Crostata alla farina di castagne senza glutine

Crostata alla farina di castagne senza glutine

Il mondo del foodblogging è variegato e spesso bizzarro. Per questo, quando si trovano appassionati veri e particolarmente creativi, io cerco di imparare quanto più posso. Sono felice di attingere dal loro enorme bagaglio di esperienze e di talento.
E’ da diverso tempo che seguo Alice del blog Panelibrinuvole, e mi sono spesso ispirata alle sue immagini evocative e alle ricette originali. Complice questo tempo buio, nel quale tutti siamo costretti tra quattro mura, ne ho approfittato per vuotare la dispensa dai vari pacchetti di ingredienti semi finiti. E mi è parsa l’occasione migliore per proporre la mia versione senza glutine di una sua ricetta, la crostata con farina di castagne.

La crostata alla farina di castagne senza glutine ha un sapore deciso e avvolgente, e sono certa che sarà apprezzatissima (il nostro celiaco di casa l’ha certamente apprezzata molto!). In questo caso ho approfittato per usare un vasetto di marmellata di albicocche prossimo alla scadenza, ma nulla impedisce che utilizziate quella che preferite. Non servono strani arnesi, bastano le mani e un po’ di tempo per realizzare col cuore qualcosa per le persone a cui vogliamo bene.

Ingredienti:
220 gr farina di castagne
80 gr di mix di farine senza glutine (io ho usato il mix universale di Schar)
135 gr di burro freddo a cubetti
1 uovo e un albume
90 gr zucchero a velo
340 gr confettura a scelta

Procedimento:
Mettete in una ciotola capiente gli ingredienti secchi, cioè la farina di castagne, il mix senza glutine, e lo zucchero, e mescolate bene. Aggiungete poi il burro a pezzetti, e lavorate il tutto con le mani, in modo che si formi un composto sbricioloso.
Solo a questo punto unite l’uovo e l’albume.
Continuate a lavorare l’impasto fino a che non sarà liscio e compatto.
Mettetelo poi a riposare in frigorifero per un paio di ore, coperto con la pellicola.

Fate riposare il panetto fuori frigo per un quarto d’ora prima di iniziare a stendere l’impasto.
Questa quantità è sufficiente per una teglia del diametro di 22 cm. Io l’ho usata per uno stampo da crostata da 20 cm e ho usato l’impasto rimanente per fare dei golosissimi biscotti.

A questo punto potete procedere a stendere l’impasto con l’aiuto di un mattarello. Più o meno lo spessore deve essere di tre o quattro millimetri (io sono andata a occhio…). Foderate lo stampo da crostata dalla carta forno, oppure imburratelo e infarinatelo (io ho fatto così) e mettete l’impasto steso sullo stampo, bucherellando il fondo con i rebbi della forchetta.

Mettete all’interno del guscio la marmellata, livellate bene e poi usate l’impasto rimanente per le decorazioni. Io mi sono ispirata ad Alice per renderle il dovuto omaggio, ma potete sbizzarrirvi come più vi piace.
Rimettete poi la crostata in freezer per una ventina di minuti, così manterrà la forma una volta in forno.

Scaldate il forno a 180 gradi statico, e mettete a cuocere la crostata per circa 35 minuti. Aspettate che si sia freddata prima di estrarre dallo stampo la vostra crostata di farina di castagne senza glutine e servirla.

Tortine variegate alla crema di nocciole

Tortine variegate alla crema di nocciole

Sono sempre stata una gran pantofolaia. Anzi, diciamoci la verità. Sono pigra. Ma una pigra strana. Tempo fa, una persona che avevo conosciuto mi disse che ero una contraddizione vivente perchè sono toro ascendente scorpione, cioè il segno zodiacale ed il suo opposto.
Non so dire se avesse ragione, perchè da pigra credo di aver provato ogni sport che mi sia passato sotto mano – tutti con risultati ugualmente scadenti. Sono stata, nell’ordine, una nuotatrice riluttante, una cestista imbranata, una pallavolista cecata, una sciatrice spaventosa e spaventata, una golfista maldestra, una pattinatrice scoordinata. L’ho detto, sono pigra – eppure amo lo sport. Amo farlo, seguirlo in TV e dal vivo.
Per questo, in questa clausura nella quale forse avrei potuto finalmente godermi la casa, non soffro ma al tempo stesso mi dispiace non poter uscire. Tesi e antitesi.

Anche vaniglia e cioccolato sono la classica tesi e antitesi. Che però stanno insieme benissimo in queste tortine variegate alla crema di nocciole, nella versione con e senza glutine. Buone per tutti, anche in questo tempo di incertezza.

Ingredienti (per 8 tortine circa, formato muffin tradizionali):
60 gr zucchero
40 gr mandorle tostate tritate finemente
60 ml olio vegetale
4 gr lievito vanigliato (certificato gluten free)
25 gr fecola di patate
25 gr farina 00 (o mix senza glutine)
1 uovo grande
crema di nocciole
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
zuccheor a velo

Procedimento:
Anzitutto con l’aiuto del mixer tritate finemente le mandorle, quasi a farina.
Montate poi l’uovo con lo zucchero on l’aiuto dello sbattitore elettrico, fino a che non ottenete una crema chiara e gonfia.

