Torta alle clementine di Nigella

Torta alle clementine di Nigella

C’è stato un periodo della mia vita in cui facevo esercizio di listening comprehension guardando i programmi di cucina che trasmetteva Sky. Come dire – due piccioni con una fava!
E’ lì che ho conosciuto Jamie Oliver (il cui inglese non è proprio semplicissimo da capire), nonchè la fantastica Nigella, l’unica donna nelle cui vene scorre burro e cioccolato invece che sangue!
Mi è capitato qualche volta di rifare qualche ricetta di Jamie, ma non mi sono mai avventurata con Nigella, perchè usa davvero troppo burro per i miei gusto (e il mio fegato!). Ma poi mi sono imbattuta nella torta alle clementine di Nigella, che è nell’ordine senza farina (quindi senza glutine!), senza burro e senza olio. Ed ha soli quattro ingredienti!
Non potevo non provarla!
Se vi va di leggere l’originale, così fate anche voi esercizio linguistico, la trovate qui, nel sito di Nigella.

Qui sotto vi metto la traduzione di questa torta un po’ spugnosa, bella umida, che fa un po’ il verso al pan d’arancio (la mia versione è qui), visto che dei mandarini si mette tutto. Per questo, procuratevi dei mandarini con la buccia edibile, perchè non butterete nulla del frutto, se non i semini.

La Torta alle clementine di Nigella è così facile che l’ora del té non sarà più la stessa, credetemi!

Ingredienti:
250 gr farina di mandorle
375 gr di mandarini (a me ne sono serviti 4 più o meno)
225 gr zucchero
1 cucchiaino da té di lievito
6 uova

Procedimento:
Lavate bene i mandarini, e metteteli a bollire in una pentola con dell’acqua semplice. Non zuccherata né altro.
Nella sua ricetta Nigella dice di cuocerli per due ore, ma forse aveva comprato delle palline da sparo, perché a me ci sono voluti solo 30 minuti per far sì che si ammorbidissero per bene. La funzione di questo passaggio, oltre a profumare la vostra cucina in maniera celestiale, è quella di ammorbidire i frutti, in modo da poterli frullare tutti interi senza problema.
Quando quindi i mandarini si saranno ammorbiditi, toglieteli dall’acqua, asciugateli, tagliateli a metà ed eliminate i semini.
Successivamente, metteteli in un mixer e riduceteli in crema. Se saranno belli morbidi come dovrebbero, verranno pronti in un paio di minuti.
Lasciateli raffreddare fino a che non saranno almeno diventati tiepidi.
Una volta intiepiditi, mettete in una ciotola o nella planetaria le uova con lo zucchero, e montatele molto bene. Il composto deve diventare chiaro e spumoso.
Dopodiché, senza smontare il composto, unite la farina di mandorle e il lievito e mescolate bene per evitare grumi (va bene anche una leccapentole).
Infine, unite anche la purea di mandarini.

Mettete il composto in una teglia a cerniera da 22 cm di diametro, che avrete in precedenza foderato con carta forno.
Mettete a cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi (modalità statica) e cuocete per circa 45/50 minuti. Non aprite il forno fino almeno a che non saranno trascorsi 20/25 minuti.

La superficie della torta potrebbe scurirsi molto in cottura per via dello zucchero.
se vedete che inizia a diventare un po’ troppo scura, verso metà o tre quarti cottura copritela con dell’alluminio, in modo che finirà di cuocere senza bruciare.

Attendete che la Torta alle clementine di Nigella sia completamente raffreddata prima di estrarla dalla tortiera. Servitela spolverata di zucchero a velo.

Pane dei morti vegan e gluten free

Pane dei morti vegan e gluten free

Il pane dei morti è un dolce tradizionale antichissimo, adesso diffuso un po’ dappertutto nel nord Italia, ma prevalentemente in Lombardia (anche se voci mi dicono che si mangi pure in Toscana). Facendo un po’ di ricerche, mi sono imbattuta in una tradizione che lo vorrebbe risalente addirittura all’antica Grecia, in cui vi era la tradizione di donare un pane biscottato con uva passa, farina e acqua alla dea Demetra, per assicurarsi un raccolto abbondante.

