Crème brulée autunnale (ovvero la catalana che ha cambiato passaporto)

Crème brulée autunnale (ovvero la catalana che ha cambiato passaporto)

L’ho sempre chiamata crème brulée e continuerò a farlo, ma in realtà (studiando, cosa che dovremmo contuamente fare tutti!) ho scoperto che per anni ho preparato la crema catalana! Del resto è facile confonderli, all’aspetto sono identici: un sottile strato di caramello che nasconde al di sotto una crema a base di uova. Però ci sono alcune differenze.
La crème brulée ha un sentore soprattutto di vaniglia, mentre quella catalana ha la cannella.
La prima è un composto di panna con l’aggiunta di latte, la seconda latte e maizena.
Infine, la crème brulée è cotta al forno a bagno maria, la crema catalana sui fornelli.

Quindi, ricapitolando, ho sempre fatto una catalana che ho chiamato crème brulée autunnale, ma siccome lei non si è mai offesa, e anzi ha sempre dato il meglio in ogni occasione, direi che non ho fatto mai tutti questi danni, no?!
L’importante, almeno per quel che mi riguarda, era la conta calorica e il fatto che fosse senza glutine. Entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti! In questa versione ho usato la maizena certificata glutenfree (uno a zero per me), e in più ho utilizzato del latte parzialmente scremato. Nella versione originale di qualsiasi versione ci sarbbe il latte intero, ma per ragioni dietetiche famigliari abbiamo rinunciato anche a quello.
Il risultato è una crema vellutata e morbida, e la cannella ha dato un sentore di autunno che è stato apprezzato da tutti. Nella versione estiva metto al posto della cannella del limone con un pochino di vaniglia. A voi ed al vostro gusto scegliere!

Ingredienti (per 4 ramequin):
400 ml di latte parzialmente scremato
3 tuorli
20 gr maizenza certificata senza glutine
90 gr zucchero semolato
mezzo cucchiaino di cannella (ma a vostro gusto potete metterene più o meno)
2 cucchiaini di zucchero di canna per ciascun ramequin per la caramellatura

per la versione estiva, al posto della cannella:
zeste di 1 limone bio
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia

Preparazione:
Sciogliete la maizenza in circa 100 ml di di latte che avrete tolto dal totale, e mettete da parte.
Prendete quindi un pentolino, versatevi il latte restante con 45 gr di zucchero (tolti dal totale) e la cannella. Portate a sfiorare il punto di bollore a fuoco basso.
Mentre il latte si scalda, lavorate i tre tuorli con i restanti 45 gr di zucchero.
Aggiungete poi, sempre mescolando con una frusta a mano, il latte caldo ai tre tuorli con lo zucchero. Successivamente aggiungete anche la maizenza sciolta nel latte, sempre mescolando molto bene.
(nella versione estiva mettete le zeste al posto della cannella e aggiungete la vaniglia dopo che avrete assemblato tutti gli ingredienti).

A questo punto, rimettete la vostra crème brulée autunnale sul fuoco, e portatela nuovamente a sfiorare l’ebollizione mescolando, sino a che la crema non avrà raggiunto la consistenza desiderata.
Travasate la crema nei ramequins, e lasciate raffreddare a temperatura ambiente. Successivamente, mettete gli stampini nel frigorifero per almeno un paio di ore (di solito io li lascio tutta la notte).

Infine, cospargete la vostra crème brulée autunnale con un paio di cucchiaini di zucchero di canna, e – se avete il cannello – caramellate la superficie di ciascun ramequin fino a formare la caratteristica crosticina. Viceversa, se non lo avete, potete mttere i ramequin sotto il grill del forno a 200 gradi per circa 6 minuti.

Gelato all’acqua al cioccolato

Gelato all’acqua al cioccolato

Se mi chiedete se è possibile un gelato ottimo senza tutto – senza latte, senza uova, senza panna, semza glutine… sì, è possibile! Bisogna avere un po’ di attenzione alla scelta degli ingredienti, soprattutto al cioccolato, ma se non avete problemi particolati di intolleranze potete essere anche più elastici.
In più, oltre ad essere senza un sacco di ingredienti, è anche stato preparato senza la macchina del gelato! Nella mia cucina una macchina del gelato non ci entrerebbe nemmeno spingendola a forza, quindi se voglio un bel gelato devo arrangiarmi. Del resto anche i romani, che si dice abbiano “inventato” il gelato (le nivatae potiones), usavano la neve per creare l’antesignano del gelato. Quindi ci arrangeremo anche noi!
Questa versione di gelato è super cioccolatosa, e se amate questo ingrediente amerete questo gelato intenso e aromatico. Inoltre si realizza in pochissimo tempo, la maggior parte della fatica sarà attendere che raggiunga la consistenza desiderata… quindi che aspettiamo? Prepariamo insieme il gelato all’acqua al cioccolato!

