Cuori di grano saraceno vegan e gluten-free

Cuori di grano saraceno vegan e gluten-free

Se volete qualcosa di buono, leggero, gustoso, rustico, che va bene a tutti gli intolleranti che conoscete … questa è la ricetta per voi! Con il grano saraceno, senza latticini o derivati animali, i cuori di grano saraceno sono senza glutine e adatti anche ai vegani. E sono buoni!
Purtroppo le farine senza glutine fanno fatica a restare insieme, sono spesso grumose ed è difficile che diventino elastiche, dal momento che manca la maglia glutinica. Quindi ci vuole tanta pazienza, ma alla fine si riesce a creare un impasto adatto a essere messo in forma!

I cuori di grano saraceno li prepariamo con questi ingredienti:

-250 gr farina di grano saraceno
– 50 gr fecola di patate
– 80 gr zucchero di canna
-80 gr olio di semi
– 100 gr acqua fredda
– scorza di una arancia
-1 cucchiaino lievito
– 1 bustina vanillina
– 1 pizzico sale

In una ciotola mettete la farina, la fecola, lo zucchero, il lievito, la vanillina, la scorza di arancia e il sale.
Mescolate bene tutti gli ingredienti secchi tra loro, e poi iniziate a inserire i liquidi.

Aggiungete prima l’olio e mescolate, e poi aggiungete l’acqua a poco a poco, così potete dosare bene la quantità necessaria di acqua in funzione del tipo di farina. Questa è la quantità che a me è stata sufficiente, ci sono marche che chiedono più idratazione.

Formate un panetto e continuate a lavorare l’impasto su una spianatoia per qualche minuto. Componete il panetto e coprite con la pellicola, e mettete in frigo per un’ora .

Trascorso questo periodo, stendete l’impasto dei cuori di grano saraceno tra due fogli di carta forno con un mattarello all’altezza di circa 3/4 mm. Usate la forma di taglia biscotti che preferite e ricavatene tanti da mettere su una teglia coperta da carta forno.

Successivamente mettete la teglia in forno a 180 gradi, ma prima non dimenticatevi di spolverizzare i vostri cuori di grano saraceno con lo zucchero di canna.

Cuocete per circa 15 minuti.
Lasciate raffreddare e poi servite con il tè, o a colazione, o per un dopo pranzo leggero.

Ciambelline al vino

Ciambelline al vino

La ricetta delle ciambelline al vino bianco e’ semplicissima, come solo le ricette della tradizione sanno essere, quando con pochi ingredienti uscivano delle piccole meraviglie di gusto e leggerezza.

Non so dirvi se questa versione sia o meno quella tradizionale vera, che dovrebbe venire dai Castelli Romani, o più in generale dalla Tuscia, ma so che e’ quella che più mi piace, perché unisce l’anice, che adoro, con la fragranza del vino bianco. Ed è perfino vegana, ma che volete di più?
La mia versione è simile a quella che potete più facilmente trovare in Ciociaria, perché ho usato il vino bianco (che nei dolci è quello che mi piace di più) e i semini di anice, che sono utilizzati più di frequente in questa zona. Trovate queste ciambelline al vino preparate anche col vino rosso (cambierà solo il colore finale, che sarà ovviamente un pelo più scuro), e se non vi piace l’anice andranno bene anche la cannella oppure della vaniglia.

Sono dolcetti semplicissimi da realizzare, di solito si va a occhio (io uso un bicchierino di yoghurt come dosatore). Però questa volta ho cercato di pesare gli ingredienti, così tutti potete realizzarle.

Quindi, bando alle ciance, e vediamo cosa ci serve per le nostre ciambelline al vino bianco:
– 80 gr vino bianco, se mosso meglio
– 250 gr farina 00
– 80 gr zucchero + quello per la copertura
– 6 gr lievito
– 2 cucchiaini di semi di anice leggermente pressati (aiutatevi col mortaio o anche il fondo di un bicchiere)
– 65 gr olio di riso (o olio di semi dal sapore dolce)
– 1 pizzico di sale

In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi, e mescolateli bene. Aggiungete poi a poco a poco prima l’olio, e poi il vino, impastando con le mani per amalgamare gli ingredienti. Continuate per qualche minuto, fino a che l’impasto non sarà elastico e liscio.

