Muffin al grano saraceno e mandorle

Muffin al grano saraceno e mandorle

Il grano saraceno non è un cereale, e non è neppure saraceno.
Da questo knockout non so quanti di voi si riprenderanno, ma dovevate saperlo.
Girano strane storie su di lui, tanto che molti lo guardano con sospetto e circospezione.
Ma il grano saraceno è un buono. Dietro la sua scorza dura e graffiante, a tratti burbera e rustica, si nasconde un tenerone che va d’accordo con tutti, e fa bene a tutti. Senza glutine, ricco di proteine, combatte la glicemia, è un buon antiossidante. Insomma, tutti vorrebbero averlo come amico.
Eppure il grano saraceno continua ad avere troppi detrattori.
Oggi vogliamo rendergli giustizia con questi bellissimi e buonissimi muffin al grano saraceno e mandorle. Si preparano veramente in pochi minuti, e sono squisiti. Nascondono un piccolo cuore dolce di marmellata (ma potete anche non metterla, io ho usato la Zuegg con pochissime calorie), e nascono da un adattamento della Torta Ladina, che ho realizzato un po’ di tempo fa.
Quindi niente di nuovo – ma, se volete realizzarli, diventerete amici del grano saraceno anche voi!

Ingredienti:
130 gr farina di grano saraceno
80 gr di farina di mandorle
20 gr di farina senza glutine (io ho usato il mix della Nutrifree, ma potete usare anche solo il grano saraceno)
100 gr burro morbido
120 gr di zucchero di canna macinato fine (altrimenti non monta bene)
Mezza bustina di lievito (sono circa 8 grammi, controllate che sia gluten free)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Procedimento:
In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi (farina di grano saraceno, di mandorle, mix gluten free e lievito). Mescolate e tenete da parte.

In un altro contenitore montate il burro morbido con lo zucchero, e quando è diventato soffice iniziate ad incorporare le uova una dopo l’altra, intervallate da due/tre cucchiai di ingredienti secchi setacciati. Mettete il secondo uovo solo dopo che il primo si sarà assorbito, e così via.

Prendete poi i vostri pirottini di carta (o la teglia per muffin imburrata e infarinata) e riempiteli per un terzo, mettete un cucchiaino scarso di marmellata e poi copritela con altro impasto, senza però arrivare al bordo, perché rischiano di uscire dai pirottini mentre lievitano. Tenetevi un po’ sotto al bordo, che non si sa mai.
Ovviamente potete anche non metterla la marmellata, va a vostro gusto (saranno buoni ugualmente!).
Infornate a 180 gradi per circa 20 minuti.
Quando si raffredderanno potrete decorare i muffin al grano saraceno e mandorle con zucchero a velo.

Plumcake alle mele, yogurt e noci

Plumcake alle mele, yogurt e noci

Finché ci sarà l’autunno, non avrò abbastanza mani, tele e colori per dipingere la bellezza che vedo.
(Van Gogh)

Autunno porta pomeriggi freddi, da passare al caldo del proprio divano, con una tazza fumante di té in una mano… e un buonissimo dolce alla mele dall’altra!
Non che sia obbligatorio, per carità – a me non capita mai di avere pomeriggi così in nessuna stagione che il buon Dio manda in terra, però la visione romantica dell’autunno chiama a sé prati di fogli in fiamme (come cantava Claudio Baglioni), finestre appena appannate e un bel dolce con la frutta di stagione. Come questo plumcake alle mele, yogurt e noci.

Oggi vi propongo un plumcake leggerissimo (se volete usare un dolcificante lo sarà ancora di più!) e rustico come da tradizione.
Sto provando da un po’ a non usare sempre farine super raffinate, e così vi propongo la versione con farina integrale – ma viene buono anche con la farina 00, non vi preoccupate!

Ingredienti:
135 gr di farina integrale (o farina 00)
50 gr di zucchero (anche di canna, basta che sia quello macinato fine)
1 mela media
2 uova
mezza bustina di lievito (sono circa 8 gr)
1 cucchiaino di cannella
30 gr olio
1 manciata di granella di noci
1 vasetto di yogurt alla vaniglia o naturale (quello da 125 gr., potete usare anche quello greco)

Procedimento:
Montate le uova e lo zucchero con l’olio fino a che il composto non diventa chiaro e spumoso. Ci vorranno almeno cinque minuti – potete usare le fruste elettriche o la planetaria.
Mentre le uova si montano, mettete in un’altra ciotola la farina, il lievito e la cannella, e mescolate bene gli ingredienti secchi tra loro.

