Biscotti di frolla di San Valentino

Biscotti di frolla di San Valentino

Buon San Valentino!
Il giorno più sdolcinato e cuoricioso dell’anno, il giorno delle rose in metropolitana, dei cioccolatini a quintali, dei filimini romantici e delle cene a lume di candela.
Sarebbe bello se tutti i giorni fossero così, o almeno – fossero un po’ così.

Basterebbe che tutti i giorni ci si volesse più bene gli uni con gli altri, e si rispettasse ogni persona, e la si amasse oltre le differenze. Perchè è questa la ragione per cui San Valentino (che era un vescovo) è diventato il santo dell’amore: benedisse l’unione di un pagano e una cristiana, purtroppo malata incurabile, e pregò che il loro amore fosse eterno.
Pare che i due spirarono insieme abbracciati, e le loro ossa ancora sono conservate in quella posizione.

Quando si dice finchè morte non ci separi…. un filo macabro, però.

Sono invece dolcissimi questi semplici biscotti di frolla con un dolce ripieno di marmellata, che oggi ho voluto rossa per l’occasione (ma ci potete mettere il gusto che volete, e farli della forma che più vi piace!). I biscotti di frolla sono classicissimi, potete usare la frolla vostra tradizionale, una vegan, o all’olio (la mia ricetta della frolla all’olio la trovate qui).

Oppure quella della ricetta che vi scrivo qui sotto, che uso anche per crostate e altre preparazioni simili, quando non ho proprio voglia di fare la dieta!

Ingredienti:
250 gr farina 00
100 gr burro
100 gr zucchero
1 uovo
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina/1 cucchiaino di estratto di vaniglia (oppure, se vi piace, la scorza di un limone finemente grattugiata).
marmellata di fragole, o a vostra scelta

Procedimento:
Mettete in una ciotola tutti gli ingredienti e iniziate ad impastarli tra loro a mano (ci vuole un po’ di olio di gomito, ma nemmeno poi tanto).
Se avete una planetaria, usate il gancio a foglia per impastare meglio gli ingredienti, a una media velocità.

Quando l’impasto sarà divenuto liscio e compatto, copritelo con la pellicola alimentare, e mettetelo in frigorifero a riposare almeno mezz’ora.

Trascorsa la mezz’ora, accendete il forno per scaldarlo a una temperatura di 180 gradi.
Stendete poi l’impasto con l’aiuto del mattarello, e tagliate i vostri biscotti della vostra forma preferita. Io, solitamente, faccio una frolla più sottile per la parte sotto, e una leggermente più alta per la parte superiore. In metà dei vostri biscotti, create un foro al centro con un tagliabiscotti più piccolo, in modo che si veda il ripieno.

Usate per infornarli una teglia (anche la leccarda del forno) coperta di carta forno.
Metteteli infine in forno già caldo per circa 10 minuti. Devono cuocere ma senza scurire troppo.

Una volta tolti dal forno, prima di staccarli dalla teglia attendete qualche minuto, in modo che si possano solidificare. Metteteli infine a raffreddare su una gratella, e quando saranno a temperatura ambiente mettete sul biscotto che fungerà da base un mezzo cucchiaino di marmellata, e poi chiudetelo con il biscotto forato.

Se volete potete spolverizzarli di zucchero a velo, oppure mangiateli anche così – i biscotti di frolla sono buoni sempre e comunque!

Torta marmorizzata vegan senza glutine

Torta marmorizzata vegan senza glutine

La marble cake, ovvero la torta marmorizzata, è una preparazione super classica, il dolce da credenza per eccellenza! L’ho preparata tante volte, e ho ogni volta tentato nuovi esperimenti con i disegni del cioccolato sulla vaniglia (con scarsi risultati, visto che la mia vena artistica è inesistente, così come il mio estro…).
Eppure, per quanto facile sia, la trasformazione della torta marmorizzata classica in una versione vegan e gluten free è stata una sottospecie di inferno in terra.

Quella che vedete nella foto è la terza prova, dove per essere precisi la prima è venuta una suola di scarpe, e la seconda una massa molliccia. Il problema, se così si può chiamare, della trasformazione dei dolci da glutinati a senza glutine sta anche nel bilanciamento tra le farine – che assorbono molta più acqua ed umidità di quelle col glutine – e i fluidi presenti nella ricetta. Così può succedere che il dolce si trasformi in un corpo contundente, oppure vicevers ain un ammasso colloso immangiabile.

Pur non essendo stato semplice il processo per arrivare a qui, questa torta marmorizzata vegan senza glutine è alla fine facile da realizzare. A differenza di altre preparazioni vegan, che richiedono ingredienti esotici e spesso di nicchia (con costi elevatissimi), ho scelto prodotti che ho trovato nel mio supermercato (quello che non ha il cremor tartaro, per inciso!). In più, per renderla accessibile proprio a tutti, ho usato una miscela di farine senza glutine che si può trovare pressochè ovunque.
Non ci credete? Allora preparaimo insieme questa facilissima torta marmorizzata vegan senza glutine.