Che sia vero o meno, questa tradizione di preparare dei piccoli dolci da offrire ai defunti è arrivata fino a noi, nel tempo caricandosi di ingredienti rispetto ai primi tre della tradizione classica. Essendo però fondamentalmente rimasto un dolce della tradizione contadina, nella sua versione più tradizionale lo troviamo composto da materie prime “di riciclo”, cioè biscotti avanzati e frutta secca.

Quella che vi propongo oggi è invece una versione supermoderna, senza glutine e vegana – un ulteriore ponte tra la tradizione più antica e la cucina contemporanea.
Anche se, a dirla proprio tutta, Ippocrate aveva già diagnosticato ai suoi tempi qualche celiaco, che avrebbe apprezzato molto questa versione!
Preparare il pane dei morti vegan e gluten free è facilissimo, vediamo insieme come farlo al meglio!

Ingredienti:
170 gr mix di farine senza glutine (io ho usato questo della Nutrifree)
80 gr zucchero di canna (o semolato, se non lo avete)
20 gr cacao amaro
1 cucchiaino di cannella
70 gr latte di mandorla (o acqua)
25 gr uvetta
25 gr arancia candita (o cedro – purchè siano senza glutine)
40 gr noci sgusciate
40 gr nocciole sgusciate
40 gr mandorle sgusciate
40 gr olio di semi
1 cucchiaino di lievito per dolci glutenfree
1 pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare il pane dei morti sminuzzando in un mixer la frutta secca. Non riducetela a farina, è sufficiente avere una granella un po’ grossolana – si deve sentire il scrocchierello della frutta secca.
Contemporaneamente, ammollate l’uvetta in acqua tiepida per almeno venti minuti.

Mettete tutta la frutta secca a granella, l’uvetta privata dell’acqua, la farina, il cacao, il lievito, l’arancia candita, la cannella e un pizzico di sale in una ciotola e mescolate (potete metterla anche nel contenitore della planetaria, e mescolate con il gancio per impastare).

Aggiungete l’olio a filo, sempre impastando (anche a mano), e una volta incorporato aggiungete anche il latte di mandorla.
Il composto deve risultare morbido ma sodo.

Create a questo punto dei biscotti, dando all’impasto una forma leggermente ovale. Compattate i pane dei morti vegan e gluten free con le mani, se necessario.

Metteteli su un placca coperta con carta forno, e infornate a 180 gradi statico (il forno deve essere già caldo) per circa 15 minuti.

Una volta raffreddati, cospargerli abbondantemente con lo zucchero a velo.

Castagnaccio toscano all’arancia

Castagnaccio toscano all’arancia

Il castagnaccio è come il ragù – ogni famiglia ha la sua versione, i suoi segreti, e guai a chi li mette in discussione. Le ricette tradizionali italiane sono la tipica espressione del campanilismo familiare caratteristico del nostro bellissimo Paese, che lo rende unico tra i tanti. La sua origine se la contendono diverse regioni, anche se a noi è arrivata la tradizione che lo vuole dolce toscano per eccellenza.

Oggi vi propongo la mia versione del castagnaccio toscano, che per inciso ho sempre detestato fino a quando non ho scoperto questa variante (che mi dicono essere più diffusa nella Garfagnana) un po’ più dolce, che unisce le note aromatiche del rosmarino all’arancia.
Il retrogusto di arancia e qualche cucchiaio di zucchero fanno perdere alla farina di castagne un po’ di quel retrogusto di cartoncino bagnato, che detestavo.

Il castagnaccio toscano all’arancia è un dolce vegano e senza glutine ante litteram, quindi adatto a tutti.

Queste quantità vanno bene per una teglia (che dovrebbe essere bassa) di circa 24 cm di diametro.

Ingredienti:
260 gr farina di castagne
250 ml di succo di arancia
100 ml acqua
60 gr uvetta
30 gr pinoli
30 ml olio extravergine di oliva
3 cucchiai zucchero di canna
1 rametto di rosmarino
Scorsa di un’arancia bio
1 pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare il castagnaccio toscano all’arancia mettendo l’uvetta in ammollo in acqua tiepida per una mezz’ora, in modo che si possa reidratare.

