Castagnaccio toscano all’arancia

Castagnaccio toscano all’arancia

Il castagnaccio è come il ragù – ogni famiglia ha la sua versione, i suoi segreti, e guai a chi li mette in discussione. Le ricette tradizionali italiane sono la tipica espressione del campanilismo familiare caratteristico del nostro bellissimo Paese, che lo rende unico tra i tanti. La sua origine se la contendono diverse regioni, anche se a noi è arrivata la tradizione che lo vuole dolce toscano per eccellenza.

Oggi vi propongo la mia versione del castagnaccio toscano, che per inciso ho sempre detestato fino a quando non ho scoperto questa variante (che mi dicono essere più diffusa nella Garfagnana) un po’ più dolce, che unisce le note aromatiche del rosmarino all’arancia.
Il retrogusto di arancia e qualche cucchiaio di zucchero fanno perdere alla farina di castagne un po’ di quel retrogusto di cartoncino bagnato, che detestavo.

Il castagnaccio toscano all’arancia è un dolce vegano e senza glutine ante litteram, quindi adatto a tutti.

Queste quantità vanno bene per una teglia (che dovrebbe essere bassa) di circa 24 cm di diametro.

Ingredienti:
260 gr farina di castagne
250 ml di succo di arancia
100 ml acqua
60 gr uvetta
30 gr pinoli
30 ml olio extravergine di oliva
3 cucchiai zucchero di canna
1 rametto di rosmarino
Scorsa di un’arancia bio
1 pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare il castagnaccio toscano all’arancia mettendo l’uvetta in ammollo in acqua tiepida per una mezz’ora, in modo che si possa reidratare.

Mentre l’uvetta si reidrata, tostate leggermente i pinoli in una padella antiaderente sul fuoco basso. Non serve che siano bruni, è sufficiente che inizino a “sudare” leggermente, lasciando i loro oli (e tutto il loro profumo!). Fateli raffreddare.

Mettete la farina di castagne e un pizzico di sale in una terrina, mescolate poi iniziate ad aggiungere il succo di arancia. Con l’aiuto di una frusta a mano, iniziate ad amalgamare gli ingredienti.

Aggiungete poi anche l’acqua, a temperatura ambiante, e continuate a mescolare per evitare i grumi, fino a che non si formerà un impasto liscio e omogeneo.

Successivamente, unite all’impasto – sempre mescolando con la frusta – l’olio evo e lo zucchero (che è opzionale, potete anche ometterlo se vi piace un sapore più spinto di castagne).

Infine, incorporate una parte dell’uvetta, che avrete ben strizzato e asciugato, e due terzi dei pinoli, e infine la scorza di arancia. Se non la trovate, andrà bene dell’arancia candita, che dovete tagliare a pezzettini piccoli.

Versate il composto in una tortiera a cerniera, che avrete in precedenza spennellato con l’olio. Se volete, potete mettere alla base un foglio di carta forno, per aiutarvi nell’estrazione.

Spargete sulla superficie le uvette ed i pinoli rimasti, oltre al rosmarino, e qualche goccia di olio.

Infornate il vostro castagnaccio toscano all’arancia per circa 40 minuti in forno già caldo a 180 gradi. Saprete che è pronto quando inizierete a vedersi formare delle crepe sulla superficie.

Il castagnaccio toscano all’arancia è ancora meglio se servito dopo qualche ora dalla sua preparazione, perché avrà avuto tempo di assestarsi e di amalgamare tutti gli aromi.

se ti piace la farina di castagne, puoi provare anche questi divertenti Frollini segna glutine alla farina di castagne

Crostata alle mele con frangipane al basilico

Crostata alle mele con frangipane al basilico

Dove nascono le idee? Per esperienza, nei posti più disparati, mentre guardi fuori dal finestrino, tra le pagine delle riviste che sfogli dal parrucchiere. In ogni momento, insomma, in cui la mente riesce a fare spazio – tra pensieri, scadenze, problemi – a estro, fantasia e vitalità.
Non è facile. Però non è impossibile.

Questa ricetta è un po’ nata così, guardando qualche tempo fa ormai il programma “Che diavolo di pasticceria!”, con il maestro Knam. Nel tentare di risollevare le sorti della pasticceria disastrata di turno, Knam ha regalato una sua ricetta, che ha eseguito davanti alle telecamere. Ovviamente senza dare quantità di ingredienti e procedimento… non facile, eh?

