Il cabaret di paste della domenica (cannoncini alla crema)

Il cabaret di paste della domenica (cannoncini alla crema)

Prima delle design cake, dei macaron multicolore, c’erano loro. I cabaret di paste della domenica.
Cabaret in questo caso non ha nulla a che vedere con il suo significato di spettacolo di genere commedia/satirico, tenuto spesso in piccoli locali che, all’inizio, erano soprattutto locali di avanguardia nella Parigi del tardo Diciannovesimo secolo. Il Nostro Cabaret è la forma dialettale per “vassoio”. Alcuni dicono che sia scesa dalla Francia al Piemonte, che ai cugini d’Oltralpe era strettamente imparentato, e poi si sia estesa un po’ in tutta Italia per indicare un piatto di servizio, il cabaret appunto (pronunciato senza la t).

Nella Milano degli anni Settanta e Ottanta, il cabaret delle paste era una istituzione. Se il mio papà arrivava con quel piccolo pacchettino in mano, reggendolo per il nastro chiuso da un fiocchetto spartano, coperto di una carta patinata con il nome della pasticceria scritto in caratteri dorati, significava solo una cosa. C’era qualcosa da festeggiare.
Oppure era domenica.
La razione consentita dalla mamma era due a testa al massimo, il terzo dopo eterne suppliche era diviso a metà con qualche altro commensale. E poi si rifaceva il pacchetto, combinando e scombinando le strisce di cartoncino usate per tenere gonfio il vassoio di cartoncino, bianco o dorato, che ormai era desolatamente semivuoto.

Mini diplomatiche, bignè ripieni, frolle montate bagnate nel cioccolato, mini crostatine di frutta e crema pasticcera, il piccolo babà, la “fiamma” che ogni tanto era ripiena di rum e ogni tanto no, la millefoglie. E gli onnipresenti cannoncini alla crema pasticcera, i miei preferiti.

Le mode cambiano, i papà diventano celiaci (purtroppo), e i cabaret di paste della domenica diventano in fretta ricordi. A me l’autunno mette in moto una certa attitudine nostalgica, una voglia di guardare vecchie foto alla luce di una abat-jour mentre fuori piove.
Nostalgia, ma non malinconia. C’è una bella differenza.

Non è facile entrare in una pasticceria, chiedere un cabaret di cannoncini alla crema senza glutine, e aspettarsi di ritorno un sorriso accompagnato da un “ma certo! quanti facciamo? mettiamo anche un bignè?”. Purtroppo la pasticcerie che fanno dolci per celiaci non sono molte, che hanno un reparto di piccola pasticceria gluten free ancora meno, e nella mia zona posso dire che a distanza di camminata non ne ho nessuna.

I cannoncini alla crema pasticcera senza glutine sono semplicissimi da preparare. Se siete più bravi di me (e lo sarete senz’altro!) la sfoglia gluten free sapete prepararvela in casa. Io non sono così abile, e tra l’altro a casa mia faceva decisamente ancora troppo caldo per avventurarsi in questo esperimento.
Dopo aver fatto un tentativo andato a vuoto, o per meglio dire andato bruciato, ho ripiegato per la sfoglia senza glutine già pronta di Buitoni. La crema che ho usato è però assolutamente priva di glutine e con pochissime uova. Un compromesso accettabile, per un risultato che comunque è piaciuto a tutti.

Ingredienti:
una confezione di sfoglia (eventualmente senza glutine)
300 ml di latte (io parzialmente scremato)
1 tuorlo
le zeste di un limone
un cucchiaino di estratto di vaniglia
25 gr fecola di patate (certificata gluten free se avete commensali celiaci)
80 g zucchero semolato

q.b. zucchero per la sfoglia

Preparazione:

Iniziamo a preparare i cannoncini alla crema pasticcera proprio dalla crema, visto che deve freddare prima di essere utilizzata.

In una piccola casseruola fare scaldare fino a sfiorare il bollore il latte con l’estratto di vaniglia e le zeste di limone.
Mentre si scalda, mescolate in una ciotola il tuorlo con lo zucchero e sbattete leggermente, in modo che lo zucchero inizi a sciogliersi. Aggiungete poi poco per volta la fecola, sempre sbattendo leggermente.

