Baguettes

Baguettes

Ormai sono stata assalita dalla febbre, non la febbre Dengue o peggio il Covid 19, ma la febbre della panificazione. Lo dico spesso che la lievitazione mi affascina. Ma fare il pane è proprio terapeutico. Se devo pensare a un esempio della frase inglese labour of love, penso al pane.
Il pane è stato il salvagente di tanti, e oltre agli stomaci ha riepito tante ore della quarantena da COVID 19. Tanti se lo sono buttato alle spalle all’inizio della fase 2, ma per me è diventato un dolce appuntamento del weekend.
Ci penso al giovedì, al venerdì sera inizio ad impastare, e al sabato di primo mattino mi alzo trepidante per vedere i risultati di quel miracolo che si chiama lievitazione.

Questa volta ho provato a fare le baguettes. La ricetta è di Emmanuel Hadjiandreou, ed è contenuta in questo libro che è il regalo che mi sono fatta per il mio compleanno. Era la prima volta che preparavo il poolish glutinato, la prima (e unica) volta l’avevo fatto per un corso sulla panificazione senza glutine. Devo dire che questo è meno appiccicoso e decisamente più gestibile. Però sempre appiccicosetto è, se siete un po’ schizzinosi non usatelo!

In sè il procedimento è semplice. Non avete bisogno di coltivare il vostro lievito madre, non avete bisogno di nulla tranne che di una cosa preziosissima – il tempo.

A differenza delle altre volte, mi è piciuto lasciarvi una ricetta cronologica, basata sulla mia (poca) esperienza di panificazione. Io pensavo che avrei sfornato a mezzogiorno ma mi sono alzata tardi. Il prossimo weekend farò meglio!
Con queste quantità vi verranno tre baguettes – hanno un gusto ottimo, si sente che non sono industriali, e considerato che sono facilissime da fare, vi consiglio di provare almeno una volta!

Ingredienti:
per il poolish
2 gr lievito di birra fresco
125 ml di acqua tiepida
125 gr farina 00
per l’impasto
300 gr farina 00
7 gr sale
2 gr lievito di birra fresco
140 ml di acqua tiepida

Procedimento:
ore 20,30 di venerdì – prepariamo il poolish. In una ciotola sciogliete il lievito nell’acqua tiepida, e poi incorporate la farina. Mescolate con un cucchiaio di legno fino a che no nsi sarà assorbita, e che l’impasto sarà liscio. Corpite con la pellicola alimentare e lasciate fermentare a temperatura ambiente, almeno per 10 ore, fino a 12 ore (non di più). Il poolish è fatto, Ma quanto difficile può essere?
ore 9,00 di sabato – sciogliete in una ciotola il lievito previsto per l’impasto con l’acqua tiepida. Versatelo poi nel poolish , e mescolate bene fino a che non si sarà assorbito. Mettete quindi la farina, poi il sale, e impastate per almeno dieci minuti.Potete aiutarvi con l’impastatrice. Siccome il poolish e l’impasto sono particolarmente idratati, si appiccicheranno alle dita. Non avete sbagliato, le baguettes sono fatte così!
ore 9,30 di sabato – mettete il vostro impasto a riposare 10 minuti nella ciotola, coperto dalla pellicola
ore 9,40 di sabato – lasciate l’impasto nella ciotola e iniziate a lavorarlo. Siccome è appiccicoso, inumidite leggermente le mani, e iniziate a creare una sorte di pieghe, tirandolo dai lati verso il centro. Copritelo ancora con un canovaccio e fate riposare altri 10 minuti.
ore 10,00 di sabato – rifate l’operazione delle ore 9,40. Rimettete a riposare.
ore 10,15 di sabato – dopo la terza piegatura, coprite con un canovaccio e lasciate lievitare l’impasto per un’ora
ore 11,15 di sabato – rovesciate l’impasto sul piano di lavoro, sgonfiatelo e dividetelo in tre panetti più o meno simili. Stendete leggermente ogni pezzo a rettangolo, poi arrotolatelo formando un piccolo filone. Adagiateli tutti sulla carta forno con cui avrete coperto la teglia del forno, copriteli con un canovaccio e fate riposare per 15 minuti.
ore 11,30 di sabato – allungate ogni filoncino in modo che raggiungano approssimativamente la lunghezza della teglia. Metteteli un po’ distanziati tra loro. Se non avete lo stampo per baguettes che va in forno (io non ce l’ho) piegate la carta forno tra una baguette e l’altra, come a formare dei piccoli divisori. Coprite con un canovaccio e fate lievitare per un’altra ora.
ore 12,30 di sabato: spolverate le baguettes con un po’ di farina, se volete fate qualche taglio decorativo sulla superficie, e mettetele nel forno, che nel frattempo avrete scaldato a 240 gradi. Ricordatevi (io mi ero scordata!) di mettere sul fondo del forno un pirottino con dell’acqua fredda, che vi aiuterà a formare del vapore nel forno per far formale la cristinia criccante alle baguettes. Cuocete per 15 minuti.
ore 13,00 di sabato – le vostre baguettes sono pronte per essere sfornate, fatele raffreddare e servite!