Ingredienti:
215 gr mix di farina senza glutine (potete usare l’universale o quello specifico per dolci – l’universale verrà solo un po’ più compatto)
160 gr di burro di soia
115 gr zucchero semolato
120 gr latte di mandorle
1 cucchiaino colmo di estratto di vaniglia in bacca (io ho usato quello della Paneangeli)
1 cucchiaio di cacao amaro
10 gr lievito per dolci (ne trovo diversi che sono vegan e senza glutine)
2 gr di bicarbonato di sodio
un pizzico di sale

Procedimento:
Per prima cosa foderate una teglia da 20 cm di diametro con della carta forno. Questo passaggio è obbligatorio se usate teglie sia per fare dolci con glutine che dolci senza glutinem, così si evita qualsiasi contaminazione accidentale.
Scaldate poi il forno a una temperatura di 175 gradi.

In una ciotola setacciate la farina senza glutine, il lievito, il bicarbonato e il sale, e mettete da parte.
Nella planetaria con la frusta a foglia, o altrimenti con lo sbattitore elettrico a velocità medio bassa, iniziate ad ammorbidire il burro di soia (che poi è quesi una margarina) fino a che non diventa cremoso. Aggiungete poi lo zucchero, e continuare a mescolare fino a che non si sarà completamente incorporato, poi unite anche l’estratto di vaniglia in pasta. Se usate la vanillina, oltre a controllare che sia vegan e gluten free – non tutte lo sono! – invece che in questa fase, setacciatela con i secchi).

Unite poi all’impasto di burro vegano e zucchero i secchi, in tre fasi, alternando farina e latte di mandorla, in modo che il tutto si amalgami alla perfezione, senz al aformazione di grumi.

Prendete poi circa due terzi di impasto e versatelo nella teglia (io preferisco quella col fondo apribile, ma dipende dalle vostre possibilità), e livellate la superficie con il dorso inumidito di un cucchiaio.

Setacciate nel restante terzo dell’impasto il cacao, mescolate bene in modo che tutto si amalgami senza grumi. Poi, con l’aiuto di un cucchiaio, mettete sulla superficie dell’impasto alla vaniglia delle cucchiaiate di impasto al cacao, (ne dovrebbero venire cinque o sei, ma dipende dalle posate che utilizzate).
Con il manico del cucchiaio ho disegnato dei piccoli vortici all’interno dell’impasto al cacao, in modo da amalgamare, ma senza mischiare, i due impasti.

Mettete la torta in forno già caldo per circa 40 minuti.

Una volta raffreddata potete togliere la torta marmorizzata vegan senza glutine dalla teglia e, a vostro gusto, spolverarla con un po’ di zucchero a velo.

Chiffon cake all’arancia e mandorla

Chiffon cake all’arancia e mandorla

Bitrartato di potassio. Difficile?
Proviamo così: idrogenotartrato di potassio. Meglio?

In realtà stiamo parlando del cremor tartaro, un nome che pare un po’ sinistro, ma che in realtà è semplicemente il nome comune di un agente lievitante molto utilizzato in pasticceria, oltre che in enologia.
E’ un sale di potassio, che si ricava da elementi naturali (di solito uva ma anche dal tamarindo, mi dicono), che funge da correttore di acidità oltre che da agent elievitante naturale.
E’ così naturale che lo si trova spesse come lievitante per le preparazioni vegane. Il suo migliore amico è il bicarbonato di sodio, e con l’acqua formano un trio eccezionale!

Inoltre stabilizza anche la panna montata, gli albumi montati o, per i vegani, l’aquafaba.

Io lo uso, come tanti, per stabilizzare e rendere soffici e morbide le chiffon cake (ovviamente si usa anche per le angel cake, che però sono fatte di soli albumi, senza tuorli). Non ne serve moltissimo, ma si sente la diferenza, perchè le torte diventano soffici nuvole di sapore! Come questa Chiffon cake all’arancia e mandorla, che ho preparato per il contest su IG di @lamandorlashop e @rita.giaquinta. E’ facilissima da realizzare, ma vi darà un sacco di soddisfazione…e poi la copertura di ganache al cioccolato di Modica con scorzette di arancia candite fa la differenza! Ma basta anche una spolverata di zucchero a velo, o qualche arancia candita.
Siete pronti per prepararla insieme?