Setacciate insieme la farina 00 (o il mix senza glutine), la fecola il lievito, e uniteli al composto di uova, mecsolando bene per evitare grumi, Unite poi anche le mandorle ridotte a farina.

Infine, mescolando lentamente (potete usare lo sbattitore elettrico a velocità bassa) incorporate anche l’olio, che dovete versare a filo nell’impasto. Se fosse eccessivamente denso, potete unire un cucchiaio di latte (anche di mandorla).

Prendete dei pirottini per muffin (se non stessero in piedi da soli metteteli all’interno di una teglia per muffin) e riempiteli a metà o poco più (non molto di più perchè gonfiano in cottura). Versate mezzo cucchiaino di crema di nocciole in ogni muffin, e con uno stuzzicadenti disegnate delle onde in modo che la crema possa spandersi e creare dei disegni anche in superficie.

Cuocete le tortine variegate alla crema di nocciole in forno caldo a 160 gradi (statico) per circa 20 minuti.

Fatele raffreddare prima di gustarle, spolverate con poco zucchero a velo.

Babka alla crema di nocciole

Babka alla crema di nocciole

“(…) Una società che si sbarazza di tutti quelli che creano fastidi va a rotoli. Pecore. Costruttori di piramidi nella migliore delle ipotesi, selvaggi decadenti nella peggiore. Così rischia di eliminare quello zero uno per cento che ha capacità creative. Il lievito. (R. Heinlein).

Il lievito è la creatività, la pazienza, la vita che prende vita. L’ho detto e scritto tante volte che non c’è nulla che mi appaghi e che mi dia pace come vedere lievitare. Dolce o salato non importa. La materia che prende vita, si trasforma e respira. E il suo respiro viene imprigionato nella maglia glutinica che, come un elastico, si tende a trattenere l’alito di vita. Che poi, lo sappiamo chimicamente come funziona. Eppure è sempre pura magia.

Oggi vi propongo un lievitato goloso, che però metterà a dura prova la vostra pazienza, perchè deve lievitare nel frigorifero una notte. Ma, credetemi, ne vale la pena. La babka è un dolce di origine polacca, il dolce della nonna (del resto anche in russo nonna si dice babushka), in origine della tradizione pasquale, ma adesso diffuso tutto l’anno. Forse ricorderete la Babka vegana ai mirtilli rossi, ma oggi vi propongo una tradizionalissima Babka alla crema di nocciole, che è perfetta per le vostre colazioni piene di energia.

Ingredienti (per una forma da plumcake da 22 cm di lunghezza):
1 uovo medio + 1 tuorlo
275 gr farina 00
70 gr burro ammorbidito (lasciatelo fuori dal frigo per un’oretta prima di iniziare ad impastare)
60 ml acqua
50 gr zucchero
5 gr lievito di birra liofilizzato (se lo avete fresco un po’ meno della metà. Non usate il lievito istantaneo per torte!)
olio q.b.
Crema di nocciole q.b. (almeno 200 gr)
granella di nocciole per decorare

Procedimento:
Mettete in una ciotola (o nella planetaria) la farina, lo zucchero, il lievito – tutti gli ingredienti secchi, insomma, e mescolate bene (nella planetaria mettete il gancio per gli impasti).

Inserite poi nei secchi prima l’uovo intero, mescolando bene perchè venga assorbito, e poi il tuorlo. Infine, aggiungete l’acqua, sempre mescolando perchè venga tutto assorbito bene. Se avete la planetaria, alzate leggermente la velocità (la tacca superiore al minimo) per circa cinque minuti.

Solo adesso mettete il burro ben morbido, e fatelo assorbire bene (ci vorranno ancora altri 10 minuti buoni di impasto).
Al termine il vostor impasto sarà liscio ed elastico, un po’ appiccicoso perchè ben idratato.

Mettetelo in una ciotola che avrete leggermente unto di olio (così non si attacca). Copritela con la pellicola per alimenti e fatela riposare e lievitare in frigo per tutta la notte (comunque no nmeno di 12 ore).

Riprendete l’impasto trascorse 12 ore, e mettetelo su un fogli odi carta forno. Con il mattarello stendetelo a forma rettangolare (all’incirca dovrebbe venire lungo 30 cm, così quando lo arrotoleremo e piegheremo in sotto le estremità entrerà molto comodamente nello stampo). A questo punto, potete stendere la crema di nocciole su tutta la superficie, lasciando circa 1,5 cm rispetto al bordo. La quantità dipende dal vostro gusto, ovviamente non esagerate o tenderà a strabordare in cottura, ma non siate nemmeno troppo avari!

Partendo dal lato lungo, inizate ad arrotolare l’impasto, e poi chiudete bene l’estremità lunga. prendete poi il cilindro nella parte in cui non si vede la giuntura, e tagliatelo a metà nel senso della lunghezza. Infine, avvolgete le due metà come se steste facendo una treccia semplice, tenendo verso l’alto la parte tagliata, così il ripieno risulta esposto. Mettete le due estremità laterali sotto (come se steste rimboccando le lenzuola), e ponete la treccia nello stampo coperto con carta forno. Copritelo con la pellicola ancora e fatelo riposare ancora 60 minuti.

