Crostata vegana con crema al caffè e cosa ho imparato da Veganuary

Crostata vegana con crema al caffè e cosa ho imparato da Veganuary

Gennaio, mese dei nuovi inizi, dei (buoni) propositi. Mese che saluta la pausa natalizia, stressante come ogni anno, ma quest’anno più di ogni anno, tra tamponi, quarantene, conta dei positivi e i negativi che si sentono accerchiati come l’ultimo rinoceronte bianco in mezzo a un gruppo di bracconieri armati.

Gennaio è anche il mese di Veganuary, scelto non a caso perchè, tra i buoni propositi, spesso c’è anche quello di cambiare totalmente vita. E come non catalogare la scelta vegana tra quelle che la vita non solo te la cambiano, ma te la stravolgono?
Quindi un mese, uno soltanto, si puo’ provare a mettersi alla prova, a cambiare davvero, prima di tutto, prospettiva sulle cose di ogni giorno, come mangiare. Attività primordiale e principale. Il motore dei nostri muscoli, del nostro cervello, del nostro tutto.

E adesso a noi. Perchè ho deciso per un mese intero di proporre solo (visto che questo blog è nato proprio così) dolci vegani?
(Per inciso, non solo li ho fatti, li ho anche mangiati, e con viva e vibrante soddisfazione, come diceva Crozza imitando il Presidente Napolitano!)

Perchè amo le sfide, prima di tutto. Ripensare all’ordinario facendolo diventare stra-ordinario, e non senza qualche insuccesso e disastro (che fa parte del processo di apprendimento).
Perchè probabilmente il veganesimo imperfetto diventerà sempre più preponderante, perchè il sistema alimentare attuale non so se reggerà ancora a lungo.
Perchè, comunque, i dolci vegani che mi sono riusciti (e pure quelli usciti inguardabili) sono buoni.

Difficoltà? Moltissime. Addensare un impasto senza uova spesso è una traggedia (con due g), sostituire lo zucchero con altri dolcificanti non mi è sempre riuscito, e – che sia chiaro a tutti – da solo lo yogurt di soia non lo mangerei mai perchè sa obiettivamente di cartone.

Però. L’ho fatto. Mi sono messa alla prova.
Questa è la mia ultima creazione, la Crostata vegana con crema al caffè (vegana pure lei, naturalmente). La ricetta della frolla vegan più buona, dopo una serie di tentativi, è quella del Maestro Montersino. Per la crema al caffè, ho modificato leggermente la crema pasticcera all’arancia che ho postato su Instagram ma non qui (aveva suscitato così poco interesse che non mi era perso il caso riproporla).
Fatela, vi assicuro che non ve ne pentirete. A parte che è obiettivamente buona, ma è facile, più di quanto non pensiate. La potete realizzare con del caffè amaro della moka, ma anche con il Nescafé , che segue anche pratiche di raccolta sostenibili.

Ingredienti (per una tortiera da 20 cm):
250 g farina (potete usare la 0 o anch eil farro, la 00 se non ne avete altre va bene comunque)
80 g zucchero di canna (o semolato)
60 g acqua
60 g olio di semi
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
mezzo cucchiaino di lievito
1 pizzico sale

per la crema
500 g latte di mandorla
40 g maizena
3 cucchiaini caffè solubile (per la ricetta col caffè della moka leggete la preparazione sotto)
90 g zucchero semolato o di canna
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Preparazione:
Iniziamo a preparare la Crostata vegana con crema al caffè dalla crema.
In un pentolino mettete la maizena con un pochino di latte di mandorla. Non ne serve tanto, solo per sciogliere l’amido di mais ed evitare i grumi. Aggiungete anche l’estratto di vaniglia (o i semi di mezzo baccello) e mescolate.
Unite poi il restante latte, i tre cucchiaini di caffè solubile e lo zucchero e mescolate molto bene.

Se avete il caffè, mettete 100 ml di caffè della moka e togliete 100 ml dalla quantità di latte di mandorla.

Mettete sul fuoco il pentolino e portate il tutto a bollore a fiamma medio bassa. Quando raggiunge il bollore fate cuocere per un paio di minuti al massimo, abbassando la fiamma al minimo. Divrebbe rimanere una crema densa ma non troppo.
A questo punto, togliete il pentolino dal fuoco, coprite la crema con un po’ di pellicola per evitare che si formi la crosticina sulla superficie e fate raffreddare.

Nel frattempo preparate la frolla vegana, mettendo in una ciotola lo zucchero e l’acqua. Mescolate con una forchetta per fare sciogliere lo zucchero, poi unite l’olio e miscelate nuovamente. Infine, unite a poco a poco la farina setacciata con il lievito, e quando si sarà formato un panetto che non appiccica più, copritelo con la pellicola e mettetelo a riposare in frigo per mezz’ora.

Trascorso questo periodo, riprendete la frolla dal frigorifero, dividetela in due parti e con l’aiuto del matterello stendetela a formare un cerchio delle dimensioni della teglia (di solito metto più impasto per il sotto, così posso ben coprire anche i lati.
Ungete e infarinate la teglia (potete usare anche gli spray non stick, ce ne sono alcuni in commercio che sono vegani, come questo che uso io di Fratelli Rebecchi. Preciso che è #noadv, li compro tutti!).

Prendete la frolla stesa più grande, e mettetela sul fondo della teglia. Bucherellate il fondo con i rebbi della forchetta.
Riprendete la vostra crema al caffè, e disponetela all’interno della frolla stesa uniformandola.
Coprite poi il tutto con il secondo disco di frolla, e abbiate cura di sigillare i bordi.
Per essere sicura, con i ritagli di pasta frolla rimasti, ho ricavato tante striscioline con l’aiuto della rotella taglia ravioli, e li ho posti tutti intorno al bordo della crostata.

