Focaccia dolce alle albicocche

Focaccia dolce alle albicocche

Ci sono giornate d’estate che lo dici solo dalla luce che è estate. Non il caldo, l’afa di prima mattina, il tic tac dei sandaletti sul pavé. E’ la luce, diretta, schietta.
Quella luce è la luce delle mattine al mare, del rumore degli ombrelloni che si aprono, dei pattini che scivolano a lambire le onde.

Ma, a volte, la ritrovo anche in città. Attraversa le porte dei bar, si appoggia sui tavolini dei caffè, accarezza i monumenti e i muri dei palazzi.

E’ quella luce che illumina questa piccola meraviglia, una Focaccia dolce alle albicocche che è così semplice, veloce, e buona. Tutto quello che si chiede a un dolce soffice.

Questa Focaccia dolce alle albicocche è l’evoluzione di un’altra ricetta fatta quasi due anni fa, il Pane dolce con pesche e more di rovo, che avevo preparato per salutare le vacanze. Ho pensato di riproporla quasi all’inizio delle vacanze di quest’anno in modalità veloce. Cercavo una ricetta da preparare anche in vacanza, quando non ho né planetaria né altri aggeggi da cucina e, partendo proprio dal Pan dolce, ho fatto qualche tentativo per tagliare i passaggi.

Questa è anche una ricetta vegana, perchè ho tagliato non solo i tempi, ma anche le uova e – se interessa a qualcuno – anche lo zucchero. Il risultato è una focaccia morbidissima, appena dolce, succosa di frutta, non esageratamente unta.
Potete conservarla in frigorifero, e scaldarla al mattino per avere una fetta di soffice golosità.

Ingredienti (teglia da 24/26 cm circa):
300 g farina 00
30 ml olio extravergine + 2 cucchiai per il fondo
30 g zucchero (io di canna) + 2 cucchiai per la copertura
3 albicocche
8 g lievito di birra
200 ml acqua tiepida
1 pizzico di sale

Preparazione:
Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida (non calda!) e lasciatelo qualche minuto ad attivarsi.
Nel frattempo, mettete in una ciotola la farina con lo zucchero e mescolate.
Aggiungete l’acqua con il lievito sciolto e mescolate (basta un cucchiaio), poi aggiungete anche l’olio. Per ultimo aggiungete un pizzico di sale.

Impastate brevemente. L’impasto deve rimanere morbido e appiccicoso, ma va benissimo così.

Copritelo con della pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio.
Il tempo dipende dalla temperatura esterna, mediamente ci vogliono due ore e mezza, tre ore.

Riprendete poi l’impasto, sgonfiatelo leggermente eponetelo in una talia foderata con carta forno. Ma prima abbiate cura di ungere il fondo della carta con un paio di cucchiai di olio.

Stendete l’impasto con le dita, allargandolo per coprire tutta la teglia.
Poi coprite con un canovaccio e fate lievitare un’altra mezz’ora, quaranta minuti.

Accendete il forno a 200 gradi di temperatura.

Mondate le albicocche, denocciolatele e tagliatele in quattro spicchi. Mettetele sulla focaccia dolce, affondandoli leggermente nell’impasto. Spargete sulla superficie due cucchiai di zucchero.

Infornate e cuocete per circa 25/30 minuti, fino a che la superficie non risulterà leggermente dorata (ma non bruciata).

Brioches sfogliate vegane

Brioches sfogliate vegane

Per tantissimo tempo la tradizione al mare era la colazione al bar. Quella lenta, senza fretta, con il giornale sul tavolino, una brioche calda e un cappuccino, a guardare gli altri vacanzieri che a loro volta strusciavano le ciabatte trascinando chili di sdraio ed ombrelloni. Direzione spiaggia.

Il cornetto caldo, il più delle volte, mi si piazzava sullo stomaco, e passavo le canoniche due ore di attesa prima di fare il bagno a cercare di combattere acidità e pesantezza, fino a che non ho abolito il croissant, e mi sono concentrata sul cappuccino. Effetti dell’età e della gastrite. Grazie stress.

Oltre alle burrose e pesanti brioches, possiamo però trovare un’alternativa gustosa e più leggera (decisamente più leggera). Certo, non sono uguali al 100%, ma queste Brioches sfogliate vegane sono buonissime, per niente pesanti, e profumatissime con l’aggiunta delle zeste del limone che danno una freschezza unica.

Magari non da mangiare al bar, anche se sono così facili che possono essere fatte pressoché ovunque ci sia un forno semplice da cucina! Qui sotto vi lascio la ricetta per 8 croissant leggerissimi, che si possono preparare in una manciata di ore.
Se avete tempo, vi do anche una alternativa a lunghissima lievitazione, con solo un grammo di lievito di birra fresco. Comunque le farete, verranno buonissime e la colazione sarà ancora più leggera e gustosa.

