I pangoccioli e una mattina di pace

I pangoccioli e una mattina di pace

Dalle finestre della mia nuova cucina la luce entra intensa, e in queste mattine di tardo inverno, senza una nuvola e con l’aria frizzante, guardo fuori mentre lascio che i raggi mi scaldino la casa e le braccia. Strizzo un po’ gli occhi nel bagliore, mentre osservo in silenzio la mia tazza.

Uno dei pangoccioli fatti la sera prima in una mano, ancora profumato e fragrante come appena tolto dal forno.  Fisso la schiuma del cappuccino e ascolto. Il silenzio.

Il silenzio che questa mattina non c’è a Kiev, dove fischiano bombe e allarmi antiaerei, dove la gente piange negli scantinati la stessa lacrima di quelli che stano lontani, col cuore straziato. Non mi interessa sentire ragioni, né le ragioni. Voglio solo sentire il silenzio. Voglio una colazione di una mattina qualunque per tutti, col sole giallo che entra dalla finestra, il cielo blu e fuori il silenzio.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Questo mi dice tutto quello che c’è da sapere.

Questi Pangoccioli Vegani sono leggeri e buonissimi, meriterebbero una introduzione più allegra. Ma sono tempi grami, questi. Lasciamo entrare la dolcezza con questi sofficissimi panini, e speriamo che finisca presto.

Ingredienti:

250 g Farina 00
250 g farina manitoba
300 g latte di mandorla
90 g gocce di cioccolato
20 g lievito di birra fresco
80 g zucchero
30 g olio
1 cucchiaino sale
1 bustina di vanillina

Procedimento:

Anzitutto, mettete al freezer per mezz’ora le gocce di cioccolato, così si deformeranno di meno in fase di cottura.
In una ciotola (anche quella della planetaria) mettete le farine e mescolate.

In un’altra ciotola sciogliete il lievito di birra in metà quantità (presa dal totale) del latte di mandorla (va bene anche quello di avena o di riso, come preferite) appena tiepido, con un cucchiaino di zucchero, anch’esso preso dal totale.

Una volta che si sarà sciolto, aggiungete il latte con sciolto il lievito nelle farine, e poi unite lo zucchero rimasto, l’alta metà del latte (al massimo a temperatura ambiente o un po’ tiepido, non freddo di frigo), il sale, la vanillina e l’olio, e impastate.

Ci vorrà un pochino, perchè l’impasto deve essere ben liscio ed incordato. Solo per ultimo inserite anche le gocce di cioccolato e finite di impastare.

Ponete l’impasto in una ciotola, copritelo con della pellicola e lasciatelo lievitare fino al raddoppio (dipende dalla temperatura a casa vostra, il mio dopo 90 minuti era pronto).

Riprendete l’impasto, e dividetelo in panetti di circa 50 grammi cadauno. Dategli la forma di un panino tondo, e poggiateli sulla teglia già coperta con carta forno. Distanziateli un po’ perchè cresceranno leggermente.

Coprite i pangoccioli con un canovaccio e fate raddoppiare ancora di volume (tra i 90 e i 120 minuti).

Poi scaldate il forno a 200 gradi, e ponete a cuocere i pangoccioli per circa 10 minuti.

I vichinghi e il salame di cioccolato (vegano)

I vichinghi e il salame di cioccolato (vegano)

Le due bibbie dei bambini degli anni Settanta del secolo scorso erano Il Manuale di Nonna Papera e Il Manuale delle Giovani Marmotte. Edizioni 1970 e 1969, rispettivamente.
Non erano libri, ma scuole di vita.
Se adesso guardo un tronco di un albero e vedo il muschio verde su un lato del tronco so subito dov’è il nord. E non l’ho studiato a scuola, ma sul Manuale delle Giovani Marmotte, terza edizione per la precisione.
Noi, bambini di città, lo leggevamo avidamente. Io, poi, lo avevo in mano continuamente.
Le Giovani Marmotte stanno alla vita all’aria aperta come il Manuale di Nonna Papera sta alla cucina.
Prima delle due Benedette, di Knam e il cioccolato, di Massari e dei pasticceri star c’era lei.
Nonna Papera.
Ma come dimenticare la ciambella Inca-Urka? O il latte Buglione, che era una sorte di dulce de leche?
A casa nostra andava o la torta di mele, fatta in una teglia di alluminio piena zeppa di bozzi dalle tante cadute che aveva fatto, oppure e soprattutto il salame di cioccolato, che la Nonna Papera chiamava Salame Vichingo.