Pane di farina di semola con lievito madre

Pane di farina di semola con lievito madre

Dietro a ogni pane c’è una storia – anzi, la storia, lunga come il mondo. E’ l’alimento più antico, e dal primo azzimo ai giorni nostri il pane ha fatto la storia del mondo.
E da oggi questa soria è passata anche attraverso la mia casa, grazie a Nunzia del blog Miele di Lavanda, che mi ha fatto venire voglia di provare a coltivare il mio lievito madre. Il lockdown è stato, in questo senso, provvidenziale, perchè negli ultimi due mesi mi sono applicata a coltivare il mio lievito madre, che adesso è un giovane virgulto di nome Pierpiero. Ma la sua storia ve la racconterò un’altra volta.

Ho messo alla prova Pierpiero nell’ultimo weekend di aprile, e nel primo test mi sono fatta accompagnare da una ricetta proprio di Nunzia, che col suo pane di semola con lievito madre mi aveva per la prima volta fatto saltare in mente l’ingegno di panificare… La ricetta originale la trovate sul suo sito; qui, oltre alla ricetta, vi racconterò però una storia, la mia storia, col pane, che ha un po’ a che fare col virus, col lievito, con il calore di casa.

Ingredienti:
500 gr farina di semola
400 gr acqua
120 gr di lievito madre
15 gr di sale
un cucchiaino di malto (io l’ho trovato da Natura Sì)

Procedimento:
Si tratta di una preparazione lunga. Non faticosa, ma lunga.
Prendetevi il vostro tempo per curare la crescita del vostro pane, non abbiate fretta. Tra un passaggio e l’altro ho scritto qualche verbale di consiglio di amministrazione, fatto delle telefonate, mandato e-mail, studiato un brano di chitarra classica… insomma, tra un passaggio e l’altro scorre la vita quotidiana, i cui sapori staranno tutti lì, nel vostro pane.

Prendete il lievito madre e rinfrescatelo, come d’abitudine, e poi lasciatelo lievitare per tre ore a temperatura ambiente.
Nello stesso tempo, mettiamo la farina in una ciotola con l’acqua – non tutta, solo 300 gr. Mescoliamo velocemente in modo che si formi un impasto compatto, ma non è necessario che sia incordato o altro. Questa è l’autolisi, una tecnica che sfrutta l’autoevoluzione del glutine per dare più sviluppo e una maggior durabilità del prodotto. Coprite anche questo impasto e lasciatelo riposare lo stesso tempo del lievito madre, quindi tre ore.

Trascorse le tre ore riprendete il lievito madre e l’impasto in autolisi, e metteteli nella planetaria con i lganci oper gli impasti, insieme al malto. Iniziate a lavorare l’impasto, aggiungendo poco per volta i 100 gr di acqua che rimangono.
a metà dell’inserimento di acqua, versate anche il sale.

Fate impastare in planetaria fino a quando l’impasto non sarà incordato perfettamente. Incordato??
Sì, praticamente quando l’impasto si stacca dalle pareti della ciotola e resta sul gancio, e rimane liscio ed elastico.

A questo punto, infarinate un piano di lavoro, mettetevi sopra l’impasto e lasciatelo lì per 20 minuti a riposare, coperto da una ciotola. Se volete, riposate anche voi, ma senza ciotola in testa.

Trascorsi i 20 minuti, realizzare le prime pieghe portando l’impasto dall’esterno verso il centro. Coprite e lasciatelo così per 30 minuti. Rifate un altro giro di pieghe com eil precedente, e poi lasciatelo ancora lì per 30 minuti, sempre copero dalla ciotola.

Passati questi altri 30 minuti, mettete il vostro impasto in una ciotola, copritelo con della pellicola alimentare e lasciatelo lievitare per 5 ore.

Riprendete il vostro impasto, e iniziate a fare il primo giro di pieghe a tre; copritelo poi ancora per mezz’ora. Trascorsi anche questi 30 minuti, rifate un altro giro di pieghe, questa volta però dando al vostro impasto la forma che desiderate. Io ho cercato di fare un filone, per non fare ancora una pagnotta, ma ovviamente se vi piace la forma circolare, fate pure!
Mettete il vostro impasto sulla carta forno (così lo sposterete più facilmente nel forno), spolveratelo con la semola, coprite con una ciotola lasciandolo riposare ancora 20 minuti, e poi mettetelo in frigo, e dormiteci su.
Nel senso che deve stare in frigo a lievitare (lentamete) tutta la notte, o comunque almeno otto ore.

Il giorno dopo accendete il forno e scaldatelo fino a 250 gradi.
Quando arriva a temperatura, mettete la teglia con il pane (senza ciotola!) in forno per 10 minuti. Per creare il vapore nel forno, che aiuterà a formare quella bella crosticina, mettete sul fondo del forno un pirottino pieno di acqua, di quelli usa e getta di alluminio.
Abbassate poi la temperatura a 220 gradi, e continuate la cottura per altri 10 minuti.
Gl ultimi 30/40 minuti cuocete il pane a 180 gradi.

Questo pane di farina di semola con lievito madre mi ha insegnato due cose: primo, pianificare per panificare. La fretta non è mai buona consigliera. Secondo, e molto più importante: il pane è maschile ma va trattato al femminile, cioè con dolcezza. Non lavoratelo, soprattutto alla fine quando fate le pieghe, con troppa forza, insomma non siate rudi: le bolle che si formano all’interno dell’impasto sono una benedizione e non vanno schiacciate. Saranno una delle cose più affascinanti da scoprire nella prima fetta… ovviamente dopo il sapore del vostro pane di farina di semola con lievito madre!

