Crème brulée autunnale (ovvero la catalana che ha cambiato passaporto)

Crème brulée autunnale (ovvero la catalana che ha cambiato passaporto)

L’ho sempre chiamata crème brulée e continuerò a farlo, ma in realtà (studiando, cosa che dovremmo contuamente fare tutti!) ho scoperto che per anni ho preparato la crema catalana! Del resto è facile confonderli, all’aspetto sono identici: un sottile strato di caramello che nasconde al di sotto una crema a base di uova. Però ci sono alcune differenze.
La crème brulée ha un sentore soprattutto di vaniglia, mentre quella catalana ha la cannella.
La prima è un composto di panna con l’aggiunta di latte, la seconda latte e maizena.
Infine, la crème brulée è cotta al forno a bagno maria, la crema catalana sui fornelli.

Quindi, ricapitolando, ho sempre fatto una catalana che ho chiamato crème brulée autunnale, ma siccome lei non si è mai offesa, e anzi ha sempre dato il meglio in ogni occasione, direi che non ho fatto mai tutti questi danni, no?!
L’importante, almeno per quel che mi riguarda, era la conta calorica e il fatto che fosse senza glutine. Entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti! In questa versione ho usato la maizena certificata glutenfree (uno a zero per me), e in più ho utilizzato del latte parzialmente scremato. Nella versione originale di qualsiasi versione ci sarbbe il latte intero, ma per ragioni dietetiche famigliari abbiamo rinunciato anche a quello.
Il risultato è una crema vellutata e morbida, e la cannella ha dato un sentore di autunno che è stato apprezzato da tutti. Nella versione estiva metto al posto della cannella del limone con un pochino di vaniglia. A voi ed al vostro gusto scegliere!

Ingredienti (per 4 ramequin):
400 ml di latte parzialmente scremato
3 tuorli
20 gr maizenza certificata senza glutine
90 gr zucchero semolato
mezzo cucchiaino di cannella (ma a vostro gusto potete metterene più o meno)
2 cucchiaini di zucchero di canna per ciascun ramequin per la caramellatura

per la versione estiva, al posto della cannella:
zeste di 1 limone bio
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia

Preparazione:
Sciogliete la maizenza in circa 100 ml di di latte che avrete tolto dal totale, e mettete da parte.
Prendete quindi un pentolino, versatevi il latte restante con 45 gr di zucchero (tolti dal totale) e la cannella. Portate a sfiorare il punto di bollore a fuoco basso.
Mentre il latte si scalda, lavorate i tre tuorli con i restanti 45 gr di zucchero.
Aggiungete poi, sempre mescolando con una frusta a mano, il latte caldo ai tre tuorli con lo zucchero. Successivamente aggiungete anche la maizenza sciolta nel latte, sempre mescolando molto bene.
(nella versione estiva mettete le zeste al posto della cannella e aggiungete la vaniglia dopo che avrete assemblato tutti gli ingredienti).

A questo punto, rimettete la vostra crème brulée autunnale sul fuoco, e portatela nuovamente a sfiorare l’ebollizione mescolando, sino a che la crema non avrà raggiunto la consistenza desiderata.
Travasate la crema nei ramequins, e lasciate raffreddare a temperatura ambiente. Successivamente, mettete gli stampini nel frigorifero per almeno un paio di ore (di solito io li lascio tutta la notte).

Infine, cospargete la vostra crème brulée autunnale con un paio di cucchiaini di zucchero di canna, e – se avete il cannello – caramellate la superficie di ciascun ramequin fino a formare la caratteristica crosticina. Viceversa, se non lo avete, potete mttere i ramequin sotto il grill del forno a 200 gradi per circa 6 minuti.

Crostata di frolla alle nocciole e crema di zucca

Crostata di frolla alle nocciole e crema di zucca

Cenerentola. La mia fiaba preferita. Ma chi non l’ha amata?
I topini, la serata magica, la scarpetta di cristallo, e la zucca che si trasforma in una splendida carrozza. Per anni ho sperato nella fiaba, ovviamente e come tutte noi rovinate dal film di Walt Disney. Ma la zucca era e la zucca è rimasta.
E si è trasformata in una crostata di frolla alle nocciole e crema di zucca, che viene dritta dritta (con le dovute modifiche) dalla tradizione nordamericana, dove la zucca è ormai da tempo immemore la protagonista dei dolci d’autunno.
Certo, la versione americana sappiamo che è terribilmente pannosa, burrosa e chi più ne ha più ne metta. Ho cercato, per salvaguardare bilancia e fegato, di alleggerirla un po’, sostituendo il burro nella frolla con l’olio, e la panna della crema con la ricotta. Il risultato è una crostata piena di gusto, ma con meno calorie.
Inoltre è semplice da realizzare, e piacerà a tutti.

