Wool Roll Bread e i ricordi del lockdown

Wool Roll Bread e i ricordi del lockdown

Qui in Italia, la seconda settimana di marzo ha ancora nei ricordi il sinistro suono di quella musichetta terrificante con cui il Governo ci metteva in guardia dal virus, nei primi giorni dell’epidemia. L’11 marzo di due anni fa abbiamo chiuso tutto, abbiamo aperto i forni ed iniziato con poca farina e lievito di birra al mercato nero una nuova fase di vita della nostra povera umanità.
Rivedo me stessa mentre mi allaccio il grembiule nella mia piccola cucina rossa, guardando dalla finestra il cielo blu, e ascoltando il silenzio intorno, mentre fuori la primavera si prepara ai suoi colori, malgrado tutto – malgrado noi.

Ho seminato lenticchie e desideri.
Ho lasciato che mi mancassero le persone quelle vere, le abitudini giornaliere, gli abbracci e il cappuccino al tavolo del bar.
Ho lasciato che fossero le piccole cose a sorprendermi, quelle che in un giorno come tutti i giorni nemmeno vedi, mentre cammini a passo svelto verso il prossimo appuntamento.

Ho cucinato, tanto. Per non pensare e per pensare ad altro.

Ho imparato a lavorare in maniera diversa, a preoccuparmi di chi stava troppo lontano, ad avere paura e poi a non averne più.
Pensavo che ne saremmo usciti migliori, ma in realtà non ne siamo ancora usciti, e di migliorare nemmeno a parlarne. Però in quei giorni ho visto angoli di bellezza, solidarietà, sguardi pieni di sorrisi dietro le mascherine improvvisate. E ho immaginato che sì, la speranza c’è sempre che qualcosa migliori.
Non sarà ora, sarà tra un secolo. Ma l’umanità può essere migliore di quella che è, se solo fosse meno egoista.

Wool Roll Bread

Nei giorni del secondo lockdown, che in Italia è quello meno duro ma nel resto del mondo un po’ di più, ha iniziato ad impazzare il gomitolone. Null’altro che un pan brioche lievitato, dalla forma simile a un gomitolone di lana, ha fatto la sua comparsa nelle galleries di tutto l’Instagram.
Come sempre, capire da dove prendano l’avvio i trend che diventano virali è difficile.
Un anno dopo, sono (quasi!!) tutti d’accordo che il primo post del gomitolone sia arrivato da un blog malese, di nome Apron, che ha pubblicato su YouTube un video con cui realizzava questo lievitato.
Dico quasi tutti d’accordo, perchè i soliti adepti dello gné gné hanno trovato un video vietnamita di un anno prima che proponeva la stessa forma.

L’origine non è ormai più importante, dato che ormai il Wool Roll Bread ha spopolato ed imperversato per il tutto il 2021.
Io arrivo sempre per ultima, ma più per vezzo e scelta che non per chissà che motivo. Non avevo voglia di finire nel tritacarne del fare qualcosa perchè è di moda. Come sempre, del resto.

In realtà, stavolta mi sono trovata pentita di non averlo fatto prima, perchè il Wool Roll Bread è davvero buono.
Avevo avuto una mezza idea di farlo colorato, ma non sono più riuscita a trovare la confezione di tè matcha che avevo comprato e che ho perso in qualche scatolone della mia ristrutturazione. Quindi ve lo propongo qui nella versione facile e tradizionale. Se cercate su internet ne troverete di fogge e colori tra i più disparati.

Ho usato nell’impasto il latte condensato, che avevo già provato in un altro lievitato che trovate qui. Se non lo avete, potete provare con lo yogurt. Ormai, da quando l’ho provato per la prima volta, non ho più remore a metterlo anche nei lievitati, non solo nel gelato. Credetemi, ne vale la pena.

Ingredienti (per una teglia da 18 cm):
320 g farina (io ho fatto metà 00 e metà manitoba)
30 g zucchero semolato
4 g lievito di birra fresco
45 g latte condensato
165 g latte
25 g burro ammorbidito
5 g sale

per il ripieno potete usare marmellata, o crema alle nocciole… quel che volete (anche niente!)

Preparazione:
Mettete nella ciotola della impastatrice (o in una ciotola qualsiasi) la farina con lo zucchero, il sale, il lievito sciolto nel latte che deve essere o leggermente tiepido o a temperatura ambiente ma non freddo, e il latte condensato.
Così, date una giratina senza impastare e lasciate riposare venti minuti.

Poi riprendete l’impasto e impastate per sul serio. Se avete la planetaria, usate la velocità più bassa.

Incorporate il burro e impastate per una decina di minuti – deve diventare bello morbido anche se sarà un po’ appiccicaticcio.

