Pan brioche allo yogurt

Pan brioche allo yogurt

Mi sono seduta a riposare qualche minuto e il profumo di vaniglia si è diffuso per la casa, insieme al tepore del forno. Il pan brioche allo yogurt che lievita e cuoce nel forno, una tisana con arancia e cannella, e il profumo del miele. Sapori e odori che si mischiano, e fanno tornare nostalgia di casa. Delle domeniche pomeriggio pigre ad ascoltare musica, guardando fuori dalla finestra le foglie cambiare colore e infiammare i rami asciutti e tesi come archetti di violino.
Le ricordo tutte, quelle canzoni. Le ricordo e le canto ogni qualvolta sento il bisogno di tornare in un posto sicuro, in cui tutto era ancora possibile, e c’era tutta la vita davanti. Le domeniche di autunno fanno questo effetto, e ancora di più in questi momenti in cui la casa è tornata ad essere rifugio contro i mali là fuori.
Impastare e aspettare, è un esercizio di forza e pazienza. Che poi, spesso, sono la stessa cosa.

Il Pan brioche che vi propongo oggi è soffice come una nuvola nel cielo d’autunno, e tanto, tanto leggero perchè al posto del burro ho usato lo yogurt greco nell’impasto. Uno yogurt alla vaniglia, che ha dato un profumo in più anche a tutta la casa. La preparazione è semplice, addirittura elementare se avete una impastatrice che farà lo sporco e duro lavoro per voi. E poi il lievito farà il resto da sè.

Ingredienti
250 gr farina 00
250 gr manitoba
125 gr yogurt greco magro
100 ml latte tiepido
80 ml olio vegetale
50 gr miele
50 gr di zucchero semolato
15 gr lievito di birra
1 uovo medio
scorza di un limone
un pizzico di sale

Preparazione

Anzitutto una avvertenza: tutti gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente. Forse sono un po’ perentoria, ma è essenziale per non uccidere il lievito e far lievitare bene il vostro pan brioche allo yogurt.

Sciogliete il lievito in una ciotola in cui avrete messo anche il latte intiepidito (non caldo!!). Lasciate qualche minuto il lievito a riposare (inizieranno a formarsi minuscole bollicine), e poi unitevi lo yogurt, il miele e lo zucchero. Mescolate brevemente con una forchetta per amalgamare gli ingredienti.

A questo punto, unite anche l’olio a filo (sempre mescolando con la forchetta) e l’uovo. Per finire, la scorza del limone e il sale.

Versate le farine insieme nella ciotola della impastatrice (o in un’altra ciotola capiente, se impastate a mano) e iniziate ad incorporare i liquidi alle polveri a poco a poco. Continuate fino a che l’impasto non sarà morbido e ben incordato (cioè si stacca dale pareti della planetaria).

Lasciate riposare l’impasto in una ciotola pulita capiente, coperto dalla pellicola, in un luogo senza spifferi (nel forno spento è l’ideale) per circa due ore. Deve raddoppiare di volume, per questo molto dipende anche dalla temperatura esterna. In estate è probabile che ci metta un po’ di meno di due ore.

Trascorso il terioro della lievitazione, riprendete l’impasto e ricavatene quattro pezzi di uguale peso approssimativamente, che andranno lavorati leggermente e resi sferici.

Prendete poi uno stampo da plumcake , foderatelo di carta forno, e ponete le quattro palline all’interno, una a fianco dell’altra. Coprite con un canovaccio per evitare che si secchi, e lasciatelo lievitare ancora per un paio di ore.

Trascorso anche questo periodo, prendete un tuorlo, sbattetelo leggermente in una ciotolina, e aggiungete un paio di cucchiai di latte, e spennellate la superficie del pan brioche allo yogurt. Scaldate il forno a 170 gradi e quando arriva a temperatura infornate il vostro pan brioche allo yogurt per circa 45 minuti. Se vedete che a metà cottura la superficie inizia a scurirsi, copritelo con un foglio di alluminio.

Sfornate il pan brioche, spennellatelo con un po’ di miele, e lasciate raffreddare.

Una alternativa? Provate anche il pan brioche vegano.

