Il tempo delle mele e la torta di mele, mandorle e arancia

Il tempo delle mele e la torta di mele, mandorle e arancia

Da cosa si capisce che è arrivato l’autunno?
Potrei dirvi le foglie che cadono, o il freschetto alla mattina.
Le giornate che si accorciano, i pantaloni che si allungano. Le finestre che si chiudono, e le coperte che si stendono.

Nulla per me parla più di autunno che il profumo di una buona torta di mele che cuoce nel forno.
Quell’aria calda di spezie, zucchero e frutta racconta di coccole, abbracci che scaldano, e gocce di pioggia che rigano i vetri delle finestre.
Mi è sembrato giusto inaugurare la nuova stagione proprio con lei, una torta di mele. Ma non una torta qualunque. Una Torta di mele budinosa.

L’ho soprannominata così perchè ha una consistenza molto particolare, quasi cremosa. Piena di frutta, con un leggero sentore di arancia e mandorle, questa torta è stata una bella (e fortunata) scoperta.
Pensavo in realtà di averla sbagliata, perchè volevo usare anche con le mele il tipo di lavorazione della mia prima Torta di carote e mandorle, quella in cui avevo montato a parte gli albumi per dare un po’ di consistenza al dolce. Solo che questo impasto mi era venuto davvero molto liquido, ed ero preoccupata che in forno non sarebbe mai lievitato, cotto… insomma, che sarebbe stato un disastro.

Invece la torta alle mele, arance e mandorle non solo è venuta bene, ma ha anche una consistenza molto da dessert, e in bocca esplode per intero il sapore e la fragranza delle mele. Ho usato il latte di mandorla per intensificare anche il profumo di mandorle, ed è così diventata anche una torta senza lattosio.
Soprattutto, è una torta buona e facilissima, per dare il benvenuto alla stagione, ops… al tempo delle mele!

Ingredienti (per una taglia da 20 cm):
3 mele (sono circa 650 g di peso, più o meno)
90 g zucchero semolato
100 g farina 00
1 cucchiaio di amido di mais
1 cucchiaio di marmellata di arance
succo di un’arancia
2 uova
8 g lievito per dolci
100 ml latte di mandorla
mandorle a lamelle per la decorazione
zucchero a velo per la decorazione

Preparazione:
Questa Torta di mele, mandorle e arancia è molto facile, e il passaggio più difficile (o quello più lungo) è di sbucciare e tagliare a pezzettini tutte le mele.
Mettetele poi in una ciotola e irroratele con il succo dell’arancia.
Se aveste a disposizione un’arancia bio, provate ad aggiungere anche la buccia grattugiata (io non l’avevo, ma dal profumo secondo me non starebbe male!).

In un’altra ciotola mettete le polveri (lo zucchero, la farina setacciata col lievito e l’amido di mais), e poi aggiungete mescolando i tuorli, il latte e il cucchiaio di marmellata.

Per ultime, aggiungete le mele con il succo, e mescolate con un cucchiaio di legno.

Montate a neve molto ferma gli albumi, e incorporateli nell’impasto con le mele, facendo attenzione a non smontarli.

L’impasto potrebbe essere abbastanza liquido, ma deve esserlo.

Prendete la vostra teglia, foderatela con la carta forno, e versate l’impasto, cercando di distribuire le mele su tutta la superficie.

Infornate la vostra Torta alle mele, arance e mandorle in forno già caldo a 170 gradi, e cuocetela per almeno 50 minuti. Io l’ho messa sul ripiano più basso del forno.
A metà cottura, se vedete che la superficie si sta scurendo, vi consiglio di coprire la superficie con un foglio di alluminio, così non si brucerà.

La torta è pronta quando lo stecchino uscirà solo leggermente umido.

Fate raffreddare bene prima di estrarla dalla teglia e servitela spolverata di zucchero a velo, se vi piace.

L’ultima ricetta estiva.. o la prima autunnale? Tiramisù leggero senza glutine

L’ultima ricetta estiva.. o la prima autunnale? Tiramisù leggero senza glutine

E’ stata una lunghissima estate. La mia è iniziata a maggio, su un vaporetto in navigazione verso il Lido di Venezia, in mezzo a onde bianche spezzate dalla prua e dalle chiacchiere di mille lingue diverse in gita. Ho chiuso gli occhi un momento, per riaprirli davanti a una piazza San Marco riscaldata dal primo sole caldo della stagione, un sole che ha continuato a splendere senza riposo a giugno, luglio, agosto…

Per convenzione il 21 settembre inizia l’autunno, ma quest’anno non sarà così. Anche se da qualche giorno il mattino sorride alle maniche lunghe, l’equinozio d’autunno arriverà il 23 settembre, quando giorno e notte saranno uguali, per poi lasciare le ore di sole perdersi nel buio, fino alla nuova primavera. Quindi, astronomicamente, siamo ancora nell’ultimo lembo di estate, che vorrei salutare con quello che è stato il mio vero cavallo di battaglia dei dessert domenicali di questa interminabile stagione.