Una volta che le uova si saranno ben montate, unite il vasetto di yogurt e mescolate piano per amalgamare il composto senza smontarlo.
Unite poi a poco a poco la farina setacciata. Fatela incorporare bene nell’impasto – io preferisco setacciarne tre cucchiai circa per volte e poi amalgamarla, così sono sicura di controllare bene che il tutto si è assorbito completamente.

A questo punto sbucciate la mela, togliete il torsolo e ricavate dei piccoli cubetti (circa tre quarti della mela). L’ultimo quarto lo usiamo per decorare.

Incorporate anche la mela, mescolando con una marisa molto dolcemente,e poi aggiungete anche le noci a granella.

Imburrate e infarinate un piccolo stampo da plumcake (io ho usato uno stampo usa e getta della Cuki lungo 20 cm), mettete l’impasto all’interno, livellate e decorate la superficie con le fettine di mela dell’ultimo quarto rimasto (non fatele affondare troppo, altrimenti non si vedrà più la decorazione). Infornate a 180 per 45/50 minuti.
Come sempre, controllate il vostro forno e la cottura, anche perchè molta dell’umidità della torta dipende dalla mela che userete. Può darsi che ci voglia qualcosa di più o di meno – in ogni caso, a circa 35 minuti controllate la cottura, e se vedete che il plumcake si sta scurendo in superficie ma è indietro di cottura, coprite la superficie con dell’alluminio.

Una volta cotto, lasciate raffreddare il vostro plumcake alle mele, yogurt e noci prima di toglierlo dallo stampo e spolverizzarlo con lo zucchero a velo.
Per altre idee autunnali con le noci, guardate questi buns alle mele e cannella vegan.

Madeleines all’arancia e zenzero

Madeleines all’arancia e zenzero

Senza glutine non significa senza sapore, e queste madeleines all’arancia e zenzero ne sono la prova!

Una delle tradizioni più accreditate fa discendere il nome di questo dolce francese a Santa Maria Maddalena, celebre personaggio evangelico, a cui nel Medioevo è stato attribuito il merito di aver evangelizzato la Francia, insieme a Marta e Lazzaro. Non so se sia tradizione o verità, e se Maria Maddalena abbia mai visitato le terre transalpine. Ma la tipica forma a conchiglia dello stampo delle madeleines si fa discendere dal simbolo cristiano conferito ai pellegrini per la causa del Vangelo.

Per noi moderni le madeleines sono più famose per via di Proust che, nel suo A la recherche du temps perdu, le usa come stratagemma narrativo per far fluire un mare di ricordi della sua infanzia. E così sono arrivate a noi, piccole pause dolci ed evocative, che si possono aromatizzare in moltissimi modi diversi. Abbiamo già visto le Madeleines senza glutine al cacao e nocciole e le Madeleines alla lavanda, anche quelle gluten free. Anche oggi ve ne propongo una versione senza glutine (se non avete intolleranze potete ovviamente realizzarle con la farina 00).

Ingredienti:
125 gr mix di farine senza glutine
150 gr zucchero
100 gr burro morbido
1 buccia di arancia bio (grattugiata)
4 gr lievito per dolci
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
3 uova
1 pizzico di sale
zucchero a velo per decorare

Procedimento:
In una ciotola (mi raccomando, va sanificata prima se l’avete usate per le preparazioni col glutine) mettete la farina, il lievito e il sale. Mescolate e lasciate da parte mentre montata in un’altra ciotola le uova con lo zucchero. Le uova devono diventare chiare e soffici.
Aggiungete le zeste di arancia, lo zenzero e la vaniglia, e fate andare le fruste a bassissima velocità per mischiare il tutto con le uova montate.

Successivamente iniziate ad incorporare a questo composto la farina, poco per volta, per evitare grumi. Unite dell’altra farina solo dopo che la precedente è stata assorbita. Infine, unite anche il burro, amalgamando bene ma senza eccedere per non smontare il composto.
Lasciate il composto in frigorifero per un’ora a riposare.