Però la frangipane col basilico era un’idea accattivante, e dopo qualche tentativo, sono arrivata a questa ricetta, che quasi certamente è diversa da quella del Maestro, perché è senza burro. E’ anche facilissima da realizzare, e la crostata alle mele con frangipane al basilico diventerà ben presto una delle vostre crostate preferite. Siete pronti per prepararla insieme?

Ingredienti:
per la frolla
220 gr farina 00
70 gr zucchero semolato
60 gr olio vegetale
1 uovo

per la frangipane
190 gr latte
50 gr farina 00
120 gr farina di mandorle (o mandorle tritate finemente)
60 gr zucchero di canna
10 gr basilico
la punta di un cucchiaino di bicarbonato
30 gr olio
1/2 mele

Procedimento:

Iniziate preparando la crema frangipane. Mettete in una ciotola gli ingredienti secchi (farina, farina di mandorle, bicarbonato) e mescolateli tra loro. Se non avete la farina di mandorle, potete ricavarla frullando insieme le mandorle e lo zucchero di canna. Altrimenti frullate con lo zucchero il basilico.

Mettete insieme agli ingredienti secchi anche lo zucchero con il basilico, e aggiungete prima l’olio, e poi il latte, mescolando bene per amalgamare gli ingredienti ed evitare i grumi.
La vostra crema frangipane senza burro è pronta per essere usata!

Mentre preparate la frolla, mettete la frangipane in frigo, coperta dalla pellicola alimentare per evitare che la superficie si secchi.

La pasta frolla della vostra crostata alle mele con frangipane al basilico è pronta in un baleno e non richiede il riposo in frigo: in una ciotola capiente mettete l’uovo con lo zucchero. Mescolateli bene con l’aiuto di una forchetta.

Sempre mescolando bene mettete anche l’olio a filo, in modo che il composto diventi cremoso e lo zucchero inizi a sciogliersi.
A questo punto, iniziate a mettere la farina a poco a poco, mettendo farina nuova non appena la precedente si sarà assorbita. Continuate fino a che tutta la farina non si sarà assorbita, e il vostro impasto non sarà liscio e non appiccicoso. Vi assicuro che ci vogliono veramente cinque minuti!

Dopo di ché, stendete la frolla con un mattarello a un’altezza di circa 4 millimetri – potete aiutarvi stendendola sulla carta forno.
Adagiate quindi la frolla all’interno del vostro stampo per crostata (queste quantità sono adatte ad uno stampo di 26/28 cm di diametro), e bucherellate il fondo con i rebbi della forchetta.

Riempite poi la crostata con la crema frangipane, livellatela bene, e poi stendere uno strato di fettine di mele in copertura (io avevo una mela grande ed è bastata, se sono piccole ne avrete bisogno due).

Mettete la vostra crostata in forno già caldo a 180 gradi, e cuocetela per 35 minuti.

Una volta che la vostra crostata alle mele e frangipane al basilico sarà raffreddata, se volete potete spolverizzarla con lo zucchero a velo.

Ciambella alla zucca e ricotta

Ciambella alla zucca e ricotta

Con l’arrivo dell’autunno, i banchi dei fruttivendoli fioriscono di zucche di ogni tipo e forma. Le varietà di questo ortaggio sono tante, ed ognuna ha la sua caratterista, colore e sapore, che la rende più o meno adatta per le preparazioni più svariate in cucina.
E, badate bene, dico ortaggio (in grassetto!) perchè la zucca è un ortaggio, e più precisamente un ortaggio a frutto. Però qualcuno dà alle zucche del frutto, qualcun altro della verdura, e onestamente non so se le zucche si offendano oppure no, come quando mi danno della signorina senza usare il titolo di studio, perchè si sa che le donne sono signore o signorine, e dottoresse solo hanno la targhetta… avvocato poi, forse non le hanno ancora inventate…

Polemiche a parte, la zucca è uno degli ortaggi che rende tantissimo anche nei dolci, e per questo vi propongo oggi una ciambella alla zucca e ricotta, senza burro, e facilissima da preparare.
Potete, se volete, arricchirla anche con delle gocce di cioccolato fondente e, se usate la varietà butternut, sta bene anche della granella di nocciole o mandorle tostate.
Oppure lasciatela anche così, la dolcezza della zucca vi stupirà piacevolmente!