Infine, scaldate il forno a 180 gradi (statico), e quando ragginge la temperatura spargete un po’ di granella di nocciole sulla superficie della vostra babka alla crema di nocciole, e fatela cuocere in forno per 35 minuti.

Prima di tagliarla e gustarla, fate raffreddare la babka alla crema di nocciole.

Biscotti bicolori al cacao e vaniglia

Biscotti bicolori al cacao e vaniglia

Ognuno di noi ha un ricordo nel cassetto, e il pomello del cassetto è una ricetta. Negli anni ottanta una famosa marca di pasta aveva lanciato tantissimi nuovi biscotti per la colazione, quelli che poi – negli anni – mi hanno messo una tale acidità che non sono più riuscita a mangiarli.

Non dico sia stata colpa loro, ma è innegabile che ogniqualvolta mi capiti di fare colazione con quei biscotti, finisco invariabilmente col mal di stomaco. Ho un po’ di gastrite, sarà l’età.

Però sono buoni veramente, e soprattutto alcuni avevano una forma così carina e caratteristica che bisogna fare chapeau al loro marketing. Alcuni di questi biscotti non sono più in produzione, e in questi giorni di forzato riposo non è escluso che non li riproponga qui io.
Ma altri biscotti sono ancora sugli scaffali, e mi sono ispirata al look di uno di loro in particolare per realizzare alcuni ottimi biscotti per la colazione.

In realtà il gusto è diverso, e mi serviva di sbarazzarmi di alcuni ingredienti che avevo nella credenza. Però sono venuti buoni e ve li propongo, nel caso aveste un’oretta di tempo da impiegare in questi giorni, per prepararvi degli ottimi biscotti bicolori al cacao e vaniglia per la vostra colazione!

Ingredienti:
110 gr farina di riso
100 gr zucchero
100 gr farina 00
40 gr amaretti tritati
50 gr di mandorle (che ho tritato finissime nel mixer)
25 gr cacao amaro + 20 gr farina 00
80 gr burro morbido
1 uovo
mezza bustina di lievito vanigliato ( sono circa 8 gr)
un pizzico di sale
latte q.b.

Procedimento:
A me aiuta molto preparare la linea, cioè tutti gli ingredienti pronti per l’uso. Quindi, un’oretta prima di iniziare ad impastare i vostri biscotti bicolori al cacao e vaniglia, ricordatevi di tirare fuori il burro dal frigo, in modo che si ammorbidisca.

Tritate poi finemente sia gli amaretti, sia le mandorle. Io uso quelle senza pellicina, per questa ricetta sono ideali. Uso le mandorle tritate fini al posto della farina perchè così qualcuna resta leggermente più consistente, e crea un po’ di scrocchierello che mi piace.

Una volta che il burro si è ammorbidito, lavoratelo in una ciotola con lo zucchero, aiutandovi con le fruste elettriche (o la planetaria) in modo che si formi una bella crema.
A questo punto unite l’uovo, e quando si sarà assorbito nel composto mettete le mandorle e gli amaretti, e poi setacciatevi all’interno le due farine e il lievito.

Il composto si presenterà molto molto compatto, e quindi vi consiglio di inserire un cuchciaio di latte per volta, in modo che si ammorbidisca leggermente e riesca a stare tutto insieme.

A questo punto pesate l’impasto e dividetelo a metà. In una unite il cacao (e se dovesse risultare troppo secco potete aggiungere un goccino di latte), e nell’altra metà aggiungete la restante farina (i 20 gr aggiuntivi della lista ingredienti).

Prendete poi i due impasti, e metteteli separati in frigo, coperti dalla pellicola per alimenti. Lasciateli circa mezz’ora a ricompattare.

Riprendete poi l’impasto bicolore, dividete in due ciascuno dei panetti, e formate così due salsicciotti più o meno di uguale lunghezza e spessore.

Accostate poi l’impasto chiaro e quello scuro, poi il chiaro e poi lo scuro ancora. Metteteli su un foglio di carta forno, chiudetela come se fosse un pacchettino, compattando con le mani l’impasto, e rimettete ancora in frigorifero per 30/40 minuti.

Riprendete poi il salsicciotto, tagliatelo a strisce verticali di circa un centimetro e mezzo di spessore, e metteteli sulla teglia del forno coperta di carta forno.

Metteteli poi in forno, che avrete già preriscaldato alla temperatura di 180 gradi, e cuocete i vostri biscotti bicolori al cacao e vaniglia per circa 15/18 minuti.

Lasciateli raffreddare prima di gustarli!