Ingredienti:
per la frolla alle nocciole
170 gr farina 00
50 gr farina di nocciole
60 gr olio vegetale
70 gr zucchero
1 uovo medio

per la crema di zucca
400 gr di zucca già cotta (e mondata)
200 gr ricotta magra
140 gr zucchero
2 uova medie
Cannella a piacere
2 cucchiai di maizena
Qualche goccia di aroma di arancia (o scorza di una arancia bio)

Preparazione:
Lavate e mondate la zucca, poi tagliatela a pezzettini e cuocetela al vapore fino a che non si sarà ammorbidita.
A questo punto, frullatela in modo che raggiunga la consistenza di una crema. Poi mettetela da parte a intiepidire.

Nel frattempo, potete cominciare a preparare la frolla alle nocciole senza burro, mettendo in una ciotola l’uovo, l’olio e lo zucchero. Mescolate brevemente con una forchetta e poi incorporate la farina di nocciole, sempre mescolandola con una forchetta. A questo punto, mettete la farina 00 poco per volta, avendo cura di inserire la quantità successiva dopo che la precedente si sarà ben incorporata nel composto.
Queste quantità vanno bene per stampi da 22 a 24 cm di diametro.
Nel mio caso, ho usato non un classico stampo da crostata, ma una teglia con fondo amovibile da 22 cm di diametro, e ho creato un bordo più alto in modo da avere uno strato di crema per fetta un po’ più alto (e più goloso!!).

Quindi, ho steso l’impasto con il matterello a uno spessore di circa mezzo centimetro o poco meno, ho foderato la teglia con carta forno, e poi dalla frolla stesa ho ricavato sia il cerchio di base (ho preso la misura con il fondo della teglia) che ho posizionato sul fondo della teglia, che due strisce di circa 2 cm di altezza, che ho steso su tutto il perimetro della teglia facendole ben aderire alla base. Ho bucherellato la base con i rebbi della forchetta, ed ho messo la teglia in frigorifero mentre stendevo nuovamente la pasta residua per ricavare le foglioline della decorazione. La decorazione non è obbligatoria, se volete potete farne anche dei biscottini (che saranno buonissimi, basterà cuocerli in forno a 180 gradi per una decina di minuti).

Nel frattempo, la zucca frullata si sarà intiepidita, e quindi potete riprenderla, prenderne un paio di cucchiai da mettere in una ciotola, per stemperarvi dentro i due cucchiai di maizena. Quando la maizena si sarà ben incorporata (senza grumi) aggiungete anche la ricotta, e mescolatela con l’aiuto di una frusta a mano.
Successivamente, inserite anche le uova, poi lo zucchero, l’aroma di arancia (o le zeste), la cannella (a vostro piacere – io ne ho messo mezzo cucchiaino), e per ultima la purea di zucca residua, sempre mescolando bene.

Ora riprendete il guscio della vostra crostata di frolla alle nocciole e crema di zucca e riempitela con la crema di zucca che avete appena preparato. Picchiate leggermente il fondo della teglia per far assestare il ripieno, e ponetela in forno già caldo a 180 gradi a cuocere per circa 50 minuti. La crema deve essere ben rassodata e il guscio ben cotto.

Per un’altra versione (con panna) della Pumpkin pie, guardate qui.

Caprese al pistacchio

Caprese al pistacchio

La Torta caprese è un notissimo dolce napoletano, e del resto la sua origine la porta stampata nel nome. La ricetta tradizionale (sempre che ce ne sia una unica, di procedimenti ne ho letti a decine nel corso dgeli anni) non prevede la farina, e quindi è anche il dolce della tradizione perfetto per chi soffre di celiachia. Vi ho già pubblicato (vedi link sopra) la versione più tradizionale, e magari a breve vi proporrò anche la versione al limone, un’altra delizia della tradizione partenopea.
Poichè sono una fan sfegatata del pistacchio, la caprese ve la presento anche in versione “verde”, ossia una caprese al pistacchio che ha il pregio di essere anche poco dolce, e quindi adatta anche a chi non ama i dolci stucchevoli. Ho deciso di ridurre lo zucchero solo perchè il cioccolato bianco che si usa in questa preparazione è già molto dolce per i miei gusti, ed ho preferito non esagerare.