Mettete l’impasto in una terrina, copritela con la pellicola e fate lievitare fino al raddoppio (la velocità dipende dalla temperatura che c’è a casa vostra, d’estate in un’ora è già pronto, d’inverno ci vuole un po’ di più).

Mettete un po’ di farina sul piano di lavoro e dividete l’impasto in quattro parti, facendo delle palline, che dovete lasciar riposare dieci minuti.

Nel frattempo, prendete la vostra teglia e foderatela con la carta forno.

Quando riprenderete le palline di impasto, stendetele in rettangoli (vi dico una misura approssimativa, diciamo 24 x 14 cm, ma onestamente sono andata un po’ a occhio).

Prendete un coltellino e tagliate una delle due estremità (lato corto) dei vostri rettangoli in tante striscioline fino ad arrivare a metà del rettangolo. Nella metà non tagliata, mettete un po’ di marmellata o altro ripieno che avrete scelto, e arrotolate il rettangolo su se stesso, in modo che le striscioline che avete tagliato in precedenza finiscano nella parte superiore. Vi verrà un salsicciottino.

Usate lo stesso procedimento per tutte le palline, e poi adagiatele nella teglia seguendo il bordo, e lasciando quindi uno spazio al centro.
Coprite ancora con della pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio.

Accendete il forno a 180 gradi (statico) e quando avrà raggiunto la temperatura, spennellate la superficie del vostro Wool Roll Bread con del latte condensato e cuocetelo per circa una mezz’ora, max 35 minuti.

Swirl bread brioche

Swirl bread brioche

Come il campionato, e come le (peggiori) trasmissioni della RAI, a maggio si prende una pausa estiva anche il nostro primo blocco di appuntamenti con le ragazze de “Il Cestino del Pane”. Un esperimento-sfida nato dalla testolina piena zeppa di idee di Silvia, e raccolto da altrettante kamikaze come la sottoscritta.
Negli ultimi sei mesi ci siamo sfidate a turno, ognuna lanciando una ricetta, un’idea, un ingrediente, una forma, per dare forma ai nostri lievitati, dolci e salati.

Prima della pausa vacanziera (ma torneremo a settembre con un sacco di novità, che temo comprenderanno anche la sfida delle sfide, cioè per me quella di fare un Reel (… già tremo!), l’ultimo tema che Silvia ci ha assegnato era “un intreccio o un lievitato bicolore”. Detto fatto.
No, aspettate. Non è stato così semplice, perchè l’idea originaria era quella di fare un pane bicolore a spirale al cacao, visto che le spirali mi piacciono tanto. Vi ricordate il Pan bauletto alle carote?

Però mi sembrava di essere banale, e volevo salutare l’estate del nostro Cestino con qualcosa di più originale. Mi sono quindi ingegnata, e ho trovato la soluzione, cioè quella di usare un colore superprimaverile, che mette tanta allegria!

Più della spirale, la ricetta di questo pan brioche, anzi dello swirl bread brioche, vale davvero la pena! Il pan brioche resta morbido e profumato per giorni, basta conservarlo in un sacchetto per la conservazione degli alimenti di quelli per il freezer, ben chiuso, coperto dalla carta forno. Fidatevi, dopo una settimana sarà buono come il primo giorno (sempre che ci arrivi, alla fine della settimana!!).

Ingredienti per una forma da plumcake di circa 20 cm di lunghezza:
150 g (per il lievitino) + 170 g di farina manitoba
8 g di lievito di birra fresco
15 g di latte (io scremato) tiepido
15 g di zucchero semolato per il lievitino + 50 g per l’impasto
1 uovo
70 g di burro molto morbido
1 pizzico abbondante di sale
un po’ di latte per spennellare la superficie
colorante in gel
Se volete fare la versione originale al cacao ci vogliono due cucchiaini di cacao amaro disciolti in un cucchiaio di acqua

Procedimento:
Per preparare lo swirl bread brioche dovete anzitutto realizzare il lievitino, o pre impasto.
In una ciotola mettete il latte, che avrete precedentemente intiepidito (non caldo, altrimenti mi ammazza il lievito!), scioglietevi all’interno lo zucchero e poi il lievito, e poi con una forchetta incorporate la farina. Non mescolate molto, l’impasto deve essere solo sufficientemente liscio, ma non deve montare. Coprite la ciotola con della pellicola alimentare e lasciate lievitare per circa mezz’ora, quarante minuti.

Riprendete quindi il lievitino e mettetelo nella ciotola della impastatrice. Se impastate a mano va bene comunque, ma essendo un impasto molto morbido, la planetaria vi risparmia un bel po’ di fatica!
Unite la farina (170 g) e lo zucchero (50 g) e iniziate ad impastare.
Quando farina e zucchero si saranno uniti al lievitino, aggiungete anche l’uovo a temperatira ambiente, e fatelo assorbire dall’impasto.

