Pane integrale di segale e un compleanno speciale

Pane integrale di segale e un compleanno speciale

Trecentocinquantadue (con questa) ricette, millequattrocentosessanta giorni di questo blog. Tra questa e la prima ricetta pubblicata dei miei amatissimi baci di dama è come passato un secolo.
Guardo le prime foto ed i testi incerti, e mi ricordo allora, alle prese con questo nuovo modo di fare blogging.

Il progetto di Myownsweet non è il mio primo blog. Forse ve l’ho anche già raccontato, ma ormai tantissimi anni fa (parliamo dei primissimi anni duemila) avevo già iniziato a tenere un blog.
Non mi ero focalizzata su qualcosa in particolare. Mi piaceva scrivere, e condividere quello che scrivevo, e pensavo che mi bastasse e che bastasse. Quindi, qualsiasi cosa mi passasse per la testa, finiva sul blog. Poi stavo ore a scegliere gli aggettivi, gli avverbi, la posizione di tutte le parole nella frase. Esattamente come nelle ricette, scrivere richiede studio, tentativi, e tanta pazienza.
Qualche fallimento da mettere in conto.
Però rileggere e ritrovare tutto quello che volevo dire, tutti i gusti, le ombre e le luci, era una gran soddisfazione.

Quella esperienza si concluse in maniera molto triste, con un precursore degli attuali hater che lasciava commenti al vetriolo, e qualche parola un po’ più minacciosa che mi aveva indotta a lasciare, con tanto amaro in bocca.

Non so che cosa mi aspettassi quando ho aperto questo, ma questi quattro anni sono volati tra esperimenti, tentativi tra i fornelli e le fotografie, una nuova modalità che ho scoperto per esprimere il mondo dentro.

Che vita avrà questo blog? impossibile dirlo. Potrebbe chiudersi domani, o l’anno prossimo, o tra sei mesi. Naturalmente non ha avuto alcun seguito degno di nota, ma in un momento particolare mi ha dato un progetto nuovo in cui incanalare la mia creatività. Già solo per questo, ne è valsa la pena.

Non festeggio mai in maniera convenzionale, e vale anche per il blog. Una delle cose che il blog mi ha consentito è stato di sperimentare la panificazione, e quindi in onore di questa nuova passione vi lascio una ricetta che ho preso a prestito da Alice per la Festa de Lo Pan Ner e la loro festa del 2 ottobre.

Con un giorno in ritardo vi lascio questa ricetta, che a sua volta si era ispirata al pane alla segale di Bonci… non ce n’è, la cucina più bella vive di contaminazioni.

Ingredienti:
400 g farina id segale
100 g farina di tipo 2 integrale
380 ml acqua
10 g lievito di birra fresco
10 g sale
2 cucchiaini di miele

Preparazione:
Il pane integrale di segale è facile da realizzare. L’impasto resta molto idratato e quindi risulta un po’ appiccicoso, ma con un po’ di pazienza (e, se la avete, una planetaria!) sarà facilissimo.

Prendete 100 ml di acqua dal totale leggermente tiepida e scioglietevi all’interno il lievito di birra fresco con i due cucchiaini di miele.

Mettete in una ciotola (se la avete, della planetaria) le due farine, mescolatele e poi versate all’interno l’acqua con il lievito sciolto, e poi anche l’acqua restante e impastate per qualche minuto. Se usate la planetaria, ricordate di tenere la velocità bassa ma costante.

Quando l’impasto sarà divenuto liscio e ben incordato, mettete il sale, e impastate ancora qualche minuto. Prendete poi l’impasto, e con l’aiuto di un p’ di farina fate un giro di pieghe.

Prendete poi una ciotola pulita, ungetela leggermente di olio e ponete l’impasto a lievitare per circa tre ore, coperto con la pellicola trasparente.

Riprendete il vostro impasto, fate un altro giro di pieghe aiutandovi con ancora un pochino di farina, e poi dategli la forma di una pagnotta, e ponetela a lievitare nuovamente per circa 40 minuti nello stampo da plumcake già foderato di carta forno e coprite il pane integrale di segale con un telo.

Al termine della lievitazione, scaldate il forno a 250 gradi e fate cuocete il vostro pane per cinque minuti. Poi abbassate il forno a 170 e cuocete ancora per circa 40 minuti.

Sfornate il pane, e mettetelo a raffreddare su una gratella.
Aspettate a tagliarlo quando si sarà raffreddato.

Il pane integrale di segale è ottimo con burro e marmellata, ma anche con del salmone, o un buon formaggio erborinato.

Millefoglie di chiacchiere senza glutine

Millefoglie di chiacchiere senza glutine

A volte basta cambiare prospettiva per vedere le cose in maniera diversa.
Ad esempio, prendete le chiacchiere, o frappe, o il nome che hanno nella vostra regione, o anche provincia, provate a fare una piccola magia… un po’ di frutti di bosco, un po’ di crema pasticcera…
Ed ecco una millefoglie di chiacchiere senza glutine, per di più!

