Swirl bread brioche

Swirl bread brioche

Come il campionato, e come le (peggiori) trasmissioni della RAI, a maggio si prende una pausa estiva anche il nostro primo blocco di appuntamenti con le ragazze de “Il Cestino del Pane”. Un esperimento-sfida nato dalla testolina piena zeppa di idee di Silvia, e raccolto da altrettante kamikaze come la sottoscritta.
Negli ultimi sei mesi ci siamo sfidate a turno, ognuna lanciando una ricetta, un’idea, un ingrediente, una forma, per dare forma ai nostri lievitati, dolci e salati.

Prima della pausa vacanziera (ma torneremo a settembre con un sacco di novità, che temo comprenderanno anche la sfida delle sfide, cioè per me quella di fare un Reel (… già tremo!), l’ultimo tema che Silvia ci ha assegnato era “un intreccio o un lievitato bicolore”. Detto fatto.
No, aspettate. Non è stato così semplice, perchè l’idea originaria era quella di fare un pane bicolore a spirale al cacao, visto che le spirali mi piacciono tanto. Vi ricordate il Pan bauletto alle carote?

Però mi sembrava di essere banale, e volevo salutare l’estate del nostro Cestino con qualcosa di più originale. Mi sono quindi ingegnata, e ho trovato la soluzione, cioè quella di usare un colore superprimaverile, che mette tanta allegria!

Più della spirale, la ricetta di questo pan brioche, anzi dello swirl bread brioche, vale davvero la pena! Il pan brioche resta morbido e profumato per giorni, basta conservarlo in un sacchetto per la conservazione degli alimenti di quelli per il freezer, ben chiuso, coperto dalla carta forno. Fidatevi, dopo una settimana sarà buono come il primo giorno (sempre che ci arrivi, alla fine della settimana!!).

Ingredienti per una forma da plumcake di circa 20 cm di lunghezza:
150 g (per il lievitino) + 170 g di farina manitoba
8 g di lievito di birra fresco
15 g di latte (io scremato) tiepido
15 g di zucchero semolato per il lievitino + 50 g per l’impasto
1 uovo
70 g di burro molto morbido
1 pizzico abbondante di sale
un po’ di latte per spennellare la superficie
colorante in gel
Se volete fare la versione originale al cacao ci vogliono due cucchiaini di cacao amaro disciolti in un cucchiaio di acqua

Procedimento:
Per preparare lo swirl bread brioche dovete anzitutto realizzare il lievitino, o pre impasto.
In una ciotola mettete il latte, che avrete precedentemente intiepidito (non caldo, altrimenti mi ammazza il lievito!), scioglietevi all’interno lo zucchero e poi il lievito, e poi con una forchetta incorporate la farina. Non mescolate molto, l’impasto deve essere solo sufficientemente liscio, ma non deve montare. Coprite la ciotola con della pellicola alimentare e lasciate lievitare per circa mezz’ora, quarante minuti.

Riprendete quindi il lievitino e mettetelo nella ciotola della impastatrice. Se impastate a mano va bene comunque, ma essendo un impasto molto morbido, la planetaria vi risparmia un bel po’ di fatica!
Unite la farina (170 g) e lo zucchero (50 g) e iniziate ad impastare.
Quando farina e zucchero si saranno uniti al lievitino, aggiungete anche l’uovo a temperatira ambiente, e fatelo assorbire dall’impasto.

Solo quando si sarà assorbito iniziate ad incorporare il burro. Dividerelo in tre o quattro pezzetti, in modo che potrete aggingere il pezzetto successivo solo quando il precedente si sarà assorbito.
Infine, aggiungete il sale e finite di impastare.
Con la planetaria ho lasciato andare il gancio per cinque o sei minuti, in modo che l’impasto diventasse liscio ed omogeneo.
Essendo molto morbido, non si staccherà da solo dalla parete della ciotola, ma è normale.

Ora prendere l’impasto del vostro swirl bread brioche e dividetelo in due, e in una parte aggiungete il colorante in gel a scelta, oppure la pasta di cacao che avrete preparato sciogliendo i due cucchiaini di cacao in un cucchiaio di acqua.

Quando l’impasto si sarà colorato (ci vorranno due o tre minuti circa con l’impastatrice, un po’ di più a mano) mettete i due impasti in due ciotole separate, copriteli con la pellicola e metteteli a lievitare in un posto al riparo da spifferi e correnti d’aria per almeno due ore. Devono raddoppiare in volume.

Trascorsa la lievitazione, riprendete gli impasti e con l’aiuto di un po’ di farina (da mettere sotto perchè l’impasto, anche se meno, sarà un po’ appiccicoso) e un mattarello stendete sul piano di lavoro prima l’impasto “naturale” e poi quello colorato. Devono avere in larghezza più o meno la stessa dimensione del vostro stampo da plumcake, e la medesima lunghezza tra loro.

Ora prendete l’impasto colorato, stendetelo sopra l’impasto naturale, passate sopra il mattarello premendo leggermente in modo che gli impasti aderiscano bene, e poi iniziate ad arrotolare l’impasto su se stesso, con la parte chiara all’esterno.