Solo quando si sarà assorbito iniziate ad incorporare il burro. Dividerelo in tre o quattro pezzetti, in modo che potrete aggingere il pezzetto successivo solo quando il precedente si sarà assorbito.
Infine, aggiungete il sale e finite di impastare.
Con la planetaria ho lasciato andare il gancio per cinque o sei minuti, in modo che l’impasto diventasse liscio ed omogeneo.
Essendo molto morbido, non si staccherà da solo dalla parete della ciotola, ma è normale.

Ora prendere l’impasto del vostro swirl bread brioche e dividetelo in due, e in una parte aggiungete il colorante in gel a scelta, oppure la pasta di cacao che avrete preparato sciogliendo i due cucchiaini di cacao in un cucchiaio di acqua.

Quando l’impasto si sarà colorato (ci vorranno due o tre minuti circa con l’impastatrice, un po’ di più a mano) mettete i due impasti in due ciotole separate, copriteli con la pellicola e metteteli a lievitare in un posto al riparo da spifferi e correnti d’aria per almeno due ore. Devono raddoppiare in volume.

Trascorsa la lievitazione, riprendete gli impasti e con l’aiuto di un po’ di farina (da mettere sotto perchè l’impasto, anche se meno, sarà un po’ appiccicoso) e un mattarello stendete sul piano di lavoro prima l’impasto “naturale” e poi quello colorato. Devono avere in larghezza più o meno la stessa dimensione del vostro stampo da plumcake, e la medesima lunghezza tra loro.

Ora prendete l’impasto colorato, stendetelo sopra l’impasto naturale, passate sopra il mattarello premendo leggermente in modo che gli impasti aderiscano bene, e poi iniziate ad arrotolare l’impasto su se stesso, con la parte chiara all’esterno.

Ponete il salsicciotto che si sarà così formato nello stampo da plumcake foderato con della carta forno, copritelo ancora con della pellicola e lasciatelo lievitare un’altra ora.

Al termine di questa seconda lievitazione spennellate la superficie del vostro swirl bread brioche con del latte, e mettetelo a cuocere in forno già caldo a 170 gradi (statico ) per i primi dieci minuti, poi abbassate a 160 gradi e continuate la cottura per i successivi 20/25 minuti.
Come vi dico sempre, va a forno quindi fate sempre la prova stecchino prima di sfornare!

Lasciate raffreddare lo swirl bread brioche prima di estrarlo dallo stampo.

Se volete potete farcire il pan brioche con gocce di cioccolato, o farlo solo bianco senza creare la spirale al centro.
E’ buonissimo in ogni versione, e con un po’ di marmellata al mattino vi farà iniziare la giornata nel migliore dei modi!

Colombine di brioche

Colombine di brioche

Pasqua si avvicina a grandi passi, ma anche quest’anno faremo eccezione alla seconda parte del proverbio “….Pasqua con chi vuoi”. Con chi vuoi mica tanto.
Anche quest’anno Pasqua sarà con pochi intimi, auspicabilmente vaccinati, almeno per gli intimi over 80. Però questo significa avere più tempo per stare a casa e farsi ammaliare dai lievitati che, per quanto mi riguarda, sono il passatempo più nobile e dolce che mi hanno lasciato le lunghe giornate di lockdown.

Queste Colombine di brioche sono vagamente simili alla Colombine di brioche al farro che avevo già pubblicato. Stavolta vi offro una alternativa a lievitazione veloce, che è perfetta se volete preparare la colazione del giorno di Pasqua con il tempo che vi resta a disposizione la sera della vigilia, e fare una bella sorpresa alla vostra famiglia.

Anzi, se volete esagerare, potete anche aprirle a metà e farcirle appena tiepide con un po’ di cioccolato delle vostre uova! Così scaccerete un po’ di malinconia per questa ennesima Pasqua al chiuso delle nostre case. Anche se, visto il tempo da lupi che ha preannunciato una Domenica delle Palme quasi estiva, magari non è nemmeno così male starsene un po’ di più sotto le coperte!

Ovviamente questo impasto è versatile, e lo potete utilizzare per tutte le forme di brioche che preferite.

Ingredienti (per circa 10 colombine):
250 g farina 00
250 g farina manitoba
25 g lievito di birra fresco
150 ml di acqua tiepida
90 g burro molto morbido
2 uova
1 tuorlo
5 g sale
1 bustina di vanillina
100 g zucchero
la scorza di una arancia bio (non trattata) – se volete potete usare in aggiunta anche la scorza di un limone

per la glassa
100 g zucchero semolato
50 g farina
acqua
zucchero
granella di zucchero

Preparazione:

Iniziate a preparare le vostre Colombine di brioche mettendo nella ciotola della impastatrice (o in una ciotola qualunque che userete per impastare) tutti gli ingredienti secchi.