In realtà il Salame di Cioccolato si chiamerebbe Salame turco per via del colore, ma tanti lo chiamano anche salame inglese o salame del re. E’ diffuso in un sacco di regioni in Italia, ma va forte anche in Portogallo. E’ facilissimo da fare, bellissimo da vedere, scenografico da fotografare.
Ogni regione ha la sua versione. In Piemonte gianduia e nocciole la fanno da padrona. In Emilia Romagna non può mancare sulle tavole pasquali, anche per usare gli avanzi delle uova.

Poi c’è quello di Nonna Papera, che era “vichingo” perchè sui fianchi delle loro navi venivano esposti (secondo la nonna, che evidentemente c’era…) scudi neri e gialli, che hanno ispirato la Nonna di Qui Quo e Qua a ribattezzare il famoso salame dolce.

Per ultima arrivo io, con la versione vegana del salame di cioccolato, che fa a meno di uova e burro, ma che è comunque buonissima. Anzi, proprio per questo ha un gusto di cioccolato bello deciso, e con un po’ di rum (ma potete ometterlo) si farà sicuramente ricordare.

Ingredienti:
200 g cioccolato fondente
120 g di biscotti vegan (meglio secchi)
120 g di frutta secca (io ho usato anacardi e mandorle, potete usare anche le nocciole)
60 g latte di mandorla
50 g olio di semi
un cucchiaio di rum (opzionale)
mezzo cucchiaino di essenza di vaniglia
cannella
zucchero a velo per decorare

Procedimento:
In un padellino tostate la frutta secca, e mettetela da parte a raffreddare.

Prendete il cioccolato, tagliatelo a pezzetti e scioglietelo a bagnomaria.
Fatelo intiepidire, e intanto riprendete la frutta secca, tagliatela al coltello e mettetela da parte.
Sbriciolate anche i biscotti con le mani, così avrete dei pezzi irregolari che daranno un ottimo aspetto al vostro salame.

Quando il cioccolato si sarà leggermente intiepidito, unite ad esso gli altri liquidi (olio, latte di mandorla, rum se volete, ed essenza di vaniglia). Unite anche la cannella (ne basta solo un pizzico, se non vi piace potete ometterla), e mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti.

Alla fine, aggiungete i biscotti e la frutta secca, e amalgamate il tutto in modo che il cioccolato permei tutti gli ingredienti.

Lasciate raffreddare ancora un poco, poi prendete un foglio di alluminio. Stendetevi sopra un foglio di carta forno, e mettete il composto col cioccolato sopra la carta forno e arrotolatelo cercando di dargli la forma di un salame.

Avvolgetelo anche nella stagnola, e fate raffreddare completamente, poi mettete a rapprendere in frigorifero per qualche ora.

Estraetelo dal frigo una ventina di minuti prima di servire. Se volete, potete ricoprirlo di zucchero a velo, per dare proprio l’idea del “salame”.

Tortine al cacao con cuore di marmellata

Tortine al cacao con cuore di marmellata

Non sono una grande amante del cioccolato. Se sfogliate le ricette presenti sul mio blog non ne trovate poi così tante di ricette che usano cacao, cioccolato o affini.
Non che mi stia anticipatico o non mi piaccia. Ci sono giorni in cui il cioccolato serve, e basta così.
Però non lo cerco spesso, so che in tanti inorridiranno ma mi è pure capitato di far scadere la Nutella. Che ci volete fare.

Per questo le Tortine al cacao con cuore di marmellata ve le dovete segnare perchè sono più uniche che rare in queste pagine!
In più sono anche senza glutine, che non guasta mai. Questa ricetta è anche senza lattosio, quindi va incontro anche a chi ha qualche fastidiosa intolleranza alimentare.

Le ho realizzate per partecipare a un contest culinar-fotografico (che naturalmente non vincerò mai perchè non posso rompere la tradizione!), e sono state una piacevole scoperta perchè a colazione hanno il giusto mix di gusto e leggerezza per affrontare con energia una lunga giornata.