Ingredienti:
300 gr cioccolato fondente (io non andrei oltre quello al 70%)
140 gr zucchero a velo (una confezione)
1 bustina vanillina
120 gr di cacao amaro in polvere
650 ml di acqua
1 pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare il vostro gelato all’acqua al cioccolato tritando finemente il cioccolato. Mettetelo da parte.

Mettete a bollire l’acqua. Quando sfora il bollore, spegnetela.

In una casseruola possibilmente antiaderente, setacciate il cacaco amaro e la vanillina, e poi lo zucchero a velo. Unite l’acqua bollente, mescolando bene con l’aiuto di una frusta a mano.

Mettete anche il sale, e poi rimettete il tutto su fuoco per un paio di minuti, sempre continuando a mescolare con la frusta a mano.

Togliete poi la casseruola dal fornello, e iniziate a unire il cioccolato tritato poco per volta, sempre mescolando così si scioglierà più facilmente.

Trasferite il composto in una terrina, possibilmente di alluminio o di acciaio.
Io di solito uso un comunissimo stampo da plum cake in alluminio usa e getta, ma va benissimo anche lo stampo per plum cake normale, come lo vedete nella foto. Io l’ho foderato di carta forno per evitare di rovinare l’interno antiaderente della teglia da plum cake… suggerimento anche per voi, non si sa mai!

Lasciate raffreddare il composto all’aria, e solo successivamente mettetelo nel freezer.
Lasciate trascorrere un paio di ore, e poi mescolatelo con la forchetta. Si romperanno i cristalli di ghiaccio in formazione, e così il gelato all’acqua al cioccolato assumerà la sua morbidezza.
Ripetete questa operazione ancora tre volte, a distanza di almeno un paio di ore una volta dall’altra.
E.. basta! Il vostro gelato all’acqua al cioccolato è pronto!

Se lo preparate il giorno prima, ricordate di toglierlo dal freezer e di metterlo nel frigorifero un paio di ore prima per scongelarlo.

Cheesecake ai mirtilli

Cheesecake ai mirtilli

Non sono una grande fan delle cheesecake – spesso sono stucchevoli, troppo dolci, troppo morbidose, troppo.. tutto. Però d’estate sono il dolce “importante” ideale, quello che, comunque vada, fa sempre fare una splendida figura. E, in più, si realizza senza accendere il forno, che d’estate conta… eccome!

Forse non tutti sanno che la cheesecake non ha le sue origini oltreoceano, bensì… molto più vicino a noi! Ci sono testimonianze di una torta a base di formaggio che veniva offerta agli atleti già nell’Antica Grecia! C’è da capirlo, la cheesecake è discretamente calorica. Dalla Grecia è venuta a ovest, prima a Roma, poi attraverso i romani in tutta Europa… e da qui il salto dal’altra parte dello stagno è stato un attimo!

Oggi vi racconto come realizzare una cheesecake speciale, la cheesecake ai mirtilli senza glutine. E’ molto semplice trasformare le cheesecake da dolci con glutine a dolci “sglutinati”. La loro versatilità e la prevalenza di ingredienti cremosi e freschi è perfetta. Per abbassare la conta calorica ho utilizzato un formaggio a basso contenuto d grassi e, al posto della panna, la panna di soia. Capitemi, niente di drammatico, ma qualche caloria in meno a volte fa la differenza!
Questa ricetta è per uno stampo da 22 cm di diametro. Ricordate di usare lo stampo con anello amovibile, aiuta a “scodellare” la vostra cheesecake. Siete pronti a preparare insieme la vostra cheesecake ai mirtilli senza glutine?

Ingredienti:
90 gr di burro sciolto
220 gr di frollini senza glutine (io ho usato questi del Mulino Bianco)
500 gr di formaggio spalmabile a basso contenuto di grassi
200 ml di panna da montare di soia
100 ml latte
12 gr di gelatina in fogli
125 gr di zucchero a velo
150 gr di mirtilli (freschi o congelati)
un cucchiaio di zucchero + 1 cucchiaio di acqua

Procedimento:
Iniziate a preparare la vostra cheesecake ai mirtilli preparando la base. Prendete una teglia con fondo amovibile, e foderatela di carta forno.
Prendete i frollini senza glutine e con l’aiuto di un mixer riduceteli a farina. Sciogliete il burro e mettetelo nel mixer con i frollini: date un giro veloce per mescolare il tutto.
Prendete la base così realizzata e stendetela sul fondo della teglia. Pressatela bene con l’aiuto di un cucchiaio e mettete la teglia nel frigorifero a compattare, almeno per mezz’ora.