Fate un forellino al centro della torta, se volete mettete della granella di nocciole sulla superficie (io l’ho fatto per decorazione e perchè sono buone, ma sono opzionali, potete usare anche le mandorle o niente). Mettete quindi la Crostata vegana con crema al caffè in forno già caldo a 180 gradi e cuocete per circa 35/40 minuti.

Il mio nuovo forno è Speedy Gonzales e l’ho dovuta tirare fuori alla mezz’ora perchè si stava bruciacchiando ai lati, voi ovviamente regolatevi e estraete la torta dal forno quando inizia a dorare in superficie. In generale 35/40 minuti è la cottura che copre tutti i tipi di forno.

Quando si sarà raffreddata toglietela dalla vostra teglia e spolverate la superficie di zucchero a velo.

Se bon vi piace il caffè, che ne dite di questa Crostata vegana alle mele?

Crostata all’uva e la vendemmia cittadina

Crostata all’uva e la vendemmia cittadina

Contro il muro arancio, a mezzo sole e mezza ombra, il filare. E’ lui, non mi posso sbagliare.
Passa il traffico alle mie spalle, ma lui sta là, dritto e dignitoso. Si fa guardare.
E’ sinuoso, nodoso, orfano in mezzo a un cespuglio di fragole tardive. Gli fa ombra un albero di cachi, che si stanno preparando alla stagione. Piccole sfere verdi che si molleggiano nell’aria di settembre.

Se chiudo gli occhi rivedo i dolci pendii di Maremma, punteggiati da piccole e rade case, e lunghe file di cipressi che con una mano sorreggono il cielo, e con l’altra vegliano sui viali di ingresso. E contano il tempo, che dall’estate che corre rallenta, e passeggia verso l’autunno.

E’ un attimo, un clacson, e torno nell’orto in città. Stretto tra alti muri, la natura si disciplina e cresce, e resiste. E’ il mio personale almanacco.
Adesso i pochi grappoli si gonfiano e splendono al raro sole che si insinua tra un condominio e un garage, mentre ai loro piedi sorridono timide le prime zucche.
Anche se si respirano gli ultimi caldi, il mattino sussurra già l’autunno.

La crostata all’uva è semplicissima, e per non perdere le buone abitudini è anche senza burro. Volendo, potete preparare la crema pasticcera anche senza lattosio, usando del buon latte di mandorla (non zuccherato). Tempo fa avevo preparato una versione senza glutine (che potete trovare qui), oggi invece vi propongo la sua versione passe partout, nel senso che va bene per tutte le stagioni, poichè all’uva potete sostituire la frutta di stagione che preferite.
L’ho decorata con chicchi a casaccio, e penso che sia la soluzione migliore quando non si riescono a trovare (come è stato il mio caso questa volta!) chicchi grandi più o meno tutti uguali. Siccome i semini mi impicciano, ho usato una (peraltro ottima) uva da tavola senza semi, ma voi ovviamente scegliete quella che preferite.

Ingredienti (per una crostata da 24 cm):
per la frolla all’olio:
220 g farina 00
70 g zucchero semolato
60 g olio di semi
1 uovo
una punta di cucchiaino di bicarbonato
1 bustina di vanillina
uva da tavola a scelta

per la crema pasticcera:
350 ml latte parzialmente scremato (o di mandorle per la versione senza lattosio)
2 tuorli d’uovo
60 g zucchero semolato
35 g farina di riso
la scorza grattugiata di mezzo limone

per la gelatina:
150 ml di acqua
1 cucchiaio di fecola
2 cucchiai di zucchero

Preparazione:
Iniziamo a preparare la Crostata all’uva preparando la frolla all’olio.
In una ciotola rompete un uovo, e aggiungete lo zucchero e l’olio. Emulsionate bene con l’aiuto di una forchetta.
Iniziate ad incorporare la farina due cucchiai per volta. In questo modo, siccome ogni uovo e ogni farina è differente, vi potete regolare in modo da ottenere un impasto liscio e non appiccicoso.

A metà della farina inserite anche la vanillina e il bicarbonato, e poi continuate ad impastare con le mani, appena non appiccica più.

Stendete la frolla all’olio subito (non serve farla riposare in frigo) con l’aiuto di un matterello e della carta forno. Lo spessore deve essere all’incirca 4 mm (io vado a occhio).
Mettetela in uno stampo per crostata imburrato e infarinato e cuocete per circa 20/25 minuti in forno già caldo a 180 gradi, utilizzando il metodo di cottura “in bianco”, cioè senza crema. Per evitare che gonfi dovete stendere sulla torta della carta forno, e riempitela poi con le apposite sfere per la cottura in bianco (si trovano anche su Amazon), oppure io uso anche dei borlotti secchi (che ovviamente non mangerò mai!).

Mentre cuoce la vostra frolla potete preparare la crema pasticcera.
Prendete il latte (eventualmente di mandorla) e scaldatelo senza arrivare al bollore.

In un’altra ciotola mescolate con le fruste i tuorli con lo zucchero, fino a che che non schiariscono un poco. Aggiungete poi la farina di riso e continuate a mescolare con la frusta per evitare i grumi.
Poi versate sopra le uova il latte caldo, mescolate molto bene con la frusta, e per ultime aggiungete le zeste.