Sciogliete il lievito di birra nell’acqua leggermente tiepida e lasciate riposare un paio di minuti.

Mettete quindi nella ciotola della impastatrice le uova col tuorlo, e il burro morbido a tocchetti, ed iniziate ad impastare tra loro gli ingredienti.

Appena le uova si saranno assorbite, iniziate a inserire nell’impasto anche l’acqua, facendola assorbire a poco a poco.

E’ importante non metterla tutta di un colpo perchè, a seconda della qualità di farina che userete, potrebbe assorbire un poo’ meno acqua di quanto previsto (a me è servita tutta).

Infine, aggiungete anche le zeste.

Impastate bene per una decina di minuti (a mano potrebbe volerci un po’ di più), fino a che l’impasto non si sarà ben incordato. Mi raccomando, non vi scoraggiate se l’impasto dovesse sembrare un po’ appiccicoso, deve esserlo.

Mettete poi il vostro impasto in una ciotola pulita, copritela con della pellicola trasparente ed un canovaccio, e fate lievitare per 90 minuti.

Trascorsi i novanta minuti, riprendete il vostro impasto, sgonfiatelo leggermente e formate dieci palline più o meno di peso uguale (tra 80 e 100 gr dovrebbero venirne una decina). Dividete ciascuna pallina in due di peso pressochè uguale, e stendete ciascun pezzetto con un matterello, e poi arrotolatelo in modo da formare due piccoli cilindri.
Uno dei due cilindri dovrà essere assottigliato in modo da formare un cordone più lungo, che saranno le ali. Disponetele a forma di U sulla placca da forno coperta di carta forno.

L’altro cilindro dovrete assottigliarlo facendogli prendere una forma simile proprio a quella del mattarello, in modo che si formi la testa e la coda. Adagiate questo pezzo sopra le ali.
Procedete così fino all’esaurimento dell’impasto.

A questo punto, coprite con un canovaccio e fate lievitare ancora un’ora.

Mentre attendete, preparate la glassa mescolando insieme zucchero e farina, a cui aggiungerete poco per volta un po’ di acqua, fino a che non assumerà una consistenza abbastanza soda (non deve essere una glassa liquida, deve aderire bene alle colombine di brioche).

Intanto scaldate anche il forno a 210 gradi (statico).

Terminata anche la seconda lievitazione, spennellate le colombine di brioche con la glassa, spolveratele di altro zucchero semolato e di granella di zucchero (se l’avete e vi piace) e mettete le colombine di brioche in forno a cuocere per circa 10 minuti.

Aspettate che si siano raffreddate prima di toglierle dalla carta forno.

Le colombine di brioche si conservano per qualche giorno chiuse in un sacchetto, o potete congelarle appena raffreddate, in modo che con un breve passaggio nel microonde da appena scongelate vi faranno sentire tutto il loro profumo!

Treccia di brioche al latte di mandorla

Treccia di brioche al latte di mandorla

Quando nel mio frigorifero compare il latte di mandorla, significa che comincio a sentire la primavera. I frutti della mandorla li raccogliamo più in là nell’anno, ma quei gentili e folti fiori bianchi del mandorlo si iniziano a vedere già a marzo (e qualche volta, se il clima è mite, anche a febbraio). Quindi, appena sento un’aria più gradevole, è come se il mio corpo iniziasse a riconoscere i segni della stagione che cambia ed a volere (fortemente) che inizi la mia stagione, la primavera.

La treccia di brioche al latte di mandorla è la prima ricetta veramente simil primaverile che ho realizzato quest’anno. E’ un semplicissimo pan brioche al latte, come l’ho preparato qui. Ho solo aumentato le dosi e l’ho arricchito sostituendo il miele con un po’ di burro (che a me fa tanta primavera, non so perchè!). L’impasto è piuttosto morbido, e infatti se potete vi consiglio di usare la planetaria per impastare. Vi assicurerà tanta fatica in meno, e un impasto ben più incordato e soffice. La lievitazione è molto veloce (per questo troverete molto lievito di burra nella ricetta), ma in questo modo avrete una brioche comunque bella morbidosa e delicata.

La treccia di brioche al latte di mandorla è perfetta a colazione. Potete spalmare della buona confettura, una ottima crema al cacao, o qualsiasi cosa desideriate. L’impasto non è particolarmente dolce e, salvo che non vogliate utilizzare del latte di nocciola zuccherato, ha un sapore neutro che va bene con tutto. Le vostre colazioni inizieranno a decollare… verso la bella stagione!