Imburrate e infarinate il vostro stampo per le madeleines, togliete l’impasto dal frigorifero, e mescolatelo leggermente con una frusta a mano per eliminare eventuali depositi sul fondo di farina.

Riempite lo stampo per madeleines, avendo cura di restare un po’ sotto al bordo perchè poi gonfieranno.

Cuocete le vostre madeleines a 180 gradi per 8 minuti, fino a che non saranno leggermente ambrate.
Togliete lo stampo dal forno, lasciate riposare le madeleines per un paio di minuti prima di estrarle dallo stampo.

Fate raffreddare prima di spolverarle con lo zucchero a velo. Le vostre madeleines all’arancia e zenzero sono pronte!

Crostata al cacao con frangipane alle mandorle e pere

Crostata al cacao con frangipane alle mandorle e pere

La serendipità è la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra.

Ho amato Sliding Doors, il film con Gwyneth Paltrow in cui la protagonista – a seconda che perda o meno una metropolitana – vive due vita diverse, che finiscono per congiungersi in un punto, un incontro, rappresentato in quel caso da un nuovo amore. Quasi a suggerire che ci sono persone, situazioni, che siamo destinati comunque a vivere, indipendentemente dalla strada che scegliamo di percorrere.

Non so se sia vero, ma le happy coincidences, come direbbero gli inglesi, costellano la nostra vita come puntini invisibili che solo alla fine riusciamo a unire per trovare il disegno nascosto.

Forse l’ho presa da lontano per raccontarvi di questa ricetta, nata per caso, per una spesa fatta male o forse troppo frettolosamente. Doveva essere una torta di mele allo yoghurt. Invece è una crostata al cacao con frangipane alle mandorle e pere. È anche una torta facilissima, ma ne è uscita una bontà talmente grande che non posso non condividerla con voi. E’ anche molto leggera – ha un solo uovo, niente burro, e la frangipane viene in parte da quella che ho usato per un’altra crostata, quella volta lì sì con le mele.

Ingredienti:
per la frolla
200 gr farina 00
20 gr cacao amaro
70 gr zucchero semolato
60 gr olio vegetale
1 uovo

per la frangipane
190 gr latte di mandorla
50 gr farina 00
120 gr farina di mandorle
30 gr gocce di cioccolato.
30 gr di mandorle tritate
60 gr zucchero
la punta di un cucchiaino di lievito
30 gr olio

1 pera decana

Procedimento:
Iniziate preparando la crema frangipane. Mettete in una ciotola gli ingredienti secchi (farina, farina di mandorle, lievito, mandorle tritate e zucchero) e mescolateli tra loro.
Aggiungete successivamente prima l’olio, e poi il latte, mescolando bene per amalgamare gli ingredienti ed evitare i grumi. Aiutatevi con una frusta a mano, sarà più semplice.
Aggiungete poi le gocce di cioccolato e la pera tagliata a pezzettini, e amalgamate il tutto dolcemente.
Mettete la frangipane da parte (in frigo coperta con una pellicola, oppure lasciatela fuori, sempre coperta, se in casa non fa troppo caldo).

Preparate anche la frolla al cacao mettendo in una ciotola l’olio, lo zucchero e l’uovo. Mescolate velocemente con una forchetta, in modo che lo zucchero inizi a sciogliersi. Successivamente aggiungete il cacao, che dovrete sciogliere nel composto con l’aiuto di una piccola frusta a mano (o della forchetta, se non avete il frustino). A questo punto, iniziate a inserire nell’impasto la farina, un paio di cucchiai per volta, in modo che possa assorbirsi a poco a poco.

La vostra frolla all’olio sarà pronta quando non si attaccherà più alle dita.

A questo punto stendete la frolla con un mattarello a un’altezza di circa 4 millimetri su un foglio di carta forno. Per questa ricetta ho usato una piccola teglia da 24 cm di diametro con i bordi un po’ alti, per contenere il ripieno della frangipane, e bucherellate il fondo con i rebbi della forchetta.

A questo punto potete procedere a riempire il guscio della crostata con la crema frangipane con le pere, livellatela bene, e poi potete mettere la crostata al cacao con frangipane alle mandorle e pere in forno già caldo a 180 gradi per 35 minuti.