Ponete il salsicciotto che si sarà così formato nello stampo da plumcake foderato con della carta forno, copritelo ancora con della pellicola e lasciatelo lievitare un’altra ora.

Al termine di questa seconda lievitazione spennellate la superficie del vostro swirl bread brioche con del latte, e mettetelo a cuocere in forno già caldo a 170 gradi (statico ) per i primi dieci minuti, poi abbassate a 160 gradi e continuate la cottura per i successivi 20/25 minuti.
Come vi dico sempre, va a forno quindi fate sempre la prova stecchino prima di sfornare!

Lasciate raffreddare lo swirl bread brioche prima di estrarlo dallo stampo.

Se volete potete farcire il pan brioche con gocce di cioccolato, o farlo solo bianco senza creare la spirale al centro.
E’ buonissimo in ogni versione, e con un po’ di marmellata al mattino vi farà iniziare la giornata nel migliore dei modi!

Crostatine di frutta fresca

Crostatine di frutta fresca

Ho una certa predilezione per le crostate di frutta fresca. Credo di poter dire che siano le mie torte preferite, tanto che le ho volute anche come torta nuziale. Con grande disappunto dello chef del ristorante,che avrebbe voluto una torta pannosa a cento piani. Ma io no, volevo la crostata di frutta.

Credo che in parte la ragione sia che per me la vera crostata di frutta è quella fatta con la frutta primaverile – fragole, frutti rossi, magari qualche kiwi, ciliegie se non costano una fortuna… Insomma, il mio personale quadro di primavera! Essendo anche nata in questa stagione, è un po’ come la torta celebrativa del mi ocompleanno. In effetti, queste crostatine di frutta fresca senza glutine le ho preparate per il mio compleanno e anche per la festa della mamma, che di solito cadono a pochissimi giorni di distanza.

La base di queste crostatine di frutta fresca è la mia consueta frolla senza glutine alla farina di riso, che trovare anche qui. La ricetta è supercollaudata ma è anche burrosa quel che basta, e quindi per alleggerire un po’ la ricetta ho preparato una crema pasticcera senza uova e senza burro, al profumo di limone. Il limone si sposa benissimo con la frutta di stagione, e il fatto che non ci sia nemmeno un grammo di burro rende questa crema pasticcera perfetta per chi ha qualche problema di intolleranze (o di linea!). Si può anche preparare con il latte vegetale, quindi in questa variante va bene anche per chi segue un’alimentazione vegana. Insomma, un passepartout che vi consiglio di segnare!

Ingredienti:
per la frolla
250 gr di farina di riso
75 gr di burro molto molto morbido
100 gr di zucchero smeolato
mezzo cucchiaino di bicarbonato (o una punta di lievito per dolci)
1 uovo a temperatura ambiente
1 bustina di vanillina

per la crema pasticcera
250 ml di latte (anche di mandorla, eventualmente)
35 g zucchero semolato
15 g amido di mais
10 g olio (io di riso)
la scorza di un limone (quindi deve essere bio!!)
qualche goccia di estratto di vaniglia

Procedimento:
Iniziate a preparare le crostatine di frutta fresca dalla crema pasticcera, visto che dovrà freddare un po’ prima di essere usata.
Mettete in un pentolino il latte con lo zucchero, mescolate leggermente e poi aggiungete l’amido di mais, l’olio, la vaniglia e la scorza del limone. Per la scorza, lasciatela a pezzetti grandi così non farete fatica poi a eliminarli. E ricordate di non usare la parte bianca, che è anche la parte amara!

Accendete il fuoco a fiamma medio bassa e portate lentamente ad ebollizione il composto, mecsolando con una piccola frusta a mano, in modo che potrere sciogliere gli eventuali grumi. Quando la crema pasticcera inizierà ad addensarsi, togliete il pentolino dal fuoco, eliminate la scorza del limone e mettete i lpentolino da parte, coperto con dlela pellicola. La pellicola dele toccare la superficie della crema, così non si formerà quella fastidiosissima pellicina. Fate raffreddare.

Nel frattempo, preparate la vostra frolla. Ammorbidite molto il burro. Potete usare il microonde o a bagnomaria, ma l’importante è che non si sciolga completamente. Deve essere però tanto morbido.

Lasciatelo riprendere la temperatura ambiente (ci vorrà qualche minuto) e intanto mettete in una ciotola la farina di riso col bicarbonato e la vanillina, e mescolate.

Aggiungete al burro lo zucchero, e mescolate per bene fino a che i due ingredienti non si saranno ben incorporati.

A questo punto iniziate ad incorporare i secchi (la farina di riso con la vanillina e il bicarbonato), mescolando prima con una forchetta, e poi quando l’impasto inizierà ad avere una qualche consistenza, continuate ad impastare con le mani. Vedrete che si formerà un impasto abbastanza morbido.

Prendete l’impasto e stendetelo col mattarello sul piano di lavoro tra due fogli di carta forno leggermente spolverati di farina di riso. Se volete fare una crostata media, potete usare una teglia fino a un massimo di 22 cm di diametro, altrimenti potete anche fare tanti piccoli cestini di frutta tagliando (con un coppapasta o un bicchiere) dei cerchi da inserire nei pirottini dei muffin, o nella teglia dei muffin. Io avevo queste mini teglie in cartoncino alimentare per forno che ho usato per realizzare delle mini crostatine.