Ingredienti:
500 gr di farina (metà 00 e metà manitoba)
1 uovo
250 ml di latte di mandorla (potete usare anche il latte normale, comunque)
80 gr di burro morbido
50 gr di zucchero semolato (se usate illatte di mandorla addolcito toglietene un paio di cucchiai)
18 gr lievito di birra fresco
1 pizzico di sale
mandorle a lamelle e un albumeper decorare

Preparazione:
nella ciotola della planetaria mettete le due farine e mescolate.
Intiepidite legggermente il latte di mandorla, e poi scioglietevi all’interno il lievito di birra fresco. lasciate che si attivi nel latte per circa cinque minuti. Se vedere che si inizia a formare una leggera schiumetta vuol dire che è attivato.

Versate la prima metà del latte di mandorla col lievito nella planetaria e iniziate ad impastare a bassa velocità insieme alle faine. Appena il latte di sarà assorbito, mettete un pizzico di sale nell’impasto.

Lasciate mescolare un minuto e poi aggiungete il latte con il lievito rimasti, poi l’uovo e infine lo zucchero, sempre impastando bene ma a bassa velocità.
Quando l’impasto della treccia di brioche al latte di mandorla sarà diventato omogeneo, completate l’impasto con il burro molto morbido a pezzetti.
Continuate ad impastare, fino a che tutto il burro non si sarà assorbito e l’impasto sarà diventate molto morbido ed elastico.

A questo punto, trasferite l’impasto della vistra treccia i brioche al latte di mandorla in una ciotola pulita, copritela con la pellicola e mettetela a lievitare in un luogo tiepido senza spifferi per circa un paio d’ore. deve raddoppiare di volume, quindi a seconda della temperatura della vosta casa potrebbe anche essere sufficiente un’ora, un’ora e mezza.

Terminata la lievitazione, prendete il vostro impasto e dividete l’impasto in tre o quattro parti uguali (a seconda che vogliate fare la treccia a tre o a quattro capi). Ricavate da ciacuna parte dei cilindri lunghi di circa 4 cm di diametro. Io vado ad occhio, li formo fino a che non sono tutti uguali di diametro e lunghezza. La imperfezione è la cosa più bella dei dolci fatti a mano!

Mettete un foglio di carta forno sulla placce del forno, e quando avrete intrecciato la vostra treccia di brioche al latte di mandorla posatela sulla teglia e lasciatela lievitare ancora una mezz’oretta., coperta da un canovaccio.

Accendete il forno (statico) e raggiungete la temperatura di 200 gradi.
Spennellate la treccia con un albume alungato con un po’ di latte di mandorla e spandete supra le mandorle a lamelle a vostre piacere. Se volete potete aggiungere anche la granella di zucchero.

Cuocete la trecchia di brioche al latte di mandorla per circa 30 minuti. Raffreddatela su una gratella e poi servitela tiepida o fredda, anche spolverizzata con dello zucchero a velo, se vi va.

Treccia lievitata all’arancia

Treccia lievitata all’arancia

Forse non tutti di voi sanno che questo è il mio secondo blog. Il primo risale davvero a quasi un secolo fa, quando a fare blog eravamo in quattro gatti, e non c’erano template carini come quelli di WordPress di oggi, e c’erano spazi limitati su Altervista che, a volerli cambiare, bisognava iniziare a pensarci mesi prima. Mi ero perfino comprata un manuale mastodontico di quasi programmazione, ed ero riuscita a sistemarmi il blog come mi piaceva…. più o meno.
Era la mia finestra su un mondo che mi pareva lontanissimo, allora.

Scrivevo quel che mi passava per la testa, non era solo cucina. Anzi. Libri, musica, tv, attualità, tutto era un’occasione per fiumi di parole. Le parole, forse la mia primordiale passione. Scrivere e, forse un po’ meno (causa timidezza), parlare. Parole di tutte le lingue, verbi, aggettivi, sostantivi, il pensiero che diventa sostanza.

A proposito di sostanza, a proposito di loro: i lievitati. Altra passione tra le passioni. Una sorta di esercizio zen a metà tra la pazienza dell’agricoltore e lo stupore delle mattine di Natale da bambini. Questa treccia lievitata all’arancia in realtà vi farà attendere meno della fioritura di una pianta di zucchine, ma vi assicuro che è di una bontà e morbidezza indimenticabili. Si realizza in brevissimo tempo, e la lievitazione non è particolarmente lunga nè complessa. Nel giro di un paio d’ore avrete una splendida brioche profumata per le vostre colazioni.
La versione di oggi è autunn-invernale, perchè tendo ad usare sempre la frutta di stagione.

Ma vi assicuro che sarà altrettanto buona con un po’ di scorza di limone e tanta buona confettura di pesche o fragole, nei mesi primaveril-estivi. Insomma, una treccia lievitata per tutte le stagioni!

