Torta alle clementine di Nigella

Torta alle clementine di Nigella

C’è stato un periodo della mia vita in cui facevo esercizio di listening comprehension guardando i programmi di cucina che trasmetteva Sky. Come dire – due piccioni con una fava!
E’ lì che ho conosciuto Jamie Oliver (il cui inglese non è proprio semplicissimo da capire), nonchè la fantastica Nigella, l’unica donna nelle cui vene scorre burro e cioccolato invece che sangue!
Mi è capitato qualche volta di rifare qualche ricetta di Jamie, ma non mi sono mai avventurata con Nigella, perchè usa davvero troppo burro per i miei gusto (e il mio fegato!). Ma poi mi sono imbattuta nella torta alle clementine di Nigella, che è nell’ordine senza farina (quindi senza glutine!), senza burro e senza olio. Ed ha soli quattro ingredienti!
Non potevo non provarla!
Se vi va di leggere l’originale, così fate anche voi esercizio linguistico, la trovate qui, nel sito di Nigella.

Qui sotto vi metto la traduzione di questa torta un po’ spugnosa, bella umida, che fa un po’ il verso al pan d’arancio (la mia versione è qui), visto che dei mandarini si mette tutto. Per questo, procuratevi dei mandarini con la buccia edibile, perchè non butterete nulla del frutto, se non i semini.

La Torta alle clementine di Nigella è così facile che l’ora del té non sarà più la stessa, credetemi!

Ingredienti:
250 gr farina di mandorle
375 gr di mandarini (a me ne sono serviti 4 più o meno)
225 gr zucchero
1 cucchiaino da té di lievito
6 uova

Procedimento:
Lavate bene i mandarini, e metteteli a bollire in una pentola con dell’acqua semplice. Non zuccherata né altro.
Nella sua ricetta Nigella dice di cuocerli per due ore, ma forse aveva comprato delle palline da sparo, perché a me ci sono voluti solo 30 minuti per far sì che si ammorbidissero per bene. La funzione di questo passaggio, oltre a profumare la vostra cucina in maniera celestiale, è quella di ammorbidire i frutti, in modo da poterli frullare tutti interi senza problema.
Quando quindi i mandarini si saranno ammorbiditi, toglieteli dall’acqua, asciugateli, tagliateli a metà ed eliminate i semini.
Successivamente, metteteli in un mixer e riduceteli in crema. Se saranno belli morbidi come dovrebbero, verranno pronti in un paio di minuti.
Lasciateli raffreddare fino a che non saranno almeno diventati tiepidi.
Una volta intiepiditi, mettete in una ciotola o nella planetaria le uova con lo zucchero, e montatele molto bene. Il composto deve diventare chiaro e spumoso.
Dopodiché, senza smontare il composto, unite la farina di mandorle e il lievito e mescolate bene per evitare grumi (va bene anche una leccapentole).
Infine, unite anche la purea di mandarini.

Mettete il composto in una teglia a cerniera da 22 cm di diametro, che avrete in precedenza foderato con carta forno.
Mettete a cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi (modalità statica) e cuocete per circa 45/50 minuti. Non aprite il forno fino almeno a che non saranno trascorsi 20/25 minuti.

La superficie della torta potrebbe scurirsi molto in cottura per via dello zucchero.
se vedete che inizia a diventare un po’ troppo scura, verso metà o tre quarti cottura copritela con dell’alluminio, in modo che finirà di cuocere senza bruciare.

Attendete che la Torta alle clementine di Nigella sia completamente raffreddata prima di estrarla dalla tortiera. Servitela spolverata di zucchero a velo.

Kringel estone

Kringel estone

Il kringel è un tipico dolce lievitato dei Paesi del nord, che profuma di cannella e di burro a volontà. Non sono particolarmente attratta dai dolci burrosi, ma faccio volentieri una eccezione per il kringel estone!

Questo lievitato prende il nome dalla lingua norvegese (e un po’ tutte le lingue del nord, del resto), dove kringe significa chiocciola. In effetti nella forma, il nostro bellissimo dolce di oggi sembra proprio un bel chiocciolone, e se lo decorate per benino con tanto di fiocchetti, potete anche usarlo come corona di Natale – un bellissimo regalo per i vostri ospiti!