Se sono venute bene a me… verranno benissimo anche a voi! Pronti a preparare insieme le Brioches sfogliate vegane?

Ingredienti (per 8 croissant):

265 g farina manitoba
8 g lievito di birra fresco (1 g per la lievitazione lunghissima)
50 g zucchero semolato
135 g acqua leggermente tiepida
25 g olio semi + q.b. per la sfogliatura
Scorza grattugiata fine di 1 limone bio
Mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
Zucchero a velo per decorare

Preparazione:

In una ciotola capiente, o nella ciotola della planetaria, mettete la farina, lo zucchero, l’acqua in cui avrete sciolto il lievito e la scorza del limone, oltre alla vaniglia. Lavorate impastando (o con il gancio) fino a che l’impasto non sarà diventato omogeneo, quindi aggiungete l’olio a poco a poco.
Questo perché le farine assorbono in maniera diversa, non escludo che ce ne possa volere meno rispetto a quello che io ho pesato in questa ricetta.
Quando l’impasto sarà diventa liscio ed omogeneo (appiccicherà un po’) mettetelo in una ciotola pulita coperta dalla pellicola trasparente e fatelo lievitare per circa 4 ore.

Riprendete quindi l’impasto e dividetelo in 5 piccole palline di peso più o meno uguale (io sono andata ad occhio). Copritele con un canovaccio e fatele lievitare per circa mezz’ora/un’ora al massimo.

Riprendete le palline, e stendetele col mattarello ad una ad una, in modo che diventino dei cerchi (anche se sono irregolari non importa) .

Prendetene uno, spennellatelo con un po’ di olio, e appoggiatevi sopra un altro cerchio di impasto. E così via, fino a terminarli. L’ultimo non va spennellato.
Adesso prendete il mattarello e allargate e schiacciate i cerchi di impasto impilati, in modo che diventino un cerchio più largo e gli strati di attacchino tra loro.

Prendete poi un coltello affilato, o anche il taglia pizza, e dividete l’impasto in otto triangoli.

Partendo dalla base, fate una piccola incisione e poi arrotolate l’impasto triangolare fino alla punta.

Appoggiate le brioches sfogliate vegane sulla placca del forno coperta di carta forno e fatele lievitare, lasciandole ben distanziate.

Qui la ricetta si diversifica a seconda che facciate il metodo più veloce o quello più lento. Se avete messo un grammo di lievito potete lasciarle nel forno (spento) a lievitare per circa 12 ore.
Se invece ne avete messi 8 grammi di lievito, allora basteranno ancora un paio di ore.

Dopo che sarà trascorsa anche questa seconda lievitazione, spennellate di acqua la superficie delle brioches sfogliate vegane, distribuite sopra dello zucchero a velo setacciato e cuocete in forno già caldo a 180 gradi per 15 minuti.

Potete anche farcirle, se volete, io lo faccio a colazione, a seconda dell’umore!

Se volete un’altra versione di brioches vegane, provate queste!

Lattaiolo di mandorla con frutti rossi

Lattaiolo di mandorla con frutti rossi

La ricetta del Lattaiolo toscano di qualche tempo fa mi ha fatto venire voglia di provare a fare una versione vegana, visto che senza glutine lo è già.

Il tentativo è stato molto soddisfacente di gusto, e visto l’entusiasmo ho pensato di lasciarvi qualche idea per preparare il Lattaiolo di mandorla con frutti rossi, versione estiva e vegana (e forse è estiva perchè vegana?). Non pensate di realizzare la stessa consistenza del lattaiolo toscano, perchè naturalmente la mancanza di uova rende il composto più simile a un budino che ad una crema.

Per renderlo più consistente ho usato anche delle mandorle tritate finemente, ma credo che la farina di mandorle possa funzionare altrettanto bene (non ho provato, ma a senso ci sta).

Si prepara velocemente, basta un mixer casalingo e un po’ di voglia di sperimentare. La consistenza è molto particolare, ma il dolce delle mandorle con l’aspro dei frutti rossi (che ho zuccherato appena) crea un connubio perfetto.

Se avete dieci minuti liberi, il dessert è pronto.. e il frigorifero farà il resto!

Ingredienti (4 porzioni):
300 ml latte di mandorle non zuccherato
90 gr zucchero smeolato
100 g di mandorle (o farina di mandorle)
3 g agar agar
2 cucchiai succo di limone
buccia grattugiata di un limone bio
150 gr di frutti di bosco a scelta (io lamponi e fragole)

Procedimento:
Iniziate a preparare il Lattaiolo di mandorla con frutti rossi frullando nel mixer lo zucchero con le zeste. Lasciate poi riposare qualche minuto per far infondere degli oli profumati del limone.

