La Schiaccia e un pezzo di cuore in Maremma

La Schiaccia e un pezzo di cuore in Maremma

Arrivai qui un pomeriggio assolato di vent’anni fa. Gironzolavo in auto in una delle estati più brevi della mia vita, schiacciata tra gli impegni di un nuovo lavoro e una nuova dimensione di vita. La meta avrebbe dovuto essere molto più su, a Cala Violina, ma una volta arrivata là scoprii che avrei dovuto prenotare almeno il parcheggio. Vent’anni fa internet era un’altra cosa.

Un po’ delusa girai la macchina verso sud, diretta a Castiglione della Pescaia. Dopo pranzo, con un caldo che annientava, mentre pensavo ai vecchi colleghi che avevo appena lasciato, mi assalì una sorta di pigra malinconia. In quel momento, mi ricordai di una collega che mi aveva raccontato diverse volte, davanti a un tristissimo petto di pollo al vapore nella mensa dell’ospedale dove entrambe lavoravamo allora, delle sue estati in Maremma.

Salii in macchina e cercai questo Eden formato famiglia, da cui avevo intenzione di chiamarla per dirle che ero là. La strada da Castiglione attraversa una pineta rigogliosa, punteggiata da camping e ciclisti, qualcuno in costume e qualcuno che pare attardato dall’ultimo Giro d’Italia. Tutto intorno il rumore delle cicale. Tante.

Dopo il bivio per Marina di Grosseto vidi un cartello, che mi diceva di svoltare a destra. Finalmente all’ombra della pineta, attraversai il lungo viale che negli anni ho imparato a conoscere e ad amare.
Arrivai che erano forse le due o le tre del pomeriggio. Non c’era nessuno in giro. La strada principale era quasi deserta, fatta eccezione per i pochi avventori di un bar all’angolo di una via, e qualche turista in bicicletta con i salviettoni nel cestino. Con il sole a picco, parcheggiai la macchina all’ombra in una via laterale, e iniziai a passeggiare sotto la pineta, a cercare un po’ di sollievo dal caldo.

Tutto era tranquillo, quasi irreale. Come se il tempo si fosse fermato. Sotto la pineta, invisibili al mio arrivo, scoprii tantissime casette, per la maggior parte villette, con un piccolo giardino davanti. Qualche condominio al massimo a due piani, con bellissimi balconi. Ma era la pineta la protagonista, con il suo caratteristico profumo, le fronde che si agitavano al (poco) vento di una assolata giornata di metà agosto, e qualche pigna in caduta libera da schivare.
Mi immaginai seduta sotto uno di quei meravigliosi patii a guardare trascorrere l’estate senza tv, senza rumori che non fossero le cicale e i miei pensieri. Pensai che sarebbe stato bello trascorrere un’estate così.

Sono diciassette anni quest’anno di queste estati in Maremma. Non riesco a pensare a nessuna vacanza più rilassante di questa. Di posti che conosco e che mi mancano. Quando a maggio inizio a sentire la stanchezza, mi assale la voglia di svoltare a destra e di immergermi nella (ormai anche mia) pineta.

Spiaggia delle Capanne

Per tanti anni abbiamo trascorso il mese di agosto in un appartamento proprio sopra il forno. Ogni mattina eravamo svegliati dal rumore delle cicale e dal profumo del pane e della schiaccia appena sfornata. La Schiaccia può essere più o meno secca, e tipica del grossetano è quella con acciughe e cipolle, che erano gli alimenti poveri del tempo. Era tipica delle zone costiere, quando i pescatori, tornati dal mercato, tenevano per la famiglia solo le varietà più povere del pescato del giorno, oltre naturalmente alle immancabili cipolle. Personalmente preferisco quella alla pala, che si può gustare da sola, o con i salumi della zona… o come volete voi!
Non so se questa che vi lascio sia la ricetta tradizionale della Schiaccia.
Sicuramente è una versione molto veloce (e, come dicono gli inglesi che nel Chiantishire, non lontano da qui, la fanno da padrone, fuss free), quando vi assale la voglia di… come diceva quella pubblicità? Sì, qualcosa di buono!

Ingredienti:
500 g di farina (metà 00 e metà manitoba)
300 g acqua a temperatura ambiente
50 ml di olio EVO (toscano, ovviamente!!)
8 g di lievito di birra fresco
10 g sale
sale grosso e olio evo per condire la superficie

Preparazione:
Preparare la schiaccia è facilissimo, e anche chi non ha basi di lievitazione (come me!) può avere ottimi risultati.
Sciogliete il lievito nell’acqua a temperatura ambiente (se usate il lievito di birra secco mettetene metà grammatura e seguite attentamente le istruzioni sulla confezione per attivarlo!).

In una ciotola capiente (o nel boccale della planetaria) mettete le farine, amalgamatele e poi inserite metà dell’acqua con il lievito sciolto . Quando si sarà assorbita, mettete il sale, mescolate e poi versate la seconda metà di acqua che rimane, e l’olio.

L’impasto sarà molto appiccicoso, ma va bene così. Se lo fate a mano, aiutatevi con un cucchiaio.

Coprite e fate lievitare fino almeno al raddoppio. Dipende dalla temperatura esterna, in estate due ore bastano, d’inverno magari ce ne vogliono pure tre o quattro, se fa freddino.

Riprendete l’impasto, e su un piano di lavoro ben spolverato di farina (altrimenti appiccica!) fate fare un giro di pieghe all’impasto. In parole povere: stendetelo in forma rettangolare con le dita, piegate prima i lembi superiore ed inferiore, e poi i due laterali, tipo a portafoglio.

Copritelo con la ciotola e lasciatelo lievitare sul piano di lavoro ancora mezz’ora.

Fate un’altra piega e lasciatelo coperto dalla ciotola per il tempo necessario a scaldare il forno a 250 gradi.

