Pumpkin pie ovvero crostata alla crema di zucca

Pumpkin pie ovvero crostata alla crema di zucca

Se devo pensare a una caratteristica che mi richiama in mente l’autunno, è l’arancione. Il colore delle carote, dei primi mandarini, e soprattutto della zucca.
La zucca è la regina dell’autunno. Quando nei campi di fine estate in Maremma inizio a vederle spuntare in quantità, so che è arrivato il momento di fare le valigie, e mi prende un velo di malinconia….
La zucca per tanto è stata considerata un ortaggio povero – eppure chi ha più guardato come prima la zucca dopo che la fata turchina l’ha trasformata in una carrozza principesca per Cenerentola?

Per rendere omaggio al più dolce dei frutti dell’orto, oggi vi propongo una pumpkin pie, ovvero una crostata con crema di zucca, che ho arricchito con uno strato di amaretti che stanno benissimo con la zucca! Questa pumpkin pie è priva di lattosio, quindi adatta agli intolleranti a questo alimento, ed ha pochissimi grassi aggiunti.

Ed è facilissima!

Ingredienti:
per la frolla
220 gr farina 00
70 gr zucchero
60 gr di olio vegetale
1 punta di lievito per dolci
1 uovo
10 amaretti ridotti in polvere

Per la crema di zucca
400 gr di zucca (pulita)
50 ml di panna di soia zuccherata (io scelgo questa di Hoplà)
2 uova
80 gr zucchero cannella q.b.
Zenzero q.b.

Procedimento:
Preparate la frolla senza burro seguendo il procedimento che potete trovare qui.

Una volta che avrete steso la frolla nella teglia per crostate (una teglia da 22 cm è perfetta), frullate a polvere gli amaretti e adagiateli sulla superficie della crostata e mettete il tutto in frigo.
Nel frattempo preparate la crema di zucca: mondate e cuocete al vapore la zucca a pezzetti e poi frullatela con un mixer a immersione.
Fate intiepidire e poi con una frusta a mano incorporate le uova, lo zucchero e la panna, e un pizzico di sale.
Quando si sarà formata una crema omogenea, estraete la teglia dal frigorifero, e versate il composto con la zucca sopra lo strato di amaretti.

Infornate la crostata nel forno già caldo a 180 gradi per 45 minuti. Controllate dopo mezz’ora: nel caso scurisse troppo, copritela con un foglio di alluminio.

Con i residui di pasta frolla potete creare delle piccole decorazioni per la torta, oppure fare un bordo un po’ meno rustico del mio!

Pull-apart bread alla cannella

Pull-apart bread alla cannella

Pull-apart bread alla cannella – un nome magari un po’ difficile per un dolce soffice e goloso che difficile proprio non è!
E’ un semplicissimo lievitato dalla forma accattivante, e il nome all’apparenza complicato è in realtà l’epitome della convivialità anglosassone. Pull-apart significa qualcosa che si può staccare, ed infatti questo pane dolce lievitato si presta ad essere staccato senza il coltello. E’ formato da tantissimi strati, uno vicino all’altro, che creano un effetto molto particolare. Durante la cottura si uniscono appena, ma non così tanto da non permettere a ciascuno di staccarne un pezzo.

Ce ne sono diverse versioni, anche salate – oggi vi propongo una versione dolce e superclassica, con il ripieno di cannella che, oltre a dare al dolce un gusto meraviglioso, vi profumerà anche casa! E’ un gusto tipo del periodo autunnale e invernale, ma la cannella è una delle mie spezie preferite, e va bene comunque in ogni momento!

Se siete pronti, possiamo preparare insieme il pull-apart bread alla cannella!

Ingredienti:
190 gr farina 00
190 gr farina manitoba
7 gr lievito di birra secco
2 uova
80 ml latte
60 gr burro
60 gr zucchero
un pizzico di sale
acqua q.b.
1 cucchiaino cannella
30 gr burro
50 gr zucchero (io ho usato lo zucchero di cocco, ma va bene anche il demerara)

Procedimento:
Iniziamo a preparare il pull-apart bread alla cannella dall’impasto: in una planetaria mettete le farine, il lievito, lo zucchero e il sale. Azionate il gancio impastatore e mescolate.
In un pentolino (o nel microonde) scaldate il latte e poi scioglietevi il burro. Lasciate intiepidire.