Aggiungete poi nel mixer le mandorle e riducetele a farina (se avete la farina basterà dare un piccolo colpo di mixer per insaporire il tutto).

Unite il latte di mandorle tenendone da parte due cucchiai (serviranno per sciogliere l’agar agar). Frullate tutto per qualche minuto, per amalgamare il latte con il resto.

Sciogliete l’agar agar nei due cucchiai di latte di mandorla e mettete da parte.

In una piccola casseruola antiaderente scaldate il composto col latte di mandorla, unite anche l’agar agar sciolto e portate a sfiorare il bollore in modo da attivare l’agar agar.

Mescolate sempre con una piccola frusta a mano.

Quando avrà iniziato a bollire, spegnete il Lattaiolo di mandorla e frutti rossi, lasciare intiepidire a temperatura ambiente, e poi mettetelo nei vostri Bicchierini.
Lasciate rapprendere in frigo, io li ho lasciati tutta notte e sono venuti benissimo.

Preparare la salsa ai frutti rossi frullando i frutti lavati e mondati con un cucchiaio di zucchero (io l’hgo lasciata asprigna apposta, se non vi piace aggiungetene uno o due di più) e il succo di limone. Frullate con un mixer a immersione, e lasciate riposare in frigo.

Il giorno seguente, versate la salsa ai frutti rossi sul Lattaiolo di mandorla, e se volete aggiungete qualche frutto rosso, e delle piccole meringhe o quel che volete, e servite.

Cubotti alle mele e noci con amaretti

Cubotti alle mele e noci con amaretti

Quando ero piccola andava di moda un film che ha poi fatto la storia (ma noi non lo sapevamo!): si chiamava La Boum, che in italiano sarebbe suonato tipo “la festa”. Niente di ché.

Ma un geniale ufficio stampa (quello italiano della casa cinematografica distributrice, la Gaumont) si inventò “Il tempo delle mele”, e fu subito successo. Ecco, tutto questo giro per dirvi che il tempo delle mele non è solo l’autunno. E’ vero che da fine settembre si colgono le mele nuove, e ce ne sono di tante varietà. Ma ci sono anche le mele estive.
E comunque le mele si conservano benissimo, e anche quelle raccolte d’inverno si gustano a primavera in tutta la loro fragranza.

Quindi approfittiamo delle mele, che sono le regine delle torte da credenza, non appena possiamo. Sono buone e fanno bene.
Nella mia proposta di oggi, le mele non solo fanno bene, ma sono le regine di un dolce perfetto per chi sta seguendo un regime alimentare leggero.
Con farine integrali, frutta secca, amaretti e poco zucchero sono perfette per iniziare la giornata con gusto e leggerezza.

Con pochi accorgimenti, diventa anche un dolce senza lattosio.

I cubotti alle mele e noci con amaretti possono anche essere preparati con farina di mandorle e mandorle a granella, e latte di mandorle, o con le nocciole.
E’ una ricetta versatile e perfetta per finire i residui di frutta secca e farine integrali che abbiamo in casa.

Si sporca una ciotola, e l’unica cosa difficile da fare è… cuocere le mele. Senza zucchero, tra l’altro.

Vi lascio due versioni in questo post (la ricetta originale è di Marco Bianchi), quella che ho preparato io e una alternativa vegana, adatta proprio a tutti. Tutte e due con pochissimi zuccheri aggiunti.
Se state facendo una dieta, avete una valida alternativa per iniziare con gusto e leggerezza le vostre giornate!

Ingredienti (per una teglia 20×20):
4 mele piccole (quelle che volete)
100 gr farina di farro
80 gr farina semi integrale
50 g noci (o frutta secca mista che avete, meglio a granella o tagliata al coltello)
225 ml latte (o latte di mandorle)
il succo di un limone piccolo (o mezzo limone grande)
40 gr zucchero di canna
8 g lievito per dolci
50 g di amaretti (oppure farina di mandorle)
4 cucchiai di olio di semi
cannella q.b., se vi piace

Preparazione:
I cubotti alle mele e noci con amaretti si prepara iniziando con le mele. In una padella antiaderente, sbucciate e private le mele del torsolo, tagliatele a pezzetti e cuocetele a fuoco basso con un dito di acqua fino a che non si saranno ben ammorbidite. E’ meglio se coprite con un coperchio.

Fatele intiepidire leggermente.

Nel frattempo, preparate la granella di noci (o di frutta secca – quella che avete va bene, potete fare anche un mix di noci, nocicole e mandorle) e riducete gli amaretti quasi a farina.

In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi (farine, lievito, zucchero, noci e metà degli amaretti) e mescolate bene. Aggiungete quindi il latte (anche di mandorla) e l’olio e mescolate con una frusta a mano per sciogliere gli eventuali grumi. Non esagerate con la frusta, basta amalgamare in maniera anche un po’ grossolana.