Lavate e mondate i mirtilli, e metteteli in una piccola casseruola (meglio se antiaderente) con un cucchiaio di acqua e uno di zucchero. Fate cuocere a fuoco basso. Mescolate spesso per sciogliere bene lo zucchero e quando avrà sfiorato il bollore e i mirtilli avranno iniziato a sfaldarsi, scercate di rompere i mirtilli con il dorso del cucchiaio. Quando si saranno ammorbiditi e sfaldati tutti, spegnete e lasciate raffreddare. Potete frullare i mirtilli (come ho fatto io), oppure lasciarli più consistenti, a seconda del vostro gusto.

Mettete la gelatina a sciogliere in un po’ di acqua, secondo le istruzioni della marca di vostra scelta.

Nel frattempo preparate la crema di formaggio. In una terrina mettete il formaggio spalmabile e lo zucchero, con il latte. Mescolate molto bene.
Montate a neve ben ferma la panna di soia, e poi incorporatela al composto con il formaggio cercando di non smontarla.

A questo punto il fullato di mirtilli (o i mirtilli cotti) si dovrebbe essere raffreddato, quindi potete incorporarli al resto del composto cremoso.

Prendete una parte della crema e mettetela in un pentolino; strizzate bene la gelatina, e mettetela nel pentolino. Accendete il fuoco molto basso e – mescolando – sciogliete bene la gelatina. Versatela poi nel composto con la crema di formaggio, mescolando molto bene per incorporarla al resto.

Recuperate la base di biscotto, che a questo punto si sarà certamente raffreddata e compattata, e versatevi sopra la crema di formaggio e mirtilli, livellandola per bene.

Mettete la vostra cheesecake ai mirtilli in frigorifero per almeno quattro ore (meglio tutta la notte) prima di servirla.

Ghiaccioli ai mirtilli e lavanda

Ghiaccioli ai mirtilli e lavanda

Molti pensano che prepararsi le cose in casa, da sé, sia una gran perdita di tempo e di fatica. Lo pensavo anche io, e del resto – unta dal sacro fuoco della pigrizia – me ne sono sempre guardata bene dal mettermici a spignattare (perchè poi si deve lavare…), preparare (ma vuoi mettere quell’ora in più a letto??), e chi più ne ha più ne metta.

Però capita che, un giorno, succede qualcosa. Nel mio caso ho iniziato a non digerire più niente. Un po’ di riso in bianco e una fetta di prosciutto cotto erano un’agonia. Ho passato mesi a pasta con un filo di olio, sentendomi come se avessi mangiato un bue. Ho provato di tutto, compresa la pranoterapia. Niente. Anni di tormenti, coliche, notti in bianco.

Cosa è successo poi, vi chiederete? Tutto e nulla. Dopo aver anche fatto una gastroscopia per sospetta celiachia (che non ho), e una surreale visita da un medico che non ha trovato nulla di meglio da dirmi se non che avevo qualche intolleranza, ma chissà quale, e in ogni caso non mi avrebbe mai prescritto il test perchè costa al servizio sanitario (io pagherei anche le tasse, forse avrei qualche diritto pure di usufruire del servizio, no??), mi sono detta: adesso mi preparo io le cose, vedo quel che ci metto dentro, così se sto male lo becco subito.

Non sono (quasi) più stata male.
Certo, ogni tanto capita ancora, ma sempre meno di prima. Ormai raramente. Quasi sempre quando esco a mangiare.
Ho il sospetto che ci sia qualche conservante poco amico, forse qualche lievito. Sacrifici ne faccio, in pizzeria non ci vado quasi più, vado a mangiare sempre e solo dove so che non sto male, e nei posti sconosciuti mangio della gran verdura, che non si sa mai. Però che soddisfazione prepararsi le cose da sé e sentire che sono buone!

Prendiamo ad esempio i ghiaccioli.
Ci si mette un niente a farli, si possono provare gusti e accostamenti nuovi, non hanno conservanti (quindi ne facciamo pochi per volta) e fanno bene. Colori originali, non ci sono coloranti qui. Solo il mirtillo.

I ghiaccioli ai mirtilli e lavanda sono uno degli esperimenti di quest’estate. L’accostamento dei sapori viene direttamente da Sale & Pepe di luglio, che è una miniera per gelati, sorbetti e compagnia. Il metodo è il solito mio, usato anche per i ghiaccioli al tè matcha che ho pubblicato solo su IG (ma presto li rifaccio e li ripropongo anche qui!!). Se avete dieci minuti, fateli. Sono ottimi, e la lavanda da’ un tocco in più che sta una meraviglia.
Non ci credete? Guardate qui.