Velocissimo, versatile, e soprattutto buono, il Tiramisù leggero senza glutine si prepara davvero in un baleno, è perfetto come dessert dell’ultimo minuto, e fatto in monoporzioni è anche molto elegante. L’ho preparato in tante occasioni, ed ha sempre avuto successo.
La crema è a base di ricotta, quindi è anche perfetto per chi vuole mantenere (o riprendere) la linea, è leggerissimo e digeribile… insomma, se non vi ho ancora convinto a provarlo, vi dico anche che è buono e che vi aiuta anche a sbarazzarvi dei rimasugli dei barattoli di crema alla nocciola (ma anche al pistacchio o al cioccolato) che rischiano di ammuffire nel frigorifero.
.. sempre se ve ne restano, ovviamente!

Ingredienti (per 4 monoporzioni da circa 33 cl):
450 g ricotta vaccina ben scolata
3 cucchiai generosi di crema alla nocciola (ma anche al pistacchio, al cioccolato…)
1 cucchiaio di zucchero semolato (opzionale – non lo aggiungo quasi mai)
biscotti savoiardi senza glutine
100 ml caffè
nocciole per decorare

Preparazione:
Il Tiramisù leggero senza glutine si prepara anche solo con una ciotola e una frusta a mano, e un dessert più semplice non potevo davvero immaginarlo.

In una ciotola mettete la ricotta ben scolata (basterà lasciarla una mezz’ora a colare usando magari un colino giapponese) insieme alla crema di nocciola (e allo zucchero, se lo desiderate), e mescolate con una frusta a mano per amalgamare tutti gli ingredienti.

Prendete i vostri bicchierini monoporzione e mettete su fondo i savoiardi (io ne ho preso uno e l’ho diviso a metà) che avrete precedentemente leggermente imbevuto di caffè.

Coprite quindi i savoiardi con due o tre cucchiai di crema alla ricotta, e mettete un altro strato di savoiardi imbevuti nel caffè, e poi coprite ancora con la crema fino ad arrivare quasi all’orlo del bicchierino.

Procedete così per tutti i bicchierini monoporzione.

Mettete quindi il Tiramisù leggero senza glutine a riposare nel frigorifero almeno due ore.

Servitelo con della granella di nocciole sulla superficie.

Cosa fare da grandi? I plumcake allo yogurt

Cosa fare da grandi? I plumcake allo yogurt

Provate a chiudere gli occhi e ad immaginarvi nel 1992. Molti di voi che leggete potreste non ricordarvelo affatto, semplicemente perché non eravate ancora nati, o forse eravate troppo piccoli per avere ricordi. Per molti di noi che c’eravamo, e magari eravamo più giovani di oggi ma già un po’ grandicelli, il 1992 è stato un anno pieno di eventi.

Tangentopoli che inizia, così come la guerra in Bosnia; Clinton è eletto Presidente degli Stati Uniti; visto che in questi giorni l’Inghilterra è al centro dell’attenzione mondiale, nel 1992 Carlo (sì, l’attuale Re) e Diana Spencer si separano, e il Castello di Windsor è colpito da un disastroso incendio. Le stragi di Capaci e Palermo. E’ anche l’ultimo anno che le Olimpiadi invernali ed estive si tengono nello stesso anno.

Nel 1992 studiavo ancora, l’unica cosa che – diciamocelo – mi viene discretamente bene. Avevo davanti tutto un futuro da inventare, e ogni giorno il mio futuro cambiava. Già avevo archiviato l’idea di fare la prof di inglese, la cantante/musicista, la cestista, la tennista, l’astronauta e la matematica. Ero nella fase della diplomatica, la funzionaria della Comunità Europea, la prima Segretaria donna dell’ONU.
Ovviamente non ho fatto nulla di ciò. Ma nel 1992 potevo ancora sognare – e ogni tanto mi permetto di farlo ancora oggi.

Il 1992 è anche notoriamente conosciuto come l’anno nel quale sono stati messi sul mercato la prima volta questi Plumcake allo yogurt che vedete nella foto, da parte di una notissima marca, che fa i dolcetti sotto il marchio che ha un celeberrimo mulino… va bene, basta così con i suggerimenti!
Sono ben trent’anni che questi Plumcake allo yogurt ci accompagnano, e finalmente mi sono presa un attimo di tempo per realizzarli anche io, partendo dalla ricetta di LuCake, che certamente conoscete. Mi sono venuti un po’.. diciamo vitaminizzati, con questa bella gobbettona, ma forse ho riempito un po’ troppo i pirottini. Il gusto però è ottimo, e per questo oggi ve li propongo con una mia piccola variazione, per una colazione sana, gustosa, facilissima e fatta in casa. Ma hanno pure qualche difetto, eh… tipo che finiscono troppo in fretta!