Prendete la teglia, foderatela con la carta forno e versate sul fondo l’impasto.

Stendete l’impasto in maniera regolare e poi versate sopra le mele cotte e intiepidite.

Spolverate infine le mele con gi amaretti sbriicolati rimanenti.

Mettete il tutto a cuocere nel forno già caldo a 180 gradi per almeno 35 minuti.
A secdonda della succosità delle vostre mele, potrebbe volerci qualche minuto in più.

Attendete che la torta sia ben fredda prima di tagliarla a cubotti. Se vi piace, prima di infornarla potete spolverarla di cannella.

Plumcake vegano al limone e semi di papavero

Plumcake vegano al limone e semi di papavero

Molti storcono il naso quando sentono dolci vegani, quasi che fosse lo stridore del gessetto sulla lavagna. Vi posso assicurare che non è così. Niente burro nè uova non significa per forza sapore zero e soddisfazione meno cento. I dolci vegani sanno essere eccezionali e gustosi anche senza ingredienti di origine animale, e questo Plumcake vegano al limone e semi di papavero ne è la prova.

Umido al punto giusto, pur facendo a meno di latticini e uova riesce a mantenere una umidità e un gusto che lo faranno diventare una delle vostre colazioni preferite! La preparazione è semplicissima, e tra l’altro è una vera e propria lezione di chimica! Infatti, per realizzarlo dobbiamo mettere insieme un acido (il succo di limone) con un lievemente alcalino come il latte di mandorla, ed insieme si addenseranno un po’ creando una sorta di latticello vegano, che farà da collante e da umidificante del nostro dolce. Dite, l’avreste mai immaginato di fare una lezione di chimica applicata in cucina?

Ingredienti:
300 g farina 00
240 ml di latte di mandorla
150 g zucchero smeolato
125 ml olio (io riso)
7 g lievito per dolci
mezzo cucchiaino di bicarbonato
un cucchiaino scarso di estratto di vaniglia (una bustina di vanillina se non avete l’etsratto)
1 limone bio
due/tre cucchiai colmi di semi di papavero
un pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare il plumcake vegano al limone e semi di papavero mettendo in una ciotola il latte con il succo di limone. Fate riposare una mezz’oretta circa, il succo di limone “inspessirà” (ueilà che termmini tecnici!!) il latte di mandorla, e si verrà a formare una sorta di yogurt abbastanza cremoso (ma non denso come quello greco).

Quando è pronto, per prima cosa accendete il forno e portatelo alla temperatura di 180 gradi.

Mettete poi in una ciotola la farina setacciata (così ingloba aria che aiuta la lievitazione) col lievito eil bicarbonato e il sale.
Aggiungete anche lo zucchero e mescolate.

A questo punto, iniziate a versare all’interno delle polveri il latte con il succo di limone, l’olio l’estratto di vaniglia (se avete usato la vanillina, setacciatela con la farina) e i smei di papavero, e mescolate. Va benissimo una frusta a mano, l’importante è che non mescoliate troppo.
Va bene sciogliere i grumi, ma senza esagerare!

Foderate quindi con della carta forno uno stampo da plumcake, e versate all’interno l’impasto del vostro plumcake vegano al limone e semi di papavero.

ivellate leggermente, se necessario, e mettete a cuocere il plumcake nel forno già caldo e cuocetelo per circa 35/40 minuti.
Come sempre, vale la prova stecchino.

Se il plumcake dovesse risultare ancora tanto umido, lasciatelo ancora cinque minuti in forno, ma copritelo con la carta stagnola per evitare che si bruci in superficie.

Il plumcake vegano al limone e semi di papavero si conserva per qualche giorno, in un contenitore ermetico in una alzatina con coperchio di vetro.

Panini vegan all’acqua

Panini vegan all’acqua

Ho sentito in TV qualche giorno fa una partigiana che diceva come sia messo male quel popolo che non riesce a fare un piccolo sacrificio per la propria salute e quella collettiva, e chiami prigionia una piccola compressione della propria libertà (che comunque è stare a casa propria, non in una cella fredda a dormire per terra, quando non si è picchiati solo perchè si è oppositori politici), chiesta per il maggior bene comune.

Siamo diventati egoisti e cinici, e chiamiamo guerra qualcosa che guerra non è. Forse perchè divento più saggia con l’età, o perchè do’ meno cose scontate e l’ho imparato proprio da questa pandemia, mi sento sempre di più parte di una storia collettiva che “dovrebbe” progredire verso maggiori diritti e benessere per tutti. Però mi sento sempre di più da sola in quetso percorso, e questo mi intristisce un po’.

