Strudel alle mele e nocciole

Strudel alle mele e nocciole

Tutti parlano delle cose semplici, di tornare alla semplicità… ma semplice non sempre fa rima con facile! Certamente non è stato facile comporre questo strudel di mele e nocciole, che ha un gusto speciale che ci riporta alla tradizione, ma la cui preparazione è stata funestata da una serie di imprevisti. Quando si sperimenta, una piccola dose di rischio è sempre presente!
Alla fine, posso dirlo che è facile da preparare, ma se si sa come farlo! Quindi, vi faccio dono della mia esperienza e dei miei disastri, e vi assicuro che ne vale la pena!
Ho utilizzato non la consueta pasta per strudel, né una sfoglia classica come molti fanno, perché volevo qualcosa di meno burroso e di più leggero. Ho provato quindi a usare la mia classica frolla all’olio, cui ho aggiunto un po’ di lievito per renderla leggermente più morbida. Il (secondo!) risultato è stato all’altezza delle mie aspettative.
Quindi, se volete qualcosa con un gusto tradizionale, ma un briciolo di originalità questo strudel alle mele e nocciole fa proprio per voi.

Ingredienti:
per la frolla all’olio
220 gr farina 00
1 uovo medio a temperatura ambiente
70 gr zucchero semolato
Mezzo cucchiaino scarso di lievito per dolci
Un pizzico di sale
60 gr di olio vegetale

Per il ripieno
2/3 mele (dipende dalla grandezza, mediamente due dovrebbero bastare)
30 gr zucchero
60 gr uvetta
30 gr nocciole
20 gr amaretti (o altri biscotti che avete nella credenza)
2 cucchiai di confettura (pesche o albicocche)
Succo di mezzo limone

Procedimento:

Anzitutto, iniziate a preparare lo strudel di mele e nocciole mettendo a rinvenire l’uvetta con un po’ di acqua a temperatura ambiente. Se non lo servite ai bambini, potete anche mettere un po’ di rum nell’acqua, per dare un gusto un po’ più spinto all’uvetta.

Pelate le mele, privatele del torsolo e tagliatele a pezzetti. Mettetele in una ciotola e irroratele con il succo di mezzo limone, lo zucchero e la confettura. Mescolate molto bene per amalgamare il tutto.
Scolate e strizzate benissimo l’uvetta, asciugatela leggermente e poi unitela alle mele, mescolando sempre molto bene. Infine, tagliate le nocciole in maniera grossolana, e unitele al resto degli ingredienti. Sbriciolate finemente gli amaretti e versatene la metà sulle mele. Mescolate bene.

Lasciate riposare qualche minuto mentre preparate la frolla all’olio.
Mettete in una terrina olio, uovo e zucchero e mescolate con una forchetta. Iniziate ad incorporare anche la farina e il lievito a poco a poco, prima mescolando con la forchetta e poi, quando l’impasto si sarà fatto più consistente, direttamente con le mani.
L’impasto è pronto quando non si attaccherà più alle dita.

Prendete la carta forno e, con l’aiuto di un matterello, stendete la frolla (all’olio non ha bisogno di riposo in frigo) fino a formare un rettangolo.
La frolla deve avere uno spessore non particolarmente spesso, massimo mezzo centimetro, per permettere di arrotolare bene lo strudel alle mele e nocciole.

Bucherellate leggermente la pasta con i rebbi della forchetta e stendete sull’impasto gli amaretti restanti (assorbiranno un po’ della umidità della frutta).

Riprendete il ripieno, e stendetelo su tutta la superficie della frolla sopra gli amaretti, lasciando almeno un cm da tutti i lati, per poter chiudere lo strudel.

Quindi, aiutandovi anche con la carta forno, chiudete l’impasto e fate in modo che la chiusura risulti alla base dello strudel. Bucherellate leggermente la parte alta dello strudel, per far fuoriuscire l’umidità.

Spostate lo strudel alle mele e nocciole sulla leccarda del forno e cuocete a forno già caldo a 180 gradi per circa 45 minuti, o comunque fino a doratura.

Quando è freddo potete rimuoverlo dalla teglia e, a vostro piacere, spolverizzarlo di zucchero a velo.

