Crème brulée autunnale (ovvero la catalana che ha cambiato passaporto)

Crème brulée autunnale (ovvero la catalana che ha cambiato passaporto)

L’ho sempre chiamata crème brulée e continuerò a farlo, ma in realtà (studiando, cosa che dovremmo contuamente fare tutti!) ho scoperto che per anni ho preparato la crema catalana! Del resto è facile confonderli, all’aspetto sono identici: un sottile strato di caramello che nasconde al di sotto una crema a base di uova. Però ci sono alcune differenze.
La crème brulée ha un sentore soprattutto di vaniglia, mentre quella catalana ha la cannella.
La prima è un composto di panna con l’aggiunta di latte, la seconda latte e maizena.
Infine, la crème brulée è cotta al forno a bagno maria, la crema catalana sui fornelli.

Quindi, ricapitolando, ho sempre fatto una catalana che ho chiamato crème brulée autunnale, ma siccome lei non si è mai offesa, e anzi ha sempre dato il meglio in ogni occasione, direi che non ho fatto mai tutti questi danni, no?!
L’importante, almeno per quel che mi riguarda, era la conta calorica e il fatto che fosse senza glutine. Entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti! In questa versione ho usato la maizena certificata glutenfree (uno a zero per me), e in più ho utilizzato del latte parzialmente scremato. Nella versione originale di qualsiasi versione ci sarbbe il latte intero, ma per ragioni dietetiche famigliari abbiamo rinunciato anche a quello.
Il risultato è una crema vellutata e morbida, e la cannella ha dato un sentore di autunno che è stato apprezzato da tutti. Nella versione estiva metto al posto della cannella del limone con un pochino di vaniglia. A voi ed al vostro gusto scegliere!

Ingredienti (per 4 ramequin):
400 ml di latte parzialmente scremato
3 tuorli
20 gr maizenza certificata senza glutine
90 gr zucchero semolato
mezzo cucchiaino di cannella (ma a vostro gusto potete metterene più o meno)
2 cucchiaini di zucchero di canna per ciascun ramequin per la caramellatura

per la versione estiva, al posto della cannella:
zeste di 1 limone bio
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia

Preparazione:
Sciogliete la maizenza in circa 100 ml di di latte che avrete tolto dal totale, e mettete da parte.
Prendete quindi un pentolino, versatevi il latte restante con 45 gr di zucchero (tolti dal totale) e la cannella. Portate a sfiorare il punto di bollore a fuoco basso.
Mentre il latte si scalda, lavorate i tre tuorli con i restanti 45 gr di zucchero.
Aggiungete poi, sempre mescolando con una frusta a mano, il latte caldo ai tre tuorli con lo zucchero. Successivamente aggiungete anche la maizenza sciolta nel latte, sempre mescolando molto bene.
(nella versione estiva mettete le zeste al posto della cannella e aggiungete la vaniglia dopo che avrete assemblato tutti gli ingredienti).

A questo punto, rimettete la vostra crème brulée autunnale sul fuoco, e portatela nuovamente a sfiorare l’ebollizione mescolando, sino a che la crema non avrà raggiunto la consistenza desiderata.
Travasate la crema nei ramequins, e lasciate raffreddare a temperatura ambiente. Successivamente, mettete gli stampini nel frigorifero per almeno un paio di ore (di solito io li lascio tutta la notte).

Infine, cospargete la vostra crème brulée autunnale con un paio di cucchiaini di zucchero di canna, e – se avete il cannello – caramellate la superficie di ciascun ramequin fino a formare la caratteristica crosticina. Viceversa, se non lo avete, potete mttere i ramequin sotto il grill del forno a 200 gradi per circa 6 minuti.

Caprese al pistacchio

Caprese al pistacchio

La Torta caprese è un notissimo dolce napoletano, e del resto la sua origine la porta stampata nel nome. La ricetta tradizionale (sempre che ce ne sia una unica, di procedimenti ne ho letti a decine nel corso dgeli anni) non prevede la farina, e quindi è anche il dolce della tradizione perfetto per chi soffre di celiachia. Vi ho già pubblicato (vedi link sopra) la versione più tradizionale, e magari a breve vi proporrò anche la versione al limone, un’altra delizia della tradizione partenopea.
Poichè sono una fan sfegatata del pistacchio, la caprese ve la presento anche in versione “verde”, ossia una caprese al pistacchio che ha il pregio di essere anche poco dolce, e quindi adatta anche a chi non ama i dolci stucchevoli. Ho deciso di ridurre lo zucchero solo perchè il cioccolato bianco che si usa in questa preparazione è già molto dolce per i miei gusti, ed ho preferito non esagerare.