Rimettete il tutto nel pentolino dove avevate scaldato il latte, e cuocete per qualche minuto. La crea deve prendere il bollore così si inspessirà. Appena arriverà alla consistenza desiderata, toglietela dal fuoco, copritela con della pellicola (deve toccare la superficie della crema per evitare che si formi quella antipatica pellicola) e fatela raffreddare a temperatura ambiente.

Riprendete quindi la vostra crostata, riempitela quasi fino all’orlo di crema pasticcera ormai freddata, e poi coprite la superficie con degli acini di uva ben lavati e asciugati.

Potete assaggiarla già così, ma siccome volevo dare l’idea di una crostata di pasticceria, ho fatto anche la gelatina da spennellare: ho messo l’acqua in un pentolino con lo zucchero e la fecola (potete anche mette il succo di mezzo limone, se la volete aromatizzare), e mescolate con una frusta a mano.
Accendete il fuoco dolce e attendete che inizi ad addensarsi.
Spegnete quando avrà raggiunto la consistenza desiderata (un po’ gelatinosa).
Attendete che si sia raffreddata prima di stenderla sulla crostata all’uva con un pennello da cucina.

Fate riposare la crostata all’uva in frigo un’ora.

Crostata al cacao e menta

Crostata al cacao e menta

Uno dei ricordi estivi della mia infanzia sono le bibitone improvvisate dei lunghi e caldi pomeriggi di luglio con i famosi Sciroppi Fabbri. A casa Myownsweet andavano tanto l’orzata e la menta.

Quel colore verde cristallino simil smeraldo, brillante sotto il sole di luglio, sanciva ufficialmente l’inizio dell’estate. Ormai gli sciroppi sono presenti tutto l’anno, e ci mancherebbe. Ma quando le temperature si alzano, mi viene voglia di prendermi cinque minuti a sorseggiare la mia menta con tranquillità. Cinque minuti di ascensore del tempo verso la fine degli anni Settanta.

Ma lo sciroppo, nello specifico alla menta, serve anche per aromatizzare un sacco di cose, non solo l’acqua! Tempo fa avevo fatto dei deliziosi biscotti frollini alla menta con un ripieno di cioccolato bianco e menta. Ho ripreso lo stesso ripieno per farcire una classicissima crostata al cacao.

Realizzare questa crostata scenografica è abbastanza semplice, e non richiede una gran manualità. Se non ci credete… guardate qui!

Ingredienti:
per la frolla
200 g di farina 00
100 g di burro morbido
45 g di cacao
50 g di zucchero
qualche cucchiaio di latte

Per la crema
170 g cioccolato bianco
120 g panna liquida
50 g latte
45 g sciroppo di menta
25 g zucchero
2 tuorli

Preparazione:
Iniziate a preparare la crostata al cacao e menta con i lguscio di frolla: in una ciotola mettete la farina, il cacao e lo zucchero, e mescolateli tra loro. Aggiungete il burro morbido e iniziate ad impastare. Probabilmente l’impasto sarà sbricioloso, quindi aggiunget eil latte un cucchiaio per volta, fino a che l’impasto non si sarà compattato.
Mettetelo quindi in frigo per mezz’ora coperto dalla pellicola.

Riprendete l’impasto dopo mezz’ora, stendetelo con l’aiuto di un mattarello sulla carta forno a circa mezzo centimetro o poco meno, e poi mettetelo nella teglia. Io ho usato quella rettangolare, potete usare una teglia tonda da 22 cm.

Bucate il fondo della frolla e cuocetela in bianco con le sfere di cottura (se non le avete vanno bene anche i fagioli secchi) appoggiate sopra un foglio di carta forno. Il forno deve essere già caldo a 180 gradi, e la frolla si cuocerà in una ventina di minuti (forno ventilato).

Se vi avanza dell’impasto (e credo di sì) potete realizzare dei biscottini per decorare la crostata. Io ho fatto delle piccole sfere di due misure, vanno bene cuoricini, stelline.. quel che volete! Cuociono in una decina di minuti.

Sfornate la frolla e fatela raffreddare.

Nel frattempo preparate la crema della vostra crostata al cacao e menta.

In una ciotola sbattete con le fruste a mano lo zucchero con i tuorli, poi aggiungete la panna e poi il latte.

Versate il tutto in un pentolino e mettetelo sul fuoco medio basso, e fate scaldare. Non deve bollire, ma deve scaldarsi molto bene per cuocere le uova. Mentre di scalda spezzettate il cioccolato bianco, e quando raggiunge la temperatura tuffate il ciccolato nella crema di uona e zicchero e scioglietelo molto bene.

Per ultimo unite lo sciroppo, e mescolate ancora bene. Fate raffreddare la crema soperta da una pellicola per evitare che si formi la pellicolina così antipatica.

Quando si è raffreddata, versatela nel guscio della crostata ormai freddo.
Mettete la crostata nel frigo a rapprendere per almeno sei ore, meglio tutta la notte.

Prima di servire decorate con i vostri biscottini, e qualche fogliolina di menta fresca.

Crostatine di frutta fresca

Crostatine di frutta fresca

Ho una certa predilezione per le crostate di frutta fresca. Credo di poter dire che siano le mie torte preferite, tanto che le ho volute anche come torta nuziale. Con grande disappunto dello chef del ristorante,che avrebbe voluto una torta pannosa a cento piani. Ma io no, volevo la crostata di frutta.

Credo che in parte la ragione sia che per me la vera crostata di frutta è quella fatta con la frutta primaverile – fragole, frutti rossi, magari qualche kiwi, ciliegie se non costano una fortuna… Insomma, il mio personale quadro di primavera! Essendo anche nata in questa stagione, è un po’ come la torta celebrativa del mi ocompleanno. In effetti, queste crostatine di frutta fresca senza glutine le ho preparate per il mio compleanno e anche per la festa della mamma, che di solito cadono a pochissimi giorni di distanza.