Ingredienti:
200 gr farina 00
250 gr zucca al vapore
250 gr ricotta vaccina
150 gr zucchero semolato
50 gr amaretti sbriciolati
16 gr lievito per dolci
1 pizzico di cannella
1 pizzico di sale
50 ml olio vegetale
2 uova medie

Procedimento:

Dopo aver lavato e sbucciato la zucca, mettetela a cuocere nella vaporiera (oppure lessatela) fino a che non sarà completamente morbida. Frullatela e mettetela da parte a raffreddare.

Nel frattempo, montate le uova con lo zucchero fino a che non saranno diventate belle chiare e spumose. A questo punto, aggiungete la ricotta e incorporatela nelle uova (usate le fruste elettriche, ma alla velocità minima). Aggiungete poi in successione la zucca frullata, e l’olio, e continuate a mescolare con le fruste.

Successivamente iniziate ad incorporare a poco a poco la farina setacciata con il lievito (così l’impasto crescerà benissimo), poi gli amaretti sbriciolati finissimi, la cannella e il sale.

L’impasto dovrà diventare liscio e morbido.

A questo punto, prendete uno stampo da ciambella (ma potete usare anche una tortiera normale) che avrete imburrato e infarinato (potete usare anche la carta forno), e infornate la ciambella alla zucca e ricotta a forno statico già caldo a 180 gradi per 35/40 minuti.
Il tempo di cottura dipende dall’acquosità della vostra zucca, quindi controllate sempre con lo stecchino prima di sfornare, e se c’è bisogno non abbiate paura di lasciarla un po’ di più in forno.
Se doveste vedere che la superficie scurisce, per evitare la bruciatura lasciando continuare la cottura dovrete coprirla con dell’alluminio.

Una volta raffreddata, potete spolverizzarla con lo zucchero a velo, o coprirla con una ganache di cioccolato, o con della granella di nocciole.

Budini di riso alla fiorentina

Budini di riso alla fiorentina

Non dite che non è vero, vi ho visti storcere il naso! Lo so che il budino di riso alla fiorentina non è probabilmente l’originale – o meglio, è una evoluzione di quello originale, che sarebbe nato a Siena ed era sicuramente fatto di solo riso, senza quella buonissima camiciola di frolla che conosciamo ai nostri giorni.
Adesso è diventato un must delle colazioni toscane, e non c’è pasticceria nella regione che non ne abbia la sua versione. In quel di Pistoia so che lo chiamano anche risottino, ma indipendentemente dal nome che gli si vuole dare, o dalla sua origine, i budini di riso alla fiorentina sono la versione che è arrivata ai nostri giorni, ed è quella che vi propongo oggi.

La ricetta prevede una frolla friabile e non gommosa, che deve fare da contrasto con il ripieno cremoso. Siccome il ripieno è già ricco di suo, ho preferito usare una frolla all’olio, molto più leggera, e molto friabile perchè non ho usato il lievito nell’impasto.

Di ricette ce ne sono tante, tante quante sono le famiglie toscane. Io vi lascio la mia versione un po’ alleggerita nei grassi animali, per dare un’occhiata al gusto e una alla linea. So che i puristi storceranno il naso un’altra volta, ma questi budini di riso alla fiorentina hanno conquistato davvero tutti!

Ingredienti per circa 10-12 budini:
Per la frolla
220 gr farina 00
70 gr zucchero semolato
60 gr olio vegetale
1 uovo

Per il ripieno:
150 gr riso (preferibilmente uno per minestre e non tiene tanto la cottura)
400 gr latte intero
100 gr zucchero semolato
50 gr butto
2 tuorli
1 pizzico di sale
cannella q.b.
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
zeste grattugiate di un limone bio

Procedimento:

Iniziate preparando il ripieno dei vostri budini di riso alla fiorentina, dal momento che la pasta frolla all’olio sarà subito pronta e non necessita di riposo in frigo.

In una casseruola mettete il latte, il riso e lo zucchero: mescolate bene e poi fate raggiungere il punto di ebollizione a fuoco basso. Appena prima del punto di ebollizione, mettete il burro a pezzetti e un pizzico di sale, oltre alle zeste del limone, alla vaniglia e alla cannella (giusto una spruzzata).
Cuocete il riso per il tempo necessario indicato nella sua confezione, di solito venti minuti, mescolando spesso per evitare che si attacchi alla pentola.

