Panna cotta allo yogurt con pesche nettarine caramellate all’aceto balsamico e rosmarino

Panna cotta allo yogurt con pesche nettarine caramellate all’aceto balsamico e rosmarino

Ho letto tempo fa che i pregiudizi possono essere ogni tanto utili – soprattutto ad affrontare situazioni ignote, potenzialmente pericolose. I pregiudizi danno, per alcuni aspetti, una conoscenza già predigerita da qualcuno, che può essere una buona posizione di partenza.
Ma fermarsi ai pregiudizi senza farsene di propri (di giudizi, intendo) è un delitto.
Non capisco come si possa rinunciare a ragionare con la propria testa, a farsi proprie riflessioni su qualsiasi argomento. Certo, spesso costa fatica e studio. Ma è immensamente meglio che fermarsi sulla porta, dire no di principio, staccare il cervello perché qualcuno ha pensato al posto tuo (magari male).
Questa è la storia di questa ricetta, davvero semplicissima. E’ uscita da un’idea rubata a Sara di @shanty_la_gatta, che ha realizzato una bellissima crostata con l’aceto balsamico. All’inizio mi sono chiesta se davvero il balsamico fosse una buona idea per i dolci – evidentemente la risposta era sì! Così ho pensato di bilanciare il sapore dolce con un fondo acidulo dell’aceto balsamico con la panna cotta, un gusto molto dolce che forse sarebbe stato capace di avvolgere il balsamico. Ed è stato proprio così!

La ricetta è quella della panna cotta vista anche qui. La salsa all’aceto balsamico l’ho gestita sul momento. Per renderla più aromatica, ho arrostito le pesche con il rosmarino, che con le pesche sta che è una meraviglia! Il tutto per servirvi questa panna cotta allo yogurt con pesche nettarine caramellate all’aceto balsamico e rosmarino. Se volete un consiglio, per renderla un po’ più instagrammabile sarebbe meglio usare il balsamico bianco; se non lo avete o non lo trovate (ma su Amazon ne vendono di migliaia di marche!) almeno non fate come me, e ricordatevi di tirare fuori le pesche immediatamente dopo la cottura, così non anneriranno troppo mentre si raffreddano. Per me, così, lo sciroppo sarà di un paglierino brillante e dal punto di vista fotografico e visivo sarà una meraviglia!

Ingredienti per 4 bicchieri

250 ml di panna fresca
125 ml di latte
4 gr di colla di pesce + 2 cucchiai yogurt greco
60 gr di zucchero a velo
190 gr di yogurt greco naturale (io ho usato quello a 0 grassi)
zeste di mezzo limone
succo di limone – 2 cucchiai

½ pesche nettarine
50 gr aceto balsamico
2 cucchiai di miele colmi
Un cucchiaino di zucchero a velo
Rosmarino fresco q.b.

Procedimento

Iniziate a preparare la panna cotta allo yogurt con pesche nettarine caramellate all’aceto balsamico e rosmarino mettendo in ammollo la gelatina con acqua fredda – le tempistiche sono quelle della marca che usate, quindi controllate bene.

Mettete il latte e la panna in un pentolino sul a fuoco basso e fategli sfiorare il bollore. Togliete dal fuoco, setacciatevi dentro lo zucchero a velo e mescolate fino a quando si sarà sciolto – io ho usato una frusta a mano. Aggiungete quindi la scorza e il succo di limone, mescolate ancora e poi lasciate raffreddare.

A questo punto unite anche lo yogurt greco ed amalgamatelo bene.
Scaldate in un pentolino due cucchiai di yogurt, strizzate la gelatina e scioglietela con lo yogurt.
Poi unitela al composto precedentemente di panna e yogurt mescolando bene.
Versate la crema in 4 bicchieri e mettetela in frigorifero a raffreddare – io l’ho lasciata rassodare tutta la notte, ma almeno servono 4 ore.

Mentre raffredda la panna cotta, mettete in una teglia le pesche tagliate a fette, spesse circa mezzo dito. A parte mettete in una ciotola l’aceto balsamico, il miele, lo zucchero a velo, e mescolate bene fino a che miele e zucchero non si saranno sciolti. Poi irrorate le pesche, spargete gli aghi di rosmarino sopra le pesche (io ne ho usato un buon rametto) e mettete a cuocere in forno già caldo a 200 gradi per 30 minuti.
Terminata la cottura, fate raffreddare all’esterno, rimuovendo le pesche dal caramello di aceto balsamico e lasciandole raffreddare a parte. In un altro piccolo contenitore fate raffreddare il caramello di aceto balsamico, che dovrete prima filtrare per eliminare gli aghi di rosmarino.