La farcia più tradizionale prevede zucchero di canna, burro e cannella. Ovviamente potete usare anche dell’altro – Nutella, marmellata, frutta secca… Io vado sempre per la tradizione, anche perchè sotto Natale la cannella non può mancare in cucina!

Il Kringel Estone viene solitamente preparato per le grandi feste ed i compleanni, ovviamente Natale non fa eccezione!
Siete in tempo a prepararlo anche all’ultimo, magari proprio per la colazione di Natale, servendolo con al centro una bella candela – in effetti per quanto sia un lievitato, l’impasto si prepara velocemente (se avete la planetaria non dovrete nemmeno sporcare casa!), il lievito farà la sua bella magia mentre voi farete dell’altro, e poi cuoce in forno in poco meno di mezz’ora. In più, quel suo delizioso profumo di burro e cannella vi profumerà la casa… Ma che devo dirvi ancora per convincervi?

Ingredienti:
300 gr farina manitoba
3 gr lievito di birra secco (o 9 gr lievito di birra fresco)
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 cucchiaino di miele
1 uovo medio
120 ml di latte tiepido
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
30 gr burro morbido

per la farcia:
60 gr burro
70 gr zucchero di canna
1/2 cucchiaini di cannella in polvere

Procedimento:
Nella ciotola della planetaria (o in una ciotola a parte) mettete la farina, il lievito di birra secco, lo zucchero, e mescolate.
Unite poi il latte intiepidito (se usate il lievito di birra fresco, stemperatelo nel latte prima di versarlo nelle farine), poi l’uovo, il miele e il burro tagliato a pezzetti e ben ammorbidito.
Solo alla fine unite un pizzico di sale e la cannella.
Lasciate impastare la planetaria per qualche minuto, fino a che l’impasto non si sarà ben incordato e sarà diventato liscio. A mano ci metterete un po’ di più, ma il risultato è garantito!
Al termine, l’impasto dovrà risultare liscio anche se leggermente appiccicoso (più dell’impasto della pasta di pane, per intenderci!).

Mettetelo in una ciotola, copritelo con della pellicola alimentare e un canovaccio e fatelo lievitare in un luogo tiepido e al riparo dalle correnti.
Siccome ieri a casa faceva un po’ freddino, ho scaldato qualche un paio di minuti il forno settandolo a circa 50 gradi. Non mi interessava che raggiungesse la temperatura, mi è servito che si sia formata una camera un po’ tiepida dove lasciar riposare in pace il mio Kringel Estone!

Lasciate lievitare l’impasto per almeno due ore (tre sarebbe l’ideale). Nel frattempo preparate la farcia, mettendo in una ciotola il burro molto ben ammorbidito, e mescolandolo con la cannella e lo zucchero.

Prendete poi l’impasto, una volta che avrà lievitato bene (deve raddoppiare di volume) e stendetelo con l’aiuto del mattarello. Per questa quantità di farina vi verrà un rettangolo di circa 45×30 o giù di lì.

Con l’aiuto di un pennello da cucina, o il dorso del cucchiaio, stendete la farcia alla cannella su tutta la superficie, lasciando solo 1 cm su ciascun lato per facilitare la chiusura del Kringel Estone. A questo punto, arrotolate l’impasto dalla parte lunga del rettangolo, in modo che sia il più stretto possibile. La giuntura di chiusura dovrà alla fine stare sotto il rotolo.

Con un coltello affilato tagliate il rotolo in due, arrivando fino a 2 cm circa dalla fine di un estremo, in modo che si formino come due bandoli uniti in capo da un pezzetto di rotolo. A questo punto, volgete verso l’alto la parte interna del rotolo, esponendo i tagli interni e la farcia verso l’alto, e iniziate ad intrecciare il Kringel Estone fino all’altro capo della treccia, cercando di stare stretti nell’intreccio. Completato questo passaggio, congiungete le due estremità formando una corona, che metterete sulla placca del forno, già precedentemente coperta di carta forno.

Copritelo ancora con un canovaccio o con la pellicola alimentare, e lasciatelo lievitare altri 45 minuti.

Successivamente, preriscaldate il forno a 180 gradi e trascorsi i 45 minuti della seconda lievitazione, mettete il vostro Kringel Estone in forno e cuocetelo per circa 25 minuti.

