Lime posset

Lime posset

L’Inghilterra non è universalmente conosciuta per la sua cucina tradizionale. Diciamocelo, Francia e Italia la sorpassano a destra e sinistra con facilità. Ma sui dolci ha qualcosina da dire. Forse conoscete Mary Berry, una decana delle cuoche televisive inglesi, che è comparsa anche sugli schermi italiani nelle prime serie di Bake Off targato UK. E’ una signora magrolina molto gentile, ormai di una certa età, che gironzolava tra i tavolidei concorrenti dispensando consigli e commenti accettabii anche quando producevano dolci un poco inquietanti.
Molto British style, insomma.

Io la adoro. Avevo già preparato in passato una sua torta, la Torta alle mandorle con glassa al limone e lavanda, e ho voluto provare anche la ricetta del suo Lime Posset, che si può fare anche col limone se non trovare i lime nel vostro supermercato o negozio di frutta di fiducia.
Il posset è nato in Inghilterra come bevanda al latte caldo cagliato. So che sembra terribile, ma il processo che porta ad addensare questo dessert è restato lo stesso, Gli acidi di limone o lime contribuiscono alla cagliatura e senza l’aggiunta di nessun addensante… si compie il miracolo della sua consistenza al limite del budinoso!

Gli Inglesi in origine lo aromatizzavano con vino o birra, o spezie. Io mi accontento di lime e zucchero! Il bello di questa ricetta è che è superveloce e superfacile. Lasciandola una notte in frigo il posset lavora da solo e crea una crema deliziosa, che potete usare anche per crostate o altri dolci.

Provatelo, vi assicuro che ne resterete stupiti! A casa mia ha avuto un successo impensato, hanno tutti raschiato il fondo delle ciotole! Qui sotto vi lascio la mia versione, ho usato un po’ più di succo di lime ma a me piace tantissimo questo frutto, quindi ho approfittato!

Ingredienti:
500 ml di panna fresca
150 g di zucchero semolato
il succo di 2 lime e mezzo
le zeste di due lime (per far questo dovete prenderli bio, non trattati, altrimenti lasciate stare le zeste!)
lamponi per decorare (e altre zeste, se vi va)

Preparazione:
Preparare i Lime Posset è facilissimo! In un pentolino sufficientemente capiente portate la panna e lo zucchero al punto di ebollizione, mescolando ogni tanto per sciogliere lo zucchero.
Quando arriva al punto di ebollizione versatevi il succo del lime filtrato, e mescolate.
Rimettete poi sul fuoco basso e continuate la cottura per un paio di minuti, mescolando.
Togliete il pentolino dal fuoco, aggiungete anche le zeste del lime, e mescolate nuovamente. Se è ancora tanto liquido non importa, perchè si addenserà successivamente.
Lasciatelo a temperatura ambiente una mezz’oretta, giusto il tempo di raffreddarsi.
Poi mettete il lime posse nelle ciotoline e lasciatele riposare in frigorifero una notte intera (o almeno otto ore)…ed è pronto per essere srevito!

Potete usare dei lamponi per decorazione, e un po’ di zeste di lime (io ho usato una fettina di lime, questo giro non ho trovato dei lime bio e quindi ho evitato di usare le zeste! Per decorare ho usato quelle del limone…). Ovviamente potete usare anche le fragole, che col lime vanno d’accordo alla grande.

Provatelo e ditemi che ne pensate!

Cassatine al forno senza glutine

Cassatine al forno senza glutine

Piccolo elogio della gentilezza. C’è un libro che si chiama così e che prima o poi leggerò. Hanno perfino dedicato una giornata a questa virtù ormai sempre più relegata in un angolo, perchè considerata poco “virile”, poco utile in un mondo spietato come è diventato quello in cui viviamo. Avevo sperato, con la pandemia, che ci sarebbe stato un capovolgimento della scala dei valori, e che la gentilezza, che pure era tornata di prepotenza durante il primo lockdown, sarebbe tornata di moda.
Purtroppo, la realtà che vedo non è proprio quella che mi aspettavo.
Visto che quest’anno celebriamo l’anno di Dante, inteso come il poeta (sai mai che ci fossero fraintendimenti…), nel settecentesimo anniversario dalla sua morte, che alla “gentilezza” avevadedicato bellissimi versi, potremmo cogliere l’occasione per rivalutare questa virtù. La «gentilezza» come nobiltà d’animo, virtù morale che è un gran contenitore di altre, dalla dalla modestia alla dolcezza, alla bontà d’animo…

Non so spiegarmi come mai queste Cassatine al forno senza glutine mi rimandano alla mente un dolce gentile, un po’ schivo, che pare ruvido all’esterno ma che in realtà nasconde al suo interno un cuore d’oro. Queste le ho realizzate con una ricetta semplicissima, adatta anche agli intolleranti al glutine, usando soltanto farine naturali che però trovate in tutti i supermercati. Ho usato lo stampino dei muffin per realizzarle, e in questo formato sono davvero eleganti e perfette per concludere un pranzo in dolcezza. Ma, visto il successo che hanno avuto a casa, anche a colazione hanno la loro da dire!