In realtà, se avete voglia potete mangiarle anche alla maniera tradizionale. Ogni tanto però è bello sperimentare qualcosa di diverso, e da dolce di carnevale un po’ popolano e un po’ popolare, ache le chiachciere si possono trasformare in un dessert un po’ posh, come dicono gli inglesi!

Per tagliare un po’ in grassi, stavolta ho fatto le chiacchiere al forno, ma nulla vi vieta di friggerle come tradizione vuole. Anzi, saranno ancora più golose e più “bollose”! Purtroppo in forno tendono a fare poche bolle, e sono leggermente più croccanti… però in questo periodo di forzata austerità da coronavirus, ci sta anche che chiusi in casa consumiamo meno calorie, e quindi ci mangiamo dolci più leggeri!

Ingredienti:
250 gr di mix di farine senza glutine (io uso questo, che serve per tutto)
2 uova a tenperatura ambiente
50 gr di zucchero semolato
mezzo cucchiaino scarso di bicarbonato
20 gr di acqua
20 gr di vino bianco
50 gr di burro a pomata
la scorza di un limone bio
un pizzico di sale

Procedimento:
In una ciotola mettete tutte le polveri (mix di farie senza glutine, zucchero, bicarbonato, sale e scorza grattugiata dle limone) e amalgamate bene. Fate un incavo nelle polveri e rompete all’interno le due uova.

Mescolate con l’aiuto di una forchetta, rompendo i tuorli.

Quando l’impasto inizia a prendere consistenza, unire l’acqua e il vino bianco e fare assorbire dall’impasto.

Per ultimo, unire anche il burro a pomata.

Quando l’impasto è sufficientemente liscio, mettete l’impasto in frigorifero coperto dalla pellicola alimentare per circa mezz’ora, in modo che si consolidi.

Riprendete poi l’impasto e stendetelo con l’aiuto del mattarello in modo che sia il più sottile possibile. Se avete la machcinetta per la pasta sarà ancora più facile, ma anche con il mattarello si può fare – magari con un po’ di fatica ma si riesce. Se vi viene più facile, potete anche dividere l’impasto a metà e stenderlo un pezzo per volta.

Tagliate l’impasto in rettangoli utilizzando la rotella per i ravioli, oppure un semplice coltello, fate due incisioni all’interno del rettangolo.

Se volete cuocerle in forno, vi basterà preriscaldarlo a 180 gradi e poi infornate le chiacchiere per circa 6/7 minuti, fino a che non inizieranno a scurire.
Altrimenti, scaldate dell’olio di semi in una pentola sufficientemente ampia, e quando si è ben scaldato (fate la prova delle bollicine intorno allo stuzzicadenti) mettete un paio di chicchiere per volte e cuocetele pochi minuti per lato (non devono scurirsi troppo ovviamente). Scolatele e mettetele sulla carta assorbente.

Potete mangiare le chiacchiere così, con una spolverata di zucchero a velo.
Oppure potete preparare la millefoglie alternando le chiacchiere con due strati di crema pasticcera che potete preparare con:
1 uovo medio
1 cucchiaio colmo di zucchero
circa 200 gr di latte
1 cucchiaio di maizena
aroma di vaniglia o la scorza di mezzo limone (pezzetti frandi, dovete poterli togliere)

Scaldate il latte, e appena sfiora il bollore versate il latte sul composto che avrete preparato in precedenza mescolando le uova e lo zucchero, e poi successivamente la maizena e la scorza del limone (o la vaniglia).
Rimettete la crema sul fuoco e, sempre mescolando con la frusta, riportate a bollore e cuocete per qualche minuto.
Poi lasciate raffreddare prima di utilizzarla.

Decorate a piacere con frutti di bosco o altra frutta a piacere.

Baci di dama alle nocciole

Baci di dama alle nocciole

“Dammi mille baci, poi cento,
poi ancora mille, poi di nuovo cento,
poi senza smettere altri mille, poi cento;
poi, quando ce ne saremo dati molte migliaia,
li confonderemo anzi no, per non sapere (il loro numero)
e perché nessun malvagio ci possa guardare male,
sapendo che ci siamo dati tanti baci.”

I baci di dama sono i biscottini più dolci e romantici della pasticceria italiana. Il nome è già tutto un programma, ma anche quando li si assaggia, non si può che rimanere inebriati dalla loro bontà e dolcezza.
La loro storia inizia in Piemonte ormai un paio di secoli fa, e più precisamente a Tortona. Una leggenda (perché finisce sempre così coi grandi classici, che la storia finisce per mescolarsi con il mito) che dura fino ai giorni nostri, dice che furono inventati da un cuoco di casa Savoia (come tutto ciò che è piemontese).
Probabilmente nacquero molto prima, e originariamente venivano usate le nocciole nell’impasto, che sono una specialità di questa regione.

Ho voluto tornare alle origini, e oggi vi propongo i baci di dama in versione “nocciolata” (niente vieta di assaggiare anche la versione con le mandorle, e la trovate qui) e soprattutto nella loro alternativa con/senza glutine.