Brioches vegan semi integrali

Brioches vegan semi integrali

Ci sono diverse tecniche zen per ritrovare la calma, tutte quante hanno in comune il tempo, e la lentezza con cui si devono svolgere. Il vasetto di miele, il chicco di riso, masticare lentamente…. a cui ne aggiungo un’altra. Prendersi cura di un lievitato.
Il lievitato non corre, ma cresce. Lentamente, si prende il suo tempo. Puoi fare quel che vuoi, puoi anche osservarlo per ore e ti sembrerà di non aver percepito il cambiamento. Ma quella mezz’ora che ti sarai distratto, ecco là farà il miracolo!
Io mi perdo dietro ai lievitati, e ogni volta che il miracolo si ripete mi sento come i bambini davanti a fuochi artificiali. Chimicamente so come succede il tutto, ma per quanto possa aver studiato, o mi possa anche solo spiegare i fenomeni fisici alla base, resta il fatto che l’anidride che resta imprigionata dal lavoro dei lieviti col calore… mi sorprende!
Per queste brioches vegan semi integrali ho però penato un pochino, perchè veramente la lievitazione è stata lentissima e mi ha quasi ingannata. L’impasto è cresciuto relativamente poco nel corso delle prime tre ore di lievitazione, e credevo veramente che il freddo che avevo in casa avesse rovinato tutto. Invece, come per miracolo, alla seconda lievitazione le brioches sono diventate belle turgide e in cottura il miracolo si è completato!

Le ho riempite con della marmellata di fragole proprio perchè volevo tenere il tema vegano, però se non avete esigenze particolari, vi assicuro che un paio di quadretti di cioccolato gianduia al loro interno sono spettacolari! Il tutto, unito alla facilità dell’impasto (e se avete una impastatrice ancora di più) da’ come risultato delle brioches leggere, fragranti e perfette.

Ingredienti (per 6 brioches di media grandezza):
150 gr di farina integrale
100 gr di farina 00
75 gr di zucchero (di canna)
3 gr di lievito fresco
15 gr di margarina (o burro vegano, io ho usato questo)
50 gr di olio vegetale
una bustina id vanillina vegan (o poco più di mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia)
un pizzico di sale
120 gr di latte di mandorla
marmellata a piacere

Procedimento:
Nella ciotola della impastatrice mettete le due farine (e la vanillina) e lo zucchero, e mescolate (mettete il gancio per impastare). Se non avete la impastatrice, fate questo procedimento a mano (è facile comunque, magari un po’ più faticoso…).

Sciogliete il lievito nel latte, che non deve essere freddo di frigo, al massimo a temperatura ambiente.

Azionate poi la impastatrice e iniziate a versare a poco a poco il latte con il lievito sciolto, facendolo assorbire agli ingredienti secchi. Quando i lcomposto sarà diventato omogeneo, mettete un pizzico di sale, l’olio, e se avete scelto di mettere l’estratto di valiglia al posto della vanillina, meglio metterlo adesso (avendo una base liquida. Se avete scelto la vanillina, va coi secchi). Continuate a impastare per circa cinque minuti, e per ultimo unite la margarina (tiratela fuori dal frigo qualche minuto prima di iniziare a impastare) e impastate ancora per almeno altri dieci minuti.

Si formerà un impasto molto idratato e molto morbido, anche un po’ appiccicaticcio, ma è normale!

Mettete l’impasto in una boule che avrete unto con dell’olio, copritela con della pellicola per alimenti e un canovaccio e lasciatela lievitare (meglio nel forno che sta riparata) per almeno tre ore.

Prendete poi l’impasto, spolverate il piano di lavoro di farina e poi stendetelo con l’aiuto del mattarello in uno sfoglia abbastanza sottile formando un rettangolo lungo. Tagliatelo poi in triangoli (io mi sono aiutata con la rotella per tagliare la pizza). Anche se i triangoli sono irregolari va bene lo stesso!

Prendete la base di ogni triangolo e incidetela leggermente (un paio di cm)e iniziate ad arrotolare ciascuna brioche vegan semi integrale a partire dalle due estremità alla base. Mettete poi un po’ di marmellata al centro (un cucchiaino direi, così non esplode fuori), e continuate ad arrotolare. Tirate leggermente la punta prima di chiuderla sotto la brioche, così si sigillerà meglio e la forma sarà più carina!

Mettete tutte le brioches che avrete realizzato sulla placca del forno coperta dalla carta forno, poi copritele ancora con la pellicola alimentare e rimettetele a lievitare in forno altre due ore.

Al termine, accendete il forno (senza le brioches!) per portarlo a una temperatura di 180 gradi (statico), e quando sarà caldo togliete la pellicola alimentare dalle brioches, e mettete le brioches vegan semi integrali a cuocere in forno per 15/18 minuti.

Quando saranno cotte, fatele intiepidire prima di gustarle!

Budino vegan alla camomilla

Budino vegan alla camomilla

Dopo l’earl grey e il tè matcha, la camomilla nei dolci mi mancava. Tempo fa mi ero imbattuta però in un dolce da credenza realizzato da Alice del blog Panelibrienuvole che usava la camomilla, e mi è restata lì come un tarlo. Uno di quei desideri nascosti di sperimentare anche io qualcosa, usando i fiori di questa pianta dalle mille proprietà.
Forse è stato un azzardo, e in effetti il gusto è molto particolare. Ma la freschezza del limone dà a questo budino vegan alla camomilla una spinta notevole.
E’ perfetto come dessert dopo un pasto particolarmente ricco, perchè la sua aromaticità rinfresca e la sua leggerezza aiuta la digestione.

In più è adattissimo a tutti, perchè è privo non solo di glutine ma anche di lattosio. Ed è anche senza zucchero raffinato, perchè l’ho dolcificato con lo sciroppo di agave… insomma, provatelo, sono sicura che vi stupirà!