La ricetta è a grandi linee sempre la stessa della caprese tradizionale. Ho solo sostituito parte della farina di mandorle con quella di pistacchi, e ho aggiunto un bel cucchiaio di crema al pistacchio per amplificare il sapore di questo frutto meraviglioso. La preparazione è davvero minimale, e nel giro di una mezz’ora è pronta per il forno. Provatela e mi direte quale delle versioni vi piace di più.
Quella che vi propongo sotto è la versione per una teglia da 18 cm di diametro.

Ingredienti:
120 gr di burro molto morbido
4 uova
100 gr di cioccolato bianco (se la preoparare per qualche celiaco, fate attenzione a che sia gluten free)
65 gr di farina di pistacchi
50 gr farina di mandorle
30 gr di amido di mais
80 gr di zucchero semolato
1 cucchiaio colmo di pasta di pistacchi

Preparazione:
Anzitutto, sciogliete a bagnomaria il cioccolato, e poi mettetelo da parte a raffreddare.
Dividete gli albumi dai tuorli. Prendete gli albumi e montateli a neve fermissima con 30 gr di zucchero presi dal totale. Mettete poi la ciotola in frigo fino al momento dell’uso.
In un altro contenitore lavorate il burro con lo zucchero fino a che non diverrà una crema e poi aggiungete i tuorli.
Infine, unite tutti gli ingredienti secchi, mescolate bene con una spatola e infine aggiungete il cioccolato bianco sciolto e ormai intiepidito e per ultima la crema di pistacchi.
A questo punto, unite poco per volta gli almbumi montati a neve ben ferma, aiutandovi con una spatola.
Ricordate di incorporarli dal basso verso l’alto per evitare che smontino.
Ora prendete una teglia con fondo amovibile, e foderatela con carta forno. Versate l’impasto, livellatelo leggermente e ponete la vostra caprese al pistachio a cocere a forno già caldo a 180 gradi per circa 40 minuti.

Lasciate ben raffreddare la caprese al pistacchio prima di estrarla dala teglia, altrimenti si romperà.
Potete conservarla fino a tre/quattro giorni sotto una campana di vetro, ma credo che finirà molto prima!

Plumcake al bergamotto

Plumcake al bergamotto

Il té al bergamotto è sempre stato tra i miei preferiti, ma onestamente mai mi è capitato di trovare il vero agrume dal fruttivendolo. Men che meno al supermercato. Eppure è un frutto che fa bene, eccome.
Oltre alle vitamine A e C, è ricco di antiossidanti, per il nostro benessere.
Ma soprattutto sono buoni. Per questo ho accettato con piacere il regalo di una retina di quattro bergamotti non trattati, e ho subito iniziato a pensare a una ricetta da arricchire con l’aroma di questo agrume straordinario.
Alla fine sono andata sul semplice – il plumcake al bergamotto è facilissimo da realizzare, ed è ideale per le vostre colazioni.
E’ anche senza burro nè altri latticini, il chè lo rende anche leggerissimo e adatto anche a chi ha un regime alimentare che non prevede lattosio nella dieta.
Se non avete il bergamotto, sostituite succo e zeste col limone; ovviamente avrà il gusto del limone, che è altrettanto buono! Anche l’arancia è una alternativa, magari con un caldo tocco di cannella.
Se invece avete avuto la fortuna di trovare questo frutto, mettetevi all’opera per gustare questo insolito sapore, forse di origine orientale, o forse no!

Ingredienti:
250 gr farina 00
100 ml succo di bergamotto (all’incirca 2 piccoli, o uno grande)
zeste di un bergamotto
150 gr zucchero
100 ml olio vegetale
3 uova
10 gr lievito

Preparazione:
In una ciotola, romete le uova e lavoratele con lo zucchero fino a che non siano diventate belle chiare e spumose.
A questo punto, potete versare l’olio a filo (sempre montando, ma a minor velocità), e poi aggiungete la scorza e il succo del bergamotto.
Infine, setacciate nel composto di uova e zucchero la farina con il lievito, e mescolate (potete usare una spatola o il frullino a velocità bassissima), facendo attenzione ad evitare i grumi.

Foderate uno stampo da pluncake con la carta forno, oppure imburratelo ed infarinatelo, e versatevi l’impasto.
Se volete, potete spolverizzare la superficie con granella o scaglie di mandorle.

Infornate il vostro plumcake al bergamotto nel forno già caldo a 180 gradi per circa 35/40 minuti. Come sempre, è fondamentale la prova stecchine.

Sfornate il plumcake al bergamotto, fatelo raffreddare bene prima di estrarlo dalla teglia.