Ingredienti (per circa 8 mini plumcake):
200 g farina 00 (io ho usato il farro)
50 g amido di mais
2 uova
150 g zucchero semolato
100 g yogurt (potete usare quello vanigliato o naturale)
zeste di 1 limone bio
10 g lievito per dolci
60 g olio di semi
60 g latte
un pizzico di sale
zucchero a velo per decorare (opzionale)

Preparazione:
Realizzare i Plumcake allo yogurt è semplicissimo, nemmeno venti minuti e siete pronti ad infornarli. Non ci credete? Iniziamo!
In una ciotola montate bene (devono diventare chiarissime) le uova con lo zucchero.
Aggiungete quindi lo yogurt poco per volta, e continuate ad amalgamare con le fruste.
Unite poi le polveri (farina e lievito) setacciate, amalgamando all’impasto con le fruste a bassa veocità.
Infine, aggiungete l’olio, il latte e le zeste del limone, e amalgamate ancora. Per ultimo, un pizzico di sale.

Imburrate ed infarinate i pirottini, e versate al loro interno l’impasto, ma non riempiteli per più di due terzi, altrimenti uscirà tutto l’impasto.
Cuocete nel forno già caldo a 180 gradi per circa 20 minuti.
Controllate bene il vostro forno – il mio cuoce molto velocemente, già a 15 minuti stavano completando la cottura, ma potrebbe volerci anche qualche minuto in più.

Finito qui. Non vi avevo detto che era semplice?

Le cucine degli altri e i pancakes giapponesi

Le cucine degli altri e i pancakes giapponesi

Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene.
Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po’ meglio che pensare che sono rimasta proprio sola
.

Queste parole sono di Banana Yoshimoto, dal suo celeberrimo libro Kitchen. E’ stato un successo mondiale, eppure questo titolo non è stata la mia introduzione alla letteratura giapponese.
Che, come spesso accade, è avvenuta per caso.
Un supermercato, un libro in edizione economica in superofferta. Un nome buffo.
Chi mai avrà scelto come nome artistico “Banana”?

Quel libro si chiamava Sonno Profondo, una cosa che, di questi tempi desidero ardentemente ogni volta che tocco il cuscino, e che ogni notte finisce per sfuggirmi. Quella scrittura leggera che sprofondava l’inchiostro nelle solitudini umane, nel silenzio e nel mistero delle anime di ogni latitudine.
Dopo il letto, la cucina. Fu Kitchen, e da allora tutti i libri di Banana Yoshimoto. Ogni uscita per me è una festa. E poi Murakami, Kawaguchi, Ishiguro, e Sukegawa, e le sue Ricette della Signora Tokue, con cui torno in cucina, anzi nella pasticceria Doraharu.

La ricetta centrale del libro è la confettura an fatta con gli azuki che non ho trovato. Quindi niente dorayaki, ma un’altra dolcissima colazione in stile giapponese, i celeberrimi Pancakes Giapponesi. Avevano avuto il loro bel successo due o tre anni fa sull’Instagram, ma poi sono caduti nel dimenticatoio, a favore delle altre mode del momento.

Ve li ripropongo oggi, per una lenta ma dolcissima colazione della domenica e per l’appuntamento con le #colazioniraccontate. Si preparano davvero in pochissimo tempo, e con un po’ di frutta fresca, dello sciroppo di acero o di agave, ma anche un po’ di miele e della italianissima Nutella sono la fine del mondo. Quelli bravi li cuociono nei coppapasta, in modo da dar loro una scenografica altezza.
Io vi propongo il procedimento della corsa, per noi che amiamo più che la forma la sostanza .
Chi viene a colazione da me?

Ingredienti (per tre pancakes grandi):
2 uova
25 g zucchero semolato
20 ml latte (per la versione delattosata va bene anche quello di mandorla)
40 g farina manitoba
3 g lievito per dolci
un po’ di burro o di olio per ungere la padella

Preparazione:

I pancakes giapponesi sono semplicissimi da fare. Anzitutto occorre separare tuorli e albumi, e montare questi ultimi a neve ben ferma.
Mentre li montate, aggiungete lo zucchero in un paio di riprese (iniziate appena gli albumi iniziano a diventare bianchi).
Quando gli albumi sono ben montati, unite anche i tuorli, uno per volta. Dovete incorporarli con una spatola evitando di smontare il composto.

Dopo i tuorli unite il latte, e infine la farina manitoba e il lievito, che dovete setacciare bene e incorporare anche qui poco per volta. Non abbiate fretta!

Ora prendete una padella abbastanza capiente, e ungete il fondo con un po’ di burro o di olio.

Scaldatela, e poi ponete sul fondo la pastella – per ogni pancake mettete circa tre cucchiai di impasto. Per aiutarvi può essere utile usare il porzionatore del gelato, ma se non lo avete va bene il cucchiaio. Mettete prima una cucchiaiata di impasto per ciascun pancake, e poi sopra un’altra, e poi un’altra, così il pancake resterà ben soffice e alto.

