Ciambella variegata ai lamponi

Ciambella variegata ai lamponi

Avevo trovato questa ricetta circa un anno fa su Sale e Pepe, una rivista che acquisto spesso e che durante il lockdown mi aveva tenuto compagnia con un sacco di idee, per lo più irrealizzabili sul momento perchè fare la spesa in pieno lockdown era un’impresa.
Spesso mandavo mio marito in perlustrazione, con una lista della spesa lunga come il libro Cuore, e mi tornava con altro (se andava bene) o con nulla, causa scaffali vuoti.
La storia di questa Ciambella variegata ai lamponi era una storia di “nulla”, nel senso che non aveva trovato qualcuno degli ingredienti che avevo messo in lista, e quindi avevo accantonato l’idea di provarla. Ma nel sistemare alcune carte che giravano per casa, ho ritrovato il ritaglio della rivista, e un po’ di nostalgia per quel bimestre eccezionale, nel vero senso della parola. Cioè una eccezione rispetto a tutta la nostra vita, del prima e del dopo.

Malgrado la criticità del momento, i drammi personali e collettivi, quel periodo così buio è stato anche “vivo” di emozioni intense, di scoperte, di esperimenti, e anche di solidarietà. Probabilmente sarà irripetibile anche per le tante emozioni (non sempre positive) vissute tutti insieme come nazione.

Questa Ciambella variegata ai lamponi la voglio dedicare a quei giorni, a coloro che non ci sono più, a quelli che si sono fatti in quattro perchè nessuno si sentisse solo o in difficoltà. E’ stato un momento di grande unione collettiva, e se avessimo conservato quello spirito, invece che rifugiarci nel nostro solito egoismo, saremmo un posto migliore (oltre che fuori da questo incubo!).

Ingredienti:
380 gr farina 00
230 gr zucchero
160 gr burro
180 gr panna acida
5 uova grandi
5 gr lievito
3 gr bicarbonato
1 cucchiaio colmo di cacao amaro
1 bustina di vanillina (o un baccello di vaniglia9
200 gr di lamponi freschi

Procedimento:
Iniziate a preparare la Ciambella variegata ai lamponi montando con le fruste il burro (molto morbido) e lo zucchero (e la vaniglia se usate il baccello). Montate fino a che il composto non risulterà ben cremoso.

Aggiungete successivamente le uova, una per volta, alternandole con un cucchiaio di farina preso dal totale. Vedrete che, in questo modo, il composto continuerà ad incorporare aria, e la ciambella gonfierà durante la cottura.

Una volta incorporate le uova, unite la farina rimasta, setacciata con il lievito e il bicarbonato (e con la vanillina, se non avevate il baccello di vaniglia).

Infine, incorporate la panna acida, mescolando bene con una spatola.

Imburrate ed infarinate uno stampo da ciambella un po’ alto (meglio uno stampo da bundt cake) del diametro di circa 22 cm.

Versate quindi circa un quarto dell’impasto, poi corspargete la superficie con il cacao setacciato. Non serve fare uno strato spesso, serve a spezzare la dolcezza dell’impasto e a dare un gradevole effetto scenico.

Mettete un terzo dei lamponi sopra il cacao, e poi versate ancora un altro quarto di impasto, poi il cacao e poi i lamponi, e via fino ad esaurire l’impasto.

Infornate quindi in forno già caldo a 180 gradi per circa un’ora. Controllate la vostra ciambella dopo circa 45 minuti, per evitare che si scurisca tropo la superficie.

Attendete che si sia raffreddata prima di toglierla dallo stampo.

Potete gustare la Ciambella variegata ai lamponi con un semplice tsrato di zucchero a velo, o magari una palllina di gelato allo yogurt.

Baci di dama senza glutine alla farina di castagne

Baci di dama senza glutine alla farina di castagne

La farina di castagne era la regina delle ricette di un po’ di tempo fa. Alimento povero, sicuramente più a buon mercato della farina di grano, era usata in preparazioni dolci o salate di tutti i tipi. Oggi che le castagne costano un occhio nella testa, anche la farina di castagne è divenuta molto meno consueta negli usi di tutti i giorni.

E’ invece un ingrediente da riscoprire, soprattutto se abbiamo qualche commensale intollerante al glutine o addirittura celiaco.
In questi casi, la farina di castagne è una soluzione ottima, anche per preparare piatti salati come gli gnocchi, tanto per fare un esempio.

A casa Myownsweet va forte il Castagnaccio, che preparo spessissimo in autunno per il mio babbo, che ne va ghiotto. Ma la farina di castagne può essere usata anche in altri modi, e uno di questi è quello di preparare dei deliziosi (e semplicissimi) baci di dama senza glutine alla farina di castagne.