Plumcake al bergamotto

Plumcake al bergamotto

Il té al bergamotto è sempre stato tra i miei preferiti, ma onestamente mai mi è capitato di trovare il vero agrume dal fruttivendolo. Men che meno al supermercato. Eppure è un frutto che fa bene, eccome.
Oltre alle vitamine A e C, è ricco di antiossidanti, per il nostro benessere.
Ma soprattutto sono buoni. Per questo ho accettato con piacere il regalo di una retina di quattro bergamotti non trattati, e ho subito iniziato a pensare a una ricetta da arricchire con l’aroma di questo agrume straordinario.
Alla fine sono andata sul semplice – il plumcake al bergamotto è facilissimo da realizzare, ed è ideale per le vostre colazioni.
E’ anche senza burro nè altri latticini, il chè lo rende anche leggerissimo e adatto anche a chi ha un regime alimentare che non prevede lattosio nella dieta.
Se non avete il bergamotto, sostituite succo e zeste col limone; ovviamente avrà il gusto del limone, che è altrettanto buono! Anche l’arancia è una alternativa, magari con un caldo tocco di cannella.
Se invece avete avuto la fortuna di trovare questo frutto, mettetevi all’opera per gustare questo insolito sapore, forse di origine orientale, o forse no!

Ingredienti:
250 gr farina 00
100 ml succo di bergamotto (all’incirca 2 piccoli, o uno grande)
zeste di un bergamotto
150 gr zucchero
100 ml olio vegetale
3 uova
10 gr lievito

Preparazione:
In una ciotola, romete le uova e lavoratele con lo zucchero fino a che non siano diventate belle chiare e spumose.
A questo punto, potete versare l’olio a filo (sempre montando, ma a minor velocità), e poi aggiungete la scorza e il succo del bergamotto.
Infine, setacciate nel composto di uova e zucchero la farina con il lievito, e mescolate (potete usare una spatola o il frullino a velocità bassissima), facendo attenzione ad evitare i grumi.

Foderate uno stampo da pluncake con la carta forno, oppure imburratelo ed infarinatelo, e versatevi l’impasto.
Se volete, potete spolverizzare la superficie con granella o scaglie di mandorle.

Infornate il vostro plumcake al bergamotto nel forno già caldo a 180 gradi per circa 35/40 minuti. Come sempre, è fondamentale la prova stecchine.

Sfornate il plumcake al bergamotto, fatelo raffreddare bene prima di estrarlo dalla teglia.

Settembrini ai fichi con frutta secca

Settembrini ai fichi con frutta secca

Ho sempre amato settembre. Un mese pieno di promesse di futuro ed insieme melanconico. Le prime piogge autunnali, e le ultime giornate di sole estivo. Sandali che non vogliono scalzarsi, insieme alle maniche che si allungano.
Settembre profuma di terra bagnata e matite, è illuminato da un sole morbido che colora dolcemente le prime foglie gialle. Quest’anno settembre sarà un mese di attesa, che vivremo tutti col fiato sospeso mentre riaprono i cancelli delle scuole, e i cortili saranno un po’ più silenziosi, perchè il virus non deve sapere che siamo tornati alla nostra vita di prima per sfidarlo – a testa alta e tanta incoscienza.

Questo settembre avremo ognuno la sua trincea, tutti mascherati a combattere ognuno la sua battaglia per riprenderci la vita. Pur nel timore di un futuro quanto mai incerto, questo settembre continua a essere la solita eterna promessa.

Se penso a settembre non posso non pensare ai fichi, il frutto di fine estate per eccellenza. Questa volta ho voluto ispirarmi a un biscotto di una nota marca italiana, da cui ho preso in prestito il nome (e forse anche il marchio!) per realizzare dei semplicissimi biscotti di frolla rustica con tanta buona confettura di fichi, arricchita (perchè non era già ricca a sufficienza!!) con un po’ di frutta secca tagliata a pezzettoni, che da’ un contrasto bellissimo con la morbidezza dei fichi.
I settembrini ai fichi si realizzano in un momento – se avete i fichi freschi potete realizzare la vostra composta per un 100% fatto a mano. Se avete irrimediabilmente fretta come me, una buona confettura biologica (come quella di Coop) andrà più che bene.

Ingredienti:
200 gr farina tipo 2
1 uovo
70 gr zucchero
60 gr olio di riso (o di mais)
330 gr di confettura bio di fichi
80 gr di frutta secca mista (noci, mandorle, nocciole)
mezzo cucchiaino di lievito per dolci

Procedimento:
Sminuzzate la frutta secca al coltello – non deve diventare farina, vanno bene pezzetti irregolari, alcuni grossi altri meno, in modo da dare una texture particolare al ripieno dei vostri settembrini ai fichi. Potete aiutarvi anche col mixer, dando qualche colpetto alla massima velocità per avere un trito irregolare. Mettete da parte.