Nel frattempo sbattete le uova a parte, e poi incorporatele alle farine. Quando saranno state assorbite, versate nell’impasto anche il composto di latte e burro e continuate a mescolare.
(Naturalmente questo procedimento si può anche fare a meno!)

A questo punto, iniziate a versare un po’ di acqua, per ammorbidire l’impasto. Io ho iniziato con un paio di cucchiai, e ho visto che erano più che sufficienti per rendere l’impasto più liscio e morbido. Può darsi che il vostro sia già abbastanza morbido (dipende dalla grandezza delle uova, tra l’altro).

Continuate ad impastare con l’impastatrice (o a mano) per una decina di minuti. Dopodiché mettetelo in un contenitore coperto dalla pellicola alimentare, e fatelo riposare in un luogo tiepido e asciutto (di solito il forno spento) per un paio di ore.

Trascorse le due ore, prendere nuovamente l’impasto, e con l’aiuto del mattarello stendetelo a forma rettangolare (più o meno dovrebbe avere le dimensioni di un 30x50cm). Eventualmente aiutatevi con un po’ di farina per evitare che si appiccichi troppo.

A questo punto, spennellate la superficie prima con il burro fuso, e poi spargete sopra uno strato di zucchero e cannella (io lo ho mischiati prima in un contenitore, così si sono amalgamati e hanno preso più sapore).

Tagliate poi dal rettangolo sei strisce di impasto di larghezza pressochè uguale, e mettetele le une sulle altre, fino a formare una piccola torre. Tagliate poi queste strisce in tanti quadrati (ancora sei), e adagiateli all’interno di uno stampo da plum cake foderato di carta forno, con il lato con la cannella verso di voi.

Coprite ancora con la pellicola alimentare, e fate lievitare per mezz’ora.

Infornate il vostro pull-apart bread alla cannella nel forno già caldo a 175° per circa 45 minuti. Trascorsi 30 minuti di cottura ho controllato e, siccome ho visto che la superficie iniziava a scurirsi troppo, l’ho coperta con l’alluminio per evitare che scurisse troppo.

Lasciate raffreddare e spolverate con lo zucchero a velo appena si sarà intiepidito. Il vostro pull-apart bread è pronto per accompagnarvi a colazione, o in qualsiasi momento dlela giornata!

Baci di dama al limone o amalfitani

Baci di dama al limone o amalfitani

Tra i biscotti da té, i baci di dama sono i miei preferiti, ma i baci di dama al limone sono entrati diritti nella mia top five.
Sono golosissimi, e l’accoppiata nocciole e limone è vincente.

Questa ricetta è di Sal De Riso, e non è una novità che li chiami anche Baci di Amalfi, perchè usa i limoni di quella splendida terra che è la costiera amalfitana.
Credo che il nome sia perfetto!

In questo caso, prendo la ricetta ma gli lascio volentieri il nome di questi ottimi pasticcini, che – vi assicuro – voleranno via in un baleno!

Ingredienti:
per la frolla
230 gr farina 00
60 gr fecola
90 gr zucchero
70 gr farina di nocciole
160 gr burro a pomata
2 uova
1 tuorlo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 limone bio
1 pizzico sale
1 gr lievito

per la crema
60 ml panna fresca
250 gr cioccolato bianco
50 ml succo di limone

Procedimento:

Per iniziare, preparate la frolla, e montate con le fruste elettriche il burro con lo zucchero, la vaniglia, le zeste del limone, e il sale.
Aggiungete le uova una per volta, e poi il tuorlo.

Setacciate poi la farina con fecola e lievito, e unite la farina di nocciole. Mescolate, e successivamente incorporate gli ingredienti secchi al burro montato con le uova, fino a che l’impasto non sarà liscio e vellutato.

Se dovesse essere ancora un po’ lasco, aggiungete un cucchiaio di farina setacciata.