La ricetta è a grandi linee sempre la stessa della caprese tradizionale. Ho solo sostituito parte della farina di mandorle con quella di pistacchi, e ho aggiunto un bel cucchiaio di crema al pistacchio per amplificare il sapore di questo frutto meraviglioso. La preparazione è davvero minimale, e nel giro di una mezz’ora è pronta per il forno. Provatela e mi direte quale delle versioni vi piace di più.
Quella che vi propongo sotto è la versione per una teglia da 18 cm di diametro.

Ingredienti:
120 gr di burro molto morbido
4 uova
100 gr di cioccolato bianco (se la preoparare per qualche celiaco, fate attenzione a che sia gluten free)
65 gr di farina di pistacchi
50 gr farina di mandorle
30 gr di amido di mais
80 gr di zucchero semolato
1 cucchiaio colmo di pasta di pistacchi

Preparazione:
Anzitutto, sciogliete a bagnomaria il cioccolato, e poi mettetelo da parte a raffreddare.
Dividete gli albumi dai tuorli. Prendete gli albumi e montateli a neve fermissima con 30 gr di zucchero presi dal totale. Mettete poi la ciotola in frigo fino al momento dell’uso.
In un altro contenitore lavorate il burro con lo zucchero fino a che non diverrà una crema e poi aggiungete i tuorli.
Infine, unite tutti gli ingredienti secchi, mescolate bene con una spatola e infine aggiungete il cioccolato bianco sciolto e ormai intiepidito e per ultima la crema di pistacchi.
A questo punto, unite poco per volta gli almbumi montati a neve ben ferma, aiutandovi con una spatola.
Ricordate di incorporarli dal basso verso l’alto per evitare che smontino.
Ora prendete una teglia con fondo amovibile, e foderatela con carta forno. Versate l’impasto, livellatelo leggermente e ponete la vostra caprese al pistachio a cocere a forno già caldo a 180 gradi per circa 40 minuti.

Lasciate ben raffreddare la caprese al pistacchio prima di estrarla dala teglia, altrimenti si romperà.
Potete conservarla fino a tre/quattro giorni sotto una campana di vetro, ma credo che finirà molto prima!

Gelato all’acqua al cioccolato

Gelato all’acqua al cioccolato

Se mi chiedete se è possibile un gelato ottimo senza tutto – senza latte, senza uova, senza panna, semza glutine… sì, è possibile! Bisogna avere un po’ di attenzione alla scelta degli ingredienti, soprattutto al cioccolato, ma se non avete problemi particolati di intolleranze potete essere anche più elastici.
In più, oltre ad essere senza un sacco di ingredienti, è anche stato preparato senza la macchina del gelato! Nella mia cucina una macchina del gelato non ci entrerebbe nemmeno spingendola a forza, quindi se voglio un bel gelato devo arrangiarmi. Del resto anche i romani, che si dice abbiano “inventato” il gelato (le nivatae potiones), usavano la neve per creare l’antesignano del gelato. Quindi ci arrangeremo anche noi!
Questa versione di gelato è super cioccolatosa, e se amate questo ingrediente amerete questo gelato intenso e aromatico. Inoltre si realizza in pochissimo tempo, la maggior parte della fatica sarà attendere che raggiunga la consistenza desiderata… quindi che aspettiamo? Prepariamo insieme il gelato all’acqua al cioccolato!

Ingredienti:
300 gr cioccolato fondente (io non andrei oltre quello al 70%)
140 gr zucchero a velo (una confezione)
1 bustina vanillina
120 gr di cacao amaro in polvere
650 ml di acqua
1 pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare il vostro gelato all’acqua al cioccolato tritando finemente il cioccolato. Mettetelo da parte.

Mettete a bollire l’acqua. Quando sfora il bollore, spegnetela.

In una casseruola possibilmente antiaderente, setacciate il cacaco amaro e la vanillina, e poi lo zucchero a velo. Unite l’acqua bollente, mescolando bene con l’aiuto di una frusta a mano.

Mettete anche il sale, e poi rimettete il tutto su fuoco per un paio di minuti, sempre continuando a mescolare con la frusta a mano.

Togliete poi la casseruola dal fornello, e iniziate a unire il cioccolato tritato poco per volta, sempre mescolando così si scioglierà più facilmente.