In una ciotola rompete l’uovo, e poi aggiungete l’olio. Mescolate con una forchetta per amalgamare.
Aggiungete quindi lo zucchero, e mescolate nuovamente.

A questo punto, iniziate a formare la frolla aggiungendo poco per volta la farina setacciata con il lievito. Inizialmente potete aiutarvi con la forchetta, ma quando l’impasto sarà divenuto più consistente potrete anche impastare direttamente con le mani.
L’impasto sarà pronto quando sarà divenuto liscio e compatto e non più appiccicoso.

A questo punto, dividete l’impasto in due parti uguali e con il mattarello stendete la prima parte di impasto della frolladei vostri settembrini ai fichi, a formare una striscia rettangolare, spessa all’incirca mezzo centimetro. Utilizzate la carta forno, così sarà più facile sostare i biscotti sulla teglia.

Prendete la confettura di fichi, e in una ciotola mescolatela con il misto di frutta secca a pezzetti, in modo che si amalgami bene.
Mettete poi la mtà di questo composto al centro della frolla stesa, a formare un filoncino che corre da una estremità all’altra dell’impasto.
Aiutandovi con la carta forno chiudete su se stesso l’impasto con il ripieno di fichi, sovrapponendo le due estremità in modo che non si aprano durante la cottura. Girate in sotto la chiusura in modo che resti esposta la parte liscia dell’impasto, e tagliate i vostri biscotti, più o meno della grandezza di un paio di centimetri.

Fate lo stesso anche con la seconda metà del panetto di frolla.

Spostate i settembrini ai fichi su una teglia (la leccarda del forno va bene) coperta da carta forno, e metteteli 30 minuti in frigorifero a consolidare, così non perderanno la forma durante la cottura.

Trascorsi i trenta minuti, cuoceteli a 180 gradi statico per circa 20 minuti. I biscotti devono risultare leggermente dorati in superficie.

Naturalmente, a vostro gusto, potete aumentare la quantità di frutta secca.

Focaccine di farro all’olio di oliva

Focaccine di farro all’olio di oliva

Spesso scherzo sul fatto di essere abitudinaria. Le abitudini, però, sono come la coperta di Linus, la rassicurazione in un mondo sempre in tempesta, l’àncora cui aggrapparsi.
Senza contare che è bello, spesso, andare dove hanno imparato a conoscerti, dove non devi nemmeno parlare – soprattutto al mattino! Come quando entravo al bar di piazza Duse, salutavo i baristi, che si giravano e mi preparavano subito quello che sapevano. Bastava un “ciao”, dove c’era già dentro un cappuccino.

I continui traslochi lavorativi degli ultimi anni mi hanno fatto perdere un po’ di abitudini. Ma rimangono quelle del weekend, come le focaccine del panettiere in piazza al sabato mattina. Mi sono ispirata proprio a queste per realizzare delle focaccine di farro all’olio d’oliva, che possono essere in realtà condite come uno preferisce – con un po’ di pomodoro e formaggio per il gusto pizza, o con le olive, i wurstel… Sono ottime per merenda, per un aperitivo, e tagliate a metà ancora calde con la mortadella sono il massimo.

Questa ricetta è alla portata di tutti, infatti ho usato il lievito di birra, reperibile in tutti i supermercati. La versione che vi propongo è vegana, cioè ha il latte di riso al posto di quello di mucca. Naturalmente, se non siete vegani, nè avete problemi col lattosio, potete sempre usare il latte animale, nella stessa quantità. Siete pronti a preparare insieme le focaccine di farro all’olio d’oliva?

Ingredienti:
200 gr farina di farro (potete usare la 00, se non avete il farro)
70 ml acqua
70 ml latte di riso (o di mucca, se non avete problemi)
5 gr lievito di birra fresco (se avete quello secca, nel bastano 2 gr – attuvatelo come da istruzioni sulla sua busta, però)
5 g sale
1 cucchiaino di zucchero
25 ml olio extravergine di oliva
sale grosso e rosmarino per guarnire

Procedimento:
In una ciotola (o nella ciotola della planetaria, se l’avete) setacciate la farina e poi inserite lo zucchero, il latte di riso, l’acqua, il lievito sbriciolato (se usate il lievito secco, seguite le istruzioni della su confezione su come attivarlo, di solito si deve sciogliere in acqua appena tiepida), e iniziate ad impastare.