Questo pane si conserva bene per qualche giorno… ma non ve lo dico nemmeno, perchè finirà in un secondo!

Se avete poco tempo, potete provare questa ricetta di pane fatto in casa.

Pane semplice senza impasto

Pane semplice senza impasto

Non avete più scuse. No, dico sul serio.
Questo pane semplice senza impasto è alla portata di tutti, anzi che dico – tutti.

Non serve l’impastatrice, non serve il lievito madre, non serve nessuna particolare abilità.
Non serve nemmeno spenderci troppo tempo.
La ricetta ovviamente non è mia, ma dei tipi di Bread in 5, che hanno pensato a tutti noi che corriamo ogni giorno tra mille impegni, e che magari dopo il breve stop da cronavirus riprenderemo la nostra quotidianità dimenticandoci di quanto sia stato bello farci il pane in casa.
Ecco, non abbandoniamo le buone abitudini.

Questo pane si prepara letteralmente in cinque minuti, lievita in frigorifero, dove può restarci fino a una settimana (loro dicono due, ma non esagererei!). Alla bisogna di lascia fuori dal frigorifero un’oretta e si inforna per altri 40 minuti. Alla fine avrete un bel pane con tanto di alveolatura, e per giunta buonissimo.
Vi prego, dategli una chance. E scrivetemi tutti per sapere cosa ne pensate!

Ingredienti:
340 gr di acqua (del sindaco) tiepida (circa 35 gradi)
460 gr farina 0 (comunque una farina di forza tipo W240 – io ho usato la manitoba)
12 gr di lievito di birra fresco (oppure circa la metà di lievito di birra secco)
10 gr di sale

Procedimento:
Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida, all’interno di una terrina abbastanza capiente. Questa terrina vi servirà anche per la lievitazione del pane, quindi prendetene una che possa accogliere l’impasto lievitato di volume.
Altrimenti straborda fuori, e non voglio avere nessuno sulla coscienza!!

Versate quindi nella terrina anche la farina e il sale, e mescolate velocemente con una forchetta o una spatola. L’impasto resterà molto grezzo e disomogeneo, ma non è un problema. Non va nè lavorato con le mani nè toccato. Va bene così.
Coprite la ciotola con la pellicola o un canovaccio pulito, e lasciate lievitare il tutto per un paio di ore (deve raddoppiare di volume).

Poi basta così – dovete solo spolverare la superficie con della farina, e mettere la terrina in frigorifero per almeno 24 ore coperta con la pellicola alimentare, e comunque non più di una settimana.

Dopo 24 ore l’impasto sarà sufficientemente maturato per poter preparare un paio di pagnottelle di circa mezzo chilo ciascuna. Potete anche preparare l’impasto base e tenerlo al frigo tutta la settimana, e ogni sera prenderne solo un piccolo pezzetto per un panino al volo.

Se preparate due pagnottelle come ho fatto io, riprendete l’impasto dal frigorifero, mettete della carta forno a coprire la leccarda del forno, spolverate bene le mani con della farina e dividete l’impasto in due parti uguali aiutandovi con le mani, ma senza maneggiare troppo l’impasto.
Infatti, vedrete che si saranno formate tante belle bollicine di aria, che danno l’alveolatura tipica del pane, e non è bello farle scoppiare!

Formate due piccole pagnottine che depositerete sulla carta forno leggermente spolverata di farina, e un po’ distanziate perchè lieviteranno in cottura. se volete potete anche disegnare qualche fessura sulla superficie per disegnare qualche bel motivo del pane casereccio. Ricordate che i tagli devono essere profondi all’incirca un centimetro.
Copritele ancora con un canovaccio e fatele riprendere fuori dal frigo per un’ora.

Poi accendete il forno a 230 gradi, ricordandovi di mettere sul fondo del forno un pentolino con dentro dell’acqua – formerà il vapore che aiuterà a far sviluppare il pane.
Io ho messo sul fondo due piccoli contenitori di alluminio usa e getta per i muffin.

Quando il forno è arrivato a temperatura, inserite la teglia con le pagnotte – ma senza canovaccio! – e fate cuocere 10 minuti. Poi togliete il pentolino con l’acqua e finite di cuocere per altri 25 minuti.
Togliete dal forno il pane semplice senza impasto quando è cotto, e fatelo raffreddare su una gratella.

Un’altra idea per il pane? Guardate qui.

Focaccia facile a breve lievitazione

Focaccia facile a breve lievitazione

Avrei potuto chiamare questa ricetta, invece che focaccia facile a breve lievitazione, la focaccia milanese, perchè si prepara in fretta, e si sa, qui a Milano non abbiamo tempo da perdere!