Ingredienti:
Per la frolla:
250 g di farina di riso + quella per gli stampini
75 g di burro molto molto morbido
100 g di zucchero di canna
mezzo cucchiaino di bicarbonato (o una punta di lievito per dolci)
1 uovo a temperatura ambiente
1 bustina di vanillina

per il ripieno:
200 g di ricotta vaccina ben scolata
3/4 cucchiai di zucchero semolato
2 manciatine di gocce di cioccolato (se preparate per intolleranti al glutine controllate che siano adatte a loro!)
2 cucchiai di scorze di arancia candite

Preparazione:
Iniziate a preparare la frolla ammorbidendo molto il burro. Potete usare il microonde o a bagnomaria, ma l’importante è che non si sciolga completamente. Deve essere però tanto morbido.

Lasciatelo riprendere la temperatura ambiente (ci vorrà qualche minuto) e intanto mettete anche la ricotta a scolare, in modo che perda l’acqua in eccesso.

Mettete in una ciotola la farina di riso col bicarbonato e la vanillina, e mescolate.
Aggiungete al burro lo zucchero, e mescolate per bene fino a che i due ingredienti non si saranno ben incorporati.
Lo zucchero di canna non si scioglierà del tutto, ma va bene così.

A questo punto iniziate ad incorporare i secchi (la farina di riso con la vanillina e il bicarbonato), mescolando prima con una forchetta, e poi quando l’impasto inizierà ad avere una qualche consistenza, continuate ad impastare con le mani. Vedrete che si formerà un impasto abbastanza morbido, leggermente sbricioloso.

Quando l’impasto sarà diventato liscio, prendetene una parte e stendetela col mattarello sul piano di lavoro tra due fogli di carta forno leggermente spolverati di farina di riso, a uno spessore di circa 4 mm. Io vado a occhio, l’importante è che non sia un velo ma nemmeno troppo spesso.

Prendete una teglia per muffin e imburrate e infarinate le forme (ne verrano circa 6 o 7, dipende dalla grandezza dei vostri stampi). Vanno bene anche i pirottini per il crème caramel (quelli di alluminio che vendono nei supermercati vanno pure bene). Usando un coppapasta (o una tazzina da caffè… quel che avete di circolare) tagliate tanti cerchietti per foderare il fondo degli stampi (quindi devono essere di misura simile alla circonferenza del fondo dello stampo). Tagliate poi (io vado a mano libera) delle strisce di impasto, per foderare i bordi degli stampini, e infine dei cerchi più grandi, per formare la base (quando ribalterete le cassatine al forno).
Continuate fino a che non si sarà esaurito l’impasto. Un avvertimento: lasciate le strisce di bordo leggermente più alte della dimensione di ciascuno stampo, così potrete chiudere il tappo delle cassatine al forno.

Riprendete la ricotta scolata, e mettetela in una ciotola, con zucchero, arancia candita e cioccolato (le quantità le potete variare a piacere!) e mescolate bene.
Bucherellate il fondo di ciascuno stampino con i rebbi della forchetta, mettete due o tre cucchiaini di ripieno di ricotta in ciacsuno stampino (dipende dalla grandezza degli stampini, ma in ogni caso non devono essere pieni all’orlo, altrimenti gonfieranno troppo! Quindi state un po’ sotto) e poi mettete su ciascun ripieno il cerchietto di frolla più grossoe ribattete i bordi delle fasce laterali copra il coperchietto, aiutandovi con i rebbi della forchetta. Bucherellate anche i coperchietti delle cassatine al forno con i rebbi della forchetta, così uscirà l’umidità.

Mentre il forno di scalda a 180 gradi, mettete gli stampini in frigo a far rinsaldare la frolla.

Una volta che il forno è caldo, mettete le cassatine al forno a cuocere per circa 15/20 minuti.
Non estraetele dalle formine prima che si siano ben raffreddate.

Potete spolverarle in superficie con dello zucchero a velo, se vi va.