Quando il forno è caldo prendete una teglia (io la fodero con la carta forno) e stendete l’impasto della Schiaccia con le dita. Versate sulla superficie dell’olio (a vostro gradimento, io almeno ne uso 4 cucchiai… ok, cinque!) e spargetelo con le dita creando delle fossette sulla superficie così l’olio si raccoglierà lì e.. ma che ve lo dico a fare?
Distribuite un po’ di sale grosso sulla superficie e cuocete la Schiaccia per circa venti minuti.

Quando la Schiaccia è ancora calda, potete anche distribuire sulla superficie dell’altro olio (un cucchiaio basterà) per renderla ancora più golosa.

Se volete cimentarvi in un altro lievitato toscano, perchè non provate la mia versione del Pane sciapo?

Focaccia dolce alle albicocche

Focaccia dolce alle albicocche

Ci sono giornate d’estate che lo dici solo dalla luce che è estate. Non il caldo, l’afa di prima mattina, il tic tac dei sandaletti sul pavé. E’ la luce, diretta, schietta.
Quella luce è la luce delle mattine al mare, del rumore degli ombrelloni che si aprono, dei pattini che scivolano a lambire le onde.

Ma, a volte, la ritrovo anche in città. Attraversa le porte dei bar, si appoggia sui tavolini dei caffè, accarezza i monumenti e i muri dei palazzi.

E’ quella luce che illumina questa piccola meraviglia, una Focaccia dolce alle albicocche che è così semplice, veloce, e buona. Tutto quello che si chiede a un dolce soffice.

Questa Focaccia dolce alle albicocche è l’evoluzione di un’altra ricetta fatta quasi due anni fa, il Pane dolce con pesche e more di rovo, che avevo preparato per salutare le vacanze. Ho pensato di riproporla quasi all’inizio delle vacanze di quest’anno in modalità veloce. Cercavo una ricetta da preparare anche in vacanza, quando non ho né planetaria né altri aggeggi da cucina e, partendo proprio dal Pan dolce, ho fatto qualche tentativo per tagliare i passaggi.

Questa è anche una ricetta vegana, perchè ho tagliato non solo i tempi, ma anche le uova e – se interessa a qualcuno – anche lo zucchero. Il risultato è una focaccia morbidissima, appena dolce, succosa di frutta, non esageratamente unta.
Potete conservarla in frigorifero, e scaldarla al mattino per avere una fetta di soffice golosità.

Ingredienti (teglia da 24/26 cm circa):
300 g farina 00
30 ml olio extravergine + 2 cucchiai per il fondo
30 g zucchero (io di canna) + 2 cucchiai per la copertura
3 albicocche
8 g lievito di birra
200 ml acqua tiepida
1 pizzico di sale

Preparazione:
Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida (non calda!) e lasciatelo qualche minuto ad attivarsi.
Nel frattempo, mettete in una ciotola la farina con lo zucchero e mescolate.
Aggiungete l’acqua con il lievito sciolto e mescolate (basta un cucchiaio), poi aggiungete anche l’olio. Per ultimo aggiungete un pizzico di sale.

Impastate brevemente. L’impasto deve rimanere morbido e appiccicoso, ma va benissimo così.

Copritelo con della pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio.
Il tempo dipende dalla temperatura esterna, mediamente ci vogliono due ore e mezza, tre ore.

Riprendete poi l’impasto, sgonfiatelo leggermente eponetelo in una talia foderata con carta forno. Ma prima abbiate cura di ungere il fondo della carta con un paio di cucchiai di olio.

Stendete l’impasto con le dita, allargandolo per coprire tutta la teglia.
Poi coprite con un canovaccio e fate lievitare un’altra mezz’ora, quaranta minuti.

Accendete il forno a 200 gradi di temperatura.

Mondate le albicocche, denocciolatele e tagliatele in quattro spicchi. Mettetele sulla focaccia dolce, affondandoli leggermente nell’impasto. Spargete sulla superficie due cucchiai di zucchero.

Infornate e cuocete per circa 25/30 minuti, fino a che la superficie non risulterà leggermente dorata (ma non bruciata).

Swirl bread brioche

Swirl bread brioche

Come il campionato, e come le (peggiori) trasmissioni della RAI, a maggio si prende una pausa estiva anche il nostro primo blocco di appuntamenti con le ragazze de “Il Cestino del Pane”. Un esperimento-sfida nato dalla testolina piena zeppa di idee di Silvia, e raccolto da altrettante kamikaze come la sottoscritta.
Negli ultimi sei mesi ci siamo sfidate a turno, ognuna lanciando una ricetta, un’idea, un ingrediente, una forma, per dare forma ai nostri lievitati, dolci e salati.

Prima della pausa vacanziera (ma torneremo a settembre con un sacco di novità, che temo comprenderanno anche la sfida delle sfide, cioè per me quella di fare un Reel (… già tremo!), l’ultimo tema che Silvia ci ha assegnato era “un intreccio o un lievitato bicolore”. Detto fatto.
No, aspettate. Non è stato così semplice, perchè l’idea originaria era quella di fare un pane bicolore a spirale al cacao, visto che le spirali mi piacciono tanto. Vi ricordate il Pan bauletto alle carote?

Però mi sembrava di essere banale, e volevo salutare l’estate del nostro Cestino con qualcosa di più originale. Mi sono quindi ingegnata, e ho trovato la soluzione, cioè quella di usare un colore superprimaverile, che mette tanta allegria!

Più della spirale, la ricetta di questo pan brioche, anzi dello swirl bread brioche, vale davvero la pena! Il pan brioche resta morbido e profumato per giorni, basta conservarlo in un sacchetto per la conservazione degli alimenti di quelli per il freezer, ben chiuso, coperto dalla carta forno. Fidatevi, dopo una settimana sarà buono come il primo giorno (sempre che ci arrivi, alla fine della settimana!!).