Mettete poi l’impasto una decina di minuti in frigo a compattarsi mentre si scalda il forno a 180 gradi (statico).

Riprendete le vostre crostatine (o la teglia con la crostata), bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e cuocete in forno a temperatura per circa 20 minuti. Quando sono leggermente dorate togliete dal forno, e fate raffreddare a temperatura ambiente.

Una volta freddate, riempite il guscio con la crema pasticcera (che nel frattempo si sarà freddata e compattata) e coprite con la frutta fresca che più preferite.

A me non piace la gelatina e quindi non ce la metto, ma volendo potete anche coprire la frutta con della gelatina così non scurirà e si conserverà meglio (specie se non mangiate le crostatine subito). Basta sciogliere in un pentolino con 100 g di acqua 45 g di zucchero sempolato e poi aggiungere un cucchiaino di maizena che avrete sciolto in circa 50 g di acqua (a parte). Portate ad ebollizione, bollite qualche minuto mescolando sempre. Aggiungete alla fine qualche goccia di limone. Fate intiepdire prima di utilizzarla.

Plumcake vegano al limone e semi di papavero

Plumcake vegano al limone e semi di papavero

Molti storcono il naso quando sentono dolci vegani, quasi che fosse lo stridore del gessetto sulla lavagna. Vi posso assicurare che non è così. Niente burro nè uova non significa per forza sapore zero e soddisfazione meno cento. I dolci vegani sanno essere eccezionali e gustosi anche senza ingredienti di origine animale, e questo Plumcake vegano al limone e semi di papavero ne è la prova.

Umido al punto giusto, pur facendo a meno di latticini e uova riesce a mantenere una umidità e un gusto che lo faranno diventare una delle vostre colazioni preferite! La preparazione è semplicissima, e tra l’altro è una vera e propria lezione di chimica! Infatti, per realizzarlo dobbiamo mettere insieme un acido (il succo di limone) con un lievemente alcalino come il latte di mandorla, ed insieme si addenseranno un po’ creando una sorta di latticello vegano, che farà da collante e da umidificante del nostro dolce. Dite, l’avreste mai immaginato di fare una lezione di chimica applicata in cucina?

Ingredienti:
300 g farina 00
240 ml di latte di mandorla
150 g zucchero smeolato
125 ml olio (io riso)
7 g lievito per dolci
mezzo cucchiaino di bicarbonato
un cucchiaino scarso di estratto di vaniglia (una bustina di vanillina se non avete l’etsratto)
1 limone bio
due/tre cucchiai colmi di semi di papavero
un pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare il plumcake vegano al limone e semi di papavero mettendo in una ciotola il latte con il succo di limone. Fate riposare una mezz’oretta circa, il succo di limone “inspessirà” (ueilà che termmini tecnici!!) il latte di mandorla, e si verrà a formare una sorta di yogurt abbastanza cremoso (ma non denso come quello greco).

Quando è pronto, per prima cosa accendete il forno e portatelo alla temperatura di 180 gradi.

Mettete poi in una ciotola la farina setacciata (così ingloba aria che aiuta la lievitazione) col lievito eil bicarbonato e il sale.
Aggiungete anche lo zucchero e mescolate.

A questo punto, iniziate a versare all’interno delle polveri il latte con il succo di limone, l’olio l’estratto di vaniglia (se avete usato la vanillina, setacciatela con la farina) e i smei di papavero, e mescolate. Va benissimo una frusta a mano, l’importante è che non mescoliate troppo.
Va bene sciogliere i grumi, ma senza esagerare!

Foderate quindi con della carta forno uno stampo da plumcake, e versate all’interno l’impasto del vostro plumcake vegano al limone e semi di papavero.

ivellate leggermente, se necessario, e mettete a cuocere il plumcake nel forno già caldo e cuocetelo per circa 35/40 minuti.
Come sempre, vale la prova stecchino.

Se il plumcake dovesse risultare ancora tanto umido, lasciatelo ancora cinque minuti in forno, ma copritelo con la carta stagnola per evitare che si bruci in superficie.

Il plumcake vegano al limone e semi di papavero si conserva per qualche giorno, in un contenitore ermetico in una alzatina con coperchio di vetro.

Muffin ai mirtilli e lavanda

Muffin ai mirtilli e lavanda

All’arrivo della bella stagione, la cosa che più mi conforta è la quantità – e la varietà – di frutta fresca da usare per preparare un dolce. Dalla primavera in poi è tutto un tripudio di frutti colorati, dolci, succosi, che prima di tutto mettono allegria agli occhi, oltre che dolcezza al palato.

E’ vero che molti di questi frutti di stagione sono diventati ormai disponibili per gran parte dell’anno. Ma, sarete d’accordo con me, in questo periodo sono più profumati e dolci che mai. La ricetta di oggi fa incetta di mirtilli che, è vero, che sono frutti più di giugno che non di maggio. Ma già ora si iniziano a trovare quelli più piccoli, che vanno benissimo per realizzare questi Muffin ai mirtilli e lavanda.
La loro caratteristica è essere pienissimi di frutta, che rilascia il suo dolce succo, oltre che il blu violaceo tipico di questi frutti rossi dalle tante proprietà, ottimi per la nostra salute (e per i nostri occhi!).

