Gelato di yogurt alle pesche

Gelato di yogurt alle pesche

Dopo il Gelato all’acqua al cioccolato dello scorso anno, non potevo perdere l’occasione per esibirmi anche quest’anno nella avventura della creazione di un gelato home made senza la gelatiera!
Questa versione del gelato fatta in casa, senza l’ausilio di strane macchine, è davvero buono. L’unica controindicazione è che ci vuole tempo, ma il lavoro lo farà il freezer per voi, a voi toccherà solo l’ingrato compito di mescolarlo con la forchetta ogni tanto. Si può fare in fondo, no?

Quest’anno, visto che sono stata così fortunata da trovare delle belle pesche gialle succose e mature, vi propongo di preparare insieme il Gelato di yogurt alle pesche, che è buonissimo e più leggero del gelato comprato perchè non ha panna, ma yogurt come base (io ho usato quello della Muller che mi piace tanto, ma potete tagliare ancora di più i grassi e usare il Total FAGE 0%) e tanta frutta fresca.
Ovviamente alle pesche potete sostituire fragole, mirtilli, lamponi.. insomma, quello che volete!

Questo è quanto, nel senso che oltre al latte condensato non c’è proprio nessun altro ingrediente.
Non ci credete? Seguitemi e vedrete come è facile da realizzare questo Gelato di yogurt alle pesche, che è pure senza glutine!

Ingredienti:
500 g di yogurt di vostra scelta
3 pesche gialle belle mature
397 g latte condensato,. cioè una lattina (io ho usato questo)

Procedimento:
Sbucciate le pesche, tagliatele a pezzetti e mettetele in una padella a cuocere a fuoco molto basso per una dceina di minuti.
Devono ammorbidirsi molto bene.
Quando si saranno ammorbidite, toglietele dal fuoco, schiacciatene metà con la forchetta e lasciate gli altri pezzetti interi. A me piace avere anche pezzi di frutta più grandi nel gelato, se non vi vanno frullate il tutto e via!
Lasciate raffreddare.

Quando le pesche si saranno raffreddate, mettete in una terrina lo yogurt con il latte condensato e le pesche.

Mescolate molto bene, e poi mettete il vostro Gelato di yogurt alle pesche in una forma da plumcake (meglio di metallo, che conduce meglio il freddo, piuttosto che di vetro).

Mettetelo nel feezer e dopo un paio d’ore mescolatelo con una forchetta per rompere i cristalli di ghiacico che si saranno formati nel frattempo.
Riponetelo ancora nel freezer per altre due ore, al termine delle quali fate lo stesso procedimento.

Ripetete ancora questo procedimento un paio di volte, e al termine dovreste avere un bel gelato consistente ma allo stesso tempo malleabile, e con un gusto unico!

Mafaldine siciliane al sesamo

Mafaldine siciliane al sesamo

Per lavoro ho girato l’Italia di più che per diletto. Quando devo riposare quasi sempre torno nella mia amata Toscana, ma nel resto dell’anno spesso giro come una trottola per tribunali, e non è infrequente che mi capiti di andare anche molto lontano.
E’ così che ho visitato per la prima volta la Sicilia – per andare in tribunale!
Non ho potuto godere del mare di Catania, ma nelle 48 ore di permanenza ho fatto non solo il pieno di cannoli e arancine, ma anche di questo pane buonissimo, le mafaldine siciliane ai semi di sesamo, che vi propongo oggi.
A dirla proprio tutta è un pane che è più tipico di Palermo, anche se gli annali ci dicono che è una rielaborazione sicula di un pane di origine araba, data anche la presenza del cimino, cioè i semi di sesamo. La leggenda pure ci dice che questo pane è stato ribattezzato con il nome di Mafalda di Savoia, la principessa insomma. Non ho idea di come si chiamasse prima, ma è comunque buonissimo.
La ricetta tradizionale lo vorrebbe col lievito naturale, ma non avevo avuto il tempo di rinfrescarlo, quindi vi propongo il lievito di birra – così potete rifarlo in tanti!

Ingredienti:
per il lievitino
200 gr farina di semola
13 gr lievito di birra
130 ml acqua

Per l’impasto
350 gr di farina di semola
200 ml acqua
1 cucchiaino di malto
2 cucchiai di olio evo
10 gr sale
Sesamo q.b.

Procedimento:
Prepariamo il lievitino, sciogliendo il lievito nell’acqua.
Poi aggiungiamo la farina di semola, e lavoriamo per formare un impasto morbido.
Copriamo con la pellicola e facciamo riposare a temperatura ambiente per circa 1 ora (se fa caldo, controllate a vista la crescita per evitare che esageri!

Trascorsa l’ora di riposo, prepariamo l’impasto. Mettiamo nella impastatrice (o nella ciotola se impastate a mano) la farina, il malto , l’olio. Diamo una prima veloce impastata e poi aggiungiamo anche il lievitino e l’acqua.
Lavoriamo l’impasto col gancio per impasti o a mano, fino a che l’impasto non inizia a rassodarsi. Poi mettiamo il sale.
Continuiamo ad impastare fino a che l’impasto non sarà liscio e compatto.
Formiamo una palla, che metteremo al lievitare per due/tre ore in una ciotola coperta con la pellicola. Sempre a temperatura ambiente.
La durata della lievitazione dipende dalla temperatura esterna. Se fa più caldo di 25 gradi è probabile che in due ore l’impasto sarà già cresciuto e maturo per proseguire. Deve raddoppiare, quindi date un’occhiata ogni tanto.

Prendete poi l’impasto, e traetene circa 7/8 pezzetti di dimensioni più o meno simili.
Formate per ogni pezzetto di impasto un cordoncino lungo circa 30/40 cm, e ripiegatelo a spirale, con il codino verso l’alto, come in foto.

Ponete poi le mafaldine siciliane che avete così creato sulla teglia del forno già coperta di carta forno, spennellatele con acqua e spargete sulla superficie il sesamo. Fate quindi lievitare ancora un’ora.

Scaldate il forno 200°, e quando arriva alla temperatura infornate le mafaldine siciliane per 15 minuti, poi abbassare la temperatura del forno a 180 gradi e cuocete altri 15 minuti.

Toglietele dal forno, e fatele raffreddare su una griglia