Su una teglia da forno (va bene anche la leccarda) stendete un foglio di carta forno; poi prendete delle piccole quantità di impasto, e ricavatene dei cilindretti, da acciambellare, cioè unite le due estremità formando un cerchietto.

Passate le ciambelline al vino nello zucchero solo su un lato, poi adagiatele sulla teglia, avendo cura di tenerle leggermente distanziate tra loro (cresceranno un pochino in cottura).

Cuocete le ciambelline al vino nel forno statico già caldo a 190 gradi per 15/20 minuti. Quando le toglierete dal forno saranno ancora leggermente morbide, ma si rassoderanno raffreddandosi, non vi preoccupate.

Lasciate raffreddare e poi gustate le vostre ciambelline al vino bianco con un buon bicchiere di vino, o anche durante l’ora del tè.

Se volete provare un’latra ricetta della zona di Roma, guardate qui.

Buns vegani alle mele e noci

Buns vegani alle mele e noci

Chi pensa che i dolci vegani siano senza consistenza e sapore, solo perché fanno a meno di uova e burro, si sbaglia! Questi buns, ovvero panini dolci arrotolati, con ripieno di composta di mele fatta in casa e noci sono soffici e gustosi, e sono perfetti per accompagnare la merenda o la colazione del mattino, in piena leggerezza.

Per preparare i buns vegani alle mele e noci vi occorrono, per l’impasto:
• 475 gr farina 0 (manitoba)
• 25 gr amido di mais
• 7 gr lievito di birra secco
• 50 gr zucchero
• Un pizzico di sale
• 300 ml latte di mandorla (o di soia, se lo preferite)
• 75 gr margarina di soia

Anzitutto scaldate leggermente il latte e scioglietevi il lievito. Poi mettete in una ciotola la farina, l’amido, lo zucchero, il sale e mescolate. Aggiungete poi a poco a poco la margarina e il latte alternandoli. Lavorate poi il composto su un piano infarinato, per circa dieci minuti, fino a che non diventa liscio. Formate un panetto e lasciate lievitare nel forno coperto dalla pellicola per alimenti almeno due ore – deve raddoppiare di volume,

Passate poi a preparare il caramello per i buns vegani alle mele e noci, con:
– 25 gr margarina di soia
– 3 cucchiai colmi di zucchero di canna
– Da far sciogliere in un pentolino antiaderente e poi versare sul fondo di una pirofila che avrete nel frattempo coperto di carta forno.

Per il ripieno per i buns vegani alle mele e noci, vi servono:
due/tre mele (dipende dalla grandezza, in media dovrebbero pesare non sbucciate circa 400 gr)
– 2 cucchiai colmi di zucchero di canna
– Mezzo cucchiaino di cannella (potete aumentare la dose, se vi piace)
– 50 gr di noci tritate a granella

Togliete alle mele la buccia e il torsolo e tagliatele a pezzettini. Mettetele in una casseruola antiaderente con lo zucchero e cuocete a fiamma bassa (eventualmente aggiungete dell’acqua se necessario) e cuocete fino a che non si ammorbidiscono. Lasciate intiepidire. Passatele poi nel mixer o frullatore fino a fumare una purea, unite la cannella e le noci.

Riprendete l’impasto per i buns alle mele e noci, stendetelo su un piano infarinato in forma rettangolare aiutandovi con il mattarello, con il lato lungo verso di voi, e spargete il composto di mela su tutta la superficie, lasciando circa mezzo centimetro libero su tutti i lati.
Arrotolate l’impasto tenendo ben dentro il ripieno, formando un salsicciotto. Tagliate delle rotelle di pasta di spessore di circa 4/5 cm e ponetele con il lato con la spirale verso l’alto sulla teglia, una vicino all’altra. Fate lievitare ancora mezz’ora coperto con la pellicola.

Scaldate il forno a 170 gradi, e una volta caldo infornate la teglia per circa 30 minuti.

I buns vegani alle mele e noci sono più buoni serviti appena fatti, possibilmente tiepidi.

Se volete un’altra idea di lievitati vegani, guardate qui.

Angeliche vegan al cioccolato

Angeliche vegan al cioccolato

Dal gennaio 2014 è stata fondata in Inghilterra una associazione non profit che si chiama Veganuary, e che promuove l’alimentazione vegana. Ha lanciato l’iniziativa per cui invita il pubblico almeno una volta all’anno, nel mese di gennaio, a provare uno stile vegano anche in cucina.