Appena il latte sfiora il bollore, toglietelo dalla fiamma, eliminate le zeste e versate un po’ di latte sulle polveri, mescolando con una frusta a mano per evitare i grumi e permettere alla fecola di assorbire il liquido. Poi continuate aggiungendo il latte a filo, sempre mescolando.

Rimettete il liquido nella casseruola e rimettete il tutto sulla fiamma (bassa) a cuocere fino a che non si sarà rappresa della consistenza desiderata.
Trasferite la crema pasticcera in una ciotola, copritela con la pellicola e fate raffreddate.

Nel frattempo prendere la vostra pasta sfoglia, srotolatela e tagliatela in striscioline di circa 3 cm di larghezza.

Se li avete prendete gli appositi coni in metallo per i cannoncini. Se non li avete, potete farli arrotolando delle strisce di carta di alluminio (quella per uso alimentare) della lunghezza di circa 10 cm (o comunque come li preferite).

Spennellate ogni striscia con acqua del rubinetto, e iniziate ad arrotolarla sulla forma del cannoncino, partendo dal fondo, e sovrapponendo leggermente la pasta a mano a mano che salite. Bagnandola leggermente, la pasta aderirà allo strato sottostante.

Mettete su un piatto un po’ di zucchero semolato, e fatelo aderire sulla parte superiore di ciascun cannoncino, poi posateli sulla teglia del forno coperta dalla carta forno, leggermente distanziati tra loro.

Cuocete a forno già caldo secondo le indicazioni sulla confezione della sfoglia (io li ho cotti per 25 minuti a forno ventilato a 200 gradi).
Una volta cotti, fateli raffreddare e poi estraeteli con delicatezza dalle formine.

Con l’aiuto di una sac à poche, riempite i cannoncini alla crema pasticcera.
Nulla di più facile!

Rose di mele

Rose di mele

Volete un dolce facilissimo, buonissimo e di effetto? Le rose di mele sono la soluzione ideale,  anche in versione gluten free.

In realtà,  la ricetta delle rose di mele non è una vera ricetta, nel senso che è talmente facile farle, e veloce, e ne esistono così tante versioni in giro, che forse è quasi superfluo descriverla ancora.  Qui vi lascio la mia versione, provata e testata, che si che funziona ed è perfetta anche se avete ospiti celiaci o i intolleranti al glutine.

Le rose di mele si preparano in pochi minuti, con (quantità per circa 6 o 7 rose)

  • 2 mele rosse
  • 1 rotolo di sfoglia rettangolare, anche gluten Free
  • 50 gr di marmellata di albicocche o pesche
  • Zucchero a velo q.b.

Lavate bene e poi tagliate le mele, private del tosolo, a fettine sottili.  In una casseruola mettete dell’acqua a bollire, e una volta giunta ad ebollizione,  tuffatevi dentro le fettine di mele per circa un minuto massimo. Toglietele dall’acqua e mettetele a scolare su qualche foglio di carta assorbente.

Mentre si asciugano e si raffreddano,  srotolare la sfoglia e ricavatene sei o sette strisce: dovrebbero essere alte circa 4/5 cm massimo.

Prendete la marmellata e spennellate ciascuna striscia,  lasciando solo un dito di pasta senza marmellata. Vi servirà per chiudere ciascuna delle rose di mele.

Ora prendete una fettina di mela per cola e adagiatela sulla striscia, sovrapponendo poi la seconda a quella precedente e così via, avendo cura di lasciare la parte con la buccia strabordante leggermente dalla striscia di pasta. Chiudete poi la striscia in due, in modo che la base delle fettine aderisca tra le due parti di sfoglia, e iniziate ad arrotolare delicatamente su se stessa la pasta. Sigillate poi premendo leggermente l’ultima parte do pasta senza marmellata.

Continuate così fino ad esaurire le strisce. Adagiate le allinter o dei pirottini (quelli per i muffin vanno bene) e spolveratele di zucchero a velo.

Mettetele in forno già caldo a 200 gradi per 35 minuti. In ogni caso controllate bene la te.peratura e il tempo di cottura di ciascuna marca di sfoglia che userete.

Sfornate e lasciate intiepidire prima di estrarre dai pirottini. Poi spolveratele ancora fi zucchero a velo e servite.