Su una placca da forno foderata di carta forno adagiate delle palline di impasto leggermente staccate tra loro; per formarle, aiutatevi con le mani, eventualmente leggermente infarinate.
Cercate di dare a tutte delle dimensioni simili, in modo da accoppiarle bene. Se preferite, potete aiutarvi col sac à poche.

Mentre il forno raggiunge la temperatura di 170 gradi, mettete la teglia in frigo ancora un po’, cosicché il burro nell’impasto si rassodi e le palline terranno sicuramente meglio in cottura.

Mettete poi la teglia in forno quando raggiunge la temperatura, e cuocete per circa 10/12 minuti. Non devono scurire.
Fate raffreddare i vostri baci di dama al limone su una gratella.

Nel frattempo che i biscotti di frolla si cuociono al forno, preparate la crema al limone mettendo in un pentolino la panna, e riscaldatela senza che prenda il bollore.

Versate successivamente la panna sul cioccolato, che avrete spezzettato e messo in una ciotola, e mescolate fino a che non si sarà sciolto. Unite il succo di limone, mescolate nuovamente e fate raffreddare. Ci vorrà un po’, anche perché raffreddando la crema inizierà a solidificarsi.

Quando la crema sarà abbastanza morbida da essere spalmata, ma abbastanza solida da non scivolare (un po’ la consistenza della Nutella), accoppiate i biscotti, mettendo tra loro la crema per unirli stabilmente.

I vostri baci di dama al limone sono pronti per essere serviti!

Castagnaccio toscano all’arancia

Castagnaccio toscano all’arancia

Il castagnaccio è come il ragù – ogni famiglia ha la sua versione, i suoi segreti, e guai a chi li mette in discussione. Le ricette tradizionali italiane sono la tipica espressione del campanilismo familiare caratteristico del nostro bellissimo Paese, che lo rende unico tra i tanti. La sua origine se la contendono diverse regioni, anche se a noi è arrivata la tradizione che lo vuole dolce toscano per eccellenza.

Oggi vi propongo la mia versione del castagnaccio toscano, che per inciso ho sempre detestato fino a quando non ho scoperto questa variante (che mi dicono essere più diffusa nella Garfagnana) un po’ più dolce, che unisce le note aromatiche del rosmarino all’arancia.
Il retrogusto di arancia e qualche cucchiaio di zucchero fanno perdere alla farina di castagne un po’ di quel retrogusto di cartoncino bagnato, che detestavo.

Il castagnaccio toscano all’arancia è un dolce vegano e senza glutine ante litteram, quindi adatto a tutti.

Queste quantità vanno bene per una teglia (che dovrebbe essere bassa) di circa 24 cm di diametro.

Ingredienti:
260 gr farina di castagne
250 ml di succo di arancia
100 ml acqua
60 gr uvetta
30 gr pinoli
30 ml olio extravergine di oliva
3 cucchiai zucchero di canna
1 rametto di rosmarino
Scorsa di un’arancia bio
1 pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare il castagnaccio toscano all’arancia mettendo l’uvetta in ammollo in acqua tiepida per una mezz’ora, in modo che si possa reidratare.

Mentre l’uvetta si reidrata, tostate leggermente i pinoli in una padella antiaderente sul fuoco basso. Non serve che siano bruni, è sufficiente che inizino a “sudare” leggermente, lasciando i loro oli (e tutto il loro profumo!). Fateli raffreddare.

Mettete la farina di castagne e un pizzico di sale in una terrina, mescolate poi iniziate ad aggiungere il succo di arancia. Con l’aiuto di una frusta a mano, iniziate ad amalgamare gli ingredienti.

Aggiungete poi anche l’acqua, a temperatura ambiante, e continuate a mescolare per evitare i grumi, fino a che non si formerà un impasto liscio e omogeneo.

Successivamente, unite all’impasto – sempre mescolando con la frusta – l’olio evo e lo zucchero (che è opzionale, potete anche ometterlo se vi piace un sapore più spinto di castagne).

Infine, incorporate una parte dell’uvetta, che avrete ben strizzato e asciugato, e due terzi dei pinoli, e infine la scorza di arancia. Se non la trovate, andrà bene dell’arancia candita, che dovete tagliare a pezzettini piccoli.