Siccome mi avanzava un po’ di impasto, l’ho usato per fare un bordo insolito e adatto alla stagione – ho ritagliato delle deliziose foglioline con un tagliabiscotti e le ho usate per decorare la crostata.

L’accostamento cioccolato e pere è un classico, e lo potete provare in tante versioni, dalla Torta con le pere al rosmarino e cioccolato ai Ravioli dolci alle pere e Nutella.

Muffin alle carote e mandorle

Muffin alle carote e mandorle

Nulla è più memorabile di un odore. Un profumo può essere inatteso, momentaneo e fuggevole, e tuttavia evocare un’estate della nostra infanzia su un lago di montagna. Un altro, una spiaggia al chiaro di luna. Un altro ancora un pranzo in famiglia con una teglia di arrosto e delle patate dolci durante un pazzo agosto in una città del Midwest. Gli odori esplodono morbidamente nella nostra memoria come mine terrestri cariche nascoste nella massa cespugliosa degli anni .

I muffin alle carote e mandorle sono un ascensore verso i miei vent’anni, il ricordo della nonna che era golosissima di questi dolci morbidi e umidi al punto giusto. Non sempre si ricorda tutto quello che si pensava non si sarebbe mai dimenticato, ma poi basta un odore, un sapore, e si aprono mille cassetti nella memoria, per far rivivere nel presente anche chi non c’è più.

Questi muffin alle carote e mandorle sono anche facilissimi da fare, senza lattosio e quindi adatti anche gli intolleranti. Vi basta un mixer abbastanza capiente e tre quarti del lavoro è già fatto, un po’ come il pan d’arancio. Anzi, volendo li potremmo anche chiamare pan di carote! Se siete intolleranti alla frutta secca, potete anche omettere le mandorle, saranno buoni ugualmente!

Ingredienti:
370 gr di carote
140 gr di farina 00
55 gr di mandorle tritate finemente (o farina di mandorle – se non potete mangiarle, sostituite la quantità con farina normale)
45 gr fecola
190 gr di zucchero
120 ml di olio di semi
3 uova
1 arancia bio
16 gr lievito per dolci
1 pizzico di sale

Procedimento:
In un mixer mettete le mandorle e tritatele finemente – dovranno avere la consistenza della farina, ma un po’ grossolana. Mettetele da parte.
Riprendere il mixer e mettetevi all’interno le carote mondate e tagliate a pezzetti (così il mixer farà meno fatica). Frullatele inizialmente da sole, in modo da spezzettarle per bene, e poi unite l’olio e fate andare qualche minuto, insieme alla buccia di arancia grattugiata. Dovrebbe formarsi una sorta di crema di carote arancione.
A questo punto, rompete le tre uova nel mixer, chiudetelo e fatelo andare ancora per poco, in modo che si incorporino alla crema di carote.
Dopodiché mettete in una ciotola separata tutti gli ingredienti secchi (farina, mandorle tritate finemente, fecola e zucchero, con il lievito setacciato e il pizzico di sale). Mescolateli tra loro e poi unite a poco a poco la crema di carote e uova, mescolandola con una frusta a mano o una forchetta. L’impasto deve essere liscio e senza grumi.

A questo punto, versate l’impasto preparato nei pirottini (se volete potete anche usare l’impasto per una torta!), stando bene attenti a stare sotto al bordo di un buon centimetro. Cresceranno in cottura, quindi non vorrete che escano tutti dalle formine, vero?

Cuocete i muffin alle carote e mandorle nel forno già caldo inizialmente a 170 gradi per una decina di minuti, poi abbassate la temperatura di dieci gradi e completate la cottura per altri venti minuti.
Se volete, una volta raffreddati potete spolverarli con lo zucchero a velo, ma sono buoni anche così, al naturale.

Se vi piacciono di dolci con le carote, potete provare anche i Muffin alle carote, mandorle e zafferano, oppure i Muffin vegani alle carote e noci.