Mentre l’uvetta si reidrata, tostate leggermente i pinoli in una padella antiaderente sul fuoco basso. Non serve che siano bruni, è sufficiente che inizino a “sudare” leggermente, lasciando i loro oli (e tutto il loro profumo!). Fateli raffreddare.

Mettete la farina di castagne e un pizzico di sale in una terrina, mescolate poi iniziate ad aggiungere il succo di arancia. Con l’aiuto di una frusta a mano, iniziate ad amalgamare gli ingredienti.

Aggiungete poi anche l’acqua, a temperatura ambiante, e continuate a mescolare per evitare i grumi, fino a che non si formerà un impasto liscio e omogeneo.

Successivamente, unite all’impasto – sempre mescolando con la frusta – l’olio evo e lo zucchero (che è opzionale, potete anche ometterlo se vi piace un sapore più spinto di castagne).

Infine, incorporate una parte dell’uvetta, che avrete ben strizzato e asciugato, e due terzi dei pinoli, e infine la scorza di arancia. Se non la trovate, andrà bene dell’arancia candita, che dovete tagliare a pezzettini piccoli.

Versate il composto in una tortiera a cerniera, che avrete in precedenza spennellato con l’olio. Se volete, potete mettere alla base un foglio di carta forno, per aiutarvi nell’estrazione.

Spargete sulla superficie le uvette ed i pinoli rimasti, oltre al rosmarino, e qualche goccia di olio.

Infornate il vostro castagnaccio toscano all’arancia per circa 40 minuti in forno già caldo a 180 gradi. Saprete che è pronto quando inizierete a vedersi formare delle crepe sulla superficie.

Il castagnaccio toscano all’arancia è ancora meglio se servito dopo qualche ora dalla sua preparazione, perché avrà avuto tempo di assestarsi e di amalgamare tutti gli aromi.

se ti piace la farina di castagne, puoi provare anche questi divertenti Frollini segna glutine alla farina di castagne

Torta alle ciliegie e pistacchi

Torta alle ciliegie e pistacchi

Per me la felicità somiglia a mangiare le ciliegie.

Niente rappresenta di più quel periodo dell’anno che dalla primavera scivola mollemente nell’estate, con le giornate che si allungano, e i pigiami che si alleggeriscono, che un piatto di rosse ciliegie.
Le ciliegie sono la fine della scuola, l’attesa delle vacanze che si accorcia.La luna che si fa più vicina alla finestra alla sera.

E le ciliegie sono anche le protagoniste di questa buonissima torta alle ciliegie e pistacchi, ricetta che ho rubato ad Alice di Panelibrienuvole, con i miei soliti maneggiamenti, anche perchè nella versione originale c’era un po’ troppo burro rispetto a quello che il mio fegato riesce a digerire.

Quindi, con le doverose modifiche, vi lascio la ricetta della mia versione della torta alle ciliegie e pistacchi, che ha avuto recensioni unanimi da parte dei miei colleghi (che sono anche i miei critici gastronomici, ovvero vittime predilette), ed entrerà di diritto anche nella top ten delle vostre preferite, ne sono sicura.

Ingredienti:
300 gr di ciliegie
175 gr di albumi
140 gr di zucchero a velo
80 gr di pistacchi sgusciati e tostati
20 gr di mandorle sgusciate e tostate
70 gr di olio vegetale
50 g di farina 00 (per la versione glutenfree usate 60 gr di farina senza glutine. Io ho usato questa)
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 cucchiaino di lievito

Procedimento:
Per prima cosa con l’aiuto di un mixer frullate la frutta secca con il cucchiaio di zucchero, fino a che non avrà raggiunto la consistenza di una farina granulosa. Poi mettete da parte.
Lavate bene le ciliegie e privatele del nocciolo, e dividetele a metà.

In una ciotola mescolate insieme la farina, la frutta secca sminuzzata, lo zucchero a velo, il lievito e un pizzichino di sale, e mescolate bene.
Montate a neve ferma gli albumi, e poi agli albumi montati unite a poco a poco il composto di farine, e poi aggiungete l’olio, sempre mescolato. Vi sarà di aiuto una spatola.

Foderate una teglia da 18 cm apribile con carta forno (oppure ungetela e infarinatela) e versate un terzo dell’impasto.
Coprite poi con uno strato di ciliegie, usando circa metà di quelle denocciolate.
Versate un altro terzo dell’impasto sopra le ciliegie, poi dopo aver livellato mettete l’altra metà delle ciliegie.
Infine, coprite con l’ultimo terzo dell’impasto residuo.