Torta carote e nocciole

Torta carote e nocciole

Mentre preparavo questa torta, ho riflettuto sul fatto che amo le carote nei dolci. Il mio primo dolce è stata una torta alle carote, e fortuna ha vuolto che mi uscisse proprio bene, così ho continuato e… il resto è storia. Anzi, è la storia di questo blog.
Le carote nei dolci le amava tanto anchela mia dolce nonnina, che faceva scorpacciate di tortine camille. Sarà per questo anche che le torte alle carote sono molto presenti in questo blog – date un’occhiata a questa Torta carote e limone, per esempio.

Questa versione di Torta carote e nocciole è apparsa ormai qualche tempo fa sulla rivista di cucina Saveurs, e ve la ripropongo qui nella versione che ho seguito io, con qualche piccolissima modifica e suggerimento. Ho notato che la temperatura e la curata della cottura erano molto esagerate, e ho rischiato di bruciare la torta. Ho quindi diminuito temperature e durata, salvando il dolce.
Questo dimostra come scrivere ricette non sia per nulla facile. Bisogna tenere presente che non tutti hanno a disposizione gli stessi attrezzi, che una cucina professionale e una casalinga sono diverse, e che tlvolta a casa qualche scorciatoia non va vista così male!

Quindi, dopo aver evitato il disastro, provate anche voi la Torta carote e nocciole e fatemi sapere come va – ricordate che è senza glutine e quindi adatta davvero a tutti!

Ingredienti:
170 gr farina di nocciole
370 gr carote (già pulite)
3 uova medie
90 gr burro molto morbido
75 gr amido di mais (*)
100 gr zucchero (io demerara)
16 gr lievito per dolci (*)
60 ml latte parzialmente scremato o latte di mandorle
mezzo cucchiaino di cannella

(*) se preparate per persone intolleranti al glutine e celiache, fate attenzione che gli ihredienti siano certificati glutenfree

Preparazione:
Per preparare la torta carote e nocciole dovete anzitutto lavare e mondare le carote, e poi con l’aiuto del mixer tritarle finemente. Potete anche grattugiarle, se non avete il mixer a disposizione.
Successivamente, dovete montare le uova con lo zucchero fino a che non gonfiano bene.
A questo punto potete aggiungere le carote, incorporandole con una spatola.

Aggiungete anche la farina di nocciole (se non la trovate al supermercato potete farla da soli, tritando finissime le nocciole tostate nel mixer), la cannella (io non ne ho messa molta, potete anche ometterla o metterne un cucchiano se vi piace molto) e il burro. Mescolate molto bene per incorporare all’impasto anche questi ingredienti.

Infine, aggiungete anche l’amido di mais setacciato: è importante setacciarlo, perchè permetterà alla torta di crescere incorporando aria.

Per ultimo, sciogliete il lievito nel latte (che deve essere a temperatura ambiente) e unitelo al resto degli ingredienti.

Mescolate molto bene per incorporare tutti gli ingredienti.

Foderate una teglia del diametro di 18 centimetri con della carta forno, e versatevi l’impasto che avete appena ottenuto.

Cuocete la torta carote e nocciole a forno già caldo a 200 gradi per circa 45 minuti.
Come sempre, poichè ogni forno è differente, fate sempre la prova dello stecchino prima di sfornarla defintivamente. Se vedete che dopo circa 30 minuti la torta si scurisce sulla superficie, potete coprire la teglia con della carta di alluminio, in modo che non bruci.

Potete servire la torta carote e nocciole con uno strato di zucchero a velo, come ho fatto io, oppure con un frosting al formaggio di vostra scelta. Nella ricetta che ho seguito c’era… ma io vado sul semplice, mi piace di più!

Frollini alla farina di riso senza glutine

Frollini alla farina di riso senza glutine

Una delle cose che ha sconvolto di più la nostra famiglia alla diagnosi di celiachia di mio padre è stato il menù. Improvvisamente abbiamo scoperto che il glutine era dappertutto intorno a noi, non c’era quasi nessun prodotto nei supermercati che riportava la spiga dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia) oppure la scritta SENZA GLUTINE.
Eravamo tutti preoccupati da contaminazioni, ingredienti poco chiari, conservanti consentiti (o forse no). L’unica ragionevole certezza di mangiare pietanze veramente senza glutine era alzarsi le maniche e farseli da sé.

La pasticceria senza glutine non è semplice. La maglia glutinica assente nelle farine senza glutine può e deve essere sostituita con altri ingredienti: uova, amidi (maizena o fecola o similari), burro o margarina.
In questa ricetta dei Frollini alla farina di riso il collante dell’impasto è proprio il burro, che da’ anche quel meraviglioso sapore tipico delle frolle con il glutine.