La base di queste crostatine di frutta fresca è la mia consueta frolla senza glutine alla farina di riso, che trovare anche qui. La ricetta è supercollaudata ma è anche burrosa quel che basta, e quindi per alleggerire un po’ la ricetta ho preparato una crema pasticcera senza uova e senza burro, al profumo di limone. Il limone si sposa benissimo con la frutta di stagione, e il fatto che non ci sia nemmeno un grammo di burro rende questa crema pasticcera perfetta per chi ha qualche problema di intolleranze (o di linea!). Si può anche preparare con il latte vegetale, quindi in questa variante va bene anche per chi segue un’alimentazione vegana. Insomma, un passepartout che vi consiglio di segnare!

Ingredienti:
per la frolla
250 gr di farina di riso
75 gr di burro molto molto morbido
100 gr di zucchero smeolato
mezzo cucchiaino di bicarbonato (o una punta di lievito per dolci)
1 uovo a temperatura ambiente
1 bustina di vanillina

per la crema pasticcera
250 ml di latte (anche di mandorla, eventualmente)
35 g zucchero semolato
15 g amido di mais
10 g olio (io di riso)
la scorza di un limone (quindi deve essere bio!!)
qualche goccia di estratto di vaniglia

Procedimento:
Iniziate a preparare le crostatine di frutta fresca dalla crema pasticcera, visto che dovrà freddare un po’ prima di essere usata.
Mettete in un pentolino il latte con lo zucchero, mescolate leggermente e poi aggiungete l’amido di mais, l’olio, la vaniglia e la scorza del limone. Per la scorza, lasciatela a pezzetti grandi così non farete fatica poi a eliminarli. E ricordate di non usare la parte bianca, che è anche la parte amara!

Accendete il fuoco a fiamma medio bassa e portate lentamente ad ebollizione il composto, mecsolando con una piccola frusta a mano, in modo che potrere sciogliere gli eventuali grumi. Quando la crema pasticcera inizierà ad addensarsi, togliete il pentolino dal fuoco, eliminate la scorza del limone e mettete i lpentolino da parte, coperto con dlela pellicola. La pellicola dele toccare la superficie della crema, così non si formerà quella fastidiosissima pellicina. Fate raffreddare.

Nel frattempo, preparate la vostra frolla. Ammorbidite molto il burro. Potete usare il microonde o a bagnomaria, ma l’importante è che non si sciolga completamente. Deve essere però tanto morbido.

Lasciatelo riprendere la temperatura ambiente (ci vorrà qualche minuto) e intanto mettete in una ciotola la farina di riso col bicarbonato e la vanillina, e mescolate.

Aggiungete al burro lo zucchero, e mescolate per bene fino a che i due ingredienti non si saranno ben incorporati.

A questo punto iniziate ad incorporare i secchi (la farina di riso con la vanillina e il bicarbonato), mescolando prima con una forchetta, e poi quando l’impasto inizierà ad avere una qualche consistenza, continuate ad impastare con le mani. Vedrete che si formerà un impasto abbastanza morbido.

Prendete l’impasto e stendetelo col mattarello sul piano di lavoro tra due fogli di carta forno leggermente spolverati di farina di riso. Se volete fare una crostata media, potete usare una teglia fino a un massimo di 22 cm di diametro, altrimenti potete anche fare tanti piccoli cestini di frutta tagliando (con un coppapasta o un bicchiere) dei cerchi da inserire nei pirottini dei muffin, o nella teglia dei muffin. Io avevo queste mini teglie in cartoncino alimentare per forno che ho usato per realizzare delle mini crostatine.

Mettete poi l’impasto una decina di minuti in frigo a compattarsi mentre si scalda il forno a 180 gradi (statico).

Riprendete le vostre crostatine (o la teglia con la crostata), bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e cuocete in forno a temperatura per circa 20 minuti. Quando sono leggermente dorate togliete dal forno, e fate raffreddare a temperatura ambiente.

Una volta freddate, riempite il guscio con la crema pasticcera (che nel frattempo si sarà freddata e compattata) e coprite con la frutta fresca che più preferite.

A me non piace la gelatina e quindi non ce la metto, ma volendo potete anche coprire la frutta con della gelatina così non scurirà e si conserverà meglio (specie se non mangiate le crostatine subito). Basta sciogliere in un pentolino con 100 g di acqua 45 g di zucchero sempolato e poi aggiungere un cucchiaino di maizena che avrete sciolto in circa 50 g di acqua (a parte). Portate ad ebollizione, bollite qualche minuto mescolando sempre. Aggiungete alla fine qualche goccia di limone. Fate intiepdire prima di utilizzarla.

Crostata vegana alle mele

Crostata vegana alle mele

Quante ricette di torte di mele ci sono? Nessuno credo si sia ancora preso la briga di contarle, ma sono sicura che il numero eccederebbe facilmente il migliaio, ma forse anche di più. Forse per la diffusione del frutto, sta di fatto che non c’è credo un paese che non abbia almeno una ricetta tradizionale di torta di mele, a cui poi si aggiungono le variazioni, le nuove ricette, quelle di famiglia…
Ecco, il punto è questo. La torta di mele E’ innegabilmente la torta di famiglia. Non c’è nulla che dia più il senso della casa di una torta di mele che cuoce nel forno!
Dovrebbero inventare un profumatore per la casa alla torta di mele. Andrebbe a ruba!