Mettete in forno già caldo a 160 gradi per 60 minuti. Fate sempre la prova stecchino!

Toglietela torta alle ciliegie e pistacchi dalla teglia solo se si è raffreddata completamente, e se volete spolveratela con dello zucchero a velo.

Gelo di limone

Gelo di limone

Non mi viene in mente nessuna ricetta più semplice, fresca, estiva e gustosa del gelo dilimone. E’ perfetto per chiudere un pranzo o una cena a base di pesce. In più non si usa il forno, circostanza non secondaria in questa bollente estate del 2019 (almeno finora).

Il gelo è un dolce tipico siciliano, che qualcuno fa nascere come “costola” del biancomangiare, che qualche tempo fa ho utilizzato per farcire un’ottima crostata (la ricetta la trovate qui). Naturalmente vegano e privo di glutine, il gelo tradizionale è quello di mellone (cioè di anguria in dialetto siciliano), che vorrei provare uno dei prossimi giorni. Ma anche alla cannella, al latte di mandorle appunto, e con qualsiasi altro frutto è un concentrato di bontà in formato light.

Vi lascio le dosi per 5 budini, potete aumentarle a seconda del numero dei commensali.

Ingredienti:

500 ml di acqua
2 limoni bio
150 gr di zucchero semolato
50 gr di succo di limone
35 gr amido di mais (certificato gluten free)

Procedimento:

Lavate bene i limoni e con un pelapatate privateli della buccia, prelevando solo la parte gialla (la parte bianca non va usata perchè amara). Mettete poi le bucce in infusione nell’acqua almeno 5 ore (oppure, ancora meglio, lasciatele in infusione in frigorifero tutta la notte).

Trascorso questo periodo, con l’aiuto di un colino filtrate l’acqua ed eliminate le bucce.

Filtrate anche il succo del limone, che avrete spremuto in precedenza.

In un pentolino versate l’amido e lo zucchero e amalgamateli. Versate il succo del limone e con l’aiuto di una frusta mescolate il tutto, cercando di evitare i grumi. Mettete poi sul fuoco e cuocete a fiamma bassa, sempre mescolando con la frusta a mano.
Vedrete che, scaldandosi, il composto inizierà ad addensarsi. Lasciate sobbollire circa due minuti, il tempo appunto che abbia raggiunto una consistenza gelatinosa ma ancora abbastanza fluida.

Poi spegnete il fuoco e trasferite il composto negli stampini (o in uno stampo unico, se preferite, ma in questo caso meglio raddoppiare le quantità). Una volta che si sarà raffreddato il tutto a temperatura ambiente, mettete in frigo e lasciateli per circa 4/6 ore.

Servite il gelo di limone fresco, capovolgendo gli stampini sui piattini di portata, e decorate a piacere – io ho usato solo una fogliolina di menta, ma è ottimo anche un cucchiaino di yogurt, che esalta il contrasto con la dolcezza del gelo.

Biscotti senza glutine al pistacchio

Biscotti senza glutine al pistacchio

Il vero lusso, che nessuno pensa più di offrirsi, è prendersi il proprio tempo.
Nella affannosa corsa a rincorrere una realtà che è destinata comunque a superarci, non sappiamo più fermarci a gustare ogni singolo momento, ad aspettare. Eppure le cose più buone si aspettano, con pazienza. Come la raccolta dei pistacchi, che a Bronte viene fatta solo negli anni dispari, a fine estate. Negli anni pari la pianta si riposa, e assorbe dal terreno tutti gli aromi che i suoi frutti ci riserveranno negli anni successivi.

Mentre la coltivazione del pistacchio è un esercizio di pazienza, non lo è la preparazione di questi squisiti biscotti senza glutine al pistacchio, così semplici e così buoni che sembra impossibile che si preparino in un battibaleno. Ma invece è così!

L’unico sforzo di stile è prendere un sac à poche – ma se volete risparmiarvi la fatica, potete farne a meno. L’importante è lavorare questi gioiellini di gusto con passione e cura – ma questo funziona bene per qualsiasi umana attività.