Ingredienti:
160 gr farina 00
200 gr zucchero
30 gr mandorle pelate
succo e scorsa di un’arancia 8 gr lievito per dolci
4 uova
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (o una bustina di vanillina)
1 pizzico di sale
80 gr olio di semi o di riso
2 gr cremor tartaro

per la ganache al cioccolato (che potete anche omettere):
100 gr cioccolato fondente
100 gr panna liquida

Procedimento:
Separate anzitutto i tuorli dali albumi.
Nella planetaria (o in una ciotola) montare a neve ben ferma gli albumi – quando iniziano a imbianchire, aggiungete anche il cremor tartaro. Mettete da parte.

In un’altra ciotola setacciate la farina con il lievito, e mettete da parte.

Nel mixer mettete le mandorle con lo zucchero, e azionate a velocità alta per circa un minuto, fino a che le mandorle si saranno tritate finissime, quasi a farina (preferisco fare così che prndere la farina di mandorle, ha un sapore più rustico).

Lavate e grattugiate la scorza di arancia, e poi spremete il succo e filtratelo. Io avevo un’arancia abbastanza grande e mi è venuto abbastanza succo. Fate conto che ce ne vogliono circa 120 gr, se avete un’arancia piccola o non troppo succosa, aggiungete il succo (e anche la scorza) di un’altra arancia.

A questo punto unite insieme tutti gli ingredienti liquidi – quindi i tuorli, l’olio, il succo e le zeste di arancia, l’estratto di vaniglia, e un pizzico di sale, e mescolate bene con una frusta a mano.

Aggiungete poi a poco a poco la farina setacciata col lievito, e per ultimo le mandorle tritate con lo zucchero.

Per concludere, unite a questo impasto gli albumi montati, mescolando dal basso verso l’alto, così non si smontano.

Mettete l’impasto così ottenuto in uno stampo da chiffon cake: il mio è da 25 cm, e direi che è la misura massima che consiglio per queste quantità di impasto, altrimenti non si solleva abbastanza. Potete eventualmente usare uno stampo più piccolo (al massimo da 18) ma aumentate i tempi di cottura.

Mettete la vostra chiffon cake all’arancia e mandorla in forno già caldo a 175 gradi, e cuocete per circa 30 minuti. Controllate bene la torta, a seconda del forno potrebbe volerci qualcosa di più.

Come sempre, una volta che lo stecchino che estrarrete dalla torta sarà bello asciutto, togliete dal forno la Chiffon cake all’arancia e mandorla, e ribaltate lo stampo su un piano da lavoro, in modo che la torta raffreddi a testa in giù. Nelle migliori famiglie, dovrebbe secndere da sola. A me non riesce mai, quindi mi tocca pazientemente toglierla con un coltellino sottilissimo. E’ un lavoraccio, ma è la parte più dura della preparazione.

Potete gustare la vostra chiffon cake all’arancia e mandorla anche così, oppure preparare una ganache al cioccolato: scaldate il cioccolato a bagnomaria, e una volta che inizierà a sciogliersi aggiungere la panna liquida, continuando a mescolare. Verrà una crema fluida che potrete utilizzare per decorare il top della vostra chiffon cake all’arancia e mandorla. Io l’ho decorata con qualche fettina di arancia e mandorle a lamelle, giusto per far notare che sì, è una chiffon cake all’arancia e mandorle!

Vuoi un’altra idea? Guarda la ricetta della Chiffon cake al limone con glassa alla lavanda!

Plum cake all’earl grey con glassa al miele e limone

Plum cake all’earl grey con glassa al miele e limone

Confessioni di una tè dipendente. Amo il tè, da ben prima dei miei soggiorni in Inghilterra che, per inciso, sono stati da questo punto di vista dei veri glory days. Infatti, bevevo catini di tè a ogni ora del giorno e della sera, a merenda, alle cinque, dopo cena… con il latte, à la anglaise, poco importa se prima ci eravamo scofanati un quintale di beans on toast o una insalata di tonno. Il tè è il tè.
Un argomento di conversazione, un mezzo per socializzare, senza farsi venire la cirrosi (ma un po’ di agitazione sì, visto che la teina non è proprio tutta salute).

Ne ho bevuto tanto anche a casa, tanto che la Twinings, nel secolo scorso, mi ha mandato a casa una fiammante teiera rossa logata e ben due tazze, premio per chi tra i clienti riceveva più punti.
Ho pensato quindi a un modo per condensare una tazza di tè in un dolce, ed è nato il dolce di oggi, un plum cake all’earl grey con glassa al miele e limone, che ha riscosso un insperato successo e per questo ve lo propongo, oggi in versione light, ossia senza burro.