Una volta giunto a cottura, lasciate raffreddare un poco, e quando sarà ancora caldo ma non bollente, incorporate nei budini di riso alla fiorentina anche i tuorli, sempre mescolando bene per evitare grumi.

Mentre il riso si intiepidisce, preparate la frolla mettendo in una ciotola l’uovo, l’olio e lo zucchero. Mescolate poi con una forchetta per amalgamare bene, e successivamente iniziate ad aggiungere la farina poco per volta, sempre mescolando. L’impasto a mano a mano che metterete la farina diverrà più liscio e compatto, e quando non si attaccherà più alle mani sarà pronto.

Stendete la frolla a circa 4 mm di spessore e tagliatela a cerchi con l’aiuto di un coppapasta.
Io ho preso degli stampi per muffin per aiutarmi nella cottura, anche se la ricetta tradizionale vorrebbe i budini di riso alla fiorentina fatti con una forma ovale, come questa.

Imburrate e infarinate gli stampini, mettete la pasta frolla coppata in ogni stampino, e bucherellate il fondo con i rebbi della forchetta.
Mettete la crema di riso intiepidita in ogni stampino sopra lo strato di frolla, avendo cura di restare un po’ sotto al bordo, perchè cuocendo si gonfieranno leggermente.

Mettete quindi a cuocere in forno a 180 gradi per circa 25 minuti.

Quando saranno raffreddati, spolverateli di zucchero a velo.

Se cercate altri dolci della tradizione toscana, regione con cui sento finalità elettive che devo ancora ben esplorare, vi invito a leggere anche la mia versione del Castagnaccio profumato all’arancia.

Ciambella integrale alle nocciole e caffè

Ciambella integrale alle nocciole e caffè

“Se la vista di cieli azzurri ti riempie di gioia, se le cose semplici della natura hanno un messaggio che tu comprendi, rallegrati, perché la tua anima è viva.”

Non ho nulla contro le torte moderne, anzi.
Sono decisamente belle, eleganti, stilose. Hanno gusti sorprendenti, accostamenti azzardati. Sono proprio la manifestazione dell’ingegno e della bravura del pasticcere.
Però non mi rappresentano un gran ché. A me piacciono i dolci semplici, che sanno di casa, e che mi ci riportano se sono via.

Per questo mi piace questa ciambella integrale alle nocciole e caffé; col caffè che si sente appena, e le nocciole che danno un profumo eccezionale all’impasto già in cottura. Più che un dolce è una coccola per l’anima.

La ciambella integrale alle nocciole e caffé è perfetta per la colazione, ma è così elegante e austera che non sfigura per niente a fine pranzo. E se avete quel certo languorino alle quattro del pomeriggio, vi farà un’ottima compagnia per merenda. Insomma, la compagna più dolce per tutta la giornata.

Ingredienti:
260 gr farina integrale (ma potete usare anche la 00)
160 gr zucchero (per un gusto più rustico potete usare lo zucchero di canna fine)
3 uova
80 gr di nocciole macinate finissime
10 gr lievito per dolci
1 tazzina di caffè
150 ml di olio vegetale
1 pizzico di sale
zucchero a velo per decorare

Procedimento:
Montate le uova con lo zucchero fino a che diventano belle chiare e spumose, e raddoppieranno quasi il loro volume.
Nel frattempo, tritate le nocciole nel mixer fino a raggiungere una consistenza quasi farinosa.

Una volta finito di montare le uova, aggiungete nella stessa ciotola le nocciole tritate, il caffè (che non deve essere bollente!! appena appena tiepido) e il sale. Mescolate ancora con le fruste in modo da amalgamare questi ingredienti al composto con le uova.

Unite poi – usando una spatola – la farina setacciata con il lievito (così crescerà bene perchè avrà preso molta aria) alternandola all’olio.

Imburrate e infarinate uno stampo per ciambella, e versatevi il composto.

Mettete in forno preriscaldato a 180 gradi e cuocete per circa 30 minuti. Mezz’ora dovrebbe bastare, ma comunque fate sempre la prova stecchino.

Una volta che si sarà raffreddata, spolveratela con zucchero a velo (oppure potete fare una glassa al caffè spolverata con polvere di nocciole… insomma, spazio alla fantasia!)

Se vi piacciono i dolci col caffé, provate anche questa Torta vegana al caffé all’acqua.

