Ciambella vegan alle pesche

Ciambella vegan alle pesche

Oggi è una giornata di sole. Quel sole forte, allegro, squillante. Non invadente col suo calore, ma un sole quasi gentile, sorridente e felice, come può esserlo dopo una giornata uggiosa come ieri. E’ il trionfo dell’estate, del suo cielo blu che si riprende il ruolo da protagonista, dopo che una tenda di nuvole scure lo aveva nascosto, per poco, alla vista.
Tra qualche giorno il caldo tornerà a soffocarci e a rubarci il sonno, ma oggi è semplicemente estate.

Quando penso al sole, uno dei suoi frutti prediletti sono le pesche, che oggi vi propongo in una ciambella semplicissima, senza nè uova nè latticini. La ciambella vegan alle pesche è una ricetta perfetta per la prima colazione, con tanta buona frutta e pochissime calorie. Volendo, la potete replicare anche d’inverno, usando le pesche sciroppate e il loro succo. Ma in questa stagione, perchè non approfittare delle pesche fresche?

Ingredienti:
2 pesche gialle, da sbucciare tagliare a pezzettini
300 gr di farina 00
180 gr zucchero + 2 cucchiai
80 gr amido di mais
80 gr olio di semi
250 ml di bevanda alle mandorle
16 gr lievito per dolci
scorza di un limone e il succo

Procedimento:
Tagliate a pezzetti le pesche e mettetele in una ciotola e irroratele con del succo di limone e due cucchiai di zucchero e lasciate macerare almeno un’ora, in modo che possano rilasciare i loro succhi.

Successivamente prendete una ciotola e setacciate la farina e la fecola con il lievito. Mescolate anche lo zucchero, e la scorza del limone.
In un’altra ciotola mettete tutti gli ingredienti liquidi (bevanda alla mandorla, olio e il succo delle pesche lasciate a macerare).

Unite mescolando con un frustino a mano i liquidi all’interno delle polveri, e per ultime le pesche, in questo caso aiutandovi con una spatola.

Ungete e infarinate uno stampo da ciambella (oppure una tortiera apribile, di diametro di 24 cm) e versate il composto all’interno.

Mettete in forno già caldo a 180 gradi per circa 35/40 minuti.

Togliete dallo stampo solo dopo che si sarà ben raffreddata, e poi spolverate la ciambella vegan alle pesche con zucchero a velo e decorate con fettine di pesche.

Cheesecake alla lavanda e mirtilli

Cheesecake alla lavanda e mirtilli

Ormai un po’ di anni fa sono stata in Islanda, terra magnifica che mi è entrata nel cuore. Non racconterò i brividi, non solo letterari, provati ad indossare pesanti felpe al 5 agosto; ma lo straordinario spettacolo della natura, gli ipnotici geyser, le immense cascate, e le storie e leggende di una terra sconosciuta e affascinante.

Lasciando perdere la carne di squalo fermentata, dal sapore terrificante tanto quanto l’odore, l’esperienza di gran lunga migliore è stata quella di conoscere lo skyr tradizionale: un formaggio a latte fermentato dalla consistenza vagamente simile allo yogurt greco, leggermente acidulo, che viene usato trasversalmente dalla colazione alla cena.

Ho già usato lo skyr in un’altra ricetta (che trovare qui), e ho voluto riutilizzarlo come ingrediente della mia cheesecake alla lavanda e mirtilli, che oggi vi presento in versione glutenfree (ovviamente potete anche farla col glutine, se non avete diverse necessità, usando per la base i frollini che preferite, o i sempreverdi Digestive).

Come sempre, vi assicuro che non è affatto difficile prepararla. Ci vuole solo un po’ di pazienza, anche perchè i tre strati di cui è composta devono avere il tempo di solidificarsi in frigorifero. E poi è l’ennesima buona soluzione per usare quel quintale di fiori di lavanda eduli che ancora albergano nella mia credenza, e che mi pare che si stiano duplicando invece che dimezzando!

Ingredienti:
150 gr di frollini senza glutine (io ho usato questi del Mulino Bianco) oppure i Digestive
75 gr burro sciolto
200 gr di mirtilli freschi
300 gr di formaggio Philadelphia o simili
250 gr di skyr (io ho usato questo di Siggi’s alla vaniglia)
1 cucchiaino di lavanda essiccata edule
50 gr latte
9 gr gelatina
90 gr zucchero semolato
1 bustina vanillina (o un cucchiaino di estratto di vaniglia)

Procedimento:
Rivestite di carta forno una teglia da 18 cm di diametro.

Con l’aiuto del mixer tritate finemente i biscotti, e poi unite anche il burro sciolto e raffreddato. Date ancora qualche impulso al mixer, così il burro si mescolerà bene con i biscotti.
Mettete il composto sulla base della tortiera (preferite sempre quella a cerniera per le cheesecake) e livellatelo per bene, compattandolo. Mettetelo in frigorifero per almeno mezz’ora.