Ingredienti:
250 gr latte parzialmente scremato
2 bustine di tè all’earl grey
240 gr farina 00
6 gr lievito per dolci
Un pizzico di sale
200 gr zucchero
2 uova
Mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia (io ho usato questo)
110 gr olio di mais (va bene qualsiasi olio vegetale con un sapore non forte)

Per la glassa ho usato:
1 busta di zucchero a velo (sono circa 140 gr)
3 cucchiai di miele di acacia (morbido)
1 cucchiaio di succo di limone
Acqua calda q.b.

Procedimento:
Iniziate a preparare il plumcake all’earl grey scaldando il latte, e appena inizia a sobbollire, spegnete il fuoco ed aggiungete le due bustine di tè. Lasciate in infusione almeno un paio di ore, così nel frattempo il latte raggiungerà la temperatura ambiente. Coprite magari la superficie del latte con della pellicola, così non si forma quella fastidiosa pellicina.

Una volta che saranno trascorse le due ore, togliete le bustine dal latte, e schiacciatele per bene, così fuoriuscirà il latte e l’aroma del tè.

Scaldate il forno a una temperatura di 180 gradi e foderate con carta forno uno stampo da plumcake di 20 cm circa.

In una ciotola capiente mettete gli ingredienti secchi (farina, lievito, e sale) e mescolate.

In un’altra ciotola (o nella planetaria, col gancio a foglia) mettete le uova, lo zucchero e l’estratto di vaniglia, e sbattete bene per almeno cinque minuti. Il composto deve almeno raddoppiare di volume. Aggiungete poi anche l’olio, e continuate a sbattere per un altro minuto.

Abbassando la velocità, iniziate ad incorporare alle uova anche il mix degli ingredienti secchi, aggiungendoli a poco a poco. Infine, aggiungete anche il latte con l’infusione di tè. Mescolate fino a che l’impasto non sarà soffice e liscio.

A questo punto, mettete l’impasto del vostro plum cake all’earl grey nello stampo, e infornate il tutto per circa 50 minuti, fino al massimo ad un’ora nel forno (dipende dal vostro forno, e comunque fate sempre la prova stecchino).

Fate raffreddare bene il plum cake all’earl grey prima di toglierlo dallo stampo per glassarlo.

Per la glassa, mettete lo zucchero a velo in una ciotola, aggiungete il miele e il succo di limone, e mescolate. Aggiungete poi l’acqua calda poco per volta, in base a quanto densa preferite la glassa. A me piace un po’ lenta, quindi ne ho aggiunti cinque o sei cucchiai, ma potete limitarvi a due o tre.

Io ho guarnito spolverando con la scorza del limone, ma potete anche usare un po’ di tè earl grey prelevato dalla bustina (ci ho pensato adesso, la prossima volta lo decorerò così!).

Se volete un’altra idea di plum cake, perchè non provate il Plumcake al limone e lavanda?

Torta vegan e senza glutine alle mandorle e mirtilli

Torta vegan e senza glutine alle mandorle e mirtilli

Anche se la torta alle mandorle e mirtilli sembrerebbe più adatta ad un pigro pomeriggio primaveril-estivo, vi assicuro che è un toccasana in qualsiasi momento dell’anno.
Soffice e gustosa, si prepara davvero in pochissimi minuti, mantiene una morbidezza e un profumo che mettono allegria, e poi i mirtilli succosi e colorati sono un vero spettacolo!

Purtroppo in inverno bisogna accontentarsi: i mirtilli arrivano in buste congelate, se siete stati previdenti durante le stagioni calde e li avete messi in freezer appena acquistati.
Oppure direttamente dall’altra parte del mondo, dove è già estate inoltrata.
Il ché non è un bene, parlando di sostenibilità, perchè fare viaggiare queste primizie fuori stagione tra i continenti certamente non aiuta il pianeta. Però, a volte cedo anche io…

Sperando che invece voi siate stati previdenti e possiate usare i vostri mirtilli locali congelati, vi lascio questa ricetta semplicissima. A differenza di tante ricette che sono sia vegane che senza glutine, non richiede ingredienti strani ed esotici, tipo semi di piante equatoriali sconosciute, alghe polverizzate, farine di graminacee da altri pianeti o che altro.

Solo buone mandorle, buoni mirtilli, un mix di farine gluten free che trovate in qualsiasi supermercato.
Siete pronti a provarla con me?

Ingredienti:
120 gr mix di farina gluten-free (come questo)
145 gr farina di mandorle (o mandorle pelate intere)
6 gr lievito per dolci
6 gr bicarbonato
150 gr zucchero di canna
180 gr latte di mandorla
70 gr olio di cocco (sciolto)
1 cucchiaio di aceto di mele
150 gr mirtilli freschi se possibile
2/3 manciatine di mandorle a lamelle e zucchero a velo per decorare

Procedimento:
Scaldate il forno a 180 gradi.

Foderate con carta forno una teglia a cerniera di 20 cm di diametro (le quantità della ricetta sono per una teglia medio piccola).

