccola).

Mettete in un mixer le mandorle intere e lo zucchero di canna. Mettete il mixer alla massima velocità per un paio di minuti, fino a che le mandorle non si saranno ridotte a farina. Nel caso in cui abbiate già la farina di mandorle, saltate questo passaggio (però con le mandorle tritate al momento, a mio avviso la ricetta è più buona!).

In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi. Il mix senza glutine, la farina di mandorle, lo zucchero, il bicarbonato, il lievito e mescolate.

Aggiungete poi gli ingredienti liquidi, iniziando dall’olio di cocco (che deve essere sciolto), e poi il latte. Se vedete che l’impasto è ancora un po’ duro (questo dipende dalla farina di mandorle e dalla sua qualità, a volte alcune assorbono molto liquido) aggiungete un po’ di altro latte di mandorla. Il composto deve risultare compatto ma lavorabile.

Infine, aggiungete l’aceto di mele.

Lavate e mondate i mirtilli, asciugateli e cospargeteli di farina senza glutine.
Mettete poi i mirtilli direttamente nell’impasto, mescolando poco e delicatamente per evitare di romperli.

Infine, mettete l’impasto nella teglia, cospargete la superficie con le mandorle a lamelle, e cuocete per circa 45/50 minuti in forno già caldo.

Lasciate intiepidire la torta prima di trasferirla su una gratella ad asciugarsi.

Cospargete di zucchero a velo la vostra torta alle mandorle e mirtilli (se vi va, altrimenti va benissimo anche senza!).

Se vi piacciono i mirtilli e volete un’altra idea gluten free, guardate la ricetta del Plumcake al limone e mirtilli!

Mini plum cake all’avena e noci

Mini plum cake all’avena e noci

Veganuary è una iniziativa nata dalla omonima organizzazione, che invita le persone a lasciare i propri pregiudizi, ed a provare per un mese ad abbracciare il veganismo – magari si può scoprire che la scelta non sarà per un mese, ma per la vita intera, chissà.
Dal 2014 sempre più persone e aziende hanno dato una chance al veganismo. Non parliamo soltanto di alimentarsi in un certo modo, ma anche di cosmetici e altri prodotti ispirati alla filosofia vegan. Nel 2019 alcune grosse corporation, come Sky o PWC, hanno partecipato a una sorta di corporate challenge.
Anch’io cerco, ogni anno, di aggiungere frecce al mio arco, e provo e testo ricette di ispirazione vegana, che però vanno bene tutto l’anno, non solo a gennaio!

Oggi è la volta dei mini plumcake all’avena e noci, totalmente vegani, che possono però diventare anche dei muffin (la ricetta viene da lì!) o anche un plum cake normale.

Ingredienti:
50 gr di noci tritate grossolanamente
110 gr di farina integrale
60 gr di fiocchi di avena + qualcuno per decorare
60 gr di zucchero di canna
mezza bustina di lievito per dolci
30 gr di olio di riso (o vegetale)
120 gr di latte di riso (o di mandorle)
due manciate abbondanti di gocce di cioccolato fondente vegan (o 50 gr di cioccolato fondente vegano tagliato a pezzettini al coltello) + una manciata per decorare

Procedimento:

In un mixer mettere l’avena e lo zucchero. Frullate alla massima velocità per circa un minuto, in modo che l’avena si sminuzzi insieme allo zucchero.

In un’altra ciotola setacciate la farina con il lievito, poi aggiungete l’avena con lo zucchero e mescolate per bene.

Unite poi l’olio e il latte, e mescolate molto bene per evitare che si formino i grumi.

Infine, unite anche le noci tritate al coltello, e le gocce di cioccolato (o i pezzettini di cioccolato, davvero non fa differenza). Utilizzate una marisa o una spatola per incorporare le noci e il cioccolato, in modo da non romperli.

Riempite gli stampini per mini plumcake (io uso questi, sono ottimi e non bisogna nemmeno imburrarli e infarinarli), o per muffin, avendo cura di di lasciare circa un dito dal bordo. Cospargete la superficie dei mini plum cake all’avena e noci con un po’ di fiocchi di avena e del cioccolato in gocce o tritato.

