Treccia di brioche al latte di mandorla

Treccia di brioche al latte di mandorla

Quando nel mio frigorifero compare il latte di mandorla, significa che comincio a sentire la primavera. I frutti della mandorla li raccogliamo più in là nell’anno, ma quei gentili e folti fiori bianchi del mandorlo si iniziano a vedere già a marzo (e qualche volta, se il clima è mite, anche a febbraio). Quindi, appena sento un’aria più gradevole, è come se il mio corpo iniziasse a riconoscere i segni della stagione che cambia ed a volere (fortemente) che inizi la mia stagione, la primavera.

La treccia di brioche al latte di mandorla è la prima ricetta veramente simil primaverile che ho realizzato quest’anno. E’ un semplicissimo pan brioche al latte, come l’ho preparato qui. Ho solo aumentato le dosi e l’ho arricchito sostituendo il miele con un po’ di burro (che a me fa tanta primavera, non so perchè!). L’impasto è piuttosto morbido, e infatti se potete vi consiglio di usare la planetaria per impastare. Vi assicurerà tanta fatica in meno, e un impasto ben più incordato e soffice. La lievitazione è molto veloce (per questo troverete molto lievito di burra nella ricetta), ma in questo modo avrete una brioche comunque bella morbidosa e delicata.

La treccia di brioche al latte di mandorla è perfetta a colazione. Potete spalmare della buona confettura, una ottima crema al cacao, o qualsiasi cosa desideriate. L’impasto non è particolarmente dolce e, salvo che non vogliate utilizzare del latte di nocciola zuccherato, ha un sapore neutro che va bene con tutto. Le vostre colazioni inizieranno a decollare… verso la bella stagione!

Ingredienti:
500 gr di farina (metà 00 e metà manitoba)
1 uovo
250 ml di latte di mandorla (potete usare anche il latte normale, comunque)
80 gr di burro morbido
50 gr di zucchero semolato (se usate illatte di mandorla addolcito toglietene un paio di cucchiai)
18 gr lievito di birra fresco
1 pizzico di sale
mandorle a lamelle e un albumeper decorare

Preparazione:
nella ciotola della planetaria mettete le due farine e mescolate.
Intiepidite legggermente il latte di mandorla, e poi scioglietevi all’interno il lievito di birra fresco. lasciate che si attivi nel latte per circa cinque minuti. Se vedere che si inizia a formare una leggera schiumetta vuol dire che è attivato.

Versate la prima metà del latte di mandorla col lievito nella planetaria e iniziate ad impastare a bassa velocità insieme alle faine. Appena il latte di sarà assorbito, mettete un pizzico di sale nell’impasto.

Lasciate mescolare un minuto e poi aggiungete il latte con il lievito rimasti, poi l’uovo e infine lo zucchero, sempre impastando bene ma a bassa velocità.
Quando l’impasto della treccia di brioche al latte di mandorla sarà diventato omogeneo, completate l’impasto con il burro molto morbido a pezzetti.
Continuate ad impastare, fino a che tutto il burro non si sarà assorbito e l’impasto sarà diventate molto morbido ed elastico.

A questo punto, trasferite l’impasto della vistra treccia i brioche al latte di mandorla in una ciotola pulita, copritela con la pellicola e mettetela a lievitare in un luogo tiepido senza spifferi per circa un paio d’ore. deve raddoppiare di volume, quindi a seconda della temperatura della vosta casa potrebbe anche essere sufficiente un’ora, un’ora e mezza.

Terminata la lievitazione, prendete il vostro impasto e dividete l’impasto in tre o quattro parti uguali (a seconda che vogliate fare la treccia a tre o a quattro capi). Ricavate da ciacuna parte dei cilindri lunghi di circa 4 cm di diametro. Io vado ad occhio, li formo fino a che non sono tutti uguali di diametro e lunghezza. La imperfezione è la cosa più bella dei dolci fatti a mano!

Mettete un foglio di carta forno sulla placce del forno, e quando avrete intrecciato la vostra treccia di brioche al latte di mandorla posatela sulla teglia e lasciatela lievitare ancora una mezz’oretta., coperta da un canovaccio.

Accendete il forno (statico) e raggiungete la temperatura di 200 gradi.
Spennellate la treccia con un albume alungato con un po’ di latte di mandorla e spandete supra le mandorle a lamelle a vostre piacere. Se volete potete aggiungere anche la granella di zucchero.

Cuocete la trecchia di brioche al latte di mandorla per circa 30 minuti. Raffreddatela su una gratella e poi servitela tiepida o fredda, anche spolverizzata con dello zucchero a velo, se vi va.