Trasferite il composto in una terrina, possibilmente di alluminio o di acciaio.
Io di solito uso un comunissimo stampo da plum cake in alluminio usa e getta, ma va benissimo anche lo stampo per plum cake normale, come lo vedete nella foto. Io l’ho foderato di carta forno per evitare di rovinare l’interno antiaderente della teglia da plum cake… suggerimento anche per voi, non si sa mai!

Lasciate raffreddare il composto all’aria, e solo successivamente mettetelo nel freezer.
Lasciate trascorrere un paio di ore, e poi mescolatelo con la forchetta. Si romperanno i cristalli di ghiaccio in formazione, e così il gelato all’acqua al cioccolato assumerà la sua morbidezza.
Ripetete questa operazione ancora tre volte, a distanza di almeno un paio di ore una volta dall’altra.
E.. basta! Il vostro gelato all’acqua al cioccolato è pronto!

Se lo preparate il giorno prima, ricordate di toglierlo dal freezer e di metterlo nel frigorifero un paio di ore prima per scongelarlo.

Smoothie tropicale

Smoothie tropicale

Tutti gli anni, d’estate, ma soprattutto nelle giornate più calde, vengo presa da una sottile ansia al pensiero di accendere il mio amato forno. Nove volte su dieci butto dietro le spalle la paura di liquefarmi davanti allo sportello, e preparo le mie colazioni abbondantemente sudando.
Non sempre, però. Ci sono giorni così caldi e umidi che proprio non ce la faccio.
In quei giorni arriva da lontano, brandendo una spada ghiacciata, il mio smoothie tropicale, che rinfresca, riempie, ed ha così poche calorie che… mi chiedo come mai non lo preparo più spesso!
Gli smoothie sono a metà strada tra il sorbetto, ma meno ghiacciati, e il frullato, ma più densi. La versione originale prevedeva solo frutta (o verdura), dal momento che il loro inventore – un signore americano proprietario di alcuni bar che facevano frullati – per sua sfortuna era intollerante al lattosio e si era quindi messo a frullare direttamente frutta e verdura con del ghiaccio, almeno poteva assaggiarli anche lui.

La cremosità dello smoothie è data dalla banana, che è di base in pressochè tutte le ricette. Di solito gli smoothie non hanno liquidi aggiunti, ma ormai le varianti prevedono anche l’aggiunta di yogurt, che dà ancora più consistenza, o anche di latte (vegetale per gli intolleranti ed i vegani). Oggi celebriamo l’estate con un gusto tropicale: accanto alla fragola (che può anche essere sostituita dai lamponi) ho usato dell’ananas, che ho completato con dello yogurt greco senza grassi. Naturalmente, per gli intolleranti ed i vegani, va benissimo lo yogurt di soia.
Per renderlo più fresco, io lascio in freezer la frutta una ventina di minuti. Non arriva a congelarsi, ma da’ una fresca consistenza che, quando fa proprio caldo, è piacevolissima. Ovviamente potete omettere questo passaggio. Però ve lo consiglio, aumenta la consistenza del vostro smoothie.

Tutto quel che vi serve è un frullatore. Si prepara in tempo zero, è buono, ha poche calorie e fa bene. Ma com’è che non abbiamo ancora preparato lo smoothie tropicale??

Ingredienti per due smoothie:
115 gr di ananas a cubetti
70 gr di fragole pulite
140 gr di yogurt greco senza grassi al cocco, come questo di Faye (o yogurt di soia, va bene anche alla vaniglia)
mezza banana
40 ml di succo di ananas (potete sostituire con latte di cocco)

Procedimento:
Tagliate la frutta a pezzetti, e mettetela per circa venti minuti in freezer a raffreddare bene.
Mettete nel bicchiere del frullatore la frutta, lo yogurt e il succo di ananas (o latte di cocco) e azionate il frullatore.
Continuate fino a che il composto non avrà preso volume e sarà diventato bello cremoso.

Cheesecake ai mirtilli

Cheesecake ai mirtilli

Non sono una grande fan delle cheesecake – spesso sono stucchevoli, troppo dolci, troppo morbidose, troppo.. tutto. Però d’estate sono il dolce “importante” ideale, quello che, comunque vada, fa sempre fare una splendida figura. E, in più, si realizza senza accendere il forno, che d’estate conta… eccome!