Sono anche semplicissime da fare,quindi non avete scuse per dar loro una chance!
Le ho preparate nei contenitori di alluminio per la crème brulée perchè non avevo gli stampi per tortine più adatti, ma possono tranquillamente diventare muffin! Il topping è a scelta, io ci ho messo del cioccolato e granella di nocciole, ma volendo potete usare anche del semplice zucchero a velo o, perchè no, un buono strato di crema di nocciole (non scrivo la marca, ma avete capito!). O anche niente, sono buoni lo stesso!

Ingredienti:
2 uova
50 g farina di grano saraceno
50 g fecola o maizena (*)
70 g farina di riso
100 g zucchero (consiglio di usarne uno fine, se usate quello di canna preferitelo extrafine)
100 ml di olio dal sapore non intenso (io ho usato quello di mais)
100 ml di latte di mandorle
20 g cacao
6 gr lievito per dolci(*)
cannella a piacere

marmellata (quindi arance!) oppure la confettura che più vi piace (io consigio i frutti rossi, oppure le fragole)

(*) se preparate il dolce per persone celiache, fate molta attenzione a che i prodotti siano specifici per celiaci

Preparazione:

Setacciate insieme le farine con il cacao e agli amidi (fecola o maizena), e poi anche il lievito.
Mettete da parte.

Montate quindi le due uova (che devono essere a temperatura ambiente!) con lo zucchero, fino a che non diventano belle chiare e spumose.

Per ultime, aggiungete le farine setacciate in due/tre riprese, sempre mescolando aiutandovi con una frusta a mano, o le fruste elettriche alla più bassa velocità possibile.

Infine, unite al composto anche la cannella. Io ne ho messo mezzo cucchiaino scarso, la potete anche omettere se non la gradite.

Ungete e infarinate i vostri stampini. Se usate i pirottini di carta per i muffin, ovviamente non vi serve!
Versate l’impasto tenendovi a circa 2/3 della capienza del contenitore.

Mettete al centro di ciascuna delle Tortine al cacao con cuore di marmellata un cucchiaino di marmellata di arance, oppure di confettura.

Potete anche usare della Nutella per una Tortina più golosa – in questo caso vi consiglio di mettere un vassoio coperto di carta forno in freezer per una mezz’ora, mettendovi sopra un cucchiaino scarso di Nutella per ciascuna Tortina (ne escono circa 10, dipende dalla grandezza dei vosti stampi), in modo che congeli. Così, quando cuocerà con le Tortine, non si depositerà sul fondo ma resterà all’interno dell’impasto.

Cuocete le Tortine al cacao con cuore di marmellata in forno già caldo ai canonici 180°C per 15/20 minuti (fate sempre la prova stecchino!).

Una volta raffreddati, potete decorarli con il cioccolato fuso a bagnomaria e la granella di nocciole, oppure con un bel cucchiaio di crema alle nocciole, o ancora con una spolverata di zucchero a velo.

Torta alla farina di castagne e ricotta

Torta alla farina di castagne e ricotta

Non amo molto la farina di castagne, ma ultimamente ho trovato diversi modi per utilizzarla e farmela piacere! Che si tratti di castagnaccio, oppure di una bella crostata alla crema di marroni, ho trovato che abbinata ad arancia e cioccolato è la fine del mondo, e dopotutto non sa così tanto di cartone.

Quest’anno è diventata una delle mie farine preferite, non solo perchè ha un bel sapore autunnale rotondo e pieno, ma anche perchè è una delle farine senza glutine che più rendono nei dolci.

Nella ricetta di oggi si accompagna alla ricotta, e ospita al suo interno un ripieno di crema di marroni, cioccolato, nocciole e scorza di arancia, che è davvero speciale (anche da sola, su una bella fetta di pane caldo!). Provatela, e avrete un ottimo dolce versatile, adatto per la colazione come per un fine pranzo o una merenda.

Vi ricordo che, se cucinate per una persona celiaca, dovete fare tanta attenzione a che gli ingredienti siano tutti certificati gluten free – e, mi raccomando – pulite benissimo tutti gli utensili che userete! Non dovete correre alcun rischio di contaminazione.