Veneziane alla crema pasticcera

Veneziane alla crema pasticcera

Non c’è nulla di più appagante e rilassante che guardare un bell’impasto lievitare, crescere, cambiare struttura. Tante e tante volte ho cercato di spiegare la mia fascinaizone assoluta per i lievitati, ma temo di non esserci mai veramente riuscita. Non è solo che sono buoni, soffici. Sono proprio una gioia anche da vedere, con quel loro mutare come le crisalidi che diventano farfalle.

Tutta questa poesia per dire che ogni occasione è buona, per me, per sfornare un lievitato. E l’occasione diciamo che l’ho creata per usare dei residui di crema pasticcera che avevo usato per una ottima crostata di mele, anche se in realtà queste veneziane alla crema pasticcera sono buone anche col classico loro topping, ossia della buona granella di zucchero e una bella glassa.

Sono molto semplici da realizzare, non vi serve nessuno stampo particolare. Lievitano da sole, profumano la casa in una maniera che non posso nemmeno descrivere, e sono talmente soffici che non potrete smettere di mangiarle! Se anche non siete particolarmente versati coi lievitati, vedrete che questa ricetta vi riuscirà benissimo. Solo un’accortezza: tutti gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente.

Ingredienti (per 8 veneziane):

125 gr farina 00
125 gr farina manitoba
6 gr lievito di birra fresco
100 ml latte
1 uovo
45 gr burro morbido
40 gr zucchero
1 pizzico di sale
1 bustina vanillina
1 tuorlo e qualche cucchiaio di latte per spennellate
granella di zucchero

Procedimento:
Iniziate a preparare le veneziane alla crema pasticcera mettendo nella ciotola dell’impastatrice le farine, lo zucchero e la vanillina.

Sciogliete il lievito in metà latte.

Incorporate il latte con il lievito nelle polveri, poi azionate la macchina e mettete le uova e il latte restante. La velocità deve essere minima.

Naturalmente, se non avete l’impastatrice, potete farlo a mano.

Aggiungete alla fine il sale e il burro a pezzetti, avendo cura di incorporare il pezzetto successivo solo quando il precedente si è ben assorbito. Se necessario, potete aggiungere un altro po’ di farina per asciugare un po’ l’impasto – che comunque deve essere appiccicoso.

Quando l’impasto si sarà incordato, fermate la macchina e date qualche giro di pieghe nella ciotola. Poi, prendete l’impasto, spolverizzatelo con altra farina e mettetelo in una ciotola coperto con la pellicola, e poi fate lievitare a temperatura ambiente per circa un’ora.
Trasferite quindi la ciotola nel frigo e fate lievitare al freddo per 8 ore (al messimo 12 – va bene fare questa operazione alla sera pe ril mattino successivo).

Riprendete quindi l’impasto, lasciatelo un’ora a temperatura ambiente per riprendersi e poi realizzate un paio di giri di pieghe a tre. Fate riposare ancora mezz’ora, poi prendete dall’impasto circa 60 grammi per volta e formate delle palline, che dovete mettere sulla leccarda del forno, già coperta di carta forno. Distanziatele un po’ perchè lieviteranno ancora.

Coprite le palline con la pellicola e fatele lievitare fino al raddoppio (ci vogliono mediamente due ore).

Scaldate il forno a 180 gradi.
Nel frattempo spennellate la superficie delle vostre veneziane alla crema pasticcera con il tuorlo e un paio di cucchiai di latte, e mettete sulla superficie un po’ di crema pasticcera. La ricetta che ho usato la trovate qui.
Mettete la crema in una sac à poche con bocchetta a stella e disegnate qualche spirale sulla superficie.

Cospargete di granella di zuccheroe cuocete in forno per circa 20/25 minuti al massimo (se vedete che scuriscono, copritele con la carta di alluminio).

Una volta cotte, sfornatele, lasciatele raffreddare e cospargetele di zucchero a velo.

Sono ottime così, o servite tagliate a metà con della marmellata o crema alle nocciole.

Muffin semi integrali alle banane

Muffin semi integrali alle banane

Sono ormai diversi anni che il “riciclo” in cucina – e intendo anche le “alte” cucine – non è più un tabù. Ed era ora! La tradizione italiana è piena di piatti ormai tipici, che altro non sono che diversi modi di utilizzare quel che resta in frigo o nella dispensa dopo aver concluso altre preparazioni. Sono di Milano, e quindi non posso non citare su tutti il riso al salto, che tra l’altro è una delle cose più buone che possiate mai assaggiare!
Ho preso spunto da un articolo uscito in questi giorni, sullo chef Massimo Bottura che è stato nominato “goodwill ambassador” delle Nazioni Unite, per la lotto allo spreco alimentare, per realizzare e proporvi una ricetta molto semplice, che ho realizzato con (in gran parte) ingredienti che altro non sono se non avanzi di altre preparazioni, comprese quelle due banane che stavano per passare a miglior vita nella credenza.