Preparare queste frollini è semplicissimo. Gli ingredienti sono limitati, e poi ormai la farina di riso si trova ovunque, anche nei supermercati generici. Nella foto ve li ho proposti “al naturale”, ma ovviamente potete accoppiarli con della crema di nocciole o della marmellata. Oppure usare la frolla come base per delle meravigliose crostate glutenfree. A voi la scelta!
Siccome mi piace molto il retrogusto alla liquirizia dello zucchero di canna integrale, ho usato questo per realizzare questa mia versione di frollini alla farina di riso. Se non vi piace, potete usare lo zucchero semolato.

Mi raccomando solo di fare attenzione a che gli ingredienti di riempimento che sceglierete siano senza glutine. E fate anche attenzione a che gli arnesi di cucina siano ben puliti, perchè il rischio di contaminazione da glutine è subdolo! A parte queste avvertenze, sicuramente questi frollini alla farina di riso diventeranno uno dei vostri cavalli di battaglia della pasticceria casalinga senza glutine, e vi faranno fare un figurone!

Ingredienti:
250 gr di farina di riso
75 gr di burro molto molto morbido
100 gr di zucchero di canna
mezzo cucchiaino di bicarbonato (o una punta li lievi per dolci)
1 uovo a temperatura ambiente
1 bustina di vanillina

Preparazione:
Iniziate a preparare i frollini alla farina di riso ammorbidendo molto il burro. Potete usare il microonde o a bagnomaria, ma l’importante è che non si sciolga completamente. Deve essere però tanto morbido.

Lasciatelo riprendere la temperatura ambiente (ci vorrà qualche minuto) e intanto mettete in una ciotola la farina di riso col bicarbonato e la vanillina, e mescolate.

Aggiungete al burro lo zucchero, e mescolate per bene fino a che i due ingredienti non si saranno ben incorporati.
Se usate lo zucchero di canna, noterete che non si scioglierà del tutto. Non vi preoccupate, è normale e va bene così.

A questo punto iniziate ad incorporare i secchi (la farina di riso con la vanillina e il bicarbonato), mescolando prima con una forchetta, e poi quando l’impasto inizierà ad avere una qualche consistenza, continuate ad impastare con le mani. Vedrete che si formerà un impasto abbastanza morbido, leggermente sbricioloso.

Prendete una parte di impasto (circa una metà) e stendetelo col mattarello sul piano di lavoro tra due fogli di carta forno leggermente spolverati di farina di riso. Lo spessore non deve essere molto alto, circa 3/4 millimetri va bene. Io vado a occhio naturalmente, l’importante è che non siano molto spessi ma nemmeno sottilissimi (altrimenti si romperanno).

Prendete un tagliabiscotti di vostra scelta e tagliate i vostri frollini alla farina di riso. Poneteli poi sulla teglia (va bene anchel a leccarda) coperta di carta forno. Siccome non lievitano molto in cottura, potete anche distanziarli di circa un paio di dita.

Mentre attendete che il forno di scaldi a 180 gradi, mettete la vostra teglia in frigorifero in modo che i frollini si compattino.
Una volta che il forno è caldo, mettere i frollini alla farina di riso nel forno e cuoceteli per circa 15 minuti. lasciateli raffreddare un po’ prima di staccarli dalla teglia.

Biscotti alle mandorle senza glutine

Biscotti alle mandorle senza glutine

La diagnosi di celiachia può gettare intere famiglie nello sgomento, e non solo perchè è una malattia invalidante, ma anche perchè invade la vita di ogni giorno.
Improvvisamente occorre fare attenzione a qualsiasi cosa, dalle farine (ma questa è la parte più evidente) agli attrezzi da cucina, alle pentole, le tovaglie.. insomma, tutto quello che può essere contaminato da cereali contenenti glutine.

Il glutine si nasconde ovunque, e ce ne rendiamo conto solo quando siamo ai blocchi di partenza, carrello nelle mani, e iniziamo a leggere le etichette dei prodotti che ci sono famigliari, e di cui ignoravamo gli ingredienti.
Tutti, intendo.

Per tanti la diagnosi di celiachia suona come una condanna, e se è certo che tutto non sarà più come prima, bisogna pensare che non tutto è precluso, e accanto a nuovi sapori, si può iniziare a sperimentare.

Come sapete, in queste pagine trovate tante soluzioni dolci per chi non può mangiare il glutine. Oggi vi propongo un’altra ricetta, facilissima e davvero buona, quella dei biscotti alle mandorle. Avrete bisogno solo di tre ingredienti!
Siete pronti a prepararli con me?