Torta senza glutine alle noci e limone

Torta senza glutine alle noci e limone

Sapete quali sono i dolci da credenza? Sono quelle preparazioni solitamente prive di creme, e che teoricamente potrebbero essere conservate per qualche giorno nelle credenze di casa. Insomma, i dolci che possono essere conservati a temperatura ambiente.
Plum cake, torte, biscotti di ogni foggia, crostate, ciambelle e ciambelloni… chi più ne ha più ne metta.
Probabilmente sono la mia categoria di dolci preferita, quella che mi trasmette la sensazione di casa. Le torte moderne sono muscolari, sfrontate. La pasticceria da credenza è discreta, gentile, si lascia trattare, cambiare… e anche nella versione senza glutine, diciamolo, da’ sempre una gran soddisfazione!
Quella che oggi vi propongo è una versione gluten free di un classico della pasticceria da credenza, una torta senza glutine alle noci e limone, che racchiude insieme i sapori dell’autunno e il ricordo dell’estate.
Si prepara in pochi minuti davvero, e con i vostri ospiti intolleranti al glutine farete davvero un figurone. In più, costa veramente poco!

Ingredienti:
100 gr di burro ammorbidito
70 gr zucchero
2 uova grandi
80 gr farina di mais fioretto
20 gr noci ridotte in farina
30 gr fecola
1 limone naturale
8 gr lievito

Procedimento:
Iniziate a preparare la vostra torta senza glutine alle noci e limone montando il burro con lo zucchero. Appena ha raggiunto una consistenza morbida, iniziate ad incorporare un uovo alla volta, e poi continuate con le fruste elettriche a montare fino a che il composto non diventa molto chiaro e gonfio.

A questo punto, unite le zeste del limone finemente grattugiate, e poi setacciate ed unite al composto la fecola e il lievito.

Una volta che la fecola e il lievito saranno ben assorbiti, iniziate ad incorporare la farina di mais due cucchiai per volta. Una volta che si sarà interamente assorbita nel composto, unite la farina di noci, e continuate a montare l’impasto almeno cinque minuti, in modo da incorporare aria e farlo gonfiare.

Prendete poi una teglia del diametro di 18 cm. rivestita di carta forno, versate l’impasto, livellatelo e cuocete in forno statico già scaldato alla temperatura di 180 gradi per circa 40 minuti. Controllate sempre la cottura con uno stecchino, perchè ogni forno è differente, ma non aprite il forno prima che i 40 minuti siano trascorsi.

Una volta sfornata la torta senza glutine alle noci e limone, lasciatela raffreddare e poi -se volete – spolverizzatela con zucchero a velo e decoratela con qualche gheriglio di noce.

Ciambelline alla zucca con farina integrale

Ciambelline alla zucca con farina integrale

Voglio un autunno rosso come l’amore, giallo come il sole ancora caldo nel cielo, arancione come i tramonti accesi al finire del giorno, porpora come i granelli d’uva da sgranocchiare. Voglio un autunno da scoprire, vivere, assaggiare.
(Stephen Littleword)
Tra tutte, forse l’autunno è il mese che chiede di meno all’uomo, ma dà di più in termini di frutti e ortaggi.
Le ricette con la zucca sono infinite, salate e dolci, e quella che vi propongo oggi non solo è semplicissima, ma ha anche quel tanto di rustico che in autunno non guasta mai. E’ una girandola di toni arancioni, con un inconfondibile aroma della zucca che rende queste ciambelline alla zucca con farina integrale per fette per qualsiasi pausa di dolcezza nel corso delle vostre giornate.

Ingredienti (per 6 ciambelline):
125 gr di zucca (a crudo e già sbucciata)
1 uovo grande
50 gr farina 00
50 gr farina integrale
75 gr zucchero semolato
25 gr di burro
4 gr cremor tartaro
mezzo cucchiaino di bicarbonato da cucina
zucchero a velo per decorare

Procedimento:

Iniziate a preparare le vostre ciambelline alla zucca con farina integrale cuocendo al vapore la zucca. Io l’ho cotta nel forno a microonde utilizzando il recipiente apposito (simile a questo), ma potete anche farla al vapore alla vostra maniera abituale.
Deve diventare morbidissima.

A questo punto, frullate la vostra zucca con il burro con l’aiuto del vostro mixer da cucina. Si formerà una buonissima crema vellutata alla zucca, che dovrete lasciare da parte a raffreddare.