Brioches al latte

Brioches al latte

Tra qualche settimana usare il forno diventerà sempre più pesante, ma in queste giornate di metà primavera non è ancora così spiacevole farsi coccolare dal tepore del forno in cucina, e dal profumo che sprigionano queste brioches al latte!
Sono molto semplici da preparare, le potete farcire come preferite, e rimangono morbide per qualche giorno se chiuse bene in un sacchetto per congelare.
Sono perfette per festeggiare qualsiasi colazione “lenta”, cioè le colazioni di quando non si deve correre a scuola/lavoro eccetera. Alla fine sono proprio queste le mattine che preferisco, quando si ha tempo di perdere tempo, e di lasciarsi coccolare dal profumo del caffè sul fuoco, una musica in sottofondo dalla radio, e la sensazione di avere davanti una bella giornata.

Queste brioches al latte le ho preparate con gli “scarti” che avevo a disposizione a casa, e sono quindi perfette se avete qualche tuorlo disperso del frigorifero, un pezzettino di burro avanzato, e il fondo di un vasetto di miele – esatta situazione che mi sono trovata davanti ieri, e da cui ho letteralmente inventato queste brioches la latte.
La preparazione è semplice, e vi lascerà un profumo talmente buono in casa che ve le ricorderete per parecchio.

Ingredienti (sono quantità per circa 8/9 brioches):
300 gr farina manitoba
30 gr burro molto morbido
150 ml di latte tiepido
5 gr lievito di birra
2 tuorli medi
40 gr zucchero
un cucchiaino di miele
1 bustina di vanillina (o un cucchiaino di estratto)
marmellata o altra crema per farcine
granella di zucchero per dceorare (opzionale)

Procedimento:
Sciogliete nel latte tiepido il lievito di birra e il cucchiaino di miele.

Nella ciotola della impastatrice (o in una ciotola grande) setacciate la farina manitoba, aggiungete anche lo zucchero e la vanillina (o l’estratto), mescolate bene e poi incorporate a poco a poco il latte con il lievito.

Lavorate qualche minuto (per la impastatrice usate il gancio per impasti), e poi unite un po’ di burro, fatelo assorbire. Poi aggiungete un tuorlo, e fate assorbire anche quello.
E così via a finire tuorli e burro.

Infine, Continuate ad impastare per circa cinque minuti, fino a che l’impasto non sarà diventato omogeneo, anche se un po’ appiccicaticcio. Non vi preocucpate, è normale!
Fatelo quindi riposare coperto dalla pellicola alimentare nella ciotola dell’impasto per almeno mezz’ora (un’ora sarebbe l’ideale). Vale la regola che deve essere in un luogo non freddo, e al riparo da correnti d’aria. D’inverno, io scaldo il forno a circa 30 gradi, poi lo spengo e metto l’impasto a lievitare così.

Riprendete il vostro impasto, che avrà già cominciato la lievitazione, e fate un giro di pieghe. Significa che dovete stendere l’impasto su un piano leggermente infarinato, poi stendetelo con le mani (senza mattarello!!) a rettangolo, e poi piegatelo in tre, portando prima verso il centro l’estremità in altro e poi quella in basso. Poi ripiegate anche i lati. Dategli una forma tonda, e rimettetelo un’altra ora a lievitare nella ciotola, coperto dalla pellicola.

Rifate un altro giro di pieghe dopo un’ora, e poi fatelo ancora livitare un’altra ora (lo prometto, è l’ultima!!)

Infine, riprendete l’impasto e tagliate dei pezzettini più o meno di uguale peso. I miei sono tra i 60 e i 70 grammi, ma confesso che ho pesato solo i primi, poi sono andata ad occhio.
Stendete a questo punto ogni panetto a forma rettangolare (sempre con le dita, l’impasto è molto morbido) e stendete all’interno uno strato di marmellata, oppure di crema di nocciole, o magari della crema pasticcera che vi è avanzata), lasciando almeno due dita dai bordi. Richiudete le brioches al latte arrotolandole, e lasciando la giuntura sotto. Anche i lati, cercate di ripiegarli leggermente sotto la brioche.

Mettete quindi le vostre brioches a riposare per un’altra ora sulla teglia coperta già con la carta forno. Io le ho coperte anche questa volta con la pellicola.

Scaldate il forno a 190 gradi, e quando arriva a temperatura spennellate la superficie con un po’ di tuorlo (io avevo “pucciato” il pennello di silicone nei tuorli che ho messo nell’impasto, e ho dato una coloritura veloce così), e se vi va spolverateli di granella di zucchero.
Se non avete i tuorli, va bene anche una spennellata di latte o dell’albume avanzato.
Mettete le brioches al latte in forno, avendo l’accortezza di mettere sul fondo del forno un pirottino di alluminio (di quelli per fare la creme brulee, per dire) con dell’acqua, così si creerà il vapore e le brioches verranno super morbide!
Fate cuocere le brioches per circa 15 minuti.