Oggi vi propongo l’ennesima ricetta, ma sono sicura che piacerà molto anche agli alternativi, a quelli che non vogliono mangiare nemmeno un uovo – o, peggio, non possono. La crostata vegana alle mele è di una semplicità assoluta, e a parte l’impasto, che presenta qualche piccola particolarità, per il resto è davvero semplicissima e superbuona.
Nell’impasto ho messo un po’ di farina di mandorle, che insieme alle mele sta che è una meraviglia, e da’ un aroma al tutto che è davvero impagabile! Se non avete fatto mai un dolce vegano.. bè, questo è l’ideale per incominciare! La prepariamo insieme?

Ingredienti (per uno stampo da 20/22 cm):
190 gr farina 00 (se non avete le mandorle, vanno bene 200 gr di farina 00)
10 gr farina di mandorle
60 gr zucchero
70 gr olio vegetale
la punta di un cucchiaino di lievito
latte di mandorle (7/8 cucchiai, dipende dalla farina)
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
2/3 cucchiai di marmellata di albicocche
1 mela
il succo di mezzo limone

Procedimento:
Iniziamo a preparare la crostata vegana alle mele partendo dall’impasto. Versate in una ciotola la farina, lo zucchero e il lievito, e mescolate. Poi aggiungere l’olio e l’estratto di vaniglia, e con una forchetta amalgamateli al resto degli ingredienti.
A questo punto, aggiungete un paio di cucchiai di latte di mandorla, e iniziate a incorporarli nell’impasto, impastando con le mani. Andate avanti a due a due, fino a che il panetto avrà raggiunto una consistenza morbida. Infine, avvolgete l’impasto nella pellicola alimentare e fatelo riposare in frigo per almeno un’ora.

Riprendete l’impasto, e con molta cura (la frolla vegana è molto più friabile di quella normale) stendetelo con l’aiuto di un metterello sulla carta forno, e poi adaguatelo nella teglia da crostata (io uso uno staccante alimentare, ma potete anche ungerla con olio e poi spolverizzarla con la farina). Bucherellateil fondo e rimettetela un attimo in frigo mentre preparate le fettine di mela.

Lavate bene la mela, togliete il torsolo, tagliatela in quarti e poi ciascun quarto in fettine abbastanza sottili. Mettetele in una ciotola con il succo di mezzo limone e mescolate bene (così non anneriscono!).
Riprendete la froplla dal frigo e finite di completare la crostata vegana alle mele.

Stendete dapprima un sottile strato di marmellata sul fondo della crostata (che avrete bucherellato leggermente). Poi, sullo strato di marmellata disponete le fettine di mela a raggiera, leggermente sovrapponendole le une alle altre, di modo che non si veda il fondo con lo strato di marmellata. Dopo il primo cerchio, realizzate nelo stesso modo anche il secondo.
A me non piaceva che si vedesse il buco in mezzo, quindi ho tagliato a metà qualche acino d’uva, l’ho privato dei semini e l’ho messo al centro e qua e là sulla crostata.

Prendete il succo del lomone avanzato dalla ciotola delle fettine di mela, allungatevi un cucchiaio di marmellata di albicocche e poi spargetelo sopra le mele.

Mettete la cristata vegana alle mele in forno già caldo a 180 gradi per circa 40 minuti.
Controllate comunque sempre la cottura, ogni forno è cosa a sé – deve in ogni caso essere leggermente dorata.

Se volete altre idee con le mele, potete guardare la Crostata alle mele e mandorle, oppure che ne dite di un bello Strudel alle mele e nocciole?

Crostata di frolla alle nocciole e crema di zucca

Crostata di frolla alle nocciole e crema di zucca

Cenerentola. La mia fiaba preferita. Ma chi non l’ha amata?
I topini, la serata magica, la scarpetta di cristallo, e la zucca che si trasforma in una splendida carrozza. Per anni ho sperato nella fiaba, ovviamente e come tutte noi rovinate dal film di Walt Disney. Ma la zucca era e la zucca è rimasta.
E si è trasformata in una crostata di frolla alle nocciole e crema di zucca, che viene dritta dritta (con le dovute modifiche) dalla tradizione nordamericana, dove la zucca è ormai da tempo immemore la protagonista dei dolci d’autunno.
Certo, la versione americana sappiamo che è terribilmente pannosa, burrosa e chi più ne ha più ne metta. Ho cercato, per salvaguardare bilancia e fegato, di alleggerirla un po’, sostituendo il burro nella frolla con l’olio, e la panna della crema con la ricotta. Il risultato è una crostata piena di gusto, ma con meno calorie.
Inoltre è semplice da realizzare, e piacerà a tutti.

Ingredienti:
per la frolla alle nocciole
170 gr farina 00
50 gr farina di nocciole
60 gr olio vegetale
70 gr zucchero
1 uovo medio

per la crema di zucca
400 gr di zucca già cotta (e mondata)
200 gr ricotta magra
140 gr zucchero
2 uova medie
Cannella a piacere
2 cucchiai di maizena
Qualche goccia di aroma di arancia (o scorza di una arancia bio)

Preparazione:
Lavate e mondate la zucca, poi tagliatela a pezzettini e cuocetela al vapore fino a che non si sarà ammorbidita.
A questo punto, frullatela in modo che raggiunga la consistenza di una crema. Poi mettetela da parte a intiepidire.

Nel frattempo, potete cominciare a preparare la frolla alle nocciole senza burro, mettendo in una ciotola l’uovo, l’olio e lo zucchero. Mescolate brevemente con una forchetta e poi incorporate la farina di nocciole, sempre mescolandola con una forchetta. A questo punto, mettete la farina 00 poco per volta, avendo cura di inserire la quantità successiva dopo che la precedente si sarà ben incorporata nel composto.
Queste quantità vanno bene per stampi da 22 a 24 cm di diametro.
Nel mio caso, ho usato non un classico stampo da crostata, ma una teglia con fondo amovibile da 22 cm di diametro, e ho creato un bordo più alto in modo da avere uno strato di crema per fetta un po’ più alto (e più goloso!!).