In questa ricetta, ho aggiunto un topping a metà strada tra il crumble e lo streusel. Da’ un gusto particolarissimo ai muffin, oltre che un bel colore alla cupola. Giusto per aggiungere un briciolo di curiosità e di crunch.

Per fare i Muffin ai mirtilli e lavanda non vi serve nessun elettrodomestico che non sia il forno, quindi sono facilissimi, e perfetti per la colazione, o una merenda gustosa e fresca.

Ingredienti (per circa 12 muffin medi):
1 uovo
70 g burro molto molto morbido
100 g zucchero
180 g farina 00
125 g (un vasetto) di yogurt bianco o alla vaniglia
7 g di lievito vanigliato
1/2 cucchiai di latte (se necessario)
1 cucchiaino colmo di lavanda edibile
le zeste di mezzo limone bio

un pizzico di sale
210 gr mirtilli freschi (vanno bene anche congelati)
2 g bicarbonato per uso alimentare

per il topping
60 g farina 00
8 g di zucchero di canna
12 g di zucchero semolato
2 g di lievito
50 g burro sciolto

Preparazione:
Per prima cosa prepariamo il topping mettendo in una ciotola tutti gli ingredienti secchi. Mescoliamo, e poi aggiungiamo il burro sciolto a poco a poco, amalgamando con le mani. Si deve formare un impasto molto grossolano e grumoso. Mettiamo da parte.

Scaldiamo il forno a 180 gradi, statico.

In un’altra ciotola mescoliamo il burro molto molto morbido (deve essere quasi liquido) con lo zucchero, le zeste del limone bio, la lavanda, lo yogurt e l’uovo (intero) con la frusta a mano, fino a che non si forma un fluido omogeneo.
Uniamo a questo punto la farina, il lievito, il bicarbonato e un pizzico di sale, avendo cura di setacciare il tutto prima (così ingloba aria il tutto e i vostri Muffin ai mirtilli e lavanda saranno belli soffici). Se l’impasto fosse un po’ troppo solido (può capitare, ogni farina assorbe i liquidi in modo diverso) possiamo allungare l’impasto unendo uno o due cucchiai di latte.

Per ultimi, uniamo anche i mirtilli, mescolando il tutto con una spatola per non rompere i frutti. Se usate mirtilli congelati, per evitare che cadano tutti sul fondo dei muffin dovete prima passarli in un po’ di farina 00.

Prendiamo dei pirottini per muffin, oppure la teglia apposita imburrata e infarinata, e versiamo l’impasto con l’aiuto di un cucchiaio. Poichè i Muffin ai mirtilli e lavanda cresceranno un poco, non vanno riempiti all’orlo, ma va lasciato almeno un dito tra l’impasto e il bordo del pirottino. Sopra l’impasto, mettiamo un po’ del topping. Anche se è granuloso non vi preocucpate, si scioglierà un po’ in cottura.

Cuociamo i Muffin ai mirtilli e lavanda in forno per circa 25/30 minuti.

Lime posset

Lime posset

L’Inghilterra non è universalmente conosciuta per la sua cucina tradizionale. Diciamocelo, Francia e Italia la sorpassano a destra e sinistra con facilità. Ma sui dolci ha qualcosina da dire. Forse conoscete Mary Berry, una decana delle cuoche televisive inglesi, che è comparsa anche sugli schermi italiani nelle prime serie di Bake Off targato UK. E’ una signora magrolina molto gentile, ormai di una certa età, che gironzolava tra i tavolidei concorrenti dispensando consigli e commenti accettabii anche quando producevano dolci un poco inquietanti.
Molto British style, insomma.

Io la adoro. Avevo già preparato in passato una sua torta, la Torta alle mandorle con glassa al limone e lavanda, e ho voluto provare anche la ricetta del suo Lime Posset, che si può fare anche col limone se non trovare i lime nel vostro supermercato o negozio di frutta di fiducia.
Il posset è nato in Inghilterra come bevanda al latte caldo cagliato. So che sembra terribile, ma il processo che porta ad addensare questo dessert è restato lo stesso, Gli acidi di limone o lime contribuiscono alla cagliatura e senza l’aggiunta di nessun addensante… si compie il miracolo della sua consistenza al limite del budinoso!

Gli Inglesi in origine lo aromatizzavano con vino o birra, o spezie. Io mi accontento di lime e zucchero! Il bello di questa ricetta è che è superveloce e superfacile. Lasciandola una notte in frigo il posset lavora da solo e crea una crema deliziosa, che potete usare anche per crostate o altri dolci.

Provatelo, vi assicuro che ne resterete stupiti! A casa mia ha avuto un successo impensato, hanno tutti raschiato il fondo delle ciotole! Qui sotto vi lascio la mia versione, ho usato un po’ più di succo di lime ma a me piace tantissimo questo frutto, quindi ho approfittato!