In realtà, in quarantena abbiamo avuto tanto tempo da riempire, o meglio abbiamo avuto modo di gestire in maniera un po’ meno frenetica il nostro ménage quotidiano. Però questa focaccia resta la soluzione vincente per risolvere un pranzo veloce, una merenda dell’ultimo momento, un aperitivo improvvisato.
Solitamente do’ i crediti delle ricette che rifaccio, ma stavolta sono partita da una ricetta che mi è arrivata per il tramite di una catena su Whatsapp, e quindi mi scuso in anticipo, ma non so da chi arrivi. Era scritta con inchiostro blu su un foglietto stropicciato e fotografato, e credo che abbia fatto dei bei giri prima di arrivare sul mio smartphone.
Tra l’altro la ricetta era anche stata fotografata storta, e quindi c’era un pezzo di foglio tagliato (bisognava inventare!) e qualche ingrediente e passaggio era stato saltato… bè, insomma, alla fine mi sono ingegnata ed ecco qui per voi la mia versione della focaccia facile a breve lievitazione, pronta per i vostri forni!
Pronti a prepararla insieme?

Ingredienti:
250 gr farina manitoba
250 gr farina 00 (ma se volete potete usare il farro o quella integrale)
300 ml di acqua (del sindaco)
25 gr di lievito di birra
7 gr sale fino
sale grosso q.b.
olio EVO q.b.
un dito di olio e un dito di acqua (sempre del sindaco)

questa volta l’ho insaporita con pomodorini e olive, ma potete farla anche liscia, o con dei formaggi… come volete voi

Procedimento:
Anzitutto sciogliete il lievito di birra nell’acqua leggermente tiepida.
Mettete poi le farine nella ciotola della impastatrice, montate il gancio per gli impasti e iniziate a mescolare, versando all’interno metà della vostra acqua con il lievito sciolto. Quando l’acqua si sarà ben assorbita, mettete il sale e continuate a impastare.

Dopo un minuto circa, versate anche la restante metà dell’acqua con il lievito. Continuate a impastare per qualche minuto, fino a che l’impasto non si sia ben incordato.
Ovviamente potete fare questa operazione anche a mano – sarà un po’ più lungo e faticoso, ma il risultato è assicurato!
Prendete una teglia (io ne ho usata una rettangolare 28 x 23 cm), copritela con la carta forno in modo che aderisca bene (se la avete antiaderente potete farne a meno) e distribuite sul fondo una dose generosa di olio, che dovete spargere bene su tutto il fondo della teglia.

Versate a questo punto nella teglia ben oleata l’impasto, senza stenderlo. Copritelo con della pellicola alimentare e lasciatelo lievitare in un luogo riparato (il forno spento andrà benissimo) per un’ora e mezza circa.
Trascorso questo periodo, riprendete l’impasto, togliete la pellicola e iniziate a stendere l’impasto che intanto avrà ben lievitato nella teglia, aiutandovi coi polpastrelli.
I polpastrelli lasceranno sulla superficie della focaccia dei bei buchini, che si riempiranno della salamoia.

Se volete farcirla, mettete sulla superficie della focaccia i vostri pomodorini tagliati a metà, le olive denocciolate, o qualsiasi altro condimento di vostro gradimento.
Preparate poi la salamoia mettendo in un bicchiere un dito di olio di oliva e un dito di acqua, miscelandoli benissimo tra loro. Potete sciogliere nella salamoia il sale – io ho preferito metterlo alla fine usando dei fiocchi di sale grosso, che mi piace di più!

Spargete poi la salamoia su tutta la superficie – potete farlo anche con le mani, così aiuterete la salamoia a depositarsi in tutti i buchini che avrete fatto mentre la stendevate. Coprite anche le olive e i pomodorini, così non seccheranno. Cospargete la superficie con il sale grosso a vostro gusto.
Fatela riposare ancora venti minuti.

Scaldate il forno a 230 gradi, e quando avrà raggiunto la temperatura infornate la vostra focaccia e cuocetela nella parte bassa del forno per circa 40/45 minuti. Dipenderà dal vostro forno, ma comunque date un’occhiata affinchè non si scurisca troppo.

Sfornate la vostra focaccia facile a breve lievitazione e servitela tiepida da sola o come accompagnamento a salumi e formaggi, o per una gustosissima merenda.

No knead bread semi integrale

No knead bread semi integrale

S’io facessi il fornaio vorrei cuocere un pane cosi grande da sfamare tutta, tutta la gente che non ha da mangiare. Un pane pia grande del sole, dorato, profumato come le viole. Un pane cosi verrebbero a mangiarlo dall’India e dal Chilì i poveri, i bambini, i vecchietti e gli uccellini. Sarà una data da studiare a memoria: un giorno senza fame! Il più bel giorno di tutta la storia!
(Gianni Rodari)

In questi lunghi giorni di clausura, tanti di noi si sono reinventati panettieri e pizzaioli. La farina è sparita, il lievito si è volatilizzato. Il tempo in casa sembra trascorrere con il sottofondo di un forno accesso, di un confortante profumo di pane. Forse da’ un senso di consolazione. Il pane è una cosa semplice, ma non è una cosa facile. Oggi vi lascio quindi il frutto delle mie esperienze nel realizzare il famoso no knead bread, ovverosia il pane senza lavorazione. La mia versione è di un no knead bread semi integrale, ed è un’ottima soluzione per utilizzare eventuali pacchetti iniziati di farine. Ne uscirà un filone o una pagnottina da circa mezzo chilo.
Jim Lahey usa una pentola per il forno. Io purtroppo non ce l’ho, quindi nella mia versione vi racconto come cuocerlo sulla leccarda del forno.