Versate un paio di cucchiai di acqua ai lati della padella, e coprite il tutto con un coperchio (così si formerà il vapore per cuocere i pancakes).
Fate cuocere a fuoco medio-basso circa quattro o cinque minuti per lato.

Serviteli caldi o tiepidi con.. quello che volete!
Sono buoni anche con solo un po’ di zucchero a velo.

Il lunedì più lunedì. Biscottoni da inzuppo

Il lunedì più lunedì. Biscottoni da inzuppo

Agosto sta placidamente scivolando via, insieme alle inesorabili gocce di calore di questa interminabile estate bollente. Settembre è già pronto in attesa sulla banchina, scuotendo indietro la testa e i suoi ricci terra di Siena, un biglietto in mano, gli occhi pieni di aspettative e tanti nuovi sogni e progetti nella valigia.
Settembre è un gennaio più dolce e caldo, profumato di vendemmia e mele nuove, e di mille nuovi inizi.

La fine dell’estate si avvicina sempre più, e mi mancherà molto la frutta zuccherina e succosa di questa stagione, con i suoi colori vivi e squillanti. Quest’anno mi sono sbizzarrita nel preparare dolci a base di frutta, e ho anche preparato qualche conserva, che magari apparirà su questi schermi. Mi mancheranno anche i pomeriggi rilassati ad ascoltare le cicale e il vento tra i pini, le letture al tramonto cullate dalla risacca del mare, le colazioni lente, l’odore del cocco delle creme solari, la schiaccia calda del forno, raccogliere le more di rovo, camminare senza fretta, la frutta del contadino, le colline sinuose e i campi di girasoli.

E il profumo del basilico.

Il basilico di Maremma

Quest’anno il basilico è stato uno degli odori che più ha beneficiato del sole infinito degli ultimi mesi, e non ricordo di aver mai assaggiato un basilico così pieno di sapore e di profumo. Ne ho portato un po’ a casa, l’ho lavato e congelato, e incredibilmente anche appena scongelato conserva un meraviglioso odore. Ho cercato di salvare qualche semino che ho messo a essiccare per la semina.

Per scacciare la inevitabile nostalgia, oggi mi concedo una colazione lenta con dei biscotti che sono una vera coccola. I Biscottoni da inzuppo sono fatti con ingredienti semplici che tutti hanno in casa, si preparano con facilità e, per quel che mi riguarda, mi hanno aiutato a sbarazzarmi di un panetto di burro che avevo in scadenza.
La ricetta base è di Benedetta Rossi, cui ho apportato qualche modifica per andare incontro a quel che avevo in dispensa.
Con queste quantità ho realizzato circa una ventina di biscottoni, ovviamente dipende dalle dimensioni che darete ai vostri dolci.

Ingredienti:
380 g di farina 00 (io ho fatto un misto di farina 00 e farina di farro)
125 g burro a temperatura ambiente
100 g zucchero semolato
6 g lievito per dolci
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale

Preparazione:
In una ciotola abbastanza capiente rompete le uova e mescolatele leggermente con l’aiuto di una forchetta.
Quando sono amalgamate, unite anche il burro a temperatura ambiente, e continuate ad amalgamare.
Fate ora sciogliere lo zucchero mescolandolo con uova e burro, poi aggiungete l’estratto di vaniglia e infine, unite le farine e il lievito.
Io ho aggiunto la farina a poco a poco, setacciandola a mano a mano che la inserivo.
Potete anche omettere il setaccio, anche se io personalmente lo preferisco perchè in questo modo i biscotti lievitano meglio.

Quando l’impasto non sarà più appiccicoso, potete lasciarlo riposare in frigo una mezz’oretta coperto dalla pellicola.

Riprendete quindi l’impasto e stendetelo con l’aiuto del matterello e di un po’ di farina su un foglio di carta forno, a una altezza di 3/4 mm.
Potete tagliare i biscotti come preferite, e se non avete il tagliabiscotti nessun problema, potete tagliarli della forma che volete usando la rotella taglia ravioli.
Volevo farli romboidali ma purtroppo non sono mai stata brava in disegno tecnico, e ho dovuto reimpastare e ripiegare su anonimi rettangoloni.

Cuocete i vostri Biscottoni da inzuppo nel forno già caldo a 180 gradi per 20 minuti. Devono leggermente colorarsi ma non biscottare.
Fateli raffreddare prima di staccarli dalla teglia.

Questi Biscottoni da inzuppo si conservano per una settimana in un contenitore di vetro oppure in un sacchetto per la conservazione degli alimenti.

I temporali dopo Ferragosto e i biscotti alle arachidi

I temporali dopo Ferragosto e i biscotti alle arachidi

Mentre osservo dal balcone il primo vero temporale post Ferragostano di questa estate di fuoco, mi torna in mente una delle scene finali del celeberrimo film Sapore di Mare.
Il temporale si abbatte sulla spiaggia, settembre allunga la sua ombra sugli ombrelloni chiusi, sferzati dal vento, le nuvole grigie si abbassano e sfiorano il mare, lo inghiottono.
Se chiudo gli occhi, al ticchettio della pioggia sento aggiungersi un ritornello conosciuto, quello che dice che l’estate sta finendo.
Eh già.