Nella fotografia, per dare un po’ di colore, ho utilizzato del colorante in gel senza glutine, ma se non avete particolari necessità estetiche tenetelo così com’è, nella sua bella colorazione naturale che è solo leggerissimamente gialla per via della camomilla. Realizzare il budino vegan alla camomilla è davvero facile, non ci vorrà più di mezz’ora.

Ingredienti:
una lattina di latte di cocco (cercate quelle full fat, non quelle dove c’è solo la parte liquida)
2 bustine di agar agar (sono all’incirca 3/4 grammi)
110 gr di sciroppo di agave
il succo di un limone (all’incirca 80 gr)
2 bustine di camomilla
colorante in gel giallo (io ho usato questo ma potete ometterlo)

Procedimento:
Mettete il latte di cocco in un pentolino, e scaldatelo fino a toccare il punto di ebollizione. A questo punto spegnete il fuoco, e mettete in infusione le due bustine di camomilla nel latte di cocco per circa un quarto d’ora, coprendo il pentolino con un coperchio.
Trascorso il tempo di infusione, togliete le bustine, schiacciandole molto bene in modo che rilascino tutto il latte che avranno nel frattempo assorbito. Vedrete che rilasceranno anche un po’ di colore giallastro, ma non sarà sufficiente per colorare di giallo tutto il latte.

Rimettete il pentolino sul fuoco, e portatelo nuovamente ad ebollizione. Quando inizierà a bollire questa volta non dovete spegnere il fuoco, ma dovrete mettete l’agar agar nel latte, mescolando bene con una frusta a mano in modo da scioglierlo perfettamente.
Successivamente, aggiungete anche il succo di limone, lo sciroppo di agave, e continuate a mescolare mentre il latte bolle per circa mezzo minuto. Non serve che continui a bollire.

Se non volete far nulla di scenografico potete versare già da ora il latte di cocco caldo negli stampini, facendolo intiepidire prima di metterlo in frigorifero.
Per ottenere il bell’effetto scenografico della foto, mettete tre cucchiai di latte ancora caldo in ciascuno stampino. Aspettate qualche minuto fino a che non si sarà leggermente raffreddato, poi mettete gli stampini nel freezer per 15 minuti.
Nel frattempo, mettete del colorante alimentare in gel giallo nel rimanente latte di cocco e mescolate con una frusta a mano per farlo sciogliere. Non ne serve molto, perchè il colorante in gel colora immediatamente. Gestitevi quindi poco per volta (a me è bastato poco più di un quarto di cucchiaino per avere il colore che volevo).

Trascorsi i quindici minuti, riprendete gli stampini e mettete il latte di cocco con il colorante in ciascuno di essi fino a riempirli. con una lattina da circa 300 ml ho ricavato 4 porzioni.

Lasciate intiepidire e poi metteteli nel frigorifero, se possibile tutta la notte, in modo che si possano ben solidificare. Il vostro budino vegan alla camomilla è pronto!

Toglieteli dal frigo almeno una mezz’ora prima di gustarli.

Blondies al cioccolato bianco e lavanda

Blondies al cioccolato bianco e lavanda

Blondies, ovvero la versione pallida dei brownies americani. Entrambi i dolci hanno il passaporto a stelle e strisce, ed entrambi sono buonissimi e ricchi a dismisura. Anche i blondies, come i cugini più abbronzati, hanno una sottile crosticina esterna, che nasconde un cuore scioglievole e morbido. Se state cercando il vostro nuovo dolce preferito vi avviso, i blondies creano una seria dipendenza!

Siccome quando inizia marzo mi prende una gran voglia di primavera, di giornate che si allungano, di sole che si leva sempre più in alto nel cielo, e di tepori pomeridiani, ho pensato che sarebbe stata una buona idea ricominciare ad utilizzare la mia amata lavanda. Tanto non finirò mai di usare quella che ho acquistato lo scorso anno, e un cucchiaino alla volta sicuramente mi durerà per altri dieci anni!

Sono partita dalla notissima ricetta dei blondies di Gordon Ramsay, il cuoco più cattivo (o lo disegnano così?) della TV, e ho fatto qualche piccola variazione sul tema, secondo i miei gusti.

Ho sostituito i mirtilli rossi con le mandorle, ad esempio, perchè mi piace che in un dolce si sentano consistenza diverse.
Per dare una nota di freschezza al cioccolato bianco, invece dell’asprigno dei mirtilli rossi, ho messo un po’ di scorza di limone ma soprattutto un po’ di lavanda. Limone e lavanda insieme (ma secondo me alla lavanda si può provare a sostituire il rosmarino… lo farò prossimamente!) tolgono un po’ di pastosità al cioccolato bianco.

Le mandorle con la lavanda e il limone creano un trio perfetto, come in questa Torta senza glutine alle mandorle con glassa di limone e lavanda, che guarda caso avevo preso da un’altra cuoca inglese della tv, Mary Berry.
Se non mi credete provate questi blondies al cioccolato bianco e lavanda, e poi raccontatemi cosa ne pensate!