Il risultato sono stati questi ottimi muffin semi integrali alle banane, che hanno riscosso un gran successo anche tra le amichette di mia nipote dodicenne, e che sono molto leggeri perchè non hanno burro nell’impasto. In questo caso li ho lasciati così com’erano, e sono ottimi veramente. Ma se avete qualche rimanenza di granella di nocciole, o di gocce di cioccolato, potete usarle per aumentare il sapore di questi piccoli muffin. Questa volta ho realizzato a mano anche i contenitori a tulipano, quindi ricetta e presentazione sono al 100% artigianali!

Ci metterete davvero una manciata di minuti a prepararli, ed avrete una colazione buonissima e super sana per tutta la settimana!

Ingredienti:
300 gr farina tipo 2
2 banane molto mature
200 gr zucchero (se le banane sono davvero tanto mature riducete un po’)
50 gr panna montata (a me era rimasta da un’altra torta, potete sostituirla con 75 gr di yogurt alla vaniglia)
50 ml latte
2 uova medie
1 bustina di lievito (sono circa 16 gr)

Preparazione:
In una ciotola mettete la farina con lo zucchero e il lievito.
In un’altra ciotola sbattete le uova con la panna (o lo yogurt) e il latte. Io ho usato lo sbattitore elettrico, in modo che prendessero un po’ di aria.

Sbucciate quindi le banane, e schiacciatele bene con una forchetta (se volete potete anche frullarle leggermente, le mie erano talmente morbide che si sono sfatte in mezzo minuto, non ne ho avuto bisogno).
Quindi, abbassate la velocità delle fruste al minimo, e iniziate ad incorporare i liquidi nei secchi (potete anche usare un cucchiaio di legno). A questo punto, se ne avete, potete aggiungere un paio di cucchiai di granella di nocciole, oppure la stessa quantità di gocce di cioccolato. Oppure lli potete asciare così, sono buonissimi!

Non appena il composto sarà privo di grumi, mettete l’impasto dei muffin semi integrali alle banane all’interno dei pirottini per muffin, avendo cura di riempirli solo per 2/3.

Scaldate il forno a 190 gradi, e infornate i muffin semi integrali alle banane per circa 20 minuti.
Come sempre, controllate la cottura con lo stuzzicadenti.

Se vi piacciono i muffin, ma volete una aletrnativa vegana, guardate la ricetta dei Muffin vegani alle banane e more!

Brioches al latte condensato

Brioches al latte condensato

Ci sono giornate in cui sono convintissima di avere in mente tutta la lista della spesa. Fin nei minimi particolari, ho già la mappa di tutti gli scaffali, con tutte le cose che mancano in casa, e vado a colpo sicuro.
Però poi… arriva lei. L’offerta speciale. Mi fermo, la osservo. Mi serve? Forse sì, forse no. Però potrebbe servire. Magari preparo quello o quello… e, come magia, l’incanto si rompe. Vado in confusione, la mia lista della spesa mentale ha dovuto ospitare un imprevisto che non gestisce.
Torno a casa e mi sono dimenticata qualcosa. E spesso è lui, sempre lui. Il vasetto di yogurt.

Spesso lo uso per sostituire il burro nei dolci. Da’ una fragranza e una sofficità agli impasti che è impagabile. Però me lo dimentico con una frequenza imbarazzante. Quindi, mi capita più che spesso di rovistare nel frigorifero alla ricerca di sostituti. Ce ne sono tanti – ricotta principalmente, allungata con un cucchiaio di latte. Questa settimana pubblicherò un’altra ricetta nella quale ho dovuto gioco forza sostituire lo yogurt che ho dimenticato di acquistare (o meglio, l’ho lasciato in ufficio). In queste brioches, mi ha salvato il latte condensato. Chi lo avrebbe mai detto.
Il tubetto stava a guardarmi da quest’estate, quando l’avevo comprato per fare il gelato. Poi il gelato non l’ho più fatto, ed era restato lì a far polvere.

Le brioches al latte condensato sono una scoperta destinata a restare negli annali della mia cucina. Non sono certo una novità mondiale, ma lo sono state per me, e il fatto che all’inizio l’impasto fosse così appiccicoso da avermi fatto temere il peggio, ha fatto sì che la riuscita dell’esperimento sia stata segnata come una delle migliori avventure culinarie della mia pseudo carriera da cuochina.
Provatele, e mi direte.