Ingredienti:
500 ml di panna fresca
150 g di zucchero semolato
il succo di 2 lime e mezzo
le zeste di due lime (per far questo dovete prenderli bio, non trattati, altrimenti lasciate stare le zeste!)
lamponi per decorare (e altre zeste, se vi va)

Preparazione:
Preparare i Lime Posset è facilissimo! In un pentolino sufficientemente capiente portate la panna e lo zucchero al punto di ebollizione, mescolando ogni tanto per sciogliere lo zucchero.
Quando arriva al punto di ebollizione versatevi il succo del lime filtrato, e mescolate.
Rimettete poi sul fuoco basso e continuate la cottura per un paio di minuti, mescolando.
Togliete il pentolino dal fuoco, aggiungete anche le zeste del lime, e mescolate nuovamente. Se è ancora tanto liquido non importa, perchè si addenserà successivamente.
Lasciatelo a temperatura ambiente una mezz’oretta, giusto il tempo di raffreddarsi.
Poi mettete il lime posse nelle ciotoline e lasciatele riposare in frigorifero una notte intera (o almeno otto ore)…ed è pronto per essere srevito!

Potete usare dei lamponi per decorazione, e un po’ di zeste di lime (io ho usato una fettina di lime, questo giro non ho trovato dei lime bio e quindi ho evitato di usare le zeste! Per decorare ho usato quelle del limone…). Ovviamente potete usare anche le fragole, che col lime vanno d’accordo alla grande.

Provatelo e ditemi che ne pensate!

Panini vegan all’acqua

Panini vegan all’acqua

Ho sentito in TV qualche giorno fa una partigiana che diceva come sia messo male quel popolo che non riesce a fare un piccolo sacrificio per la propria salute e quella collettiva, e chiami prigionia una piccola compressione della propria libertà (che comunque è stare a casa propria, non in una cella fredda a dormire per terra, quando non si è picchiati solo perchè si è oppositori politici), chiesta per il maggior bene comune.

Siamo diventati egoisti e cinici, e chiamiamo guerra qualcosa che guerra non è. Forse perchè divento più saggia con l’età, o perchè do’ meno cose scontate e l’ho imparato proprio da questa pandemia, mi sento sempre di più parte di una storia collettiva che “dovrebbe” progredire verso maggiori diritti e benessere per tutti. Però mi sento sempre di più da sola in quetso percorso, e questo mi intristisce un po’.

In una giornata un po’ amara in quanto a riflessioni, addolcisco il contorno con questa nuova idea per colazione. Sono dei semplicissimi lievitati, dei Panini vegan all’acqua – che potete ovviamente realizzare anche in versione non vegan! Qui sotto vi do’ la doppia versione, evidentemente in quella non-vegan si sentirà molto di più il profumo del miele, ma comunque sono due versioni altrettanto buone!

Non essendoci molti zuccheri (sono dolcificati solo con l’agave – o il miele nella versione non-vegan), questi Panini vegan all’acqua si prestano ad essere farciti di marmellate, confetture, creme e quant’altro vi venga in mente! Sono realizzati con una leggerissima pasta brioche, e si preparano abbastanza in fretta. Tre ore di lievitazione in tutto, e i vostri panini dolci saranno pronti per le vostre colazioni! Che aspettate? Prepariamoli insieme!

Ingredienti:
170 g di farina 00 (o farina di farro)
100 g di farina manitoba
10 g di lievito di birra fresco
125 g di acqua appena tiepida
20 gr di olio di semi o di riso (sapore neutro)
60 gr di sciroppo di agave (o di miele, per una dieta non vegana)
1 cucchiaino scarso di estratto di vaniglia
un po’ di latte di mandorla per spennellare

Preparazione:
I Panini vegan all’acqua sono semplicissimi da preparare.
Mettete nella ciotola della planetaria tutti gli ingredienti tranne l’olio, e l’acqua e il lievito, e date una mescolata veloce.
Sciogliete poi il lievito di birra nell’acqua, attendete un paio di minuti e poi versatelo nella ciotola con la farina e gli altri ingredienti, e iniziate a mescolare. Ci vorranno all’incirca 5/6 minuti perchè l’impasto si amalgami. A questo punto, aggiungete l’olio poco per volta, e sempre azionando la planetaria continuate ad impastare per altri cinque minuti.

Quando l’impasto sarà ben liscio, Mettetelo in una ciotola coperta con della pellicola alimentare, e fate lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio (a me ci sono volute circa due ore).

Trascorse le due ore riprendete l’impasto, e ricavatene tanti piccoli panini (i miei più o meno pesavano 60 g l’uno) e metteteli un po’ distanziati tra loro sulla leccarda del forno, che avrete prima coperto con della carta forno. Se volete, potete anche farli a forma di brioche!

Copriteli con un canovaccio e fateli lievitare ancora un’oretta.

Riprendete i vostri Panini vegan all’acqua e spennellateli con poco latte di mandorla prima di infornarli.
Il forno deve essere già caldo a 180 gradi.
Cuoceteli per circa 20/25 minuti.

Una volta raffreddati, se lo desiderate, potete spolverarli con lo zucchero a velo.

Un’idea per un’altra colazione vegan? Provate le brioches vegan semi integrali!