Ingredienti:
180 gr farina di castagne
70 gr maizena
250 gr di ricotta di mucca
125 gr zucchero
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
25 ml olio vegetale
100 ml di latte

per il ripieno
3 cucchiai colmi di crema di marroni
2 cucchiai di crema di cioccolato e nocciole
le zeste di un’arancia bio

Preparazione:
Per preparare la torta alla farina di castagne e ricotta dovete anzitutto dividere i tuorli dagli albumi, mettendoli in due ciotole diverse.

Sbattete molto bene i tuorli con lo zucchero, finon a che non saranno belli chiari e gonfi. Aggiungete poi la ricotta ben scolata dall’eventuale liquido, e mescolatela ai tuorli montati con la frusta, in modo che si sciolgano tutti gli eventuali grumi.

Unite poi gli ingredienti secchi (farina di castagne, maizena e lievito) ben setacciati, così incorporeranno un po’ di aria e la torta crescerà meglio. Mecsolate bene evitando la formazione dei grumi.
A questo punto, unite anche l’olio e il latte, e mescolate ancora. Mettete da parte.

Montate adesso gli albumi a neve molto ferma, e poi incorporateli al resto dell’impasto, mescolando dall’alto verso il basso per non smontarli.

Foderate una teglia da 18/20 cm massimo con la cxarta forno, e versate l’impasto al suo interno.
Infornate a forno già caldo a 180 gradi per almeno 40/45 minuti.

Mentre cuoce la torta alla farina di castagne e ricotta preparate il ripieno mescolando insieme la crema di marroni, la crema di cioccolato e nocciole e le zeste dell’arancia, e mettete da parte.

Sfornate la torta, lasciatela raffreddare bene prima di sformarla e di tagliarla a metà. Disponete il ripieno di crema all’interno, poi richiudetela e spolverate se vi piace la torta alla farina di castagne e ricotta con lo zucchero a velo.

Se vi resta della farina di castagne, che ne dite di provare il castagnaccio?

Cereal cookies vegani

Cereal cookies vegani

Che siano i jeans, gli stivali texani o il caffè bevuto di corsa in strada (orrore!!), le mode americane inevitabilmente attraversano l’oceano e arrivano qui da noi. Così sono arrivati sulle tavole delle nostre colazioni anche i cereal cookies, biscotti formato mini da tuffare nel latte come se fossero dei cereali. Pressochè tutti i biscotti si possono miniaturizzare per gustarli nel latte a colazione. Ovviamente sono così piccini e sfiziosi che li potete mangiare quando volete – a dirla proprio tutta, vi devo dire di stare attenti perchè uno tira l’altro!

La versione che vi propongo oggi è frutto di un certo lavorìo iniziato a Natale dello scorso anno, quando ho iniziato a cercare di capire come fare per raggiungere la consistenza e il gusto che avevo in mente. Purtroppo il primo esperimento mi aveva lasciato perplessa, perchè mi erano usciti dei pallini da sparo durissimi. Lo scorso weekend ci ho riprovato, e cambiando qualche fattore ho raggiunto una consistenza soda ma morbida, e un gusto niente male! Non avevo farina di nocciole a portata di mano, ma secondo me potrebbe essere un’altra soluzione decisamente gustosa al posto delle mandorle – ci riproverò, la ricetta è in continua evoluzione!

Se volete però già iniziare a farvi un’idea, vi lascio la ricetta, ma soprattutto i passaggi, che ho usato questa volta. Ci si mette davvero pochissimo, e nel giro di un’oretta avrete già preparato la vostra colazione di domani.

Ingredienti:
150 gr farina (io dovevo finire un pacchetto di tipo 2 e ho usato quella, ma va bene anche la 00)
20 gr farina di mandorle (o nocciole)
75 gr zucchero
50 gr olio vegetale
30 gr latte di mandorla (oppure acqua)
mezzo cucchiaino di lievito per dolci (vegan)
mezzo cucchiaino di pasta di vaniglia (o estratto)
1 flax egg (cioè un miscuglio di un cucchiaio di farina di semi di lino mischiata a 3 cucchiai di acqua, che sostituisce un uovo)
25/30 gr di cioccolato fondente (vegano se vi attenete alla ricetta)

Procedimento:
Iniziate la preparazione dei cereal cookies vegani preparando il falx egg: in una ciotolina mettete la farina di semi di lino e l’acqua, e mescolate bene. Lasciate riposare il composto per un quarto d’ora, deve avere il tempo di gelatinizzarsi. Si formerà una sorta di pappina.