Prima di servire mettete in ciascun bicchiere qualche cucchiaio di caramello di aceto balsamico, qualche fettina di pesca nettarina caramellata e un po’ di rosmarino fresco.

Panna cotta allo yogurt con salsa di mirtilli al basilico

Panna cotta allo yogurt con salsa di mirtilli al basilico

Questa ricetta l’avevo già pubblicata sul blog nel 2018, ma ho deciso di darle una sistemata e di aggiornarla due anni dopo. Prima di tutto detestavo la fotografia, non dava merito a una ricetta semplicissima e perfetta per l’estate. E poi le mie nipoti domenica l’hanno così apprezzata che me la hanno fatta rivalutare, anche se si stratta di una ricetta stranota e strarifatta.
In effetti dovrei rimettermi ad aggiornare i miei superclassici, perchè vale sempre la pena.

E poi comunque dovrei davvero prendermi l’impegno di aggiornare le vecchie fotografie con lo stile che mi sono nel tempo costruita, soprattutto adesso che uso una reflex, e non un cellulare.
Se mi guardo indietro, mi accorgo del cambiamento – anzi del miglioramento – che c’è stato, e ne sono felice! Ovviamente non sono dove vorrei, e spesso mi piacerebbe essere più avventurosa in termini di composizione fotografia. Ma c’è tempo per evolvere.

Nel frattempo, panna cotta allo yogurt con salsa di miirtili al basilico alla mano, contemplo la strada che ho fatto, il fatto di essere stata totalmente autodidatta, ma di aver assorbito da tutti tutto il bello che ho incontrato in questi quasi tre anni di blog.
E’ un angolo piccolo, poco frequentato, così come il mio profilo IG. Ma c’è gente bella, e vale la pena conoscersi di più.

Intanto prepariamoci questa panna cotta allo yogurt con salsa di mirtilli al basilico – è così facile da realizzare, che la parte più complicata è… aspettare che si addensi in frigo!

Ingredienti (per 4 bicchieri):

250 ml di panna fresca
125 ml di latte
4 gr di colla di pesce + 2 cucchiai yogurt greco
60 gr di zucchero a velo
190 gr di yogurt greco naturale (io ho usato quello a 0 grassi)
zeste di mezzo limone
succo di limone – 2 cucchiai
125 gr di mirtilli
1 cucchiaio di zucchero a velo
succo di mezzo limone
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
2 foglie di basilico

Procedimento:

Iniziate a preparare la panna cotta allo yogurt con salsa di mirtilli e basilico mettendo in ammollo la gelatina con acqua fredda – le tempistiche sono quelle della marca che usate, quindi controllate bene.

Mettete il latte e la panna in un pentolino sul a fuoco basso e fategli sfiorare il bollore. Togliete dal fuoco, setacciatevi dentro lo zucchero a velo e mescolate fino a quando si sarà sciolto – io ho usato una frusta a mano. Aggiungete quindi la scorza e il succo di limone, mescolate ancora e poi lasciate raffreddare.

A questo punto unite anche lo yogurt greco ed amalgametelo bene.
Scaldate in un pentolino due cucchiai di yogurt, strizzate la gelatina e scioglietela con lo yogurt.
Poi unitela al composto precedentemente di panna e yogurt mescolando bene.
Versate la crema in 4 bicchieri e mettetela in frigorifero a raffreddare – io l’ho lasciata rassodare tutta la notte, ma almeno servono 4 ore.

Nel frattempo, prepariamo anche la salsa di mirtilli al basilico, mettendo in un pentolino i mirtilli ben lavati, con lo zucchero a velo, il succo di limone, la vaniglia e due foglie di basilico. Fate cuocere a fiamma bassa mescolando costantemente. Quando i mirtilli iniziano a sfaldarsi, schiacciateli in parte con una forchetta. Lasciate sul fuoco fino a quando si formerà una salsa un po’ densa, spegnete ed eliminate le foglie di basilico. Fate raffreddare completamente, e servitela sulla panna cotta addensata.

Se vi va di rifare la ricetta, ricordate di taggarmi con #myownsweet o @myownsweet.

Budini di mandorla con coulis di fragole

Budini di mandorla con coulis di fragole

Questo è un anno particolare per tante ragioni. La pandemia ha ribaltato la nostra vita, e d’ora in avanti – quando ci riferiremo a qualcosa – sarà facile sentire forte l’esistenza di un prima e un dopo. Tanti di noi stanno combattendo per riappropriarsi della vita di prima, il ché significa solitamente riprendere ad uscire, andare per locali, vedere gli amici.