Nel frattempo, in una terrina mettete l’uovo con lo zucchero, e lavoratelo con le fruste fino a che il composto non diventerà bello chiaro. Solo a questo punto unite la zucca frullata, che si sarà raffreddata nel frattempo. Amalgamate gli ingredienti (anche con a frusta elettrica a bassa frequenza) e poi iniziate ad aggiungere le farine, setacciandole.

Solo alla fine unite bicarbonato e cremor tartaro.

Date un’ultima mescolata alle vostre ciambelline alla zucca con farina integrale, poi prendete gli stampini per ciambelline e riempiteli senza arricare al bordo per evitare che crescano troppo in cottura.

Mettete le ciambelline alla zucca con farina integrale in forno già caldo a 180 e cuocetele per circa venti minuti. Come sempre, controllate bene con lo stecchino il grado di cottura.

Lasciate raffreddare prima di estrarle dagli stampini, e poi spolverate le ciambelline con zucchero a velo e servite.

Se amate come me la zucca nei dolci, provate anche la mia Pumpkin pie!

Plumcake alle mele, yogurt e noci

Plumcake alle mele, yogurt e noci

Finché ci sarà l’autunno, non avrò abbastanza mani, tele e colori per dipingere la bellezza che vedo.
(Van Gogh)

Autunno porta pomeriggi freddi, da passare al caldo del proprio divano, con una tazza fumante di té in una mano… e un buonissimo dolce alla mele dall’altra!
Non che sia obbligatorio, per carità – a me non capita mai di avere pomeriggi così in nessuna stagione che il buon Dio manda in terra, però la visione romantica dell’autunno chiama a sé prati di fogli in fiamme (come cantava Claudio Baglioni), finestre appena appannate e un bel dolce con la frutta di stagione. Come questo plumcake alle mele, yogurt e noci.

Oggi vi propongo un plumcake leggerissimo (se volete usare un dolcificante lo sarà ancora di più!) e rustico come da tradizione.
Sto provando da un po’ a non usare sempre farine super raffinate, e così vi propongo la versione con farina integrale – ma viene buono anche con la farina 00, non vi preoccupate!

Ingredienti:
135 gr di farina integrale (o farina 00)
50 gr di zucchero (anche di canna, basta che sia quello macinato fine)
1 mela media
2 uova
mezza bustina di lievito (sono circa 8 gr)
1 cucchiaino di cannella
30 gr olio
1 manciata di granella di noci
1 vasetto di yogurt alla vaniglia o naturale (quello da 125 gr., potete usare anche quello greco)

Procedimento:
Montate le uova e lo zucchero con l’olio fino a che il composto non diventa chiaro e spumoso. Ci vorranno almeno cinque minuti – potete usare le fruste elettriche o la planetaria.
Mentre le uova si montano, mettete in un’altra ciotola la farina, il lievito e la cannella, e mescolate bene gli ingredienti secchi tra loro.

Una volta che le uova si saranno ben montate, unite il vasetto di yogurt e mescolate piano per amalgamare il composto senza smontarlo.
Unite poi a poco a poco la farina setacciata. Fatela incorporare bene nell’impasto – io preferisco setacciarne tre cucchiai circa per volte e poi amalgamarla, così sono sicura di controllare bene che il tutto si è assorbito completamente.

A questo punto sbucciate la mela, togliete il torsolo e ricavate dei piccoli cubetti (circa tre quarti della mela). L’ultimo quarto lo usiamo per decorare.

Incorporate anche la mela, mescolando con una marisa molto dolcemente,e poi aggiungete anche le noci a granella.

Imburrate e infarinate un piccolo stampo da plumcake (io ho usato uno stampo usa e getta della Cuki lungo 20 cm), mettete l’impasto all’interno, livellate e decorate la superficie con le fettine di mela dell’ultimo quarto rimasto (non fatele affondare troppo, altrimenti non si vedrà più la decorazione). Infornate a 180 per 45/50 minuti.
Come sempre, controllate il vostro forno e la cottura, anche perchè molta dell’umidità della torta dipende dalla mela che userete. Può darsi che ci voglia qualcosa di più o di meno – in ogni caso, a circa 35 minuti controllate la cottura, e se vedete che il plumcake si sta scurendo in superficie ma è indietro di cottura, coprite la superficie con dell’alluminio.

Una volta cotto, lasciate raffreddare il vostro plumcake alle mele, yogurt e noci prima di toglierlo dallo stampo e spolverizzarlo con lo zucchero a velo.
Per altre idee autunnali con le noci, guardate questi buns alle mele e cannella vegan.