Versate il composto in una tortiera a cerniera, che avrete in precedenza spennellato con l’olio. Se volete, potete mettere alla base un foglio di carta forno, per aiutarvi nell’estrazione.

Spargete sulla superficie le uvette ed i pinoli rimasti, oltre al rosmarino, e qualche goccia di olio.

Infornate il vostro castagnaccio toscano all’arancia per circa 40 minuti in forno già caldo a 180 gradi. Saprete che è pronto quando inizierete a vedersi formare delle crepe sulla superficie.

Il castagnaccio toscano all’arancia è ancora meglio se servito dopo qualche ora dalla sua preparazione, perché avrà avuto tempo di assestarsi e di amalgamare tutti gli aromi.

se ti piace la farina di castagne, puoi provare anche questi divertenti Frollini segna glutine alla farina di castagne

Crostata alle mele con frangipane al basilico

Crostata alle mele con frangipane al basilico

Dove nascono le idee? Per esperienza, nei posti più disparati, mentre guardi fuori dal finestrino, tra le pagine delle riviste che sfogli dal parrucchiere. In ogni momento, insomma, in cui la mente riesce a fare spazio – tra pensieri, scadenze, problemi – a estro, fantasia e vitalità.
Non è facile. Però non è impossibile.

Questa ricetta è un po’ nata così, guardando qualche tempo fa ormai il programma “Che diavolo di pasticceria!”, con il maestro Knam. Nel tentare di risollevare le sorti della pasticceria disastrata di turno, Knam ha regalato una sua ricetta, che ha eseguito davanti alle telecamere. Ovviamente senza dare quantità di ingredienti e procedimento… non facile, eh?

Però la frangipane col basilico era un’idea accattivante, e dopo qualche tentativo, sono arrivata a questa ricetta, che quasi certamente è diversa da quella del Maestro, perché è senza burro. E’ anche facilissima da realizzare, e la crostata alle mele con frangipane al basilico diventerà ben presto una delle vostre crostate preferite. Siete pronti per prepararla insieme?

Ingredienti:
per la frolla
220 gr farina 00
70 gr zucchero semolato
60 gr olio vegetale
1 uovo

per la frangipane
190 gr latte
50 gr farina 00
120 gr farina di mandorle (o mandorle tritate finemente)
60 gr zucchero di canna
10 gr basilico
la punta di un cucchiaino di bicarbonato
30 gr olio
1/2 mele

Procedimento:

Iniziate preparando la crema frangipane. Mettete in una ciotola gli ingredienti secchi (farina, farina di mandorle, bicarbonato) e mescolateli tra loro. Se non avete la farina di mandorle, potete ricavarla frullando insieme le mandorle e lo zucchero di canna. Altrimenti frullate con lo zucchero il basilico.

Mettete insieme agli ingredienti secchi anche lo zucchero con il basilico, e aggiungete prima l’olio, e poi il latte, mescolando bene per amalgamare gli ingredienti ed evitare i grumi.
La vostra crema frangipane senza burro è pronta per essere usata!

Mentre preparate la frolla, mettete la frangipane in frigo, coperta dalla pellicola alimentare per evitare che la superficie si secchi.

La pasta frolla della vostra crostata alle mele con frangipane al basilico è pronta in un baleno e non richiede il riposo in frigo: in una ciotola capiente mettete l’uovo con lo zucchero. Mescolateli bene con l’aiuto di una forchetta.

Sempre mescolando bene mettete anche l’olio a filo, in modo che il composto diventi cremoso e lo zucchero inizi a sciogliersi.
A questo punto, iniziate a mettere la farina a poco a poco, mettendo farina nuova non appena la precedente si sarà assorbita. Continuate fino a che tutta la farina non si sarà assorbita, e il vostro impasto non sarà liscio e non appiccicoso. Vi assicuro che ci vogliono veramente cinque minuti!