Ingredienti:
200 gr farina 00
125 gr farina manitoba
12 gr lievito di birra fresco
50 gr zucchero smeolato
1 uovo
120 ml di latte (io di mandorle, ma usate anche quello normale) -non freddo!
45 gr burro ammorbidito
1 bustina di vanillina o un cuchciaino di estratto di vaniglia
3/4 cucchiai di marmellata di arance + 1 per la superficie

Preparazione:
Iniziate a preparare la vostra treccia lievitata all’arancia scaldando lievemente il latte – deve risultare appena tiepido. Scioglietevi all’interno lo zucchero e poi, sempre girando leggermente, scioglietevi all’interno anche il lievito di birra.
Lasciate riposare una decina di minuti.

Mettete nella ciotola della planetaria (o una ciotola wualsiasi) le farine, la vanillina o l’estratto di vaniglia, e le zeste dell’arancia. Date una breve mescolata e poi introducete anche il burro ammorbidito tagiato a pezzetti.
Iniziate ad impastare brevemente, poi unite l’uovo (precedentemente sbattuto leggermente con una forchetta) e il latte con il lievito e lo zucchero.

A questo punto, iniziate ad impastare bene – con la planetaria ci vorranno una decina di minuti, a mano forse un po’ di più. Deve risultare un impasto uniforme che si stacca dalle mani o dalla ciotola della planetaria (si dice, a questo punto, che l’impasto è incordato).

Mettete l’impasto in una ciotola pulita, copritelo con della pellicola alimentare, e lasciatelo lievitare per un’ora circa (anche un’ora e mezza) in un luogo protetto della casa, lontano dagli spifferi.

Riprendete l’impasto, e con l’aiuto di un matterello standetelo sulla carta forno in forma rettangolare, a uno spessore di circa mezzo centimetro. Dividete idealmente il rettangolo in tre parti uguali, e al centro ponete la marmellata di arance, stendendola in maniera uniforme, tenendo uno spazio di due dita agli estremi della parte centrale.

Con l’aiuto di una rotella per pizza, o di un coltello ben tagliente, tagliate le due rimanenti parti a strisce diagonali, larghe circa un paio di dita ciascuna.
Piegate all’interno, sulla marmellata, i due estremi della parte centrale dell’impasto lasciati liberi dalla marmellata.
Intrecciate quindi sopra la marmellata le strisce laterali, dando all’impasto la forma di un filoncino allungato.

Spostate la vostra treccia lievitata all’arancia nella teglia del forno, e cuocetela nel forno già caldo a 180 gradi per 25 minuti circa.

Quando la treccia inizia a colorirsi, prendete un cuchciaio di marmellata dal vasetto e stemperatelo con un po’ di acqua, e con un pennello o con le dita spargetela sulla superficie della traccia lievitata all’arancia. Potete mettere sopra delle amndorle a lamelle (o a granella) come ho fatot io per fare una texture diversa, ma vanno bene anche i cristalli di zucchero.

Sfornate e fate raffreddare prima di servire la vostra treccia lievitata all’arancia. Potete spolverarla con lo zucchero a velo, se volete.

Un’altra idea con l’arancia? Prova questa Chiffon cake all’arancia e cioccolato!

Colombine di brioche al farro

Colombine di brioche al farro

Siamo diventati un popolo di panificatori, e questo ha messo in crisi il rifornimento di farina. Mai e poi mai avrei pensato di vedere scaffali desolatamente vuoti di ogni tipo di farina – mentre le penne lisce resistono e vengono sdegnate nel bel mezzo della tempesta epidemica.
Questo mi ha dato però l’opportunità di provare altri tipi di farina oltre a quella di grano, e se vogliamo mettere sulla bilancia un dato positivo, prendiamo proprio questo ! Ho potuto provare la farina di farro, che è stata l’unica che ho trovato la scorsa settimana e che devo dire mi è piaciuta!
In attesa di provarla nei salati, ho realizzato una crostata e delle semplicissime brioches, che in celebrazione della Pasqua (strana) di quest’anno ho formato come delle graziosissime colombine – ma nulla impedisce che facciate delle brioches nella tradizionale forma a mezzaluna, o qualsiasi altra a vostro piacere!
Queste colombine di brioche al farro sono non solo semplici da realizzare, ma anche leggerissime: al posto del burro ho usato un po’ di olio vegetale, e ci abbiamo guadagnato in leggerezza senza compromessi di gusto.

Se siete pronti, prepariamo insieme le colombine di brioche al farro, che potrete farcire con marmellata, crema di nocicole, miele, o quant’altro preferite

Ingredienti:
280 gr farina di farro
150 ml latte scremato
4 cucchiai colmi di zucchero
1 uovo a temperatura ambiente
4 cucchiai di olio vegetale
5 gr di lievito di birra

1 uovo e un po’ di latte per spennellare

Procedimento:
Facciamo intiepidire il latte, e poi sciogliamo al suo interno il lievito di birra con un cucchiaio di zucchero e due di farina, che toglieremo dal totale dgeli ingredienti pesati. Mettiamo questo composto a temperatura ambiente a riposare per una mezz’ora.
Vedrete che sulla superficie si formeranno dei rigonfiamenti – è il segno del lievito che si è attivato.