Quando l’impasto inizia ad essere compatto, aggiungete anche il sale, e continuate ad impastare per almeno altri 5 minuti.

Coprite la ciotola con della pellicola alimentare, e fate lievitare in un posto al riparo dagli spifferi per due ore.
Riprendete poi l’impasto, e con l’aiuto del mattarello stendetelo in forma rettangolare , dell’altezza di circa mezzo centimetro.

Prendete un coppapasta, oppure un bicchiere se il coppapasta non lo avete, e ricavate dall’impasto delle focaccine rotonde, che metterete sulla placca del forno, già coperta con la carta forno, leggermente distanziate le une dalle altre. A me ne sono venute 12 con questa quantità, ma ho usato una forma abbastanza piccola.
Naturalmente, i residui dell’impasto vanno reimpastati insieme, in modo da eaurire tutta la pasta disponibile.

Coprite le focaccine sulla teglia con un telo di cotone pulito, e fate riposare un’altra ora.

Infine, mentre scalderete il forno a 180 gradi, fate con i polpastrelli delle dita i buchini tipici delle focaccine. Se vi piace, potete tagliare delle piccole porzioni di rametti di rosmarino da appoggiare sulla superficie di ogni focaccina.

Cuocete infine in forno a 180 gradi per circa 20 minuti.

Appena estratte dal forno, spennellate le focaccine di farro all’olio di oliva con un po’ di olio, così resteranno anche morbide e golose in superfcie, e spargete sopra qualche fiocco di sale grosso e qualche ago di rosmarino, ma questo ovviamente va a vostro gusto.

Budini di mandorla con coulis di fragole

Budini di mandorla con coulis di fragole

Questo è un anno particolare per tante ragioni. La pandemia ha ribaltato la nostra vita, e d’ora in avanti – quando ci riferiremo a qualcosa – sarà facile sentire forte l’esistenza di un prima e un dopo. Tanti di noi stanno combattendo per riappropriarsi della vita di prima, il ché significa solitamente riprendere ad uscire, andare per locali, vedere gli amici.

Solitamente, già a giugno gli italiani iniziano a chiacchierare delle ferie di agosto, ed è un altro modo per cercare di tornare al prima. Avremmo tutti bisogno di una bella vacanza. Una vacanza dalla paura, dalla tristezza, dai segni che i tre mesi di lockdown hanno lasciato. Metà giugno segna anche il ritorno della prova costume, l’inizio delle restrizioni alimentari più disparate per rientrare nei bikini di vent’anni prima.

Auguro a tutti di poter finalmente indossare il bikini e tornare sulle spiagge del nostro bel mare, e per questo vi lascio una ricettina ipocalorica per concedersi un po’ di dolcezza dopo il pasto senza esagerare con le calorie. I budini di mandorla con coulis di fragole (ma possono essere anche lamponi, mirtilli… fate voi) sono anche senza glutine e senza lattosio, quindi adatti a un regime vegano e alla maggior parte delle intolleranze. Si realizzano anche in un battibaleno, quindi non ci sono scuse per concedersi una pausa dolce che ci fa stare bene.

Ingredienti:
500 gr latte di mandorle
30 gr di farina di mandorle (o di mandorle spellate)
90 gr di zucchero
50 gr maizena
50 gr confettura di fragole (o la vostra preferita)
1 limone piccolo (succo)

Procedimento:
Scaldate in una casseruola il latte di mandorla.
Mettete nel frattempo in una ciotola gli ingredienti secchi – la maizena, la farina di mandorle e lo zucchero. Se volete usare le mandorle intere (io lo preferisco!) mettete lo zucchero e le mandorle nel vostro mixer e tritatele abbastanza finemente, e poi aggiungetele alla maizena.

Appena il latte di mandorle raggiunge il punto di ebollizione, toglietelo dal fuoco e versatelo nella ciotola con gli ingredienti secchi, mescolando con una frusta a mano per sciogliere tutti i grumi.
Versate poi il composto nuovamente nella casseruola e cuocete per qualche minuto (basta pochissimo) fino a che non inizia ad addensarsi.

Togliete quindi dal fuoco, e versate i vostri budini di mandorla all’interno dei contenitori che avete scelto. Io ho usato delle comuni formine di plastica, si possono anche usare i pirottini in alluminio. Con queste quantità ne escono circa 4 abbastanza pieni.

Lasciate leggermente intiepidire e poi mettete in frigorifero (con la superficie coperta da pellicola o dal coperchio, se le vostre formine la hanno) e lasciate rassodare per circa tre ore.