Ingredienti: (4 ghiaccioli di misura media)
200 gr mirtilli
60 gr zucchero
1 cucchiaino di lavanda essiccata (edibile)
100 ml di acqua del sindaco

Procedimento:
Mettete in un pentolino lo zucchero e l’acqua e fate raggiungere il bollore, in modo che lo zucchero si sciolga bene.
Una volta sciolto, spegnete il fuoco e lasciate la lavanda in infusione per una dceina di minuti.
non di più, altrimenti i ghiaccioli ai mirtilli e lavanda sapranno di saponetta.

Filtrate lo sciroppo zuccherato con la lavanda, e mettetelo nel boccale del frullatore ad immersione, insieme ai mirtilli che avrete in precedenza ben lavato ed asciugato. Azionatelo fino a che il tutto non assumerà una consistenza cremosa.

Prendete i vostri stampi per ghiaccioli, e riempiteli con il composto con i mirtilli.
Mettete poi gli stampi nel freezer a rassodarsi (senza il bastoncino!). Dopo circa 90 minuti, massimo un’ora, controllate che abbiano già iniziato a congelare: dovrebbero essere diventati dei ghiaccioli ai mirtilli e lavanda ancora leggermente morbidi ma già più consistenti.
In questo caso mettete la paletta di legnetto, e rimettete in freezer almeno altre 4/6 ore.

Tutto qui.
Ovviamente, se avete gli stampini con gli stecchi di plastica con il comperchietto, che stanno in piedi comunque, potete metterli nel ghiacciolo ai mirtilli e lavanda ancora morbido, e si congeleranno in circa 4 ore senza toccarli.

Buona fresca estate a tutti!!

Pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine

Pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine

Le colazioni del weekend sono quelle che mi piacciono di più. Forse perchè sono lente, rilassate, e l’orologio non segna inesorabilmente i minuti del mio ritardo. Senza fretta, senza correre, sorseggio il cappuccino (fatto in casa!) sfogliando una rivista, mentre il piede batte il tempo della musica che esce dalla radio.

La radio – un lusso del sabato mattina. La mia radio è ancora strenuamente analogica, con tante rotelline, un antennone telescopico da antologia, perde le frequenze con una velocità stupefacente, ma rimane comunque la mia compagna preferita in cucina.

Sono queste le mattine in cui mi concedo qualche preparazione particolare, come questi deliziosi pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine. Non a tutti piace il grano saraceno, per la sua consistenza ruvida e il gusto rustico molto pronunciato. Ma con le mandorle e dell’ottimo sciroppo di acero, acquista una nota particolare. Se non avete esigenze vegan, potete assaggiarli con anche dell’ottimo yogurt alla vaniglia. In ogni caso, si preparato davvero in poco tempo, sono leggeri e adatti proprio a tutti… sono anche senza lattosio!

Ingredienti
100 gr farina di grano saraceno
37 gr farina di mandorle (o mandorle tostate)
2 cucchiai colmi di zucchero di canna
1 cucchiaino di lievito
mezza banana matura
150 gr latte di mandorla
una bustina di vanillina

Procedimento (circa 6/7 pancakes)
Iniziate a preparare i vostri pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine mettendo le mandorle, lo zucchero, e la farina di grano saraceno in un mixer, e riducete il tutto a farina (saltate questo passaggio se avete usato la farina di mandorle). Mescolate anche il lievito e la vanillina, e mettete da parte.

Riprendete il mixer e frullate insieme il latte di mandorla con la mezza banana. Aggiungete poi anche la farina di grano saraceno con le mandorle, e frullate brevemente, fino a che l’impasto non si sarà mescolato bene.

Scaldate a quetso punto un padellino antiaderente leggermente unto con olio di oliva. Quando è caldo, mettete un paio di cucchiai di impasto e fare cuocere una parte. Mettete qualche frutto rosso (io ho usato mirtilli e lamponi) sulla superficie superiore, e girate per cuocere anche l’altro lato.

Potete servire i pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine con sciroppo di acero, o di agave, e frutta fresca, o yogurt di soia (o vaccino, se no n avete particolari necessità vegane – in quets ocaso, via libera anche al miele!).

Se vi piace il grano saraceno, vi consiglio per la vostra colazione di provare anche i Muffin al grano saraceno e mandorle.