Frollini alla farina di riso senza glutine

Frollini alla farina di riso senza glutine

Una delle cose che ha sconvolto di più la nostra famiglia alla diagnosi di celiachia di mio padre è stato il menù. Improvvisamente abbiamo scoperto che il glutine era dappertutto intorno a noi, non c’era quasi nessun prodotto nei supermercati che riportava la spiga dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia) oppure la scritta SENZA GLUTINE.
Eravamo tutti preoccupati da contaminazioni, ingredienti poco chiari, conservanti consentiti (o forse no). L’unica ragionevole certezza di mangiare pietanze veramente senza glutine era alzarsi le maniche e farseli da sé.

La pasticceria senza glutine non è semplice. La maglia glutinica assente nelle farine senza glutine può e deve essere sostituita con altri ingredienti: uova, amidi (maizena o fecola o similari), burro o margarina.
In questa ricetta dei Frollini alla farina di riso il collante dell’impasto è proprio il burro, che da’ anche quel meraviglioso sapore tipico delle frolle con il glutine.

Preparare queste frollini è semplicissimo. Gli ingredienti sono limitati, e poi ormai la farina di riso si trova ovunque, anche nei supermercati generici. Nella foto ve li ho proposti “al naturale”, ma ovviamente potete accoppiarli con della crema di nocciole o della marmellata. Oppure usare la frolla come base per delle meravigliose crostate glutenfree. A voi la scelta!
Siccome mi piace molto il retrogusto alla liquirizia dello zucchero di canna integrale, ho usato questo per realizzare questa mia versione di frollini alla farina di riso. Se non vi piace, potete usare lo zucchero semolato.

Mi raccomando solo di fare attenzione a che gli ingredienti di riempimento che sceglierete siano senza glutine. E fate anche attenzione a che gli arnesi di cucina siano ben puliti, perchè il rischio di contaminazione da glutine è subdolo! A parte queste avvertenze, sicuramente questi frollini alla farina di riso diventeranno uno dei vostri cavalli di battaglia della pasticceria casalinga senza glutine, e vi faranno fare un figurone!

Ingredienti:
250 gr di farina di riso
75 gr di burro molto molto morbido
100 gr di zucchero di canna
mezzo cucchiaino di bicarbonato (o una punta li lievi per dolci)
1 uovo a temperatura ambiente
1 bustina di vanillina

Preparazione:
Iniziate a preparare i frollini alla farina di riso ammorbidendo molto il burro. Potete usare il microonde o a bagnomaria, ma l’importante è che non si sciolga completamente. Deve essere però tanto morbido.

Lasciatelo riprendere la temperatura ambiente (ci vorrà qualche minuto) e intanto mettete in una ciotola la farina di riso col bicarbonato e la vanillina, e mescolate.

Aggiungete al burro lo zucchero, e mescolate per bene fino a che i due ingredienti non si saranno ben incorporati.
Se usate lo zucchero di canna, noterete che non si scioglierà del tutto. Non vi preoccupate, è normale e va bene così.

A questo punto iniziate ad incorporare i secchi (la farina di riso con la vanillina e il bicarbonato), mescolando prima con una forchetta, e poi quando l’impasto inizierà ad avere una qualche consistenza, continuate ad impastare con le mani. Vedrete che si formerà un impasto abbastanza morbido, leggermente sbricioloso.

Prendete una parte di impasto (circa una metà) e stendetelo col mattarello sul piano di lavoro tra due fogli di carta forno leggermente spolverati di farina di riso. Lo spessore non deve essere molto alto, circa 3/4 millimetri va bene. Io vado a occhio naturalmente, l’importante è che non siano molto spessi ma nemmeno sottilissimi (altrimenti si romperanno).

Prendete un tagliabiscotti di vostra scelta e tagliate i vostri frollini alla farina di riso. Poneteli poi sulla teglia (va bene anchel a leccarda) coperta di carta forno. Siccome non lievitano molto in cottura, potete anche distanziarli di circa un paio di dita.

Mentre attendete che il forno di scaldi a 180 gradi, mettete la vostra teglia in frigorifero in modo che i frollini si compattino.
Una volta che il forno è caldo, mettere i frollini alla farina di riso nel forno e cuoceteli per circa 15 minuti. lasciateli raffreddare un po’ prima di staccarli dalla teglia.

Black Russian Bagels

Black Russian Bagels

Il mio viaggio in Russia. E chi se lo scorda?
Estate 2004, Milano Malpensa. So poco di russo, dopo due anni di corso mi esprimo a concetti semplici. Come mi chiamo, dove abito, ho fame, ho sete.
Leggo benissimo il cirillico, peccato che non capisco le parole.
Però mi butto. L’Università di Bergamo cerca volontari per andare a testare una università per stranieri a Belgorod, a dieci ore di treno da Mosca.
Praticamente ci pagano per fare da cavie, quindi con qualche altro avventuroso della nostra scuola di russo (detta familiarmente la Assoziàzia) ci offriamo.
Naturalmente nessuno conosce Belgorod. Dopo aver fatto visto, biglietti aerei e tutto l’armamentario, diamo un’occhiata al tragitto.
Belgorod è vicino alla Cecenia – se ricordate la scuola di Beslan, avete capito. Se ricordate anche l’anno della strage di Beslan, capite anche l’angoscia che ho provato durante tutto il viaggio!