Pan brioche ai fiori d’arancio

Pan brioche ai fiori d’arancio

Ho letto di recente che la pasticceria francese, almeno qui in Italia, non riscuote quel gran successo. Diverse pasticcerie hanno chiuso.
A Milano l’ultima in ordine di tempo è stata quella di Ladurée e i suoi famosissimi macarons, e prima l’Eclair de génie di Christophe Adam, da cui avevo fatto tre anni fa un corso proprio per imparare a fare gli éclairs (con risultati pessimi, ahimè).
Molti si sono chiesti come mai. Io credo che, prezzo esagerato a parte (alcune di queste pasticcerie erano veramente care!), la pasticceria italiana sia così varia e gustosa che, campanilismi a parte, dopo aver provato il dolce esotico qualche volta, gli italiani tornano ai loro amati cannoncini!

Io stessa non sono una fan sfegatata dei dolci francesi, che hanno una quantità di burro che il mio fegato gestisce con difficoltà – l’ultima volta che sono stata Parigi e ho mangiato un croissant alle 8 del mattino, ho pranzato alle 15 del pomeriggio perchè tanto ci ho messo per digerirlo!

Però non bisogna, come si dice, buttare il bambino con l’acqua sporca, e quindi oggi vi propongo una versione di pan brioche francese ma à l’italienne, ovverosia ho sostituito il burro con del buon olio di oliva della mia amata Maremma. Il risultato lo vedete, e credo che l’esperimento sia riuscito!

Visto che siamo in clima quasi Pasquale, ho completato la fusione italo-francese con un sapore delle regioni del sud Italia, i fiori d’arancio che troneggiano nella pastiera napoletana. Naturalmente se non l’avete sotto mano, o semplicemente non vi piace, potete sostituire con un cucchiaio di panna e dell’aroma di vaniglia. Avrà un gusto più tradizionale, cioè ottimo!

Questo pan brioche ai fiori d’arancio è senza zucchero, così lo potete utilizzare a colazione per spalmarlo con qualsiasi cosa vi piaccia di più, dalla crema alle nocciole alle vostre marmellate preferite!

Ingredienti:
300 gr di farina 00
300 gr di farina manitoba
u pizzico di sale
15 g di aroma di fiori d’arancio (o altrettanta panna fresca)
45 gr di olio di oliva (possibilmente non molto forte)
15 gr di lievito di birra fresco
250 ml di latte intero (se lo volete scremato fate pure)
2 uova
buccia di un arancio bio (potete sostituire con l’estratto di vaniglia in pasta)
granella di zucchero per guarnire

Procedimento:
Mettete in una terrina o nella ciotola della impastatrice (con i gancio per impasti) le due farine, le zeste dell’arancia grattugiate finemente e il sale, e amalgamate velocemente.
Fate un buco al centro e versate il latte intiepidito, nel quale avrete sciolto il lievito di birra fresco. Quando il latte si sarà ben assorbito (ci vorrà solo qualche minuto) rompetevi anche un uovo nell’impasto, e continuate ad impastare per farlo assorbire.

Infine, quando anche l’uovo si sarà assorbito, completate con l’olio e l’acqua di fiori d’arancio.

Impastate per alcuni minuti (a me in tutto ce ne sono voluti una decina), in modo che l’impasto divenga liscio e compatto.
Mettetelo poi in una terrina coperto con la pellicola alimentare e un canovaccio, e fatelo lievitare in un posto riparato per due ore. Il forno, anche senza lucina, va benissimo, così l’impasto evita gli spifferi.

Trascorse le due ore riprendete l’impasto: potete decidere se fare due treccine piccole (in questo caso dividete l’impasto a metà) oppure una treccia grande, come ho fatto io. Prendete quindi l’impasto, e dividetelo in tre parti uguali (io ho fatto a occhio, non sono così scientifica!).
Arrotolate ciascuna parte in modo da formare un cordone lungo una trentina di centimetri (anche qui a occhio) e intrecciateli tra loro.
Rimboccate le estremità sotto la treccia, e spennellatela con l’altro uovo che vi ho messo in ricetta, leggermente sbattuto. Coprite ancora con della pellicola alimentare e fate lievitare ancora per mezz’ora.