In una giornata un po’ amara in quanto a riflessioni, addolcisco il contorno con questa nuova idea per colazione. Sono dei semplicissimi lievitati, dei Panini vegan all’acqua – che potete ovviamente realizzare anche in versione non vegan! Qui sotto vi do’ la doppia versione, evidentemente in quella non-vegan si sentirà molto di più il profumo del miele, ma comunque sono due versioni altrettanto buone!

Non essendoci molti zuccheri (sono dolcificati solo con l’agave – o il miele nella versione non-vegan), questi Panini vegan all’acqua si prestano ad essere farciti di marmellate, confetture, creme e quant’altro vi venga in mente! Sono realizzati con una leggerissima pasta brioche, e si preparano abbastanza in fretta. Tre ore di lievitazione in tutto, e i vostri panini dolci saranno pronti per le vostre colazioni! Che aspettate? Prepariamoli insieme!

Ingredienti:
170 g di farina 00 (o farina di farro)
100 g di farina manitoba
10 g di lievito di birra fresco
125 g di acqua appena tiepida
20 gr di olio di semi o di riso (sapore neutro)
60 gr di sciroppo di agave (o di miele, per una dieta non vegana)
1 cucchiaino scarso di estratto di vaniglia
un po’ di latte di mandorla per spennellare

Preparazione:
I Panini vegan all’acqua sono semplicissimi da preparare.
Mettete nella ciotola della planetaria tutti gli ingredienti tranne l’olio, e l’acqua e il lievito, e date una mescolata veloce.
Sciogliete poi il lievito di birra nell’acqua, attendete un paio di minuti e poi versatelo nella ciotola con la farina e gli altri ingredienti, e iniziate a mescolare. Ci vorranno all’incirca 5/6 minuti perchè l’impasto si amalgami. A questo punto, aggiungete l’olio poco per volta, e sempre azionando la planetaria continuate ad impastare per altri cinque minuti.

Quando l’impasto sarà ben liscio, Mettetelo in una ciotola coperta con della pellicola alimentare, e fate lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio (a me ci sono volute circa due ore).

Trascorse le due ore riprendete l’impasto, e ricavatene tanti piccoli panini (i miei più o meno pesavano 60 g l’uno) e metteteli un po’ distanziati tra loro sulla leccarda del forno, che avrete prima coperto con della carta forno. Se volete, potete anche farli a forma di brioche!

Copriteli con un canovaccio e fateli lievitare ancora un’oretta.

Riprendete i vostri Panini vegan all’acqua e spennellateli con poco latte di mandorla prima di infornarli.
Il forno deve essere già caldo a 180 gradi.
Cuoceteli per circa 20/25 minuti.

Una volta raffreddati, se lo desiderate, potete spolverarli con lo zucchero a velo.

Un’idea per un’altra colazione vegan? Provate le brioches vegan semi integrali!

Biscottoni al limone vegan

Biscottoni al limone vegan

L’aroma di limone nei dolci mi piace tantissimo, e ho molte ricette in cui ho usato il limone per aromatizzare biscotti, torte, pancakes… Qualsiasi cosa vi può venire in mente!
Oggi vi propongo un altro uso del limone, nei Biscottoni al limone vegan, perfetti per una prima colazione leggera e gustosa. Si preparano in dieci minuti, venti in forno…. insomma, nel giro di mezz’ora avrete la miglior colazione del mondo, e anche senza lattosio per chi ha problemi di intolleranze.

Non ci vogliono nè strumenti particolari, nè apparecchi elettrici. Una forchetta, due ciotole e un po’ di voglia di impastare. La versione al limone è quella che preferisco, ma naturalmente si possono anche usare delle gocce di cioccolato, per un biscottone ancor più goloso, o della granella di nocciole, o anche un po’ di cannella e scorza di arancia, per un gusto più invernale!

Questi biscottoni al limone vegan sono anche perfetti se vi accorgete all’ultimo momento di non avere nulla per la colazione del giorno successivo. Gli ingredienti base sono alla portati di ogni dispensa, e con un po’ di fortuna, si può trovare a casa qualsiasi cosa utile per aromatizzarli. Alla mal parata, va bene anche un po’ di vanillina!

Ingredienti:
160 g farina 00
70 g zucchero semolato
30 g amido di mais
30 g fecola di patate
la scorza grattugiata di un limone (ma anche granella di nocciole, gocce di cioccolato…)
due cucchiaini di lievito per dolci
70 g di olio (io uso quello di riso, che ha un sapore neutro)
70 g di latte di mandorla (se non avete problemi potete naturalmente usare il latte vaccino)
un pizzico di sale
altro zucchero per “impanare” i biscotti

Preparazione:
Prendete una ciotola e mettete al suo interno tutte le polveri (farina 00, amido di mais e fecola, lievito) con il sale, e mescolate per amalgamare gli ingredienti.