In realtà l’estate è ancora lunga, ed è stata lunghissima in questo anno rovente. Però il primo temporale dopo Ferragosto ha il sapore delle cose che finiscono, delle valigie che si chiudono, delle spiagge che si svuotano. Mi assale una leggera nostalgia di casa, che si accompagna a una voglia di cambiare tutto, che mi sta inseguendo senza sosta ormai da un paio di anni.
Sono pervasa da una costante inquietudine, fatta di nuvole basse e grigie come quelle di oggi all’orizzonte.

Il profumo della pineta bagnata è dolce e acuto, e mi ricorda quando qui ancora uscivo per raccogliere i pinoli. Ora non se ne trovano quasi più. Però le fronde verdi dei pini marittimi che danzano al vento contro un cielo di latte e argento riescono a darmi un po’ di serenità.

Con il vento che spazza un po’ di caldana, è tempo di ridare fiato ai forni, e oggi avrei proprio voglia di rifare questi Biscotti alle arachidi, che avevo preparato ormai qualche mese fa per il mio compleanno. Erano nati come biscotti alle mandorle, ma avevo dovuto buttare via il pacchettino delle mandorle già aperto per la presenza di qualche ospite indesiderato…. e quindi ho risolto di usare il pacchetto di arachidi che giaceva lì da Natale.
Mai avrei pensato che il risultato sarebbe stato così delizioso! Sono entrati di diritto tra i biscotti che riproporrò in altre occasioni, anche perchè sono facilissimi da realizzare.

Io ho usato la farina di farro, ma potete usare anche la farina 00.
Essendo pensati per le mandorle, ho usato il latte di mandorla che avevo in casa. Ma se non avete problemi di intolleranze o se non siete vegani, usate pure il latte vaccino. Si conservano bene in un barattolo di vetro per tre o quattro giorni, ma secondo me.. li finite prima!

Biscotti alle arachidi (per circa 30 biscotti):
Ingredienti:
150 g farina di farro
50 g amido di mais
90 g zucchero semolato
100 g circa di arachidi già sgusciate (io ne ho pesate due manciate)
90 g olio di semi
35 g latte (di mandorla per la versione vegana)
3 g lievito per dolci
un pizzico di sale
una punta di cucchiaino di bicarbonato

Preparazione:
Tagliate al coltello le arachidi sgusciate, avendo cura di lasciarne qualcuna intera per la successiva decorazione. Io ne ho lasciate una quindicina (intere) quindi diciamo trenta metà. Le taglio al coltello perchè mi piacciono irregolari, e scrocchiano bene sotto ai denti.

In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito, bicarbonato, sale e amido di mais) e mescolate.
In un altro contenitore mescolate invece tutti i liquidi (olio, latte) e mescolate bene in modo che si emulsionino.

Versate quindi i liquidi nei secchi, mescolando bene prima con un cucchiaio e poi con le mani in modo da creare un panetto di impasto compatto.
Per ultime, aggiungete le arachidi tagliate al coltello.

Impastate bene, poi, coprite l’impasto con la pellicola e fate riposare il tutto in frigorifero per circa trenta minuti.

Riprendete l’impasto, e ricavate delle piccole palline di impasto. Non le ho pesate, ma fate conto che erano un po’ più piccole di una noce e mettetele sulla teglia coperta di carta forno.

Con l’aiuto di un tagliabiscotti, appiattite al suo interno ciascuna pallina in modo che si formino dei biscottini tondi (il mio tagliabiscotti è di circa 6 cm di diametro). Lasciate un po’ di spazio tra un biscotto e l’altro, ma siccome non crescono molto non è necessario distanziarli tantissimo.
Potete decorarli in superficie con una delle mezze arachidi che avete tenuto da parte.

Cuocete i biscotti nel forno già caldo a 170 gradi per circa 15 minuti.

Lasciate raffreddare e poi.. gustate!!

Se la vita ti dà limoni… fai una Torta al Limone!

Se la vita ti dà limoni… fai una Torta al Limone!

Se la vita ti dà limoni, fatti una limonata” è un proverbio americano, reso famoso qualche anno fa da una canzone di Beyoncé, che si chiama, guarda caso, Lemonade.
Il significato è abbastanza intuitivo, fai il meglio con quello che hai.

Questo è uno dei proverbi che si dovrebbero avere sempre davanti, tatuati sulla fronte… fate voi qual è il vostro metodo migliore per non dimenticarlo.
Le avversità della vita sono sempre tante, i rovesci di fortuna più frequenti dei colpi della dea bendata, e trarre il meglio da situazioni oltremodo complicate non è mai facile. Però prendersi i limoni e farsi una limonata può salvare la vita veramente, quindi meglio farseli amici – i limoni.