Non credo riuscirei a convertirmi al 100%, ma certamente ho ridotto di molto l’uso della carne e dei derivati animali, e questo spontaneamente, quando mi sono accorta che faccio una certa fatica a digerirli.

Non è semplice però convertire i dolci che usano derivati animali (le uova specialmente, col burro faccio meno fatica) nella loro versione vegan, ma queste angeliche vegan al cioccolato sono assolutamente ottime usando ingredienti certificati vegani al 100%. Ideali per festeggiare anche il Veganuary di quest’anno.

Per l’impasto delle vostre angeliche vegan al cioccolato avrete bisogno di:
280 gr farina 00
2 gr sale
180 ml latte di mandorla (o qualsiasi altra bevanda vegetale di vostro gusto)
15 gr lievito di birra fresco
30 gr margarina vegana

Per il ripieno al cioccolato invece usate:
90 gr di margarina vegana a temperatura ambiente
45 gr zucchero
45 gr di cacao amaro
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
10 gr di sciroppo di agave

Preparate l’impasto delle angeliche vegan al cioccolato versando in una ciotola farina, sale e zucchero, e mescolate questi ingredienti molto bene.
Sciogliete in un pentolino la margarina vegana nel latte vegetale, e poi mettetevi anche il lievito. Lasciate intiepidire e poi versate i liquidi nella ciotola con gli ingredienti secchi a poco a poco, impastando fino a ottenere un impasto elastico e liscio.
Mettete nuovamente nella ciotola l’impasto coperto dalla pellicola e lasciate lievitare per almeno un’ora.

Riprendete poi l’impasto, dividetelo in otto parti, e rimettetelo nella ciotola coperto dalla pellicola a lievitare ancora trenta minuti.

Nel frattempo preparate il ripieno sciogliendo la margarina vegana, e poi mescolate insieme lo zucchero, e montate per bene fino a che non diventa bello spumoso. Poi aggiungete il cacao e l’estratto di vaniglia, e infine mescolate insieme anche l’agave.

Riprendete un’ultima volta l’impasto, e stendete ciascuna porzione in rettangoli con l’aiuto di un mattarello. Spennellatevi sulla superficie il ripieno di cioccolato lasciando un centimetro libero sul bordo. Poi arrotolate l’impasto su se stesso dal lato più lungo, sigillate i lati corti una volta arrotolato, e poi tagliate il rotolino a metà, esponendo in alto l’interno.

Intrecciate le due parti tagliate e poi unite a cerchio le due estremità formando le vostre angeliche vegan al cioccolato. Trasferite su una teglia coperta di carta forno ogni piccola angelica, e poi mettete in forno a cuocere per circa 10 minuti a 200 gradi. Poi abbassate il forno a 180 gradi e cuocete per altri 5 minuti (la cottura totale è di 15 minuti).

Lasciate raffreddare e poi gustate le vostre angeliche vegan al cioccolato!

Babka vegan ai mirtilli rossi

Babka vegan ai mirtilli rossi

La ricetta facile e gustosa di un dolce tipico della tradizione dell’Est Europa, perfetto per iniziare la giornata con una colazione leggera, adatta agli intolleranti al lattosio e a chi segue un regime alimentare vegano.

Conoscete la babka? E’ un dolce tipico ebraico dell’Europa dell’Est – un lievitato dolce intrecciato, solitamente ripieno di cioccolato. La preparazione è un po’ lunga perché occorre attendere i tempi di lievitazione, ma oltre a questo alla fine difficile non lo è davvero!! Visto che è appena trascorsa la festività della Channukkah, e sta arrivando il nostro Natale, ho pensato che fosse il dolce più adatto per unire due tradizioni!
Ho voluto prepararne una versione vegana adatta proprio a tutti, usando la farina di avena per dargli un po’ di gusto rustico che non guasta mai.