In un altro contenitore, mescolate insieme l’olio con il latte di mandorla e le zeste del limone. Mescolate bene con una forchetta in modo da amalgamare il composto e creare un fluido omogeneo.

Successivamente, versate i liquidi all’interno della ciotola delle polveri, e iniziate a mescolare. Inizialmente il tutto sarà molto appiccicoso, quindi potete usare una forchetta. A mano a mano che il composto andrà solidificandosi, potete anche impastare usando le mani. Deve assumere una consistenza liscia e compatta, ma comunque leggermente morbida.

Iniziate a scaldare il forno a 180 gradi statico.

Mentre aspettate che si scaldi, prendete la leccarda del forno o una teglia e foderatela di carta forno. Mettete poi dello zucchero su un piatto.
Prendete delle piccole quantità di impasto e aiutandovi con le mani create dei piccoli cilindretti. Passateli su un lato nello zucchero semolato, e poi metteteli sulla teglia uno a fianco all’altro, lasciando un po’ di spazio perchè gonfierano leggermente in cottura.

Infornate i biscottoni al limone vegan per circa 20 minuti. Devono solo leggermente scurirsi.

Attendete cinque minuti prima di taccarli dalla teglia.

I biscottini al limone vegan si conservano per una settimana abbndante in un contenitore di vetro chiuso.

Se volete un’altra idea di biscotti vegan per la colazione quardate qui.

Pane alla birra al farro

Pane alla birra al farro

Il ricordo del primo lockdown per me assomiglia al profumo del pane. Non lo avevo mai preparato in casa prima, spaventata dalle lunghe ore di lievitazione e attesa. Il pane, del resto, è un esercizio di pazienza, lo dico sempre.
Nella vita di tutti i giorni, il tempo di attendere la lievitazione non c’è mai. Siamo sempre presi a correre dietro a mille impegni, e dimentichiamo il potere terapeutico della lentezza.
Il pane ci insegna questo, ad aspettare.

La ricetta che ci propongo oggi è il giusto compromesso, perchè ci si mette pochissimo a prepararlo e lievita da solo. Non dovete stargli dietro, nè fare mille pieghe. Il pane alla birra al farro sta lì da solo a fare il suo lavoro. Giusto una reimpastata, a un certo punto. Potete preparare il pane alla birra cal farro al sabato sera per infornarlo la domenica mattina, e avere il pane più fresco e profumato a pranzo.

La lievitazione qui è favorita dalla birra, che insieme al lievito di birra fa il miracolo. Ho usato la birra rossa, perchè avevo quella in casa, ma viene bene (e avrà un gusto meno deciso) anche con la birra bionda. Con quella scura sarà tanto aromatico, e molto più particolare.

Questo pane è perfetto con insaccati, formaggi freschi e stagionati, e anche con il pesce affumicato. Se lo fate con la birra bionda, va benissimo anche a colazione, con un velo di burro e marmellata.

Ingredienti per una pagnotta:
200 ml di birra
250 g farina manitoba
250 g farina di farro
200 ml acqua
2 cucchiaio di olio EVO
1 cucchiaino malto
10 g sale
6 g lievito di birra fresco
uno/due cucchiai di semi misti (opzionale)

Preparazione:
La sera prima prendete le due farine e mettetele in una ciotola capiente. Aggiungete i lmalto, e mescolate.
Sciogliete il lievito nell’acqua leggermente tiepida, e poi aggiungetela alla farina. Unite anche la birra, che non deve essere fredda di frigo, ma a tempetarura ambiente.

Mescolate le farine con i liquidi con l’aiuto di un cucchiaio di legno, o di una forchetta.

Unite anche i due cucchiai di olio e il sale, e mescolate bene. L’impasto sarà un po’ morbido, ma deve essere così.
Infine, aggiungete i semi, se volete. Io li avevo acquistati tempo fa per decorare un altro pane che avevo deciso di preparare (la ricetta la trovate qui) e quindi ne ho approfittato. Ovviamente, se non vi va potete ometterli.

Coprite l’impasto con la pellicola alimentare e fate lievitare a temperatura ambiente circa 7 ore. Io l’ho lasciato tutta la notte, e l’ho ripreso al mattino, ed era lievitato perfettamente.

A questo punto, riprendete l’impasto del pane alla birra al farro, mettetelo sul piano di lavoro ben infarinato, e date un piccolo giro di pieghe. Che significa? Significa che dovete stendere l’impasto con le dita fino a formare un rettangolo, col lato corto verso di voi. Poi chiudete l’impasto a portafoglio, un lembo sopra l’altro, e poi chiudete i due lati. Girate leggermente l’impasto fino a formare una forma di pagnotta.