Ingredienti per una forma da plumcake di circa 20 cm di lunghezza:
150 g (per il lievitino) + 170 g di farina manitoba
8 g di lievito di birra fresco
15 g di latte (io scremato) tiepido
15 g di zucchero semolato per il lievitino + 50 g per l’impasto
1 uovo
70 g di burro molto morbido
1 pizzico abbondante di sale
un po’ di latte per spennellare la superficie
colorante in gel
Se volete fare la versione originale al cacao ci vogliono due cucchiaini di cacao amaro disciolti in un cucchiaio di acqua

Procedimento:
Per preparare lo swirl bread brioche dovete anzitutto realizzare il lievitino, o pre impasto.
In una ciotola mettete il latte, che avrete precedentemente intiepidito (non caldo, altrimenti mi ammazza il lievito!), scioglietevi all’interno lo zucchero e poi il lievito, e poi con una forchetta incorporate la farina. Non mescolate molto, l’impasto deve essere solo sufficientemente liscio, ma non deve montare. Coprite la ciotola con della pellicola alimentare e lasciate lievitare per circa mezz’ora, quarante minuti.

Riprendete quindi il lievitino e mettetelo nella ciotola della impastatrice. Se impastate a mano va bene comunque, ma essendo un impasto molto morbido, la planetaria vi risparmia un bel po’ di fatica!
Unite la farina (170 g) e lo zucchero (50 g) e iniziate ad impastare.
Quando farina e zucchero si saranno uniti al lievitino, aggiungete anche l’uovo a temperatira ambiente, e fatelo assorbire dall’impasto.

Solo quando si sarà assorbito iniziate ad incorporare il burro. Dividerelo in tre o quattro pezzetti, in modo che potrete aggingere il pezzetto successivo solo quando il precedente si sarà assorbito.
Infine, aggiungete il sale e finite di impastare.
Con la planetaria ho lasciato andare il gancio per cinque o sei minuti, in modo che l’impasto diventasse liscio ed omogeneo.
Essendo molto morbido, non si staccherà da solo dalla parete della ciotola, ma è normale.

Ora prendere l’impasto del vostro swirl bread brioche e dividetelo in due, e in una parte aggiungete il colorante in gel a scelta, oppure la pasta di cacao che avrete preparato sciogliendo i due cucchiaini di cacao in un cucchiaio di acqua.

Quando l’impasto si sarà colorato (ci vorranno due o tre minuti circa con l’impastatrice, un po’ di più a mano) mettete i due impasti in due ciotole separate, copriteli con la pellicola e metteteli a lievitare in un posto al riparo da spifferi e correnti d’aria per almeno due ore. Devono raddoppiare in volume.

Trascorsa la lievitazione, riprendete gli impasti e con l’aiuto di un po’ di farina (da mettere sotto perchè l’impasto, anche se meno, sarà un po’ appiccicoso) e un mattarello stendete sul piano di lavoro prima l’impasto “naturale” e poi quello colorato. Devono avere in larghezza più o meno la stessa dimensione del vostro stampo da plumcake, e la medesima lunghezza tra loro.

Ora prendete l’impasto colorato, stendetelo sopra l’impasto naturale, passate sopra il mattarello premendo leggermente in modo che gli impasti aderiscano bene, e poi iniziate ad arrotolare l’impasto su se stesso, con la parte chiara all’esterno.

Ponete il salsicciotto che si sarà così formato nello stampo da plumcake foderato con della carta forno, copritelo ancora con della pellicola e lasciatelo lievitare un’altra ora.

Al termine di questa seconda lievitazione spennellate la superficie del vostro swirl bread brioche con del latte, e mettetelo a cuocere in forno già caldo a 170 gradi (statico ) per i primi dieci minuti, poi abbassate a 160 gradi e continuate la cottura per i successivi 20/25 minuti.
Come vi dico sempre, va a forno quindi fate sempre la prova stecchino prima di sfornare!

Lasciate raffreddare lo swirl bread brioche prima di estrarlo dallo stampo.

Se volete potete farcire il pan brioche con gocce di cioccolato, o farlo solo bianco senza creare la spirale al centro.
E’ buonissimo in ogni versione, e con un po’ di marmellata al mattino vi farà iniziare la giornata nel migliore dei modi!

Las Conchas, ovvero le conchiglie al forno

Las Conchas, ovvero le conchiglie al forno

Sono ormai diversi mesi che collaboro con le mie amiche Alice, Elisabetta, Maria Stella, Patrizia, Roberta, e Silvia a un bel progetto di panificazione che abbiamo chiamato – come si usa tra noi gggiovani – con l’originalissimo hashtag #ilcestinodelpane. Una volta al mese una di noi propone alle altre una ricetta di pane, qualsiasi lievitato. Dolce o salato, pane o brioche, il tema è una ricetta o un ingrediente. Tutte ci cimentiamo e mostriamo come, partendo da un’unica idea, oguna di noi la interpreta a modo suo, nell eimmagini e nella esperienza.

Questo mese toccava a me scegliere e, siccome una delle mie caratteristiche è quella della internazionalità, sono andata a trovare come tema comune la ricetta de las Conchas. Sono un pane dolce tipico del Messico, e la loro caratteristica è quella meravigliosa glassa che le ricopre.

Le mie compagne di avventura hanno realizzato delle Conchas meravigliose. Come di prassi, la lanciatrice della sfida è arrivata per ultima ma, forte delle esperienze delle altre, mi sono messa al lavoro convinta che avrei beneficiato degli errori delle altre e avrei portato a casa la sfida in un baleno. Nulla di più sbagliato!
Mi sono ritrovata alle dieci di sera della vigilia della pubblicazione con le mie Conchas che non mi piacevano per nulla! Le avrei voleute più… boh, diverse! E poi, errore mio, le avevo infornate tutte insieme, e avevano finito per attaccarsi e non crescere come avrebbero dovuto!

Mi sono attaccata alla nostra chat in quasi lacrime, non volevo pubblicare nulla di così lontano da quello che avevamo programmato.. ma le mie fornarette mi sono state dicosì tanto supporto che mi sono rimessa in sesto, ho studiato una qualche bella inquadratura, e così oggi vi presento le mie Conchas. Ho seguito la ricetta di Tiziana, che a sua volta si è ispirata a questo sito.