Gli ingredienti sono:
– 175 gr farina di avena
– 325 gr farina 00
– 3 cucchiai di zucchero di canna + 2 cucchiai per spennellare la superficie
– 10 gr lievito di birra secco
– 75 ml di olio (oppure di burro vegano) + burro vegano fuso per spennellare la superficie
– 260 ml di latte vegetale (io ho usato quello di mandorla)
-1 cucchiaino di estratto di vaniglia
– Buccia grattugiata di un’arancia

Preparate l’impasto mettendo in una planetaria (o una ciotola) tutti gli ingredienti e impastate per circa dieci minuti, o fino a che l’impasto non avrà preso una bella consistenza e non sarà più appiccicoso. Mettetelo in una ciotola, copritelo con della pellicola per alimenti e un canovaccio e fatelo lievitare per due ore almeno vicino a una fonte di calore (un calorifero o nel forno con la lucina accesa).
Nel frattempo preparate il ripieno con

– 150 gr di mirtilli rossi
– 3 cucchiai di zucchero di canna
– succo di due arance e la buccia di un’arancia
– 50 ml di acqua

Se non trovate i mirtilli freschi, il ripieno può essere fatto con la stessa quantità di marmellata, e le arance (succo e zeste). Non mettete né acqua né zucchero aggiunto (al più un cucchiaio, se i mirtilli sono troppo aspri per voi). Mettete tutti gli ingredienti in un pentolino antiaderente e cuocete a fuoco basso per almeno dieci minuti, fino a che non inizia a rapprendersi. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.

Una volta trascorse le due ore, prendete l’impasto e stendetelo sopra un foglio di carta forno sul piano di lavoro con un mattarello in un rettangolo. Spennellatelo con il burro vegano e spargete 2 cucchiai di zucchero, e poi distribuite la confettura di mirtilli rossi e arance (che nel frattempo sui sarà raffreddata) sull’impasto. Lasciate circa due dita senza ripieno sul contorno dell’impasto.

Prendete poi l’impasto per il senso della lunghezza e iniziate ad arrotolarlo su se stesso, cercando di trattenere la confettura all’interno. Chiudete bene i lati e poi tagliate il rotolo nel senso della lunghezza, esponendo verso l’alto l’interno. Iniziate poi a intrecciare l’impasto.

Mettete poi la treccia (con la carta forno sarà più facile!) in uno stampo per pane o per plum cake. Fate lievitare ancora vicino a una fonte di calore per circa un’ora.

Preriscaldate il forno a 180 gradi, spennellate la babka con un po’ di latte vegetale e cuocetela per circa 35 minuti (fate sempre la prova stecchino).
Lasciate intiepidire prima di servire.

Scones vegani

Scones vegani

Gli scones sono tipici panini inglesi che accompagnano l’ora del tè.  Spesso serviti con confettura e clotted cream, sono ottimi anche nella versione vegan. Volete provare?

Ho una vera passione per la cultura made in Britain, che ho coltivato fin dai tempi del liceo. Ricordo ancora il mio primo scone in terra inglese, e ho sempre voluto rifarli in maniera alternativa, senza perdere il gusto e la morbidezza.

Da qui nascono gli scones vegani che vi propongo, che sono anche facilissimi e velocissimi da realizzare. Li potrete accompagnare con margarina vegana e marmellata a vostra scelta.  Sono pochi gli ingredienti di cui avrete bisogno:

  • 225 gr farina 00
  • 50 ml latte di mandorla + extra per spennellarli
  • 1 pizzico di sale
  • 55 gr margarina vegetale
  • 25 gr zucchero

Iniziamo a preparare gli scones vegani. Pronti? Mettete in una terrina la farina setacciata col lievito, il sale e la margarina. Mescolate bene (verrà un po’ granulosa) e poi aggiungete lo zucchero e poi a poco a poco il latte di mandorla. Dosatelo pian piano per raggiungere una consistenza morbida . Se fosse necessario,  potete aggiungere altro liquido.

Infarinate il piano di lavoro e lavorate bene l’impasto. Poi stendete l’impasto con il mattarello a una altezza di circa due centimetri.  Prendete un tagliabiscotti  di circa 5/7cm di diametro e ricavate tanti scones vegani,  che metterete su una placca coperta di carta forno.

Spennellate gli scones vegani con un po’ di latte di mandorla e poi metteteli in forno preriscaldato a 180 gradi per 12/15 minuti. Si devono sviluppare in altezza.

Sfornate e fate intiepidire.

Gli scones vegani possono essere ovviamente realizzati anche con burro e latte, nelle stesse quantità,  e per un look più tradizionale li potete spennellare con un po’ di uovo sbattuto.