Mentre aspettate, potete impiegare il tempo a sminuzzare il cioccolato al coltello.

Prendete poi la farina e mettetela in una ciotola con la farina di mandorle, lo zucchero, il lievito (cioè tutti i secchi) e mescolate. Unite poi l’estratto di vaniglia, l’olio, il latte di mandorle e il flax egg, e mescolate. Quando l’impasto avrà preso consistenza, terminate inserendo anche il cioccolato tagliato a pezzetti.

Coprite una teglia con la carta forno, e poi dall’impasto ricavate alcune piccole palline di cereal cookies vegani, che dovete disporre sulla teglia. Non è necessario tenerli molto distanti, solo leggermente (non lieviteranno un gran ché in cottura). Con queste quantità mi sono usciti una trentina di cereal cookies vegani. Infornate in forno già caldo a 180 gradi e cuocete per circa 10/15 minuti.

Sfornate i vostri cereal cookies vegani e lasciateli raffreddare prima di toglierli dalla teglia.

… e la vostra colazione è pronta per essere gustata!

Muffin al cioccolato e cocco

Muffin al cioccolato e cocco

Naturalmente erano arrivati prima in Italia, ma i muffin mi sono diventati più familiari quando Autogrill ha deciso di proporli in un suo menù colazione, dando una copertura pubblicitaria all’evento. Ricordo che la pubblicità passava spesso tutti i canali tv, e come succede con i messaggi che si mandano nell’etere, ognuno l’ha capita a suo modo.
Quindi, mi ha molto divertito il siparietto cui ho assistito, nel quale una signora un po’ attempata, rivolgendosi alla cassiera, continuava a gridare che voleva “i muffini!”, e non c’è stato verso che la cassiera riuscisse a correggerla! E fu così che, alla fine, anche lei si arrese al “che muffino desidera?”, estenuata dallo scambio!

Un piccolo ricordo divertente per introdurre la ricetta di oggi, dei golosissimi muffin al cioccolato e cocco. L’impasto è semplicissimo da realizzare, ed è così versatile che lo si può utilizzare anche con della frutta, magari della marmellata. Io non ho resistito al richiamo di cocco e cioccolato, un binomio vincente che mi riporta anche all’estate, al gusto dei Bounty, al cocco bello! sotto l’ombrellone. Con queste dosi potrete realizzare circa 18 muffin di dimensioni normali, che si conserveranno benissimo se tenuti al chiuso (sennò si seccano troppo!). Ci metterete davvero poco a realizzarli, e se considerate che lo yogurt al posto del burro dona loro una sofficità senza pari, capite perché non posso che consigliarvi di provarli!

Ingredienti:
150 gr zucchero
200 gr farina 00
50 gr farina di cocco
200 ml latte
110 gr di yogurt alla vaniglia
2 uova
1 bustina vanillina
1 bustina lievito vanigliato per dolci
100 gr di cioccolato al latte tagliato in maniera grossolana

Preparazione:
Per realizzare i muffin al cioccolato e cocco dovete anzitutto montare le uova con lo zucchero in una ciotola sufficientemente ampia.
Una volta che il composto sarà ben gonfiato e chiaro (ci vorrà qualche minuto, abbiate pazienza!), potete versare nel composto lo yogurt, poi la farina setacciata insieme a l lievito ed alla vanillina. Mescolate anche con il frullino per montare, se volete, purchè alla più bassa velocità possibile, in modo da amalgamare il composto dei muffin al cioccolato e cocco senza smontarlo.
Unite poi il latte (temperatura ambiente), e per ultima la farina id cocco.

Una volta che il composto si sarà ben amalgamato, e sarà diventato denso ma morbido, unite anche la cioccolata tagliata al coltello, lasciandone un po’ da parte per la decorazione.

Riempite i pirottini al massimo per 2/3, e decorate la superficie con i pezzetti di cioccolato al latte rimasti.

Infornate al forno già caldo a 190 gradi per circa 20 minuti. Sfornateli, lasciateli intiepidire e poi – se vi va – spolverateli con lo zucchero a velo.