Ingredienti per circa 20 biscotti:
due albumi
75 gr zucchero
240 gr di farina di mandorle

per decorare (opzionali)
due/tre manciate di mandorle a lamelle (o granella di mandorle)
zucchero a velo

Preparazione:
I biscotti alle mandorle senza glutine si preparano in un baleno, e senza utilizzare attrezzi elettrici o altro.

Sbattete leggermente gli albumi con una frusta a mano. Non devono montare, è sufficiente che inizino a diventare bianchi.

In un’altra ciotola, mettete la farina di mandorle e lo zucchero semolato, e mescolate. Aggiungete poi gli albumi appena sbattuti, e iniziate ad impastare fino a che non si forma una massa piuttosto consistente.

Prendete da questa massa delle palline di impasto del diametro di circa tre/quattro centimetri (vi potete aiutare con un cucchiaino). Rotolate le palline di impasto tra i palmi per creare delle piccole sfere.

Passate poi le sfere di biscotti alle mandorle nelle mandorle a lamelle (o nella granella), e poi metteteli leggermente distanziati tra loro su una teglia coperta già di carta forno, schiacciando leggermente ogni biscotto.

Cuocete i biscotti alle mandorle in forno già caldo a 180 gradi per circa 12 minuti (devono leggermente dorarsi, non devono scurire).

Quando si sono raffreddati (non prima, altrimenti si sfalderanno) toglieteli dalla teglia e metteteli a finire di raffreddare su una gratella.

Se volete, spolverate con zucchero a velo.

Potete provare anche questi Amaretti al pistacchio senza glutine.

Biscotti di frolla al grano saraceno

Biscotti di frolla al grano saraceno

Senza glutine non significa senza gusto, e questi biscotti di frolla al grano saraceno ne sono la piena dimostrazione! Questi biscotti vanno bene in ogni stagione dell’anno, e potete farcirli con marmellata di lamponi, magari della Nutella (li ho anche fatti così, ma nno sono durati abbastanza da poter essere fotografati!!) oppure in versione simil natalizia, a forma di corona con una piccola decorazione di cioccolato fondente e nocciole, come ho fatto nella foto.
Così sono eleganti e raffinati quasi, ma vi assicuro che anche a sandwich, perfino con del caramello salato, sono la fine del mondo! La ricetta non è mia ma del mitico Luca Montersino e – vi avviso già – gran parte della sua bontà viene dal burroso impasto. Ma del resto sono frollini, io vi avevo avvisato!
La nota della frutta secca da’ loro un tocco di rustico in più, che il grano saraceno esalta appieno, Insomma, se ancora non vi ho fatto venir voglia di provarli, vi dico anche questa: sono facilissimi!
Non ci credete? Preparliamoli insieme!

Ingredienti:
100 gr farina di nocciole
140 gr farina di mandorle
100 farina di grano saraceno
120 gr zucchero
150 gr farina di riso
200 gr burro morbido
1 uovo
1 pizzico di sale

Procedimento:
Mettete nella ciotola della planetaria (o in una ciotola normale) tutte le farine.
Se non trovate la farina di nocciole e mandorle potete farla da voi: con la stessa quantità di frutta secca, mettetela nel mixe con lo zucchero, e azionate il cutter fino a che il composto non avrà assunto la consistenza di una farina un po’ grossolana.
Con il gancio a foglia (o con le mani, se non avete la planetaria) mescolate le farine, e poi aggiungete il burro e fatelo ben incorporare nel’impasto. Risulterà ancora granuloso, non vi preoccupate.
Mettete quindi un pizzico di sale e l’uovo, e fate andare la planetaria a velocità mediobassa per qualche minuto (oppure impastate per bene) fino a che l’impasto non avrà raggiunto una consistenza omogenea e il burro si sarà del tuttoincorporato.

A questo punto formate un panetto,. avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare in frigo almeno un’ora.

Trascorsa l’ora estraete il panetto del frigo, stendetelo tra due fogli di carta forno con l’aiuto del metterello e di un po’ di farina di riso a un’altezza di circa 4 mm (io vado a occhio!), e poi con un cutter per biscotti tagliate i vostri biscotti di frolla al grano saraceno della forma che desiderate.

Allineateli sulla placca del forno coperta di carta forno, e cuoceteli a forno già riscaldato a 170 gradi per 15 minuti circa. Si devono solo leggermente colorire.

Staccateli dalla teglia solo quando avranno iniziato ad intiepidirsi.

Potete farcirli con marmellata, crema alle nocciole o alle mandorle, oppure decorarli come nella foto.
E’ semplicissimo: basta sciogliere del cioccolato fondente a bagnomaria e poi, con un piccolo cono fatto con la carta forno, oppure anche con una forchetta, far colare su un lato dei biscotti il cioccolato fuso, e ricoprire con della granella di nocciole.