Un viaggio che è iniziato così non poteva che continuare con la stessa incoscienza avventurosa. Sette italiani in giro per una cittadina del profondo sud russo, che sembrava uscita diritta dagli anni ’50.
Gli autobus di linea erano pulmini sgangherati con le tendine fiorate ai finestrini.
L’università era immensa – e immensamente vuote, visto che d’estate gli studenti sono a casa per le vacanze. C’eravamo solo noi, ci sentivamo come le particelle di sodio dell’acqua Lete (no adv, nel caso..).

Quando Patrizia di Andantecongusto ci ha coinvolto, per il progetto “Il Cestino del Pane”, a rifare la sua ricetta dei Black Russian Bagels, ho pensato che in Russia questi cosini non li avevo mai né visti né sentiti! Anzi, avevo mangiato piuttosto male alla mensa universitaria. E se pensate che il mio momento culinario topico di tutta la vacanza è stato mangiare blinis e caviale seduta su un marciapiede in mezzo a un paesello con le galline che scorrazzavano tra i nostri piedi, potete capire la sorpresa quando ho gustato questi panini meravigliosi!

Il cumino da’ un tocco in più, la melassa e il cacao sono sorprendenti insieme! Io non avevo la segale, quindi questa che vi racconto sotto è la mia versione con la farina di farro integrale. Vi assicuro che sono venuti buonissimi lo stesso, e con cream cheese e salmone o caviale (o uova di lompo, dai!) sono uno spettacolo!

Ingredienti (per 6 bagels):
Per il polish
1 g di lievito di birra fresco
25 g di acqua
25 g di farina di farro integrale

Per l’impasto
134 g di acqua
3 g di lievito di birra fresco
110 g di farina manitoba
130 gr di farina di farro integrale
50 g di melassa
12 g di cacao amaro in polvere
5 g di sale marino fine
un po’ meno di un cucchiaino di semi di cumino pestati
30 g di zucchero semolato
olio
bianco d’uovo per lucidare (se volete la versione vegan, non lo mettete)

Per il topping
sale grosso, mix di semi

Preparazione
La sera prima preparate il polish sciogliendo il lievito nell’acqua (temperatura ambiente), e aggiungendo poi la farina. Si formerà una pappetta, che diventerà abbastanza consistente. Copritela con la pellicola e mettetela almeno 12 ore in frigo.

Il giorno seguente fate l’impasto: nella planetaria (lo consiglio vivamente, l’impasto è arcigno e soprattutto appiccicoso!) mettete l’acqua, il polish (mescolate brevemente così si scioglierà un po’), le farine, la melassa, il cacao (setacciatelo, che fai grumi!), il cumino e il sale e date una prima impastata.
All’inizio vi sembrerà appiccicoso (e lo è) ma più lo lavorate e più si andrà ad incordare.
Quando si sarà incordato (ossia si stacca a fatica dalla ciotola) mettetelo in una ciotola coperta con la pellicola, e fatelo lievitare per circa due o tre ore.

Riprendete poi l’impasto, e dividetelo in sei.

Formate delle palline e lasciatele riposare qualche minuto, mentre prendete una teglia (anche la leccarda va bene) e la foderate di carta forno.

Riprendete le vostre palline, fare un foro al centro con le dita e allargatelo un pochino (non troppo, vi verranno dei dischi volanti altrimenti!), poneteli sulla teglia coperta di carta forno e fate lievitare ancora mezz’ora.

Scaldate il forno a 240 gradi, statico. Nel frattempo mettete circa 3 litri di acqua a scaldare.
Quando bolle l’acqua, versatevi lo zucchero, abbassate il fuoco e tuffateci dentro un black russian bagels alla volta. Cuocetelo per circa 20 secondi per lato, poi rimetteteli ben scolati sulla teglia del forno sempre con la carta forno.

Spennellate i vostri black russian bagels con il bianco d’uovo e mettete sopra il sale, i semi misti (io avevo semi di zucca, di lino, sesamo, a caso), e metteteli in forno a cuocere per circa 15 minuti.

Lasciateli intiepidire prima di toglierli dalla teglia.

Campo di neve

Campo di neve

La torta campo di neve è una ricetta toscana delle zone di Prato, o giù di lì, giusto per dimostrare che a Prato non ci sono solo i cantucci o le peschine (che rifarò MOLTO presto!). Non so quanto sia ancora in uso, visto che anche in quel bel mondo che è l’internet non ne ho viste molte (anzi, direi che le si può contare sulle dita di una mano, e forse una mano è fin troppo!).

E’ un peccato, anche perchè mia nipote l’ha soprannominata torta paradisiaca, il ché le dà un patentino non da poco!