Quindi, ho steso l’impasto con il matterello a uno spessore di circa mezzo centimetro o poco meno, ho foderato la teglia con carta forno, e poi dalla frolla stesa ho ricavato sia il cerchio di base (ho preso la misura con il fondo della teglia) che ho posizionato sul fondo della teglia, che due strisce di circa 2 cm di altezza, che ho steso su tutto il perimetro della teglia facendole ben aderire alla base. Ho bucherellato la base con i rebbi della forchetta, ed ho messo la teglia in frigorifero mentre stendevo nuovamente la pasta residua per ricavare le foglioline della decorazione. La decorazione non è obbligatoria, se volete potete farne anche dei biscottini (che saranno buonissimi, basterà cuocerli in forno a 180 gradi per una decina di minuti).

Nel frattempo, la zucca frullata si sarà intiepidita, e quindi potete riprenderla, prenderne un paio di cucchiai da mettere in una ciotola, per stemperarvi dentro i due cucchiai di maizena. Quando la maizena si sarà ben incorporata (senza grumi) aggiungete anche la ricotta, e mescolatela con l’aiuto di una frusta a mano.
Successivamente, inserite anche le uova, poi lo zucchero, l’aroma di arancia (o le zeste), la cannella (a vostro piacere – io ne ho messo mezzo cucchiaino), e per ultima la purea di zucca residua, sempre mescolando bene.

Ora riprendete il guscio della vostra crostata di frolla alle nocciole e crema di zucca e riempitela con la crema di zucca che avete appena preparato. Picchiate leggermente il fondo della teglia per far assestare il ripieno, e ponetela in forno già caldo a 180 gradi a cuocere per circa 50 minuti. La crema deve essere ben rassodata e il guscio ben cotto.

Per un’altra versione (con panna) della Pumpkin pie, guardate qui.

Crostata sbriciolata al grano saraceno e mele

Crostata sbriciolata al grano saraceno e mele

Se devo incoronare l’ingrediente di questa prima parte dell’anno, è sicuramente il grano saraceno, che ha campeggiato in tante delle mie ricette senza glutine, e oggi anche in questa crostata sbriciolata al grano saraceno e mele. Potrete pensare che una torta di mele sia prettamente un gusto autunnale, ma in realtà – diciamocelo – la torta con le mele va bene tutto l’anno.
Nulla riconcilia più di una cucina che profuma di torta di mele!

La ricetta che vi propongo oggi è facilissima, e la frolla al grano saraceno è senza burro, quindi leggerissima e adatta per tante preparazioni.

E’ anche finita nella lista delle ricette svuota dispensa, perchè mi è servita a terminare delle confezioni già aperte di frutta secca (questa volta i pinoli che avevo in parte usato per il Castagnaccio) e di marmellata (io ho usato quella di scosciamonache che avevo comprato la scorsa estate in Maremma, ma vanno bene anche altre).

Invece delle solite losanghe, questa volta ho provato a creare un “effetto streusel“, che non mi è dispiaciuto per niente. La torta resta croccante ma con un ripieno morbido, e se avete bisogno di una dolce coccola, senza troppi sensi di colpa, direi che potete benissimo provare questa deliziosa crostata sbriciolata al grano saraceno e mele.
Vi lascio le quantità per una piccola teglia da crostata da 20 cm.
Ovviamente, per teglie più grandi, raddoppiate le dosi.

Ingredienti:
100 gr farina di grano saraceno
80 gr di mix di farine senza glutine per dolci – se non avete problemi va bene la farina 00
50 gr di zucchero (preferibilmente di canna o di cocco)
1 bustina di vanillina o un cucchiaino scarso di estratto di vaniglia
1 uovo medio a temperatura ambiente
60 gr di olio di semi
acqua q.b. (dipende dalla grandezza dell’uovo, potrebbe non servire)

per il ripieno
2 mele
25 gr dicra di frutta secca (pinoli, noci, nocciole o mandorle, a scelta)
1 cucchiaino di burro (opzionale, potete sostituirlo con l’olio, ma col burro è un’altra cosa…)
1 cucchiaio colmo di zucchero
2 cucchiai di acqua
cannella a piacere
marmellata (di albicocche, o pesche o prugne)

Procedimento:

Nella planetaria, o in una ciotola ampia, miscelate le farine, lo zucchero, la vanillina (o l’estratto di vaniglia), e poi aggiungete l’olio e l’uovo.
Iniziate a impastare, cercando di amalgamare gli ingredienti. Se l’impast odovesse essere troppo asciutto, aggiungete un cucchiaino di acqua alla volta, per controllare l’idratazione.
Purtroppo le farine senza glutine assorbono molto i liquidi, e non è infrequente rischiare di trovarsi con un impasto troppo secco, oppure talmente bagnato da non riuscire a staccarlo dalle mani!

Una volta che avrete ottenuto un impasto omogeneo, mettetelo a riposare in frigorifero per almeno mezz’ora, ma preferibilmente un’ora, compattato in un panetto ricoperto dalla pellicola alimentare.