Gli ingredienti sono pochi e reperibilissimi, la preparazione è tutto fuorchè complicata, e potrete avere dei dolcini sfiziosi ed eleganti con poca fatica e tanto gusto.
Vi va di provare a prepararli insieme?

Ingredienti:

185 g di farina di castagne
185 g di mix di farine senza glutine per dolci
160 g di burro
100 g di zucchero
1 uovo
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di latte (se necessario)

Cioccolato fondente o crema al cioccolato e nocciole per farcire

Preparazione:

I baci di dama senza glutine alla farina di castagne si preparano anzitutto montando con le fruste il burro (che deve essere a temperatura ambiente ma non sciolto!) con lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e di volume consistente. Non ci vorrà moltissimo, quattro o cinque minuti direi.

A questo punto, potete passare a unire al composto l’uovo, un pizzico di sale e le farine.

Se lavorate l’impasto nella planetaria, dovete cambiare e dalla frusta per montare passare alla frusta a foglia (o a K). Se lavorate il tutto a mano, continuate ad impastare finoa che il composto non si compatterà e sarà liscio.

A seconda del tipo di farine che usate, l’impasto potrebbe sembrare un po’ duro. In quetso caso, potete usare un cucchiaio di latte per ammorbidirlo leggermente. L’importante è che mantenga un po’ di compattezza.

Avvolgetelo quindi nella pellicola alimentare e fatelo riposare nel frigorifero per un’ora.
Lavorate l’impasto con le mani fino a compattarlo, dopodichè copritelo con della pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno un’ora.

Trascorso il riposo in frigo, riprendete l’impasto dei vostri baci di dama senza glutine alla farina di castagne e formate tante palline tendenzialmente uguali (io le ho fatte di un peso di circa 8 grammi ciascuna. Ho pesato la prima pallina, e le altre le ho fatte ad occhio…

Mettetele sulla teglia del forno (già coperta di carta forno) leggermente distanziate le une dalle altre (ma non tantissimo, non lieviteranno).
Appiattitele leggermente.

Infornate i baci di dama senza glutine alla farina di castagne a 190°C per una quindicina di minuti, o fino a che i baci di dama senza glutine alla farina di castagne non saranno leggermente dorati in superficie.

Fateli raffreddare prima di staccarli dalla teglia, e quando saranno ben freddi potete accoppiarli usando o del cioccolato fondente (fuso a bagnomaria) oppure della crema di cioccolato alle nocciole.

Lasciate rapprendere la farcitura prima di servire.

Se vi piacciono i baci di dama e avete problemi col glutine, ci sono anche i baci di dama al cacao, o i Baci di dama senza glutine tradizionali, oppure ancora i Baci di dama al cocco, ed i Baci di frolla morbida senza glutine.

Orange cake senza glutine

Orange cake senza glutine

La storia di questa orange cake è la storia di quanto i social, oltre ad aver cambiato il nostro modo di rapportarci alle persone, di concepire la nostra immagine pubblica e di averci un po’ isolati dalla dimensione sociale, hanno fatto qualcosa di buono. La cosa buona è incarnata in questa torta.
Mi ispiro tanto a profili e persone che sono più bravi di me, e una di questi (tanti) è Claudia Roden, una scrittrice di ricette inglese.
La conoscevo come scrittrice di ricette mediorientali, e questa orange cake non la conoscevo. Me l’ha fatta conoscere Marco di Torta o Ragione, che è un pasticcere secondo me bravissimo. A mano a mano che leggevo la ricetta, cresceva la voglia di provarla.

Ingredienti (per una teglia da 22 cm):
2 arance⠀bio con buccia edibile⠀⠀⠀⠀
6 uova⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
250g farina di mandorle ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
250g zucchero⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
1 cucchiaino lievito per dolci⠀⠀(se la fate, come per, per un celiaco, controllate bene che sia glutenfree)⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀

Preparazione:⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Lavate molto bene le arance e fatele bollire in acqua abbondante per almeno un’ora.
Scolatele e fatele raffreddare.

Quando si sono raffreddate per bene, tagliatele a metà per eliminare gli eventuali semini, e poi in tanti pezzi, e metteteli in un mixer. Frullatele per qualche minuto, deve uscire una purea abbastanza densa.
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Prendete una ciotoa e sgusciate le sei uova. Montatele con lo zucchero per avere un composto chiaro e gonfio. Unite qiundi la farina di mandorle, e poi la purea di arancia cotta.
Mescolate con una marisa per evitare di smontare il composto.