Solitamente, già a giugno gli italiani iniziano a chiacchierare delle ferie di agosto, ed è un altro modo per cercare di tornare al prima. Avremmo tutti bisogno di una bella vacanza. Una vacanza dalla paura, dalla tristezza, dai segni che i tre mesi di lockdown hanno lasciato. Metà giugno segna anche il ritorno della prova costume, l’inizio delle restrizioni alimentari più disparate per rientrare nei bikini di vent’anni prima.

Auguro a tutti di poter finalmente indossare il bikini e tornare sulle spiagge del nostro bel mare, e per questo vi lascio una ricettina ipocalorica per concedersi un po’ di dolcezza dopo il pasto senza esagerare con le calorie. I budini di mandorla con coulis di fragole (ma possono essere anche lamponi, mirtilli… fate voi) sono anche senza glutine e senza lattosio, quindi adatti a un regime vegano e alla maggior parte delle intolleranze. Si realizzano anche in un battibaleno, quindi non ci sono scuse per concedersi una pausa dolce che ci fa stare bene.

Ingredienti:
500 gr latte di mandorle
30 gr di farina di mandorle (o di mandorle spellate)
90 gr di zucchero
50 gr maizena
50 gr confettura di fragole (o la vostra preferita)
1 limone piccolo (succo)

Procedimento:
Scaldate in una casseruola il latte di mandorla.
Mettete nel frattempo in una ciotola gli ingredienti secchi – la maizena, la farina di mandorle e lo zucchero. Se volete usare le mandorle intere (io lo preferisco!) mettete lo zucchero e le mandorle nel vostro mixer e tritatele abbastanza finemente, e poi aggiungetele alla maizena.

Appena il latte di mandorle raggiunge il punto di ebollizione, toglietelo dal fuoco e versatelo nella ciotola con gli ingredienti secchi, mescolando con una frusta a mano per sciogliere tutti i grumi.
Versate poi il composto nuovamente nella casseruola e cuocete per qualche minuto (basta pochissimo) fino a che non inizia ad addensarsi.

Togliete quindi dal fuoco, e versate i vostri budini di mandorla all’interno dei contenitori che avete scelto. Io ho usato delle comuni formine di plastica, si possono anche usare i pirottini in alluminio. Con queste quantità ne escono circa 4 abbastanza pieni.

Lasciate leggermente intiepidire e poi mettete in frigorifero (con la superficie coperta da pellicola o dal coperchio, se le vostre formine la hanno) e lasciate rassodare per circa tre ore.

Nel frattempo preparate il coulis mettendo della marmellata nel bicchiere del mixer, e aggiungendo il succo del limone filtrato.
Con il mixer ad immersione frullate tutto per pochi secondi, e mettete il coulis sopra i vostri budini di mandorla prima di servire.

La base di preparazione di questi budini di mandorla è il biancomangiare siciliano, che avevo già usato per preparare questa ottima Crostata vegana con biancomangiare.

Fette biscottate al malto d’orzo

Fette biscottate al malto d’orzo

Prima di lanciarmi nella meravigliosa avventura della panificazione, di malto d’orzo avevo sentito parlare, ma giusto quello. Non avevo la benchè minima idea di cosa fosse, se mi sarebbe mai stato utile ma, soprattitto, la domanda delle domande… di preciso, utile a cosa??
Eppure utile lo è veramente!

Oltre ad essere un dolcificante naturale, alternativo allo zucchero e con assai meno calorie, il malto d’orzo aiuta anche (e molto!) il processo di lievitazione, e infatti mi capita spesso di usarlo quando preparo il pane. Ha un gusto molto particolare – alcuni dicono che assomigli al miele, ma io credo che abbia un sapore tutto suo, che in queste fette biscottate al malto d’orzo esce alla grande!

Le fette biscottate sono la colazione più tradizionale che ci sia, e se domani le farete voi avrete non solo una colazione tradizionale, ma anche una colazione buona e salutare, con pochissimi zuccheri e un gusto (quello del malto d’orzo) unico.

La preparazione è davvero semplice (altrimenti la ricetta non sarebbe in questo blog!!), e naturalmente gli ingredienti sono reperibili in qualsiasi supermercato. Anche il malto d’orzo lo potete trovare al supermarket, di solito nel settore pasticceria vicino a lievito e ammoniaca per dolci.
Il mio l’ho preso da Natura Sì (non è un endorsement, l’ho pagato profumatamente!!), ma solo perchè è un barattolino con la vite e se non ce l’ho bisogno resta chiuso nella credenza senza avere mezze bustine in giro per casa.