Hand pies vegane alle pesche

Hand pies vegane alle pesche

Velocissima, leggerissima e buonissima. Basta per convincervi a preparare da soli la brisée fatta in casa, senza utilizzo di burro o altri grassi animali?

Qualche minuto di mixer e un po’ di attesa per il riposo in frigo, ed avrete una brisée leggera e croccante, adatta alle vostre ricette dolci e salate.

Quella che propongo oggi è la versione dolce, con cui ho preparato queste buonissime hand pies vegane alle pesche, aromatizzate con un mix di spezie (zenzero e cannella).

Le hand pies vegane alle pesche sono mini tortine che si mangiano in pochi bocconi e sono un’esplosione di bontà. Questa versione è vegana perché non ho usato né burro nell’impasto, né uovo per spennellare la superficie. Forse con l’uovo avrebbero avuto il loro caratteristico colore ambrato, ma non ho fatto nessun compromesso sul gusto e la fragranza.

Gli ingredienti che ho usato per le hand pies vegane alle pesche sono questi:

per la pasta brisée

  • 200 gr farina 00
  • 80 gr olio di oliva (io ho usato un extravergine fruttato, eviterei quelli dai sapori troppo pungenti)
  • 50 gr di acqua fredda
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 pizzico di sale

Per il ripieno

  • Due pesche
  • ¼ di cucchiaino di cannella
  • ½ cucchiaino di zenzero in polvere
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • Acqua q.b.

Iniziamo a preparare la pasta, versando in un mixer capiente la farina, l’olio e un pizzico di sale, e lo zucchero. Accendiamo il mixer e frulliamo per qualche minuto, fino a che il composto non risulterà sabbioso. A questo punto mettiamo metà dell’acqua e frulliamo ancora per pochissimo ad alta velocità: dovrebbe iniziare a formarsi il cuore dell’ impasto: mettiamo quindi la restante acqua, e a questo punto di formerà una piccola palla di impasto, che lavoreremo per pochissimi minuti su una superficie non calda (quindi non legno, ma casomai plastica o marmo) in modo che l’impasto diventi liscio. La copriamo poi con la pellicola e la facciamo riposare mezz’ora in frigo.

Per la farina che ho usato io questa quantità di acqua è ideale – se vedete che il composto è ancora molto asciutto, potete aggiungere altri 20 gr di acqua.

Nel frattempo prepariamo il ripieno, tagliando a pezzetti le pesche già sbucciate, e mettendole in un pentolino antiaderente con le spezie e lo zucchero. Facciamo scaldare a fuoco lento, rigirando di tanto in tanto. Se le pesche dovessero essere un po’ dure, e quindi non rilasciassero i succhi, potete aggiungere un po’ di acqua. Quando le pesche si saranno ammorbidite, sfaldatele un po’ con i rebbi della forchetta.

Togliete la pasta dal frigo e con un mattarello stendetela sul piano di lavoro coperto dalla carta forno, di uno spessore di circa mezzo centimetro. Componete poi le vostre hand pies della forma che preferite: io ho usato un coppapasta rotondo con cui ho tagliato dei cerchi che ho riempito al centro con le pesche, cercando di evitare che fossero troppo impregnate di succo (non lo buttate, servirà dopo!), e che ho chiuso con l’aiuto dei rebbi della forchetta, bucando la parte superiore con un coltello per il vapore. Ho anche fatto delle strisce lunghe di impasto, che poi ho richiuso a libro per formare una specie di saccottino, per variare. Potete anche farle triangolari, a stella… oppure invece di incidere la pasta per far fuoriuscire il vapore, potete aiutarvi con le formine per decorare la pasta di zucchero.

Spennellate la superficie delle hand pies con il succo delle pesche cotte, e infornate a 180 gradi per mezz’ora.

Saranno molto calde all’interno, quindi attendete che si siano raffreddate un po’ prima di gustare le vostre hand pies! Se uscirà del succo non vi preoccupate, è normale e anzi, rende la pasta ancora più dolce!

 

Mantou al vapore

Mantou al vapore

I mantou sono panini al vapore tipici della cucina cinese; ripieni si chiamano baozi, ma vuoti lasciano libero sfogo alla vostra fantasia !

I mantou che ho preparato hanno due particolarità: anzitutto sono interamente vegan, quindi hanno anche la leggerezza degli ingredienti, oltre che della cottura al vapore; e poi hanno un look accattivante, con tutte quelle spirali al cacao.