Foderate una teglia con la carta forno e versate l’impasto. Infornate la orange cake in forno già caldo a 180° C per 50-60 minuti. Consiglio: a 45 minuti date un’occhiata, optrebbe essere già cotta!
Altrimenti vi si abbronza come la mia!!

Torta alla farina di castagne e ricotta

Torta alla farina di castagne e ricotta

Non amo molto la farina di castagne, ma ultimamente ho trovato diversi modi per utilizzarla e farmela piacere! Che si tratti di castagnaccio, oppure di una bella crostata alla crema di marroni, ho trovato che abbinata ad arancia e cioccolato è la fine del mondo, e dopotutto non sa così tanto di cartone.

Quest’anno è diventata una delle mie farine preferite, non solo perchè ha un bel sapore autunnale rotondo e pieno, ma anche perchè è una delle farine senza glutine che più rendono nei dolci.

Nella ricetta di oggi si accompagna alla ricotta, e ospita al suo interno un ripieno di crema di marroni, cioccolato, nocciole e scorza di arancia, che è davvero speciale (anche da sola, su una bella fetta di pane caldo!). Provatela, e avrete un ottimo dolce versatile, adatto per la colazione come per un fine pranzo o una merenda.

Vi ricordo che, se cucinate per una persona celiaca, dovete fare tanta attenzione a che gli ingredienti siano tutti certificati gluten free – e, mi raccomando – pulite benissimo tutti gli utensili che userete! Non dovete correre alcun rischio di contaminazione.

Ingredienti:
180 gr farina di castagne
70 gr maizena
250 gr di ricotta di mucca
125 gr zucchero
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
25 ml olio vegetale
100 ml di latte

per il ripieno
3 cucchiai colmi di crema di marroni
2 cucchiai di crema di cioccolato e nocciole
le zeste di un’arancia bio

Preparazione:
Per preparare la torta alla farina di castagne e ricotta dovete anzitutto dividere i tuorli dagli albumi, mettendoli in due ciotole diverse.

Sbattete molto bene i tuorli con lo zucchero, finon a che non saranno belli chiari e gonfi. Aggiungete poi la ricotta ben scolata dall’eventuale liquido, e mescolatela ai tuorli montati con la frusta, in modo che si sciolgano tutti gli eventuali grumi.

Unite poi gli ingredienti secchi (farina di castagne, maizena e lievito) ben setacciati, così incorporeranno un po’ di aria e la torta crescerà meglio. Mecsolate bene evitando la formazione dei grumi.
A questo punto, unite anche l’olio e il latte, e mescolate ancora. Mettete da parte.

Montate adesso gli albumi a neve molto ferma, e poi incorporateli al resto dell’impasto, mescolando dall’alto verso il basso per non smontarli.

Foderate una teglia da 18/20 cm massimo con la cxarta forno, e versate l’impasto al suo interno.
Infornate a forno già caldo a 180 gradi per almeno 40/45 minuti.

Mentre cuoce la torta alla farina di castagne e ricotta preparate il ripieno mescolando insieme la crema di marroni, la crema di cioccolato e nocciole e le zeste dell’arancia, e mettete da parte.

Sfornate la torta, lasciatela raffreddare bene prima di sformarla e di tagliarla a metà. Disponete il ripieno di crema all’interno, poi richiudetela e spolverate se vi piace la torta alla farina di castagne e ricotta con lo zucchero a velo.

Se vi resta della farina di castagne, che ne dite di provare il castagnaccio?

Crostata vegana alle mele

Crostata vegana alle mele

Quante ricette di torte di mele ci sono? Nessuno credo si sia ancora preso la briga di contarle, ma sono sicura che il numero eccederebbe facilmente il migliaio, ma forse anche di più. Forse per la diffusione del frutto, sta di fatto che non c’è credo un paese che non abbia almeno una ricetta tradizionale di torta di mele, a cui poi si aggiungono le variazioni, le nuove ricette, quelle di famiglia…
Ecco, il punto è questo. La torta di mele E’ innegabilmente la torta di famiglia. Non c’è nulla che dia più il senso della casa di una torta di mele che cuoce nel forno!
Dovrebbero inventare un profumatore per la casa alla torta di mele. Andrebbe a ruba!

Oggi vi propongo l’ennesima ricetta, ma sono sicura che piacerà molto anche agli alternativi, a quelli che non vogliono mangiare nemmeno un uovo – o, peggio, non possono. La crostata vegana alle mele è di una semplicità assoluta, e a parte l’impasto, che presenta qualche piccola particolarità, per il resto è davvero semplicissima e superbuona.
Nell’impasto ho messo un po’ di farina di mandorle, che insieme alle mele sta che è una meraviglia, e da’ un aroma al tutto che è davvero impagabile! Se non avete fatto mai un dolce vegano.. bè, questo è l’ideale per incominciare! La prepariamo insieme?