Forse non tutti sanno che la cheesecake non ha le sue origini oltreoceano, bensì… molto più vicino a noi! Ci sono testimonianze di una torta a base di formaggio che veniva offerta agli atleti già nell’Antica Grecia! C’è da capirlo, la cheesecake è discretamente calorica. Dalla Grecia è venuta a ovest, prima a Roma, poi attraverso i romani in tutta Europa… e da qui il salto dal’altra parte dello stagno è stato un attimo!

Oggi vi racconto come realizzare una cheesecake speciale, la cheesecake ai mirtilli senza glutine. E’ molto semplice trasformare le cheesecake da dolci con glutine a dolci “sglutinati”. La loro versatilità e la prevalenza di ingredienti cremosi e freschi è perfetta. Per abbassare la conta calorica ho utilizzato un formaggio a basso contenuto d grassi e, al posto della panna, la panna di soia. Capitemi, niente di drammatico, ma qualche caloria in meno a volte fa la differenza!
Questa ricetta è per uno stampo da 22 cm di diametro. Ricordate di usare lo stampo con anello amovibile, aiuta a “scodellare” la vostra cheesecake. Siete pronti a preparare insieme la vostra cheesecake ai mirtilli senza glutine?

Ingredienti:
90 gr di burro sciolto
220 gr di frollini senza glutine (io ho usato questi del Mulino Bianco)
500 gr di formaggio spalmabile a basso contenuto di grassi
200 ml di panna da montare di soia
100 ml latte
12 gr di gelatina in fogli
125 gr di zucchero a velo
150 gr di mirtilli (freschi o congelati)
un cucchiaio di zucchero + 1 cucchiaio di acqua

Procedimento:
Iniziate a preparare la vostra cheesecake ai mirtilli preparando la base. Prendete una teglia con fondo amovibile, e foderatela di carta forno.
Prendete i frollini senza glutine e con l’aiuto di un mixer riduceteli a farina. Sciogliete il burro e mettetelo nel mixer con i frollini: date un giro veloce per mescolare il tutto.
Prendete la base così realizzata e stendetela sul fondo della teglia. Pressatela bene con l’aiuto di un cucchiaio e mettete la teglia nel frigorifero a compattare, almeno per mezz’ora.

Lavate e mondate i mirtilli, e metteteli in una piccola casseruola (meglio se antiaderente) con un cucchiaio di acqua e uno di zucchero. Fate cuocere a fuoco basso. Mescolate spesso per sciogliere bene lo zucchero e quando avrà sfiorato il bollore e i mirtilli avranno iniziato a sfaldarsi, scercate di rompere i mirtilli con il dorso del cucchiaio. Quando si saranno ammorbiditi e sfaldati tutti, spegnete e lasciate raffreddare. Potete frullare i mirtilli (come ho fatto io), oppure lasciarli più consistenti, a seconda del vostro gusto.

Mettete la gelatina a sciogliere in un po’ di acqua, secondo le istruzioni della marca di vostra scelta.

Nel frattempo preparate la crema di formaggio. In una terrina mettete il formaggio spalmabile e lo zucchero, con il latte. Mescolate molto bene.
Montate a neve ben ferma la panna di soia, e poi incorporatela al composto con il formaggio cercando di non smontarla.

A questo punto il fullato di mirtilli (o i mirtilli cotti) si dovrebbe essere raffreddato, quindi potete incorporarli al resto del composto cremoso.

Prendete una parte della crema e mettetela in un pentolino; strizzate bene la gelatina, e mettetela nel pentolino. Accendete il fuoco molto basso e – mescolando – sciogliete bene la gelatina. Versatela poi nel composto con la crema di formaggio, mescolando molto bene per incorporarla al resto.

Recuperate la base di biscotto, che a questo punto si sarà certamente raffreddata e compattata, e versatevi sopra la crema di formaggio e mirtilli, livellandola per bene.

Mettete la vostra cheesecake ai mirtilli in frigorifero per almeno quattro ore (meglio tutta la notte) prima di servirla.

Panna cotta con gelatina all’anguria

Panna cotta con gelatina all’anguria

Ho sempre il dubbio, quando pubblico, se far vedere le foto anche quando le preparazioni non sono propio belle come le volevo. In linea generale non si dovrebbe. Però io alla fine alle regole ci sto ma solo un po’ pochino, e comunque questi bicchierini di panna cotta con gelatina all’anguria erano così buoni che anche se il primo strato di gelatina alla anguria non era ancora sufficientemente freddo e ha un po’ rovinato la superficie.