Se vi piacciono i muffi, volete provare i Muffin alle carote e farina di mandorle?

Gelato all’acqua al cioccolato

Gelato all’acqua al cioccolato

Se mi chiedete se è possibile un gelato ottimo senza tutto – senza latte, senza uova, senza panna, semza glutine… sì, è possibile! Bisogna avere un po’ di attenzione alla scelta degli ingredienti, soprattutto al cioccolato, ma se non avete problemi particolati di intolleranze potete essere anche più elastici.
In più, oltre ad essere senza un sacco di ingredienti, è anche stato preparato senza la macchina del gelato! Nella mia cucina una macchina del gelato non ci entrerebbe nemmeno spingendola a forza, quindi se voglio un bel gelato devo arrangiarmi. Del resto anche i romani, che si dice abbiano “inventato” il gelato (le nivatae potiones), usavano la neve per creare l’antesignano del gelato. Quindi ci arrangeremo anche noi!
Questa versione di gelato è super cioccolatosa, e se amate questo ingrediente amerete questo gelato intenso e aromatico. Inoltre si realizza in pochissimo tempo, la maggior parte della fatica sarà attendere che raggiunga la consistenza desiderata… quindi che aspettiamo? Prepariamo insieme il gelato all’acqua al cioccolato!

Ingredienti:
300 gr cioccolato fondente (io non andrei oltre quello al 70%)
140 gr zucchero a velo (una confezione)
1 bustina vanillina
120 gr di cacao amaro in polvere
650 ml di acqua
1 pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare il vostro gelato all’acqua al cioccolato tritando finemente il cioccolato. Mettetelo da parte.

Mettete a bollire l’acqua. Quando sfora il bollore, spegnetela.

In una casseruola possibilmente antiaderente, setacciate il cacaco amaro e la vanillina, e poi lo zucchero a velo. Unite l’acqua bollente, mescolando bene con l’aiuto di una frusta a mano.

Mettete anche il sale, e poi rimettete il tutto su fuoco per un paio di minuti, sempre continuando a mescolare con la frusta a mano.

Togliete poi la casseruola dal fornello, e iniziate a unire il cioccolato tritato poco per volta, sempre mescolando così si scioglierà più facilmente.

Trasferite il composto in una terrina, possibilmente di alluminio o di acciaio.
Io di solito uso un comunissimo stampo da plum cake in alluminio usa e getta, ma va benissimo anche lo stampo per plum cake normale, come lo vedete nella foto. Io l’ho foderato di carta forno per evitare di rovinare l’interno antiaderente della teglia da plum cake… suggerimento anche per voi, non si sa mai!

Lasciate raffreddare il composto all’aria, e solo successivamente mettetelo nel freezer.
Lasciate trascorrere un paio di ore, e poi mescolatelo con la forchetta. Si romperanno i cristalli di ghiaccio in formazione, e così il gelato all’acqua al cioccolato assumerà la sua morbidezza.
Ripetete questa operazione ancora tre volte, a distanza di almeno un paio di ore una volta dall’altra.
E.. basta! Il vostro gelato all’acqua al cioccolato è pronto!

Se lo preparate il giorno prima, ricordate di toglierlo dal freezer e di metterlo nel frigorifero un paio di ore prima per scongelarlo.

Panna cotta menta e cioccolato

Panna cotta menta e cioccolato

Ho sempre amato gli After Eight, quei deliziosi biscotti inglesi con menta e cioccolato. Devo dire che il mio amore è andato più in là e si è spinto nel mal di pancia, e da allora ho qualche difficoltà a mangiarli.
Ma i contrasto di menta e cioccolato resta uno tra i miei preferiti, come dimostrano la Crostata menta e cioccolato, o la Crostata morbida cioccolato e menta che ho preparato qualche tempo fa.
Menta e cioccolato per me sono la quintessenza della inglesità, insieme ai beans on toast, fragole e panna. Sono stata a Londra un paio di anni fa, e devo dire che culinariamente l’ho trovata una città molto più europea di quanto il suo governo non vorrebbe. Mi piacerebbe sapere però se è così ovunque, oppure se a Bournemouth, dove ho studiato tantissimi anni fa, continuano imperterriti a mangiarsi quei terribili sandwich ai cetrioli.