Trascorsa mezz’ora, trasferite quetso composto col lievito in una ciotola (o nella impastatrice), aggiungete l’olio e l’uovo leggermente sbattuto (basta una forchetta), i 3 cucchiai di zucchero e la farina rimasta, e iniziate ad impastare. Se usate la impastatrice, mettete il gancio per gli impasti e mettete la valocità minima.

Impastate per una decina di minuti, fino al che il tutto non sarà diventato liscio ed elastico.

A questo punto, mettete l’impasto in una ciotola pulita, coperta con un canovaccio, e fate lievitare per tre ore (deve raddoppiare).

Trascorse queste tre ore, riprendete l’impasto, e ricavate dei piccoli cordoni di impasto lunghi circa venti centimetri. Per creare il corpo della colombina, prendete un capo del cordone e fate un nodo, lasciando l’altro capo leggermente lungo (sarà la coda). Prendete un altro piccolo pezzo di impasto, fatene una sfera, e con un po’ di acqua fatelo aderire al capo del nodo del cordone. se volete, nella parte lunga potete con i rebbi della forchetta dare la forma di una piccola coda.

Continuate così fino al termine dell’impasto.

Trasferite le vostre colombine su una teglia coperta di carta forno, e coprite ancora con il canovaccio, e fate riposare (e lievitare) ancora mezz’ora.

Nel frattempo, scaldate il forno a 180 gradi.

Trascorsi i 30 minuti, sbattete leggermente un uovo con un cucchiaio di latte, e spennellate la superficie delle vostre colombine di brioche al farro. Mettetele poi a cuocere in forno già caldo per circa 25 minuti (controllate a venti minuti il colore della superficie delle colombine, se fosse già molto scuro copritele gli ultimi cinque minuti con della stagnola).

Fatele raffreddare prima di gustarvi le vostre colombine di brioche al farro.

Brioches vegan semi integrali

Brioches vegan semi integrali

Ci sono diverse tecniche zen per ritrovare la calma, tutte quante hanno in comune il tempo, e la lentezza con cui si devono svolgere. Il vasetto di miele, il chicco di riso, masticare lentamente…. a cui ne aggiungo un’altra. Prendersi cura di un lievitato.
Il lievitato non corre, ma cresce. Lentamente, si prende il suo tempo. Puoi fare quel che vuoi, puoi anche osservarlo per ore e ti sembrerà di non aver percepito il cambiamento. Ma quella mezz’ora che ti sarai distratto, ecco là farà il miracolo!
Io mi perdo dietro ai lievitati, e ogni volta che il miracolo si ripete mi sento come i bambini davanti a fuochi artificiali. Chimicamente so come succede il tutto, ma per quanto possa aver studiato, o mi possa anche solo spiegare i fenomeni fisici alla base, resta il fatto che l’anidride che resta imprigionata dal lavoro dei lieviti col calore… mi sorprende!
Per queste brioches vegan semi integrali ho però penato un pochino, perchè veramente la lievitazione è stata lentissima e mi ha quasi ingannata. L’impasto è cresciuto relativamente poco nel corso delle prime tre ore di lievitazione, e credevo veramente che il freddo che avevo in casa avesse rovinato tutto. Invece, come per miracolo, alla seconda lievitazione le brioches sono diventate belle turgide e in cottura il miracolo si è completato!

Le ho riempite con della marmellata di fragole proprio perchè volevo tenere il tema vegano, però se non avete esigenze particolari, vi assicuro che un paio di quadretti di cioccolato gianduia al loro interno sono spettacolari! Il tutto, unito alla facilità dell’impasto (e se avete una impastatrice ancora di più) da’ come risultato delle brioches leggere, fragranti e perfette.

Ingredienti (per 6 brioches di media grandezza):
150 gr di farina integrale
100 gr di farina 00
75 gr di zucchero (di canna)
3 gr di lievito fresco
15 gr di margarina (o burro vegano, io ho usato questo)
50 gr di olio vegetale
una bustina id vanillina vegan (o poco più di mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia)
un pizzico di sale
120 gr di latte di mandorla
marmellata a piacere

Procedimento:
Nella ciotola della impastatrice mettete le due farine (e la vanillina) e lo zucchero, e mescolate (mettete il gancio per impastare). Se non avete la impastatrice, fate questo procedimento a mano (è facile comunque, magari un po’ più faticoso…).

Sciogliete il lievito nel latte, che non deve essere freddo di frigo, al massimo a temperatura ambiente.