Però alla fine è buonissima anche un po’ sgarrupata, e anche se idealmente lo strato a metà invece che rosa doveva essere rosso, è venuta benissimo! Inoltre è senza glutine, quindi se avete ospiti celiaci, farete un figurone anche con loro!

Ingredienti:
250 ml panna cotta
6 fogli di gelatina (io uso quella di Paneangeli)
300 gr di succo di anguria
100 gr zucchero semolato

Procedimento:
Mettete a bagno in acqua fredda in due contenitori separati 3 fogli di gelatina ciascuno.

Intanto preparate il succo di anguria: se avete l’estrattore o la centrifuga sarà semplicissimo, un bottone e via.
Se siete analogici come me e non avete a casa tutte queste diavolerie, è semplice comunque, solo un po’ più laborioso. Prendete dell’anguria – dipende molto dal vostro frutto, per 300 gr di succo io ho preso circa 410 grammi di frutto senza semi e senza buccia, ma andate a occhio.
Mettete la anguria senza semi nel miscelatore del frullatore (anche ad immersione va bene) e frullate fino a che il tutto non si sarà ridotto a una poltiglia acquosa. Lo so che non sembra romantico, ma va bene così.
Prendete un colino e iniziate a filtrare il succo rispetto alla fibra dell’anguria. Ci vorrà qualche minuto, ma il risultato è molto simile a quello dell’estrattore.
A questo punto scaldate il succo – non deve bollire, basta che sia caldo. Prendete tre fogli di gelatina idratati, strizzateli per bene e fateli sciogliere, sempre mescolando, nel succo della anguria.

Mettete poi il succo da parte a raffreddare.

Nel frattempo, in un alro pentolino, scaldate la panna con lo zucchero, e mescolate per scioglierlo tutto. Appena si è sciolto spegnete anche qui, e scioglietevi all’interno i restanti tre fogli di gelatina.

Prendete i vostri bicchierini, dividete la panna in due parti e poi ciascuna delle due parti in quattro parti. Io sono andata a occhio – e si vede!
Lasciate intiepidire e poi mettete una mezz’ora in frigorifero.

Trascorsi trenta minuti, accertatevi che la panna cotta si sia raffreddata e poi versatevi sopra la prima metà del succo di anguria, diviso in quattro. Come vedete dalla foto, io mio succo era ancora un po’ caldino e ha rovinato lo strato di panna (ma il gusto era super!). Mettete per circa 20 minuti i bicchierini nel freezer a rassodare.

Poi versate ancora la panna restante, sempre dividendola in quattro, mettete in freezer ancora 15/20 minuti, e poi alla fine la restante parte del succo di anguria. Finite di far rassodare ancora 15/20 minuti in freezer.

Poi potete passare la vostra panna cotta alla gelatina di anguria in frigo, dove deve riposare per un tre ore almeno, meglio 4.
Se volete, per mimare i semi di anguria e dare un po’ di consistenza, potete anche mettere qualche goccia di cioccolato a mo’ di decorazione, come ho fatto io.

Se non le avete, va bene ugualmente, la panna cotta con gelatina all’anguria è così buona che non serve altro!

Ghiaccioli ai mirtilli e lavanda

Ghiaccioli ai mirtilli e lavanda

Molti pensano che prepararsi le cose in casa, da sé, sia una gran perdita di tempo e di fatica. Lo pensavo anche io, e del resto – unta dal sacro fuoco della pigrizia – me ne sono sempre guardata bene dal mettermici a spignattare (perchè poi si deve lavare…), preparare (ma vuoi mettere quell’ora in più a letto??), e chi più ne ha più ne metta.

Però capita che, un giorno, succede qualcosa. Nel mio caso ho iniziato a non digerire più niente. Un po’ di riso in bianco e una fetta di prosciutto cotto erano un’agonia. Ho passato mesi a pasta con un filo di olio, sentendomi come se avessi mangiato un bue. Ho provato di tutto, compresa la pranoterapia. Niente. Anni di tormenti, coliche, notti in bianco.

Cosa è successo poi, vi chiederete? Tutto e nulla. Dopo aver anche fatto una gastroscopia per sospetta celiachia (che non ho), e una surreale visita da un medico che non ha trovato nulla di meglio da dirmi se non che avevo qualche intolleranza, ma chissà quale, e in ogni caso non mi avrebbe mai prescritto il test perchè costa al servizio sanitario (io pagherei anche le tasse, forse avrei qualche diritto pure di usufruire del servizio, no??), mi sono detta: adesso mi preparo io le cose, vedo quel che ci metto dentro, così se sto male lo becco subito.