Dopo di ché, stendete la frolla con un mattarello a un’altezza di circa 4 millimetri – potete aiutarvi stendendola sulla carta forno.
Adagiate quindi la frolla all’interno del vostro stampo per crostata (queste quantità sono adatte ad uno stampo di 26/28 cm di diametro), e bucherellate il fondo con i rebbi della forchetta.

Riempite poi la crostata con la crema frangipane, livellatela bene, e poi stendere uno strato di fettine di mele in copertura (io avevo una mela grande ed è bastata, se sono piccole ne avrete bisogno due).

Mettete la vostra crostata in forno già caldo a 180 gradi, e cuocetela per 35 minuti.

Una volta che la vostra crostata alle mele e frangipane al basilico sarà raffreddata, se volete potete spolverizzarla con lo zucchero a velo.

Ciambella alla zucca e ricotta

Ciambella alla zucca e ricotta

Con l’arrivo dell’autunno, i banchi dei fruttivendoli fioriscono di zucche di ogni tipo e forma. Le varietà di questo ortaggio sono tante, ed ognuna ha la sua caratterista, colore e sapore, che la rende più o meno adatta per le preparazioni più svariate in cucina.
E, badate bene, dico ortaggio (in grassetto!) perchè la zucca è un ortaggio, e più precisamente un ortaggio a frutto. Però qualcuno dà alle zucche del frutto, qualcun altro della verdura, e onestamente non so se le zucche si offendano oppure no, come quando mi danno della signorina senza usare il titolo di studio, perchè si sa che le donne sono signore o signorine, e dottoresse solo hanno la targhetta… avvocato poi, forse non le hanno ancora inventate…

Polemiche a parte, la zucca è uno degli ortaggi che rende tantissimo anche nei dolci, e per questo vi propongo oggi una ciambella alla zucca e ricotta, senza burro, e facilissima da preparare.
Potete, se volete, arricchirla anche con delle gocce di cioccolato fondente e, se usate la varietà butternut, sta bene anche della granella di nocciole o mandorle tostate.
Oppure lasciatela anche così, la dolcezza della zucca vi stupirà piacevolmente!

Ingredienti:
200 gr farina 00
250 gr zucca al vapore
250 gr ricotta vaccina
150 gr zucchero semolato
50 gr amaretti sbriciolati
16 gr lievito per dolci
1 pizzico di cannella
1 pizzico di sale
50 ml olio vegetale
2 uova medie

Procedimento:

Dopo aver lavato e sbucciato la zucca, mettetela a cuocere nella vaporiera (oppure lessatela) fino a che non sarà completamente morbida. Frullatela e mettetela da parte a raffreddare.

Nel frattempo, montate le uova con lo zucchero fino a che non saranno diventate belle chiare e spumose. A questo punto, aggiungete la ricotta e incorporatela nelle uova (usate le fruste elettriche, ma alla velocità minima). Aggiungete poi in successione la zucca frullata, e l’olio, e continuate a mescolare con le fruste.

Successivamente iniziate ad incorporare a poco a poco la farina setacciata con il lievito (così l’impasto crescerà benissimo), poi gli amaretti sbriciolati finissimi, la cannella e il sale.

L’impasto dovrà diventare liscio e morbido.

A questo punto, prendete uno stampo da ciambella (ma potete usare anche una tortiera normale) che avrete imburrato e infarinato (potete usare anche la carta forno), e infornate la ciambella alla zucca e ricotta a forno statico già caldo a 180 gradi per 35/40 minuti.
Il tempo di cottura dipende dall’acquosità della vostra zucca, quindi controllate sempre con lo stecchino prima di sfornare, e se c’è bisogno non abbiate paura di lasciarla un po’ di più in forno.
Se doveste vedere che la superficie scurisce, per evitare la bruciatura lasciando continuare la cottura dovrete coprirla con dell’alluminio.

Una volta raffreddata, potete spolverizzarla con lo zucchero a velo, o coprirla con una ganache di cioccolato, o con della granella di nocciole.