Trascorsa anche questa mezz’ora, spennellate ancora il pan brioche ai fiori d’arancio con l’uovo sbattuto, e cospargete la superficie con la granella di zucchero.

Infine, infornate nel forno già caldo a 180 gradi e cuocete il pan brioche ai fiori d’arancio per circa 35 minuti. Controllate sempre con il tradizionale stecchino. Se vedete che la superficie si scurisce troppo, eventualmente copritela con dell’alluminio.

Il vostro pan brioche ai fiori d’arancio è pronto per essere gustato con quello che vi piace di più!

Kringel estone

Kringel estone

Il kringel è un tipico dolce lievitato dei Paesi del nord, che profuma di cannella e di burro a volontà. Non sono particolarmente attratta dai dolci burrosi, ma faccio volentieri una eccezione per il kringel estone!

Questo lievitato prende il nome dalla lingua norvegese (e un po’ tutte le lingue del nord, del resto), dove kringe significa chiocciola. In effetti nella forma, il nostro bellissimo dolce di oggi sembra proprio un bel chiocciolone, e se lo decorate per benino con tanto di fiocchetti, potete anche usarlo come corona di Natale – un bellissimo regalo per i vostri ospiti!

La farcia più tradizionale prevede zucchero di canna, burro e cannella. Ovviamente potete usare anche dell’altro – Nutella, marmellata, frutta secca… Io vado sempre per la tradizione, anche perchè sotto Natale la cannella non può mancare in cucina!

Il Kringel Estone viene solitamente preparato per le grandi feste ed i compleanni, ovviamente Natale non fa eccezione!
Siete in tempo a prepararlo anche all’ultimo, magari proprio per la colazione di Natale, servendolo con al centro una bella candela – in effetti per quanto sia un lievitato, l’impasto si prepara velocemente (se avete la planetaria non dovrete nemmeno sporcare casa!), il lievito farà la sua bella magia mentre voi farete dell’altro, e poi cuoce in forno in poco meno di mezz’ora. In più, quel suo delizioso profumo di burro e cannella vi profumerà la casa… Ma che devo dirvi ancora per convincervi?

Ingredienti:
300 gr farina manitoba
3 gr lievito di birra secco (o 9 gr lievito di birra fresco)
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 cucchiaino di miele
1 uovo medio
120 ml di latte tiepido
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
30 gr burro morbido

per la farcia:
60 gr burro
70 gr zucchero di canna
1/2 cucchiaini di cannella in polvere

Procedimento:
Nella ciotola della planetaria (o in una ciotola a parte) mettete la farina, il lievito di birra secco, lo zucchero, e mescolate.
Unite poi il latte intiepidito (se usate il lievito di birra fresco, stemperatelo nel latte prima di versarlo nelle farine), poi l’uovo, il miele e il burro tagliato a pezzetti e ben ammorbidito.
Solo alla fine unite un pizzico di sale e la cannella.
Lasciate impastare la planetaria per qualche minuto, fino a che l’impasto non si sarà ben incordato e sarà diventato liscio. A mano ci metterete un po’ di più, ma il risultato è garantito!
Al termine, l’impasto dovrà risultare liscio anche se leggermente appiccicoso (più dell’impasto della pasta di pane, per intenderci!).

Mettetelo in una ciotola, copritelo con della pellicola alimentare e un canovaccio e fatelo lievitare in un luogo tiepido e al riparo dalle correnti.
Siccome ieri a casa faceva un po’ freddino, ho scaldato qualche un paio di minuti il forno settandolo a circa 50 gradi. Non mi interessava che raggiungesse la temperatura, mi è servito che si sia formata una camera un po’ tiepida dove lasciar riposare in pace il mio Kringel Estone!

Lasciate lievitare l’impasto per almeno due ore (tre sarebbe l’ideale). Nel frattempo preparate la farcia, mettendo in una ciotola il burro molto ben ammorbidito, e mescolandolo con la cannella e lo zucchero.

Prendete poi l’impasto, una volta che avrà lievitato bene (deve raddoppiare di volume) e stendetelo con l’aiuto del mattarello. Per questa quantità di farina vi verrà un rettangolo di circa 45×30 o giù di lì.