Non sono (quasi) più stata male.
Certo, ogni tanto capita ancora, ma sempre meno di prima. Ormai raramente. Quasi sempre quando esco a mangiare.
Ho il sospetto che ci sia qualche conservante poco amico, forse qualche lievito. Sacrifici ne faccio, in pizzeria non ci vado quasi più, vado a mangiare sempre e solo dove so che non sto male, e nei posti sconosciuti mangio della gran verdura, che non si sa mai. Però che soddisfazione prepararsi le cose da sé e sentire che sono buone!

Prendiamo ad esempio i ghiaccioli.
Ci si mette un niente a farli, si possono provare gusti e accostamenti nuovi, non hanno conservanti (quindi ne facciamo pochi per volta) e fanno bene. Colori originali, non ci sono coloranti qui. Solo il mirtillo.

I ghiaccioli ai mirtilli e lavanda sono uno degli esperimenti di quest’estate. L’accostamento dei sapori viene direttamente da Sale & Pepe di luglio, che è una miniera per gelati, sorbetti e compagnia. Il metodo è il solito mio, usato anche per i ghiaccioli al tè matcha che ho pubblicato solo su IG (ma presto li rifaccio e li ripropongo anche qui!!). Se avete dieci minuti, fateli. Sono ottimi, e la lavanda da’ un tocco in più che sta una meraviglia.
Non ci credete? Guardate qui.

Ingredienti: (4 ghiaccioli di misura media)
200 gr mirtilli
60 gr zucchero
1 cucchiaino di lavanda essiccata (edibile)
100 ml di acqua del sindaco

Procedimento:
Mettete in un pentolino lo zucchero e l’acqua e fate raggiungere il bollore, in modo che lo zucchero si sciolga bene.
Una volta sciolto, spegnete il fuoco e lasciate la lavanda in infusione per una dceina di minuti.
non di più, altrimenti i ghiaccioli ai mirtilli e lavanda sapranno di saponetta.

Filtrate lo sciroppo zuccherato con la lavanda, e mettetelo nel boccale del frullatore ad immersione, insieme ai mirtilli che avrete in precedenza ben lavato ed asciugato. Azionatelo fino a che il tutto non assumerà una consistenza cremosa.

Prendete i vostri stampi per ghiaccioli, e riempiteli con il composto con i mirtilli.
Mettete poi gli stampi nel freezer a rassodarsi (senza il bastoncino!). Dopo circa 90 minuti, massimo un’ora, controllate che abbiano già iniziato a congelare: dovrebbero essere diventati dei ghiaccioli ai mirtilli e lavanda ancora leggermente morbidi ma già più consistenti.
In questo caso mettete la paletta di legnetto, e rimettete in freezer almeno altre 4/6 ore.

Tutto qui.
Ovviamente, se avete gli stampini con gli stecchi di plastica con il comperchietto, che stanno in piedi comunque, potete metterli nel ghiacciolo ai mirtilli e lavanda ancora morbido, e si congeleranno in circa 4 ore senza toccarli.

Buona fresca estate a tutti!!

Pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine

Pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine

Le colazioni del weekend sono quelle che mi piacciono di più. Forse perchè sono lente, rilassate, e l’orologio non segna inesorabilmente i minuti del mio ritardo. Senza fretta, senza correre, sorseggio il cappuccino (fatto in casa!) sfogliando una rivista, mentre il piede batte il tempo della musica che esce dalla radio.

La radio – un lusso del sabato mattina. La mia radio è ancora strenuamente analogica, con tante rotelline, un antennone telescopico da antologia, perde le frequenze con una velocità stupefacente, ma rimane comunque la mia compagna preferita in cucina.

Sono queste le mattine in cui mi concedo qualche preparazione particolare, come questi deliziosi pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine. Non a tutti piace il grano saraceno, per la sua consistenza ruvida e il gusto rustico molto pronunciato. Ma con le mandorle e dell’ottimo sciroppo di acero, acquista una nota particolare. Se non avete esigenze vegan, potete assaggiarli con anche dell’ottimo yogurt alla vaniglia. In ogni caso, si preparato davvero in poco tempo, sono leggeri e adatti proprio a tutti… sono anche senza lattosio!