Ingredienti (per uno stampo da 20/22 cm):
190 gr farina 00 (se non avete le mandorle, vanno bene 200 gr di farina 00)
10 gr farina di mandorle
60 gr zucchero
70 gr olio vegetale
la punta di un cucchiaino di lievito
latte di mandorle (7/8 cucchiai, dipende dalla farina)
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
2/3 cucchiai di marmellata di albicocche
1 mela
il succo di mezzo limone

Procedimento:
Iniziamo a preparare la crostata vegana alle mele partendo dall’impasto. Versate in una ciotola la farina, lo zucchero e il lievito, e mescolate. Poi aggiungere l’olio e l’estratto di vaniglia, e con una forchetta amalgamateli al resto degli ingredienti.
A questo punto, aggiungete un paio di cucchiai di latte di mandorla, e iniziate a incorporarli nell’impasto, impastando con le mani. Andate avanti a due a due, fino a che il panetto avrà raggiunto una consistenza morbida. Infine, avvolgete l’impasto nella pellicola alimentare e fatelo riposare in frigo per almeno un’ora.

Riprendete l’impasto, e con molta cura (la frolla vegana è molto più friabile di quella normale) stendetelo con l’aiuto di un metterello sulla carta forno, e poi adaguatelo nella teglia da crostata (io uso uno staccante alimentare, ma potete anche ungerla con olio e poi spolverizzarla con la farina). Bucherellateil fondo e rimettetela un attimo in frigo mentre preparate le fettine di mela.

Lavate bene la mela, togliete il torsolo, tagliatela in quarti e poi ciascun quarto in fettine abbastanza sottili. Mettetele in una ciotola con il succo di mezzo limone e mescolate bene (così non anneriscono!).
Riprendete la froplla dal frigo e finite di completare la crostata vegana alle mele.

Stendete dapprima un sottile strato di marmellata sul fondo della crostata (che avrete bucherellato leggermente). Poi, sullo strato di marmellata disponete le fettine di mela a raggiera, leggermente sovrapponendole le une alle altre, di modo che non si veda il fondo con lo strato di marmellata. Dopo il primo cerchio, realizzate nelo stesso modo anche il secondo.
A me non piaceva che si vedesse il buco in mezzo, quindi ho tagliato a metà qualche acino d’uva, l’ho privato dei semini e l’ho messo al centro e qua e là sulla crostata.

Prendete il succo del lomone avanzato dalla ciotola delle fettine di mela, allungatevi un cucchiaio di marmellata di albicocche e poi spargetelo sopra le mele.

Mettete la cristata vegana alle mele in forno già caldo a 180 gradi per circa 40 minuti.
Controllate comunque sempre la cottura, ogni forno è cosa a sé – deve in ogni caso essere leggermente dorata.

Se volete altre idee con le mele, potete guardare la Crostata alle mele e mandorle, oppure che ne dite di un bello Strudel alle mele e nocciole?

Strudel alle mele e nocciole

Strudel alle mele e nocciole

Tutti parlano delle cose semplici, di tornare alla semplicità… ma semplice non sempre fa rima con facile! Certamente non è stato facile comporre questo strudel di mele e nocciole, che ha un gusto speciale che ci riporta alla tradizione, ma la cui preparazione è stata funestata da una serie di imprevisti. Quando si sperimenta, una piccola dose di rischio è sempre presente!
Alla fine, posso dirlo che è facile da preparare, ma se si sa come farlo! Quindi, vi faccio dono della mia esperienza e dei miei disastri, e vi assicuro che ne vale la pena!
Ho utilizzato non la consueta pasta per strudel, né una sfoglia classica come molti fanno, perché volevo qualcosa di meno burroso e di più leggero. Ho provato quindi a usare la mia classica frolla all’olio, cui ho aggiunto un po’ di lievito per renderla leggermente più morbida. Il (secondo!) risultato è stato all’altezza delle mie aspettative.
Quindi, se volete qualcosa con un gusto tradizionale, ma un briciolo di originalità questo strudel alle mele e nocciole fa proprio per voi.

Ingredienti:
per la frolla all’olio
220 gr farina 00
1 uovo medio a temperatura ambiente
70 gr zucchero semolato
Mezzo cucchiaino scarso di lievito per dolci
Un pizzico di sale
60 gr di olio vegetale

Per il ripieno
2/3 mele (dipende dalla grandezza, mediamente due dovrebbero bastare)
30 gr zucchero
60 gr uvetta
30 gr nocciole
20 gr amaretti (o altri biscotti che avete nella credenza)
2 cucchiai di confettura (pesche o albicocche)
Succo di mezzo limone

Procedimento:

Anzitutto, iniziate a preparare lo strudel di mele e nocciole mettendo a rinvenire l’uvetta con un po’ di acqua a temperatura ambiente. Se non lo servite ai bambini, potete anche mettere un po’ di rum nell’acqua, per dare un gusto un po’ più spinto all’uvetta.