Ingredienti (per circa 8 brioches di piccolo/medio taglio):
310 gr farina 00
170 gr di latte condensato (cioè un tubetto come questo – se non lo avete lo potete fare in casa, la ricetta la trovate qui)
130 gr latte parzialmente scremato (o latte di mandorla)
25 gr burro morbido (a pomata)
1 bustina vanillina
mezza fialetta di aroma al limone (se non la avete, usate la scorza di un limone)
1 pizzico di sale
12 gr di lievito di birra fresco
1 tuorlo e 1 cucchiaio di latte per spennellare la superficie

Preparazione:
Nella planetaria, o in una ciotola capiente, mettete la farina e la vanillina (potete usare anche l’estratto di vaniglia, basterà un cucchiaino).
Prendete circa 50 gr di latte dal totale, purchè sia a temperatura ambiente, e scioglietevi all’interno il lievito.
Unite poi il lievito alla farina ed iniziate ad impastare. Essendoci poca umidità, l’impasto sarà molto granuloso. Non è un errore, non vi preoccupate!
Mettete ora nell’impasto il latte condensato, e allungatelo con un po’ del latte rimasto. Azionate nuovamente la planetaria (o iniziate ad impastare), incorporando bene il latte condensato, e poi aggiungete il rimanente latte a poco a poco, e l’aroma di limone (o la scorza). Infine, mettete un pizzico di sale e il burro a pezzetti, avendo cura di inserire il pezzetto successivo solo quando il precedente si sarà ben assorbito dall’impasto.
Continuate ad impastare almeno altri cinque/dieci minuti, fino a quando l’impasto sarà abbastanza liscio e incordato.

A questo punto, l’impasto dovrebbe risultare molto morbido e appiccicoso, ma è normale!
Lasciatelo riposare una decina di minuti nella planetaria o nella ciotola dell’impasto, poi fategli fare un paio di giri di pieghe (se necessario, aiutatevi con un po’ di farina sul piano di lavoro per evitare che si attacchi). Le pieghe si fanno stendendo con i polpastrelli l’impasto a forma di rettangolo, con il lato lungo a lato. Piegate l’impasto in tre partendo dall’alto, e poi chiudete i lembi laterali all’interno.
Poi mettete a lievitare l’impasto nel forno spento, coprendolo con della pellicola alimentare.

Dovrebbe duplicare di volume, io l’ho tenuto per due ore e mezza.

Riprendete poi l’impasto, infarinate il piano di lavoro, e stendete l’impasto a forma rettangolare. Ritagliate dei triangoli (io ho usato la rotella della pizza), e poi prendete ciascun triangolo dalla base fate un piccolo taglio alla base verso la punta di un paio di centimetri, prendete gli angoli alla base e arrotolateli fino ad arrivare alla punta, in modo da formare le caratteristiche mezze lune tipiche delle brioches.

Mettete le brioches sulla placca del forno, già coperta di carta forno, e lasciate lievitare a forno spento un’altra ora.

Poi scaldate il forno a 180 gradi, spennellate le brioches al latte condensato con il tuorlo allungato con un cucchiaio di latte, e cuocetele per circa 25 minuti. Se vedete che stanno scurendo troppo, copritele come di consueto con la carta di alluminio.

Quando saranno tiepide, potete servire le brioches al latte condensato con un po’ di zucchero a velo, o tagliandole a metà con della marmellata o della crema di nocciole.
Se chiuse in un sacchetto di plastica possono durare fino a tre giorni (per secondo me, però, le finite prima!)

Ciambellone rustico alla frutta secca

Ciambellone rustico alla frutta secca

L’equinozio ha il suo fascino nello stare a metà. Metà luce e metà buio. Metà caldo e metà freddo. Momento di passaggio buono per tutti, in cui non c’è troppo ma nemmeno troppo poco. Quest’anno il primo equinozio (quello di primavera) lo abbiamo visto dalle nostre finestre, e forse è per questo che sto vivendo la settimana dell’equinozio di autunno con doppio entusiasmo.
Ho voglia di colori ambrati, delle giacche più pesanti e una tazza di tisana che scalda le mani e la gola.
Sono quei piccoli piaceri che magari da ragazzi scivolano via, ma che da adulti danno quel non so che di confortevole, una sorta dolce di abitudine.