I limoni sono grandissimi protagonisti in cucina, ma non solo. Ci sono tradizioni, simbolismi, e tantissime canzoni che celebrano questo frutto che, almeno per quel che mi riguarda, è tra i miei preferiti nella stagione estiva ma non solo.

I limoni pare provengano dall’Asia, ma erano già in Europa nella Grecia Antica: i pomi d’oro rubati da Ercole erano proprio loro, i limoni, che sono anche raffigurati in un sacco di affreschi e mosaici che risalgono ai romani. Gli egizi lo usavano addirittura per imbalsamare le mummie!

Il limone è anche stato utilizzato come simbolo di Maria, la madre di Gesù, visto che il limone era conosciuto per le sue proprietà antisettiche, che gli avevano fatto guadagnare la fama di salvavita, proprio come la Madonna (non la cantante).

E poi le canzoni, tante. Da Il Tempo dei Limoni di Luigi Tenco, a Un Gelato al Limon di Paolo Conte, fino a Lemon Tree, un tormentone di metà degli Anni Novanta.

Anche su questo piccolo blog trovate decine di dolci che hanno come protagonista il limone. Ve l’ho detto, mi piace! Un po’ di zeste bastano per dare quel non so ché alla più banale delle creme pasticcere, al budino, all’impasto della crostata.
Ma il limone da’ il meglio di sé quando è protagonista, come in questa facilissima e velocissima Torta al Limone. E’ la torta che piace a me, quella che si fa di corsa quando a casa c’è poco o niente, e rimane fragrante per diversi giorni e profuma tantissimo di limone. Si può fare anche in una teglia da 22 cm di diametro, ma io l’ho fatta in una teglia di quelle di alluminio usa e getta da 27 x 17 cm.
Così non ho nemmeno dovuto lavarla!

Ingredienti:
200 g farina 00
150 g zucchero semolato
8 g lievito per dolci
2 uova a temperatura ambiente
50 ml olio di semi o di mais (gusto delicato)
150 ml acqua
succo di un limone (il mio era all’incirca 120 ml perchè era grosso)
buccia grattugiata del suddetto limone (quindi prendetelo bio!)
1 cucchiaino estratto di vaniglia (se non la avete usate la vanillina)

Preparazione:

Questa Torta al Limone è davvero facilissima da fare, adattissima anche ai meno esperti.
In un contenitore rompete le uova, e aggiungete olio, acqua, succo di limone, zeste del limone e l’estratto di vaniglia, e mescolate con una frusta fino a che gli ingredienti si siano amalgamati.

In un’altra ciotola mettete le polveri, ossia la farina 00, lo zucchero, il lievito (e la vanillina, se non avete l’estratto) e mescolate con una forchetta.

Versate il liquido con le uova nella ciotola con le polveri, e amalgamate bene (io ho usato una frusta a mano per evitare i grumi, lo consiglio).

Prendete una teglia (come vi dicevo, io ho usato quella di alluminio), foderatela di carta forno e versatevi l’impasto.

Mettete la teglia a cuocere nel forno già scaldato a 180 gradi per circa trenta minuti.

Attendete che si sia freddata prima di toglierla dalla teglia, e spolveratela se vi va con lo zucchero a velo, e poi tagliatela a cubotti.

Se volete un’altra idea col limone, provate la Torta all’olio di oliva e limone.

Torta cocco e albicocche. Preludio d’estate

Torta cocco e albicocche. Preludio d’estate

L’estate arriva piano piano, ma una volta presa la rincorsa fa un balzo e ci si sede accanto, con i suoi temporali repentini, il sole a picco a mezzogiorno, l’aria cristallina del mattino, e i colori di frutta e verdura.
Se l’autunno è arancione, l’estate è rossa, gialla, arancione, blu delle more nuove. Verde delle olive. Rossa dei pomodori e delle angurie. Arancione di pesche, meloni e albicocche.
All’angolo della mia via, in un anonimo giardinetto condominiale, troneggia un albicocco e una pianta di prugne che sono ancora un po’ indietro di maturazione.
Le prime albicocche della stagione però sono già arrivate sugli scaffali dei supermercati, anche se spesso sono ancora un po’ asprigne. Sode e altere, sono comparse di soppiatto tra asparagi e cetrioli, fragole e zucchine.
Mi sono lasciata tentare, ma invece che mangiarle “crude” in macedonia, ho pensato di addolcirle all’interno di un dolce perfetto per le colazioni di inizio estate.

La Torta cocco e albicocche è leggerissima, facile da preparare, e ha il gusto dell’estate. Cocco e albicocche sono una combinazione perfetta, e se non l’avete mai provata… bè, dovreste. Lo yogurt al posto del burro dona alla torta una sofficità unica, e la freschezza delle albicocche è perfetta con la dolcezza del cocco.