Ciambellone all’acqua al limone e lavanda

Ciambellone all’acqua al limone e lavanda

La lavanda è una pianta già nota ai Romani, che la utilizzavano nei bagni termali, a loro così cari. Era anche utilizzata, per il suo profumo, in profumeria. Forse vi stupirà, ma già da allora se ne conoscevano anche le proprietà terapeutiche, tanto che veniva spesso utilizzata nei decotti per i capelli e la pelle.

… e vogliamo essere noi meno dei nostri antenati Romani?
La lavanda è della famiglia di rosmarino, origano, basilico, melissa, maggiorana, salvia, timo e menta, tra le altre. Tutti volti noti in cucina, insomma. Una curiosità è che il fiore per l’erboristeria, e quindi anche per cucinare, lo si coglie ad inizio fioritura, mentre quello destinato ai prodotti cosmetici lo si coglie nel periodo di massima fioritura. Quindi, non usate per cucinare la lavanda che trovate nei sacchetti per profumare i cassetti, perché non va bene!

Quella del ciambellone all’acqua al limone e lavanda è una ricetta facilissima; la sua leggerezza la rende perfetta per la colazione di tutti i giorni, o per ogni momento della giornata. E’ inoltre priva di lattosio, e quindi adatta anche agli amici intolleranti. Provatela, e diventerete anche voi dei seguaci della lavanda nei dolci, credetemi!

Ingredienti:
250 gr farina 00
3 uova
160 gr zucchero
Le zeste di un limone bio
1 bustina di vanillina
16 gr lievito vanigliato per dolci
130 ml di acqua a temperatura ambiente
130 ml di olio vegetale (io uso quello di riso ma qualsiasi olio di semi va bene, basta che abbia un sapore non marcato)

Procedimento:
Dividete i tuorli dagli albumi, e montate questi ultimi a neve ben ferma con un paio di cucchiai di zucchero che avrete tolto dal totale.
Montate in un’altra ciotola i tuorli con lo zucchero restante fino a che il composto non risulterà bello chiaro e spumoso. Aggiungete poi l’acqua e l’olio a filo, e continuate a montare (a velocità ridotta però). Unite anche le zeste del limone e la vanillina.

A questo punto potete iniziare a introdurre poco per volta nel composto con i tuorli la farina, che avrete setacciato in precedenza (continuate a usare la frusta elettrica, se volete, ma a velocità bassa) e poi il lievito.

Infine, incorporate gli albumi delicatamente, usando una spatola, avendo cura di non smontarli.

Trasferite l’impasto in uno stampo a ciambella imburrato e infarinato (oppure potete usare lo spray) e cuocete nel forno già caldo a 180 gradi per 35 minuti circa. Controllate sempre la cottura con lo stecchino.

Lasciate raffreddare il ciambellone all’acqua al limone e lavanda prima di toglierlo dallo stampo.

Se ti piace la lavanda nei dolci, puoi provare anche la Cheesecake alla lavanda e mirtilli.

Swirl buns alla cannella

Swirl buns alla cannella

I lievitati sono sempre un piccolo miracolo. Siano pane , pizza, brioche o altri dolci in generale, ogni volta mi lascio stupire dal lavoro del lievito, che piano piano gonfia, cresce, respira. Vive.

Ogni volta lascio che il lievito mi sorprenda, e spero impaziente che scorra il suo tempo per scoprire la sua magia. Posso averlo visto cento volte, ma la centounesima sarà sempre uguale.

Così succederà anche a voi con questi swirl buns alla cannella, che riempiranno la vostra casa di dolcezza, un profumo che sa di casa.

Ingredienti:
370 gr farina 00
55 gr zucchero
50 gr burro a pomata
1 bustina lievito di birra
60 ml acqua calda
60 ml latte
1 uovo

50 gr burro fuso
1 cucchiaio colmo di zucchero a velo
1 cucchiaino di cannella in polvere

Procedimento:

Iniziate sciogliendo il lievito in acqua calda, mescolando bene. In una ciotola mettete poi lo zucchero, 170 gr di farina tolto dal totale, il latte, l’uovo, il burro e il lievito sciolto nell’acqua. Impastate quindi a mano (o con la planetaria) fino a che l’impasto non diventa liscio.
A questo punto, aggiungete a poco a poco la restante farina. Spostate l’impasto sul tavolo da lavoro, e impastate ancora un poi fino a che tutta la farina non si sia assorbita. L’impasto sarà liscio e non si attaccherà alle mani.
Ponetelo quindi in una ciotola, copritela con la pellicola alimentare e un canovaccio, e fate lievitare in un luogo tiepido fino a che non si sarà raddoppiato in volume. In genere, ci vogliono un passo di ore.