Pelate le mele, privatele del torsolo e tagliatele a pezzetti. Mettetele in una ciotola e irroratele con il succo di mezzo limone, lo zucchero e la confettura. Mescolate molto bene per amalgamare il tutto.
Scolate e strizzate benissimo l’uvetta, asciugatela leggermente e poi unitela alle mele, mescolando sempre molto bene. Infine, tagliate le nocciole in maniera grossolana, e unitele al resto degli ingredienti. Sbriciolate finemente gli amaretti e versatene la metà sulle mele. Mescolate bene.

Lasciate riposare qualche minuto mentre preparate la frolla all’olio.
Mettete in una terrina olio, uovo e zucchero e mescolate con una forchetta. Iniziate ad incorporare anche la farina e il lievito a poco a poco, prima mescolando con la forchetta e poi, quando l’impasto si sarà fatto più consistente, direttamente con le mani.
L’impasto è pronto quando non si attaccherà più alle dita.

Prendete la carta forno e, con l’aiuto di un matterello, stendete la frolla (all’olio non ha bisogno di riposo in frigo) fino a formare un rettangolo.
La frolla deve avere uno spessore non particolarmente spesso, massimo mezzo centimetro, per permettere di arrotolare bene lo strudel alle mele e nocciole.

Bucherellate leggermente la pasta con i rebbi della forchetta e stendete sull’impasto gli amaretti restanti (assorbiranno un po’ della umidità della frutta).

Riprendete il ripieno, e stendetelo su tutta la superficie della frolla sopra gli amaretti, lasciando almeno un cm da tutti i lati, per poter chiudere lo strudel.

Quindi, aiutandovi anche con la carta forno, chiudete l’impasto e fate in modo che la chiusura risulti alla base dello strudel. Bucherellate leggermente la parte alta dello strudel, per far fuoriuscire l’umidità.

Spostate lo strudel alle mele e nocciole sulla leccarda del forno e cuocete a forno già caldo a 180 gradi per circa 45 minuti, o comunque fino a doratura.

Quando è freddo potete rimuoverlo dalla teglia e, a vostro piacere, spolverizzarlo di zucchero a velo.

Pan brioche allo yogurt

Pan brioche allo yogurt

Mi sono seduta a riposare qualche minuto e il profumo di vaniglia si è diffuso per la casa, insieme al tepore del forno. Il pan brioche allo yogurt che lievita e cuoce nel forno, una tisana con arancia e cannella, e il profumo del miele. Sapori e odori che si mischiano, e fanno tornare nostalgia di casa. Delle domeniche pomeriggio pigre ad ascoltare musica, guardando fuori dalla finestra le foglie cambiare colore e infiammare i rami asciutti e tesi come archetti di violino.
Le ricordo tutte, quelle canzoni. Le ricordo e le canto ogni qualvolta sento il bisogno di tornare in un posto sicuro, in cui tutto era ancora possibile, e c’era tutta la vita davanti. Le domeniche di autunno fanno questo effetto, e ancora di più in questi momenti in cui la casa è tornata ad essere rifugio contro i mali là fuori.
Impastare e aspettare, è un esercizio di forza e pazienza. Che poi, spesso, sono la stessa cosa.

Il Pan brioche che vi propongo oggi è soffice come una nuvola nel cielo d’autunno, e tanto, tanto leggero perchè al posto del burro ho usato lo yogurt greco nell’impasto. Uno yogurt alla vaniglia, che ha dato un profumo in più anche a tutta la casa. La preparazione è semplice, addirittura elementare se avete una impastatrice che farà lo sporco e duro lavoro per voi. E poi il lievito farà il resto da sè.

Ingredienti
250 gr farina 00
250 gr manitoba
125 gr yogurt greco magro
100 ml latte tiepido
80 ml olio vegetale
50 gr miele
50 gr di zucchero semolato
15 gr lievito di birra
1 uovo medio
scorza di un limone
un pizzico di sale

Preparazione

Anzitutto una avvertenza: tutti gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente. Forse sono un po’ perentoria, ma è essenziale per non uccidere il lievito e far lievitare bene il vostro pan brioche allo yogurt.