Ingredienti:
– 3 albumi da montare a neve
– 140 gr farina di mandorle
– 70 gr farina di pistacchio
– 100 gr zucchero

Montate gli albumi a neve ben ferma. Metteteli in frigo a riposare mentre preparate in una ciotola tutti gli altri ingredienti secchi (se non trovate la farina di pistacchio potete sostituirla con dei pistacchi tritati molto molto finemente).
Incorporate poi gli albumi a neve a poco a poco, cercando di non smontarli.

Preriscaldate il forno a 180 gradi, modalità ventilata.

In una teglia coperta di carta forno formate con un cucchiaino dei biscotti rotondi – se siete in vena di artisticità potete anche usare la sac à poche a stella e fare tanti biscotti di forme diverse. Distanziateli un po’ tra loro perché scenderanno leggermente durante la cottura. Se vi piace, potete anche usare per decorazione della granella di pistacchi da mettere sopra – non obbligatorio ma a me piace un sacco!

Infornate per circa 6/7 minuti. Non fateli scurire.

I vostri biscotti senza glutine al pistacchio sono pronti!
Prima di staccarli dalla teglia assicuratevi che siano freddi, altrimenti si sformeranno un po’.

Vuoi un’altra idea senza glutine per l’ora del tè? Guarda la ricetta delle madeleines al cacao e nocciole!

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Chiffon cake marmorizzata senza glutine

Chiffon cake marmorizzata senza glutine

Se penso alla tipica e classica torta da colazione, penso alla chiffon cake marmorizzata senza glutine (ma se non avete problemi di intolleranze, sostituite pure la farina per celiaci con la farina 00). E’ sofficissima, una nuvola di coccole per aiutarvi ad uscire dalle braccia di Morfeo e rientrare in un baleno nella mischia della vita di tutti i giorni.
L’unica cosa di particolare che vi dovete procurare è lo stampo per chiffon cake, che è quello alto alto con i piedini. per il resto, gli ingredienti sono quelli che tutti avete in dispensa. Basta così poco per avere in casa una colazione così genuina e buona, a costo quasi zero!

L’unico handicap della chiffon cake – almeno per me – è che non si stacca mai dalla teglia. Le prime volte mi crucciavo, perché la magia della torta che si stacca da sola semplicemente non si realizzava! Poi, parlandone, ho scoperto che in realtà non succede mai o quasi. Quindi, se anche la vostra non si stacca da sola dallo stampo, armatevi di coltellino e santa pazienza, e riducete a ragione la vostra torta!

Passiamo a preparare la nostra chiffon cake marmorizzata senza glutine, per cui avrete davvero bisogno di pochi ingredienti:
– 290 gr di farina senza glutine (io ho usato questo preparato della Nutrifree) – se non siete celiaci va bene la farina 00
– 20 gr cacao amaro
– 1 bustina di vanillina o un cucchiaino di estratto di vaniglia
– 1 bustina di lievito
– 8 gr cremor tartaro
– 6 uova
-300 gr zucchero semolato
– 200 ml di acqua
– 120 ml di olio di semi
– 1 pizzico di sale

Iniziate a preparare la chiffon cake marmorizzata senza glutine separando i tuorli dagli albumi in due terrine separate.
Setacciate poi in una ciotola le polveri (farina, zucchero e lievito – eventualmente la vanillina, se la usate al posto dell’estratto di vaniglia).

Aggiungete ai tuorli i liquidi (cioè l’acqua e l’olio) e mescolate con l’aiuto di una frusta a mano in modo da amalgamare tutti gli ingredienti. Se usate l’estratto di vaniglia, unitelo a questo composto (se usate la vanillina, va incorporata alle polveri). Iniziate poi a unire a questo composto le polveri, mescolando bene con l’aiuto della frusta in modo da evitare ogni grumo. Deve uscire un impasto morbido e liscio.
Successivamente, usando la planetaria o con una frusta elettrica montate gli albumi a neve ben ferma – appena iniziano a diventare bianchi unite il cremor tartaro.

Una volta che gli albumi si saranno ben montati, uniteli a poco a poco (mescolando dal basso verso l’alto) con l’aiuto di una marisa o una spatola, al composto con le uova e la farina. Di solito li unisco in due/tre volte, così da permettermi di incorporare gli albumi a poco a poco evitando di smontarli troppo.