Mettete l’impasto del pane alla birra al farro in un certino (meglio se di vimini) a lievitare un’altra ora. Il cestino deve essere foderato con un canovaccio ben spolverato di farina, e il pane alla birra al farro deve essere poggiato con la parte chiusa verso l’alto.

Trascorsa Intanto preriscaldate il forno a 250 gradi, con all’interno una pentola (io l’ho usata del diametro di 22 cm ed era perfetta) che va in forno. Va bene di ghisa, o di pirex, col coperchio. Se non siete sicuri che la vostra pentola vada in forno, non usatela. Piuttosto, usate la leccarda del forno. Magari non verrà molto alto, ma cuocerà benissimo lo stesso.

Una volta che la pentola e il forno si sarnno scaldati, togliete la pentola dal forno, togliete il coperchio e capovolgete l’impasto del pane alla birra al farro all’interno della pentola. Se sarà rovente, il pane non si attaccherà.

Rimettete il coperchio, e mettete la pentola nel forno a 250 gradi e cuocete il pane coperchiato per mezz’ora, e poi mezz’ora a 200 gradi, stavolta senza coperchio.

Una volta che il pane sarà cotto, mettetelo a raffreddare su una gratella prima di tagliarlo.

Pancakes vegani al limone

Pancakes vegani al limone

Una delle cose che mi manca di più di questo periodo è viaggiare. Mi annoiano molto le infinite attese agli aeroporti, i disagi del correre da un gate all’altro con appresso i bagagli. Magari qualche viaggatore scortese che salta la fila.
Però l’aprire gli occhi in una stanza di hotel, sentire da lontano la voce di una TV che parla una lingua straniera, i rumori delle cameriere che iniziano a riassettare le stanze…
Questo mi piace.
Questo è anche il mio ultimo ricordo di un viaggio fatto all’estero, a Londra. Ci sono andata per parlare ad una conferenza, e mi sarei pure fermata a fare la turista ma il giorno successivo avrei dovuto tenere una lezione ad un corso, la prima volta per me, e quindi non me la sono sentita di mancare l’appuntamento.

Ma la colazione in hotel, il buffet colorato pieno di ogni ben di dio… questo ricordo di quel viaggio (anche altre cose, certo!), e i pancakes da scaldare nello scaldino che li sputava fuori belli soffici…

Cerco di rivivere quel piccolo momento di serenità anche a casa, se posso, e il modo più veloce è preparare dei deliziosi pancakes vegani al limone, che potete realizzare davvero in meno di mezz’ora, e sono buonissimi. Ovviamente questa versione è vegana, quindi non ha latticini nè alimenti di origine animale. Se non seguite questo regime alimentare, usate pure i prodotti non-vegan – questi pancakes verranno buoni lo stesso!

Vi lascio la ricetta per farne circa 6/7. Se siete di più in famiglia, raddoppiate le dosi!

Ingredienti:
90 gr yogurt di soia neutro o alla vaniglia (io ho usato quest’ultimo. Se volete, usate anche quello al limone)
150 gr di farina 00
3 cucchiai di zucchero semolato
7 gr di lievito per dolci
100 ml di latte di mandorle
succo e zeste di mezzo limone
un pizzico di sale

Preparazione:
In una ciotola mettete tutti gli ingredienti, mescolate bene con l’aiuto di una frusta a mano ed eliminate i grumi che si potrebbero formare. Se ce ne sono restati alcuni no nvi preoccupate, di scioglieranno in cottura.

Lasciate la ciotola con l’impasto dei pancakes vegani al limone a riposare per circa dieci minuti.
Se li fate d’estate e il clima a casa vostra è un po’ caldo, il tempo di riposo fatelo nel frigorifero.

Prendete quindi un padellino con fondo antiaderente, ungetelo leggermente con dell’olio e mettete al centro due cucchiai (da minestra) di impasto dei vostri pancakes vegani al limone.
Cuocete i pancakes per qualche minuto per lato.
Girateli solo quando sulla superficie ed ai lati saranno comparse delle piccole bolle.

Cuocete qualche minuto dall’altra parte e poi togliete il pancake dalla padella ed appoggiatelo su un piattino.
Continuate così fino ad esaurimento dell’impasto.

Potete guarnire i vostri pancakes vegani al limone con dello yogurt (vegan) e delle noci, nocciole o mandorle, oppure della confettura, o della crema a vostro piacimento.

Se avete anche qualche intolleranza al glutine, potete provare anche i Pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine.