Vi assicuro che la bontà di queste Conchas è inaguagliabile. Il soffice della pasta brioche e il croccante della glassa crea un connubio che vi conquisterà.

Ingredienti: (per 12 pezzi)
250 g farina 00
250 g farina manitoba
100 g zicchero
10 g lievito di birra fresco
80 ml olio (io ho usato un olio di mais leggero)
180 ml latte a temperatura tiepida
2 uova
zeste di un limone
sale

per la glassa chiara:
60 g farina 00
60 g zucchero
60 gr burro morbido

per la glassa al cacao:
10 g cacaco
50 g farina 00
60 g burro
60 g zucchero

Preparazione:
Nella ciotola della planetaria mettete le farine e lo zucchero e mescolate. Intiepidite il latte e sciogliete il lievito al suo interno, e poi aggiungetelo a filo alle alle farine, mentre la planetaria impasta per voi (che bello non aver da faticare!).
Aggiungete le uova ad una ad una, facendo attenzione a non aggiongere la seconda se la prima non si è assorbita. Unite poi l’olio a filo, il sale e le zeste di limone.
Impastate bene per almeno una decina di minuti, in modo che l’impasto diventi liscio e compatto (sarà comunque un po’ appiccicoso – ma va bene così).

Mettete un po’ di farina sul piano di lavoro, lavorate ancora un pochino l’impasto a mano e poi mettetela a lievitare in una ciotola leggermente unta di olio.
Dovete farlo lievitare fino al raddoppio (all’incirca 90 minuti/ due ore dovrebbero bastare).

Trascorso questo periodo, prendete l’impasto e dividetelo in dodici palline di simile peso, che potete mettere su una teglia coperta di carta forno a far lievitare ancora fino al raddoppio almeno un’altra ora e mezza. Ricordate di coprire le conchas con un canovaccio, così non si seccheranno.

Nel frattempo preparate le glasse: in una ciotola mettete il burro molto morbido con lo zucchero, e montatelo. Aggiungete poi la farina, e mescolate per incorporarla al resto. Formate un panetto, copritelo con la pellicola e mettete in frigorifero per almeno un’ora. Per la glassa al cacao, procedete nello stesso modo.

Riprendete la teglia con le brioches (se volete il mio consiglio, prendete due teglie, perchè crescono un po’ in forno, quindi vanno distanziate).

Scaldate il forno a 180 gradi, e mentre si scalda riprendete le glasse.

Con l’aiuto di un mattarello stendetele all’altezza di circa 4 mm, e con l’aiuto di un coppapasta ricavate sei cerchi per ciascuna glassa. Ponetele ciascuna sopra una brioche.

A questo punto las Conchas prendono forma! Con un coltello affilato disegnate sulla superficie delle Conchas le scanalature delle conchiglie. Tanti fanno altri disegni, ognuno per marcare la propria origine. Potete anche disegnare le vostre iniziali!

Mettete in forno a cuocere per mezz’ora, massimo 40 minuti (controllate in forno prima di spegnerlo!).

Pane alla birra al farro

Pane alla birra al farro

Il ricordo del primo lockdown per me assomiglia al profumo del pane. Non lo avevo mai preparato in casa prima, spaventata dalle lunghe ore di lievitazione e attesa. Il pane, del resto, è un esercizio di pazienza, lo dico sempre.
Nella vita di tutti i giorni, il tempo di attendere la lievitazione non c’è mai. Siamo sempre presi a correre dietro a mille impegni, e dimentichiamo il potere terapeutico della lentezza.
Il pane ci insegna questo, ad aspettare.

La ricetta che ci propongo oggi è il giusto compromesso, perchè ci si mette pochissimo a prepararlo e lievita da solo. Non dovete stargli dietro, nè fare mille pieghe. Il pane alla birra al farro sta lì da solo a fare il suo lavoro. Giusto una reimpastata, a un certo punto. Potete preparare il pane alla birra cal farro al sabato sera per infornarlo la domenica mattina, e avere il pane più fresco e profumato a pranzo.

La lievitazione qui è favorita dalla birra, che insieme al lievito di birra fa il miracolo. Ho usato la birra rossa, perchè avevo quella in casa, ma viene bene (e avrà un gusto meno deciso) anche con la birra bionda. Con quella scura sarà tanto aromatico, e molto più particolare.

Questo pane è perfetto con insaccati, formaggi freschi e stagionati, e anche con il pesce affumicato. Se lo fate con la birra bionda, va benissimo anche a colazione, con un velo di burro e marmellata.

Ingredienti per una pagnotta:
200 ml di birra
250 g farina manitoba
250 g farina di farro
200 ml acqua
2 cucchiaio di olio EVO
1 cucchiaino malto
10 g sale
6 g lievito di birra fresco
uno/due cucchiai di semi misti (opzionale)

Preparazione:
La sera prima prendete le due farine e mettetele in una ciotola capiente. Aggiungete i lmalto, e mescolate.
Sciogliete il lievito nell’acqua leggermente tiepida, e poi aggiungetela alla farina. Unite anche la birra, che non deve essere fredda di frigo, ma a tempetarura ambiente.

Mescolate le farine con i liquidi con l’aiuto di un cucchiaio di legno, o di una forchetta.

Unite anche i due cucchiai di olio e il sale, e mescolate bene. L’impasto sarà un po’ morbido, ma deve essere così.
Infine, aggiungete i semi, se volete. Io li avevo acquistati tempo fa per decorare un altro pane che avevo deciso di preparare (la ricetta la trovate qui) e quindi ne ho approfittato. Ovviamente, se non vi va potete ometterli.

Coprite l’impasto con la pellicola alimentare e fate lievitare a temperatura ambiente circa 7 ore. Io l’ho lasciato tutta la notte, e l’ho ripreso al mattino, ed era lievitato perfettamente.