Pumpkin pie ovvero crostata alla crema di zucca

Pumpkin pie ovvero crostata alla crema di zucca

Se devo pensare a una caratteristica che mi richiama in mente l’autunno, è l’arancione. Il colore delle carote, dei primi mandarini, e soprattutto della zucca.
La zucca è la regina dell’autunno. Quando nei campi di fine estate in Maremma inizio a vederle spuntare in quantità, so che è arrivato il momento di fare le valigie, e mi prende un velo di malinconia….
La zucca per tanto è stata considerata un ortaggio povero – eppure chi ha più guardato come prima la zucca dopo che la fata turchina l’ha trasformata in una carrozza principesca per Cenerentola?

Per rendere omaggio al più dolce dei frutti dell’orto, oggi vi propongo una pumpkin pie, ovvero una crostata con crema di zucca, che ho arricchito con uno strato di amaretti che stanno benissimo con la zucca! Questa pumpkin pie è priva di lattosio, quindi adatta agli intolleranti a questo alimento, ed ha pochissimi grassi aggiunti.

Ed è facilissima!

Ingredienti:
per la frolla
220 gr farina 00
70 gr zucchero
60 gr di olio vegetale
1 punta di lievito per dolci
1 uovo
10 amaretti ridotti in polvere

Per la crema di zucca
400 gr di zucca (pulita)
50 ml di panna di soia zuccherata (io scelgo questa di Hoplà)
2 uova
80 gr zucchero cannella q.b.
Zenzero q.b.

Procedimento:
Preparate la frolla senza burro seguendo il procedimento che potete trovare qui.

Una volta che avrete steso la frolla nella teglia per crostate (una teglia da 22 cm è perfetta), frullate a polvere gli amaretti e adagiateli sulla superficie della crostata e mettete il tutto in frigo.
Nel frattempo preparate la crema di zucca: mondate e cuocete al vapore la zucca a pezzetti e poi frullatela con un mixer a immersione.
Fate intiepidire e poi con una frusta a mano incorporate le uova, lo zucchero e la panna, e un pizzico di sale.
Quando si sarà formata una crema omogenea, estraete la teglia dal frigorifero, e versate il composto con la zucca sopra lo strato di amaretti.

Infornate la crostata nel forno già caldo a 180 gradi per 45 minuti. Controllate dopo mezz’ora: nel caso scurisse troppo, copritela con un foglio di alluminio.

Con i residui di pasta frolla potete creare delle piccole decorazioni per la torta, oppure fare un bordo un po’ meno rustico del mio!

Pull-apart bread alla cannella

Pull-apart bread alla cannella

Pull-apart bread alla cannella – un nome magari un po’ difficile per un dolce soffice e goloso che difficile proprio non è!
E’ un semplicissimo lievitato dalla forma accattivante, e il nome all’apparenza complicato è in realtà l’epitome della convivialità anglosassone. Pull-apart significa qualcosa che si può staccare, ed infatti questo pane dolce lievitato si presta ad essere staccato senza il coltello. E’ formato da tantissimi strati, uno vicino all’altro, che creano un effetto molto particolare. Durante la cottura si uniscono appena, ma non così tanto da non permettere a ciascuno di staccarne un pezzo.

Ce ne sono diverse versioni, anche salate – oggi vi propongo una versione dolce e superclassica, con il ripieno di cannella che, oltre a dare al dolce un gusto meraviglioso, vi profumerà anche casa! E’ un gusto tipo del periodo autunnale e invernale, ma la cannella è una delle mie spezie preferite, e va bene comunque in ogni momento!

Se siete pronti, possiamo preparare insieme il pull-apart bread alla cannella!

Ingredienti:
190 gr farina 00
190 gr farina manitoba
7 gr lievito di birra secco
2 uova
80 ml latte
60 gr burro
60 gr zucchero
un pizzico di sale
acqua q.b.
1 cucchiaino cannella
30 gr burro
50 gr zucchero (io ho usato lo zucchero di cocco, ma va bene anche il demerara)

Procedimento:
Iniziamo a preparare il pull-apart bread alla cannella dall’impasto: in una planetaria mettete le farine, il lievito, lo zucchero e il sale. Azionate il gancio impastatore e mescolate.
In un pentolino (o nel microonde) scaldate il latte e poi scioglietevi il burro. Lasciate intiepidire.