Nel frattempo preparate il coulis mettendo della marmellata nel bicchiere del mixer, e aggiungendo il succo del limone filtrato.
Con il mixer ad immersione frullate tutto per pochi secondi, e mettete il coulis sopra i vostri budini di mandorla prima di servire.

La base di preparazione di questi budini di mandorla è il biancomangiare siciliano, che avevo già usato per preparare questa ottima Crostata vegana con biancomangiare.

Mini plumcake al limone e lavanda

Mini plumcake al limone e lavanda

Ci sono due sapori che messi insieme mi ricordano invariabilmente l’estate, e sono il limone con la lavanda. Ho usato i fiori di questa pianta in tante altre preparazioni (qui con i mirtilli), ma in assoluto il connubio con il limone è quello che mi piace di più, e che preparo più spesso.
A dire il vero ogni scusa è buona per aprire la busta con la lavanda, e farmi assalire dai ricordi di un’estate nel sud della Francia, con campi di lavanda a perdita d’occhio, il mare azzurro e un paio di espadrillas che ho logorato per quanto ho camminato!
Sono tornata poi tante volte in Francia, per lo più per lavoro. Ma più ancora che Parigi o il nord, è la Francia del Sud di cui custodisco i ricordi più belli.

Mi sono ispirata a loro per realizzare questi mini plumcake al limone e lavanda, un abbinamento super classico, che sono così facili e veloci che li possiamo eleggere la ricetta dell’ultimo momento. Se vi accorgete alla sera, o al mattino, di non aver nulla per colazione, sappiate che con questi recupererete alla grande!
Con la ricetta base si possono preparare tante versioni, che potete adattare alle stagioni. Per la fine della primavera, i mini plumcake al limone e lavanda sono perfetti.

Ingredienti:
170 gr di farina 00
40 gr amido di riso ( o di mais)
100 gr zucchero
8 gr lievito vanigliato
1 pizzico di sale
2 uova medie
40 ml di succo di limone
la buccia grattugiata di un limone bio
60 ml di olio di semi
1 cucchiaino di fiori di lavanda edibili

Procedimento:
Setacciate la farina e l’amido insieme al lievito, e metteteli da parte.

In una ciotola capiente momtate molto bene le uova con lo zucchero. Devono diventare molto chiare e spumose, ci vorranno circa una decina di minuti o poco meno. Io ho utilizzato lo sbatttore elettrico alla massima potenza per circa 8 minuti.

Successivamente, incorporate con una spatola un po’ di farina, unite poi un po’ di olio, e continuare così fino ad esaurimento. Solo alla fine unite la buccia del limone grattugiata, la lavanda e il succo di limone. Se vedete che l’impasto è troppo solido, potete aggiungere ancora un po’ di sucoc di limone per ammorbidirlo.

L’impasto deve risultare comunque compatto, ma leggermente morbido.

Riempite i pirottini per i mini plumcake al limone e lavanda per poco più della metà, facendo attenzione a non riempirli troppo per evitare che strabordino durante la cottura.

Intanto scaldate il forno a 180 gradi (statico) e quando ha raggiunto la temperatura infornate i mini plum cake al limone e lavanda per circa 25 minuti.
Per dare un look un po’ da colazione io ho messo in superficie prima di informare della granella di zucchero, ma naturalmente è opzionale e potete anche lasciarli lisci.

Lasciate raffreddare i mini plumcake al limone e lavanda su una gratella.

Torta alle carote e mandorle

Torta alle carote e mandorle

Mandorle e carote, anime gemelle. Ho preparato un sacco di versioni di questo dolce super classico, che in un certo senso è il mio cavallo di battaglia, perchè per un certo periodo ho preparato solo questo. Lo mangiavo in continuazione, vai a capire perchè.
Mi è passato il momento da coniglio, ma di tanto in tanto mi va di preparare una delle migliaia di versioni della torta alle carote e mandorle. Ultimamente ho fatto varie versioni, mi mancava quella senza glutine e senza lattosio. Detto fatto, vi lascio questa versione che, naturalmente, potete preparare anche con la farina 00, se non avete problemi di intolleranze. Resta comunque un dolce molto leggero, perchè non ha latticini, quindi nemmeno burro nell’impasto.
E poi, volete mettere? Oltre a tenervi in forma, avrete dieci decimi di visus!