Con l’aiuto di un pennello da cucina, o il dorso del cucchiaio, stendete la farcia alla cannella su tutta la superficie, lasciando solo 1 cm su ciascun lato per facilitare la chiusura del Kringel Estone. A questo punto, arrotolate l’impasto dalla parte lunga del rettangolo, in modo che sia il più stretto possibile. La giuntura di chiusura dovrà alla fine stare sotto il rotolo.

Con un coltello affilato tagliate il rotolo in due, arrivando fino a 2 cm circa dalla fine di un estremo, in modo che si formino come due bandoli uniti in capo da un pezzetto di rotolo. A questo punto, volgete verso l’alto la parte interna del rotolo, esponendo i tagli interni e la farcia verso l’alto, e iniziate ad intrecciare il Kringel Estone fino all’altro capo della treccia, cercando di stare stretti nell’intreccio. Completato questo passaggio, congiungete le due estremità formando una corona, che metterete sulla placca del forno, già precedentemente coperta di carta forno.

Copritelo ancora con un canovaccio o con la pellicola alimentare, e lasciatelo lievitare altri 45 minuti.

Successivamente, preriscaldate il forno a 180 gradi e trascorsi i 45 minuti della seconda lievitazione, mettete il vostro Kringel Estone in forno e cuocetelo per circa 25 minuti.

Torta di rose con crema al limone

Torta di rose con crema al limone

Non c’è posto al mondo che io ami più della mia cucina. Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tanti strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.

Sono passata dalla cameretta alla cucina, senza “vivere” gli altri ambienti della casa. Come tutte le adolescenti di questo mondo, mi sentivo veramente “a casa” solo nella mia cameretta, dove ho letto, studiato, sognato, suonato, vissuto l’adolescenza e il passaggio all’età adulta. Poi, quando ho avuto la “mia” casa, ho ricominciato a vivere. In cucina.

A volte mi rendo conto di stare in cucina tutto il tempo anche senza dover per forza cucinare. E’ diventato un po’ il mio mondo, in cui cucino sì, ma anche leggo, parlo al telefono, guardo la tv, stiro, mangio, faccio ginnastica… in questi minuscoli metri quadrati ho ricostruito un altro mondo, che profuma sempre di qualcosa di buono. Spesso di molto buono, come quando preparo la torta di rose con crema al limone. Originaria del Trentino, ma ormai diffusissima, è una torta di pan brioche da farcire con tutto quanto si desidera: nutella, confettura, crema pasticcera… Oggi vi lascio la versione con una leggerissima crema di limone, in versione vegan perchè senza uova né burro. Questa crema pasticcera la potrete utilizzare per qualsiasi cosa voi desideriate, quindi segnatevi la ricetta che non si sa mai!

Ingredienti:
Per il lievitino
15 gr lievito di birra
50 gr acqua tiepida
30 gr farina 00
1 cucchiaio di zucchero

Per l’impasto
250 gr farina 00
250 gr farina manitoba
200 ml latte tiepido
80 gr zucchero
120 gr olio vegetale
1 uovo

Procedimento:
Preparate il lievitino mescolando bene tutti gli ingredienti in una ciotola con l’aiuto di una forchetta. Coprite con la pellicola alimentare, e mettete a riposare mezz’ora in un luogo sl riparo da correnti ( di solito lo lascio nel forno spento, senza lucina).

Dopo mezz’ora versate il lievitino maturato in una ciotola più grande, e aggiungete il latte lo zucchero, l’olio eun uovo. Mescolate con l’aiuto di una frusta a mano, ma molto leggermente (non serve montare).
A questo punto, aggiungete un po’ alla volta le farin, mescolando e impastando con le mani (se la avete, usate la planetaria, a velocità bassa).
Lavorate la pasta fino a che non sarà diventata liscia e morbida.
Ora mettetela a lievitare fino al raddoppio (ci virranno un paio d’ore) in una ciotola pulita, coperta dalla pellicola alimentare e da un panno.

Trascorso questo periodo, lavorate l’impasto e stendetelo con il mattarello a forma rettangolare.