Ingredienti:
200 gr farina 0 manitoba
130 gr farina 00
70 gr farina integrale
340 gr acqua a temperatura ambiente
6 gr lievito fresco di birra (se avete il lievito secco, usatene la metà)
un cucchiaino colmo di sale
mezzo cucchiaino di zucchero

Procedimento:
Mettete le farine (ed eventualmente il lievito secco, se usate questo), lo zucchero e il sale in una ciotola e mescolate bene.
Se usate il lievito fresco, scioglietelo nell’acqua a temperatura ambiente.
Prendete una ciotola abbastanza capiente, versatevi l’acqua, e poi a poco a poco fate assorbire la farina. Mettete tre/quattro cucchiai per volta, così riuscirete a gestire bene l’assorbimento della farina.

Alla fine, l’impasto sarà estramemente morbido ed idratato, e anche un po’ granuloso. Non è un problema in questo momento.

Coprite la ciotola con la pellicola alimentare, e fate riposare 15 minuti.

Riprendete poi l’impasto, e con l’aiuto di una marisa e di una spatola, e date un giro all’impasto all’interno della ciotola. Rimettete a riposare altre 15 minuti, e poi nuovamente ripetete la stessa operazione.

Coprite nuovamente con la pellicola, e mettete la ciotola in frigo per far lievitare l’impasto.

Lasciatelo almeno sei ore. Io l’ho lasciato a lievitare tutta notte, quasi 12 ore.

Successivamente trascorso questo periodo, predente il vostro impasto del no knead bread, mettete un po’ di farina sul piano di lavoro, e fate le pieghe dell’impasto. Ossia, stendere l’impasto a rettangolo e , prendendolo dal lato lungo, piegatelo su se stesso fino a metà e poi ripiegate l’altro lato chiudendo con i polpastrelli.

Continuate ristendendo ancora l’impasto, e fare nuovamente le pieghe. Date poi una forma rotondeggiante alla pagnotta di impasto.

Prendete poi una ciotola, ponetevi all’interno un panno pulito, spolverate il fondo con della farina e adagiatevi sopra l’impasto del no knead bread, e poi richiudetevi sopra il panno di cotone.
Lascate lievitare per almeno 90 minuti.

Scaldate poi il forno a 230 gradi (ventilato). Una volta raggiunta la temperatura, mettete della carta forno sulla base della leccarda del forno, e ponetevi sopra la pagnotta lievitata, cercando di non maneggiarla troppo per non distruggere le bolle di aria che si saranno formate all’interno.

Mettete la leccarda nel forno per 25 minuti, mettendo all’interno del forno anche un piccolo recipiente con dell’acqua. Questo permetterà di creare del vapore del forno, utile per creare la crosticina croccante.
Fate cuocere il vostro no knead bread per 25 minuti, poi abbassate a 220 gradi il forno, e cuocetelo per altri 15 minuti.

Estraete il pane dal forno e fate lo raffreddare prima di tagliarlo.

Tarallini ai semi di finocchio

Tarallini ai semi di finocchio

Spesso andiamo alla ricerca di ricette vegane, e ci pare che preparare qualcosa senza latte, burro e uova sia qualcosa di difficilissimo. Poi posiamo lo sguardo sulla nostra bella tradizione culinaria italiana, e ci accorgiamo che abbiamo le risposte lì, a portata di mano.

Non stavo cercando disperatamente ricette vegan, voglio rassicurare. Però adoro di tarallini ai semi di finocchio. Sui semini di finocchio non transigo assolutamente. Ci devono essere. Quel loro sapore fresco e particolare, che resta sul palato e fa venire voglia di mangiarne un altro, e poi un altro ancora…

I tarallini ai semi di finocchio sono il mio snack preferito, in ufficio non possono mancare come spezzafame. E purtroppo avevo portato in ufficio tutte le confezioni che avevo acquistato, e in questi giorni chiusa in casa mi mancavano proprio… e quindi ho deciso di prepararmeli io!

Sono rimasta stupita dalla bontà e fragranza di questi tarallini, e credo che non ne comprerò più di confezionati, perchè oltre che essere buoni, quelli fatti in casa sono una gran soddisfazione!

Il processo è facilissimo, gli ingredienti quasi banali, e anche se sono che è difficile trovare la farina (siamo tutti ai blocchi di partenza per il prossimo Bake Off!), se avete a disposizione un po’ della magica e introvabile polvere bianca (che non è altro, eh?) e un paio di orette del vostro tempo, preparate con me i tarallini ai semi di finocchio.
Se i semi di finocchio non vi piacciono, potete lasciarli al naturale, oppure mettere un po’ di peperoncino.

Ingredienti:
500 gr farina 00
125 gr olio extravergine di oliva
10 gr sale (se vi piacciono più saporiti arrivate a 12 grammi, ma non di più)
10 gr semi di finocchio
180 gr acqua a temperatura ambiente (se preferite potete usare 180 ml di vino bianco, ma io uso sempre e solo l’acqua)

Procedimento:
Mettete in una ciotola capiente, oppure nella ciotola della planetaria (con il gancio per gli impasti montato, velocità minima) la farina, e mettete al centro l’olio.
Mescolate bene fino a che l’olio si sarà assorbito (si formeranno dei conglomerati di farina simili a delle palline).