A questo punto, riprendete l’impasto del pane alla birra al farro, mettetelo sul piano di lavoro ben infarinato, e date un piccolo giro di pieghe. Che significa? Significa che dovete stendere l’impasto con le dita fino a formare un rettangolo, col lato corto verso di voi. Poi chiudete l’impasto a portafoglio, un lembo sopra l’altro, e poi chiudete i due lati. Girate leggermente l’impasto fino a formare una forma di pagnotta.

Mettete l’impasto del pane alla birra al farro in un certino (meglio se di vimini) a lievitare un’altra ora. Il cestino deve essere foderato con un canovaccio ben spolverato di farina, e il pane alla birra al farro deve essere poggiato con la parte chiusa verso l’alto.

Trascorsa Intanto preriscaldate il forno a 250 gradi, con all’interno una pentola (io l’ho usata del diametro di 22 cm ed era perfetta) che va in forno. Va bene di ghisa, o di pirex, col coperchio. Se non siete sicuri che la vostra pentola vada in forno, non usatela. Piuttosto, usate la leccarda del forno. Magari non verrà molto alto, ma cuocerà benissimo lo stesso.

Una volta che la pentola e il forno si sarnno scaldati, togliete la pentola dal forno, togliete il coperchio e capovolgete l’impasto del pane alla birra al farro all’interno della pentola. Se sarà rovente, il pane non si attaccherà.

Rimettete il coperchio, e mettete la pentola nel forno a 250 gradi e cuocete il pane coperchiato per mezz’ora, e poi mezz’ora a 200 gradi, stavolta senza coperchio.

Una volta che il pane sarà cotto, mettetelo a raffreddare su una gratella prima di tagliarlo.

Colombine di brioche

Colombine di brioche

Pasqua si avvicina a grandi passi, ma anche quest’anno faremo eccezione alla seconda parte del proverbio “….Pasqua con chi vuoi”. Con chi vuoi mica tanto.
Anche quest’anno Pasqua sarà con pochi intimi, auspicabilmente vaccinati, almeno per gli intimi over 80. Però questo significa avere più tempo per stare a casa e farsi ammaliare dai lievitati che, per quanto mi riguarda, sono il passatempo più nobile e dolce che mi hanno lasciato le lunghe giornate di lockdown.

Queste Colombine di brioche sono vagamente simili alla Colombine di brioche al farro che avevo già pubblicato. Stavolta vi offro una alternativa a lievitazione veloce, che è perfetta se volete preparare la colazione del giorno di Pasqua con il tempo che vi resta a disposizione la sera della vigilia, e fare una bella sorpresa alla vostra famiglia.

Anzi, se volete esagerare, potete anche aprirle a metà e farcirle appena tiepide con un po’ di cioccolato delle vostre uova! Così scaccerete un po’ di malinconia per questa ennesima Pasqua al chiuso delle nostre case. Anche se, visto il tempo da lupi che ha preannunciato una Domenica delle Palme quasi estiva, magari non è nemmeno così male starsene un po’ di più sotto le coperte!

Ovviamente questo impasto è versatile, e lo potete utilizzare per tutte le forme di brioche che preferite.

Ingredienti (per circa 10 colombine):
250 g farina 00
250 g farina manitoba
25 g lievito di birra fresco
150 ml di acqua tiepida
90 g burro molto morbido
2 uova
1 tuorlo
5 g sale
1 bustina di vanillina
100 g zucchero
la scorza di una arancia bio (non trattata) – se volete potete usare in aggiunta anche la scorza di un limone

per la glassa
100 g zucchero semolato
50 g farina
acqua
zucchero
granella di zucchero

Preparazione:

Iniziate a preparare le vostre Colombine di brioche mettendo nella ciotola della impastatrice (o in una ciotola qualunque che userete per impastare) tutti gli ingredienti secchi.

Sciogliete il lievito di birra nell’acqua leggermente tiepida e lasciate riposare un paio di minuti.

Mettete quindi nella ciotola della impastatrice le uova col tuorlo, e il burro morbido a tocchetti, ed iniziate ad impastare tra loro gli ingredienti.

Appena le uova si saranno assorbite, iniziate a inserire nell’impasto anche l’acqua, facendola assorbire a poco a poco.

E’ importante non metterla tutta di un colpo perchè, a seconda della qualità di farina che userete, potrebbe assorbire un poo’ meno acqua di quanto previsto (a me è servita tutta).

Infine, aggiungete anche le zeste.

Impastate bene per una decina di minuti (a mano potrebbe volerci un po’ di più), fino a che l’impasto non si sarà ben incordato. Mi raccomando, non vi scoraggiate se l’impasto dovesse sembrare un po’ appiccicoso, deve esserlo.

Mettete poi il vostro impasto in una ciotola pulita, copritela con della pellicola trasparente ed un canovaccio, e fate lievitare per 90 minuti.

Trascorsi i novanta minuti, riprendete il vostro impasto, sgonfiatelo leggermente e formate dieci palline più o meno di peso uguale (tra 80 e 100 gr dovrebbero venirne una decina). Dividete ciascuna pallina in due di peso pressochè uguale, e stendete ciascun pezzetto con un matterello, e poi arrotolatelo in modo da formare due piccoli cilindri.
Uno dei due cilindri dovrà essere assottigliato in modo da formare un cordone più lungo, che saranno le ali. Disponetele a forma di U sulla placca da forno coperta di carta forno.

L’altro cilindro dovrete assottigliarlo facendogli prendere una forma simile proprio a quella del mattarello, in modo che si formi la testa e la coda. Adagiate questo pezzo sopra le ali.
Procedete così fino all’esaurimento dell’impasto.

A questo punto, coprite con un canovaccio e fate lievitare ancora un’ora.

Mentre attendete, preparate la glassa mescolando insieme zucchero e farina, a cui aggiungerete poco per volta un po’ di acqua, fino a che non assumerà una consistenza abbastanza soda (non deve essere una glassa liquida, deve aderire bene alle colombine di brioche).