Ingredienti:
250 gr farina senza glutine Nutrifree (per la versione col glutine potete usare la stessa quantità di farina 00)
120 gr farina di Nocciole (io avevo delle nocciole tostate intere e le ho frullate nel mixer per ridurle a farina con un cucchiaio di zucchero tolto dal totale)
150 gr di burro a pomata
1 uovo
120 gr zucchero
70 gr cioccolato gianduia

Procedimento:
Mettete in una ciotola (o nella planetaria) il burro con lo zucchero, e iniziate a montarlo fino a che non avrà raggiunto una consistenza spumosa. a questo punto incorporate l’uovo, facendolo assorbire per bene, e successivamente iniziate a mescolare a bassa velocità anche la farina senza glutine (che io setaccio comunque sempre, perchè l’umidità la fa spesso agglomerare) e poi la farina di nocciole.
Mescolate per qualche minuto, fino a che non si formerà un impasto morbido ma consistente.
A questo punto, trasferite l’impasto su un piano di lavoro cosparso di farina (senza glutine per chi prepara per persone intolleranti, altrimenti 00) e lavorate a mano per pochi minuti (non troppi, altrimenti l’impasto di scalda eccessivamente) e formate un panetto, che coprirete con la pellicola alimentare e metterete a riposare in frigo per almeno 90 minuti.

Trascorsi i 90 minuti riprendere il vostri impasto, e ricavatene nelle piccole palline di impasto, che metterete su una teglia coperta di carta forno.
Rimettete di nuovo la teglia (io ne ho fatte due con queste quantità) in frigorifero per un’altra ora.

Scaldate il forno a 180 gradi, e cuocete ciascuna teglia togliendola direttamente dal frigorifero per circa 20 minuti. mentre una teglia cuoce, lasciate l’altra in frigo.

Fate raffreddare le palline, e nel frattempo preparate il cioccolato per unire i biscottini sciogliendo il cioccolato a bagnomaria (oppure potete farlo sciogliere al microonde, azionandolo per pochi secondi per volta e mescolandolo spesso, così non si brucia). Mettete un po’ di cioccolato tra un biscottino e l’altro, e fate asciugare su una gratella prima di gustare i baci di dama alle nocciole.

Parigini siciliani bigusto

Parigini siciliani bigusto

I parigini siciliani sono un’altra ricetta della tradizione italiana, forse poco conosciuta nel resto del Paese, ma che vale la pena riscoprire. Nascono nella zona di Ragusa, e la tradizione vuole che si chiamino così perchè – appena usciti dal forno – assomigliano nella forma alle baguettes, il “pane di Parigi”. Da qui “parigini”.

I parigini siciliani sono ottimi a colazione, all’ora del té, o in qualsiasi momento della giornata. Possono essere preparati in diversi modi, con la marmellata, le gocce di cioccolato, oppure con il cacao. Come tutti i dolci della tradizione povera, nella ricetta originale è previsto l’uso della strutto, che possiamo anche però sostituire col burro. Questa che vi propongo oggi è la versione ancora più alleggerita, perchè realizzata con olio nell’impasto – in questo modo può essere perfetta per tutti, anche per chi è intollerante al lattosio.

In questa versione che vi presento oggi, i parigini siciliani sono bigusto, cioè ho unito insieme un impasto alla vaniglia e uno al cacao. Sono facilissimi da realizzare, cuociono in un baleno, e sono leggeri come una nuvola. Che ne dite se li proviamo insieme?

Ingredienti:
250 gr farina 00
140 gr zucchero
10 gr cacaco amaro
60 gr olio vegetale (se non avete problemi col lattosio, potete usare 75 gr di burro)
2 uova
6 gr lievito
1 bustina vanillina
zeste di un limone biologico
zucchero a velo q.b.

Procedimento:
Iniziate a preparare i vostri parigini siciliani mettendo in una ciotola le uova con lo zucchero e l’olio. Mescolateli insieme e poi aggiungete la farina con il lievito e la vanillina in due/tre riprese, lavorando l’impasto molto bene per evitare i grumi (se usate il burro potete lavorare l’impasto tutto insieme in una planetaria o in una ciotola).
L’impasto finale sarà comunque piuttosto morbido.

Dividete l’impasto a metà, e in una parte aggiungete il cacao. Impastate bene fino ad assorbimento del cacao.

A questo punto, create dei filoncini di uguale spessore e lunghezza con entrambi gli impasti, e poi affiancate un filoncino alla vaniglia e uno al cacao. Compattateli per bene, e appiattiteli leggermente.

Mettete i parigini bigusto che avrete formato sulla leccarda del forno, coperta dalla carta forno, e cuoceteli nel forno già caldo a 180 gradi per 15 minuti.

Sfornateli e fateli raffreddare. Quando saranno tiepidi, tagliateli obliquamente, e spolverizzateli con zucchero a velo.