Successo assicurato!

Se vi piace il grano saraceno, provate anche i Cuori di grano saraceno.

Orange cake senza glutine

Orange cake senza glutine

La storia di questa orange cake è la storia di quanto i social, oltre ad aver cambiato il nostro modo di rapportarci alle persone, di concepire la nostra immagine pubblica e di averci un po’ isolati dalla dimensione sociale, hanno fatto qualcosa di buono. La cosa buona è incarnata in questa torta.
Mi ispiro tanto a profili e persone che sono più bravi di me, e una di questi (tanti) è Claudia Roden, una scrittrice di ricette inglese.
La conoscevo come scrittrice di ricette mediorientali, e questa orange cake non la conoscevo. Me l’ha fatta conoscere Marco di Torta o Ragione, che è un pasticcere secondo me bravissimo. A mano a mano che leggevo la ricetta, cresceva la voglia di provarla.

Ingredienti (per una teglia da 22 cm):
2 arance⠀bio con buccia edibile⠀⠀⠀⠀
6 uova⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
250g farina di mandorle ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
250g zucchero⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
1 cucchiaino lievito per dolci⠀⠀(se la fate, come per, per un celiaco, controllate bene che sia glutenfree)⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀

Preparazione:⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Lavate molto bene le arance e fatele bollire in acqua abbondante per almeno un’ora.
Scolatele e fatele raffreddare.

Quando si sono raffreddate per bene, tagliatele a metà per eliminare gli eventuali semini, e poi in tanti pezzi, e metteteli in un mixer. Frullatele per qualche minuto, deve uscire una purea abbastanza densa.
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Prendete una ciotoa e sgusciate le sei uova. Montatele con lo zucchero per avere un composto chiaro e gonfio. Unite qiundi la farina di mandorle, e poi la purea di arancia cotta.
Mescolate con una marisa per evitare di smontare il composto.

Foderate una teglia con la carta forno e versate l’impasto. Infornate la orange cake in forno già caldo a 180° C per 50-60 minuti. Consiglio: a 45 minuti date un’occhiata, optrebbe essere già cotta!
Altrimenti vi si abbronza come la mia!!

Panna cotta con gelatina all’anguria

Panna cotta con gelatina all’anguria

Ho sempre il dubbio, quando pubblico, se far vedere le foto anche quando le preparazioni non sono propio belle come le volevo. In linea generale non si dovrebbe. Però io alla fine alle regole ci sto ma solo un po’ pochino, e comunque questi bicchierini di panna cotta con gelatina all’anguria erano così buoni che anche se il primo strato di gelatina alla anguria non era ancora sufficientemente freddo e ha un po’ rovinato la superficie.

Però alla fine è buonissima anche un po’ sgarrupata, e anche se idealmente lo strato a metà invece che rosa doveva essere rosso, è venuta benissimo! Inoltre è senza glutine, quindi se avete ospiti celiaci, farete un figurone anche con loro!

Ingredienti:
250 ml panna cotta
6 fogli di gelatina (io uso quella di Paneangeli)
300 gr di succo di anguria
100 gr zucchero semolato

Procedimento:
Mettete a bagno in acqua fredda in due contenitori separati 3 fogli di gelatina ciascuno.

Intanto preparate il succo di anguria: se avete l’estrattore o la centrifuga sarà semplicissimo, un bottone e via.
Se siete analogici come me e non avete a casa tutte queste diavolerie, è semplice comunque, solo un po’ più laborioso. Prendete dell’anguria – dipende molto dal vostro frutto, per 300 gr di succo io ho preso circa 410 grammi di frutto senza semi e senza buccia, ma andate a occhio.
Mettete la anguria senza semi nel miscelatore del frullatore (anche ad immersione va bene) e frullate fino a che il tutto non si sarà ridotto a una poltiglia acquosa. Lo so che non sembra romantico, ma va bene così.
Prendete un colino e iniziate a filtrare il succo rispetto alla fibra dell’anguria. Ci vorrà qualche minuto, ma il risultato è molto simile a quello dell’estrattore.
A questo punto scaldate il succo – non deve bollire, basta che sia caldo. Prendete tre fogli di gelatina idratati, strizzateli per bene e fateli sciogliere, sempre mescolando, nel succo della anguria.

Mettete poi il succo da parte a raffreddare.

Nel frattempo, in un alro pentolino, scaldate la panna con lo zucchero, e mescolate per scioglierlo tutto. Appena si è sciolto spegnete anche qui, e scioglietevi all’interno i restanti tre fogli di gelatina.