Nel frattempo potete preparare il ripieno di mela: sbucciate le mele e tagliatele a dadini. Mettete le mele in una pentola antiaderente, insieme con zucchero, burro (o olio) e lo zucchero. Fate cuocere le mele per una decina di minuti, fino a che non si saranno un po’ ammorbidite, e poi poco prima di spegnere mettete la frutta secca a scelta (io ho messo due manciate di pinoli, ma potete usare la stessa quantità di noci tritate grossolanamente o altra frutta secca) e un po’ di cannella secondo il vostro gusto. Mescolate bene, spegnete il fuoco e fate intiepidire.

Riprendete la frolla al grano saraceno, e stendetela a un’altezza di circa mezoz centimetro, aiutamdovi col mattarello, possibilmente sopra un foglio di carta forno. Mettete la base della crostata sbriciolata al grano saraceno all’interno della teglia per crostate, che avrete ben unto e infarinato (oppure lasciatela sulla carta forno, se la teglia lo permette), e bucherellate il fondo con i rebbi della forchetta.
Stendete sul fondo uno strato sottile di marmellata a scelta, purchè non abbia un sapore eccessivamente pronunciato, e poi mettete sopra le mele che nel frattempo si saranno intiepidite.

Mettete sopra ancora una manciata di frutta secca simile a quella che avete messo all’interno del ripieno.
Prendete poi parte della frolla che vi sarà avanzata, e sbriciolatela con le dita sopra le mele, fino a soprire ttta la superficie. Mettete altri pezzettini di frutta secca, se ve ne restano, e informate la crostata sbriciolata al grano saraceno e mele nel forno caldo a 180 gradi per 25 minuti. Poi coprite la crostata con dell’alluminio, e fate cuocere ancora per 10/15 minuti.

Fate raffreddare prima di estrarla dalla tortiera, e se vi va potete anche servirla con una spolverata di zucchero a velo.

Crostata alla ricotta e alchermes

Crostata alla ricotta e alchermes

Per tantissimi anni ho trascorso le mie estati in Maremma, eppure giuro che la crostata rosa, conosciuta anche come crostata alla ricotta e alchermes, non l’avevo mai provata.

Complice forse il fatto che di dolci tipicamente maremmani non ce ne sono tanti, e sempre che sia veramente provata la sua origine maremmana. Ma tant’è, così me l’hanno venduta e così ve la racconto! La sua origine toscana è certamente tradita dall’uso dell’alchermes, un liquore dolce tipico di tante preparaizoni di questa regione. Pensate solo alle peschine di Prato (sono sulla mia lista, le farò presto!), alla sontuosa zuppa inglese, alla torta diplomatica… quindi può benissimo essere che la crstata alla ricotta e alchermes sia maremmana – bè, Toscana senz’altro!

Questa versione è senza glutine, ma è un attimo alleggerirla con un guscio di frolla all’olio.

La versione tradizionale usa la ricotta di pecora, ma io non l’avevo. Quindi ho optato per quella di mucca, ma vi assicuro che il sapore ha convinto tutti! Queste quantità sono per una tortiera da 20 cm.

Ingredienti:
per la frolla potete guardare ingredienti e procedimento
qui per la versione senza glutine
qui per la versione con il glutine ma senza burro

per il ripieno
250 gr di ricotta di pecora o vaccina
2 cucchiai colmi di alchermes
1 cucchiaio di zucchero (io l’ho omesso perchè non mi piace molto dolce)

Procedimento:
Preparate la frolla seguendo ciacsuno dei procedimenti indicati nei link sopra.

Una volta che avrete preparato la frolla, e l’avrete messa nella tortiera, mettete la tortiera nel frigo e nel frattempo fate sgocciolare l’acqua della ricotta in eccesso. Poi mettetela in una ciotola e mescolatela con i ducchiai di alchermes (ed eventualmente il cuchciaio di zucchero) aiutandovi con una frusta a mano, in modo che diventi molto cremosa ma consistente. Assumerà anche il tipico colore rosato che è così bello!

Riprendete il guscio di frolla e riempitelo con la crema alla ricotta e alchermes, cercando per quanto possibile di livellarla per bene.

Con la pasta che avanza, stendetela e ricavatene le strisce da usare per realizzare le losanghe tipiche della crostata. Potete naturalmente optare per un disegno diverso, l’importante è che sia sufficientemente “contenitivo”, così la ricotta potrà addensarsi in cottura.

Mettete quindi la torta ancora in frigo mentre portate il forno alla temperatura di 180 gradi.
Raggiunta la temperatura, infornate la vostra crstata alla ricotta e alchermes e fatela cuocere per circa 35 minuti, facendo attenzione a che i bordi non scuriscano troppo.
Sformate la vostra crostata alla ricotta e alchermes solo quando si sarà raffreddata.

Crostata di grano saraceno alla marmellata

Crostata di grano saraceno alla marmellata

In questo periodo così difficile, non è semplice trovare la motivazione per guardare avanti, verso un futuro così incerto.
Eppure, come dice la protagonista al termine del film “Caterina va in città” (se non lo avete mai visto, guardatelo, è un pugno nello stomaco dato con un sorriso) Al contrario dei pesci che coi loro occhi guardano di lato e delle mosche che guardano dappertutto, noi umani possiamo solo guardare avanti.
Quindi guarderemo avanti, anche se abbiamo paura che alla fine non andrà proprio tutto bene.

Non è nemmeno semplice guardare avanti con la voglia di sperimentare. Ma cerco di stare ben dentro a questa realtà anche attraverso la cucina, che è il mio piccolo rifugio minimo. Stranamente in questo periodo non ho voglia di grandi opere – cerco di mantenere i piedi in terra con ricette semplici, rustiche, adatte a tutti.
Oggi vi lascio una ricetta semplice, la crostata di grano saraceno alla marmellata. Per un dolce da credenza così semplice, avevo tentato di fare una decorazione un po’ complessa, fallita miseramente. Però dai, come si dice… conta il pensiero!