Black Russian Bagels

Black Russian Bagels

Il mio viaggio in Russia. E chi se lo scorda?
Estate 2004, Milano Malpensa. So poco di russo, dopo due anni di corso mi esprimo a concetti semplici. Come mi chiamo, dove abito, ho fame, ho sete.
Leggo benissimo il cirillico, peccato che non capisco le parole.
Però mi butto. L’Università di Bergamo cerca volontari per andare a testare una università per stranieri a Belgorod, a dieci ore di treno da Mosca.
Praticamente ci pagano per fare da cavie, quindi con qualche altro avventuroso della nostra scuola di russo (detta familiarmente la Assoziàzia) ci offriamo.
Naturalmente nessuno conosce Belgorod. Dopo aver fatto visto, biglietti aerei e tutto l’armamentario, diamo un’occhiata al tragitto.
Belgorod è vicino alla Cecenia – se ricordate la scuola di Beslan, avete capito. Se ricordate anche l’anno della strage di Beslan, capite anche l’angoscia che ho provato durante tutto il viaggio!

Un viaggio che è iniziato così non poteva che continuare con la stessa incoscienza avventurosa. Sette italiani in giro per una cittadina del profondo sud russo, che sembrava uscita diritta dagli anni ’50.
Gli autobus di linea erano pulmini sgangherati con le tendine fiorate ai finestrini.
L’università era immensa – e immensamente vuote, visto che d’estate gli studenti sono a casa per le vacanze. C’eravamo solo noi, ci sentivamo come le particelle di sodio dell’acqua Lete (no adv, nel caso..).

Quando Patrizia di Andantecongusto ci ha coinvolto, per il progetto “Il Cestino del Pane”, a rifare la sua ricetta dei Black Russian Bagels, ho pensato che in Russia questi cosini non li avevo mai né visti né sentiti! Anzi, avevo mangiato piuttosto male alla mensa universitaria. E se pensate che il mio momento culinario topico di tutta la vacanza è stato mangiare blinis e caviale seduta su un marciapiede in mezzo a un paesello con le galline che scorrazzavano tra i nostri piedi, potete capire la sorpresa quando ho gustato questi panini meravigliosi!

Il cumino da’ un tocco in più, la melassa e il cacao sono sorprendenti insieme! Io non avevo la segale, quindi questa che vi racconto sotto è la mia versione con la farina di farro integrale. Vi assicuro che sono venuti buonissimi lo stesso, e con cream cheese e salmone o caviale (o uova di lompo, dai!) sono uno spettacolo!

Ingredienti (per 6 bagels):
Per il polish
1 g di lievito di birra fresco
25 g di acqua
25 g di farina di farro integrale

Per l’impasto
134 g di acqua
3 g di lievito di birra fresco
110 g di farina manitoba
130 gr di farina di farro integrale
50 g di melassa
12 g di cacao amaro in polvere
5 g di sale marino fine
un po’ meno di un cucchiaino di semi di cumino pestati
30 g di zucchero semolato
olio
bianco d’uovo per lucidare (se volete la versione vegan, non lo mettete)

Per il topping
sale grosso, mix di semi

Preparazione
La sera prima preparate il polish sciogliendo il lievito nell’acqua (temperatura ambiente), e aggiungendo poi la farina. Si formerà una pappetta, che diventerà abbastanza consistente. Copritela con la pellicola e mettetela almeno 12 ore in frigo.

Il giorno seguente fate l’impasto: nella planetaria (lo consiglio vivamente, l’impasto è arcigno e soprattutto appiccicoso!) mettete l’acqua, il polish (mescolate brevemente così si scioglierà un po’), le farine, la melassa, il cacao (setacciatelo, che fai grumi!), il cumino e il sale e date una prima impastata.
All’inizio vi sembrerà appiccicoso (e lo è) ma più lo lavorate e più si andrà ad incordare.
Quando si sarà incordato (ossia si stacca a fatica dalla ciotola) mettetelo in una ciotola coperta con la pellicola, e fatelo lievitare per circa due o tre ore.

Riprendete poi l’impasto, e dividetelo in sei.

Formate delle palline e lasciatele riposare qualche minuto, mentre prendete una teglia (anche la leccarda va bene) e la foderate di carta forno.

Riprendete le vostre palline, fare un foro al centro con le dita e allargatelo un pochino (non troppo, vi verranno dei dischi volanti altrimenti!), poneteli sulla teglia coperta di carta forno e fate lievitare ancora mezz’ora.

Scaldate il forno a 240 gradi, statico. Nel frattempo mettete circa 3 litri di acqua a scaldare.
Quando bolle l’acqua, versatevi lo zucchero, abbassate il fuoco e tuffateci dentro un black russian bagels alla volta. Cuocetelo per circa 20 secondi per lato, poi rimetteteli ben scolati sulla teglia del forno sempre con la carta forno.

Spennellate i vostri black russian bagels con il bianco d’uovo e mettete sopra il sale, i semi misti (io avevo semi di zucca, di lino, sesamo, a caso), e metteteli in forno a cuocere per circa 15 minuti.

Lasciateli intiepidire prima di toglierli dalla teglia.