Las Conchas, ovvero le conchiglie al forno

Las Conchas, ovvero le conchiglie al forno

Sono ormai diversi mesi che collaboro con le mie amiche Alice, Elisabetta, Maria Stella, Patrizia, Roberta, e Silvia a un bel progetto di panificazione che abbiamo chiamato – come si usa tra noi gggiovani – con l’originalissimo hashtag #ilcestinodelpane. Una volta al mese una di noi propone alle altre una ricetta di pane, qualsiasi lievitato. Dolce o salato, pane o brioche, il tema è una ricetta o un ingrediente. Tutte ci cimentiamo e mostriamo come, partendo da un’unica idea, oguna di noi la interpreta a modo suo, nell eimmagini e nella esperienza.

Questo mese toccava a me scegliere e, siccome una delle mie caratteristiche è quella della internazionalità, sono andata a trovare come tema comune la ricetta de las Conchas. Sono un pane dolce tipico del Messico, e la loro caratteristica è quella meravigliosa glassa che le ricopre.

Le mie compagne di avventura hanno realizzato delle Conchas meravigliose. Come di prassi, la lanciatrice della sfida è arrivata per ultima ma, forte delle esperienze delle altre, mi sono messa al lavoro convinta che avrei beneficiato degli errori delle altre e avrei portato a casa la sfida in un baleno. Nulla di più sbagliato!
Mi sono ritrovata alle dieci di sera della vigilia della pubblicazione con le mie Conchas che non mi piacevano per nulla! Le avrei voleute più… boh, diverse! E poi, errore mio, le avevo infornate tutte insieme, e avevano finito per attaccarsi e non crescere come avrebbero dovuto!

Mi sono attaccata alla nostra chat in quasi lacrime, non volevo pubblicare nulla di così lontano da quello che avevamo programmato.. ma le mie fornarette mi sono state dicosì tanto supporto che mi sono rimessa in sesto, ho studiato una qualche bella inquadratura, e così oggi vi presento le mie Conchas. Ho seguito la ricetta di Tiziana, che a sua volta si è ispirata a questo sito.

Vi assicuro che la bontà di queste Conchas è inaguagliabile. Il soffice della pasta brioche e il croccante della glassa crea un connubio che vi conquisterà.

Ingredienti: (per 12 pezzi)
250 g farina 00
250 g farina manitoba
100 g zicchero
10 g lievito di birra fresco
80 ml olio (io ho usato un olio di mais leggero)
180 ml latte a temperatura tiepida
2 uova
zeste di un limone
sale

per la glassa chiara:
60 g farina 00
60 g zucchero
60 gr burro morbido

per la glassa al cacao:
10 g cacaco
50 g farina 00
60 g burro
60 g zucchero

Preparazione:
Nella ciotola della planetaria mettete le farine e lo zucchero e mescolate. Intiepidite il latte e sciogliete il lievito al suo interno, e poi aggiungetelo a filo alle alle farine, mentre la planetaria impasta per voi (che bello non aver da faticare!).
Aggiungete le uova ad una ad una, facendo attenzione a non aggiongere la seconda se la prima non si è assorbita. Unite poi l’olio a filo, il sale e le zeste di limone.
Impastate bene per almeno una decina di minuti, in modo che l’impasto diventi liscio e compatto (sarà comunque un po’ appiccicoso – ma va bene così).

Mettete un po’ di farina sul piano di lavoro, lavorate ancora un pochino l’impasto a mano e poi mettetela a lievitare in una ciotola leggermente unta di olio.
Dovete farlo lievitare fino al raddoppio (all’incirca 90 minuti/ due ore dovrebbero bastare).

Trascorso questo periodo, prendete l’impasto e dividetelo in dodici palline di simile peso, che potete mettere su una teglia coperta di carta forno a far lievitare ancora fino al raddoppio almeno un’altra ora e mezza. Ricordate di coprire le conchas con un canovaccio, così non si seccheranno.

Nel frattempo preparate le glasse: in una ciotola mettete il burro molto morbido con lo zucchero, e montatelo. Aggiungete poi la farina, e mescolate per incorporarla al resto. Formate un panetto, copritelo con la pellicola e mettete in frigorifero per almeno un’ora. Per la glassa al cacao, procedete nello stesso modo.

Riprendete la teglia con le brioches (se volete il mio consiglio, prendete due teglie, perchè crescono un po’ in forno, quindi vanno distanziate).

Scaldate il forno a 180 gradi, e mentre si scalda riprendete le glasse.

Con l’aiuto di un mattarello stendetele all’altezza di circa 4 mm, e con l’aiuto di un coppapasta ricavate sei cerchi per ciascuna glassa. Ponetele ciascuna sopra una brioche.

A questo punto las Conchas prendono forma! Con un coltello affilato disegnate sulla superficie delle Conchas le scanalature delle conchiglie. Tanti fanno altri disegni, ognuno per marcare la propria origine. Potete anche disegnare le vostre iniziali!

Mettete in forno a cuocere per mezz’ora, massimo 40 minuti (controllate in forno prima di spegnerlo!).