Era un po’ che volevo provarla, complice la versione che ho trovato su quel gran librone che è “La Cucina Toscana” di Giovanni Righi Parenti, un bel tomo (adesso è anche in edizione molto economica!) che è la summa di tutte le ricette regionali toscane, ma è anche un bel racconto gastro-storico di una delle regioni più amate d’Italia (almeno, dagli inglesi di sicuro! oltre che da me).
Ve la racconto oggi, dicendovi anche (il buon Giovanni questo non l’ha specificato!) che queste quantità sono perfette per una teglia da 22 cm di diametro.

Se avete albumi d’avanzo, non li buttate, ma regalatevi una squisitezza candida… come la neve!

Ingredienti:
8 albumi
300g di zucchero semolato
80g di farina 00
la buccia di un limone non trattato
100g di fecola di patate
100g di burro fuso tiepido
due/tre manciate di mandorle bio tostate e tritate grossolanamente (lui dice mezzo etto, devono essere sufficienti a coprire il fondo della torta)

Procedimento:
La torta campo di neve si prepara montando anzitutto gli albumi a neve piuttosto ferma.

Con una spatola, incorporate prima la fecola, e poi la farina, le zeste del limone e lo zucchero.
Mescolate pianco dal basso verso l’alto, per non smontare gli albumi,
Solo una volta che il tutto si è amalgamato, aggiungete il burro fuso a temperatura ambiente.

Prendete uno stampo a cerniera di 22 cm di diametro, imburratelo infarinatelo, oppure foderate il tutto con la carta forno.

Sul fondo della teglia spargete le mandorle – potete usare uno strato di mandorle a granella, come ho fatto io, o usare le lamelle, o ancora tagliare delle mandorle a pezzi irregolari. Deve formarsi uno strato sul fondo di mandorle, che resterà in alto quando andremo a ribaltare la torta.
Cuocete per 45 minuti la torta campo di neve in forno caldo a 130 gradi.
La torta deve cuocere lentamente e crescere in maniera graduale.

Aspettare a sformarla quando si sarà raffreddata.

Potete decorare con una spolverata di zucchero a velo, o di zucchero semolato, o lasciando la base croccante a vista.

Madeleines al mocaccino

Madeleines al mocaccino

Le ispirazioni nascono da chissà dove, o forse sono sempre state lì, in un angolino della mente. Si nascondono dai grossi pensieri, dalle ansie di tutti i giorni, paurose di uscire allo scoperto. Ma poi, appena i mostri che occupano le nostre menti decidono di riposarsi, ecco che escono allo scoperto, e ci regalano la meraviglia!
Sono nate così queste madeleines, per un avanza di caffè un sabato mattina.
Non sono le prime madeleines che preparo (anzi, andatevi a vedere queste Madeleines al limone e mandorle), e anche se in passato mi avevano soddisfatto a livello di gusto e morbidezza, sto ancora rincorrendo la fantastica gobbetta, che ogni tanto esce e ogni tanto no.

Questa volta ho seguito il consiglio del famoso pasticcere francese Hermé, che suggerisce di lasciare l’impasto in frigorifero almeno tre ore, e possibilmente una note intera… Vabbè, una notte non l’avevo, ma ho lasciato l’impasto in frigo per tre ore più che abbondanti, e in effetti ho notato che le gobbette sono uscite un po’ di più. Al prossimo giro provo a lasciarle davvero al frigo nottetempo, e vediamo se il risultato cambia di molto. Come si dice… bisogna sperimentare sempre, e se è divertente tanto meglio!

Comunque, gobbetta o meno, queste madeleines al mocaccino sono davvero buonissime. Il procedimento è a grandi linee lo stesso delle madeleines tradizionali, ma il sapore ha un qualcosa in più grazie all’aroma del caffè. Questa versione è perfetta per la colazione, o il dopo pasto, e sono sicura che le rifarete spesso e saranno le più desiderate a tutti!

Ingredienti (per circa 18 madeleines di media grandezza):
2 uova a temperatura ambiente
100 gr farina 00
70 gr zucchero semolato
80 gr di burro sciolto e tiepido
1 cucchiaio di cacao (meglio dolce, se non l’avete va bene anche amaro)
2 cucchiai di caffè (espresso o della moka va benissimo)
1 bustina di vanillina
un pizzico di sale

Preparazione:

Iniziate a preparare le madeleines al mocaccino setacciando in una ciotola la farina, il lievito, il cacao, la vanillina e il sale, e mettete da parte.

In un’altra ciotola montate le uova (rossi e albumi) con lo zucchero, in modo che diventino belle spumose, chiare e consistenti. Ci vorranno dai due ai quattro minuti.

Con l’aiuto di una spatola incorporate gli ingredienti secchi nelle uova montate, cercando di evitare i grumi ma anche di smontare le uova. Fate dei movimenti dal basso verso l’alto per aiutarvi ad amalgamare il tutto.

Infine, allungate il burro sciolto e tiepido con due cucchiai di caffé, mescolate e poi unite al resto dell’impasto.