Riprendete poi l’impasto, e stendetelo con il mattarello a forma rettangolare, abbastanza sottile.

Spennellate a questo punto la superficie con il burro fuso, mescolato con lo zucchero a velo e la cannella, lasciamo libero il bordo di circa 1 cm. Piegate poi l’impasto in tre, come si fa con le lettere, tenendo all’interno il ripieno, e ripassatelo con il mattarello, in modo che si appiattisca ancora un po’.

Tagliate per il lato corto delle strisce di impasto di circa 2 cm di spessore, e arrotolatele aiutandovi con le dita.

Mettete ciascuno degli swirl buns alla cannella su una teglia coperta di carta forno, coprite anch’essa con la pellicola alimentare, e fate lievitare ancora 30 minuti.

Scaldate il forno a 180 gradi, e poi mettete a cuocere gli swirl buns alla cannella per venti minuti. Se volete, potete spolverarli di zucchero, o granella di nocciole, come ho fatto io.

Gustate i vostri swirl buns appena tiepidi, quando il ripieno è ancora morbido.

Se ti interessano i buns vegani, dai un’occhiata qui.

Torta di rose con crema al limone

Torta di rose con crema al limone

Non c’è posto al mondo che io ami più della mia cucina. Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tanti strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.

Sono passata dalla cameretta alla cucina, senza “vivere” gli altri ambienti della casa. Come tutte le adolescenti di questo mondo, mi sentivo veramente “a casa” solo nella mia cameretta, dove ho letto, studiato, sognato, suonato, vissuto l’adolescenza e il passaggio all’età adulta. Poi, quando ho avuto la “mia” casa, ho ricominciato a vivere. In cucina.

A volte mi rendo conto di stare in cucina tutto il tempo anche senza dover per forza cucinare. E’ diventato un po’ il mio mondo, in cui cucino sì, ma anche leggo, parlo al telefono, guardo la tv, stiro, mangio, faccio ginnastica… in questi minuscoli metri quadrati ho ricostruito un altro mondo, che profuma sempre di qualcosa di buono. Spesso di molto buono, come quando preparo la torta di rose con crema al limone. Originaria del Trentino, ma ormai diffusissima, è una torta di pan brioche da farcire con tutto quanto si desidera: nutella, confettura, crema pasticcera… Oggi vi lascio la versione con una leggerissima crema di limone, in versione vegan perchè senza uova né burro. Questa crema pasticcera la potrete utilizzare per qualsiasi cosa voi desideriate, quindi segnatevi la ricetta che non si sa mai!

Ingredienti:
Per il lievitino
15 gr lievito di birra
50 gr acqua tiepida
30 gr farina 00
1 cucchiaio di zucchero

Per l’impasto
250 gr farina 00
250 gr farina manitoba
200 ml latte tiepido
80 gr zucchero
120 gr olio vegetale
1 uovo

Procedimento:
Preparate il lievitino mescolando bene tutti gli ingredienti in una ciotola con l’aiuto di una forchetta. Coprite con la pellicola alimentare, e mettete a riposare mezz’ora in un luogo sl riparo da correnti ( di solito lo lascio nel forno spento, senza lucina).

Dopo mezz’ora versate il lievitino maturato in una ciotola più grande, e aggiungete il latte lo zucchero, l’olio eun uovo. Mescolate con l’aiuto di una frusta a mano, ma molto leggermente (non serve montare).
A questo punto, aggiungete un po’ alla volta le farin, mescolando e impastando con le mani (se la avete, usate la planetaria, a velocità bassa).
Lavorate la pasta fino a che non sarà diventata liscia e morbida.
Ora mettetela a lievitare fino al raddoppio (ci virranno un paio d’ore) in una ciotola pulita, coperta dalla pellicola alimentare e da un panno.

Trascorso questo periodo, lavorate l’impasto e stendetelo con il mattarello a forma rettangolare.