Sciogliete il lievito in una ciotola in cui avrete messo anche il latte intiepidito (non caldo!!). Lasciate qualche minuto il lievito a riposare (inizieranno a formarsi minuscole bollicine), e poi unitevi lo yogurt, il miele e lo zucchero. Mescolate brevemente con una forchetta per amalgamare gli ingredienti.

A questo punto, unite anche l’olio a filo (sempre mescolando con la forchetta) e l’uovo. Per finire, la scorza del limone e il sale.

Versate le farine insieme nella ciotola della impastatrice (o in un’altra ciotola capiente, se impastate a mano) e iniziate ad incorporare i liquidi alle polveri a poco a poco. Continuate fino a che l’impasto non sarà morbido e ben incordato (cioè si stacca dale pareti della planetaria).

Lasciate riposare l’impasto in una ciotola pulita capiente, coperto dalla pellicola, in un luogo senza spifferi (nel forno spento è l’ideale) per circa due ore. Deve raddoppiare di volume, per questo molto dipende anche dalla temperatura esterna. In estate è probabile che ci metta un po’ di meno di due ore.

Trascorso il terioro della lievitazione, riprendete l’impasto e ricavatene quattro pezzi di uguale peso approssimativamente, che andranno lavorati leggermente e resi sferici.

Prendete poi uno stampo da plumcake , foderatelo di carta forno, e ponete le quattro palline all’interno, una a fianco dell’altra. Coprite con un canovaccio per evitare che si secchi, e lasciatelo lievitare ancora per un paio di ore.

Trascorso anche questo periodo, prendete un tuorlo, sbattetelo leggermente in una ciotolina, e aggiungete un paio di cucchiai di latte, e spennellate la superficie del pan brioche allo yogurt. Scaldate il forno a 170 gradi e quando arriva a temperatura infornate il vostro pan brioche allo yogurt per circa 45 minuti. Se vedete che a metà cottura la superficie inizia a scurirsi, copritelo con un foglio di alluminio.

Sfornate il pan brioche, spennellatelo con un po’ di miele, e lasciate raffreddare.

Una alternativa? Provate anche il pan brioche vegano.

Crostata di frolla alle nocciole e crema di zucca

Crostata di frolla alle nocciole e crema di zucca

Cenerentola. La mia fiaba preferita. Ma chi non l’ha amata?
I topini, la serata magica, la scarpetta di cristallo, e la zucca che si trasforma in una splendida carrozza. Per anni ho sperato nella fiaba, ovviamente e come tutte noi rovinate dal film di Walt Disney. Ma la zucca era e la zucca è rimasta.
E si è trasformata in una crostata di frolla alle nocciole e crema di zucca, che viene dritta dritta (con le dovute modifiche) dalla tradizione nordamericana, dove la zucca è ormai da tempo immemore la protagonista dei dolci d’autunno.
Certo, la versione americana sappiamo che è terribilmente pannosa, burrosa e chi più ne ha più ne metta. Ho cercato, per salvaguardare bilancia e fegato, di alleggerirla un po’, sostituendo il burro nella frolla con l’olio, e la panna della crema con la ricotta. Il risultato è una crostata piena di gusto, ma con meno calorie.
Inoltre è semplice da realizzare, e piacerà a tutti.

Ingredienti:
per la frolla alle nocciole
170 gr farina 00
50 gr farina di nocciole
60 gr olio vegetale
70 gr zucchero
1 uovo medio

per la crema di zucca
400 gr di zucca già cotta (e mondata)
200 gr ricotta magra
140 gr zucchero
2 uova medie
Cannella a piacere
2 cucchiai di maizena
Qualche goccia di aroma di arancia (o scorza di una arancia bio)

Preparazione:
Lavate e mondate la zucca, poi tagliatela a pezzettini e cuocetela al vapore fino a che non si sarà ammorbidita.
A questo punto, frullatela in modo che raggiunga la consistenza di una crema. Poi mettetela da parte a intiepidire.

Nel frattempo, potete cominciare a preparare la frolla alle nocciole senza burro, mettendo in una ciotola l’uovo, l’olio e lo zucchero. Mescolate brevemente con una forchetta e poi incorporate la farina di nocciole, sempre mescolandola con una forchetta. A questo punto, mettete la farina 00 poco per volta, avendo cura di inserire la quantità successiva dopo che la precedente si sarà ben incorporata nel composto.
Queste quantità vanno bene per stampi da 22 a 24 cm di diametro.
Nel mio caso, ho usato non un classico stampo da crostata, ma una teglia con fondo amovibile da 22 cm di diametro, e ho creato un bordo più alto in modo da avere uno strato di crema per fetta un po’ più alto (e più goloso!!).