Ancora, amalgamate il tutto e poi mettete l’impasto in frigorifero, coperto dalla pellicola alimentare, per almeno tre ore, ma idealmente per tutta la notte. Fate ben aderire la pellicola alla superficie dell’impasto, così non si seccherà.

Trascorso il riposo in frigo, accendete il forno a 200 gradi e scaldatelo.

Intanto, prendete gli stampini delle madeleines al mocaccino, imburrateli e infarinateli per bene (anche se sono di silicone, così vi verranno quei bei bordini caramellati!) e distribuite un po’ di impasto in ciascuna forma per madeleines. Dipende dalla grandezza degli stampi, ma in linea di principio con uno stampo medio come il mio basta un cucchiaino colmo di impasto. Deve cadere sul fondo dello stampino, e anche se non copre le estremità dello stampo va bene comunque, si allargherà in forno.

Cuocete all’incirca per 10/12 minuti, poi estraete gli stampi e togliete le madeleines da ciascuna cavità. Fatele raffreddare con la gobbetta verso l’alto.

Ciambella al limone e mandorle

Ciambella al limone e mandorle

Per tanto tempo mi sono chiesta quali fossero i profumi che preferisco all’interno dei dolci, quelli che mi risolvono ogni ricetta, per dire. Se fossi lì, davanti al forno, e dovessi preparare qualcosa che so che mi piacerà (e probabilmente piacerà a molti), vado sul sicuro.
Limoni e mandorle.

Questa ciambella al limone e mandorle è la sintesi perfetta del concetto di dolce veloce e soprattutto buono. Non è l’unico che trovate in questo blog che combina questi due ingredienti.
Oltre alla ciambella, il magnifico duo è protagonista nelle Madeleines al limone e mandorle, nei Biscotti alle mandorle e limone, e infine anche nella Torta senza glutine alle mandorle con glassa al limone e lavanda.

La ciambella al limone e mandorle è così semplice che ho usato uno stampo bellissimo di Nordicware per darle un tono. Mi piacciono moltissimo gli stampi di questa marca, e se non fosse che costano un occhio, ne avrei una intera collezione!

Vi lascio qui sotto la ricetta della ciambella al limone e mandorle. La preparate in dieci minuti tondi, e dopo 40 minuti in forno avrete una meraviglia da gustare a colazione, pranzo… quando volete voi!
La base è quella della ciambella normale, ho solo aggiunto il latte di mandorla per aumentare il profumo di mandorla dell’impasto. Semplice, no?

Ingredienti:
200 gr farina 00
16 gr lievito
140 ml di latte di mandorla
250 gr zucchero semolato
50 gr di mandorle (va bene la farina, ma anche le mandorle, che possiamo tritare finemente in un mixer con parte dello zucchero)
Scorza di un limone
100 gr burro a pomata
3 uova

Zucchero a velo per decorare q.b.

Preparazione:
Prendete una ciotola e montate le tre uova (intere) con lo zucchero.

Se usate le mandorle intere e non la farina, montate le uova con 200 gr di zucchero, e tenete i 50 gr di zucchero a parte per aiutarvi a tritare le mandorle con l’aiuto del mixer.

Quando il composto è bello chiaro e spumoso, introducete il burro col latte. Date un’altra mescolata (abbassando la velocità delle fruste) e poi aggiungete la farina 00 setacciata e il lievito (anche questo setacciato).

Mescolate ancora con le fruste a bassa velocità (va bene anche le fruste a mano) in modo che si dissolvano eventuali grumi.

Aggiungete la scorza del limone e la farina di mandorle, mescolando con una leccapentole per incorporare il tutto.

Versate, a questo punto, l’impasto nello stampo imburrato e infarinato e mettete il tutto nel forno già caldo a 180 gradi per circa 40 minuti.

Lasciate raffreddare prima di togliere dallo stampo, e a piacere decorate con una spolverata di zucchero a velo.

Plumcake alla cannella e noci pecan

Plumcake alla cannella e noci pecan

Per me l’inverno sa di cannella. Non c’è nessun aroma, nessun profumo che mi riporti alla mente l’inverno come questa spezia.
Anzi, tra le spezie la cannella è una delle fantastiche quattro: quando nelle ricette dell’Ottocento si leggeva “un pizzico di spezie o di droghe”, si intendeva cannella, chiodi di garofano, pepe e noce moscata. Insomma, la cannella è un po’ il prezzemolo delle spezie, stava – e sta – sempre ovunque.

Oggi vi propongo un plumcake alla cannella e noci pecan che ha un profumo invernale inebriante e un gusto davvero unico e speciale. Si prepara abbastanza velocemente, non ha burro nell’impasto, e anzi ho avuto l’opportunità di usare il mio amato skyr islandese alla vaniglia, che da’ un gusto e una morbidezza unici a questo dolce meraviglioso.

Se non avete le noci pecan, le noci nostrane possono benissimo andare (anzi, forse sono anche più economiche). Provatelo e fatemi sapere che ne pensate. Sono sicura che vi conquisterà!