Intanto scaldate anche il forno a 210 gradi (statico).

Terminata anche la seconda lievitazione, spennellate le colombine di brioche con la glassa, spolveratele di altro zucchero semolato e di granella di zucchero (se l’avete e vi piace) e mettete le colombine di brioche in forno a cuocere per circa 10 minuti.

Aspettate che si siano raffreddate prima di toglierle dalla carta forno.

Le colombine di brioche si conservano per qualche giorno chiuse in un sacchetto, o potete congelarle appena raffreddate, in modo che con un breve passaggio nel microonde da appena scongelate vi faranno sentire tutto il loro profumo!

Pane alle mele annurca

Pane alle mele annurca

Quanto bene fa il pane? Tanto. Il progetto “Il cestino del pane” è nato quasi per caso, con l’idea di proporre una volta al mese, a turno, una ricetta di lievitato che le altre foodblogger possono replicare o riproporre con le loro varianti.
Ogni volta è stata una scoperta di una ricetta, un procedimento, un ingrediente.
Ogni volta, il terrore che “la cosa” non lieviti abbastanza, sia troppo asciutta… o non esca proprio per niente!

Stavolta il nostro cestino non ha dentro solo il pane, ma le nostre vite. Il processo di preparazione di questo pane alle mele ha portato fuori anche le nostre fragilità, le nostre difficoltà. Insomma, la nostra unicità.
Mentre ci scambiavamo consigli, trepidazioni, confessioni di errori e fallimenti davanti al forno, ci siamo anche scambiate grandi verità, segreti, e tutte insieme abbiamo capito che – come il nostro pane – siamo tutte uniche. Imperfette, ma uniche.

Il tema che ci ha fatto aprire è stato il pane alle mele, proposto da Roberta. Ognuna di noi ha fatto la sua parte, la mia versione è in formato pan bauletto, perchè mi piace tanto alla mattina, con una bella passata di burro e marmellata. Ma questo pane alle mele è anche ottimo con del formaggio, magari un bell’erborinato. Non essendo dolce, è versatile a adatto a ogni circostanza.

La lievitazione è tutto sommato breve, e con qualche accorgimento verrà bello soffice e perfetto per ogni occasione.

Ingredienti:
2 mele annurca sbucciate e tagliate a dadini
25 gr di vino bianco
succo di mezzo limone
250 gr farina id farro
80 gr farina 00
1 uovo piccolo
12 gr lievito di birra
mezzo cucchiaino di zucchero semolato
35 gr latte tiepido
20 gr burro a pomata
zeste di limone (un cucchiaino)
3 gr sale

Procedimento:
Prendete le mele e sbucciatele levando il torsolo. Tagliate le mele a pezzettini piccoli e mettetele in un padellino con il succo di mezzo limone e il vino banco. Cuocetele a fuoco lento fino a che i liquidi non si saranno assorbiti completamente. Togliete poi le mele dal fuoco e mettetele a raffreddare.

Successivamente, prendete la ciotola della impastatrice e mettetevi le due farine. Fate un buco al centro.
Riscaldate leggermente il latte, lasciatelo intiepidire e poi scioglietevi all’interno il lievito fresco.
Mescolate col lievito anche lo zucchero, e poi mettete il tutto all’interno del buco fatto tra le farine.
Lasciate attivare il lievito per circa 15 minuti (si formerà una piccola schuimetta).

Trascorsi i quindici minuti, mettete nella ciotola il sale (sui bordi), il burro, le zeste di limone, e le mele e mescolate qualche minuto. Successivamente, inserite l’uovo leggermente sbattuto e lavorate l’impasto almeno dieci minuti, fino a che non sarà diventato bello liscio e incordato.

Scaldate leggermente il forno (un paio di minuti a 50 gradi).

Mettete l’impasto in una ciotola leggermente coperto da un po’ di farina.
Coprite la ciotola con la pellicola alimentare e mettetelo a lievitare nel forno scaldato (ricordate di spegnere il forno!) per circa 30/45 minuti.

Riprendete poi l’impasto, stendetelo leggermente, e arrotolatelo su se stesso a formare un rotolino, e mettetelo in una forma da plum cake piccola, coperta con la carta forno. Io ho usato la teglietta usa e getta che si trova in tutti i supermercati.

Mettete il pane alle mele nel forno già caldo a 190 gradi e cuocete per 45 minuti.
Fate sempre la prova stecchino, perchè le mele a seconda della tipologia e qualità potrebbero inumidire l’impasto.

Lasciate raffreddare prima di tagliare.

Black Russian Bagels

Black Russian Bagels

Il mio viaggio in Russia. E chi se lo scorda?
Estate 2004, Milano Malpensa. So poco di russo, dopo due anni di corso mi esprimo a concetti semplici. Come mi chiamo, dove abito, ho fame, ho sete.
Leggo benissimo il cirillico, peccato che non capisco le parole.
Però mi butto. L’Università di Bergamo cerca volontari per andare a testare una università per stranieri a Belgorod, a dieci ore di treno da Mosca.
Praticamente ci pagano per fare da cavie, quindi con qualche altro avventuroso della nostra scuola di russo (detta familiarmente la Assoziàzia) ci offriamo.
Naturalmente nessuno conosce Belgorod. Dopo aver fatto visto, biglietti aerei e tutto l’armamentario, diamo un’occhiata al tragitto.
Belgorod è vicino alla Cecenia – se ricordate la scuola di Beslan, avete capito. Se ricordate anche l’anno della strage di Beslan, capite anche l’angoscia che ho provato durante tutto il viaggio!

Un viaggio che è iniziato così non poteva che continuare con la stessa incoscienza avventurosa. Sette italiani in giro per una cittadina del profondo sud russo, che sembrava uscita diritta dagli anni ’50.
Gli autobus di linea erano pulmini sgangherati con le tendine fiorate ai finestrini.
L’università era immensa – e immensamente vuote, visto che d’estate gli studenti sono a casa per le vacanze. C’eravamo solo noi, ci sentivamo come le particelle di sodio dell’acqua Lete (no adv, nel caso..).