Gelato cassata

Gelato cassata

La Sicilia ed io. Due rette parallele.
non ci siamo mai incontrati in quarant’anni di vita, e poi improvvisamente, due viaggi di lavoro nel giro di pochissimo tempo. Il mio famoso turismo processuale, che però mi ha consentito di scoprire i sapori di una terra che avevo solo visto in cartolina. Una cosa che mi piace tantissimo è l’arrivo all’aeroporto di Catania, quando all’improvviso ti appare davanti il mare, la spiaggia e l’Etna sullo sfondo. Una vista da mozzare il fiato.

In onore di questa bella terra, da cui ogni tanto “scippo” qualche ricetta, oggi vi propongo il gelato (casalingo!) al gusto di cassata.
Cose c’è di meglio, in estate, di un goloso gelato?
Nulla ovviamente, salvo che molti di noi non possiedono una gelatiera, il chè potrebbe far sembrare l’operazione tutt’altro che facile! Se lo pensate, vi invito a provare questa ricetta del gelato al gusto di cassata! E’ buonissimo, semplice da realizzare, e piace proprio a tutti! In qusto caso, per necessità, sono andata proprio a cercare tutti gli ingredienti (canditi compresi!) appositamente per celiaci, però naturalmente potete utilizzare i canditi di vostra scelta, e magari arricchirlo con gocce di cioccolato bianco, nocciole, o per tenere il mood … tanti pistacchi di Bronte!

Ingredienti:
200 ml panna fresca da montare
5 zucchiai di zucchero a velo
40 gr latte intero
250 gr di ricotta di pecora (se non la trovate o non vi piace, va bene anche la ricotta vaccina)
70 gr frutta candita (controllate che sia senza glutine se avete intolleranze)
60 gr gocce di cioccolato (anche qui, verificate che siano senza glutine)
1 cucchiaio di marsala (se avete dei minori, non lo mettete! – sarà buono comunque)

Procedimento:
Perparare il gelato cassata è facilissimo, anche senza gelatiera.
Mescolate la ricotta con il latte e lo zucchero a velo, fino a che non si ammorbidirà per bene (basterà qualche minuto).
Versate quindi la panna, e mescolate ancora fino a che il tutto non si sia ben uniformato. Aggiungete anche il marsala.

A questo punto, aggiungete i canditi – se non volete che si attacchino tra loro, potete metterli un quarto d’ora in freezer sulla carta forno. Dopo i canditi, unite anche le gocce di cioccolato, e mescolate.

Il gelato cassata a questo punto sarà molto morbido, e canditi e gocce di cioccolato tenderanno verso il basso. Non vi preoccupate, alla fine riemergeranno come per magia! (più o meno!!).

Mettete il gelato in un contenitore di acciaio ben freddo (meglio – ma vanno bene anche i contenitori di alluminio usa e getta, purchè ben freddi. Per questo, potete lasciarli in freezer mentre preparare il gelato cassata) , e lasciatelo mezz’ora in freezer.
Trascorsa la prima mezz’ora, toglietelo dal freezer e date una mescolata con il cucchiaio, poi rimettete in freezer.
Fate questa operazione per 3/4 volte – vedrete che l’ultima volta il gelato avrà iniziato a prendere consistenza, e i canditi e le gocce di cioccolato rimarranno anche sospese in superficie.

Lasciate riposare per circa quattro ore, meglio tutta la notte.

Ricordate di togliere il vostro gelato cassata dal freezer almeno una mezz’ora prima di servirlo!

Viennetta homemade senza glutine

Viennetta homemade senza glutine

Sono ormai un po’ di anni che sono tornati alla ribalta gli anni ’80, e tutto il loro carico di capelli cotonati, colori fluo, gioielleria importante, scaldamuscoli. Se è più evidente nell’abbigliamento, anche la cucina negli anni ’80 aveva le sue mode. Chi si dimentica le pennette alla vodka e salmone, o i gamberetti in salsa rosa??
Una delle icone degli anni ’80 in pasticceria è stata la Viennetta.
Il suo lancio risale al 1982, e da allora il suo è stato un continuo e costante successo, fino ai giorni nostri. Oggi vi propongo una versione casalinga di una torta gelato “ispirata” alla Viennetta, che ha tra i suoi punti forti il fatto di essere facilissima!
La discussione è sempre su quante lastre di cioccolata fare e mettere nella Viennetta… non ho una risposta! Fate come vi piace, che è sempre la risposta giusta in fatto di gusto! Tra l’altro, creare le strisce di cioccolato è l’attività più difficile di tutta la ricetta, quindi… che aspettate? Date una chance a questa Viennetta homemade, non ve ne pentirete!