Come sempre non ci sono segreti, ma un sapiente “montaggio” delle uova, e la immancabile farina setacciata, che da’ ariosità all’impasto e lo aiuta a lievitare bene.

Questa ricetta viene dritta dritta dal blog di Mary , che a sua volta l’ha rubata a Martina di Raspberries & tulips. Questo è quello che mi piace della community delle foodbloggers: una ricetta diventa presto di tutti, un patrimonio condiviso che diventa più prezioso a mano a mano che esce dalle cucine di una persona per prendere la strada delle cucine del mondo.
Come sempre l’ho un po’ personalizzata, ma vi assicuro che è eccezionale in ogni versione.

Torta cocco e albicocche
Ingredienti (per una teglia da 20×20):
70 g farina 00 (io ho usato quella di farro)
45 g farina di cocco (io ho usato il cocco rapè)
90 g zucchero semolato
4 g lievito vanigliato
70 g yogurt (io alla vaniglia, se lo avete all’albicocca meglio)
1 uovo
50 ml olio (dal gusto delicato)
4 albicocche
zucchero a velo per decorare

Preparazione:
La Torta cocco e albicocche è semplicissima da preparare, la parte più complicata sarà lavare le albicocche asciugarle e tagliarle a spicchi (io ne ho ricavati circa tre da ciascuna metà).

In una ciotola montate le uova con lo zucchero, fino a che non diventano chiare e spumose.
Quindi aggiungete l’olio a filo e poi lo yogurt, sempre utilizzando la frusta per amalgamarli.
Setacciate quindi i secchi (cioè farina e lievito) ed incorporateli al mix delle uova.
Infine, unite la farina di cocco e mescolate con una leccapentole.

Prendete una teglia (io ne ho usata una quadrata, ma potete anche usarne una tonda da circa 20/22 cm), ricopritela con la carta forno (o imburratela e infarinatela per bene) e versate l’impasto, avendo cura di cercare di stenderlo su tutta la superficie in maniera uniforme.
Per ultimo, aggiungete gli spicchi di albicocca sulla superficie.

Infornate la vostra Torta al cocco e albicocche per 20/25 minuti a 170 gradi.
Mi raccomando, il forno deve essere già ben caldo!

Attendete che sia intiepidita prima di toglierla dalla teglia.

Cookies lamponi e cioccolato bianco

Cookies lamponi e cioccolato bianco

E’ arrivato quel periodo dell’anno. Più nello specifico, quello in cui mi avvio mesta e con grigie nuvole piene di pensieri negativi verso il CAF per fare la mia annuale dichiarazione dei redditi.
Non mi fraintendete, io pago le tasse e non mi lamento.
Il denaro dei contribuenti deve essere sacro” diceva il Presidente Einaudi, e della mia piccola quota di sacralità io vado (credo giustamente) fiera. Insomma, nel mio piccolo contribuisco.

Quel che davvero detesto sono le burocrazie, le infinite sedute davanti a impiegati che ne sanno molto meno di quanto dovrebbero e che hanno la flessibilità di un cancello automatico. Questa continua sensazione di essere vista come un potenziale evasore anche quando, presa dallo sconforto, inizio a lamentarmi che io le voglio pagare le tasse, ma vorrei anche tornare a casa per l’ora di pranzo e non essere sequestrata. Fotocopie, anacronistiche montagne di scontrini per provare l’improvabile – sì, ho pagato trenta euro trenta con un biglietto da dieci e uno da venti, che dovevo fare? Le fotocopie delle banconote?

La depressione di questa giornata può essere sollevata solo da una cosa, i Cookies lamponi e cioccolato bianco. I lamponi, con il loro piccolo acuto acido, accompagnano ed esaltano la dolcezza burrosa dei cookies e del cioccolato bianco, e creano un’armonia di gusto semplicemente irresistibile.

A differenza delle tasse, questi Cookies Lamponi e Cioccolato Bianco sono facilissimi da realizzare, e non richiedono nemmeno riposo in frigorifero. Venti minuti e via.
Magari si potessero pagare le tasse con la stessa velocità!

Cookies Lamponi e Cioccolato Bianco
Ingredienti per circa 20 cookies:
100 g zucchero di canna
100 g zucchero semolato
180 g burro morbido
1 uovo
un pizzico di sale
270 g farina 00
4 g bicarbonato di sodio
80 g gocce di cioccolato bianco
un cucchiaino di estratto di vaniglia
125 g lamponi freschi

Preparazione:

Questa versione dei Cookies Lamponi e Cioccolato Bianco è superveloce, e se preparate gli ingredienti prima di iniziare ad impastare lo sarà ancora di più.

Sbattete il burro con i due tipi di zucchero per renderlo cremosissimo. Ci vorranno cinque minuti, mal contati.
Aggiungete l’uovo (intero) e l’estratto di vaniglia, e continuate a sbattere con la frusta.

Una volta che l’uovo si sarà assorbito, potete procedere unendo gli ingredienti secchi (la farina, il bicarbonato e il sale). Io preferisco incorporare i secchi con una spatola, per controllare meglio l’assorbimento dei liquidi con le polveri.