Ingredienti:
230 gr farina 00
150 g di burro
150 gr di cioccolato bianco
150 gr di zucchero
2 cucchiaini scarsi di lavanda alimentare
le zeste di un limone bio
80 gr di mandorle
2 uova grandi
un cucchiaino di lievito per dolci (Ramsay usa anche il bicarbonato, io me lo sono scordata ma sono venuti ottimi lo stesso, quindi se volete non mettetelo, altrimenti un cucchiaino)
zucchero a velo per decorare

Procedimento:
Iniziamo preparando lo zucchero aromatizzato alla lavanda: in un mixer da cucina mettiamo lo zucchero con i due cucchiaini di lavanda (se non siete sicuri se la lavanda vi piacerà, mettete un cucchiaino solo). Fate partire il mixer a scatti per tre o quattro volte, per cinque secondi per volta, in modo che lo zucchero e la lavanda si uniscano insieme alla perfezione. Mettetelo poi a riposare in una ciotola, così vi profumerà anche la cucina!
Visto che avete il mixer già in uso, prendete anche le mandorle e riducetele a granella (irregolare) anche qui con qualche impulso alla massima potenza.

Fate sciogliere poi il burro, sia a bagnomaria, sia nel microonde. In questo secondo caso, non usate una temperatura troppo alta, piuttosto prendetevi del tempo e lasciatelo sciogliere con calma. Lasciatelo raffreddare leggermente, deve essere tiepido quando lo incorporerete al resto degi ingredienti.

Infine, setacciate farina e lievito insieme (e il bicarbonato, se lo volete mettere). Anche in questo caso, mettete da parte anche la farina, e tagliate al coltello il cioccolato bianco. Io ho usato una tavoletta e mezza (quindi 150 gr), e l’ho sminuzzata con il coltello su di un tagliere. E’ un lavoro di pochi minuti, e mi piace la irregolarità dei pezzi. Se volete fare prima, potete usare anche le gocce di cioccolato bianco, va bene lo stesso. In quetso caso, saltate questo passaggio!

Adesso, finalmente, possiamo assemblare gli ingredienti ma senza prima dimenticare di accendere il fonro per portarlo alla temperatura di 180 gradi.

Prendete una teglia, quadrata o rettangolare, e copritela di carta forno. Io ho usato una teglia usa e getta da 6 porzioni, va bene comunque. Prendete un contenitore capiente e versate prima di tutto il burro fuso intiepidito e le uova. Mescolate brevemente per amalgamarli, e poi unite anche lo zucchero con la lavanda e le scorse del limone. Mescolate con una frusta a mano per un minuto, per sciogliere lo zucchero e amalgamare gli ingredienti.

Iniziate ad incorporare a questo punto anche la farina setacciata col lievito, sempre mescolando bene per evitare i grumi. Unite poi il cioccolato bianco e, per ultime, anche le mandorle. mescolate un’ultima volta molto bene, e non vi preoccupate se l’impasto sarà un po’ consistente, deve proprio venire così!

Versate l’impasto nella teglia, livellatelo in modo che si ail più possibile omogeneo, emettete i vostri blondies al cioccolato bianco e lavanda in forno a cuocere per circa 25/30 minuti. Controllate che non scurisacno troppo, deve formarsi la crosticina ma dentro i blondies devono restare morbidi, coem i brownies.

Lasciate poi raffreddare i blondies al cioccolato bianco e lavanda prima di tagliarli a pezzetti della stessa misura, e poi serviteli con una bella spolverata di zucchero a velo (ma vanno benissimo anche mangiati nature…).

Pan brioche ai fiori d’arancio

Pan brioche ai fiori d’arancio

Ho letto di recente che la pasticceria francese, almeno qui in Italia, non riscuote quel gran successo. Diverse pasticcerie hanno chiuso.
A Milano l’ultima in ordine di tempo è stata quella di Ladurée e i suoi famosissimi macarons, e prima l’Eclair de génie di Christophe Adam, da cui avevo fatto tre anni fa un corso proprio per imparare a fare gli éclairs (con risultati pessimi, ahimè).
Molti si sono chiesti come mai. Io credo che, prezzo esagerato a parte (alcune di queste pasticcerie erano veramente care!), la pasticceria italiana sia così varia e gustosa che, campanilismi a parte, dopo aver provato il dolce esotico qualche volta, gli italiani tornano ai loro amati cannoncini!

Io stessa non sono una fan sfegatata dei dolci francesi, che hanno una quantità di burro che il mio fegato gestisce con difficoltà – l’ultima volta che sono stata Parigi e ho mangiato un croissant alle 8 del mattino, ho pranzato alle 15 del pomeriggio perchè tanto ci ho messo per digerirlo!

Però non bisogna, come si dice, buttare il bambino con l’acqua sporca, e quindi oggi vi propongo una versione di pan brioche francese ma à l’italienne, ovverosia ho sostituito il burro con del buon olio di oliva della mia amata Maremma. Il risultato lo vedete, e credo che l’esperimento sia riuscito!

Visto che siamo in clima quasi Pasquale, ho completato la fusione italo-francese con un sapore delle regioni del sud Italia, i fiori d’arancio che troneggiano nella pastiera napoletana. Naturalmente se non l’avete sotto mano, o semplicemente non vi piace, potete sostituire con un cucchiaio di panna e dell’aroma di vaniglia. Avrà un gusto più tradizionale, cioè ottimo!