Nel frattempo sbattete le uova a parte, e poi incorporatele alle farine. Quando saranno state assorbite, versate nell’impasto anche il composto di latte e burro e continuate a mescolare.
(Naturalmente questo procedimento si può anche fare a meno!)

A questo punto, iniziate a versare un po’ di acqua, per ammorbidire l’impasto. Io ho iniziato con un paio di cucchiai, e ho visto che erano più che sufficienti per rendere l’impasto più liscio e morbido. Può darsi che il vostro sia già abbastanza morbido (dipende dalla grandezza delle uova, tra l’altro).

Continuate ad impastare con l’impastatrice (o a mano) per una decina di minuti. Dopodiché mettetelo in un contenitore coperto dalla pellicola alimentare, e fatelo riposare in un luogo tiepido e asciutto (di solito il forno spento) per un paio di ore.

Trascorse le due ore, prendere nuovamente l’impasto, e con l’aiuto del mattarello stendetelo a forma rettangolare (più o meno dovrebbe avere le dimensioni di un 30x50cm). Eventualmente aiutatevi con un po’ di farina per evitare che si appiccichi troppo.

A questo punto, spennellate la superficie prima con il burro fuso, e poi spargete sopra uno strato di zucchero e cannella (io lo ho mischiati prima in un contenitore, così si sono amalgamati e hanno preso più sapore).

Tagliate poi dal rettangolo sei strisce di impasto di larghezza pressochè uguale, e mettetele le une sulle altre, fino a formare una piccola torre. Tagliate poi queste strisce in tanti quadrati (ancora sei), e adagiateli all’interno di uno stampo da plum cake foderato di carta forno, con il lato con la cannella verso di voi.

Coprite ancora con la pellicola alimentare, e fate lievitare per mezz’ora.

Infornate il vostro pull-apart bread alla cannella nel forno già caldo a 175° per circa 45 minuti. Trascorsi 30 minuti di cottura ho controllato e, siccome ho visto che la superficie iniziava a scurirsi troppo, l’ho coperta con l’alluminio per evitare che scurisse troppo.

Lasciate raffreddare e spolverate con lo zucchero a velo appena si sarà intiepidito. Il vostro pull-apart bread è pronto per accompagnarvi a colazione, o in qualsiasi momento dlela giornata!

Crostata alle mele con frangipane al basilico

Crostata alle mele con frangipane al basilico

Dove nascono le idee? Per esperienza, nei posti più disparati, mentre guardi fuori dal finestrino, tra le pagine delle riviste che sfogli dal parrucchiere. In ogni momento, insomma, in cui la mente riesce a fare spazio – tra pensieri, scadenze, problemi – a estro, fantasia e vitalità.
Non è facile. Però non è impossibile.

Questa ricetta è un po’ nata così, guardando qualche tempo fa ormai il programma “Che diavolo di pasticceria!”, con il maestro Knam. Nel tentare di risollevare le sorti della pasticceria disastrata di turno, Knam ha regalato una sua ricetta, che ha eseguito davanti alle telecamere. Ovviamente senza dare quantità di ingredienti e procedimento… non facile, eh?

Però la frangipane col basilico era un’idea accattivante, e dopo qualche tentativo, sono arrivata a questa ricetta, che quasi certamente è diversa da quella del Maestro, perché è senza burro. E’ anche facilissima da realizzare, e la crostata alle mele con frangipane al basilico diventerà ben presto una delle vostre crostate preferite. Siete pronti per prepararla insieme?

Ingredienti:
per la frolla
220 gr farina 00
70 gr zucchero semolato
60 gr olio vegetale
1 uovo

per la frangipane
190 gr latte
50 gr farina 00
120 gr farina di mandorle (o mandorle tritate finemente)
60 gr zucchero di canna
10 gr basilico
la punta di un cucchiaino di bicarbonato
30 gr olio
1/2 mele

Procedimento:

Iniziate preparando la crema frangipane. Mettete in una ciotola gli ingredienti secchi (farina, farina di mandorle, bicarbonato) e mescolateli tra loro. Se non avete la farina di mandorle, potete ricavarla frullando insieme le mandorle e lo zucchero di canna. Altrimenti frullate con lo zucchero il basilico.