Oggi vi propongo un dessert che trasuda menta e cioccolato. La panna cotta menta e cioccolato unisce insieme le tradizioni britannica e italiana, ed è un connubio eccezionale per gusto e delicatezza. E’ anche molto facile da preparare, e visto che l’estate bussa alla nostra porta, cosa c’è di meglio di un dessert da fine pasto fresco, che non ha nemmeno bisogno del forno?

Ingredienti:
500 ml di panna fresca
70 ml di sciroppo di menta
70 gr di cioccolato fondente
5 fogli di gelatina
menta per decorare (opzionale)

Procedimento:
Mettete a bagno in acqua fredda 2 fogli di gelatina e lasciateli in ammollo per almeno 10 minuti.
Poi mettete in un pentolino, meglio se antiaderente, 200 ml di panna con il cioccolato tagliato a pezzetti, e fatelo scaldare a fuoco basso. Mentre si scalda, mescolate bene in modo da far sciogliere il cioccolato senza far bollire la panna. Vi basta che raggiunga il punto appena prima della ebollizione.
A questo punto spegnete il fuoco, strizzate bene la gelatina e fatela sciogliere nella panna e cioccolato, mescolando bene con una piccola frusta o un cucchiaio.
Versate poi la panna nei bicchierini in quantità uguali, e mettete per almeno mezz’ora i bicchierini in frigo a consolidarsi.

Preparate poi, trascorsa la mezz’ora almeno di riposo, la panna alla menta. Anche qui, mettete in ammollo i tre rimanenti fogli di gelatina per circa dieci minuti.
Nel pentolino antiaderente scaldate i 300 ml di panna rimanenti con lo sciroppo di menta, mescolando dolcemente. Appena raggiunge il punto prima della ebollizione, togliere dal fuoco, strizzare bene la gelatina e farla sciogliere nella panna.

Versate quindi la panna cotta alla menta sopra la parte di panna cotta al cioccolato, e rimettete il tutto in frigorifero per almeno due ore (meglio tre, ma io non avevo tempo).

E la vostra panna cotta menta e cioccolato è pronta!

Per servirla, se vi va, potete spolverare la superficie con del cioccolato grattugiato e qualche fogliolina di menta.

Tortine variegate alla crema di nocciole

Tortine variegate alla crema di nocciole

Sono sempre stata una gran pantofolaia. Anzi, diciamoci la verità. Sono pigra. Ma una pigra strana. Tempo fa, una persona che avevo conosciuto mi disse che ero una contraddizione vivente perchè sono toro ascendente scorpione, cioè il segno zodiacale ed il suo opposto.
Non so dire se avesse ragione, perchè da pigra credo di aver provato ogni sport che mi sia passato sotto mano – tutti con risultati ugualmente scadenti. Sono stata, nell’ordine, una nuotatrice riluttante, una cestista imbranata, una pallavolista cecata, una sciatrice spaventosa e spaventata, una golfista maldestra, una pattinatrice scoordinata. L’ho detto, sono pigra – eppure amo lo sport. Amo farlo, seguirlo in TV e dal vivo.
Per questo, in questa clausura nella quale forse avrei potuto finalmente godermi la casa, non soffro ma al tempo stesso mi dispiace non poter uscire. Tesi e antitesi.

Anche vaniglia e cioccolato sono la classica tesi e antitesi. Che però stanno insieme benissimo in queste tortine variegate alla crema di nocciole, nella versione con e senza glutine. Buone per tutti, anche in questo tempo di incertezza.

Ingredienti (per 8 tortine circa, formato muffin tradizionali):
60 gr zucchero
40 gr mandorle tostate tritate finemente
60 ml olio vegetale
4 gr lievito vanigliato (certificato gluten free)
25 gr fecola di patate
25 gr farina 00 (o mix senza glutine)
1 uovo grande
crema di nocciole
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
zuccheor a velo

Procedimento:
Anzitutto con l’aiuto del mixer tritate finemente le mandorle, quasi a farina.
Montate poi l’uovo con lo zucchero on l’aiuto dello sbattitore elettrico, fino a che non ottenete una crema chiara e gonfia.

Setacciate insieme la farina 00 (o il mix senza glutine), la fecola il lievito, e uniteli al composto di uova, mecsolando bene per evitare grumi, Unite poi anche le mandorle ridotte a farina.