Quindi, ho steso l’impasto con il matterello a uno spessore di circa mezzo centimetro o poco meno, ho foderato la teglia con carta forno, e poi dalla frolla stesa ho ricavato sia il cerchio di base (ho preso la misura con il fondo della teglia) che ho posizionato sul fondo della teglia, che due strisce di circa 2 cm di altezza, che ho steso su tutto il perimetro della teglia facendole ben aderire alla base. Ho bucherellato la base con i rebbi della forchetta, ed ho messo la teglia in frigorifero mentre stendevo nuovamente la pasta residua per ricavare le foglioline della decorazione. La decorazione non è obbligatoria, se volete potete farne anche dei biscottini (che saranno buonissimi, basterà cuocerli in forno a 180 gradi per una decina di minuti).

Nel frattempo, la zucca frullata si sarà intiepidita, e quindi potete riprenderla, prenderne un paio di cucchiai da mettere in una ciotola, per stemperarvi dentro i due cucchiai di maizena. Quando la maizena si sarà ben incorporata (senza grumi) aggiungete anche la ricotta, e mescolatela con l’aiuto di una frusta a mano.
Successivamente, inserite anche le uova, poi lo zucchero, l’aroma di arancia (o le zeste), la cannella (a vostro piacere – io ne ho messo mezzo cucchiaino), e per ultima la purea di zucca residua, sempre mescolando bene.

Ora riprendete il guscio della vostra crostata di frolla alle nocciole e crema di zucca e riempitela con la crema di zucca che avete appena preparato. Picchiate leggermente il fondo della teglia per far assestare il ripieno, e ponetela in forno già caldo a 180 gradi a cuocere per circa 50 minuti. La crema deve essere ben rassodata e il guscio ben cotto.

Per un’altra versione (con panna) della Pumpkin pie, guardate qui.

Muffin semi integrali alle banane

Muffin semi integrali alle banane

Sono ormai diversi anni che il “riciclo” in cucina – e intendo anche le “alte” cucine – non è più un tabù. Ed era ora! La tradizione italiana è piena di piatti ormai tipici, che altro non sono che diversi modi di utilizzare quel che resta in frigo o nella dispensa dopo aver concluso altre preparazioni. Sono di Milano, e quindi non posso non citare su tutti il riso al salto, che tra l’altro è una delle cose più buone che possiate mai assaggiare!
Ho preso spunto da un articolo uscito in questi giorni, sullo chef Massimo Bottura che è stato nominato “goodwill ambassador” delle Nazioni Unite, per la lotto allo spreco alimentare, per realizzare e proporvi una ricetta molto semplice, che ho realizzato con (in gran parte) ingredienti che altro non sono se non avanzi di altre preparazioni, comprese quelle due banane che stavano per passare a miglior vita nella credenza.

Il risultato sono stati questi ottimi muffin semi integrali alle banane, che hanno riscosso un gran successo anche tra le amichette di mia nipote dodicenne, e che sono molto leggeri perchè non hanno burro nell’impasto. In questo caso li ho lasciati così com’erano, e sono ottimi veramente. Ma se avete qualche rimanenza di granella di nocciole, o di gocce di cioccolato, potete usarle per aumentare il sapore di questi piccoli muffin. Questa volta ho realizzato a mano anche i contenitori a tulipano, quindi ricetta e presentazione sono al 100% artigianali!

Ci metterete davvero una manciata di minuti a prepararli, ed avrete una colazione buonissima e super sana per tutta la settimana!

Ingredienti:
300 gr farina tipo 2
2 banane molto mature
200 gr zucchero (se le banane sono davvero tanto mature riducete un po’)
50 gr panna montata (a me era rimasta da un’altra torta, potete sostituirla con 75 gr di yogurt alla vaniglia)
50 ml latte
2 uova medie
1 bustina di lievito (sono circa 16 gr)

Preparazione:
In una ciotola mettete la farina con lo zucchero e il lievito.
In un’altra ciotola sbattete le uova con la panna (o lo yogurt) e il latte. Io ho usato lo sbattitore elettrico, in modo che prendessero un po’ di aria.

Sbucciate quindi le banane, e schiacciatele bene con una forchetta (se volete potete anche frullarle leggermente, le mie erano talmente morbide che si sono sfatte in mezzo minuto, non ne ho avuto bisogno).
Quindi, abbassate la velocità delle fruste al minimo, e iniziate ad incorporare i liquidi nei secchi (potete anche usare un cucchiaio di legno). A questo punto, se ne avete, potete aggiungere un paio di cucchiai di granella di nocciole, oppure la stessa quantità di gocce di cioccolato. Oppure lli potete asciare così, sono buonissimi!