Mettete insieme agli ingredienti secchi anche lo zucchero con il basilico, e aggiungete prima l’olio, e poi il latte, mescolando bene per amalgamare gli ingredienti ed evitare i grumi.
La vostra crema frangipane senza burro è pronta per essere usata!

Mentre preparate la frolla, mettete la frangipane in frigo, coperta dalla pellicola alimentare per evitare che la superficie si secchi.

La pasta frolla della vostra crostata alle mele con frangipane al basilico è pronta in un baleno e non richiede il riposo in frigo: in una ciotola capiente mettete l’uovo con lo zucchero. Mescolateli bene con l’aiuto di una forchetta.

Sempre mescolando bene mettete anche l’olio a filo, in modo che il composto diventi cremoso e lo zucchero inizi a sciogliersi.
A questo punto, iniziate a mettere la farina a poco a poco, mettendo farina nuova non appena la precedente si sarà assorbita. Continuate fino a che tutta la farina non si sarà assorbita, e il vostro impasto non sarà liscio e non appiccicoso. Vi assicuro che ci vogliono veramente cinque minuti!

Dopo di ché, stendete la frolla con un mattarello a un’altezza di circa 4 millimetri – potete aiutarvi stendendola sulla carta forno.
Adagiate quindi la frolla all’interno del vostro stampo per crostata (queste quantità sono adatte ad uno stampo di 26/28 cm di diametro), e bucherellate il fondo con i rebbi della forchetta.

Riempite poi la crostata con la crema frangipane, livellatela bene, e poi stendere uno strato di fettine di mele in copertura (io avevo una mela grande ed è bastata, se sono piccole ne avrete bisogno due).

Mettete la vostra crostata in forno già caldo a 180 gradi, e cuocetela per 35 minuti.

Una volta che la vostra crostata alle mele e frangipane al basilico sarà raffreddata, se volete potete spolverizzarla con lo zucchero a velo.

Budini di riso alla fiorentina

Budini di riso alla fiorentina

Non dite che non è vero, vi ho visti storcere il naso! Lo so che il budino di riso alla fiorentina non è probabilmente l’originale – o meglio, è una evoluzione di quello originale, che sarebbe nato a Siena ed era sicuramente fatto di solo riso, senza quella buonissima camiciola di frolla che conosciamo ai nostri giorni.
Adesso è diventato un must delle colazioni toscane, e non c’è pasticceria nella regione che non ne abbia la sua versione. In quel di Pistoia so che lo chiamano anche risottino, ma indipendentemente dal nome che gli si vuole dare, o dalla sua origine, i budini di riso alla fiorentina sono la versione che è arrivata ai nostri giorni, ed è quella che vi propongo oggi.

La ricetta prevede una frolla friabile e non gommosa, che deve fare da contrasto con il ripieno cremoso. Siccome il ripieno è già ricco di suo, ho preferito usare una frolla all’olio, molto più leggera, e molto friabile perchè non ho usato il lievito nell’impasto.

Di ricette ce ne sono tante, tante quante sono le famiglie toscane. Io vi lascio la mia versione un po’ alleggerita nei grassi animali, per dare un’occhiata al gusto e una alla linea. So che i puristi storceranno il naso un’altra volta, ma questi budini di riso alla fiorentina hanno conquistato davvero tutti!

Ingredienti per circa 10-12 budini:
Per la frolla
220 gr farina 00
70 gr zucchero semolato
60 gr olio vegetale
1 uovo

Per il ripieno:
150 gr riso (preferibilmente uno per minestre e non tiene tanto la cottura)
400 gr latte intero
100 gr zucchero semolato
50 gr butto
2 tuorli
1 pizzico di sale
cannella q.b.
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
zeste grattugiate di un limone bio

Procedimento:

Iniziate preparando il ripieno dei vostri budini di riso alla fiorentina, dal momento che la pasta frolla all’olio sarà subito pronta e non necessita di riposo in frigo.

In una casseruola mettete il latte, il riso e lo zucchero: mescolate bene e poi fate raggiungere il punto di ebollizione a fuoco basso. Appena prima del punto di ebollizione, mettete il burro a pezzetti e un pizzico di sale, oltre alle zeste del limone, alla vaniglia e alla cannella (giusto una spruzzata).
Cuocete il riso per il tempo necessario indicato nella sua confezione, di solito venti minuti, mescolando spesso per evitare che si attacchi alla pentola.