Ingredienti:
500 gr farina tipo 2
75 gr zucchero
12 gr di lievito di birra fresco
5 gr sale
225 gr acqua
4 cucchiai olio di semi
1 uovo
1 cucchiaino di malto d’orzo
latte q.b. (usate il latte di mandorla o di riso per gli intolleranti)

Procedimento:
Innanzitutto sciogliete il lievito nell’acqua – non tutta, bastano 200 gr, gli altri li useremo a mano a mano che impatsiamo, per verificare che l’impasto sia alla giusta idratazione. Aggiungete il malto e fate riposare 15 minuti.

Mettete poi tutti gli ingredienti nella ciotola della impastatrice, o su un piano di lavoro, e impastate aggiungendo prima l’acqua con il lievito a poco a poco, poi l’olio e l’albume (tenete via il rosso d’uovo, che vi servirà!). Poi per ultimo il sale.
Continuate ad impastare e se vedete che l’impasto è duro, aggiungete l’acqua residua della ricetta. Io ne ho usati circa 225 gr ma può darsi che a voi ne basti meno.
Impastate a lungo, per circa un quarto d’ora.
L’impasto deve essere ben incordato.
Una volta che è prontoo, potete lasciare riposare l’impasto una mezz’ora a temperatura ambiente.
Trascorsi questi trenta minuti, dividete l’impasto in tre, e formate tre sfere, che farete riposare una decinadi minuti sul piano di lavoro.

Foderate poi una teglia da plum cake com la carta forno, mettete l’impasto all’interno, con la chiusura in basso, e spennellate col tuorlo rimasto dall’impasto allungato con un po’ di latte.
Fate lievitare ancora per un’ora.

Riprendete infine il vostro impasto, spennellatelo ancora e mettetelo a cuocere a forno già caldo a 200 gradi per circa 30 minuti, e poi abbassate a 180 gradi e cuocete per altri 15 minuti.

E’ possibile che dopo circa venti minuti la superficie delle vostre fette biscottate al malto d’orzo si scurisca molto – in questo caso mettete sopra della carta di alluminio, e rimettete pure il plum cake a finire la cottura.

Estraete la teglia e lasciate intiepidire prima di estrarre le fette biscottate. Lasciatele quindi asciugare a temperatura ambiente almeno 12 ore. Io le ho lasciate tutta la notte e al mattino successivo ho tagliato il plum cake in fette di circa un centimetro di spessore, le ho messe sulla teglia foderata di carta forno, e le ho messe in forno ad asciugare bene per un’ora a circa 140 gradi, girandole appena trascorsi 30 minuti.

Queste fette biscottate al malto d’orzo si conservano per qualche giorno, specie se usate una scatola di latta con chiusura.

Per un’altra versione delle fette biscottate, poi guardare anche la ricetta delle Fette biscottate al farro.

Panini all’olio di Bonci

Panini all’olio di Bonci

C’è un ricordo che mi segue da quando ero bambina, e che corrisponde vagamente al periodo in cui io e il mio gruppo di amichette di allora iniziavamo a guadagnare a nostra indipendenza. D’estate, finita la scuola, ci trovavamo tutte in cortile al mattino, e tutte insieme andavamo al panificio in fondo alla via a comprare il pane della giornata.
Eravamo dieci ragazzine di varie età, tra la fine delle elementari e i primi anni delle medie.
Ogni famiglia aveva il suo pane, ogni giorno lo stesso.
Una di queste acquistava le banane, non il frutto bensì un panino all’olio la cui forma molto vagamente ricordava una banana.
Me ne sono ricordata mentre preparavo questi panini all’olio, detti anche di Bonci perché il famosissimo panettiere romano li ha preparati a La prova del cuoco su Rai 1 qualche anno fa, e da allora spopolano ovunque.
Sono panini con una bella crosticina, e tanta soffice mollica, e si adattano ad essere riempiti di salumi o formaggi, o anche del buon burro e marmellata. Io, sono onesta, me li mangio pure da soli, tanto sono buoni!
La preparazione è abbastanza semplice, se avete una impastatrice non é nemmeno faticoso. Siete pronti a provare questa delizia della panificazione italiana?

Ingredienti:
500 gr farina 0
275 gr acqua tiepida
10 gr zucchero
10 gr sale
5 gr lievito di birra
35 ml olio evo

Procedimento:
Fate sciogliere il lievito nell’acqua tiepida con lo zucchero. Setacciate nel contenitore della planetaria (o su un piano di lavoro) la farina, e versate l’acqua poco per volta, iniziando a impastare per circa dieci minuti.