Prendete i vostri bicchierini, dividete la panna in due parti e poi ciascuna delle due parti in quattro parti. Io sono andata a occhio – e si vede!
Lasciate intiepidire e poi mettete una mezz’ora in frigorifero.

Trascorsi trenta minuti, accertatevi che la panna cotta si sia raffreddata e poi versatevi sopra la prima metà del succo di anguria, diviso in quattro. Come vedete dalla foto, io mio succo era ancora un po’ caldino e ha rovinato lo strato di panna (ma il gusto era super!). Mettete per circa 20 minuti i bicchierini nel freezer a rassodare.

Poi versate ancora la panna restante, sempre dividendola in quattro, mettete in freezer ancora 15/20 minuti, e poi alla fine la restante parte del succo di anguria. Finite di far rassodare ancora 15/20 minuti in freezer.

Poi potete passare la vostra panna cotta alla gelatina di anguria in frigo, dove deve riposare per un tre ore almeno, meglio 4.
Se volete, per mimare i semi di anguria e dare un po’ di consistenza, potete anche mettere qualche goccia di cioccolato a mo’ di decorazione, come ho fatto io.

Se non le avete, va bene ugualmente, la panna cotta con gelatina all’anguria è così buona che non serve altro!

Ghiaccioli ai mirtilli e lavanda

Ghiaccioli ai mirtilli e lavanda

Molti pensano che prepararsi le cose in casa, da sé, sia una gran perdita di tempo e di fatica. Lo pensavo anche io, e del resto – unta dal sacro fuoco della pigrizia – me ne sono sempre guardata bene dal mettermici a spignattare (perchè poi si deve lavare…), preparare (ma vuoi mettere quell’ora in più a letto??), e chi più ne ha più ne metta.

Però capita che, un giorno, succede qualcosa. Nel mio caso ho iniziato a non digerire più niente. Un po’ di riso in bianco e una fetta di prosciutto cotto erano un’agonia. Ho passato mesi a pasta con un filo di olio, sentendomi come se avessi mangiato un bue. Ho provato di tutto, compresa la pranoterapia. Niente. Anni di tormenti, coliche, notti in bianco.

Cosa è successo poi, vi chiederete? Tutto e nulla. Dopo aver anche fatto una gastroscopia per sospetta celiachia (che non ho), e una surreale visita da un medico che non ha trovato nulla di meglio da dirmi se non che avevo qualche intolleranza, ma chissà quale, e in ogni caso non mi avrebbe mai prescritto il test perchè costa al servizio sanitario (io pagherei anche le tasse, forse avrei qualche diritto pure di usufruire del servizio, no??), mi sono detta: adesso mi preparo io le cose, vedo quel che ci metto dentro, così se sto male lo becco subito.

Non sono (quasi) più stata male.
Certo, ogni tanto capita ancora, ma sempre meno di prima. Ormai raramente. Quasi sempre quando esco a mangiare.
Ho il sospetto che ci sia qualche conservante poco amico, forse qualche lievito. Sacrifici ne faccio, in pizzeria non ci vado quasi più, vado a mangiare sempre e solo dove so che non sto male, e nei posti sconosciuti mangio della gran verdura, che non si sa mai. Però che soddisfazione prepararsi le cose da sé e sentire che sono buone!

Prendiamo ad esempio i ghiaccioli.
Ci si mette un niente a farli, si possono provare gusti e accostamenti nuovi, non hanno conservanti (quindi ne facciamo pochi per volta) e fanno bene. Colori originali, non ci sono coloranti qui. Solo il mirtillo.

I ghiaccioli ai mirtilli e lavanda sono uno degli esperimenti di quest’estate. L’accostamento dei sapori viene direttamente da Sale & Pepe di luglio, che è una miniera per gelati, sorbetti e compagnia. Il metodo è il solito mio, usato anche per i ghiaccioli al tè matcha che ho pubblicato solo su IG (ma presto li rifaccio e li ripropongo anche qui!!). Se avete dieci minuti, fateli. Sono ottimi, e la lavanda da’ un tocco in più che sta una meraviglia.
Non ci credete? Guardate qui.

Ingredienti: (4 ghiaccioli di misura media)
200 gr mirtilli
60 gr zucchero
1 cucchiaino di lavanda essiccata (edibile)
100 ml di acqua del sindaco

Procedimento:
Mettete in un pentolino lo zucchero e l’acqua e fate raggiungere il bollore, in modo che lo zucchero si sciolga bene.
Una volta sciolto, spegnete il fuoco e lasciate la lavanda in infusione per una dceina di minuti.
non di più, altrimenti i ghiaccioli ai mirtilli e lavanda sapranno di saponetta.