Torta con le pere al rosmarino e cioccolato

Torta con le pere al rosmarino e cioccolato

Pere e cioccolato. Come Bonnie e Clyde, Sandra e Raimondo, Cip e Ciop. Una delle coppie più celebri della pasticceria mondiale.
La dolcezza delle pere si accompagna in maniera splendida alla punta amarognola del cioccolato fondente, creando quel connubio di sapori che difficilmente si scorda.
E poi le pere con il cioccolato sono il connubio tipico dell’autunno – ma l’autunno quello bello, quello dei primi freddi, del comfort food per eccellenza, delle domeniche stesi sul divano con una tazza di tè fumante e una copertina sulle gambe.

Dolci con pere e cioccolato ce ne sono una infinità. La coppia di ferro è stata immortalata in centinaia di ricette nelle versioni più impossibili. Oggi vi lascio un’ennesima versione, realizzata con farine non raffinate e, con un piccolo accorgimento, trasformabile in un dolce vegano coi fiocchi.

Quindi, allacciate grembiuli e stringhe delle scarpe, che si parte alla scoperta della torta con le pere al rosmarino e cioccolato.

Ingredienti:
4/5 pere (preferisco le decana, ma anche le abate possono andare, basta che non siano troppo grandi)
300 gr cioccolato fondente
150 gr farina integrale
70 gr zucchero di canna
60 gr di amido di mais
450 ml kefir bianco
Miele
2 rametto di rosmarino fresco.

Procedimento:
Sbucciate le pere lasciando il piccolo, e bollitele nell’acqua con 2 cucchiai colmi di miele e i rametti di rosmarino. Devono restare morbide ma consistenti, non devono spappolarsi. Mettetele a freddare.
Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagnomaria, mescolando spesso.
In una ciotola a parte versate l a farina, l’amido di mais lo zucchero ed il kefir. Mescolate bene e poi aggiungete il cioccolato fuso, che dovrete aver lasciato però qualche minuto a intiepidire.
Nel frattempo le pere si saranno freddate: tagliatele in quarti, eliminate il torsolo coi semi e il picciolo.
Tenete 6 quarti da parte, e i restanti tagliateli a pezzettini piccoli, che amalgamerete poi nel composto col cioccolato.
Versate l’impasto al cioccolato e pere in una tortiera rivestita di carta forno (io ho usato un diametro di 25 cm) e dopo averlo ben livellato mettete i quarti di pera che avrete lasciato da parte sulla superficie, disponendoli a raggiera con la punta rivolta verso il centro.
Cuocete in forno statico già caldo a 180 gradi per circa 50 minuti.
Una volta trascorso il tempo, spegnete il forno e lasciate la torta all’interno a riposare ancora una decina di minuti.

Per la versione vegana sostituite il kefir con lo yogurt bianco di soia, e il miele con lo sciroppo di acero.

Per un’altra idea di torta con le pere, oltre a questa Torta con le pere al rosmarino e cioccolato guardate questa crostata alle pere e cioccolato.

Cantucci alla farina di castagne e cioccolato

Cantucci alla farina di castagne e cioccolato

I cantucci toscani sono arrivati a noi dai secoli passati.
Alcuni ritengono che siano gli eredi di una sorta di pane dolce aromatizzato all’anice che i soldati romani tagliavano in forma obliqua e ripassavano due volte nel forno (da qui anche il termine bis-cotto, cioè cotto due volte) per conservarlo più a lungo.
Altri li fanno discendere dalla tradizione contadina di mangiare gli scarti del filoncino dolce che i panettieri preparavano per le famiglie ricche. Questi scarti erano i “cantucci” dei filoncini.

La vera consacrazione dei cantucci arriva però nel 1691 quando nientepopodimeno che l’Accademia della Crusca ne da’ la definizione ufficiale di biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo (le mandorle sono arrivate dopo). La ricetta che usiamo ancora oggi è stata presentata alla esposizione universale di Parigi da un pasticcere di Prato, il Mattei, tant’è che qualcuno adesso chiama i cantucci anche cantucci di Prato.
A rafforzare la tradizione pratese dei cantucci, c’è anche il primo manoscritto che riporta la ricetta dei cantucci, che data un secolo esatto prima ed è proprio stato rinvenuto in quel di Prato, e più precisamente nell’Archivio di Stato.