I mantou sono davvero facili da realizzare, la parte più impegnativa è l’attesa della lievitazione e della cottura al vapore. Se avete la vaporiera è molto più veloce, ma si possono realizzare benissimo anche con una semplice pentola e il cestello per il vapore, oppure uno scolapasta in metallo, come ho fatto io.

Siete pronti a preparare i mantou al vapore? Allora iniziamo con:

  • 300 gr di farina 00
  • 3/4 di bustina di lievito di birra secco (io ho usato quello di Paneangeli Mastro Fornaio, quindi la misura è questa)
  • 2 cucchiai di zucchero semolato (se vi piacciono più dolci potete metterne un paio in più)
  • 150 gr di latte di cocco o di mandorla appena caldo
  • altri 40 gr di latte appena caldo, per ammorbidire l’impasto se necessario
  • (per la versione bigusto 2 cucchiai di cacao)

Mettiamo lo zucchero nel latte appena caldo, e sciogliamolo mescolando. Aggiungiamo poi li lievito, sempre mescolando, e poi lo mettiamo da parte.

In una terrina mettiamo la farina, e poi iniziamo a versare il latte vegetale con il lievito sciolto a filo. Mescoliamo per bene per incorporare il liquido, fino a che l’impasto non avrà assunto una consistenza liscia e morbida. Se dovesse essere troppo secco, potete aggiungere l’altro latte: regolatevi a seconda di quanto liquido ha assorbito la farina che userete. Una volta che l’impasto sarà ben liscio, rimettetelo nella terrina e copritelo con della pellicola per alimenti, poi lasciatelo lievitare per almeno un’ora. Se volete fare anche voi la versione bigusto, dividete il  panetto in due e in uno mettete il cacao, e impastate per incorporarlo. Poiché il cacao assorbe molto i liquidi, avrete certamente bisogno di altro latte vegetale per fargli assumere la consistenza liscia. Mettete poi entrambi i panetti in due diversi contenitori a lievitare (io li ho lasciati nel forno chiuso, faceva caldo quindi non ho acceso la lucina).

Dopo un’ora stendiamo l’impasto, che nel frattempo si sarà raddoppiato in volume, in due rettangoli di dimensioni simili (oppure un unico rettangolo, che arrotolerete a formare un salsicciotto diu circa 5 cm di diametro) . Per la versione bigusto, spennellate con acqua una delle due parti, e poi adagiatevi sopra l’altra, sciacchiando leggermente col mattarello per fare aderire le due parti. Arrotolate poi il salsicciotto stretto, così le spirali vi verranno bene e ben definite. Quando chiudete l’ultimo lembo del salsicciotto, spennellatelo ancora con l’acqua. Massaggiate poi il salsicciotto quasi ad allungarlo, in modo che le parti aderiscano bene. Tagliate poi il rotolo in piccole porzioni (le mie le ho fatte di circa 4 cm, mi sono venuti una dozzina di mantou). Mettete l’acqua a bollire sul fuoco e mettete i mantou (non più di tre perchè aumenteranno di volume e rischiamo che si attacchino)  nel cestino del vapore (o nello scolapasta), e coprite con un coperchio (meglio se trasparente, così verificherete la cottura). Dal momento in cui l’acqua bolle fate cuocere i mantou per circa 20/25  minuti. Quando toglierete il coperchio, fate attenzione a che i panini non si bagnino con la condensa che si sarà formata sul coperchio.

Vedrete che i mantou saranno cresciuti di volume, saranno morbidissimi e profumatissimi. Non sono molto dolci, hanno comunque un sapore neutro, e possono essere tagliati e serviti con marmellata, miele, o crema di nocciole.   Buona colazione!

Panzanella

Panzanella

Ognuno ha la sua ricetta della panzanella, più o meno tradizionale, più o meno familiare. Ovviamente hanno tutti ragione, è il destino delle ricette tradizionali. Qui io vi propongo la mia versione, “rubata” durante le mie vacanze maremmane.

La panzanella è perfetta per un veloce pranzo estivo, da preparare anche in anticipo: infatti più riposa e più il pane si impregna dei sapori delle verdure utilizzate e più diventa buona! Mi raccomando, usate il pane sciapo, tipico toscano,  vecchio di qualche giorno: il pane ha infatti bisogno di assorbire bene  gli elementi liquidi della ricetta. Se dovesse essere ancora morbido, tostatelo in forno in modo da renderlo croccante.