Sciogliete il sale nell’acqua, e poi iniziate ad incorporare l’acqua (o il vino, se avete preferito quello) nell’impasto di farina e olio, a poco a poco, mettendo ulteriore acqua solo quando la precedente si è ben assorbita.

Una volta che si sarà assorbita tutta l’acqua, impastate per circa 10 minuti, in modo che si formi una texture abbastanza liscia e compatta. Solo per ultimi mettete i semini di finocchio (o il peperoncino, a vostra scelta).

Dopo aver incorporato i semi di finocchio, coprite l’impasto con della pellicola alimentare e fatelo riposare per una mezz’oretta in un luogo fresco.

Riprendete poi l’impasto, foderate un paio di teglie con carta forno e iniziate a formare i vostri tarallini, prendendo delle piccole quantità di impasto (io vado a occhio, ma sono circa 8 grammi, più o meno).
Formate dei piccoli cilindri, e chiudeteli tipo a ciambellina, nella tipica forma dei tarallini.

Mentre effettuate questa operazione, mettete sul fuoco una pentola con dell’acqua (come se steste facendo la pasta, per avere un’idea), e quando inizia a bollire mettete alcuni dei vostri tarallini a cuocere (io ne metto al masismo una decina per volta).
Scolateli con una schiumarola non appena salgono in superficie.

Metteteli a asciugare su un canovaccio, e poi rimetteteli sulla teglia con la carta forno (di solito, con queste quantità, mi escono due teglie di tarallini). Quando avrete riempito la teglia (metteteli a un paio di cm uno dall’altro, tanto non crescono un gran chè in cottura, essendo senza lievito), metteteli a cuocere in forno già caldo a 200 gradi per 30 minuti.

Bretzel

Bretzel

Appena mi capita l’occasione, non perdo l’opportunità di assaggiare i bretzel. Semplicemente, li adoro. Morbidi, salati al punto giusto, golosissimi da soli o con qualsiasi tipo di wurst. Insomma, meravigliosi.
Ho un po’ di odio-amore con la Germania, perchè il tedesco è l’unica lingua che ho fatto una fatica tremenda ad imparare (perfino più del russo) e la prima che ho dimenticato. Non ho visitato moltissimo il Paese, a parte qualche sporadica e veloce visita, e non sono rimasta particolarmente colpita. Nè si può dire che la terra germanica sia particolarmente conosciuta per la cucina sopraffina… ma i bretzel sono notissimi, e con la birra bavarese sono il classico binomio da Oktoberfest che mette un po’ di allegria a tutti.
E in questo periodo ne abbiamo tutti un gran bisogno!

Approfittando di un po’ di tempo a disposizione, tutti possiamo metterci a preparare i bretzel. Non c’è nulla di complicato, anzi. Forse la parte più difficile è proprio creare la caratteristica forma, che fonti non ben note dicono essere ispirata al contegno dei monaci tedeschi, appunto con le braccia incrociate, in preghiera. Che sia o meno vero, è bello pensare che siano un pane un po’ benedetto.

Ingredienti (per circa 6 bretzel):
250 gr farina 00
7 gr lievito di birra fresco
10 gr miele
10 gr burro a temperatura ambiente (toglietelo almeno un’ora prima dal frigorifero)
5 gr sale
350 ml latte leggermente tiepido

1 litro di acqua
10 cucchiaini di bicarbonato di sodio
2 cucchiaini di sale

Procedimento:
Prendete la farina e mettetela in una ciotola. Intiepidite leggermente il latte (non scaldatelo troppo per non uccidere il lievito) e poi mettete nel latte tiepido il lievito di birra fresco e il miele, mescolando con una piccola frusta a mano per sciogliere il lievito.
Poi mettete il latte con il lievito sciolto nella farina, mescolando lentamente per amalgamare gli ingredienti (se usate la planetaria non farete nemmeno fatica, ma usate la velocità minima).
Quando il latte con il lievito si sarà assorbito, potete mettere il burro ammorbidito a pezzettini, e per ultimo anche il sale. Impastate fino a che non vedrete che tutot il burro di è amalgamato al resto dell’impasto.

A quetso punto, prendete una ciotola, ungetela leggermente con dell’olio e versate l’impasto. Coprite con la pellicola alimentare e fate lievitare in un luogo protetto (nel forno spento va benissimo) per un’ora.

Trascorsa l’ora, vedrete che l’impasto è cresciuto pe rla lievitazione. Dividetelo in sei pezzetti più o meno di uguale peso. Prendete una teglia (ma probabilmente ve ne serviranno due), copritela con la carta forno.
prendete poi ciascun pezzetto di impasto e formate con le mani dei cordoncini. Più o meno dovrebbero venire lunghi circa 50 cm o poco meno, con le estremità più sottili.

Fate un nodo intrecciando le due estremità, e poi appoggiatele all’anello superiore. Procedete così con tutti i pezzetti. Coprite poi le teglie con la pellicola e fateli riposare un’altra mezz’ora.