Una volta giunto a cottura, lasciate raffreddare un poco, e quando sarà ancora caldo ma non bollente, incorporate nei budini di riso alla fiorentina anche i tuorli, sempre mescolando bene per evitare grumi.

Mentre il riso si intiepidisce, preparate la frolla mettendo in una ciotola l’uovo, l’olio e lo zucchero. Mescolate poi con una forchetta per amalgamare bene, e successivamente iniziate ad aggiungere la farina poco per volta, sempre mescolando. L’impasto a mano a mano che metterete la farina diverrà più liscio e compatto, e quando non si attaccherà più alle mani sarà pronto.

Stendete la frolla a circa 4 mm di spessore e tagliatela a cerchi con l’aiuto di un coppapasta.
Io ho preso degli stampi per muffin per aiutarmi nella cottura, anche se la ricetta tradizionale vorrebbe i budini di riso alla fiorentina fatti con una forma ovale, come questa.

Imburrate e infarinate gli stampini, mettete la pasta frolla coppata in ogni stampino, e bucherellate il fondo con i rebbi della forchetta.
Mettete la crema di riso intiepidita in ogni stampino sopra lo strato di frolla, avendo cura di restare un po’ sotto al bordo, perchè cuocendo si gonfieranno leggermente.

Mettete quindi a cuocere in forno a 180 gradi per circa 25 minuti.

Quando saranno raffreddati, spolverateli di zucchero a velo.

Se cercate altri dolci della tradizione toscana, regione con cui sento finalità elettive che devo ancora ben esplorare, vi invito a leggere anche la mia versione del Castagnaccio profumato all’arancia.

Ciambella integrale alle nocciole e caffè

Ciambella integrale alle nocciole e caffè

Se la vista di cieli azzurri ti riempie di gioia, se le cose semplici della natura hanno un messaggio che tu comprendi, rallegrati, perché la tua anima è viva.”

Non ho nulla contro le torte moderne, anzi.
Sono decisamente belle, eleganti, stilose. Hanno gusti sorprendenti, accostamenti azzardati. Sono proprio la manifestazione dell’ingegno e della bravura del pasticcere.
Però non mi rappresentano un gran ché. A me piacciono i dolci semplici, che sanno di casa, e che mi ci riportano se sono via.

Per questo mi piace questa ciambella integrale alle nocciole e caffé; col caffè che si sente appena, e le nocciole che danno un profumo eccezionale all’impasto già in cottura. Più che un dolce è una coccola per l’anima.

La ciambella integrale alle nocciole e caffé è perfetta per la colazione, ma è così elegante e austera che non sfigura per niente a fine pranzo. E se avete quel certo languorino alle quattro del pomeriggio, vi farà un’ottima compagnia per merenda. Insomma, la compagna più dolce per tutta la giornata.

Ingredienti:
260 gr farina integrale (ma potete usare anche la 00)
160 gr zucchero (per un gusto più rustico potete usare lo zucchero di canna fine)
3 uova
80 gr di nocciole macinate finissime
10 gr lievito per dolci
1 tazzina di caffè
150 ml di olio vegetale
1 pizzico di sale
zucchero a velo per decorare

Procedimento:
Montate le uova con lo zucchero fino a che diventano belle chiare e spumose, e raddoppieranno quasi il loro volume.
Nel frattempo, tritate le nocciole nel mixer fino a raggiungere una consistenza quasi farinosa.

Una volta finito di montare le uova, aggiungete nella stessa ciotola le nocciole tritate, il caffè (che non deve essere bollente!! appena appena tiepido) e il sale. Mescolate ancora con le fruste in modo da amalgamare questi ingredienti al composto con le uova.

Unite poi – usando una spatola – la farina setacciata con il lievito (così crescerà bene perchè avrà preso molta aria) alternandola all’olio.

Imburrate e infarinate uno stampo per ciambella, e versatevi il composto.

Mettete in forno preriscaldato a 180 gradi e cuocete per circa 30 minuti. Mezz’ora dovrebbe bastare, ma comunque fate sempre la prova stecchino.

Una volta che si sarà raffreddata, spolveratela con zucchero a velo (oppure potete fare una glassa al caffè spolverata con polvere di nocciole… insomma, spazio alla fantasia!)

Se vi piacciono i dolci col caffé, provate anche questa Torta vegana al caffé all’acqua.