Ingredienti
100 gr farina di grano saraceno
37 gr farina di mandorle (o mandorle tostate)
2 cucchiai colmi di zucchero di canna
1 cucchiaino di lievito
mezza banana matura
150 gr latte di mandorla
una bustina di vanillina

Procedimento (circa 6/7 pancakes)
Iniziate a preparare i vostri pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine mettendo le mandorle, lo zucchero, e la farina di grano saraceno in un mixer, e riducete il tutto a farina (saltate questo passaggio se avete usato la farina di mandorle). Mescolate anche il lievito e la vanillina, e mettete da parte.

Riprendete il mixer e frullate insieme il latte di mandorla con la mezza banana. Aggiungete poi anche la farina di grano saraceno con le mandorle, e frullate brevemente, fino a che l’impasto non si sarà mescolato bene.

Scaldate a quetso punto un padellino antiaderente leggermente unto con olio di oliva. Quando è caldo, mettete un paio di cucchiai di impasto e fare cuocere una parte. Mettete qualche frutto rosso (io ho usato mirtilli e lamponi) sulla superficie superiore, e girate per cuocere anche l’altro lato.

Potete servire i pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine con sciroppo di acero, o di agave, e frutta fresca, o yogurt di soia (o vaccino, se no n avete particolari necessità vegane – in quets ocaso, via libera anche al miele!).

Se vi piace il grano saraceno, vi consiglio per la vostra colazione di provare anche i Muffin al grano saraceno e mandorle.

Gelato cassata

Gelato cassata

La Sicilia ed io. Due rette parallele.
non ci siamo mai incontrati in quarant’anni di vita, e poi improvvisamente, due viaggi di lavoro nel giro di pochissimo tempo. Il mio famoso turismo processuale, che però mi ha consentito di scoprire i sapori di una terra che avevo solo visto in cartolina. Una cosa che mi piace tantissimo è l’arrivo all’aeroporto di Catania, quando all’improvviso ti appare davanti il mare, la spiaggia e l’Etna sullo sfondo. Una vista da mozzare il fiato.

In onore di questa bella terra, da cui ogni tanto “scippo” qualche ricetta, oggi vi propongo il gelato (casalingo!) al gusto di cassata.
Cose c’è di meglio, in estate, di un goloso gelato?
Nulla ovviamente, salvo che molti di noi non possiedono una gelatiera, il chè potrebbe far sembrare l’operazione tutt’altro che facile! Se lo pensate, vi invito a provare questa ricetta del gelato al gusto di cassata! E’ buonissimo, semplice da realizzare, e piace proprio a tutti! In qusto caso, per necessità, sono andata proprio a cercare tutti gli ingredienti (canditi compresi!) appositamente per celiaci, però naturalmente potete utilizzare i canditi di vostra scelta, e magari arricchirlo con gocce di cioccolato bianco, nocciole, o per tenere il mood … tanti pistacchi di Bronte!

Ingredienti:
200 ml panna fresca da montare
5 zucchiai di zucchero a velo
40 gr latte intero
250 gr di ricotta di pecora (se non la trovate o non vi piace, va bene anche la ricotta vaccina)
70 gr frutta candita (controllate che sia senza glutine se avete intolleranze)
60 gr gocce di cioccolato (anche qui, verificate che siano senza glutine)
1 cucchiaio di marsala (se avete dei minori, non lo mettete! – sarà buono comunque)

Procedimento:
Perparare il gelato cassata è facilissimo, anche senza gelatiera.
Mescolate la ricotta con il latte e lo zucchero a velo, fino a che non si ammorbidirà per bene (basterà qualche minuto).
Versate quindi la panna, e mescolate ancora fino a che il tutto non si sia ben uniformato. Aggiungete anche il marsala.

A questo punto, aggiungete i canditi – se non volete che si attacchino tra loro, potete metterli un quarto d’ora in freezer sulla carta forno. Dopo i canditi, unite anche le gocce di cioccolato, e mescolate.

Il gelato cassata a questo punto sarà molto morbido, e canditi e gocce di cioccolato tenderanno verso il basso. Non vi preoccupate, alla fine riemergeranno come per magia! (più o meno!!).