Unite poi il sale e per l’ultimo l‘olio a poco a poco. Continuate ad impastare per almeno altri dieci minuti, in modo che l’impasto sarà compatto e liscio, anche se leggermente appiccicoso.

Ungete con poco olio una ciotola capiente, mettete l’impasto, copritelo con la pellicola alimentare e fatelo lievitare fino al raddoppio (con queste temperature miti ci sono volute due ore, se facesse più freddo aumentate a tre ore).

Riprendete quindi l’impasto, e con un mattarello stendetelo sul piano da lavoro leggermente spolverato di farina. Deve essere alto più o meno mezzo centimetro.

Tagliate delle strisce uguali di impasto (a me sono venuti otto panini), spennellatele leggermente di acqua e arrotolatele ogni striscia di impasto su se stessa.
Ponete successivamente i panini così formati sulla teglia del forno, coperta da carta forno, e copriteli per altri 90 minuti con la
pellicola, per farli lievitare nuovamente.

Scaldate il forno a 200 gradi; infornate i panini all’olio per i primi 10 minuti a questa temperatura, avendo circa di spruzzare i panini, prima di infornarli, con dell’acqua.
Potete anche, se non avete lo spruzzino, bagnarli leggermente con un pennellino.

Mettete i panini nella parte alta del forno.

Trascorsi i primi 10 minuti, abbassate la temperatura e cuocete altri 15 minuti a 180 gradi.
Sfornate e fate raffreddare i panini all’olio su una gratella.

Panna cotta menta e cioccolato

Panna cotta menta e cioccolato

Ho sempre amato gli After Eight, quei deliziosi biscotti inglesi con menta e cioccolato. Devo dire che il mio amore è andato più in là e si è spinto nel mal di pancia, e da allora ho qualche difficoltà a mangiarli.
Ma i contrasto di menta e cioccolato resta uno tra i miei preferiti, come dimostrano la Crostata menta e cioccolato, o la Crostata morbida cioccolato e menta che ho preparato qualche tempo fa.
Menta e cioccolato per me sono la quintessenza della inglesità, insieme ai beans on toast, fragole e panna. Sono stata a Londra un paio di anni fa, e devo dire che culinariamente l’ho trovata una città molto più europea di quanto il suo governo non vorrebbe. Mi piacerebbe sapere però se è così ovunque, oppure se a Bournemouth, dove ho studiato tantissimi anni fa, continuano imperterriti a mangiarsi quei terribili sandwich ai cetrioli.

Oggi vi propongo un dessert che trasuda menta e cioccolato. La panna cotta menta e cioccolato unisce insieme le tradizioni britannica e italiana, ed è un connubio eccezionale per gusto e delicatezza. E’ anche molto facile da preparare, e visto che l’estate bussa alla nostra porta, cosa c’è di meglio di un dessert da fine pasto fresco, che non ha nemmeno bisogno del forno?

Ingredienti:
500 ml di panna fresca
70 ml di sciroppo di menta
70 gr di cioccolato fondente
5 fogli di gelatina
menta per decorare (opzionale)

Procedimento:
Mettete a bagno in acqua fredda 2 fogli di gelatina e lasciateli in ammollo per almeno 10 minuti.
Poi mettete in un pentolino, meglio se antiaderente, 200 ml di panna con il cioccolato tagliato a pezzetti, e fatelo scaldare a fuoco basso. Mentre si scalda, mescolate bene in modo da far sciogliere il cioccolato senza far bollire la panna. Vi basta che raggiunga il punto appena prima della ebollizione.
A questo punto spegnete il fuoco, strizzate bene la gelatina e fatela sciogliere nella panna e cioccolato, mescolando bene con una piccola frusta o un cucchiaio.
Versate poi la panna nei bicchierini in quantità uguali, e mettete per almeno mezz’ora i bicchierini in frigo a consolidarsi.

Preparate poi, trascorsa la mezz’ora almeno di riposo, la panna alla menta. Anche qui, mettete in ammollo i tre rimanenti fogli di gelatina per circa dieci minuti.
Nel pentolino antiaderente scaldate i 300 ml di panna rimanenti con lo sciroppo di menta, mescolando dolcemente. Appena raggiunge il punto prima della ebollizione, togliere dal fuoco, strizzare bene la gelatina e farla sciogliere nella panna.

Versate quindi la panna cotta alla menta sopra la parte di panna cotta al cioccolato, e rimettete il tutto in frigorifero per almeno due ore (meglio tre, ma io non avevo tempo).

E la vostra panna cotta menta e cioccolato è pronta!

Per servirla, se vi va, potete spolverare la superficie con del cioccolato grattugiato e qualche fogliolina di menta.