Infine, mescolando lentamente (potete usare lo sbattitore elettrico a velocità bassa) incorporate anche l’olio, che dovete versare a filo nell’impasto. Se fosse eccessivamente denso, potete unire un cucchiaio di latte (anche di mandorla).

Prendete dei pirottini per muffin (se non stessero in piedi da soli metteteli all’interno di una teglia per muffin) e riempiteli a metà o poco più (non molto di più perchè gonfiano in cottura). Versate mezzo cucchiaino di crema di nocciole in ogni muffin, e con uno stuzzicadenti disegnate delle onde in modo che la crema possa spandersi e creare dei disegni anche in superficie.

Cuocete le tortine variegate alla crema di nocciole in forno caldo a 160 gradi (statico) per circa 20 minuti.

Fatele raffreddare prima di gustarle, spolverate con poco zucchero a velo.

Cookies all’avena e smarties

Cookies all’avena e smarties

Sono affezionata alla ricetta di questi biscottoni, o meglio i cookies all’avena e smarties. Ho stampata in mente la mattina in cui li ho preparati con la mia nipotina, ora undicenne, ma allora molto più piccola, che infilava smarties nei biscotti con una espressione così soddisfatta che, ogni volta che li rifaccio, non posso che sorridere nel ricordare quel momento.

Probabilmente questa è una delle tante ragioni per cui la cucina ha un potere così forte, riporta alla mente ricordi, profumi, sapori. Per la maggior parte belli, almeno per quel che mi riguarda!

Questi biscottoni, anzi i cookies all’avena e smarties (ma si possono usare tutte le marche che vi piacciono di più!) sono anche facilissimi, e appunto ottimi da preparare anche con i bambini. Si divertiranno sicuramente, e gustare quel che si è preparato rimane, secondo me, una delle più grandi soddisfazioni che la cucina può regalare!

Ovviamente la ricetta base di questi cookies prevede una decorazione di fiocchi d’avena e una manciata di nocciole. Se non vi piacciono i simpatici confetti colorati ripieni di cioccolato, potete optare per la ricetta classica (vi metto anche quella, che non si sa mai!).

Ingredienti:
200 g di farina 00
90 g di burro ammorbidito
120 gr di zucchero
1 uovo
50 g di fiocchi d’avena (+ altri per la decorazione, nella versione tradizionale)
1 bustina vanillina
Mezzo cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
Due manciate di smarties (o 100 gr di nocciole tagliate grossolanamente nella versione tradizionale) + altri per la decorazione

Procedimento:
Setacciate la farina, la vanillina e il bicarbonato e metteteli insieme in una ciotola. Unite poi lo zucchero, il pizzico di sale, e i fiocchi d’avena. Mescolate bene i secchi e poi aggiungete il burro ammorbidito e l’uovo (io l’ho rotto a parte e mescolato con una forchetta e poi unito agli altri ingredienti secchi).
Mescolate molto bene per qualche minuto, fino a che tutti gli ingredienti non si saranno amalgamate per bene. Unite poi i confettini di cioccolato (o le nocciole), e incorporateli all’impasto in maniera veloce. Se usate i confettini, non metteteli tutti, tenetene via un po’ per la decorazione.
Mettete l’impasto in frigorifero coperto dalla pellicola per circa un’ora, in modo che il tutto possa rassodarsi.

Trascorsa l’ora di riposo, coprite una teglia con della carta forno e preriscaldate il forno a 180 gradi. Prendete l’impasto, e ricavatene delle piccole palline, che metterete sulla teglia schiacciandole leggermente. A occhio, i miei biscotti da crudi avevano un diametro di circa 4/5 cm. A questo punto prendete degli altri confettini di cioccolato e attaccateli sopra, schiacciandoli leggermente. Nella versione tradizionale, potete usare l’avena da spargere sopra alla superficie dei biscotti schiacciati.
Metteteli un po’ distanziati tra loro sulla teglia perché si allargheranno un pochino.
Cuoceteli per 10/12 di minuti nel forno caldo. Appena estratti saranno morbidi, ma poi si assesteranno e saranno un po’ più compatti.

Fateli raffreddare prima di gustarli.

Se vi piacciono i biscotti all’avena, guardate anche questa ricetta.