Nel frattempo preparate la soluzione di bicarbonato, facendo sciogliere in un litro di acqua il bicarbonato ed il sale. Appena bolle, immergete ciascuno dei vostri bretzel per circa mezzominuto o poco meno.

Toglieteli dall’acqua con la schiumarola e metteteli direttamente sulla teglia coperta di carta forno, cospargeteli di sale grosso o fiocchi di sale, e poi in forno a cuocere per 15 minuti, a 180 gradi (forno statico già caldo). Se volete, per creare l’effetto lucido, potete passarli con del burro fuso sulla superficie (non tanto però!) prima di salarli e metterli in forno. Io ho preferito lasciarli al naturale, ma dipende da voi!

Lasciateli intiepidire e poi gustateli come più vi piace!

Focaccia senza impasto al rosmarino

Focaccia senza impasto al rosmarino

Che Myownsweet fosse un progetto di dolci vari lo si era capito, un po’ dal nome e un po’ dal fatto che il 98% degli esperimenti culinari di cui vi parlo sono dolci. Di vario tipo, da quelli più ricchi a quelli specifici per intolleranze alimentari, fino ad arrivare ai dolci vegani.
Nulla di elaborato – non mi piace il cake design, lo trovo stucchevole e “troppo”. E poi non sono capace.
Io sono per le cose semplici, genuine, quelle che mi hanno mosso ad imparare le basi della pasticceria e a proseguire su questa strada.

Ma i dolci non sono tutto; forse stupirà qualcuno il fatto che io sono e resto una patita del salato. A un dolce posso resistere. A un salato no.

Per questo oggi vi propongo una ricetta che ho realizzato rubandola alla mia amica Sara, che a sua volta aveva saccheggiato, attraverso un’altra foodblogger, Sigrid, una ricetta di nientepopodimeno ché la Locanda Locatelli, il famoso ristorante stellato di Londra dello chef Locatelli, adesso noto anche in Italia per essere uno degli ultimi giudici di MasterChef. Insomma, siamo una vera community di gusto!

La ricetta della focaccia senza impasto al rosmarino è così semplice che è impossibile non provarla almeno una volta. E dico “almeno” perché replicherete senz’altro. Ma più e più volte! L’impasto lievita da sé, mentre voi farete altro. Nel giro di pochissime ore è pronta per essere gustata, vi farà fare una bellissima figura e diventerà prestissimo uno dei vostri cavalli di battaglia.

Se non ci credete, provatela almeno una volta… attenzione, che crea dipendenza!!

Ingredienti:
15 g di lievito di birra fresco
300 g di acqua a 20°C
250 g di farina 00
250 g di farina manitoba
10 g di sale
olio extravergine di oliva
1 mazzetto di rosmarino

per la salamoia:
65 g di acqua a 20°C
65 g di olio extravergine di oliva
15 g di sale

Preparazione:
Iniziate preparando la salamoia, che lascerete riposare mentre preparate l’impasto: in una ciotola emulsionate tra loro tutti gli ingredienti della salamoia (io ho usato una piccola frusta a mano, se non l’avete va bene anche la forchetta).
Lasciate da parte.

Per fare l’impasto, iniziate sciogliendo il lievito di birra nell’acqua e fatelo riposare dieci minuti. Nel frattempo, pesate le farine e setacciatele insieme in una ciotola capiente insieme al sale.
Trascorsi i dieci minuti, unite il lievito sciolto nell’acqua e mescolate con un cucchiaio (non toccate l’impasto con le mani!). Una volta impastato il tutto, ungetelo in superficie con dell’olio di oliva, coprite con un canovaccio pulito e fate riposare l’impasto 10 minuti.

Passati questi dieci minuti, ungete una teglia con olio EVO e ribaltate all’interno della teglia l’impasto. Avendo io sbagliato misura della teglia (beneficiate della mia esperienza!) vi devo dire che la misura corretta della teglia per questa quantità di impasto è circa 37×25. Altrimenti viene troppo bassa e non morbida come dovrebbe (è buona comunque, fidatevi!).

Ungete ancora la superficie dell’impasto senza stenderlo, coprite con un canovaccio e fate riposare altri dieci minuti.

Trascorso questo periodo, potete iniziare a stendere l’impasto, dal centro verso l’esterno, usando le mani (non il mattarello!), senza premere troppo. Fate riposare per altri 20 minuti, sempre coperta da un canovaccio (così la superficie non seccherà).

Infine, togliete il canovaccio, con i polpastrelli fate dei buchini sulla superficie dell’impasto della vostra focaccia senza impasto al rosmarino, date una mescolata finale alla vostra salamoia e stendetela sulla focaccia con un pennello o un cucchiaio, riempiendo bene tutti i buchetti.
So che vi sembrerà tanta, sembrava anche a me, ma va messa per assicurarvi una bella sofficità.

Alla fine, distribuite anche del rosmarino sulla superficie (se non vi piace, omettetelo), coprite ancora con un canovaccio e fate riposare per gli ultimi 20 minuti.

Nel frattempo, potete iniziare a scaldare il vostro forno a 220 gradi, e quando saranno trascorsi i 20 minuti di riposo, infornate a forno caldo la vostra focaccia senza impasto al rosmarino e cuocetela per 25 minuti circa.
La superficie deve essere leggermente dorata.