Ingredienti:
250 gr di carote (già pulite e mondate)
180 gr zucchero
180 gr mix di farine senza glutine
70 gr di mandorle (potete usare anche la farina dimandorle, ma io preferisco sentirle sotto i denti)
50 gr fecola di patate (controllate che sia senza glutine)
90 gr di olio di semi (o comunque olio con un sapore molto blando)
2 uova medie
8 gr di lievito per dolci
le zeste di mezzo limone bio
una bustina di vanillina

Procedimento:
Pelate e lavate bene le carote. Riducetele a rondelle, mettetele nel mixer da cucina con l’olio e frullate il tutto fino a ottenere una purea un po’ grossolana.
Mettetele da parte, e sminuzzate a farina (sempre nel mixer) le mandorle. Anche queste mettetele da parte.
Finite di preparare la linea, cioè gli ingredienti, mettendo insieme in una ciotola la fecola, il mix senza glutine (o la farina) il lievito e la vanillina.

Prendete poi una ciotola abbastanza capiente e montate le uova con lo zucchero con un frullino elettrico. Devono diventare belle chiare e gonfie.

Unite alle uova montate il limone, la purea di carote e la farina di mandorle, mescolando con una leccapentole.

A questo punto, aggiungete poco per volta le polveri, che dovete setacciare bene. Amalgamatele con il frullino, ma usatelo alla più bassa velocità.

Mettete l’impasto della torta alle carote e mandorle in una teglia da 22 cm, che avrete imburrato e infarinato prima (o, meglio, che avrete foderato con la carta forno), e cuocete nel forno già caldo a 180 gradi per 30 minuti.

Lasciate raffreddare prima di estrarre la torta di carote e mandorle dalla teglia.
Se vi va, potete spolverarla di zucchero a velo prima di servirla.

Chiffon cake cocco e limone

Chiffon cake cocco e limone

La chiffon cake cocco e limone è perfetta in questo periodo, quando cominicia a sentirsi il profumo dell’estate, ma anche in pieno inverno, quando si sognano cieli blu, mari caldi e palme di cocco sotto cui concedersi una pennichella.

Era da tanto che non realizzavo una chiffon cake, che è quella torta di origine americana che cuoce nella teglia coi piedini. Quella che per raffreddarsi viene messa a testa in giù. Sì, insomma, quella che poi la torta raffreddandosi scende da sola.
Non mi è ancora mai successo. Mai, lo giuro.
Le mie chiffon cake non scendono da sole dai piedini, nemmeno dopo dodici ore di trepidante attesa.
Le devo staccare, faticosamente, col coltellino, centimetro per centimetro. Di solito con una litania di imprecazioni, non tutte riproducibili.

A dispetto di queste iniziali difficoltà, la torta è buona veramente! Morbida e fresca al punto giusto, è perfetta per la colazione, o per la merenda. Oggi vi propongo una versione che non è solo senza glutine, ma è anche senza lattosio, nel caso in cui tra i commensali vi siano un po’ di intolleranti. Naturalmente potete realizzarla anche con la farina 00, nelle stesse quantità.

Ingredienti (per una tortiera da 20):
4 uova
65 ml olio di semi
50 ml succo di limone
60 ml acqua
160 gr mix di farine senza glutine nè lattosio (io uso questa di Nutrifree)
40 gr farina di cocco o cocco essiccato
mezza bustina di lievito (sono circa 8 grammi)
4 gr cremor tartaro
160 gr zucchero
scorza di un limone bio

Procedimento:
Iniziate a preparare la chiffon cake al cocco e limone separando gli albumi dai tuorli, e montando i primi a neve ben ferma con il cremor tartaro. Metteteli da parte.

In un’altra terrina mettete tutti gli ingredienti secchi (il mix senza glutine, il cocco (in farina o rapè), lo zucchero e il lievito. Mettete anche un pizzico di sale.

Mescolate e poi introducete i tuorli con tutti gli altri ingredienti liquidi (succo di limone, olio, acqua) e le scorzette grattugiate del limone. Montate leggermente con una frusta (tenete una velocità bassa, non si devono gonfiare, solo amalgamare bene) fino ad avere un composto omogeneo e senza grumi.

A questo punto, con l’aiuto di una spatola o di una leccapentole, iniziate a incorporare gli albumi montati a neve, mescolando sempre dal basso verso l’alto.

Versate l’impasto nella teglia per chiffon cake (ricordate che non va unta!) e mettete a cuocere la chiffon cake cocco e limone nel forno già caldo a 160 gradi per i primi 40 minuti. Per gli ultimi 10 minuti alzate a 175 gradi.