Ingredienti:

300 gr farina 00
45 gr noci pecan
Un pizzico di sale
2 cucchiaini di cannella
200 gr di zucchero più altri 70 grammi (teneteli divisi)
8 gr lievito per dolci
1 uovo
70 gr olio vegetale
1 bustina vanillina
240 gr latte parzialmente scremato (o come volete voi)
115 gr skyr alla vaniglia (va bene anche uno yogurt greco)

Procedimento:

Per preparare il plumcake alla cannella e noci pecan iniziate a scaldare il forno a 180 gradi.

In una ciotola, mescolate i 70 gr di zucchero con le noci pecan che avrete tritato a granella non troppo fine, insieme alla cannella. Teneteli da parte, vi serviranno dopo.

Prendete poi una ciotola capiente, dove dovete setacciarvi all’interno la farina, il lievito e la vanillina. Aggiungete anche lo zucchero (200 gr) e il sale, e mescolate bene.

In un’altra ciotola mescolate insieme l’uovo, l’olio il latte e lo skyr.

A questo punto, riprendete la ciotola con gli ingredienti secchi (quella con la farina, per intenderci) e iniziate ad incorporare la parte liquida, mescolando con una frusta a mano per cercare il più possibile di eliminare i grumi.

In una teglia da plumcake che avrete precedentemente imburrato e infarinato (o ricoperto con la carta a forno) versate metà dell’impasto. Senza livellare (non è necessario) ricopritela con la un po’ più della metà del mix a base di zucchero, cannella e noci pecan.

Coprite con il restante impasto, e poi sopra ricoprite tutto con il mix a base di zucchero, cannella e noci pecan che restava.

Infine, prendete un coltello e iniziate a disegnare dei cerchi nell’impasto, in modo che il ripieno si mescoli e formi una sorta di marmorizzazione all’interno.

Mettete quindi il vostro plumcake alla cannella e noci pecan a cuocere in forno per circa 55 minuti. Fate sempre la prova stecchino!

Prima di sformarlo attendete che il plumcake si sia intiepidito.

Biscotti con farina di mais

Biscotti con farina di mais

Sarà perchè sono innegabilmente nordica (occhi azzurri, anche se ciecati, e pelle chiarissima che si scotta in un nanosecondo), sarà perchè a casa mia d’inverno la polenta non manca mai, a me l’epiteto “polentona” non disturba per niente, almeno nella sua connotazione strettamente semantica. Lo confesso, a me piace la polenta.

Mi piace anche usare la farina di mais nei dolci. Avevo già preparato dei Frollini di mais e mandorle in versione glutenfree. Oggi vi propongo un’altra opzione, sempre parlando di biscotti, che è molto facile da realizzare (come, del resto, tutte le ricette che trovare su questo blog).

I biscotti con farina di mais e olio di oliva sono perfetti per la colazione. Leggeri e dalla consistenza scrocchiarella, che non guasta mai, sono ideali anche da preparare di corsa la sera precedente, cuociono in un attimo, e col fatto che non c’è burro nell’impasto non hanno nemmeno bisogno di essere messi a riposare in frigo, se non avete tempo. Io ci ho perso del tempo per provare a fare qualche decorazione col coltellino (più che altro un tentativo di decorazione…) perchè volevo qualcosa di fotografabile e un po’ diverso dalla ricetta ch avevo già pubblicato. Ma nulla vieta che li ritagliate semplicemente con la rotella tagliapasta e li mettiate sulla placca del forno così… nature (come avevo fatto con i frollini di mais!)

Non mi credete? Guardate qui quanto una colazione buona e sana è a un passettino piccolo piccolo…

Ingredienti:
150 g di farina di mais fioretto (è quella fine)
130 g di farina 00
80 g di zucchero
40 ml di olio EVO
20/40 ml di latte
1 uovo
5 gr lievito per dolci vanigliato
1 bustina di vanillina oppure un cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale fino

Procedimento:
Preriscalda il forno a 180°
Prendete una ciotola e mettete al suo interno farina di mais, farina 00, zucchero, olio (raccomando quelli con sapore non troppo forte, altrimenti copre il resto), il lievito, il pizzico di sale, l’uovo e il latte.
Impastate il tutto fino a che non viene a formarsi un composto liscio non appiccicoso.

Poichè le dimensioni e il peso dell’uovo influiscono, così come la marca e il tipo di farine usate, se vedete che il composto dovesse essere troppo duro, aggiungete un po’ di latte (per questo vi ho messo una quantità variabile di latte).

Se volete formare dei biscotti simili ai miei, dovete lavorare l’impasto fino a formare un filoncino che abbia un diametro di non più di 5 cm (se riuscite a farli leggermente più piccoli è meglio. Per aiutarvi, potete anche dividere l’impasto in tre o quattro pezzetti.