Ingredienti:
200 gr farina di grano saraceno
60 gr di maizena
100 gr zucchero
90 ml olio di semi
1 uovo (grande, se possibile)
la scorza di mezzo limone bio
4 gr lievito per dolci senza glutine
un pizzico di sale
confettura a vostra scelta

Procedimento:
Per una teglia di circa 22 cm (può arrivare fino a 24 cm).
Iniziate a preparare la crostata di grano saraceno mettendo insieme in un contenitore tutti gli ingredienti secchi, cioè la farina di grano saraceno, la maizena e il lievito, e mescolate.

Mettete poi in una ciotola abbastanza capiente l’uovo, lo zucchero e il sale. Mescolate in modo da amalgamare gli ingredienti, e poi versate l’olio, sempre mescolando, e la scorza del limone (un po’ come il procedimento della pasta frolla senza burro che trovate qui).

A questo punto, iniziate a incorporare i secchi nella parte liquida dell’impasto, mescolando prima con la forchetta e poi, quando l’impasto avrà raggiunto un po’ di consistenza, con le mani.
Appena l’impasto sarà liscio, copritelo con la pellicola alimentare e fatelo riposare circa un’ora in frigorifero.

Successivamente, riprendete l’impasto e stendetelo in forma circolare tra due fogli di carta forno con l’aiuto del mattarello. Inserite l’impasto steso (al massimo deve essere alto circa 4 mm) nella vostra teglia. Potete lasciare sotto la carta forno, oppure imburrare e infarinare col grano saracenmo la teglia, come preferite.

Con i rebbi della forchetta, bucherellate il fondo della crostata di grano saraceno e poi versatevi sopra uno strato di confettura, a vostra scelta. In questo caso io ho usato la confettura di mirtilli che avevo a casa. Lavorate poi ancora la pasta che è avanzata disegnando le tipiche losanghe della crostata, oppure i disegni che preferite.

Infornate la crostata di grano saraceno nel forno già caldo a 170 gradi per circa 35 minuti. Potete, se lo avete, spennellare la superficie con del latte di mandorla. In questo caso non lo avevo e non l’ho usato, non pregiudica il sapore nè la consistenza, rende solo più colorata la superficie della crostata.

Crostata alla farina di castagne senza glutine

Crostata alla farina di castagne senza glutine

Il mondo del foodblogging è variegato e spesso bizzarro. Per questo, quando si trovano appassionati veri e particolarmente creativi, io cerco di imparare quanto più posso. Sono felice di attingere dal loro enorme bagaglio di esperienze e di talento.
E’ da diverso tempo che seguo Alice del blog Panelibrinuvole, e mi sono spesso ispirata alle sue immagini evocative e alle ricette originali. Complice questo tempo buio, nel quale tutti siamo costretti tra quattro mura, ne ho approfittato per vuotare la dispensa dai vari pacchetti di ingredienti semi finiti. E mi è parsa l’occasione migliore per proporre la mia versione senza glutine di una sua ricetta, la crostata con farina di castagne.

La crostata alla farina di castagne senza glutine ha un sapore deciso e avvolgente, e sono certa che sarà apprezzatissima (il nostro celiaco di casa l’ha certamente apprezzata molto!). In questo caso ho approfittato per usare un vasetto di marmellata di albicocche prossimo alla scadenza, ma nulla impedisce che utilizziate quella che preferite. Non servono strani arnesi, bastano le mani e un po’ di tempo per realizzare col cuore qualcosa per le persone a cui vogliamo bene.

Ingredienti:
220 gr farina di castagne
80 gr di mix di farine senza glutine (io ho usato il mix universale di Schar)
135 gr di burro freddo a cubetti
1 uovo e un albume
90 gr zucchero a velo
340 gr confettura a scelta

Procedimento:
Mettete in una ciotola capiente gli ingredienti secchi, cioè la farina di castagne, il mix senza glutine, e lo zucchero, e mescolate bene. Aggiungete poi il burro a pezzetti, e lavorate il tutto con le mani, in modo che si formi un composto sbricioloso.
Solo a questo punto unite l’uovo e l’albume.
Continuate a lavorare l’impasto fino a che non sarà liscio e compatto.
Mettetelo poi a riposare in frigorifero per un paio di ore, coperto con la pellicola.

Fate riposare il panetto fuori frigo per un quarto d’ora prima di iniziare a stendere l’impasto.
Questa quantità è sufficiente per una teglia del diametro di 22 cm. Io l’ho usata per uno stampo da crostata da 20 cm e ho usato l’impasto rimanente per fare dei golosissimi biscotti.

A questo punto potete procedere a stendere l’impasto con l’aiuto di un mattarello. Più o meno lo spessore deve essere di tre o quattro millimetri (io sono andata a occhio…). Foderate lo stampo da crostata dalla carta forno, oppure imburratelo e infarinatelo (io ho fatto così) e mettete l’impasto steso sullo stampo, bucherellando il fondo con i rebbi della forchetta.

Mettete all’interno del guscio la marmellata, livellate bene e poi usate l’impasto rimanente per le decorazioni. Io mi sono ispirata ad Alice per renderle il dovuto omaggio, ma potete sbizzarrirvi come più vi piace.
Rimettete poi la crostata in freezer per una ventina di minuti, così manterrà la forma una volta in forno.

Scaldate il forno a 180 gradi statico, e mettete a cuocere la crostata per circa 35 minuti. Aspettate che si sia freddata prima di estrarre dallo stampo la vostra crostata di farina di castagne senza glutine e servirla.