Dal 1691 ad oggi la ricetta dei cantucci si è perfezionata, evoluta, migliorata. I cantucci sono diventati un patrimonio della tradizione dolciaria italiana, e sfido chiunque a dire che non ha assaggiato un cantuccio almeno una volta nella vita.

Sono dolci perfetti per un fine pasto, per una pausa tè o caffè, insomma in ogni momento della giornata. Sono anche relativamente semplici da cucinare, e ormai le varianti di questo tradizionale dolce sono infinite.
Quella che vi propongo oggi è senza glutine e senza lattosio, ideale per gli amici vegani e per chiunque sia alla ricerca di qualcosa di buono, come nella pubblicità dei Ferrero Rocher di tanti anni fa.
Quindi allacciate i grembiuli e prepariamo insieme i cantucci alla farina di castagne e cioccolato

Ingredienti:
160 gr di farina di castagne
40 gr di fecola
90 gr di zucchero di canna
100 gr di mandorle tostate, tritate grossolanamente
100 gr gocce di cioccolato
90 gr olio di semi
40 gr latte di mandorla
Mezzo cucchiaino di lievito per dolci
Un pizzico di sale

Procedimento:
Per preparare i cantucci alla farina di castagne e cioccolato versate la farina di castagne, la fecola, il lievito, il sale in una ciotola e mescolateli tra loro.
In un altro recipiente mettete l’olio, il latte di mandorla, e lo zucchero, e mescolate cercate di sciogliere lo zucchero.
Unite poi i liquidi agli ingredienti secchi e mescolate con le mani per creare un impasto omogeneo.
Aggiungete alla fine le mandorle e le gocce di cioccolato.

Dividete l’impasto in due, e create due filoncini lunghi circa 20 cm ciascuno, e infornate a forno caldo a 180 gradi per 15/20 minuti.
Estraete la teglia dal forno, tagliate i filoncini di sbieco, e rimetteteli in forno per la seconda cottura a 150 gradi, per 10 minuti per lato.

Ciambella tigrata

Ciambella tigrata

La giraffa ha il cuore lontano dai pensieri. Si è innamorata ieri, e ancora non lo sa.” (Stefano Benni)

Vi chiederete cosa c’entri la ciambella tigrata con una (splendida) poesia di Stefano Benni sulla giraffa. Tutto e niente, come sempre.
In realtà, questa ciambella, o almeno la decorazione interna di questa ciambella, gira da molto sul web, e qualcuno l’ha chiamata perfino ciambella giraffa… ma io della giraffa non ci vedo un gran ché, devo essere sincera. L’ho sempre categorizzata tra le varie decorazioni tigrate, e lì la lascio!

Per la verità, la decorazione è mutuata dalla Topomap cake, che furoreggiava lo scorso anno, che vi avevo proposto in versione senza burro.
Anche quella di oggi è una ciambella senza burro, quindi perfetta per una colazione leggerissima ma piena di gusto e… grinta!
La ciambella tigrata non è difficile da realizzare, richiede solo un po’ di tempo per la decorazione, ma senza particolari abilità. Quindi è adatta a tutti, anche alle pasticcione come me!

Ingredienti:
250 gr farina 00
200 gr zucchero
150 gr latte
100 gr olio di semi
50 gr farina di mandorle
5 uova
2 gr sale
16 gr lievito
Zeste di mezzo limone
3 cucchiai da cucina di cacao amaro

Procedimento:
Anzitutto dividete i tuorli dagli albumi e mettete 100 gr di zucchero in ciascuno dei due composti.

Montate i tuorli con gli albumi fino a che non diventano chiarissimi e spumosi. Ci vorranno all’incirca tra i 5 e i 10 minuti (dipende dal vostro sbattitore e dalla velocità massima che può raggiungere). Una volta montati per bene, riducete la velocità e aggiungete prima l’olio a filo (50 gr) e poi il latte (100 gr).
Successivamente, spegnete lo sbattitore e con una spatola incorporate le zeste del mezzo limone e la farina (ma solo 150 gr, non tutta!), setacciata insieme a 8 gr di lievito. Cercate di non smontare il composto.