Questo pan brioche ai fiori d’arancio è senza zucchero, così lo potete utilizzare a colazione per spalmarlo con qualsiasi cosa vi piaccia di più, dalla crema alle nocciole alle vostre marmellate preferite!

Ingredienti:
300 gr di farina 00
300 gr di farina manitoba
u pizzico di sale
15 g di aroma di fiori d’arancio (o altrettanta panna fresca)
45 gr di olio di oliva (possibilmente non molto forte)
15 gr di lievito di birra fresco
250 ml di latte intero (se lo volete scremato fate pure)
2 uova
buccia di un arancio bio (potete sostituire con l’estratto di vaniglia in pasta)
granella di zucchero per guarnire

Procedimento:
Mettete in una terrina o nella ciotola della impastatrice (con i gancio per impasti) le due farine, le zeste dell’arancia grattugiate finemente e il sale, e amalgamate velocemente.
Fate un buco al centro e versate il latte intiepidito, nel quale avrete sciolto il lievito di birra fresco. Quando il latte si sarà ben assorbito (ci vorrà solo qualche minuto) rompetevi anche un uovo nell’impasto, e continuate ad impastare per farlo assorbire.

Infine, quando anche l’uovo si sarà assorbito, completate con l’olio e l’acqua di fiori d’arancio.

Impastate per alcuni minuti (a me in tutto ce ne sono voluti una decina), in modo che l’impasto divenga liscio e compatto.
Mettetelo poi in una terrina coperto con la pellicola alimentare e un canovaccio, e fatelo lievitare in un posto riparato per due ore. Il forno, anche senza lucina, va benissimo, così l’impasto evita gli spifferi.

Trascorse le due ore riprendete l’impasto: potete decidere se fare due treccine piccole (in questo caso dividete l’impasto a metà) oppure una treccia grande, come ho fatto io. Prendete quindi l’impasto, e dividetelo in tre parti uguali (io ho fatto a occhio, non sono così scientifica!).
Arrotolate ciascuna parte in modo da formare un cordone lungo una trentina di centimetri (anche qui a occhio) e intrecciateli tra loro.
Rimboccate le estremità sotto la treccia, e spennellatela con l’altro uovo che vi ho messo in ricetta, leggermente sbattuto. Coprite ancora con della pellicola alimentare e fate lievitare ancora per mezz’ora.

Trascorsa anche questa mezz’ora, spennellate ancora il pan brioche ai fiori d’arancio con l’uovo sbattuto, e cospargete la superficie con la granella di zucchero.

Infine, infornate nel forno già caldo a 180 gradi e cuocete il pan brioche ai fiori d’arancio per circa 35 minuti. Controllate sempre con il tradizionale stecchino. Se vedete che la superficie si scurisce troppo, eventualmente copritela con dell’alluminio.

Il vostro pan brioche ai fiori d’arancio è pronto per essere gustato con quello che vi piace di più!

Millefoglie di chiacchiere senza glutine

Millefoglie di chiacchiere senza glutine

A volte basta cambiare prospettiva per vedere le cose in maniera diversa.
Ad esempio, prendete le chiacchiere, o frappe, o il nome che hanno nella vostra regione, o anche provincia, provate a fare una piccola magia… un po’ di frutti di bosco, un po’ di crema pasticcera…
Ed ecco una millefoglie di chiacchiere senza glutine, per di più!

In realtà, se avete voglia potete mangiarle anche alla maniera tradizionale. Ogni tanto però è bello sperimentare qualcosa di diverso, e da dolce di carnevale un po’ popolano e un po’ popolare, ache le chiachciere si possono trasformare in un dessert un po’ posh, come dicono gli inglesi!

Per tagliare un po’ in grassi, stavolta ho fatto le chiacchiere al forno, ma nulla vi vieta di friggerle come tradizione vuole. Anzi, saranno ancora più golose e più “bollose”! Purtroppo in forno tendono a fare poche bolle, e sono leggermente più croccanti… però in questo periodo di forzata austerità da coronavirus, ci sta anche che chiusi in casa consumiamo meno calorie, e quindi ci mangiamo dolci più leggeri!

Ingredienti:
250 gr di mix di farine senza glutine (io uso questo, che serve per tutto)
2 uova a tenperatura ambiente
50 gr di zucchero semolato
mezzo cucchiaino scarso di bicarbonato
20 gr di acqua
20 gr di vino bianco
50 gr di burro a pomata
la scorza di un limone bio
un pizzico di sale

Procedimento:
In una ciotola mettete tutte le polveri (mix di farie senza glutine, zucchero, bicarbonato, sale e scorza grattugiata dle limone) e amalgamate bene. Fate un incavo nelle polveri e rompete all’interno le due uova.

Mescolate con l’aiuto di una forchetta, rompendo i tuorli.

Quando l’impasto inizia a prendere consistenza, unire l’acqua e il vino bianco e fare assorbire dall’impasto.

Per ultimo, unire anche il burro a pomata.

Quando l’impasto è sufficientemente liscio, mettete l’impasto in frigorifero coperto dalla pellicola alimentare per circa mezz’ora, in modo che si consolidi.