Solo a questo punto potete aggiungere prima le gocce di cioccolato (va bene anche del cioccolato bianco tagliato al coltello in maniera grossolana), e una volta che si saranno ben incorporate anche i lamponi, lavati e mondati, e soprattutto asciugati.

Non lasciate acqua in aggiunta nei lamponi, perché potrebbe rovinare l’impasto (io li lavo prima di iniziare a preparare e li lascio scolare una ventina di minuti prima di asciugarli dolcemente con un canovaccio).

Dall’impasto prendete delle piccole palline aiutandovi con i palmi delle mani (direi una dimensione di circa 4/4,5 cm di diametro, ma io vado a occhio), e ponetele su una teglia già coperta di carta forno.
Lasciate un po’ di spazio tra i cookies, perché si allargheranno in forno.

Con queste quantità di solito ne faccio un paio di teglie.

Cuocete i Cookies Lamponi e Cioccolato Bianco nel forno già a temperatura (180 gradi) per 8/10 minuti.

Appena tolti dal forno non li toccate – sono molto soffici e si romperebbero.
Aspettate che si intiepidiscano prima di staccarli dalla teglia.

Resistono un paio di giorni in un contenitore da porre al fresco.
…. resistono… in realtà finiranno prima, credetemi!

Se vi picciono i cookies, provate anche la versione vegan.

Plumcake fragole e cocco e benvenuto maggio

Plumcake fragole e cocco e benvenuto maggio

Le settimane che precedono il mio compleanno sono sempre dedicate ai bilanci dell’anno appena trascorso. Un attimo che rubo a me stessa per guardarmi indietro e guardarmi intorno, a dove sono e dove sono stata, prima di capire dove voglio andare.
Gli anni cominciano ad essere importanti, e ad ogni rintocco del compleanno che aggiunge una unità alle già tante decine mi rendo conto della strana curva che ha preso la mia vita, tra fotografie e teglie da forno.

E’ universalmente noto che non ho mai cucinato in vita mia fino al matrimonio, avvenuto un bel po’ avanti rispetto alla media (ma a noi piace essere originali!). E pure i primi anni non è che mi sia mai prodigata di più della apertura di qualche busta surgelata.
Difficile dire da dove sia venuta la mia illuminazione.
Escludendo Damasco, dove non sono mai stata, rimane la mia piccola cucina rossa, dove un pomeriggio di una domenica in cui mi annoiavo un po’ mi sono cimentata in una Torta alle carote. Da lì la strada è stata tutta in discesa.

Carota dopo carota, sono qui.
Le cose cambiano, e spesso in modi che non ci eravamo nemmeno prefigurati. Infatti… com’è che ultimamente ho iniziato a sognare una casa in campagna con un bel giardino e un orto io, che non ho mai contemplato di vivere altrove che non fosse una città?

Mentre mi crogiolo nel pensiero della mia bella casa di campagna, magari una campagna vicino al mare, spizzicando qualche fragola, ne uso qualcuna per fare un delizioso Plumcake alle Fragole e Cocco.
E’ semplicissimo realizzarlo. Basta una bella ciotola, e via.

Il Plumcake alle Fragole e Cocco è senza burro, che ho sostituito con del buon yogurt al cocco, che insieme a qualche cucchiaio di farina di cocco dà un profumo speciale… proprio quello dell’estate che si avvicina.
Con questo Plumcake alle Fragole e Cocco sarà bellissimo fare colazione nelle prime mattine di maggio.

Ingredienti:
250 g farina 00
50 g amido di mais (o di riso)
50 g farina di cocco
250 g yogurt al cocco
16 g lievito per dolci
succo di mezzo limone
zeste del limone
3 uova

Preparazione:
Sgusciate le uova e montatele bene con lo zucchero, in modo che si gonfino e diventino belle chiare.
Aggiungete poi lo yogurt, la scorza e il succo di limone e la farina di cocco.
Mescolate ancora con le fruste, ma a bassa velocità.

Ora potete unite gli ingredienti secchi, setacciati: farina, amido di mais e lievito.

Infine, prendete le fragole: lavatele bene, mondatele e asciugatele con un canovaccio.
Tagliatele a pezzetti non troppo piccoli.
Spolveratele con della farina e unitele all’impasto, amalgamando dolcemente con una spatola (o una leccapentole).

Prendete uno stampo per plumcake, foderatelo con della carta forno e versate l’impasto nello stampo.
Se volete potete coprire la superficie con della granella di zucchero.

Cuocete il Plumcake alle Fragole e Cocco nel forno già caldo a 180 gradi per circa 55 minuti, o un’ora.
Controllate a 50 minuti, perchè ogni forno ha il suo modo di cuocere.
Se notate che il Plumcake alle Fragole e Cocco inizia a scurirsi, potete coprirlo con un foglio di alluminio così non scurirà troppo.