Mettete da parte questo composto e iniziate a lavorare gli albumi, montandoli a neve con un cucchiaino di succo di limone (e ovviamente lo zucchero che avete messo prima!).
Quando si saranno montati bene, anche qui abbassate la velocità delle fruste e incorporate il latte (50 gr che sono rimasti), l’olio (50 gr rimasti anche di questo). Spegnete le fruste e incorporate a mano la farina rimasta (100 gr) setacciata con il lievito residuo (sempre 8 gr) anche questa volta setacciati. Infine aggiungete la farina di mandorle. Se si smonta il composto non vi preoccupate, per questo va benissimo così!

Ungete il vostro stampo a ciambella (vi consiglio uno stampo di circa 26 cm di diametro e che sia un po’ alto, perché la torta lieviterà molto) con del burro e infarinatelo per evitare che il dolce si attacchi. Io sto testando questo spray e devo dire che mi sto trovando bene.

Mettete circa metà del composto di tuorli, e poi spolveratevi sopra un cucchiaio di cucina raso di cacao amaro, con l’aiuto di un piccolo setaccio (per questi lavoretti mi arrangio con il filtro per il tè sfuso). Versate poi sopra uno strato di impasto con gli albumi (anche qui circa metà), e poi spolveratevi sopra un cucchiaio di cucina raso di cacao amaro, con l’aiuto di un piccolo setaccio. Proseguite poi mettendo ancora la seconda metà dell’impasto di tuorli, poi il cacao spolverato, infine la seconda metà del composto di albumi. Questa volta non dovete spolverarlo col cacao!

Mettete la vostra ciambella tigrata in forno già caldo a 180 per 35 minuti.

Pane dei morti vegan e gluten free

Pane dei morti vegan e gluten free

Il pane dei morti è un dolce tradizionale antichissimo, adesso diffuso un po’ dappertutto nel nord Italia, ma prevalentemente in Lombardia (anche se voci mi dicono che si mangi pure in Toscana). Facendo un po’ di ricerche, mi sono imbattuta in una tradizione che lo vorrebbe risalente addirittura all’antica Grecia, in cui vi era la tradizione di donare un pane biscottato con uva passa, farina e acqua alla dea Demetra, per assicurarsi un raccolto abbondante.

Che sia vero o meno, questa tradizione di preparare dei piccoli dolci da offrire ai defunti è arrivata fino a noi, nel tempo caricandosi di ingredienti rispetto ai primi tre della tradizione classica. Essendo però fondamentalmente rimasto un dolce della tradizione contadina, nella sua versione più tradizionale lo troviamo composto da materie prime “di riciclo”, cioè biscotti avanzati e frutta secca.

Quella che vi propongo oggi è invece una versione supermoderna, senza glutine e vegana – un ulteriore ponte tra la tradizione più antica e la cucina contemporanea.
Anche se, a dirla proprio tutta, Ippocrate aveva già diagnosticato ai suoi tempi qualche celiaco, che avrebbe apprezzato molto questa versione!
Preparare il pane dei morti vegan e gluten free è facilissimo, vediamo insieme come farlo al meglio!

Ingredienti:
170 gr mix di farine senza glutine (io ho usato questo della Nutrifree)
80 gr zucchero di canna (o semolato, se non lo avete)
20 gr cacao amaro
1 cucchiaino di cannella
70 gr latte di mandorla (o acqua)
25 gr uvetta
25 gr arancia candita (o cedro – purchè siano senza glutine)
40 gr noci sgusciate
40 gr nocciole sgusciate
40 gr mandorle sgusciate
40 gr olio di semi
1 cucchiaino di lievito per dolci glutenfree
1 pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare il pane dei morti sminuzzando in un mixer la frutta secca. Non riducetela a farina, è sufficiente avere una granella un po’ grossolana – si deve sentire il scrocchierello della frutta secca.
Contemporaneamente, ammollate l’uvetta in acqua tiepida per almeno venti minuti.

Mettete tutta la frutta secca a granella, l’uvetta privata dell’acqua, la farina, il cacao, il lievito, l’arancia candita, la cannella e un pizzico di sale in una ciotola e mescolate (potete metterla anche nel contenitore della planetaria, e mescolate con il gancio per impastare).

Aggiungete l’olio a filo, sempre impastando (anche a mano), e una volta incorporato aggiungete anche il latte di mandorla.
Il composto deve risultare morbido ma sodo.