Infine dividete l’impasto a metà, e in una incorporate il cacao, cercando di stemperarlo nel composto evitando che si smonti.

Prendete infine lo stampo da chiffon cake, e alternate gli impasti. Non importa se non verranno esattamente uguali o se si mischieranno un poco. ma soprattutto – Mettete poi lo stampo nel forno già caldo a 160 gradi e fate cuocere per un’ora. al termine id questo periodo, prima di sfornare il dolce, controllate che lo stuzzicadenti esca ben pulito, altrimenti prolungate la cottura di cinque minuti.

Rovesciate lo stampo da chiffon cake su una superficie piana, e lasciate raffreddare per bene. Se siete fortunati la chiffon cake marmorizzata senza glutine si staccherà da sola… altrimenti, una volta che lo stampo si sarà raffreddato, con l’aiuto di un coltellino affilato staccate piano piano la chiffon cake dallo stampo.
Nella foto io ho decorato la chiffon cake marmorizzata senza glutine con del cioccolato fondente che ho sciolto per un paio di minuti nel forno a microonde. Ma è buonissima anche con una semplice spolverata di zucchero a velo!

Se volete un’altra idea originale di chiffon cake, potete provare la chiffon cake al limone con glassa aromatizzata alla lavanda.

Se provate questa la ricetta, ricordatevi di taggarmi su Instagram con @myownsweet, così potrò ripostare i vostri capolavori!
Buona colazione!

Waffles vegani senza glutine al té matcha

Waffles vegani senza glutine al té matcha

I waffles a vegani senza glutine al té matcha sono una vera scoperta, anche se in realtà sono solo una evoluzione dei waffles tradizionali, in versione iper leggera e adatta anche a chi ha problemi di intolleranze, glutine o lattosio che sia. Insomma, una colazione adatta proprio a tutti!

Io li preferisco con frutta fresca o confettura, ma ovviamente vanno bene con tutto. Sono anche così facili da fare che non avete scuse, li dovete assolutamente provare!! La cosa più difficile potrebbe essere trovare il té matcha e con questo dico tutto.

Gli ingredienti per i waffles vegani senza glutine al té matcha sono:
– 180 gr mix di farine senza glutine
– 2 cucchiaini di té matcha
– 4 gr lievito per dolci
– 345 gr latte vegetale (di cocco o mandorle)
– 3 cucchiai di zucchero

In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi e mescolateli tra loro.
Piano piano aggiungete il latte a filo, aiutandovi con una frusta a mano per evitare grumi. Mescolate bene fino a che non si forma una pastella morbida. Se si formano dei grumi, mescolate pure con le fruste elettriche.

Mettete poi un po’di impasto nelle forme per waffles e infornate nel forno già caldo a 200 gradi per circa 15 minuti.
Se la avete, potete usare la piastra per waffles, ma post un risultato assolutamente leggero, ho preferito in questo caso provare la cottura al forno, ed è assolutamente ottima!!

Li potete conservare qualche giorno in frigo, in un sacchetto per congelare gli alimenti, e scaldateli all’uso.

Madeleines alla lavanda senza glutine

Madeleines alla lavanda senza glutine

Da quando ho comprato lo stampo di Silikomart per le madeleines, non riesco a contenermi; dato che il primo esperimento è stato un successo, oggi vi propongo un’altra versione gluten free di questi dolci francesi straordinari, le madeleines alla lavanda senza glutine (e senza lattosio!).

Queste madeleines alla lavanda senza glutine sono anche talmente semplici da realizzare che, davvero, ci metterete pochissimo a realizzarle, per la gioia dei vostri ospiti intolleranti a glutine e lattosio – o tutti e due!