Trascorso il periodo di cottura sfornate, lasciate intiepidire la focaccia e poi porzionatela secondo le vostre necessità e servitela.
E poi fatemi sapere qui nei commenti come vi è venuta, io quasi quasi stasera me ne preparo ancora un po’!!

Grissini cacio e pepe

Grissini cacio e pepe

Durante le ultime vacanze mi sono dilettata a provare tantissime preparazioni salate, con e senza glutine. Oltre che al dessert, infatti, mi sono incaricata di preparare qualche antipasto gustoso, e credo di esserci riuscita, in qualche misura!
Oltre a questo, abbiamo avuto il solito problema di trovare qualcosa di salutare ma senza glutine per il mio papà, che è celiaco, e credo che stavolta abbiamo fatto centro!

I grissini cacio e pepe sono un po’ la sintesi della mia famiglia – la parte romana acquisita e la celiachia del mio papà. Quindi, non potevano che piacere a tutti!

Sono grissini croccanti, grazie anche alla farina di mais nell’impasto – vi ricordo che se tra i commensali c’è un celiaco, la farina di mais deve essere certificata senza glutine (la spiga sbarrata sulla confezione è il simbolo dell’AIC per contrassegnare i prodotti sicuri e idonei alle specifiche esigenze di un’alimentazione senza glutine.

Pronti a preparare questi facilissimi grissini cacio e pepe?

Ingredienti:
150 gr mix di farine senza glutine (io ho usato quello di Nutrifree)
50 gr farina di mais (potete usare la bramata per polente, o anche il fioretto)
40 gr di pecorino grattugiato fresco
50 ml di olio EVO
100 ml di acqua a temperatura ambiente
1 cucchiaino scarso di pepe nero (meglio se appena grattugiato)

Preparazione:
In una ciotola mettete le due farine.
Mescolatele tra loro, e poi aggiungete il pecorino, il pepe e poi l’olio.
Mescolate ancora, e da ultimo aggiungete anche l’acqua, a filo, continuando a mescolare.

Dovrebbe risultare un impasto morbido ed omogeneo.

Lasciatelo riposare per una decina di minuti, poi stendete il vostro impasto su un foglio di carta forno con l’aiuto di un mattarello. Tenete un’altezza di circa 4/5 mm, come per i frollini.

A questo punto, tagliate i vostri grissini – potete usare una rondella dentata, quella che si usa per tagliare la pasta dei ravioli. Oppure usate un semplice coltello.
Se preferite, potete anche usare uno stampo da biscotti per creare dei cracker.

A me piaceva l’idea dei grissini, che ho tagliato a strisce di circa un centimetro, con una lunghezza di circa 15 cm (non li ho misurati con il metro, ho fatto a occhio).

Stendete sulla leccarda del forno della carta forno dove posizionerete i vostri grissini, e cuoceteli nel forno già caldo a 180 per circa 8/10 minuti. Devono solo dorare, senza scurirsi eccessivamente.

Pita greca in padella

Pita greca in padella

I due odori più buoni e più santi son quelli del pane caldo e della terra bagnata dalla pioggia.

Fare il pane è tutto un lavoro d’attesa, un lavoro muscolare prima, e una pazienza in attesa della lievitazione, dopo. E poi l’attesa davanti al forno. Infinita attesa del miracolo.
Ci sono momenti in cui però il forno non c’è, ma la voglia di pane è voglia di casa, di tepore quotidiano. Di serenità, insomma.

Per questi momenti, vi propongo una facilissima ricetta per realizzare la pita, il pane greco che può essere usato anche arrotolato, in una infinita modalità di gusti e di accompagnamenti. Ed è subito casa. Ci metterete pochissimo a fare la pita greca in padella, e anche i meno esperti tra voi mi daranno ragione – questo pane è veramente buono e versatile! Siete pronti?

Ingredienti (per 4 pite di circa 24 cm di diametro):
350 gr di farina 00
200 ml acqua
1 cucchiaino di olio evo
2 cucchiaini di sale fino
10 gr lievito di birra fresco

Procedimento:
Sciogliete il lievito nell’acqua, a temperatura ambiente. Una volta sciolto nell’acqua, unite metà dell’acqua con il lievito alla farina, impastando a poco a poco. Versate l’olio, e poi – sempre continuando ad impastare – unite la restante acqua.

Continuate ad impastare fio ad ottenere un panetto omogeneo, e che non appiccica più alle dita.

Mettetelo in una bacinella, coperto dalla pellicola alimentare, e fate riposare almeno un’ora (dipende dalla temperatura nella vostra cucina, in ogni caso il tempo necessario al raddoppio).

Riprendete poi l’impasto, dividetelo in quattro parti uguali, e stendete quattro focacce circolari – potete farlo a mano, oppure usate un mattarello. Quando le avrete lavorate, con i polpastrelli pinzate leggermente la superficie di ogni pita, in modo che sia leggermente irregolare.

Scaldate una padella antiaderente, ungetela con poco olio e fate cuocere ogni pita per qualche minuto, spennellando la superficie con poco olio e un po’ di sale (se volete, potete anche spargere un po’ di origano o di rosmarino). Girate poi la pita sull’altro lato, e completate la cottura.

Servite la vostra pita greca in padella calda o tiepida.