Tagliate i filoncini a fettine dello spessore di un dito, mettetele sulla placca del forno foderata con la carta forno e appiattitele leggermente. Con un piccolo coltellino, disegnate delle righe trasversali che si incrociano.

Se volete creare dei biscotti più semplici, mettete l’impasto sulla carta forno spolverata di faina 00, coprite l’impasto con altra carta forno e con l’aiuto di un matterello stendete il’impasto dei biscotti con farina di mais dello spessore di mezzo centimetro. Potete usare il cutter per la pizza, se non avete altro. Anche un bicchiere, se li volete tondi. Spostateli poi sulla teglia del forno coperta di carta forno.

Io li rimetto comunque sempre in frigorifero un attimo, mentre il forno si riscalda, così non perderanno troppo la forma in cottura.

Scaldate il forno a 180 gradi e fate cuocere i biscotti per circa un quarto d’ora.
Devono essere leggermente coloriti, non bruciacchiati.

Poichè uscirano dalla teglia ancora morbidi, aspettate a staccare i vostri biscotti con farina di mais quando si saranno intiepiditi.

Baci di dama senza glutine alla farina di castagne

Baci di dama senza glutine alla farina di castagne

La farina di castagne era la regina delle ricette di un po’ di tempo fa. Alimento povero, sicuramente più a buon mercato della farina di grano, era usata in preparazioni dolci o salate di tutti i tipi. Oggi che le castagne costano un occhio nella testa, anche la farina di castagne è divenuta molto meno consueta negli usi di tutti i giorni.

E’ invece un ingrediente da riscoprire, soprattutto se abbiamo qualche commensale intollerante al glutine o addirittura celiaco.
In questi casi, la farina di castagne è una soluzione ottima, anche per preparare piatti salati come gli gnocchi, tanto per fare un esempio.

A casa Myownsweet va forte il Castagnaccio, che preparo spessissimo in autunno per il mio babbo, che ne va ghiotto. Ma la farina di castagne può essere usata anche in altri modi, e uno di questi è quello di preparare dei deliziosi (e semplicissimi) baci di dama senza glutine alla farina di castagne.

Gli ingredienti sono pochi e reperibilissimi, la preparazione è tutto fuorchè complicata, e potrete avere dei dolcini sfiziosi ed eleganti con poca fatica e tanto gusto.
Vi va di provare a prepararli insieme?

Ingredienti:

185 g di farina di castagne
185 g di mix di farine senza glutine per dolci
160 g di burro
100 g di zucchero
1 uovo
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di latte (se necessario)

Cioccolato fondente o crema al cioccolato e nocciole per farcire

Preparazione:

I baci di dama senza glutine alla farina di castagne si preparano anzitutto montando con le fruste il burro (che deve essere a temperatura ambiente ma non sciolto!) con lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e di volume consistente. Non ci vorrà moltissimo, quattro o cinque minuti direi.

A questo punto, potete passare a unire al composto l’uovo, un pizzico di sale e le farine.

Se lavorate l’impasto nella planetaria, dovete cambiare e dalla frusta per montare passare alla frusta a foglia (o a K). Se lavorate il tutto a mano, continuate ad impastare finoa che il composto non si compatterà e sarà liscio.

A seconda del tipo di farine che usate, l’impasto potrebbe sembrare un po’ duro. In quetso caso, potete usare un cucchiaio di latte per ammorbidirlo leggermente. L’importante è che mantenga un po’ di compattezza.

Avvolgetelo quindi nella pellicola alimentare e fatelo riposare nel frigorifero per un’ora.
Lavorate l’impasto con le mani fino a compattarlo, dopodichè copritelo con della pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno un’ora.

Trascorso il riposo in frigo, riprendete l’impasto dei vostri baci di dama senza glutine alla farina di castagne e formate tante palline tendenzialmente uguali (io le ho fatte di un peso di circa 8 grammi ciascuna. Ho pesato la prima pallina, e le altre le ho fatte ad occhio…

Mettetele sulla teglia del forno (già coperta di carta forno) leggermente distanziate le une dalle altre (ma non tantissimo, non lieviteranno).
Appiattitele leggermente.

Infornate i baci di dama senza glutine alla farina di castagne a 190°C per una quindicina di minuti, o fino a che i baci di dama senza glutine alla farina di castagne non saranno leggermente dorati in superficie.

Fateli raffreddare prima di staccarli dalla teglia, e quando saranno ben freddi potete accoppiarli usando o del cioccolato fondente (fuso a bagnomaria) oppure della crema di cioccolato alle nocciole.

Lasciate rapprendere la farcitura prima di servire.

Se vi piacciono i baci di dama e avete problemi col glutine, ci sono anche i baci di dama al cacao, o i Baci di dama senza glutine tradizionali, oppure ancora i Baci di dama al cocco, ed i Baci di frolla morbida senza glutine.