Ingredienti:
500 ml di panna da montare
3 albumi
100 gr zucchero a velo (io di canna)
150 gr cioccolato fondente (se la preparate per un celiaco, verificate che sia gluten free)
1 baccello di vaniglia
Nocciole per decorare (opzionale)

Procedimento:
Iniziate a preparare la vostra Viennetta homemade preparando le sottili sfoglie di cioccolato che formeranno gli strati della Viennetta. Nulla di più semplice!
Prendete un foglio di carta forno e, con una matita, disegnate la forma della base del contenitore che ospiterà la vostra Viennetta homemade. Girate poi il foglio, in modo che la matita non venga a contatto col cioccolato. Questa vi farà da guida per realizzare le sfoglie di cioccolato, quindi sarebbe preferibile appoggiarla su un piano di colore chiaro, così risalterà di più.
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato, e quando si sarà ben ammorbidito, stendetelo sottilmente con una spatola all’interno di ciascuno dei bordi che avrete disegnato in precedenza. Lasciatelo raffreddare, e quando sarà raffreddato potete impilare gli strati di cioccolato (che avranno la carta forno tra uno strato e l’altro, così non si appiccicheranno). Lasciatele in frigo per almeno mezz’ora, così si consolideranno.

Montate poi gli albumi a neve ben ferma, e poi unite con una spatola metà dello zucchero previsto in ricetta (50 g) e i semi del baccello di vaniglia (dovete tagliarlo a metà e raschiare dolcemente l’interno con un coltello), e incorporateli mescolando dal basso verso l’alto per evitare di smontare il composto.
Prendete poi anche la panna, montatela bene e unite – sempre con la spatola – lo zucchero a velo rimanente.

Unite poi alla panna gli albumi montati, mescolate senza smontare il composto e poi preparate la vostra Viennetta homemade.

Prendete uno stampo da plumcake (il top sarebbe quello di silicone, se non lo avete va bene anche quello di alluminio usa e getta, ma prima mettete all’interno un po’ di pellicola per alimenti, così lo estrarrete più facilmente).

Mettete sul fondo dello stampo una lastra di cioccolato; copritela con un po’ di composto alla panna, poi rimettete un’altra lastretta di cioccolato e così via, fino alla fine di lastre e composto.
Livellate bene e poi mettete in freezer almeno cinque ore (io l’ho lasciato tutta notte).

Togliete la Viennetta dal freezer una ventina di minuti prima di servirla.
Se volete, potete usare dell’altro cioccolato fondente (magari quello che avete avanzato se avete fatto 4 lastrette di cioccolato come ho fatto io), sciogliendolo a bagnomaria e poi versandolo sulla superficie della torta, e poi spargendo delle nocciole tagliate al coltello per una veloce ma golosa decorazione.

Panna cotta allo yogurt con pesche nettarine caramellate all’aceto balsamico e rosmarino

Panna cotta allo yogurt con pesche nettarine caramellate all’aceto balsamico e rosmarino

Ho letto tempo fa che i pregiudizi possono essere ogni tanto utili – soprattutto ad affrontare situazioni ignote, potenzialmente pericolose. I pregiudizi danno, per alcuni aspetti, una conoscenza già predigerita da qualcuno, che può essere una buona posizione di partenza.
Ma fermarsi ai pregiudizi senza farsene di propri (di giudizi, intendo) è un delitto.
Non capisco come si possa rinunciare a ragionare con la propria testa, a farsi proprie riflessioni su qualsiasi argomento. Certo, spesso costa fatica e studio. Ma è immensamente meglio che fermarsi sulla porta, dire no di principio, staccare il cervello perché qualcuno ha pensato al posto tuo (magari male).
Questa è la storia di questa ricetta, davvero semplicissima. E’ uscita da un’idea rubata a Sara di @shanty_la_gatta, che ha realizzato una bellissima crostata con l’aceto balsamico. All’inizio mi sono chiesta se davvero il balsamico fosse una buona idea per i dolci – evidentemente la risposta era sì! Così ho pensato di bilanciare il sapore dolce con un fondo acidulo dell’aceto balsamico con la panna cotta, un gusto molto dolce che forse sarebbe stato capace di avvolgere il balsamico. Ed è stato proprio così!

La ricetta è quella della panna cotta vista anche qui. La salsa all’aceto balsamico l’ho gestita sul momento. Per renderla più aromatica, ho arrostito le pesche con il rosmarino, che con le pesche sta che è una meraviglia! Il tutto per servirvi questa panna cotta allo yogurt con pesche nettarine caramellate all’aceto balsamico e rosmarino. Se volete un consiglio, per renderla un po’ più instagrammabile sarebbe meglio usare il balsamico bianco; se non lo avete o non lo trovate (ma su Amazon ne vendono di migliaia di marche!) almeno non fate come me, e ricordatevi di tirare fuori le pesche immediatamente dopo la cottura, così non anneriranno troppo mentre si raffreddano. Per me, così, lo sciroppo sarà di un paglierino brillante e dal punto di vista fotografico e visivo sarà una meraviglia!