Biscottoni al limone vegan

Biscottoni al limone vegan

L’aroma di limone nei dolci mi piace tantissimo, e ho molte ricette in cui ho usato il limone per aromatizzare biscotti, torte, pancakes… Qualsiasi cosa vi può venire in mente!
Oggi vi propongo un altro uso del limone, nei Biscottoni al limone vegan, perfetti per una prima colazione leggera e gustosa. Si preparano in dieci minuti, venti in forno…. insomma, nel giro di mezz’ora avrete la miglior colazione del mondo, e anche senza lattosio per chi ha problemi di intolleranze.

Non ci vogliono nè strumenti particolari, nè apparecchi elettrici. Una forchetta, due ciotole e un po’ di voglia di impastare. La versione al limone è quella che preferisco, ma naturalmente si possono anche usare delle gocce di cioccolato, per un biscottone ancor più goloso, o della granella di nocciole, o anche un po’ di cannella e scorza di arancia, per un gusto più invernale!

Questi biscottoni al limone vegan sono anche perfetti se vi accorgete all’ultimo momento di non avere nulla per la colazione del giorno successivo. Gli ingredienti base sono alla portati di ogni dispensa, e con un po’ di fortuna, si può trovare a casa qualsiasi cosa utile per aromatizzarli. Alla mal parata, va bene anche un po’ di vanillina!

Ingredienti:
160 g farina 00
70 g zucchero semolato
30 g amido di mais
30 g fecola di patate
la scorza grattugiata di un limone (ma anche granella di nocciole, gocce di cioccolato…)
due cucchiaini di lievito per dolci
70 g di olio (io uso quello di riso, che ha un sapore neutro)
70 g di latte di mandorla (se non avete problemi potete naturalmente usare il latte vaccino)
un pizzico di sale
altro zucchero per “impanare” i biscotti

Preparazione:
Prendete una ciotola e mettete al suo interno tutte le polveri (farina 00, amido di mais e fecola, lievito) con il sale, e mescolate per amalgamare gli ingredienti.

In un altro contenitore, mescolate insieme l’olio con il latte di mandorla e le zeste del limone. Mescolate bene con una forchetta in modo da amalgamare il composto e creare un fluido omogeneo.

Successivamente, versate i liquidi all’interno della ciotola delle polveri, e iniziate a mescolare. Inizialmente il tutto sarà molto appiccicoso, quindi potete usare una forchetta. A mano a mano che il composto andrà solidificandosi, potete anche impastare usando le mani. Deve assumere una consistenza liscia e compatta, ma comunque leggermente morbida.

Iniziate a scaldare il forno a 180 gradi statico.

Mentre aspettate che si scaldi, prendete la leccarda del forno o una teglia e foderatela di carta forno. Mettete poi dello zucchero su un piatto.
Prendete delle piccole quantità di impasto e aiutandovi con le mani create dei piccoli cilindretti. Passateli su un lato nello zucchero semolato, e poi metteteli sulla teglia uno a fianco all’altro, lasciando un po’ di spazio perchè gonfierano leggermente in cottura.

Infornate i biscottoni al limone vegan per circa 20 minuti. Devono solo leggermente scurirsi.

Attendete cinque minuti prima di taccarli dalla teglia.

I biscottini al limone vegan si conservano per una settimana abbndante in un contenitore di vetro chiuso.

Se volete un’altra idea di biscotti vegan per la colazione quardate qui.

Madeleines al limone e semi di papavero

Madeleines al limone e semi di papavero

Le Madeleines al limone e semi di papavero non sono le prime madeleines che preparo. Ma le volte precedenti, bene o male, facevo i miei piccoli errorini, primo tra tutti la poca pazienza.
In realtà, le madeleines hanno bisogno del loro piccolo tempo. Quello di riposo in frigo. Almeno due ore.

Questo è il segreto per le gobbette così graziose delle madeleines. Il piccolo shock termico che si crea tra impasto freddo e riposato di frigo e il forno “spinge” le gobbette all’insù.

Questa ricetta che vi propongo oggi è senza glutine, ma può anche essere realizzata con farina 00 se non avete problemi di intolleranze. Io ho utilizzato un nuovo mix di farine deglutinate di Farma & Co Bakery, che può essere la soluzione per coloro che non sono molto avvezzi ad usare le farine senza glutine. Che, lo sappiamo, danno i loro bei grattacapi.

Devo dire che il risultato mi ha soddisfatto. Le Madeleines al limone e semi di papavero sono venute benissimo, sono state molto apprezzate, e avranno un bel successo con i vostri ospiti (ve le potete mangiare anche da soli!!).

Ingredienti:
125 g mix farine senza glutine
100 g zucchero semolato
2 uova grandi
4 g lievito
110 gr burro sciolto raffreddato
9 g semi di papavero
14 gr succo limone
zeste di un limone bio

Preparazione:
Le Madeleines al limone e semi di papavero sono facili da preparare e, come vi dicevo, la attesa è l’ingrediente più essenziale.
Prendete una ciotola e mescolate insieme la farina, il lievito e un pizzico di sale.
In un’altra ciotola montate per almeno dieci minuti le uova, lo zucchero, il succo di limone e le zeste.