A questo punto, potete stendere uno strato di marmellata, Nutella… oppure della mia crema vegan al limone, che preparerete con
250 ml latte
60 gr zucchero
La scorza di un limone
Mezzo cucchiaino di essenza di vaniglia
30 gr di maizena

Mettete a scaldare il latte con la scorza del limone (non grattugiata) fino al punto prima del bollore. In un’altra ciotola, mescolate insieme gli ingredienti secchi.
Quando il latte arriva ad ebollizione, togliete la scorza e versate il latte nella ciotola degli ingredienti secchi, mescolando continuamente con la frusta a mano.
Rimettete poi sul fuoco il composto, e a fuoco lento cuocete la crema fino a che non inizia ad addensare. A questo punto toglietela dal fuoco, e fatela raffreddare coperta dalla pellicola alimentare, che deve toccare la superficie della crema. Usatela fredda.

Arrotolate poi il rettangolo e tagliatelo in pezzetti uguali. Disponeteli uno a fianco all’altro in una teglia foderata di carta forno. Fate lievitare ancora 30 minuti, coperto con la pellicola.

Trascorsa la mezz’ora, mettete in forno caldo a 180 gradi la teglia, per circa 40/45 minuti.

Spolverate con zucchero a velo, se volete, prima di servire la vostra torta di rose con crema al limone.

Baci di dama alle nocciole

Baci di dama alle nocciole

“Dammi mille baci, poi cento,
poi ancora mille, poi di nuovo cento,
poi senza smettere altri mille, poi cento;
poi, quando ce ne saremo dati molte migliaia,
li confonderemo anzi no, per non sapere (il loro numero)
e perché nessun malvagio ci possa guardare male,
sapendo che ci siamo dati tanti baci.”

I baci di dama sono i biscottini più dolci e romantici della pasticceria italiana. Il nome è già tutto un programma, ma anche quando li si assaggia, non si può che rimanere inebriati dalla loro bontà e dolcezza.
La loro storia inizia in Piemonte ormai un paio di secoli fa, e più precisamente a Tortona. Una leggenda (perché finisce sempre così coi grandi classici, che la storia finisce per mescolarsi con il mito) che dura fino ai giorni nostri, dice che furono inventati da un cuoco di casa Savoia (come tutto ciò che è piemontese).
Probabilmente nacquero molto prima, e originariamente venivano usate le nocciole nell’impasto, che sono una specialità di questa regione.

Ho voluto tornare alle origini, e oggi vi propongo i baci di dama in versione “nocciolata” (niente vieta di assaggiare anche la versione con le mandorle, e la trovate qui) e soprattutto nella loro alternativa con/senza glutine.

Ingredienti:
250 gr farina senza glutine Nutrifree (per la versione col glutine potete usare la stessa quantità di farina 00)
120 gr farina di Nocciole (io avevo delle nocciole tostate intere e le ho frullate nel mixer per ridurle a farina con un cucchiaio di zucchero tolto dal totale)
150 gr di burro a pomata
1 uovo
120 gr zucchero
70 gr cioccolato gianduia

Procedimento:
Mettete in una ciotola (o nella planetaria) il burro con lo zucchero, e iniziate a montarlo fino a che non avrà raggiunto una consistenza spumosa. a questo punto incorporate l’uovo, facendolo assorbire per bene, e successivamente iniziate a mescolare a bassa velocità anche la farina senza glutine (che io setaccio comunque sempre, perchè l’umidità la fa spesso agglomerare) e poi la farina di nocciole.
Mescolate per qualche minuto, fino a che non si formerà un impasto morbido ma consistente.
A questo punto, trasferite l’impasto su un piano di lavoro cosparso di farina (senza glutine per chi prepara per persone intolleranti, altrimenti 00) e lavorate a mano per pochi minuti (non troppi, altrimenti l’impasto di scalda eccessivamente) e formate un panetto, che coprirete con la pellicola alimentare e metterete a riposare in frigo per almeno 90 minuti.

Trascorsi i 90 minuti riprendere il vostri impasto, e ricavatene nelle piccole palline di impasto, che metterete su una teglia coperta di carta forno.
Rimettete di nuovo la teglia (io ne ho fatte due con queste quantità) in frigorifero per un’altra ora.

Scaldate il forno a 180 gradi, e cuocete ciascuna teglia togliendola direttamente dal frigorifero per circa 20 minuti. mentre una teglia cuoce, lasciate l’altra in frigo.

Fate raffreddare le palline, e nel frattempo preparate il cioccolato per unire i biscottini sciogliendo il cioccolato a bagnomaria (oppure potete farlo sciogliere al microonde, azionandolo per pochi secondi per volta e mescolandolo spesso, così non si brucia). Mettete un po’ di cioccolato tra un biscottino e l’altro, e fate asciugare su una gratella prima di gustare i baci di dama alle nocciole.