Budini di riso alla fiorentina

Budini di riso alla fiorentina

Non dite che non è vero, vi ho visti storcere il naso! Lo so che il budino di riso alla fiorentina non è probabilmente l’originale – o meglio, è una evoluzione di quello originale, che sarebbe nato a Siena ed era sicuramente fatto di solo riso, senza quella buonissima camiciola di frolla che conosciamo ai nostri giorni.
Adesso è diventato un must delle colazioni toscane, e non c’è pasticceria nella regione che non ne abbia la sua versione. In quel di Pistoia so che lo chiamano anche risottino, ma indipendentemente dal nome che gli si vuole dare, o dalla sua origine, i budini di riso alla fiorentina sono la versione che è arrivata ai nostri giorni, ed è quella che vi propongo oggi.

La ricetta prevede una frolla friabile e non gommosa, che deve fare da contrasto con il ripieno cremoso. Siccome il ripieno è già ricco di suo, ho preferito usare una frolla all’olio, molto più leggera, e molto friabile perchè non ho usato il lievito nell’impasto.

Di ricette ce ne sono tante, tante quante sono le famiglie toscane. Io vi lascio la mia versione un po’ alleggerita nei grassi animali, per dare un’occhiata al gusto e una alla linea. So che i puristi storceranno il naso un’altra volta, ma questi budini di riso alla fiorentina hanno conquistato davvero tutti!

Ingredienti per circa 10-12 budini:
Per la frolla
220 gr farina 00
70 gr zucchero semolato
60 gr olio vegetale
1 uovo

Per il ripieno:
150 gr riso (preferibilmente uno per minestre e non tiene tanto la cottura)
400 gr latte intero
100 gr zucchero semolato
50 gr butto
2 tuorli
1 pizzico di sale
cannella q.b.
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
zeste grattugiate di un limone bio

Procedimento:

Iniziate preparando il ripieno dei vostri budini di riso alla fiorentina, dal momento che la pasta frolla all’olio sarà subito pronta e non necessita di riposo in frigo.

In una casseruola mettete il latte, il riso e lo zucchero: mescolate bene e poi fate raggiungere il punto di ebollizione a fuoco basso. Appena prima del punto di ebollizione, mettete il burro a pezzetti e un pizzico di sale, oltre alle zeste del limone, alla vaniglia e alla cannella (giusto una spruzzata).
Cuocete il riso per il tempo necessario indicato nella sua confezione, di solito venti minuti, mescolando spesso per evitare che si attacchi alla pentola.

Una volta giunto a cottura, lasciate raffreddare un poco, e quando sarà ancora caldo ma non bollente, incorporate nei budini di riso alla fiorentina anche i tuorli, sempre mescolando bene per evitare grumi.

Mentre il riso si intiepidisce, preparate la frolla mettendo in una ciotola l’uovo, l’olio e lo zucchero. Mescolate poi con una forchetta per amalgamare bene, e successivamente iniziate ad aggiungere la farina poco per volta, sempre mescolando. L’impasto a mano a mano che metterete la farina diverrà più liscio e compatto, e quando non si attaccherà più alle mani sarà pronto.

Stendete la frolla a circa 4 mm di spessore e tagliatela a cerchi con l’aiuto di un coppapasta.
Io ho preso degli stampi per muffin per aiutarmi nella cottura, anche se la ricetta tradizionale vorrebbe i budini di riso alla fiorentina fatti con una forma ovale, come questa.

Imburrate e infarinate gli stampini, mettete la pasta frolla coppata in ogni stampino, e bucherellate il fondo con i rebbi della forchetta.
Mettete la crema di riso intiepidita in ogni stampino sopra lo strato di frolla, avendo cura di restare un po’ sotto al bordo, perchè cuocendo si gonfieranno leggermente.

Mettete quindi a cuocere in forno a 180 gradi per circa 25 minuti.

Quando saranno raffreddati, spolverateli di zucchero a velo.

Se cercate altri dolci della tradizione toscana, regione con cui sento finalità elettive che devo ancora ben esplorare, vi invito a leggere anche la mia versione del Castagnaccio profumato all’arancia.

Ciambella integrale alle nocciole e caffè

Ciambella integrale alle nocciole e caffè

“Se la vista di cieli azzurri ti riempie di gioia, se le cose semplici della natura hanno un messaggio che tu comprendi, rallegrati, perché la tua anima è viva.”