Filtrate lo sciroppo zuccherato con la lavanda, e mettetelo nel boccale del frullatore ad immersione, insieme ai mirtilli che avrete in precedenza ben lavato ed asciugato. Azionatelo fino a che il tutto non assumerà una consistenza cremosa.

Prendete i vostri stampi per ghiaccioli, e riempiteli con il composto con i mirtilli.
Mettete poi gli stampi nel freezer a rassodarsi (senza il bastoncino!). Dopo circa 90 minuti, massimo un’ora, controllate che abbiano già iniziato a congelare: dovrebbero essere diventati dei ghiaccioli ai mirtilli e lavanda ancora leggermente morbidi ma già più consistenti.
In questo caso mettete la paletta di legnetto, e rimettete in freezer almeno altre 4/6 ore.

Tutto qui.
Ovviamente, se avete gli stampini con gli stecchi di plastica con il comperchietto, che stanno in piedi comunque, potete metterli nel ghiacciolo ai mirtilli e lavanda ancora morbido, e si congeleranno in circa 4 ore senza toccarli.

Buona fresca estate a tutti!!

Gelato cassata

Gelato cassata

La Sicilia ed io. Due rette parallele.
non ci siamo mai incontrati in quarant’anni di vita, e poi improvvisamente, due viaggi di lavoro nel giro di pochissimo tempo. Il mio famoso turismo processuale, che però mi ha consentito di scoprire i sapori di una terra che avevo solo visto in cartolina. Una cosa che mi piace tantissimo è l’arrivo all’aeroporto di Catania, quando all’improvviso ti appare davanti il mare, la spiaggia e l’Etna sullo sfondo. Una vista da mozzare il fiato.

In onore di questa bella terra, da cui ogni tanto “scippo” qualche ricetta, oggi vi propongo il gelato (casalingo!) al gusto di cassata.
Cose c’è di meglio, in estate, di un goloso gelato?
Nulla ovviamente, salvo che molti di noi non possiedono una gelatiera, il chè potrebbe far sembrare l’operazione tutt’altro che facile! Se lo pensate, vi invito a provare questa ricetta del gelato al gusto di cassata! E’ buonissimo, semplice da realizzare, e piace proprio a tutti! In qusto caso, per necessità, sono andata proprio a cercare tutti gli ingredienti (canditi compresi!) appositamente per celiaci, però naturalmente potete utilizzare i canditi di vostra scelta, e magari arricchirlo con gocce di cioccolato bianco, nocciole, o per tenere il mood … tanti pistacchi di Bronte!

Ingredienti:
200 ml panna fresca da montare
5 zucchiai di zucchero a velo
40 gr latte intero
250 gr di ricotta di pecora (se non la trovate o non vi piace, va bene anche la ricotta vaccina)
70 gr frutta candita (controllate che sia senza glutine se avete intolleranze)
60 gr gocce di cioccolato (anche qui, verificate che siano senza glutine)
1 cucchiaio di marsala (se avete dei minori, non lo mettete! – sarà buono comunque)

Procedimento:
Perparare il gelato cassata è facilissimo, anche senza gelatiera.
Mescolate la ricotta con il latte e lo zucchero a velo, fino a che non si ammorbidirà per bene (basterà qualche minuto).
Versate quindi la panna, e mescolate ancora fino a che il tutto non si sia ben uniformato. Aggiungete anche il marsala.

A questo punto, aggiungete i canditi – se non volete che si attacchino tra loro, potete metterli un quarto d’ora in freezer sulla carta forno. Dopo i canditi, unite anche le gocce di cioccolato, e mescolate.

Il gelato cassata a questo punto sarà molto morbido, e canditi e gocce di cioccolato tenderanno verso il basso. Non vi preoccupate, alla fine riemergeranno come per magia! (più o meno!!).

Mettete il gelato in un contenitore di acciaio ben freddo (meglio – ma vanno bene anche i contenitori di alluminio usa e getta, purchè ben freddi. Per questo, potete lasciarli in freezer mentre preparare il gelato cassata) , e lasciatelo mezz’ora in freezer.
Trascorsa la prima mezz’ora, toglietelo dal freezer e date una mescolata con il cucchiaio, poi rimettete in freezer.
Fate questa operazione per 3/4 volte – vedrete che l’ultima volta il gelato avrà iniziato a prendere consistenza, e i canditi e le gocce di cioccolato rimarranno anche sospese in superficie.

Lasciate riposare per circa quattro ore, meglio tutta la notte.

Ricordate di togliere il vostro gelato cassata dal freezer almeno una mezz’ora prima di servirlo!