Riprendete poi l’impasto e stendetelo con l’aiuto del mattarello in modo che sia il più sottile possibile. Se avete la machcinetta per la pasta sarà ancora più facile, ma anche con il mattarello si può fare – magari con un po’ di fatica ma si riesce. Se vi viene più facile, potete anche dividere l’impasto a metà e stenderlo un pezzo per volta.

Tagliate l’impasto in rettangoli utilizzando la rotella per i ravioli, oppure un semplice coltello, fate due incisioni all’interno del rettangolo.

Se volete cuocerle in forno, vi basterà preriscaldarlo a 180 gradi e poi infornate le chiacchiere per circa 6/7 minuti, fino a che non inizieranno a scurire.
Altrimenti, scaldate dell’olio di semi in una pentola sufficientemente ampia, e quando si è ben scaldato (fate la prova delle bollicine intorno allo stuzzicadenti) mettete un paio di chicchiere per volte e cuocetele pochi minuti per lato (non devono scurirsi troppo ovviamente). Scolatele e mettetele sulla carta assorbente.

Potete mangiare le chiacchiere così, con una spolverata di zucchero a velo.
Oppure potete preparare la millefoglie alternando le chiacchiere con due strati di crema pasticcera che potete preparare con:
1 uovo medio
1 cucchiaio colmo di zucchero
circa 200 gr di latte
1 cucchiaio di maizena
aroma di vaniglia o la scorza di mezzo limone (pezzetti frandi, dovete poterli togliere)

Scaldate il latte, e appena sfiora il bollore versate il latte sul composto che avrete preparato in precedenza mescolando le uova e lo zucchero, e poi successivamente la maizena e la scorza del limone (o la vaniglia).
Rimettete la crema sul fuoco e, sempre mescolando con la frusta, riportate a bollore e cuocete per qualche minuto.
Poi lasciate raffreddare prima di utilizzarla.

Decorate a piacere con frutti di bosco o altra frutta a piacere.

Cookies all’avena e smarties

Cookies all’avena e smarties

Sono affezionata alla ricetta di questi biscottoni, o meglio i cookies all’avena e smarties. Ho stampata in mente la mattina in cui li ho preparati con la mia nipotina, ora undicenne, ma allora molto più piccola, che infilava smarties nei biscotti con una espressione così soddisfatta che, ogni volta che li rifaccio, non posso che sorridere nel ricordare quel momento.

Probabilmente questa è una delle tante ragioni per cui la cucina ha un potere così forte, riporta alla mente ricordi, profumi, sapori. Per la maggior parte belli, almeno per quel che mi riguarda!

Questi biscottoni, anzi i cookies all’avena e smarties (ma si possono usare tutte le marche che vi piacciono di più!) sono anche facilissimi, e appunto ottimi da preparare anche con i bambini. Si divertiranno sicuramente, e gustare quel che si è preparato rimane, secondo me, una delle più grandi soddisfazioni che la cucina può regalare!

Ovviamente la ricetta base di questi cookies prevede una decorazione di fiocchi d’avena e una manciata di nocciole. Se non vi piacciono i simpatici confetti colorati ripieni di cioccolato, potete optare per la ricetta classica (vi metto anche quella, che non si sa mai!).

Ingredienti:
200 g di farina 00
90 g di burro ammorbidito
120 gr di zucchero
1 uovo
50 g di fiocchi d’avena (+ altri per la decorazione, nella versione tradizionale)
1 bustina vanillina
Mezzo cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
Due manciate di smarties (o 100 gr di nocciole tagliate grossolanamente nella versione tradizionale) + altri per la decorazione

Procedimento:
Setacciate la farina, la vanillina e il bicarbonato e metteteli insieme in una ciotola. Unite poi lo zucchero, il pizzico di sale, e i fiocchi d’avena. Mescolate bene i secchi e poi aggiungete il burro ammorbidito e l’uovo (io l’ho rotto a parte e mescolato con una forchetta e poi unito agli altri ingredienti secchi).
Mescolate molto bene per qualche minuto, fino a che tutti gli ingredienti non si saranno amalgamate per bene. Unite poi i confettini di cioccolato (o le nocciole), e incorporateli all’impasto in maniera veloce. Se usate i confettini, non metteteli tutti, tenetene via un po’ per la decorazione.
Mettete l’impasto in frigorifero coperto dalla pellicola per circa un’ora, in modo che il tutto possa rassodarsi.

Trascorsa l’ora di riposo, coprite una teglia con della carta forno e preriscaldate il forno a 180 gradi. Prendete l’impasto, e ricavatene delle piccole palline, che metterete sulla teglia schiacciandole leggermente. A occhio, i miei biscotti da crudi avevano un diametro di circa 4/5 cm. A questo punto prendete degli altri confettini di cioccolato e attaccateli sopra, schiacciandoli leggermente. Nella versione tradizionale, potete usare l’avena da spargere sopra alla superficie dei biscotti schiacciati.
Metteteli un po’ distanziati tra loro sulla teglia perché si allargheranno un pochino.
Cuoceteli per 10/12 di minuti nel forno caldo. Appena estratti saranno morbidi, ma poi si assesteranno e saranno un po’ più compatti.

Fateli raffreddare prima di gustarli.

Se vi piacciono i biscotti all’avena, guardate anche questa ricetta.