Estraete lo stampo dal forno a fine cottura (magari fate la prova dello stecchino, giusto per non sbagliare) e mettetelo a testa in giù.
Buona fortuna…

No, scherzo, ovviamente spero che si stacchi, altrimenti armatevi di santa pazienza e staccatela con un coltellino affilato.
Potete servirla con una spolverata di zucchero a velo, oppure con una glassa al limone o all’acqua.

Crostata sbriciolata al grano saraceno e mele

Crostata sbriciolata al grano saraceno e mele

Se devo incoronare l’ingrediente di questa prima parte dell’anno, è sicuramente il grano saraceno, che ha campeggiato in tante delle mie ricette senza glutine, e oggi anche in questa crostata sbriciolata al grano saraceno e mele. Potrete pensare che una torta di mele sia prettamente un gusto autunnale, ma in realtà – diciamocelo – la torta con le mele va bene tutto l’anno.
Nulla riconcilia più di una cucina che profuma di torta di mele!

La ricetta che vi propongo oggi è facilissima, e la frolla al grano saraceno è senza burro, quindi leggerissima e adatta per tante preparazioni.

E’ anche finita nella lista delle ricette svuota dispensa, perchè mi è servita a terminare delle confezioni già aperte di frutta secca (questa volta i pinoli che avevo in parte usato per il Castagnaccio) e di marmellata (io ho usato quella di scosciamonache che avevo comprato la scorsa estate in Maremma, ma vanno bene anche altre).

Invece delle solite losanghe, questa volta ho provato a creare un “effetto streusel“, che non mi è dispiaciuto per niente. La torta resta croccante ma con un ripieno morbido, e se avete bisogno di una dolce coccola, senza troppi sensi di colpa, direi che potete benissimo provare questa deliziosa crostata sbriciolata al grano saraceno e mele.
Vi lascio le quantità per una piccola teglia da crostata da 20 cm.
Ovviamente, per teglie più grandi, raddoppiate le dosi.

Ingredienti:
100 gr farina di grano saraceno
80 gr di mix di farine senza glutine per dolci – se non avete problemi va bene la farina 00
50 gr di zucchero (preferibilmente di canna o di cocco)
1 bustina di vanillina o un cucchiaino scarso di estratto di vaniglia
1 uovo medio a temperatura ambiente
60 gr di olio di semi
acqua q.b. (dipende dalla grandezza dell’uovo, potrebbe non servire)

per il ripieno
2 mele
25 gr dicra di frutta secca (pinoli, noci, nocciole o mandorle, a scelta)
1 cucchiaino di burro (opzionale, potete sostituirlo con l’olio, ma col burro è un’altra cosa…)
1 cucchiaio colmo di zucchero
2 cucchiai di acqua
cannella a piacere
marmellata (di albicocche, o pesche o prugne)

Procedimento:

Nella planetaria, o in una ciotola ampia, miscelate le farine, lo zucchero, la vanillina (o l’estratto di vaniglia), e poi aggiungete l’olio e l’uovo.
Iniziate a impastare, cercando di amalgamare gli ingredienti. Se l’impast odovesse essere troppo asciutto, aggiungete un cucchiaino di acqua alla volta, per controllare l’idratazione.
Purtroppo le farine senza glutine assorbono molto i liquidi, e non è infrequente rischiare di trovarsi con un impasto troppo secco, oppure talmente bagnato da non riuscire a staccarlo dalle mani!

Una volta che avrete ottenuto un impasto omogeneo, mettetelo a riposare in frigorifero per almeno mezz’ora, ma preferibilmente un’ora, compattato in un panetto ricoperto dalla pellicola alimentare.

Nel frattempo potete preparare il ripieno di mela: sbucciate le mele e tagliatele a dadini. Mettete le mele in una pentola antiaderente, insieme con zucchero, burro (o olio) e lo zucchero. Fate cuocere le mele per una decina di minuti, fino a che non si saranno un po’ ammorbidite, e poi poco prima di spegnere mettete la frutta secca a scelta (io ho messo due manciate di pinoli, ma potete usare la stessa quantità di noci tritate grossolanamente o altra frutta secca) e un po’ di cannella secondo il vostro gusto. Mescolate bene, spegnete il fuoco e fate intiepidire.