Non appena il composto sarà privo di grumi, mettete l’impasto dei muffin semi integrali alle banane all’interno dei pirottini per muffin, avendo cura di riempirli solo per 2/3.

Scaldate il forno a 190 gradi, e infornate i muffin semi integrali alle banane per circa 20 minuti.
Come sempre, controllate la cottura con lo stuzzicadenti.

Se vi piacciono i muffin, ma volete una aletrnativa vegana, guardate la ricetta dei Muffin vegani alle banane e more!

Ciambelline al cioccolato bianco

Ciambelline al cioccolato bianco

Gli ultimi temporali estivi. I primi lampi di giallo tra le chiome verdi. Il sole, che fino a ieri camminava pigro dietro l’orizzonte, si mette a correre e scompare presto tra i tetti dei palazzi e dei grattacieli. Questo è l’inizio dell’autunno in un respiro, un attimo di vento che soffia via i pensieri, abbottona le giacche e scompiglia i capelli.
Non so perchè l’autunno, di tutte le stagioni, è quella che ha la peggior reputazione. Forse perchè le giornate iniziano ad accorciarsi molto rapidmente, gli alberi si spogliano, e piove.

Pensando agli ultimi autunni, credo che alla fine non sia poi piovuto così tanto. E le foglie gialle e rosse formano un tappeto multicolore meraviglioso. Ogni tanto qualche giornata ci ricorda ancora che si può uscire senza giacca, almeno per un po’.
Insomma, per farla breve, sto rivalutando l’autunno. Anzi, il clima più fresco mi permette di accendere il forno ancora più spesso, e torno finalmente a realizzare i miei dolci senza il rischio di liquefazione. Anche queste sono piccole soddisfazioni. E’ anche una bella soddisfaizone passare i pomeriggi domenicali pigramente accoccolati sul divano con una tisana in una mano, e magari una bella ciambellina al cioccolato bianco nell’altra.

Queste ciambelline al cioccolato bianco fanno parte della sagra dei “senza”, cioè di tutte quelle ricette imbastite con quello che c’è nella credenza. A volte manca questo o quello, e in questo caso sono realizzate senza uova perchè non avevo ancora fatto la spesa ed ero rimasta senza (o almeno lo credevo, ho trovato poi nel frigorifero l’ultimo ovetto della nidiata!). Hanno un gusto delicato e leggero, e il fatto che siano anche senza burro le rende perfette anche per chi sta cercando di rientrare nei pantaloni, dopo le mangiate estive.

Ingredienti:
170 gr farina 00
20 gr maizena
20 gr fecola (o amido di riso)
mezza bustina di lievito per dolci
70 gr di cioccolato bianco
1 fialetta di aroma di limone
90 gr zucchero
1 pizzico di sale
90 gr di olio vegetale
200 gr di latte (se siete intolleranti l’acqua)
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia

Preparazione:

Prima di tutto mettete il cioccolato bianco a sciogliere a bagnomaria. Ci vorranno pochi minuti.
Mentre si raffredda, mettete in una ciotola tutti gli ingredienti secchi (gli amidi, la farina, il lievito) setacciati. Mescolate e mettete da parte.
In un’altra ciotola, mettete tutti gli ingredienti liquidi, tranne il latte, e lo zucchero, e mescolate.
Incorporate i liquidi nelle polveri, mescolando bene, e poi aggiungete il latte e mescolate bene, aiutandovi con una frusta a mano, in modo da dissolvere tutti i grumi.

A questo punto, aggiungete anche i cioccolato bianco sciolto, che si sarà intipidito nel frattempo.
Mescolate ancora vigorosamente in modo da amalgamare il tutto.

Premdete gli stampini delle vostre ciambelline al cioccolato bianco (a me ne sono venute 12 con uno stampo medio piccolo) e riempiteli fino a 2/3, perchè le ciambelline cresceranno un po’ in cottura.

Infornate le ciambelline al cioccolato bianco nel forno già caldo a 180 gradi, e cuocetele per circa 10 minuti.
Questa è la cottura che ho testato per gli stampini di silicone (che ho imburrato e infarinato anche se dovrebbero essere antiaderenti – io non mi fido). Se usate dgeli stampi in metallo potrbbero cuocere un po’ più velocemente, quindi magari al settimo minuto controllate.
In ogni caso, aiutatevi sempre con lo stecchino, che non tradisce mai!

Aspettate che le ciambelle siano intiepidite prima di togliere dagli stampini.
Per servire le ciambelline al cioccolato bianco, potete optare per una spolverata di zucchero a velo.

Se ti piacciono le ciambelline e vuoi provarle in versione 100% vegan, puoi provare le Ciambelline vegane al cocco e limone.