Mettete in un mixer le mandorle intere e lo zucchero di canna. Mettete il mixer alla massima velocità per un paio di minuti, fino a che le mandorle non si saranno ridotte a farina. Nel caso in cui abbiate già la farina di mandorle, saltate questo passaggio (però con le mandorle tritate al momento, a mio avviso la ricetta è più buona!).

In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi. Il mix senza glutine, la farina di mandorle, lo zucchero, il bicarbonato, il lievito e mescolate.

Aggiungete poi gli ingredienti liquidi, iniziando dall’olio di cocco (che deve essere sciolto), e poi il latte. Se vedete che l’impasto è ancora un po’ duro (questo dipende dalla farina di mandorle e dalla sua qualità, a volte alcune assorbono molto liquido) aggiungete un po’ di altro latte di mandorla. Il composto deve risultare compatto ma lavorabile.

Infine, aggiungete l’aceto di mele.

Lavate e mondate i mirtilli, asciugateli e cospargeteli di farina senza glutine.
Mettete poi i mirtilli direttamente nell’impasto, mescolando poco e delicatamente per evitare di romperli.

Infine, mettete l’impasto nella teglia, cospargete la superficie con le mandorle a lamelle, e cuocete per circa 45/50 minuti in forno già caldo.

Lasciate intiepidire la torta prima di trasferirla su una gratella ad asciugarsi.

Cospargete di zucchero a velo la vostra torta alle mandorle e mirtilli (se vi va, altrimenti va benissimo anche senza!).

Se vi piacciono i mirtilli e volete un’altra idea gluten free, guardate la ricetta del Plumcake al limone e mirtilli!

Mini plum cake all’avena e noci

Mini plum cake all’avena e noci

Veganuary è una iniziativa nata dalla omonima organizzazione, che invita le persone a lasciare i propri pregiudizi, ed a provare per un mese ad abbracciare il veganismo – magari si può scoprire che la scelta non sarà per un mese, ma per la vita intera, chissà.
Dal 2014 sempre più persone e aziende hanno dato una chance al veganismo. Non parliamo soltanto di alimentarsi in un certo modo, ma anche di cosmetici e altri prodotti ispirati alla filosofia vegan. Nel 2019 alcune grosse corporation, come Sky o PWC, hanno partecipato a una sorta di corporate challenge.
Anch’io cerco, ogni anno, di aggiungere frecce al mio arco, e provo e testo ricette di ispirazione vegana, che però vanno bene tutto l’anno, non solo a gennaio!

Oggi è la volta dei mini plumcake all’avena e noci, totalmente vegani, che possono però diventare anche dei muffin (la ricetta viene da lì!) o anche un plum cake normale.

Ingredienti:
50 gr di noci tritate grossolanamente
110 gr di farina integrale
60 gr di fiocchi di avena + qualcuno per decorare
60 gr di zucchero di canna
mezza bustina di lievito per dolci
30 gr di olio di riso (o vegetale)
120 gr di latte di riso (o di mandorle)
due manciate abbondanti di gocce di cioccolato fondente vegan (o 50 gr di cioccolato fondente vegano tagliato a pezzettini al coltello) + una manciata per decorare

Procedimento:

In un mixer mettere l’avena e lo zucchero. Frullate alla massima velocità per circa un minuto, in modo che l’avena si sminuzzi insieme allo zucchero.

In un’altra ciotola setacciate la farina con il lievito, poi aggiungete l’avena con lo zucchero e mescolate per bene.

Unite poi l’olio e il latte, e mescolate molto bene per evitare che si formino i grumi.

Infine, unite anche le noci tritate al coltello, e le gocce di cioccolato (o i pezzettini di cioccolato, davvero non fa differenza). Utilizzate una marisa o una spatola per incorporare le noci e il cioccolato, in modo da non romperli.

Riempite gli stampini per mini plumcake (io uso questi, sono ottimi e non bisogna nemmeno imburrarli e infarinarli), o per muffin, avendo cura di di lasciare circa un dito dal bordo. Cospargete la superficie dei mini plum cake all’avena e noci con un po’ di fiocchi di avena e del cioccolato in gocce o tritato.

Mettete i mini plum cake all’avena e noci in forno già caldo a 180 gradi per circa 25 minuti. Fate sempre la prova stecchino prima di estrarli, perchè ogni forno è diverso.

Estraete i mini plum cake all’avena e noci solo quando si saranno ben raffreddati.

Se vi piace l’avena, provate i miei biscotti all’avena e frutta secca.