Mini plumcake al limone e lavanda

Mini plumcake al limone e lavanda

Ci sono due sapori che messi insieme mi ricordano invariabilmente l’estate, e sono il limone con la lavanda. Ho usato i fiori di questa pianta in tante altre preparazioni (qui con i mirtilli), ma in assoluto il connubio con il limone è quello che mi piace di più, e che preparo più spesso.
A dire il vero ogni scusa è buona per aprire la busta con la lavanda, e farmi assalire dai ricordi di un’estate nel sud della Francia, con campi di lavanda a perdita d’occhio, il mare azzurro e un paio di espadrillas che ho logorato per quanto ho camminato!
Sono tornata poi tante volte in Francia, per lo più per lavoro. Ma più ancora che Parigi o il nord, è la Francia del Sud di cui custodisco i ricordi più belli.

Mi sono ispirata a loro per realizzare questi mini plumcake al limone e lavanda, un abbinamento super classico, che sono così facili e veloci che li possiamo eleggere la ricetta dell’ultimo momento. Se vi accorgete alla sera, o al mattino, di non aver nulla per colazione, sappiate che con questi recupererete alla grande!
Con la ricetta base si possono preparare tante versioni, che potete adattare alle stagioni. Per la fine della primavera, i mini plumcake al limone e lavanda sono perfetti.

Ingredienti:
170 gr di farina 00
40 gr amido di riso ( o di mais)
100 gr zucchero
8 gr lievito vanigliato
1 pizzico di sale
2 uova medie
40 ml di succo di limone
la buccia grattugiata di un limone bio
60 ml di olio di semi
1 cucchiaino di fiori di lavanda edibili

Procedimento:
Setacciate la farina e l’amido insieme al lievito, e metteteli da parte.

In una ciotola capiente momtate molto bene le uova con lo zucchero. Devono diventare molto chiare e spumose, ci vorranno circa una decina di minuti o poco meno. Io ho utilizzato lo sbatttore elettrico alla massima potenza per circa 8 minuti.

Successivamente, incorporate con una spatola un po’ di farina, unite poi un po’ di olio, e continuare così fino ad esaurimento. Solo alla fine unite la buccia del limone grattugiata, la lavanda e il succo di limone. Se vedete che l’impasto è troppo solido, potete aggiungere ancora un po’ di sucoc di limone per ammorbidirlo.

L’impasto deve risultare comunque compatto, ma leggermente morbido.

Riempite i pirottini per i mini plumcake al limone e lavanda per poco più della metà, facendo attenzione a non riempirli troppo per evitare che strabordino durante la cottura.

Intanto scaldate il forno a 180 gradi (statico) e quando ha raggiunto la temperatura infornate i mini plum cake al limone e lavanda per circa 25 minuti.
Per dare un look un po’ da colazione io ho messo in superficie prima di informare della granella di zucchero, ma naturalmente è opzionale e potete anche lasciarli lisci.

Lasciate raffreddare i mini plumcake al limone e lavanda su una gratella.

Torta alle carote e mandorle

Torta alle carote e mandorle

Mandorle e carote, anime gemelle. Ho preparato un sacco di versioni di questo dolce super classico, che in un certo senso è il mio cavallo di battaglia, perchè per un certo periodo ho preparato solo questo. Lo mangiavo in continuazione, vai a capire perchè.
Mi è passato il momento da coniglio, ma di tanto in tanto mi va di preparare una delle migliaia di versioni della torta alle carote e mandorle. Ultimamente ho fatto varie versioni, mi mancava quella senza glutine e senza lattosio. Detto fatto, vi lascio questa versione che, naturalmente, potete preparare anche con la farina 00, se non avete problemi di intolleranze. Resta comunque un dolce molto leggero, perchè non ha latticini, quindi nemmeno burro nell’impasto.
E poi, volete mettere? Oltre a tenervi in forma, avrete dieci decimi di visus!

Ingredienti:
250 gr di carote (già pulite e mondate)
180 gr zucchero
180 gr mix di farine senza glutine
70 gr di mandorle (potete usare anche la farina dimandorle, ma io preferisco sentirle sotto i denti)
50 gr fecola di patate (controllate che sia senza glutine)
90 gr di olio di semi (o comunque olio con un sapore molto blando)
2 uova medie
8 gr di lievito per dolci
le zeste di mezzo limone bio
una bustina di vanillina

Procedimento:
Pelate e lavate bene le carote. Riducetele a rondelle, mettetele nel mixer da cucina con l’olio e frullate il tutto fino a ottenere una purea un po’ grossolana.
Mettetele da parte, e sminuzzate a farina (sempre nel mixer) le mandorle. Anche queste mettetele da parte.
Finite di preparare la linea, cioè gli ingredienti, mettendo insieme in una ciotola la fecola, il mix senza glutine (o la farina) il lievito e la vanillina.