Incorporate a questo punto i secchi nelle uova montate, mescolando dal basso verso l’alto per evitare di smontare il composto. Per ultimi, inserite nell’impasto anche i semi di papavero, e mescolate bene.

Mettete la ciotola in frigorifero per un paio di ore (ma non meno di un’ora!) per far riposare il composto e permettere al burro di ricompattarsi.

Trascorsa l’ora, scaldate il forno a 180 gradi (statico) mentre preparate la teglia delle vostre madeleines.

Fondete un po’ di burro e con un pennellino spennellate leggermente l’interno dei vostri stampi. Io lo metto anche quando uso quelli in silicone, perchè comunque aiuta la doratura (e non fa mai male!).

A seconda della grandezza dei vostri stampi (io ne ho uno da nove madeleines in silicone di taglio direi medio) mettete un po’ di impasto in modo che però la forma non sia tutta piena. Le madeleines al limone e semi di papavero cresceranno, con la loro gobbetta, e se riempite troppo le formine tenderanno a debordare ma, cosa ben peggiore, a bruciarsi ai lati.

Cuocete le madeleines per circa 10 minuti, ma non toglietele dallo stampo se non dopo averle fatte riposare fuori forno per circa cinque minuti.
Tra una infornata e l’altro, rimettete l’impasto in frigo, così le gobbette continueranno a crescere!

Muffin al caffè al farro

Muffin al caffè al farro

Quest’anno sono andata in fissa per i dolci al caffè. Magari con l’aggiunta delle mie amate nocciole. Solo così la giornata parte col piede giusto. Nel blog ho pubblicato già qualche suggerimento per dei dolci col caffè (se ve le siete perse, date un’occhiata alle ricette della Torta Cappuccino, o magari quella della Torta vegana al caffé all’acqua). Oggi è la volta dei Muffin al caffé al farro, che ho realizzato con farina di farro e, per pareggiare il gusto un po’ di frutta secca di questa speciale farina, ho anche aggiunto un po’ di granella di nocciole. L’impasto l’ho realizzato con del buon yogurt greco 0% grassi, che ho voluto bianco naturale. Ovviamente, potete anche usare quello al caffé, per un gusto ancora più rotondo di caffè nei vostri muffin.

Per il resto, questi Muffin al caffè al farrosono di una tale semplicità da preparare, che davvero non ci vogliono molte spiegazioni! Io li ho fatti due volte, per colazione, nel giro di quindici giorni, tanto che sono buoni e leggeri. Li preparo alla sera, di volata, quando mi accorgo di non avere nulla per la colazione del giorno successivo, e il giorno dopo sono belli morbidi e fragranti, pronti per essere “pucciati” nel caffelatte o dove volete voi. Ma sono ottimi anche a merenda, insomma, quando vi assale la voglia di qualcosa di buono (come diceva una vecchi pubblicità!) ma che è anche sano!

Ingredienti (escono circa 10/12 muffin a seconda della misura degli stampi):
2 uova
160 g farina di farro bio
80 g zucchero semolato
1 tazzina di caffè (aggiungete anche un cucchiaino di caffè solubile per un gusto di caffè più intenso – a me piace di più)
150 g (ovvero una confezione) di yogurt greco bianco (o al caffè, se lo preferite)
80 ml olio (io uso quello dirso, che ha un sapore neutro)
2 cucchiai di granella di nocciole + 1 per la decorazione
mezza bustina di lievito vanigliato per dolci
mezzo cucchiaino di bicarbonato
un pizzico di sale

Preparazione:
I Muffin al caffè sono facilissimi da fare, e non serve nemmeno lo sbattitore elettrico!
In una ciotola abbastanza capiente mettete tutti i liquidi, ossia l’olio, le uova, lo yogurt, e la tazzina di caffè (ed eventualmene il cucchiaino in più di caffè liofilizzato per un gusto più “strong”), e mescolate con una frusta a mano, in modo che tutti gli ingredienti si mescolino tra di loro.

Setacciate poi nella ciotola la farina di farro, il lievito , il bicarbonato, lo zuccheroe infine il sale.

Mescolate nuovamente con la frusta a mano per incorporare il tutto. Non dovrebbero formarsi molti grumi con le polveri setacciate, e quindi l’operazione dovrebbe durare un paio di minuti. Ma in ogni caso, dovesse restare qualche grumo, non vi preoccupate, perchè si scioglieranno in cottura. Alla fine, unite anche la granella di nocciole e mescolate un’ultima volta per amalgamare il tutto.

Versate l’impasto nei vostri pirottini, andando a riempirli fino a 2/3, perchè comunque cresceranno un po’ in cottura. Sulla superficie potete mettere un po’ di granella di nocciole.

Infornate i pirottini nel forno già caldo a 180 gradi per circa 20 minuti.

Ovviamente le nocciole sono opzionali – potete evitarle per intolleranze o se non vi piacciono. Magari potete sostituirle con delle gocce di cioccolato.

Oppure usare un po’ di crema alla nocciola come ripieno – basta congelarla prima nel freezer per evitare che in cottura scenda sul fondo. La base al cafè dei muffin è così versatile che potete perfezionarla secondo il vostro gusto!