Mettete i mini plum cake all’avena e noci in forno già caldo a 180 gradi per circa 25 minuti. Fate sempre la prova stecchino prima di estrarli, perchè ogni forno è diverso.

Estraete i mini plum cake all’avena e noci solo quando si saranno ben raffreddati.

Se vi piace l’avena, provate i miei biscotti all’avena e frutta secca.

Chocolate chip cookies vegan

Chocolate chip cookies vegan

Generalmente si crede che i dolci vegani siano tutti una privazione, privi di burro, uova e dunque di sapore ed essenzialmente… tristi.

Nulla di più falso! E questi chocolate chip cookies vegan sono la chiara dimostrazione di quanto buoni e golosi possano essere i dolci in versione vegana. Non tutti i dolci si prestano alla versione vegana, perché se fare a meno del burro è possibile, con qualche accorgimento, non sempre le uova si sostituiscono con agio. Però ci sono un po’ di trucchetti: si può usare dello yogurt vegetale, oppure mezza banana. Un uovo è sostituibile anche con due cucchiai di amido di mais – ingrediente utilissimo se si vuole fare una ricetta che sia anche gluten free.

Una delle alternative è l’uso della mela – nulla di più semplice, alla fine! Ed è la soluzione usata in questa ricetta, che con la mela sarà supernaturale. Non acquistate la purea di mela, fatela da voi e vedrete che bontà.

Ingredienti:
– 125 gr di purea di mela (approssimativamente 1 mela)
– 300 gr farina 00
– 150 gr zucchero
– 150 gr zucchero di canna
– 2 gr lievito per dolci
– 6 gr bicarbonato
– 200 gr di cioccolato vegan, tagliato a pezzettini (se le trovato, vanno ottimamente anche gocce di cioccolato)
– 1 pizzico di sale
– 1 bustina vanillina
– 150 gr olio di cocco sciolto (io ho usato questo)

Procedimento:
Iniziate a preparare i chocolate chip cookies vegan preparando la purea di mela. Pelate e spezzettate una mela, mettetela in un pentolino, aggiungete un po’ di acqua (circa 5 cucchiai) e fate cuocere a fuoco basso. Da quando inizia a bollire, la mela si ammorbidirà nel giro di una quindicina di minuti.
Se serve, aggiungete ancora un po’ di acqua. Una volta che la mela sarà molto morbida, spegnete il fuoco e passatela con un mixer. Fate raffreddare la purea.

Mentre la purea si raffredda, potete tagliare il vostro cioccolato al coltello in tanti pezzettini (se usate le gocce, omettete questo passaggio).

In una ciotola a parte, mettete l’olio di cocco sciolto, lo zucchero, la purea di mela raffreddata, e la vanillina. Mescolate bene.

Successivamente, aggiungete la farina, il lievito e il bicarbonato e il sale. Iniziate ad impastare, inizialmente se volete con una forchetta, ma proseguite poi con le mani. Una volta che avrete un impasto ben amalgamato, unite i pezzetti/le gocce di cioccolato, e impastatele all’interno dell’impasto principale.

Prendete poi l’impasto, copritelo con una pellicola per alimenti, e fatelo riposare in frigorifero per circa mezz’ora.

Successivamente, riprendete l’impasto, e ricavate delle palline aiutandovi con un cucchiaio. Io ho usato come misura il porzionatore del gelato, e l’ho riempito di impasto fino a metà, così sono riuscita a creare dei biscotti di forma abbastanza uguale.

Mettete le palline di impasto sulla teglia del forno coperta dalla carta forno, tenendole distanziate tra loro perché si allargheranno molto.

Ponete la teglia in forno già caldo a 175 gradi per circa 10/13 minuti.

Lasciate i biscotti un paio di minuti nella teglia fuori dal forno prima di staccarli e farli raffreddare su una gratella: infatti, usciranno dal forno ancora morbidi, ed inizieranno a rapprendersi con la temperatura ambiente.

Con queste quantità vi verranno una cinquantina di biscotti, o poco meno. Dipende dalla quantità di impasto per ciascuna pallina di impasto.