Prendete poi una ciotola abbastanza capiente e montate le uova con lo zucchero con un frullino elettrico. Devono diventare belle chiare e gonfie.

Unite alle uova montate il limone, la purea di carote e la farina di mandorle, mescolando con una leccapentole.

A questo punto, aggiungete poco per volta le polveri, che dovete setacciare bene. Amalgamatele con il frullino, ma usatelo alla più bassa velocità.

Mettete l’impasto della torta alle carote e mandorle in una teglia da 22 cm, che avrete imburrato e infarinato prima (o, meglio, che avrete foderato con la carta forno), e cuocete nel forno già caldo a 180 gradi per 30 minuti.

Lasciate raffreddare prima di estrarre la torta di carote e mandorle dalla teglia.
Se vi va, potete spolverarla di zucchero a velo prima di servirla.

Brioches al latte

Brioches al latte

Tra qualche settimana usare il forno diventerà sempre più pesante, ma in queste giornate di metà primavera non è ancora così spiacevole farsi coccolare dal tepore del forno in cucina, e dal profumo che sprigionano queste brioches al latte!
Sono molto semplici da preparare, le potete farcire come preferite, e rimangono morbide per qualche giorno se chiuse bene in un sacchetto per congelare.
Sono perfette per festeggiare qualsiasi colazione “lenta”, cioè le colazioni di quando non si deve correre a scuola/lavoro eccetera. Alla fine sono proprio queste le mattine che preferisco, quando si ha tempo di perdere tempo, e di lasciarsi coccolare dal profumo del caffè sul fuoco, una musica in sottofondo dalla radio, e la sensazione di avere davanti una bella giornata.

Queste brioches al latte le ho preparate con gli “scarti” che avevo a disposizione a casa, e sono quindi perfette se avete qualche tuorlo disperso del frigorifero, un pezzettino di burro avanzato, e il fondo di un vasetto di miele – esatta situazione che mi sono trovata davanti ieri, e da cui ho letteralmente inventato queste brioches la latte.
La preparazione è semplice, e vi lascerà un profumo talmente buono in casa che ve le ricorderete per parecchio.

Ingredienti (sono quantità per circa 8/9 brioches):
300 gr farina manitoba
30 gr burro molto morbido
150 ml di latte tiepido
5 gr lievito di birra
2 tuorli medi
40 gr zucchero
un cucchiaino di miele
1 bustina di vanillina (o un cucchiaino di estratto)
marmellata o altra crema per farcine
granella di zucchero per dceorare (opzionale)

Procedimento:
Sciogliete nel latte tiepido il lievito di birra e il cucchiaino di miele.

Nella ciotola della impastatrice (o in una ciotola grande) setacciate la farina manitoba, aggiungete anche lo zucchero e la vanillina (o l’estratto), mescolate bene e poi incorporate a poco a poco il latte con il lievito.

Lavorate qualche minuto (per la impastatrice usate il gancio per impasti), e poi unite un po’ di burro, fatelo assorbire. Poi aggiungete un tuorlo, e fate assorbire anche quello.
E così via a finire tuorli e burro.

Infine, Continuate ad impastare per circa cinque minuti, fino a che l’impasto non sarà diventato omogeneo, anche se un po’ appiccicaticcio. Non vi preocucpate, è normale!
Fatelo quindi riposare coperto dalla pellicola alimentare nella ciotola dell’impasto per almeno mezz’ora (un’ora sarebbe l’ideale). Vale la regola che deve essere in un luogo non freddo, e al riparo da correnti d’aria. D’inverno, io scaldo il forno a circa 30 gradi, poi lo spengo e metto l’impasto a lievitare così.

Riprendete il vostro impasto, che avrà già cominciato la lievitazione, e fate un giro di pieghe. Significa che dovete stendere l’impasto su un piano leggermente infarinato, poi stendetelo con le mani (senza mattarello!!) a rettangolo, e poi piegatelo in tre, portando prima verso il centro l’estremità in altro e poi quella in basso. Poi ripiegate anche i lati. Dategli una forma tonda, e rimettetelo un’altra ora a lievitare nella ciotola, coperto dalla pellicola.

Rifate un altro giro di pieghe dopo un’ora, e poi fatelo ancora livitare un’altra ora (lo prometto, è l’ultima!!)