Per preparare le madeleines alla lavanda senza glutine avrete bisogno di:
150 gr zucchero
un cucchiaino di lavanda 130 gr di farina senza glutine (io ho usato il Mix della Schar)
2 uova
1 cucchiaio di miele 1 bustina di vanillina (oppure un cucchiaino di estratto di vaniglia>9
1 pizzico di sale
90 gr di olio vegetale

Iniziate a preparare le madeleines alla lavanda senza glutine mettendo insieme in un mixer lo zucchero e la lavanda. Attivate il mixer brevemente (basta un minuto) in modo che la lavanda si mescoli allo zucchero, che diventerà profumatissimo.
Mettete poi lo zucchero in una ciotola insieme alla farina e alla vanillina. Mescolate bene gli ingredienti secchi e metteteli da parte.
In un’altra ciotola mettete le uova , il miele (eventualmente l’estratto di vaniglia – in questo caso non metterete la vanillina nella farina!), l’olio e il pizzico di sale, e con l’aiuto delle fruste elettriche montate leggermente (circa un minuto) fino a che il tutto non si sarà amalgamato. Unite poi il battuto con le uova agli ingredienti secchi, eventualmente aiutandovi con le fruste ma a bassissima velocità – altrimenti va benissimo anche una spatola. E’ importante che tutti i grumi vengano sciolti.
Lasciate riposare questo comporto in frigorifero almeno un’ora, meglio sarebbe un paio di ore.

Trascorso questo periodo, togliete l’impasto dal frigorifero e versatelo negli stampi per madeleines, facendo attenzione a restare un po’ sotto al bordo perché l’impasto crescerà in cottura. Accendete il forno a 180 gradi e quando è caldo mettete lo stampo in forno per circa 10 minuti (controllate la cottura anche in funzione di quanto gradi sono i vostri stampi – il mio è per mini madeleines e quindi dopo otto minuti sono già pronte). Sfornatele, e lasciatele leggermente raffreddare prima di estrarle dallo stampo.
Una volta che le madeleines alla lavanda senza glutine si saranno raffreddate, potete decorarle a piacere: io ho usato del cioccolato bianco che ho leggermente sciolto nel microonde e in cui ho intinto una parte delle madeleines. Ho sbriciolato poi sopra dei fiorelini essiccati di lavanda e delle codette colorate.

Potete anche gustarle liscie, sono buonissime ugualmente!

Ciambelline vegane al cocco e limone

Ciambelline vegane al cocco e limone

Immaginate una nuvola fresca e soffice, che sa di sole e di leggerezza. Ecco, avete immaginato le ciambelline vegane al cocco e limone! Pur nella loro semplicità e freschezza, queste ciambelline sono adatte proprio a tutti, perché sono realizzate con farina di riso e latte di cocco, quindi sono senza glutine e senza lattosio. Perfette a colazione, a merenda, per la pausa del tè – ogni momento della giornata é il loro momento!

Sono anche facilissime da realizzare: vi servirà soltanto una ciotola capiente e una frusta, anche manuale. Davvero, non troverete nulla più facile di così!

Questa ricetta è una rielaborazione delle ciambelline tipo abbracci che ho fatto un po’ di tempo fa, ma questa volta ho usato farine naturali e non il mix senza glutine: se avete solo quello, usate 180 gr di mix senza glutine insieme al cocco rapé. Altrimenti vi occorrono:

– 140 gr farina di riso
– 40 gr cocco rapé
– 20 gr maizena
– 60 gr zucchero di canna
– 160 gr latte di cocco
– 30 gr olio di riso
– 7 gr lievito
– le zeste grattugiate di un limone

Iniziamo a preparare le ciambelline vegane al cocco e limone mettendo in una ciotola tutti gli ingredienti secchi con le zeste di limone. Mescoliamo e poi aggiungiamo l’olio e il latte di cocco.
Con una frusta elettrica (o a mano) amalgamiamo bene gli ingredienti, fino a che l’impasto non diventa consistente ma morbido.

Riscaldiamo il forno a 180 gradi, e nel frattempo lasciamo riposare l’impasto una decina di minuti.

Riempiamo degli stampini a forma di ciambella, e inforniamo per circa 15 minuti. Controllate il vostro forno, ognuno é diverso, e bisogna controllare perché le cuambelle devono cuocere ma non seccare.

Una vokta ragfreddate, estraiamo le ciambelle dallo stampo. Se vi va potete fare una leggerissima glassa al limone (due cucchiai di zucchero a velo e uno di succo di limone, oppure acqua se preferite), ma anche una spolverata di zucchero a velo può bastare.

Provatele, e poi mi direte! Se rifate qiesta ricetta, ricordate di taggarmi con #myownsweet e @myownsweet.