Quando Patrizia di Andantecongusto ci ha coinvolto, per il progetto “Il Cestino del Pane”, a rifare la sua ricetta dei Black Russian Bagels, ho pensato che in Russia questi cosini non li avevo mai né visti né sentiti! Anzi, avevo mangiato piuttosto male alla mensa universitaria. E se pensate che il mio momento culinario topico di tutta la vacanza è stato mangiare blinis e caviale seduta su un marciapiede in mezzo a un paesello con le galline che scorrazzavano tra i nostri piedi, potete capire la sorpresa quando ho gustato questi panini meravigliosi!

Il cumino da’ un tocco in più, la melassa e il cacao sono sorprendenti insieme! Io non avevo la segale, quindi questa che vi racconto sotto è la mia versione con la farina di farro integrale. Vi assicuro che sono venuti buonissimi lo stesso, e con cream cheese e salmone o caviale (o uova di lompo, dai!) sono uno spettacolo!

Ingredienti (per 6 bagels):
Per il polish
1 g di lievito di birra fresco
25 g di acqua
25 g di farina di farro integrale

Per l’impasto
134 g di acqua
3 g di lievito di birra fresco
110 g di farina manitoba
130 gr di farina di farro integrale
50 g di melassa
12 g di cacao amaro in polvere
5 g di sale marino fine
un po’ meno di un cucchiaino di semi di cumino pestati
30 g di zucchero semolato
olio
bianco d’uovo per lucidare (se volete la versione vegan, non lo mettete)

Per il topping
sale grosso, mix di semi

Preparazione
La sera prima preparate il polish sciogliendo il lievito nell’acqua (temperatura ambiente), e aggiungendo poi la farina. Si formerà una pappetta, che diventerà abbastanza consistente. Copritela con la pellicola e mettetela almeno 12 ore in frigo.

Il giorno seguente fate l’impasto: nella planetaria (lo consiglio vivamente, l’impasto è arcigno e soprattutto appiccicoso!) mettete l’acqua, il polish (mescolate brevemente così si scioglierà un po’), le farine, la melassa, il cacao (setacciatelo, che fai grumi!), il cumino e il sale e date una prima impastata.
All’inizio vi sembrerà appiccicoso (e lo è) ma più lo lavorate e più si andrà ad incordare.
Quando si sarà incordato (ossia si stacca a fatica dalla ciotola) mettetelo in una ciotola coperta con la pellicola, e fatelo lievitare per circa due o tre ore.

Riprendete poi l’impasto, e dividetelo in sei.

Formate delle palline e lasciatele riposare qualche minuto, mentre prendete una teglia (anche la leccarda va bene) e la foderate di carta forno.

Riprendete le vostre palline, fare un foro al centro con le dita e allargatelo un pochino (non troppo, vi verranno dei dischi volanti altrimenti!), poneteli sulla teglia coperta di carta forno e fate lievitare ancora mezz’ora.

Scaldate il forno a 240 gradi, statico. Nel frattempo mettete circa 3 litri di acqua a scaldare.
Quando bolle l’acqua, versatevi lo zucchero, abbassate il fuoco e tuffateci dentro un black russian bagels alla volta. Cuocetelo per circa 20 secondi per lato, poi rimetteteli ben scolati sulla teglia del forno sempre con la carta forno.

Spennellate i vostri black russian bagels con il bianco d’uovo e mettete sopra il sale, i semi misti (io avevo semi di zucca, di lino, sesamo, a caso), e metteteli in forno a cuocere per circa 15 minuti.

Lasciateli intiepidire prima di toglierli dalla teglia.

Pan bauletto alle carote

Pan bauletto alle  carote

Mani e pani. Un intreccio di idee, vita, casa, tempo che scorre lento eppure veloce. Dal lockdown tanti sono usciti con le mani sporche di farina, e tralasciando le corse per accaparrarsi l’ultimo panetto di lievito, ci siamo scoperti tutti forno-dipendenti.

Con qualche amica abbiamo pensato di continuare a fare esperimenti, perchè fare il pane non è solo impastare. E’ un esercizio di pazienza, fantasia, e trepidazione. E’ soprattutto un incontro di idee, pensieri, ed ispirazione. E’ fare casa, anche quando non siamo a casa.

L’idea è stata di Silvia di Tra Diritto e Padelle. Mi sono unita volentieri, perchè quando scopri il pane… è tutta un’altra storia.
Oggi con Silvia e me ci sono anche Roberta ed Elisabetta, ed a noi si aggiungeranno presto anche altre foodblogger.

Ogni mese, per un anno, proporremo un tema. Questo turno era il pane alle carote.
E questa è la mia personale versione, il Pan Bauletto alle Carote.

Mi piaceva l’idea di avere un pane semplice, alla portata di tutti. Niente lievito madre, ma semplice lievito di birra che tutti possono acquistare al supermercato. E niente attese spasmodiche di lievitazione, un pane che può essere preparato in poche ore.

Però è bello e scenografico!

Questo starebbe benissimo sulla vostra tavola di Natale, fidatevi! Ed è superbuono, io non riuscivo a smettere di mangiarlo!

Ingredienti:
500 gr di carote
500 gr di farina (metà manitoba e metà 00)
5 gr di lievito di birra secco
10 gr di sale
2 cucchiai di olio evo
semi misti per decorare (opzionali – io li metto dappertutto, ma potete ometterli se non vi piacciono)

Preparazione:
Per preparare il pan bauletto alle carote dovete anzitutto lavare e mondare le vostre carote, e cuocerle al vapore (o bollirle) fino a che non saranno belle morbide.
Non buttate l’acqua di cottura!!

Frullate le carote con il mixer aggiungendo un paio di cucchiai di acqua di cottura, in modo che si formi una bella purea liscia.
Fate raffreddare.