Create a questo punto dei biscotti, dando all’impasto una forma leggermente ovale. Compattate i pane dei morti vegan e gluten free con le mani, se necessario.

Metteteli su un placca coperta con carta forno, e infornate a 180 gradi statico (il forno deve essere già caldo) per circa 15 minuti.

Una volta raffreddati, cospargerli abbondantemente con lo zucchero a velo.

Pan co’ santi senese

Pan co’ santi senese

Il Pan co’ santi senese è un tipico dolce autunnale della provincia di Siena, che si prepara nel periodo di Ognissanti. Le affinità con altri dolci senesi è evidente: frutta secca e spezie non mancano mai, perché erano i tesori (appunto, i santi del nome!) che i mercanti senesi riportavano dai loro viaggi commerciali.
Il ripieno arricchisce un pane davvero semplice, che di solito si preparava il giorno del sabato, che era dedicato alla panificazione per tutta la settimana. Sabato scorso mi ci sono messa anche io a panificare il pan co’ santi senese, e con uno sforzo davvero minimo ho sfornato una vera meraviglia della cucina povera e tradizionale del nostro Paese.
Il grosso del lavoro lo fa il lievito, voi dovere soltanto pesare e impastare gli ingredienti. Se avete la planetaria poi.. ma che aspettate?
Vi consiglio di riscoprire questa ricetta tradizionale toscana di altri tempi, che qui vi lascio in versione anche vegana (ho eliminato lo strutto e l’ho sostituito con l’olio evo).

Ingredienti (per due pani di media grandezza)
150 gr farina 00
150 gr farina manitoba
10 gr lievito di birra
120 ml acqua tiepida
3 cucchiai zucchero
70 ml olio EVO
150 gr uvetta
150 gr noci
Mezzo cucchiaino di pepe
Un pizzico di sale
Tuorlo d’uovo per spennellare la superficie – per la versione vegana usate il latte vegetale per spennellare.

Procedimento:
Anzitutto mettete l’uvetta a rinvenire nell’acqua tiepida per almeno venti minuti.
Nel frattempo, tostate le noci in un padellino antiaderente con una goccia di olio – vi assicuro che l’olio sprigionerà tutto il gusto delle noci, che a loro volta daranno al pane un gusto inconfondibile!
Sciogliete anche il lievito nell’acqua tiepida, mescolando bene.

Mettete nella planetaria (o in una ciotola, se impastate a mano) le due farine, lo zucchero, il pizzico di sale, il pepe, l’olio e mescolate brevemente. Aggiungete poi l’acqua col lievito, a poco a poco.

Quando si sarà formato l’impasto, aggiungete per ultimi l’uvetta strizzata e le noci, che nel frattempo si saranno raffreddate.
Se impastate a mano, l’uvetta e le noci le potete anche aggiungere all’inizio dell’impasto – l’importante è che non si frantumino troppo, ma rimangano a grossi pezzi.
Attenzione: se vi piace (e le lo consiglio) prima di tuffare l’uvetta nell’impasto, passatela in un po’ di vin santo – il sapore del pan co’ santi migliorerà tantissimo!
Se siete astemi, oppure avete bimbi a tavola, meglio di no!

Prendete l’impasto e formate una palla. Mettetelo in una ciotola pulita con un po’ di farina all’interno, copritelo con la pellicola alimentare e un canovaccio pulito e fatelo lievitare in luogo tiepido per circa tre ore. Io lo metto sempre in forno, dove è protetto per bene. Prima di metterlo a lievitare accendo brevissimamente il forno, e lo porto a circa 40 gradi, così si aiuta la lievitazione.

Trascorse le tre ore, riprendere il vostro panetto, e ricavate due pagnottine all’incirca delle medesime dimensioni.

Sistematele sulla leccarda del forno, che avrete ricoperto con la carta forno. Incidete la superficie formando una croce, spennellatele col tuorlo dell’uovo (o il latte vegetale) e rimettetele a riposare per mezzora.

Accendete intanto il forno e portatelo alla temperatura di 180 gradi.

Infornate il vostro pan co’ santi per circa 25 minuti.

Se volete altre idee anche salate di cucina toscana, leggete il libro di Giovanni Righi Parenti “La cucina Toscana“.