Challah allo zafferano

Challah allo zafferano

La tradizione dello challah, il pane tradizionale ebraico, è lunga e piena di simbolismi e storie meravigiose, come solo le ricette antiche. Si dice che anche le trecce, che sono fondamentali per la forma di questo pane, siano una reminescenza di quanto Dio intrecciò i capelli ad Eva prima di mandarla nel giardino dell’Eden.
Più probabilmente è vera l’altra tradizione, cioè che lo challah simboleggia la manna che Dio fece scendere sul suo popolo fuggito dall’Egitto verso la terra promessa.

Non so se sia più vera l’una o l’altra storia, ma mi piacciono entrambe! Come spesso mi accade con le ricette tradizionali, prima che dalla ricetta resto affascinata dalle storie che quella ricetta tramanda, simboleggia e fa rivivere anche a centinaia di anni di distanza.

Quel che sappiamo della challa del giorno d’oggi è che viene preparata per il pranzo dello shabbat (il sabato) e delle altre feste (tranne Pasqua, quando non si fa lievitare niente. Noi invece siamo un tripudio di lievitati, a Pasqua!! E’ un pane bianco, tendente al dolciastro ma non dolce. E’ un po’ come il pan brioche come consistenza, ma non ha nè butto nè latte, perchè la tradizione ebraica non permette di mangiare insieme carne e derivati del latte. Quindi perfetto anche per gli intolleranti al lattosio!

La versione che vi propongo oggi è quella della challah allo zafferano, una versione un po’ particolare e aromatica, che ho preparato con le amiche Elisabetta, Roberta e Silvia, per un progetto tutto lievito e farina, il nostro Cestino del Pane. Con queste quantità si possono fare due piccole challah o una molto grande. Decidete voi. L’importante è che vi divertiate a impastare, come facciamo noi!

Ingredienti:
480 gr farina 00
85 gr miele
70 gr olio di oliva o di semi (purchè non abbia un sapore forte)
2 uova medie + 1 per spennellare la superficie
8 gr lievito di birra fresco
118 gr acqua a temperatura ambientie + 55 gr di acqua tiepida
1 bustina zafferano in polvere
1 cucchiaino di zucchero
6 gr sale
semi di papavero per guarnire (opzionale)

Preparazione:
Iniziamo a preparare la challah allo zafferano sciogliendo la bustina di zafferano nell’acqua tiepida. Lasciatela in infusione cinque minuti, in modo che lo zafferano si stemperi bene.
In un’altra ciotola mettete l’altra acqua a temperatura ambiente (o leggermente tiepida – non calda però!) insieme allo zucchero e al lievito di birra. Fate sciogliere il lievito e poi lasciate che il lievito di attivi (ci vorranno circa cinque minuti). Il lievito si sarà attivato quando inizierete a vedere sulla superficie una leggera schiumetta.
Mentre aspettate, in un’altra ciotola ancora (oggi vi faccio sporcare tante stoviglie!) rompete le uova, e mescolatele con il miele e l’olio. Per ultimo, aggiungete l’acqua con lo zafferano sciolto.

Prendete ora la farina, setacciatela e mettetela nella ciotola della planetaria (o in una ciotola grande abbastanza per l’impasto) con il sale. Date una mescolata per amalgamare gli ingredienti, e poi iniziate ad aggiungere i liquidi. Prima va unito il lievito sciolto nell’acqua, e poi gli altri (cioè le uova con il miele, l’olio e lo zafferano). Continuate ad impastare fino a che non avrete ottenuto un impasto morbido ed omogeneo.

Dal momento che le uova possono essere di pesi diversi, se vedere che l’impasto è troppo lasco, aggiungete un paio di cucchiai di farina (setacciatela sempre prima!).

Prendete infine una ciotola pulita, ungetela di olio, e versate il vostro impasto della challah allo zafferano. Coprite con un canovaccio o con la pellicola, e fate lievitare in un luogo riparato (nel forno spento andrà benissimo) fino a che non raddoppia. Molto dipende dalla temperatura esterna, in genere si va dalle due alle tre ore.

Una volta che la vostra challah allo zafferano avrà lievitato, riprendete l’impasto e dividetelo in tre e fornate una treccia. Sul web ci sono tantissimi tutorials per intrecciare le challah a quattro o sei capi, o per farle rotonde… Se vi sentite in vena, provate! Con questa quantità ovviamente non verrà un challah da sei, ma uno da quattro, o un challah rotondo sì.

Mettete il vostro challah allo zafferano sulla placca del forno con la carta forno, ricopritelo con un canovaccio e lasciate lievitare ancora un’ora.

Trascorsa anche quest’ora, spennellate il vostro challah allo zafferano con un uovo mescolato con un paio di cucchiai di acqua, spargete sopra (se desiderate) dei semi di papavero (ma va bene anche il sesamo, o niente) e infornate lo challah nel forno statico già caldo a 190 gradi per circa 20/25 minuti.

Aspettate a toglierlo dalla teglia quando si sarà ben intiepidito.