A questo punto, potete stendere uno strato di marmellata, Nutella… oppure della mia crema vegan al limone, che preparerete con
250 ml latte
60 gr zucchero
La scorza di un limone
Mezzo cucchiaino di essenza di vaniglia
30 gr di maizena

Mettete a scaldare il latte con la scorza del limone (non grattugiata) fino al punto prima del bollore. In un’altra ciotola, mescolate insieme gli ingredienti secchi.
Quando il latte arriva ad ebollizione, togliete la scorza e versate il latte nella ciotola degli ingredienti secchi, mescolando continuamente con la frusta a mano.
Rimettete poi sul fuoco il composto, e a fuoco lento cuocete la crema fino a che non inizia ad addensare. A questo punto toglietela dal fuoco, e fatela raffreddare coperta dalla pellicola alimentare, che deve toccare la superficie della crema. Usatela fredda.

Arrotolate poi il rettangolo e tagliatelo in pezzetti uguali. Disponeteli uno a fianco all’altro in una teglia foderata di carta forno. Fate lievitare ancora 30 minuti, coperto con la pellicola.

Trascorsa la mezz’ora, mettete in forno caldo a 180 gradi la teglia, per circa 40/45 minuti.

Spolverate con zucchero a velo, se volete, prima di servire la vostra torta di rose con crema al limone.

Pan brioche vegano

Pan brioche vegano

Il pan brioche vegano diventerà presto il vostro compagno di colazione ideale! Morbidissimo e delizioso, è buono da solo o con un po’ di marmellata. Dura diversi giorni se avrete cura di conservarlo in un sacchetto di plastica che ne mantenga l’umidità. La realizzazione è facilissima, si mette tutto dentro in una ciotola e si impasta. La parte più difficile è aspettare che lieviti!

Ho provato diverse versioni, ma alla fine quella che mi è più piaciuta è quella di Madalina Pometescu, la prima vincitrice di Bake Off Italia. Mi piace tantissimo il suo modo di approcciarsi alla pasticceria, e anche se lei è bravissima nelle decorazioni – e in questo non abbiamo proprio nulla in comune!! – crea anche delle piccole meraviglie anche con i lievitati.

Quindi, ricetta testata e approvata, anche con l’aiuto della mia nuova impastatrice Kenwood. Non è pubblicità, l’ho acquistata e provata e devo dire che mi è cambiata la vita!

Ma bando alle ciance, vi lascio la ricetta del pan brioche vegano, e vedrete che anche senza impastatrice vi verrà buonissimo:

• 200 g farina 00
• 30 g fecola di patate
• 200 g farina manitoba
• 100 ml acqua
• 100 ml latte di mandorle
• 50 ml olio vegetale (io ho usato quello di riso, l’importante è che non abbia un sapore marcato)
• 100 g zucchero semolato
• un pizzico di sale
• 10 g lievito fresco di birra
• Una bustina di vanillina

Io non lo avevo, ma se mettete anche la scorza grattugiata di un limone ci sta benissimo.

Per preparare il pan brioche vegano scaldate (poco, per non uccidere il lievito!) in un pentolino acqua e latte di mandorle. Aggiungete un cucchiaino di zucchero, fatelo sciogliere. Poi unite il lievito fresco di birra e fate sciogliere anche questo.

In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi, cioè le due farine, lo zucchero, la fecola e la vanillina e mescolateli tra loro. Aggiungete poi l’olio, e il misto di latte e acqua tiepidi con il lievito, e iniziate a impastare per bene. Ci vorranno all’incirca una decina di minuti. Quando l’impasto sarà ben elastico, unite il sale e un cucchiaino di acqua, e riprendete a impastare per altri due/tre minuti fino a che non sarà assorbito.

Formate una palla, mettetela in una ciotola, copritela con la pellicola alimentare e un canovaccio e lasciatela lievitare in un luogo tiepido (va benissimo il forno con la lucina accesa) per almeno due ore, perché deve raddoppiare di volume.

Riprendete poi l’impasto, e dividetelo in parti uguali: io volevo fare una specie di pane in cassetta e quindi ho tagliato sei pezzettini uguali, e li ho adagiati nello stampo da plum cake foderato di carta forno. Potete anche creare dei panini, o una treccia, e spennellateli con un po’ di latte di mandorla.
Sbizzarritevi! L’importante è che lasciate l’impasto riposare ancora un’altra ora a temperatura ambiente.

Accendete il forno alla temperatura di 175°, e mettete il pan brioche immediatamente nel forno anche se non ancora caldo. Non appena arriverà a temperatura il forno cuocete per venti minuti circa (se avrete fatto dei panini probabilmente cinque minuti in meno basteranno). Fate in ogni caso sempre la prova stecchino.

Lasciate raffreddare e servitelo con una bella spolverata di zucchero a velo.