Azionate poi la impastatrice e iniziate a versare a poco a poco il latte con il lievito sciolto, facendolo assorbire agli ingredienti secchi. Quando i lcomposto sarà diventato omogeneo, mettete un pizzico di sale, l’olio, e se avete scelto di mettere l’estratto di valiglia al posto della vanillina, meglio metterlo adesso (avendo una base liquida. Se avete scelto la vanillina, va coi secchi). Continuate a impastare per circa cinque minuti, e per ultimo unite la margarina (tiratela fuori dal frigo qualche minuto prima di iniziare a impastare) e impastate ancora per almeno altri dieci minuti.

Si formerà un impasto molto idratato e molto morbido, anche un po’ appiccicaticcio, ma è normale!

Mettete l’impasto in una boule che avrete unto con dell’olio, copritela con della pellicola per alimenti e un canovaccio e lasciatela lievitare (meglio nel forno che sta riparata) per almeno tre ore.

Prendete poi l’impasto, spolverate il piano di lavoro di farina e poi stendetelo con l’aiuto del mattarello in uno sfoglia abbastanza sottile formando un rettangolo lungo. Tagliatelo poi in triangoli (io mi sono aiutata con la rotella per tagliare la pizza). Anche se i triangoli sono irregolari va bene lo stesso!

Prendete la base di ogni triangolo e incidetela leggermente (un paio di cm)e iniziate ad arrotolare ciascuna brioche vegan semi integrale a partire dalle due estremità alla base. Mettete poi un po’ di marmellata al centro (un cucchiaino direi, così non esplode fuori), e continuate ad arrotolare. Tirate leggermente la punta prima di chiuderla sotto la brioche, così si sigillerà meglio e la forma sarà più carina!

Mettete tutte le brioches che avrete realizzato sulla placca del forno coperta dalla carta forno, poi copritele ancora con la pellicola alimentare e rimettetele a lievitare in forno altre due ore.

Al termine, accendete il forno (senza le brioches!) per portarlo a una temperatura di 180 gradi (statico), e quando sarà caldo togliete la pellicola alimentare dalle brioches, e mettete le brioches vegan semi integrali a cuocere in forno per 15/18 minuti.

Quando saranno cotte, fatele intiepidire prima di gustarle!

Swirl buns alla cannella

Swirl buns alla cannella

I lievitati sono sempre un piccolo miracolo. Siano pane , pizza, brioche o altri dolci in generale, ogni volta mi lascio stupire dal lavoro del lievito, che piano piano gonfia, cresce, respira. Vive.

Ogni volta lascio che il lievito mi sorprenda, e spero impaziente che scorra il suo tempo per scoprire la sua magia. Posso averlo visto cento volte, ma la centounesima sarà sempre uguale.

Così succederà anche a voi con questi swirl buns alla cannella, che riempiranno la vostra casa di dolcezza, un profumo che sa di casa.

Ingredienti:
370 gr farina 00
55 gr zucchero
50 gr burro a pomata
1 bustina lievito di birra
60 ml acqua calda
60 ml latte
1 uovo

50 gr burro fuso
1 cucchiaio colmo di zucchero a velo
1 cucchiaino di cannella in polvere

Procedimento:

Iniziate sciogliendo il lievito in acqua calda, mescolando bene. In una ciotola mettete poi lo zucchero, 170 gr di farina tolto dal totale, il latte, l’uovo, il burro e il lievito sciolto nell’acqua. Impastate quindi a mano (o con la planetaria) fino a che l’impasto non diventa liscio.
A questo punto, aggiungete a poco a poco la restante farina. Spostate l’impasto sul tavolo da lavoro, e impastate ancora un poi fino a che tutta la farina non si sia assorbita. L’impasto sarà liscio e non si attaccherà alle mani.
Ponetelo quindi in una ciotola, copritela con la pellicola alimentare e un canovaccio, e fate lievitare in un luogo tiepido fino a che non si sarà raddoppiato in volume. In genere, ci vogliono un passo di ore.

Riprendete poi l’impasto, e stendetelo con il mattarello a forma rettangolare, abbastanza sottile.

Spennellate a questo punto la superficie con il burro fuso, mescolato con lo zucchero a velo e la cannella, lasciamo libero il bordo di circa 1 cm. Piegate poi l’impasto in tre, come si fa con le lettere, tenendo all’interno il ripieno, e ripassatelo con il mattarello, in modo che si appiattisca ancora un po’.

Tagliate per il lato corto delle strisce di impasto di circa 2 cm di spessore, e arrotolatele aiutandovi con le dita.

Mettete ciascuno degli swirl buns alla cannella su una teglia coperta di carta forno, coprite anch’essa con la pellicola alimentare, e fate lievitare ancora 30 minuti.

Scaldate il forno a 180 gradi, e poi mettete a cuocere gli swirl buns alla cannella per venti minuti. Se volete, potete spolverarli di zucchero, o granella di nocciole, come ho fatto io.

Gustate i vostri swirl buns appena tiepidi, quando il ripieno è ancora morbido.

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