Ingredienti per 4 bicchieri

250 ml di panna fresca
125 ml di latte
4 gr di colla di pesce + 2 cucchiai yogurt greco
60 gr di zucchero a velo
190 gr di yogurt greco naturale (io ho usato quello a 0 grassi)
zeste di mezzo limone
succo di limone – 2 cucchiai

½ pesche nettarine
50 gr aceto balsamico
2 cucchiai di miele colmi
Un cucchiaino di zucchero a velo
Rosmarino fresco q.b.

Procedimento

Iniziate a preparare la panna cotta allo yogurt con pesche nettarine caramellate all’aceto balsamico e rosmarino mettendo in ammollo la gelatina con acqua fredda – le tempistiche sono quelle della marca che usate, quindi controllate bene.

Mettete il latte e la panna in un pentolino sul a fuoco basso e fategli sfiorare il bollore. Togliete dal fuoco, setacciatevi dentro lo zucchero a velo e mescolate fino a quando si sarà sciolto – io ho usato una frusta a mano. Aggiungete quindi la scorza e il succo di limone, mescolate ancora e poi lasciate raffreddare.

A questo punto unite anche lo yogurt greco ed amalgamatelo bene.
Scaldate in un pentolino due cucchiai di yogurt, strizzate la gelatina e scioglietela con lo yogurt.
Poi unitela al composto precedentemente di panna e yogurt mescolando bene.
Versate la crema in 4 bicchieri e mettetela in frigorifero a raffreddare – io l’ho lasciata rassodare tutta la notte, ma almeno servono 4 ore.

Mentre raffredda la panna cotta, mettete in una teglia le pesche tagliate a fette, spesse circa mezzo dito. A parte mettete in una ciotola l’aceto balsamico, il miele, lo zucchero a velo, e mescolate bene fino a che miele e zucchero non si saranno sciolti. Poi irrorate le pesche, spargete gli aghi di rosmarino sopra le pesche (io ne ho usato un buon rametto) e mettete a cuocere in forno già caldo a 200 gradi per 30 minuti.
Terminata la cottura, fate raffreddare all’esterno, rimuovendo le pesche dal caramello di aceto balsamico e lasciandole raffreddare a parte. In un altro piccolo contenitore fate raffreddare il caramello di aceto balsamico, che dovrete prima filtrare per eliminare gli aghi di rosmarino.

Prima di servire mettete in ciascun bicchiere qualche cucchiaio di caramello di aceto balsamico, qualche fettina di pesca nettarina caramellata e un po’ di rosmarino fresco.

Budini di mandorla con coulis di fragole

Budini di mandorla con coulis di fragole

Questo è un anno particolare per tante ragioni. La pandemia ha ribaltato la nostra vita, e d’ora in avanti – quando ci riferiremo a qualcosa – sarà facile sentire forte l’esistenza di un prima e un dopo. Tanti di noi stanno combattendo per riappropriarsi della vita di prima, il ché significa solitamente riprendere ad uscire, andare per locali, vedere gli amici.

Solitamente, già a giugno gli italiani iniziano a chiacchierare delle ferie di agosto, ed è un altro modo per cercare di tornare al prima. Avremmo tutti bisogno di una bella vacanza. Una vacanza dalla paura, dalla tristezza, dai segni che i tre mesi di lockdown hanno lasciato. Metà giugno segna anche il ritorno della prova costume, l’inizio delle restrizioni alimentari più disparate per rientrare nei bikini di vent’anni prima.

Auguro a tutti di poter finalmente indossare il bikini e tornare sulle spiagge del nostro bel mare, e per questo vi lascio una ricettina ipocalorica per concedersi un po’ di dolcezza dopo il pasto senza esagerare con le calorie. I budini di mandorla con coulis di fragole (ma possono essere anche lamponi, mirtilli… fate voi) sono anche senza glutine e senza lattosio, quindi adatti a un regime vegano e alla maggior parte delle intolleranze. Si realizzano anche in un battibaleno, quindi non ci sono scuse per concedersi una pausa dolce che ci fa stare bene.

Ingredienti:
500 gr latte di mandorle
30 gr di farina di mandorle (o di mandorle spellate)
90 gr di zucchero
50 gr maizena
50 gr confettura di fragole (o la vostra preferita)
1 limone piccolo (succo)

Procedimento:
Scaldate in una casseruola il latte di mandorla.
Mettete nel frattempo in una ciotola gli ingredienti secchi – la maizena, la farina di mandorle e lo zucchero. Se volete usare le mandorle intere (io lo preferisco!) mettete lo zucchero e le mandorle nel vostro mixer e tritatele abbastanza finemente, e poi aggiungetele alla maizena.