Riprendete la frolla al grano saraceno, e stendetela a un’altezza di circa mezoz centimetro, aiutamdovi col mattarello, possibilmente sopra un foglio di carta forno. Mettete la base della crostata sbriciolata al grano saraceno all’interno della teglia per crostate, che avrete ben unto e infarinato (oppure lasciatela sulla carta forno, se la teglia lo permette), e bucherellate il fondo con i rebbi della forchetta.
Stendete sul fondo uno strato sottile di marmellata a scelta, purchè non abbia un sapore eccessivamente pronunciato, e poi mettete sopra le mele che nel frattempo si saranno intiepidite.

Mettete sopra ancora una manciata di frutta secca simile a quella che avete messo all’interno del ripieno.
Prendete poi parte della frolla che vi sarà avanzata, e sbriciolatela con le dita sopra le mele, fino a soprire ttta la superficie. Mettete altri pezzettini di frutta secca, se ve ne restano, e informate la crostata sbriciolata al grano saraceno e mele nel forno caldo a 180 gradi per 25 minuti. Poi coprite la crostata con dell’alluminio, e fate cuocere ancora per 10/15 minuti.

Fate raffreddare prima di estrarla dalla tortiera, e se vi va potete anche servirla con una spolverata di zucchero a velo.

Crostata di grano saraceno alla marmellata

Crostata di grano saraceno alla marmellata

In questo periodo così difficile, non è semplice trovare la motivazione per guardare avanti, verso un futuro così incerto.
Eppure, come dice la protagonista al termine del film “Caterina va in città” (se non lo avete mai visto, guardatelo, è un pugno nello stomaco dato con un sorriso) Al contrario dei pesci che coi loro occhi guardano di lato e delle mosche che guardano dappertutto, noi umani possiamo solo guardare avanti.
Quindi guarderemo avanti, anche se abbiamo paura che alla fine non andrà proprio tutto bene.

Non è nemmeno semplice guardare avanti con la voglia di sperimentare. Ma cerco di stare ben dentro a questa realtà anche attraverso la cucina, che è il mio piccolo rifugio minimo. Stranamente in questo periodo non ho voglia di grandi opere – cerco di mantenere i piedi in terra con ricette semplici, rustiche, adatte a tutti.
Oggi vi lascio una ricetta semplice, la crostata di grano saraceno alla marmellata. Per un dolce da credenza così semplice, avevo tentato di fare una decorazione un po’ complessa, fallita miseramente. Però dai, come si dice… conta il pensiero!

Ingredienti:
200 gr farina di grano saraceno
60 gr di maizena
100 gr zucchero
90 ml olio di semi
1 uovo (grande, se possibile)
la scorza di mezzo limone bio
4 gr lievito per dolci senza glutine
un pizzico di sale
confettura a vostra scelta

Procedimento:
Per una teglia di circa 22 cm (può arrivare fino a 24 cm).
Iniziate a preparare la crostata di grano saraceno mettendo insieme in un contenitore tutti gli ingredienti secchi, cioè la farina di grano saraceno, la maizena e il lievito, e mescolate.

Mettete poi in una ciotola abbastanza capiente l’uovo, lo zucchero e il sale. Mescolate in modo da amalgamare gli ingredienti, e poi versate l’olio, sempre mescolando, e la scorza del limone (un po’ come il procedimento della pasta frolla senza burro che trovate qui).

A questo punto, iniziate a incorporare i secchi nella parte liquida dell’impasto, mescolando prima con la forchetta e poi, quando l’impasto avrà raggiunto un po’ di consistenza, con le mani.
Appena l’impasto sarà liscio, copritelo con la pellicola alimentare e fatelo riposare circa un’ora in frigorifero.

Successivamente, riprendete l’impasto e stendetelo in forma circolare tra due fogli di carta forno con l’aiuto del mattarello. Inserite l’impasto steso (al massimo deve essere alto circa 4 mm) nella vostra teglia. Potete lasciare sotto la carta forno, oppure imburrare e infarinare col grano saracenmo la teglia, come preferite.

Con i rebbi della forchetta, bucherellate il fondo della crostata di grano saraceno e poi versatevi sopra uno strato di confettura, a vostra scelta. In questo caso io ho usato la confettura di mirtilli che avevo a casa. Lavorate poi ancora la pasta che è avanzata disegnando le tipiche losanghe della crostata, oppure i disegni che preferite.

Infornate la crostata di grano saraceno nel forno già caldo a 170 gradi per circa 35 minuti. Potete, se lo avete, spennellare la superficie con del latte di mandorla. In questo caso non lo avevo e non l’ho usato, non pregiudica il sapore nè la consistenza, rende solo più colorata la superficie della crostata.