Plumcake ai mirtilli e limone senza glutine

Plumcake ai mirtilli e limone senza glutine

La diagnosi di celiachia del mio babbo è stata lunga e tortuosa, e non senza scontri accesi con i vari medici che mi è capitato di incontrare. Sì, perchè alla fine la diagnosi di celiachia l’ho fatta io prima di tutti. E sono stata presa in giro da molti medici, che mi hanno liquidata con frasi come “Adesso figuriamoci, sono tutti celiaci!”, oppure “Non si diventa celiaci a settant’anni!”.
Però il mio babbo stava male da almeno vent’anni, e in più i sintomi della celiachia li aveva tutti. Da manuale proprio.

Bastava prendere gli esami del sangue, e si sarebbe potuto capire subito che c’era qualcosa che non andava. Sarebbe bastato un semplice esame del sangue aggiuntivo, gli anticorpi anti transglutaminasi. E chiunque avrebbe visto che aveva valori superiori a 1000, quando al massimo sarebbero 30! Eppure, anche se li avevo chiesti, non sono mai stati prescritti, perchè… bisogna risparmiare.

Mi piacerebbe che i medici ascoltassero di più i pazienti, e che avessero il coraggio di pensare fuori dagli schemi. Improbabile non vuol dire impossibile.

La cura per la malattia celiaca è il regime alimentare rigorosamente senza glutine. Ci sono negozi specializzati in alimenti gluten free che aprono come funghi in tutte le città, il ché è un gran sollievo visto che fino a qualche anno fa praticamente non si trovava nulla fuori dalla farmacia.

Se però posso preparare le cose a casa, il sapore è indubbiamente un’altra cosa. Parleremo le prossime volte di contaminazioni, sostituzioni di alimenti e quant’altro. Oggi vi lascio quest’idea: cucinare senza glutine non solo si può, ma si deve. La celiachia è una malattia, ma non è la fine del mondo. E il plumcake ai mirtilli e limone, che oltre a essere senza glutine è anche senza latticini, vi conquisterà al primo morso!

Ingredienti:
100 gr olio vegetale
200 gr zucchero
zeste grattugiate di due limoni
2 uova a temperatura ambiente
120 gr di latte di mandorla
succo di due limoni
240 gr di farine senza glutine (io ho usato il Mix della Schar) + un paio di cucchiai per i mirtilli
un pizzico di sale
8 gr di lievito per dolci (senza glutine)
150 gr di mirtilli (meglio freschi)

per la glassa (opzionale):
120 gr di zucchero a velo
2/3 cucchiaini di succo di limone

Procedimento:
Per prima cosa lavate bene i limoni (che devono avere la buccia edibile, altrimenti non si possono usare anche le zeste!). Grattugiate la buccia, e mettetela da parte.
Prendete poi il succo dei due limoni, filtratelo, mettetelo in un pentolino senza né acqua né zucchero, e portatelo ad ebollizione.
Abbassate il fuoco e lasciatelo sobbollire fino a che il succo non si sarà ridotto di circa la metà. Così avrete un buonissimo e concentrato di succo pieno zeppo di sapore!

Lasciate raffreddare.

Successivamente sbattete insieme l’olio con lo zucchero e le zeste del limone in una terrina (con la frusta o a mano). Aggiungete le uova una per volta e mescolate bene.

Aggiungete poi il latte di mandorla, il succo di limone e mescolate ancora.

Infine, unite al composto la farina senza glutine con il lievito e il sale e mescolate ancora eliminando eventuali grumi.

Lavate e mondate i mirtilli, asciugateli e cospargeteli di farina. Unite i mirtilli all’impasto, mescolandoli brevemente e molto dolcemente per evitare che si rompano.

Imburrate e infarinate, oppure foderate con della carta forno, uno stampo da plumcake, e versatevi all’interno l’impasto del plumcake ai mirtilli e limone.

Infornate il plumcake in forno già caldo a 175 gradi per 60/65 minuti (fate sempre la prova stecchino!). Attendete che si sia intiepidito prima di estrarlo dalla teglia.

Il plumcake ai mirtilli e limone è buonissimo anche così, ma potete coprirlo con una golosa glassa al limone, che si ottiene mescolando allo zucchero a velo un paio di cucchiaini (o tre, se volete una glassa più liquida) di succo di limone.

Chocolate chip cookies vegan

Chocolate chip cookies vegan

Generalmente si crede che i dolci vegani siano tutti una privazione, privi di burro, uova e dunque di sapore ed essenzialmente… tristi.

Nulla di più falso! E questi chocolate chip cookies vegan sono la chiara dimostrazione di quanto buoni e golosi possano essere i dolci in versione vegana. Non tutti i dolci si prestano alla versione vegana, perché se fare a meno del burro è possibile, con qualche accorgimento, non sempre le uova si sostituiscono con agio. Però ci sono un po’ di trucchetti: si può usare dello yogurt vegetale, oppure mezza banana. Un uovo è sostituibile anche con due cucchiai di amido di mais – ingrediente utilissimo se si vuole fare una ricetta che sia anche gluten free.