Mettete il gelato in un contenitore di acciaio ben freddo (meglio – ma vanno bene anche i contenitori di alluminio usa e getta, purchè ben freddi. Per questo, potete lasciarli in freezer mentre preparare il gelato cassata) , e lasciatelo mezz’ora in freezer.
Trascorsa la prima mezz’ora, toglietelo dal freezer e date una mescolata con il cucchiaio, poi rimettete in freezer.
Fate questa operazione per 3/4 volte – vedrete che l’ultima volta il gelato avrà iniziato a prendere consistenza, e i canditi e le gocce di cioccolato rimarranno anche sospese in superficie.

Lasciate riposare per circa quattro ore, meglio tutta la notte.

Ricordate di togliere il vostro gelato cassata dal freezer almeno una mezz’ora prima di servirlo!

Viennetta homemade senza glutine

Viennetta homemade senza glutine

Sono ormai un po’ di anni che sono tornati alla ribalta gli anni ’80, e tutto il loro carico di capelli cotonati, colori fluo, gioielleria importante, scaldamuscoli. Se è più evidente nell’abbigliamento, anche la cucina negli anni ’80 aveva le sue mode. Chi si dimentica le pennette alla vodka e salmone, o i gamberetti in salsa rosa??
Una delle icone degli anni ’80 in pasticceria è stata la Viennetta.
Il suo lancio risale al 1982, e da allora il suo è stato un continuo e costante successo, fino ai giorni nostri. Oggi vi propongo una versione casalinga di una torta gelato “ispirata” alla Viennetta, che ha tra i suoi punti forti il fatto di essere facilissima!
La discussione è sempre su quante lastre di cioccolata fare e mettere nella Viennetta… non ho una risposta! Fate come vi piace, che è sempre la risposta giusta in fatto di gusto! Tra l’altro, creare le strisce di cioccolato è l’attività più difficile di tutta la ricetta, quindi… che aspettate? Date una chance a questa Viennetta homemade, non ve ne pentirete!

Ingredienti:
500 ml di panna da montare
3 albumi
100 gr zucchero a velo (io di canna)
150 gr cioccolato fondente (se la preparate per un celiaco, verificate che sia gluten free)
1 baccello di vaniglia
Nocciole per decorare (opzionale)

Procedimento:
Iniziate a preparare la vostra Viennetta homemade preparando le sottili sfoglie di cioccolato che formeranno gli strati della Viennetta. Nulla di più semplice!
Prendete un foglio di carta forno e, con una matita, disegnate la forma della base del contenitore che ospiterà la vostra Viennetta homemade. Girate poi il foglio, in modo che la matita non venga a contatto col cioccolato. Questa vi farà da guida per realizzare le sfoglie di cioccolato, quindi sarebbe preferibile appoggiarla su un piano di colore chiaro, così risalterà di più.
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato, e quando si sarà ben ammorbidito, stendetelo sottilmente con una spatola all’interno di ciascuno dei bordi che avrete disegnato in precedenza. Lasciatelo raffreddare, e quando sarà raffreddato potete impilare gli strati di cioccolato (che avranno la carta forno tra uno strato e l’altro, così non si appiccicheranno). Lasciatele in frigo per almeno mezz’ora, così si consolideranno.

Montate poi gli albumi a neve ben ferma, e poi unite con una spatola metà dello zucchero previsto in ricetta (50 g) e i semi del baccello di vaniglia (dovete tagliarlo a metà e raschiare dolcemente l’interno con un coltello), e incorporateli mescolando dal basso verso l’alto per evitare di smontare il composto.
Prendete poi anche la panna, montatela bene e unite – sempre con la spatola – lo zucchero a velo rimanente.

Unite poi alla panna gli albumi montati, mescolate senza smontare il composto e poi preparate la vostra Viennetta homemade.

Prendete uno stampo da plumcake (il top sarebbe quello di silicone, se non lo avete va bene anche quello di alluminio usa e getta, ma prima mettete all’interno un po’ di pellicola per alimenti, così lo estrarrete più facilmente).

Mettete sul fondo dello stampo una lastra di cioccolato; copritela con un po’ di composto alla panna, poi rimettete un’altra lastretta di cioccolato e così via, fino alla fine di lastre e composto.
Livellate bene e poi mettete in freezer almeno cinque ore (io l’ho lasciato tutta notte).

Togliete la Viennetta dal freezer una ventina di minuti prima di servirla.
Se volete, potete usare dell’altro cioccolato fondente (magari quello che avete avanzato se avete fatto 4 lastrette di cioccolato come ho fatto io), sciogliendolo a bagnomaria e poi versandolo sulla superficie della torta, e poi spargendo delle nocciole tagliate al coltello per una veloce ma golosa decorazione.