Non ho nulla contro le torte moderne, anzi.
Sono decisamente belle, eleganti, stilose. Hanno gusti sorprendenti, accostamenti azzardati. Sono proprio la manifestazione dell’ingegno e della bravura del pasticcere.
Però non mi rappresentano un gran ché. A me piacciono i dolci semplici, che sanno di casa, e che mi ci riportano se sono via.

Per questo mi piace questa ciambella integrale alle nocciole e caffé; col caffè che si sente appena, e le nocciole che danno un profumo eccezionale all’impasto già in cottura. Più che un dolce è una coccola per l’anima.

La ciambella integrale alle nocciole e caffé è perfetta per la colazione, ma è così elegante e austera che non sfigura per niente a fine pranzo. E se avete quel certo languorino alle quattro del pomeriggio, vi farà un’ottima compagnia per merenda. Insomma, la compagna più dolce per tutta la giornata.

Ingredienti:
260 gr farina integrale (ma potete usare anche la 00)
160 gr zucchero (per un gusto più rustico potete usare lo zucchero di canna fine)
3 uova
80 gr di nocciole macinate finissime
10 gr lievito per dolci
1 tazzina di caffè
150 ml di olio vegetale
1 pizzico di sale
zucchero a velo per decorare

Procedimento:
Montate le uova con lo zucchero fino a che diventano belle chiare e spumose, e raddoppieranno quasi il loro volume.
Nel frattempo, tritate le nocciole nel mixer fino a raggiungere una consistenza quasi farinosa.

Una volta finito di montare le uova, aggiungete nella stessa ciotola le nocciole tritate, il caffè (che non deve essere bollente!! appena appena tiepido) e il sale. Mescolate ancora con le fruste in modo da amalgamare questi ingredienti al composto con le uova.

Unite poi – usando una spatola – la farina setacciata con il lievito (così crescerà bene perchè avrà preso molta aria) alternandola all’olio.

Imburrate e infarinate uno stampo per ciambella, e versatevi il composto.

Mettete in forno preriscaldato a 180 gradi e cuocete per circa 30 minuti. Mezz’ora dovrebbe bastare, ma comunque fate sempre la prova stecchino.

Una volta che si sarà raffreddata, spolveratela con zucchero a velo (oppure potete fare una glassa al caffè spolverata con polvere di nocciole… insomma, spazio alla fantasia!)

Se vi piacciono i dolci col caffé, provate anche questa Torta vegana al caffé all’acqua.

Ciambellone all’acqua al limone e lavanda

Ciambellone all’acqua al limone e lavanda

La lavanda è una pianta già nota ai Romani, che la utilizzavano nei bagni termali, a loro così cari. Era anche utilizzata, per il suo profumo, in profumeria. Forse vi stupirà, ma già da allora se ne conoscevano anche le proprietà terapeutiche, tanto che veniva spesso utilizzata nei decotti per i capelli e la pelle.

… e vogliamo essere noi meno dei nostri antenati Romani?
La lavanda è della famiglia di rosmarino, origano, basilico, melissa, maggiorana, salvia, timo e menta, tra le altre. Tutti volti noti in cucina, insomma. Una curiosità è che il fiore per l’erboristeria, e quindi anche per cucinare, lo si coglie ad inizio fioritura, mentre quello destinato ai prodotti cosmetici lo si coglie nel periodo di massima fioritura. Quindi, non usate per cucinare la lavanda che trovate nei sacchetti per profumare i cassetti, perché non va bene!

Quella del ciambellone all’acqua al limone e lavanda è una ricetta facilissima; la sua leggerezza la rende perfetta per la colazione di tutti i giorni, o per ogni momento della giornata. E’ inoltre priva di lattosio, e quindi adatta anche agli amici intolleranti. Provatela, e diventerete anche voi dei seguaci della lavanda nei dolci, credetemi!