Una delle alternative è l’uso della mela – nulla di più semplice, alla fine! Ed è la soluzione usata in questa ricetta, che con la mela sarà supernaturale. Non acquistate la purea di mela, fatela da voi e vedrete che bontà.

Ingredienti:
– 125 gr di purea di mela (approssimativamente 1 mela)
– 300 gr farina 00
– 150 gr zucchero
– 150 gr zucchero di canna
– 2 gr lievito per dolci
– 6 gr bicarbonato
– 200 gr di cioccolato vegan, tagliato a pezzettini (se le trovato, vanno ottimamente anche gocce di cioccolato)
– 1 pizzico di sale
– 1 bustina vanillina
– 150 gr olio di cocco sciolto (io ho usato questo)

Procedimento:
Iniziate a preparare i chocolate chip cookies vegan preparando la purea di mela. Pelate e spezzettate una mela, mettetela in un pentolino, aggiungete un po’ di acqua (circa 5 cucchiai) e fate cuocere a fuoco basso. Da quando inizia a bollire, la mela si ammorbidirà nel giro di una quindicina di minuti.
Se serve, aggiungete ancora un po’ di acqua. Una volta che la mela sarà molto morbida, spegnete il fuoco e passatela con un mixer. Fate raffreddare la purea.

Mentre la purea si raffredda, potete tagliare il vostro cioccolato al coltello in tanti pezzettini (se usate le gocce, omettete questo passaggio).

In una ciotola a parte, mettete l’olio di cocco sciolto, lo zucchero, la purea di mela raffreddata, e la vanillina. Mescolate bene.

Successivamente, aggiungete la farina, il lievito e il bicarbonato e il sale. Iniziate ad impastare, inizialmente se volete con una forchetta, ma proseguite poi con le mani. Una volta che avrete un impasto ben amalgamato, unite i pezzetti/le gocce di cioccolato, e impastatele all’interno dell’impasto principale.

Prendete poi l’impasto, copritelo con una pellicola per alimenti, e fatelo riposare in frigorifero per circa mezz’ora.

Successivamente, riprendete l’impasto, e ricavate delle palline aiutandovi con un cucchiaio. Io ho usato come misura il porzionatore del gelato, e l’ho riempito di impasto fino a metà, così sono riuscita a creare dei biscotti di forma abbastanza uguale.

Mettete le palline di impasto sulla teglia del forno coperta dalla carta forno, tenendole distanziate tra loro perché si allargheranno molto.

Ponete la teglia in forno già caldo a 175 gradi per circa 10/13 minuti.

Lasciate i biscotti un paio di minuti nella teglia fuori dal forno prima di staccarli e farli raffreddare su una gratella: infatti, usciranno dal forno ancora morbidi, ed inizieranno a rapprendersi con la temperatura ambiente.

Con queste quantità vi verranno una cinquantina di biscotti, o poco meno. Dipende dalla quantità di impasto per ciascuna pallina di impasto.

Se volete un’altra idea originale di biscotti vegani, guardate anche la ricetta dei Cuori di grano saraceno vegan e gluten free.

Frollini di mais e mandorle

Frollini di mais e mandorle

Non tutte le ciambelle riescono col buco, e non tutti i frollini di mais e mandorle riescono al primo colpo! Questa potrebbe essere la versione moderna del vecchio proverbio, perchè questi semplicissimi frollini sono stati una vera maledizione per me!

Cercavo disperatamente di finire un sacchetto di farina di mais fioretto che avevo in cucina già aperto, e volevo creare qualcosa di originale che fosse senza glutine e anche vegan. E semplice. E buono. Troppo forse?
Ero partita con l’idea di una base per crostata, e sono finita a fare dei frollini che, a dispetto della fatica con cui li ho realizzati (perchè non c’era verso che stessero insieme!) sono poi volati via in un baleno.

Hanno un gusto particolare, forse dato dal fatto che ho usato lo zucchero di cocco. Però le mie nipoti hanno dato un giudizio positivo, quindi non potevo non proporveli – adesso aspetto voi e i vostri commenti!

Ingredienti:
60 gr di maizena senza glutine (certificata)
120 gr di farina di mais fioretto (potete provare questa, o altra di vostra scelta)
80 gr farina di riso integrale
90 gr mandorle senza pelle
100 gr di zucchero di canna (potete usare anche quello semolato se preferite)
1 cucchiaino di pasta di vaniglia (o una bustina di vanillina=
una punta di cucchiaino di bicarbonato
80 gr olio vegetale
80 gr di acqua (temperatura ambiente)

Procedimento:
Anzitutto iniziate a preparare i frollini di mais e mandorle tostando le mandorle in un padellino antiaderente per qualche minuto. Devono colorirsi solo molto leggermente. Fatele raffreddare e poi frullatele in un mixer con lo zucchero di canna, in modo che questo aiuti a meglio sbriciolarle.