A proposito di dolci, insieme alla tisana o al té, o ad un bel cappuccino fumante, questo ciambellone rustico alla frutta secca sta non bene, ma benissimo. La frutta secca tagliata grossolanamente scrocchia piacevolmente sotto i denti, e fa venire solo voglia di un’altra fetta. Per dare una sferzata rustica che in autunno non stanca mai, ho usato un ingrediente segreto, la farina di grano saraceno, che insieme alle noci è un atto di pura golosità. Tranquilli, questo bel ciambellone è senza burro, quindi potete mangiarne una fetta in più senza sensi di colpa!

Si realizza davvero in poco tempo, e vi assicuro che non potrete più farne senza.
Se non mi credete, su le maniche e prepariamolo insieme – mi darete ragione, ne sono certa!

Ingredienti:
150 gr di farina 00
80 gr di farina di grano saraceno
160 gr di zucchero
120 ml olio vegetale
100 ml latte (io scremato)
60 gr noci
60 gr nocciole
50 gr farina di mandorle (o mandorle tritate finemente)
16 gr lievito per dolci

Procedimento:
Per realizzare il ciambellone rustico alla frutta secca dovete iniziare sbattendo le tre uova in una ciotola insieme allo zucchero il tempo necessario a che diventino belle chiare e spumose. Ci vorranno all’incirca cinque minuti.

A questo composto aggiungete poi, sempre sbattendo, l’olio a filo e poi il latte.

Abbassate la velocità delle fruste elettriche fino al minimo, e iniziate ad incorporare poco per volta la farina 00, la farina di grano saraceno, la farina di mandorle (o le mandorle tritate molto finemente) e il lievito.

Prendete poi la frutta secca (noci e nocciole) e tagliatele al coltello, in modo che avrete dei pezzi irregolari di varie dimensioni. Uniteli al composto, tenendone da parte un cucchiaio per decorare la superficie (se volete, altrimenti versateli tutti!).

Prendete lo stampo da ciambella, imburratelo e infarinatelo (o usate uno staccante per teglia, io lo preferisco!) e versate l’impasto livellandolo leggermente. Distribuite infine sulla superficie a frutta secca tagliuzzata rimasta.

Cuocete in forno già caldo, alla temperatura di 180 gradi, per circa 30/35 minuti.
A metà cottura controllate il vostro ciambellone rustico alla frutta secca – se la superficie dovesse scurirsi, potte coprirla con dell’alluminio per evitare che bruci. Ogni forno fa storia a sé, quindi come sempre controllate la cottura con uno stecchino.

Quando verrà fuori asciutto, togliete la teglia dal forno, e lasciate raffreddare compltamente prima di togliere il ciambellone rustico alla frutta secca dallo stampo.

Ciambelline al cioccolato bianco

Ciambelline al cioccolato bianco

Gli ultimi temporali estivi. I primi lampi di giallo tra le chiome verdi. Il sole, che fino a ieri camminava pigro dietro l’orizzonte, si mette a correre e scompare presto tra i tetti dei palazzi e dei grattacieli. Questo è l’inizio dell’autunno in un respiro, un attimo di vento che soffia via i pensieri, abbottona le giacche e scompiglia i capelli.
Non so perchè l’autunno, di tutte le stagioni, è quella che ha la peggior reputazione. Forse perchè le giornate iniziano ad accorciarsi molto rapidmente, gli alberi si spogliano, e piove.

Pensando agli ultimi autunni, credo che alla fine non sia poi piovuto così tanto. E le foglie gialle e rosse formano un tappeto multicolore meraviglioso. Ogni tanto qualche giornata ci ricorda ancora che si può uscire senza giacca, almeno per un po’.
Insomma, per farla breve, sto rivalutando l’autunno. Anzi, il clima più fresco mi permette di accendere il forno ancora più spesso, e torno finalmente a realizzare i miei dolci senza il rischio di liquefazione. Anche queste sono piccole soddisfazioni. E’ anche una bella soddisfaizone passare i pomeriggi domenicali pigramente accoccolati sul divano con una tisana in una mano, e magari una bella ciambellina al cioccolato bianco nell’altra.

Queste ciambelline al cioccolato bianco fanno parte della sagra dei “senza”, cioè di tutte quelle ricette imbastite con quello che c’è nella credenza. A volte manca questo o quello, e in questo caso sono realizzate senza uova perchè non avevo ancora fatto la spesa ed ero rimasta senza (o almeno lo credevo, ho trovato poi nel frigorifero l’ultimo ovetto della nidiata!). Hanno un gusto delicato e leggero, e il fatto che siano anche senza burro le rende perfette anche per chi sta cercando di rientrare nei pantaloni, dopo le mangiate estive.