Mini crostate con ricotta e pinoli

Mini crostate con ricotta e pinoli

Quest’anno l’equinozio d’autunno (astronomico) non cadrà il 21 settembre, come convenzionalmente siamo abituati a pensare, ma il 23 settembre, e precisamente alle 9.50 del mattino. Questo perché (attenzione! Siamo al momento Albero Angela) l’anno solare non è proprio uguale a quello del calendario, dura 0,25 giorni in più. Inoltre, non sempre l’equinozio si verifica sempre allo stesso giorno perché l’equinozio vero è quando il sole incrocia il piano dell’equatore perpendicolarmente. Visto che l’asse di rotazione della Terra non è diritto ma inclinato, questo fenomeno non accade sempre nello stesso giorno e ora tutti gli anni.

Il prossimo equinozio che cadrà il 21 settembre dovrebbe essere nel 2092, e non credo che sarò qui a raccontarvelo!

Sempre per guardare le cose in prospettiva, dai nostri amici che vivono nel sud del mondo sta arrivando la primavera, e anche se un po’ li invidio, ho anche voglia di copertine e té caldo.

La proposta che vi lascio oggi è un passepartout, con ingredienti che troviamo tutto l’anno, giusto per non sbagliare. Sono le mini crostate con ricotta e pinoli, eleganti e raffinate con un gusto delicatissimo. E semplicissime da realizzare. Questa versione è completamente senza burro, e se avete l’accortezza di usare una ricotta delattosata, può essere adatta anche per chi è intollerante al lattosio.

Ingredienti:
per la frolla
220 gr farina 00
70 gr zucchero semolato
60 gr olio di riso (o altro olio vegetale di vostra scelta)
1 uovo

per la crema di ricotta e pinoli
400 gr ricotta vaccina (se avete problemi col lattosio provate questa)
100 gr zucchero a velo
1 tuorlo di un uovo grande
100 gr pinoli tostati

zucchero a velo per decorare

Procedimento:

Iniziate a preparare le vostre mini crostate con ricotta e pinoli tostando leggermente i pinoli in una piccola padella antiaderente.
Mentre i pinoli raffreddano, iniziate a preparare la frolla all’olio mettendo in una ciotola lo zucchero e l’uovo. Mescolateli bene con l’aiuto di una frusta a mano, in modo che lo zucchero inizi a sciogliersi nell’uovo. Aggiungete poi anche l’olio e continuare a mescolare con la frusta fino a che il composto non risulterà omogeneo.
A questo punto, iniziate a incorporare la farina poco per volta, mettendone di nuovo appena la precedente sarà stata assorbita dal composto con l’uovo. La vostra frolla sarà pronta quando l’impasto sarà omogeneo e non si appiccicherà più alle dita.
Stendete la frolla con il mattarello a circa 3 mm di spessore, e tagliatela con l’aiuto di una formina tonda, un bicchiere, o di un coppapasta. Il diametro dipende dalla dimensione dei vostri stampini. Io ho usato la teglia per i muffin, quindi ho misurato il diametro della forma dei muffin e poi ho tagliato la frolla di conseguenza.
Imburrate e infarinate gli stampi (o copriteli con la carta forno), mettete la frolla in ogni stampino e bucherellate il fondo della pasta in modo che non gonfi in cottura.

Preparate poi la crema di ricotta delle nostre mini crostate con ricotta e pinoli mettendo in una ciotola capiente la ricotta, lo zucchero a velo e il tuorlo, e mescolate bene con la frusta a mano, in modo che si formi una crema liscia e omogenea. aggiungete poi solo alla fine i pinoli e mescolateli delicatamente, tenendone un po’ per la decorazione finale.

Adesso mettete il ripieno di ricotta in ciascun guscio di frolla, facendo attenzione a rimanere un po’ sotto il bordo (la ricotta gonfia un po’ durante la cottura).
Mettete qualche pinolo sulla superficie per decorazione e informate a forno già caldo a 180 gradi statico per 15 minuti. Controllate comunque già a 10 minuti che la superficie si stia dorando, ma non bruci.

Lasciate raffreddare le mini crostate con ricotta e pinoli, sformatele e spolveratele di zucchero a velo.

La crema di ricotta può essere aromatizzata anche con un cucchiaino di rum o marsala, per un gusto un po’ più deciso.