In un altro contenitore emulsionate molto bene i liquidi, cioè l’olio e l’acqua.

Prendete poi un’altra ciotola e mettete tutti gli ingredienti insieme: maizena, farina di riso e di mais, mandorle frullate con lo zucchero, vanillina o la pasta di vaniglia, il bicarbonato. Mescolate bene i secchi e poi introducete a poco a poco i liquidi (olio e acqua) mescolando continuamente in modo da formare un impasto omogeneo e liscio.

Mettete il vostro impasto in frigo, coperto dalla pellicola, a riposare per circa 30 minuti.

Trascorso questo periodo, stendete l’impasto tra due fogli di carta forno, a un’altezza di mezzo centimetro. Con l’aiuto del tagliabiscotti che preferite ricavate i vostri biscotti, che andrete a posizionare sulla placca del forno coperta anch’essa di carta forno. Spolverate la superficie dei biscotti con dello zucchero di canna o altro a scelta (non è obbligatorio, ma a me piace e da’ un po’ di croccantezza in più) e cuocete i biscotti a forno già caldo (statico) a 180 gradi per circa 15 minuti.

Ovviamente controllate bene che i vostri frollini di mais e mandorle non scuriscano troppo, altrimenti toglieteli prima (o lasciateli qualche minuto in più se li vedete ancora troppo indietro di cottura). Purtroppo ogni forno è a sé, quindi occorre regolarsi a vista!

Sfornate e lasciate raffreddare.

Ciambella al cappuccino

Ciambella al cappuccino

Per quanto mi riguarda, il mondo si divide tra quelli che il cappuccino lo bevono al massimo fino alle 11.30 del mattino, e il resto del mondo.
I primi sono prevalentemente italiani, gli altri sono barbari coi calzini corti, che pasteggiano a spaghetti e cappuccino (la sola idea mi mette orrore!).
Lo dice anche Beppe Severgnini, e io non mi metto certo a contraddirlo!
C’è un’indulgenza nel cappuccino che il caffè non ha. L’italiano che sceglie il cappuccino è apparentemente più mite, più disposto a prendere tempo, a non consumare la pausa che si è concessa in pochi minuti.
(Raffaella De Santis, Mammiferi italiani, 2016).

Il tutto per dire che la colazione è doppia se oltre al cappuccino liquido affianchiamo anche un cappuccino solido, sotto forma di ciambella al cappuccino! Prepararla è semplicissimo; e, se non vi dovesse piacere la forma a ciambella, ne esce anche una bella torta liscia ed elegante da 22 cm di diametro, quindi non avete scuse per regalarvi un momento di dolcezza!

Ingredienti:
60 ml latte
60 ml di caffè (io ho usato quello della moka)
40 gr burro
170 gr farina 00
120 gr zucchero
1 bustina lievito vanigliato
3 uova
3 cucchiai di granella di nocciole

Procedimento:
Iniziate a preparare la ciambella al cappuccino montando le uova insieme allo zucchero. Ci vorrà un po’, perché le uova devono essere montate tantissimo, e devono risultare quasi bianche e molto gonfie.

Nel frattempo in un pentolino mettete il latte, il caffè e il burro. Il burro si deve sciogliere e il latte col caffè devono raggiungere il punto prima dell’ebollizione, senza però bollire. Mentre il caffellatte col burro si scalda per bene, iniziate a incorporare alle uova montate la farina setacciata, aiutandovi con una leccapentole. Fate il movimento dal basso verso l’alto, in modo da non smontare le uova.

Unite poi il lievito setacciato, sempre mescolando, e poi il caffellatte con il burro sciolto, sempre mescolando pian piano. Il caffellatte va messo a poco a poco, incorporando bene il precedente prima di versarne altro. In conclusione, unite anche la granella di nocciole (a me piace tantissimo, ma se non vi va o siete intolleranti, o semplicemente non l’avete, potete anche ometterla).

Mettete l’impasto della vostra ciambella al cappuccino in una forma per ciambella (o in una teglia da 22 cm) imburrata e infarinata. Ponete poi la teglia in forno ventilato già riscaldato a 150 gradi per circa 35 minuti.

Ricordatevi di controllare la cottura con uno stecchino!

Lasciate raffreddare la torta prima di toglierla dalla teglia, e poi spolveratela di zucchero a velo, se vi piace. Altrimenti potete gustarla anche così, o coperta con una leggera glassa al caffè.

Io l’ho preparata con due cucchiaini di caffé e tre cucchiai colmi di zucchero a velo. La consistenza la potete scegliere come più vi piace, aggiungendo zucchero a velo o caffè.