Ingredienti:
170 gr farina 00
20 gr maizena
20 gr fecola (o amido di riso)
mezza bustina di lievito per dolci
70 gr di cioccolato bianco
1 fialetta di aroma di limone
90 gr zucchero
1 pizzico di sale
90 gr di olio vegetale
200 gr di latte (se siete intolleranti l’acqua)
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia

Preparazione:

Prima di tutto mettete il cioccolato bianco a sciogliere a bagnomaria. Ci vorranno pochi minuti.
Mentre si raffredda, mettete in una ciotola tutti gli ingredienti secchi (gli amidi, la farina, il lievito) setacciati. Mescolate e mettete da parte.
In un’altra ciotola, mettete tutti gli ingredienti liquidi, tranne il latte, e lo zucchero, e mescolate.
Incorporate i liquidi nelle polveri, mescolando bene, e poi aggiungete il latte e mescolate bene, aiutandovi con una frusta a mano, in modo da dissolvere tutti i grumi.

A questo punto, aggiungete anche i cioccolato bianco sciolto, che si sarà intipidito nel frattempo.
Mescolate ancora vigorosamente in modo da amalgamare il tutto.

Premdete gli stampini delle vostre ciambelline al cioccolato bianco (a me ne sono venute 12 con uno stampo medio piccolo) e riempiteli fino a 2/3, perchè le ciambelline cresceranno un po’ in cottura.

Infornate le ciambelline al cioccolato bianco nel forno già caldo a 180 gradi, e cuocetele per circa 10 minuti.
Questa è la cottura che ho testato per gli stampini di silicone (che ho imburrato e infarinato anche se dovrebbero essere antiaderenti – io non mi fido). Se usate dgeli stampi in metallo potrbbero cuocere un po’ più velocemente, quindi magari al settimo minuto controllate.
In ogni caso, aiutatevi sempre con lo stecchino, che non tradisce mai!

Aspettate che le ciambelle siano intiepidite prima di togliere dagli stampini.
Per servire le ciambelline al cioccolato bianco, potete optare per una spolverata di zucchero a velo.

Se ti piacciono le ciambelline e vuoi provarle in versione 100% vegan, puoi provare le Ciambelline vegane al cocco e limone.

Muffin al lime e cocco

Muffin al lime e cocco

Ci sono settembri e settembri. Quelli piovosi e freddi, quasi arcigni. E quelli placidamente estivi, che mollemente declinano verso l’autunno sperando che non se ne accorga, e che il tepore estivo e la luce brillante del sole resistano ancora un po’.
Questi ultimi hanno i colori più belli, e anche se le foglie iniziano a virare dal verde al giallo, rimangono ancora vivide e vive, attraversate dai raggi del tramonto.

Questi sono i settembri che amo, quelli che sarebbero ideali tutto l’anno, perché rendono il meglio dell’estate e dell’autunno. Forse perché quest’anno abbiamo perso la primavera, chiusi in casa causa pandemia, faccio fatica a lasciar andare l’estate e la sua bella luce. Mi sono lasciata quindi ispirare da questo clima eccezionalmente caldo per il periodo, per dare un’ultima sferzata di estate coi muffin al lime e cocco, due gusti che chiamano i tropici, la stagione calda, il mare e il sole. Mi sembravano giusti per celebrare l’ultima settimana d’estate, prima l’equinozio ci trasporti in autunno.

Ingredienti
150 g farina 00
80 g zucchero
50 gr farina di cocco disidratato
8 gr di lievito per dolci
2 uova
succo e scorza grattugiata di 2 lime
75 ml latte intero
80 ml olio vegetale
granella di zucchero per decorare

Preparazione:
In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi (la farina setacciata col lievito, la farina di cocco e lo zucchero). Mescolate e lasciate da parte.
Prendete un’altra ciotola e sbattete le uova con uno sbattitore elettrico. Unite anche il latte e l’olio di semi. Poi unite la scorza dei due lime grattugiata e il succo. Continuate a sbattere per inglobare aria fino a ottenere un composto leggermente spumoso.

Ora unite i secchi al composto liquido e lavorate ancora un po’ con la frusta.

Prendete poi gli stampini per muffin e riempiteli a 2/3 con l’impasto.
Prima di infornare, potete decorare i muffin al lime e cocco con della granella di zucchero, se volete.

Preriscaldate il forno a 180 gradi poi cuocete i muffin al lime e cocco per 20 minuti.
Fate comunque sempre la prova dello stecchino per controllare la cottura!

Sfornate i muffin e lasciateli raffreddare prima di servirli.

Se li preparate, ricordate di taggarmi nei vostri post!