Gli ingredienti sono pochi e semplicissimi da trovare:

  • 4/5 fette di pane toscano raffermo
  • acqua q.b.
  • 2/3  pomodori ben maturi (io uso quelli ramati)
  • 1 cetriolo
  • 1 cipolla rossa
  • aceto q.b.
  • sale e pepe
  • olio evo
  • basilico

Anzitutto tagliate e fettine sottili la cipolla, e mettetela in una ciotola con dell’acqua e un cucchiaio di aceto. Lasciatela in infusione almeno un’ora, in modo che perda  i succhi indigesti.  Bagnate nel frattempo il pane con dell’acqua a temperatura ambiente, senza inzupparlo troppo. Molti tolgono la crosta, a me piace lasciarla, ma a vostro gusto. Lasciate che il pane si ammorbidisca, e poi con le mani sfaldatelo all’interno di una terrina capiente. Lavate bene i pomodori. Tagliateli a tocchetti e metteteli nella terrina con il pane, mescolando bene e lasciandolo insaporire per una ventina di minuti. Di solito si tolgono  i semini e l’acqua di vegetazione dei pomodori, ma – questo il “segreto” rubato a una signora del posto – mi hanno suggerito di lasciarli, in modo che il pane assorba bene anche il sapore del pomodoro.

Nella terrina mettete poi le cipolle ben scolate dall’acqua di ammollo, e mettetele nella terrina con il pane. Sbucciate il cetriolo con il pelapatate, tagliatelo a tocchettini – io tolgo la parte interna con i semini, che sono la parte che da’ più problemi digestivi – e mettetelo nella terrina. Lavate e spezzettate il basilico all’interno della terrina, tenendone da parte qualche foglia per decorare.

Condite con sale e olio – se volete anche dell’aceto, a me non piace usarne molto e mi basta il profumo lasciato dal sapore dell’ammollo della cipolla. Mettete la terrina in frigo per almeno un’ora, per lasciar insaporire bene tutti gli ingredienti. Prima di servire, lasciate la panzanella qualche minuto fuori dal frigo.

Pancakes vegani alla banana

Pancakes vegani alla banana

Questi pancakes vegani alla banana diventeranno i vostri migliori compagni per una colazione sana, leggera e nutriente.

I pancakes vegani alla banana sono anche una ottima soluzione per utilizzare le banane molto mature, che magari non hanno più un buon aspetto – anzi, la loro estrema dolcezza vi permetterà di usare anche meno zuccheri aggiunti. In questa versione, senza uova, né burro, e con pochissimo olio, avete tutto il meglio di queste gustose frittelline americane, senza rinunciare alla leggerezza.

Per prepararli, avrete bisogno di pochissimo (queste quantità vi daranno una dozzina di pancakes):

  • 150 gr farina 00 (ma potete usare anche quella integrale, se preferite)
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 320 ml di acqua
  • 1 banana
  • un po’ di olio di oliva
  • 1 pizzico di sale
  • la punta di un cucchiaino di lievito

Iniziate la preparazione dei pancakes vegani alla banana mettendo in un mixer la banana, e frullatela in modo che ne esca una pastellina (oppure schiacciatela bene con i rebbi della forchetta). In una ciotola mettete la faria setacciata, lo zucchero, i pizzico di sale e il lievito. Mescolate bene e poi unite a poco a poco alla banana. Ne uscirà un composto molto denso, che andrete a diluire aggiungendo (sempre mescolando con una frusta) l’acqua a poco a poco. Si formerà una pastella, che metterete a risposare in frigorifero per una mezz’ora.

Estraete la pastella passata mezz’ora, e scaldate una padella antiaderente sul fuoco con poche gocce di olio (serve solo per non far attaccare l’impasto). Una volta che è ben calda, mettete un paio di cucchiai di impasto nella padella – appena si formeranno le bollicine sulla superficie, è il momento di girarle per cuocerle dall’altra parte.

Potete gustarli (meglio caldi o tiepidi!) con della marmellata, o della frutta fresca, o magari della crema di nocciole vegana, e un buon caffè!

Se volete rifare questa ricetta, ricordate di taggarmi usando #myownsweet e @myownsweet.