Infine, riprendete l’impasto e tagliate dei pezzettini più o meno di uguale peso. I miei sono tra i 60 e i 70 grammi, ma confesso che ho pesato solo i primi, poi sono andata ad occhio.
Stendete a questo punto ogni panetto a forma rettangolare (sempre con le dita, l’impasto è molto morbido) e stendete all’interno uno strato di marmellata, oppure di crema di nocciole, o magari della crema pasticcera che vi è avanzata), lasciando almeno due dita dai bordi. Richiudete le brioches al latte arrotolandole, e lasciando la giuntura sotto. Anche i lati, cercate di ripiegarli leggermente sotto la brioche.

Mettete quindi le vostre brioches a riposare per un’altra ora sulla teglia coperta già con la carta forno. Io le ho coperte anche questa volta con la pellicola.

Scaldate il forno a 190 gradi, e quando arriva a temperatura spennellate la superficie con un po’ di tuorlo (io avevo “pucciato” il pennello di silicone nei tuorli che ho messo nell’impasto, e ho dato una coloritura veloce così), e se vi va spolverateli di granella di zucchero.
Se non avete i tuorli, va bene anche una spennellata di latte o dell’albume avanzato.
Mettete le brioches al latte in forno, avendo l’accortezza di mettere sul fondo del forno un pirottino di alluminio (di quelli per fare la creme brulee, per dire) con dell’acqua, così si creerà il vapore e le brioches verranno super morbide!
Fate cuocere le brioches per circa 15 minuti.

Chiffon cake cocco e limone

Chiffon cake cocco e limone

La chiffon cake cocco e limone è perfetta in questo periodo, quando cominicia a sentirsi il profumo dell’estate, ma anche in pieno inverno, quando si sognano cieli blu, mari caldi e palme di cocco sotto cui concedersi una pennichella.

Era da tanto che non realizzavo una chiffon cake, che è quella torta di origine americana che cuoce nella teglia coi piedini. Quella che per raffreddarsi viene messa a testa in giù. Sì, insomma, quella che poi la torta raffreddandosi scende da sola.
Non mi è ancora mai successo. Mai, lo giuro.
Le mie chiffon cake non scendono da sole dai piedini, nemmeno dopo dodici ore di trepidante attesa.
Le devo staccare, faticosamente, col coltellino, centimetro per centimetro. Di solito con una litania di imprecazioni, non tutte riproducibili.

A dispetto di queste iniziali difficoltà, la torta è buona veramente! Morbida e fresca al punto giusto, è perfetta per la colazione, o per la merenda. Oggi vi propongo una versione che non è solo senza glutine, ma è anche senza lattosio, nel caso in cui tra i commensali vi siano un po’ di intolleranti. Naturalmente potete realizzarla anche con la farina 00, nelle stesse quantità.

Ingredienti (per una tortiera da 20):
4 uova
65 ml olio di semi
50 ml succo di limone
60 ml acqua
160 gr mix di farine senza glutine nè lattosio (io uso questa di Nutrifree)
40 gr farina di cocco o cocco essiccato
mezza bustina di lievito (sono circa 8 grammi)
4 gr cremor tartaro
160 gr zucchero
scorza di un limone bio

Procedimento:
Iniziate a preparare la chiffon cake al cocco e limone separando gli albumi dai tuorli, e montando i primi a neve ben ferma con il cremor tartaro. Metteteli da parte.

In un’altra terrina mettete tutti gli ingredienti secchi (il mix senza glutine, il cocco (in farina o rapè), lo zucchero e il lievito. Mettete anche un pizzico di sale.

Mescolate e poi introducete i tuorli con tutti gli altri ingredienti liquidi (succo di limone, olio, acqua) e le scorzette grattugiate del limone. Montate leggermente con una frusta (tenete una velocità bassa, non si devono gonfiare, solo amalgamare bene) fino ad avere un composto omogeneo e senza grumi.

A questo punto, con l’aiuto di una spatola o di una leccapentole, iniziate a incorporare gli albumi montati a neve, mescolando sempre dal basso verso l’alto.

Versate l’impasto nella teglia per chiffon cake (ricordate che non va unta!) e mettete a cuocere la chiffon cake cocco e limone nel forno già caldo a 160 gradi per i primi 40 minuti. Per gli ultimi 10 minuti alzate a 175 gradi.

Estraete lo stampo dal forno a fine cottura (magari fate la prova dello stecchino, giusto per non sbagliare) e mettetelo a testa in giù.
Buona fortuna…

No, scherzo, ovviamente spero che si stacchi, altrimenti armatevi di santa pazienza e staccatela con un coltellino affilato.
Potete servirla con una spolverata di zucchero a velo, oppure con una glassa al limone o all’acqua.