Appena il latte di mandorle raggiunge il punto di ebollizione, toglietelo dal fuoco e versatelo nella ciotola con gli ingredienti secchi, mescolando con una frusta a mano per sciogliere tutti i grumi.
Versate poi il composto nuovamente nella casseruola e cuocete per qualche minuto (basta pochissimo) fino a che non inizia ad addensarsi.

Togliete quindi dal fuoco, e versate i vostri budini di mandorla all’interno dei contenitori che avete scelto. Io ho usato delle comuni formine di plastica, si possono anche usare i pirottini in alluminio. Con queste quantità ne escono circa 4 abbastanza pieni.

Lasciate leggermente intiepidire e poi mettete in frigorifero (con la superficie coperta da pellicola o dal coperchio, se le vostre formine la hanno) e lasciate rassodare per circa tre ore.

Nel frattempo preparate il coulis mettendo della marmellata nel bicchiere del mixer, e aggiungendo il succo del limone filtrato.
Con il mixer ad immersione frullate tutto per pochi secondi, e mettete il coulis sopra i vostri budini di mandorla prima di servire.

La base di preparazione di questi budini di mandorla è il biancomangiare siciliano, che avevo già usato per preparare questa ottima Crostata vegana con biancomangiare.

Panna cotta menta e cioccolato

Panna cotta menta e cioccolato

Ho sempre amato gli After Eight, quei deliziosi biscotti inglesi con menta e cioccolato. Devo dire che il mio amore è andato più in là e si è spinto nel mal di pancia, e da allora ho qualche difficoltà a mangiarli.
Ma i contrasto di menta e cioccolato resta uno tra i miei preferiti, come dimostrano la Crostata menta e cioccolato, o la Crostata morbida cioccolato e menta che ho preparato qualche tempo fa.
Menta e cioccolato per me sono la quintessenza della inglesità, insieme ai beans on toast, fragole e panna. Sono stata a Londra un paio di anni fa, e devo dire che culinariamente l’ho trovata una città molto più europea di quanto il suo governo non vorrebbe. Mi piacerebbe sapere però se è così ovunque, oppure se a Bournemouth, dove ho studiato tantissimi anni fa, continuano imperterriti a mangiarsi quei terribili sandwich ai cetrioli.

Oggi vi propongo un dessert che trasuda menta e cioccolato. La panna cotta menta e cioccolato unisce insieme le tradizioni britannica e italiana, ed è un connubio eccezionale per gusto e delicatezza. E’ anche molto facile da preparare, e visto che l’estate bussa alla nostra porta, cosa c’è di meglio di un dessert da fine pasto fresco, che non ha nemmeno bisogno del forno?

Ingredienti:
500 ml di panna fresca
70 ml di sciroppo di menta
70 gr di cioccolato fondente
5 fogli di gelatina
menta per decorare (opzionale)

Procedimento:
Mettete a bagno in acqua fredda 2 fogli di gelatina e lasciateli in ammollo per almeno 10 minuti.
Poi mettete in un pentolino, meglio se antiaderente, 200 ml di panna con il cioccolato tagliato a pezzetti, e fatelo scaldare a fuoco basso. Mentre si scalda, mescolate bene in modo da far sciogliere il cioccolato senza far bollire la panna. Vi basta che raggiunga il punto appena prima della ebollizione.
A questo punto spegnete il fuoco, strizzate bene la gelatina e fatela sciogliere nella panna e cioccolato, mescolando bene con una piccola frusta o un cucchiaio.
Versate poi la panna nei bicchierini in quantità uguali, e mettete per almeno mezz’ora i bicchierini in frigo a consolidarsi.

Preparate poi, trascorsa la mezz’ora almeno di riposo, la panna alla menta. Anche qui, mettete in ammollo i tre rimanenti fogli di gelatina per circa dieci minuti.
Nel pentolino antiaderente scaldate i 300 ml di panna rimanenti con lo sciroppo di menta, mescolando dolcemente. Appena raggiunge il punto prima della ebollizione, togliere dal fuoco, strizzare bene la gelatina e farla sciogliere nella panna.

Versate quindi la panna cotta alla menta sopra la parte di panna cotta al cioccolato, e rimettete il tutto in frigorifero per almeno due ore (meglio tre, ma io non avevo tempo).

E la vostra panna cotta menta e cioccolato è pronta!

Per servirla, se vi va, potete spolverare la superficie con del cioccolato grattugiato e qualche fogliolina di menta.