Ingredienti:
250 gr farina 00
3 uova
160 gr zucchero
Le zeste di un limone bio
1 bustina di vanillina
16 gr lievito vanigliato per dolci
130 ml di acqua a temperatura ambiente
130 ml di olio vegetale (io uso quello di riso ma qualsiasi olio di semi va bene, basta che abbia un sapore non marcato)

Procedimento:
Dividete i tuorli dagli albumi, e montate questi ultimi a neve ben ferma con un paio di cucchiai di zucchero che avrete tolto dal totale.
Montate in un’altra ciotola i tuorli con lo zucchero restante fino a che il composto non risulterà bello chiaro e spumoso. Aggiungete poi l’acqua e l’olio a filo, e continuate a montare (a velocità ridotta però). Unite anche le zeste del limone e la vanillina.

A questo punto potete iniziare a introdurre poco per volta nel composto con i tuorli la farina, che avrete setacciato in precedenza (continuate a usare la frusta elettrica, se volete, ma a velocità bassa) e poi il lievito.

Infine, incorporate gli albumi delicatamente, usando una spatola, avendo cura di non smontarli.

Trasferite l’impasto in uno stampo a ciambella imburrato e infarinato (oppure potete usare lo spray) e cuocete nel forno già caldo a 180 gradi per 35 minuti circa. Controllate sempre la cottura con lo stecchino.

Lasciate raffreddare il ciambellone all’acqua al limone e lavanda prima di toglierlo dallo stampo.

Se ti piace la lavanda nei dolci, puoi provare anche la Cheesecake alla lavanda e mirtilli.

Swirl buns alla cannella

Swirl buns alla cannella

I lievitati sono sempre un piccolo miracolo. Siano pane , pizza, brioche o altri dolci in generale, ogni volta mi lascio stupire dal lavoro del lievito, che piano piano gonfia, cresce, respira. Vive.

Ogni volta lascio che il lievito mi sorprenda, e spero impaziente che scorra il suo tempo per scoprire la sua magia. Posso averlo visto cento volte, ma la centounesima sarà sempre uguale.

Così succederà anche a voi con questi swirl buns alla cannella, che riempiranno la vostra casa di dolcezza, un profumo che sa di casa.

Ingredienti:
370 gr farina 00
55 gr zucchero
50 gr burro a pomata
1 bustina lievito di birra
60 ml acqua calda
60 ml latte
1 uovo

50 gr burro fuso
1 cucchiaio colmo di zucchero a velo
1 cucchiaino di cannella in polvere

Procedimento:

Iniziate sciogliendo il lievito in acqua calda, mescolando bene. In una ciotola mettete poi lo zucchero, 170 gr di farina tolto dal totale, il latte, l’uovo, il burro e il lievito sciolto nell’acqua. Impastate quindi a mano (o con la planetaria) fino a che l’impasto non diventa liscio.
A questo punto, aggiungete a poco a poco la restante farina. Spostate l’impasto sul tavolo da lavoro, e impastate ancora un poi fino a che tutta la farina non si sia assorbita. L’impasto sarà liscio e non si attaccherà alle mani.
Ponetelo quindi in una ciotola, copritela con la pellicola alimentare e un canovaccio, e fate lievitare in un luogo tiepido fino a che non si sarà raddoppiato in volume. In genere, ci vogliono un passo di ore.

Riprendete poi l’impasto, e stendetelo con il mattarello a forma rettangolare, abbastanza sottile.

Spennellate a questo punto la superficie con il burro fuso, mescolato con lo zucchero a velo e la cannella, lasciamo libero il bordo di circa 1 cm. Piegate poi l’impasto in tre, come si fa con le lettere, tenendo all’interno il ripieno, e ripassatelo con il mattarello, in modo che si appiattisca ancora un po’.

Tagliate per il lato corto delle strisce di impasto di circa 2 cm di spessore, e arrotolatele aiutandovi con le dita.

Mettete ciascuno degli swirl buns alla cannella su una teglia coperta di carta forno, coprite anch’essa con la pellicola alimentare, e fate lievitare ancora 30 minuti.

Scaldate il forno a 180 gradi, e poi mettete a cuocere gli swirl buns alla cannella per venti minuti. Se volete, potete spolverarli di zucchero, o granella di nocciole, come ho fatto io.

Gustate i vostri swirl buns appena tiepidi, quando il ripieno è ancora morbido.

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