Se volete un’altra idea originale di biscotti vegani, guardate anche la ricetta dei Cuori di grano saraceno vegan e gluten free.

Focaccia senza impasto al rosmarino

Focaccia senza impasto al rosmarino

Che Myownsweet fosse un progetto di dolci vari lo si era capito, un po’ dal nome e un po’ dal fatto che il 98% degli esperimenti culinari di cui vi parlo sono dolci. Di vario tipo, da quelli più ricchi a quelli specifici per intolleranze alimentari, fino ad arrivare ai dolci vegani.
Nulla di elaborato – non mi piace il cake design, lo trovo stucchevole e “troppo”. E poi non sono capace.
Io sono per le cose semplici, genuine, quelle che mi hanno mosso ad imparare le basi della pasticceria e a proseguire su questa strada.

Ma i dolci non sono tutto; forse stupirà qualcuno il fatto che io sono e resto una patita del salato. A un dolce posso resistere. A un salato no.

Per questo oggi vi propongo una ricetta che ho realizzato rubandola alla mia amica Sara, che a sua volta aveva saccheggiato, attraverso un’altra foodblogger, Sigrid, una ricetta di nientepopodimeno ché la Locanda Locatelli, il famoso ristorante stellato di Londra dello chef Locatelli, adesso noto anche in Italia per essere uno degli ultimi giudici di MasterChef. Insomma, siamo una vera community di gusto!

La ricetta della focaccia senza impasto al rosmarino è così semplice che è impossibile non provarla almeno una volta. E dico “almeno” perché replicherete senz’altro. Ma più e più volte! L’impasto lievita da sé, mentre voi farete altro. Nel giro di pochissime ore è pronta per essere gustata, vi farà fare una bellissima figura e diventerà prestissimo uno dei vostri cavalli di battaglia.

Se non ci credete, provatela almeno una volta… attenzione, che crea dipendenza!!

Ingredienti:
15 g di lievito di birra fresco
300 g di acqua a 20°C
250 g di farina 00
250 g di farina manitoba
10 g di sale
olio extravergine di oliva
1 mazzetto di rosmarino

per la salamoia:
65 g di acqua a 20°C
65 g di olio extravergine di oliva
15 g di sale

Preparazione:
Iniziate preparando la salamoia, che lascerete riposare mentre preparate l’impasto: in una ciotola emulsionate tra loro tutti gli ingredienti della salamoia (io ho usato una piccola frusta a mano, se non l’avete va bene anche la forchetta).
Lasciate da parte.

Per fare l’impasto, iniziate sciogliendo il lievito di birra nell’acqua e fatelo riposare dieci minuti. Nel frattempo, pesate le farine e setacciatele insieme in una ciotola capiente insieme al sale.
Trascorsi i dieci minuti, unite il lievito sciolto nell’acqua e mescolate con un cucchiaio (non toccate l’impasto con le mani!). Una volta impastato il tutto, ungetelo in superficie con dell’olio di oliva, coprite con un canovaccio pulito e fate riposare l’impasto 10 minuti.

Passati questi dieci minuti, ungete una teglia con olio EVO e ribaltate all’interno della teglia l’impasto. Avendo io sbagliato misura della teglia (beneficiate della mia esperienza!) vi devo dire che la misura corretta della teglia per questa quantità di impasto è circa 37×25. Altrimenti viene troppo bassa e non morbida come dovrebbe (è buona comunque, fidatevi!).

Ungete ancora la superficie dell’impasto senza stenderlo, coprite con un canovaccio e fate riposare altri dieci minuti.

Trascorso questo periodo, potete iniziare a stendere l’impasto, dal centro verso l’esterno, usando le mani (non il mattarello!), senza premere troppo. Fate riposare per altri 20 minuti, sempre coperta da un canovaccio (così la superficie non seccherà).

Infine, togliete il canovaccio, con i polpastrelli fate dei buchini sulla superficie dell’impasto della vostra focaccia senza impasto al rosmarino, date una mescolata finale alla vostra salamoia e stendetela sulla focaccia con un pennello o un cucchiaio, riempiendo bene tutti i buchetti.
So che vi sembrerà tanta, sembrava anche a me, ma va messa per assicurarvi una bella sofficità.