Mettete nella ciotola della planetaria (o in una ciotola normale) le farine setacciate, il lievito, e la purea di carote, tenendone da parte un paio di cucchiai belli pieni per la decorazione interna (se non volete la spirale, mettete tutte le carote!).

Avviate la planetaria (o iniziate ad impastare a mano) e impastate fino a che gli ingredienti non si saranno amalgamati.
Unite a questo punto l’olio.

Se l’impasto dovesse essere ancora molto duro, aggiungete poco per volta dell’acqua di cottura delle carote. Siccome ogni farina fa da sé, ed ha la sua assorbenza, valutate quando il’impasto di sarà ben incordato (cioè non appiccica più). Ci vorranno una decina di minuti alla planetaria, un po’ di più a mano.

A questo punto, mettete l’impasto in una ciotola pulita, copritelo con della pellicola alimentare e un canovaccio, e fatelo lievitare in un posto riparato per due o tre ore (deve aumentare di volume).

Trascorso questo periodo, riprendete il vostro impasto del pan bauletto alle carote, sgonfiatelo e stendetelo con l’aiuto di un matterello e un po’ di farina sul piano di lavoro.
Dovete ricavare un rettangolo di larghezza pari alla vostra forma per plumcake.

Recuperate i due cucchiai di purea di carote che avete lasciato da parte, e spargetela su tutta la superficie, lasciando un centimetro circa su tutti i lati.

Arrotolate quindi il vostro pan bauletto alle carote, e mettetelo nella teglia coperta di carta forno (avendo cura di mettere la chiusura sul fondo della teglia, così non si aprirà in cottura).
Coprite ancora con la pellicola e fate lievitare un’altra ora.

Trascorsa l’ora di lievitazione, riscaldate il forno a 200 gradi (statico, mi raccomando), spennellate con un po’ di acqua la superficie del pane e spargete i semini misti.

Infornate il pan bauletto alle carote per dieci minuti a 200 gradi, poi abbassate la temperatura a 180 gradi e proseguite nella cottura per altri 25 minuti circa.

Fate raffreddare il pane appoggiato su un lato (così non si sgonfierà molto) e servitelo o tiepido, oppure freddo.

E’ ottimo con formaggi e insaccati di ogni tipo, ma anche in purezza, con un filo di olio, oppure con del miele, per colazione.

Franzbroetchen ovvero brioches alla cannella

Franzbroetchen ovvero brioches alla cannella

Ma perchè una brioche tedesca alla cannella si deve chiamare “panino francese”?? So che anche voi avrete perso gli ultimi dieci minuti ad arrovellarvi su questo problema, ma sappiate che… nessuno lo sa! Le leggende si susseguono ed intrecciano, ma su una cosa pare concordino, ossia che questa ricetta è nata nel periodo di dominazione francese del territorio di Amburgo. Che poi sia stato uno scherzetto dei panettieri dell’epoca, oppure un tentativo fallito di imitare le brioches, è materia da gossip culinario.
Quel che ci interessa sapere è che i franzbroetchen sono buoni per davvero, nemmeno così difficili da preparare (il lievito di birra lavorerà per voi!), e soprattutto che la vostra casa si riempirà di un delizioso profumo di cannella per cui vi sarà impossibile resistere!

Io ho seguito questa ricetta trovata su un blog tedesco di cucina, l’ho testata e un po’ aggiustata di burro, perchè davvero là si andava a chili, non a grammi! Credo che il risultato sia comunque eccellente, ma se volete abbondare di burro nel ripieno, sappiate che potete farlo.

Ingredienti:
8 gr lievito di birra fresco
300 gr farina 00
300 gr farina manitoba
250 ml latte appena tiepido
60 gr di zucchero
40 gr di burro morbido
1 uovo
1 pizzico di sale

per il ripieno
20 gr burro molto morbido
1 o 2 cucchiai di cannella
50 gr zucchero di canna

Preparazione:
Anzitutto sciogliete il lievito di birra nel latte tiepido, e mettetelo da parte.
Mettete poi tutti gli ingredienti in una ciotola o nella planetaria, ad eccezione del burro e del sale, ed iniziate ad impastare (se usate la planetaria, utilizzate il gancio per impastare alla velocità più bassa).
Non appena si sarà formato un panetto morbido, aggiungete il pizzico di sale e poi il burro a pezzetti.
Impastate ancora qualche minuto, per far assorbire tutto il burro, e poi mettete il vostro impasto in una ciotola pulita, e coprite con la pellicola alimentare. Lasciate lievitare per un paio di ore, o comunque fino al raddoppio, in un posti riparato dagli sbalzi di temperatura (il forno spento andrà benissimo).

Trascorse le due ore riprendete l’impasto, e con l’aiuto del matterello stendetelo in un rettangolo di mezzo centimetro circa di spessore.

Spellennate la superficie con il burro morbido, aiutandovi con un pennellino o una spatola, e poi cospargete il burro di cannella prima, e poi di zucchero. Potete usare lo zucchero di canna a velo, così si spargerà meglio su tutta la superficie (se non lo avete procedete a mano).

Arrotolate quindi l’impasto per il lato più lungo, e poi con l’aiuto della rotella taglia pizza o di un coltello ben affilato tagliate tanti piccoli trapezi, con la base più larga dell’altezza. Ne dovrebbero uscire 9 o 10.

A questo punto, prendete ciascun trapezio, e con l’aiuto del manico di un cucchiaio, schiacchiare i trapezi al centro, in modo che siano esposti verso l’alto i cerchi concentrici.
Mettere i franzbroetchen su una placca da forno coperta da carta forno, e lasciar lievitare ancora per circa mezz’ora, sempre coperti dalla pellicola.

Riscaldare poi il forno a 180 gradi, e infornare per circa 15/20 minuti, fino a doratura leggera.
Se desiderate, potete anche spolverizzare i franzbroetchen con zucchero a velo.

Volete un’altra idea di lievitato alla cannella? Provate gli swirl buns!