Alla fine, distribuite anche del rosmarino sulla superficie (se non vi piace, omettetelo), coprite ancora con un canovaccio e fate riposare per gli ultimi 20 minuti.

Nel frattempo, potete iniziare a scaldare il vostro forno a 220 gradi, e quando saranno trascorsi i 20 minuti di riposo, infornate a forno caldo la vostra focaccia senza impasto al rosmarino e cuocetela per 25 minuti circa.
La superficie deve essere leggermente dorata.

Trascorso il periodo di cottura sfornate, lasciate intiepidire la focaccia e poi porzionatela secondo le vostre necessità e servitela.
E poi fatemi sapere qui nei commenti come vi è venuta, io quasi quasi stasera me ne preparo ancora un po’!!

Frollini di mais e mandorle

Frollini di mais e mandorle

Non tutte le ciambelle riescono col buco, e non tutti i frollini di mais e mandorle riescono al primo colpo! Questa potrebbe essere la versione moderna del vecchio proverbio, perchè questi semplicissimi frollini sono stati una vera maledizione per me!

Cercavo disperatamente di finire un sacchetto di farina di mais fioretto che avevo in cucina già aperto, e volevo creare qualcosa di originale che fosse senza glutine e anche vegan. E semplice. E buono. Troppo forse?
Ero partita con l’idea di una base per crostata, e sono finita a fare dei frollini che, a dispetto della fatica con cui li ho realizzati (perchè non c’era verso che stessero insieme!) sono poi volati via in un baleno.

Hanno un gusto particolare, forse dato dal fatto che ho usato lo zucchero di cocco. Però le mie nipoti hanno dato un giudizio positivo, quindi non potevo non proporveli – adesso aspetto voi e i vostri commenti!

Ingredienti:
60 gr di maizena senza glutine (certificata)
120 gr di farina di mais fioretto (potete provare questa, o altra di vostra scelta)
80 gr farina di riso integrale
90 gr mandorle senza pelle
100 gr di zucchero di canna (potete usare anche quello semolato se preferite)
1 cucchiaino di pasta di vaniglia (o una bustina di vanillina=
una punta di cucchiaino di bicarbonato
80 gr olio vegetale
80 gr di acqua (temperatura ambiente)

Procedimento:
Anzitutto iniziate a preparare i frollini di mais e mandorle tostando le mandorle in un padellino antiaderente per qualche minuto. Devono colorirsi solo molto leggermente. Fatele raffreddare e poi frullatele in un mixer con lo zucchero di canna, in modo che questo aiuti a meglio sbriciolarle.

In un altro contenitore emulsionate molto bene i liquidi, cioè l’olio e l’acqua.

Prendete poi un’altra ciotola e mettete tutti gli ingredienti insieme: maizena, farina di riso e di mais, mandorle frullate con lo zucchero, vanillina o la pasta di vaniglia, il bicarbonato. Mescolate bene i secchi e poi introducete a poco a poco i liquidi (olio e acqua) mescolando continuamente in modo da formare un impasto omogeneo e liscio.

Mettete il vostro impasto in frigo, coperto dalla pellicola, a riposare per circa 30 minuti.

Trascorso questo periodo, stendete l’impasto tra due fogli di carta forno, a un’altezza di mezzo centimetro. Con l’aiuto del tagliabiscotti che preferite ricavate i vostri biscotti, che andrete a posizionare sulla placca del forno coperta anch’essa di carta forno. Spolverate la superficie dei biscotti con dello zucchero di canna o altro a scelta (non è obbligatorio, ma a me piace e da’ un po’ di croccantezza in più) e cuocete i biscotti a forno già caldo (statico) a 180 gradi per circa 15 minuti.

Ovviamente controllate bene che i vostri frollini di mais e mandorle non scuriscano troppo, altrimenti toglieteli prima (o lasciateli qualche minuto in più se li vedete ancora troppo indietro di cottura). Purtroppo ogni forno è a sé, quindi occorre regolarsi a vista!

Sfornate e lasciate raffreddare.