Intanto proseguite mettendo in ammollo in acqua fredda i fogli di gelatina: per facilitarvi, mettetene metà in un contenitore e l’altra metà nell’altro, visto che serviranno in due momenti diversi.

In una terrina amalgamate lo skyr con il formaggio tipo Philadelphia, e lo zucchero, amalgamando il tutto per formare una crema. Dividetela in due parti uguali e mettetela in frigo, mentre preparate lo sciroppo di mirtillo.

Mettete i mirtilli prima a lavare sotto l’acqua corrente, e poi in un pentolino con poca acqua (tre/quattro cucchiai bastano) e un cucchiaio di zucchero. A fuoco basso portate ad ebollizione piano piano, mescolando frequentemente. I mirtilli inizieranno a rilasciare il loro succo e si sfalderanno, creando una sorta di composta. Dopo circa cinque minuti togliete dal fuoco, e con l’aiuto di un colino filtrate bene il succo che si è creato,, schiacciando bene i mirtilli.
Nello sciroppo che si sarà così formato, che sarà ancora caldo, mettete una parte della gelatina reidratata, che dovete ben strizzare e poi sciogliere nel succo di mirtilli.

Prendete poi una parte del composto con lo skyr e inseritevi lo sciroppo di mirtilli, mescolando molto bene. Estraete la teglia dal frigo e mettete sopra lo strato di biscotti lo strato di crema al mirtillo. Livellate bene e ponete in frigo per almeno due ore.

Trascorso questo periodo, prendete il secondo composto di skyr e formaggio: fate sciogliere la vanillina o l’estratto di vaniglia in un pentolino con 50 gr di latte e quando di sarà scaldato strizzate bene e versatevi dentro la rimanente gelatina. Fatela sciogliere e poi versatela nel composto con il formaggio, amalgamando molto bene. Per ultimo aggiungete, sempre mescolando delicatamente, un cucchiaino di lavanda edule. Versate questa crema sopra quella al mirtillo, che nel frattempo si sarà solidificata, e rimettete in frigorifero per altre tre ore almeno.

La vostra cheesecake alla lavanda e mirtilli è pronta per essere gustata; lasciatela a temperatura ambiente una quindicina di minuti prima di gustarla.

Torta alle ciliegie e pistacchi

Torta alle ciliegie e pistacchi

Per me la felicità somiglia a mangiare le ciliegie.

Niente rappresenta di più quel periodo dell’anno che dalla primavera scivola mollemente nell’estate, con le giornate che si allungano, e i pigiami che si alleggeriscono, che un piatto di rosse ciliegie.
Le ciliegie sono la fine della scuola, l’attesa delle vacanze che si accorcia.La luna che si fa più vicina alla finestra alla sera.

E le ciliegie sono anche le protagoniste di questa buonissima torta alle ciliegie e pistacchi, ricetta che ho rubato ad Alice di Panelibrienuvole, con i miei soliti maneggiamenti, anche perchè nella versione originale c’era un po’ troppo burro rispetto a quello che il mio fegato riesce a digerire.

Quindi, con le doverose modifiche, vi lascio la ricetta della mia versione della torta alle ciliegie e pistacchi, che ha avuto recensioni unanimi da parte dei miei colleghi (che sono anche i miei critici gastronomici, ovvero vittime predilette), ed entrerà di diritto anche nella top ten delle vostre preferite, ne sono sicura.

Ingredienti:
300 gr di ciliegie
175 gr di albumi
140 gr di zucchero a velo
80 gr di pistacchi sgusciati e tostati
20 gr di mandorle sgusciate e tostate
70 gr di olio vegetale
50 g di farina 00 (per la versione glutenfree usate 60 gr di farina senza glutine. Io ho usato questa)
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 cucchiaino di lievito

Procedimento:
Per prima cosa con l’aiuto di un mixer frullate la frutta secca con il cucchiaio di zucchero, fino a che non avrà raggiunto la consistenza di una farina granulosa. Poi mettete da parte.
Lavate bene le ciliegie e privatele del nocciolo, e dividetele a metà.

In una ciotola mescolate insieme la farina, la frutta secca sminuzzata, lo zucchero a velo, il lievito e un pizzichino di sale, e mescolate bene.
Montate a neve ferma gli albumi, e poi agli albumi montati unite a poco a poco il composto di farine, e poi aggiungete l’olio, sempre mescolato. Vi sarà di aiuto una spatola.

Foderate una teglia da 18 cm apribile con carta forno (oppure ungetela e infarinatela) e versate un terzo dell’impasto.
Coprite poi con uno strato di ciliegie, usando circa metà di quelle denocciolate.
Versate un altro terzo dell’impasto sopra le ciliegie, poi dopo aver livellato mettete l’altra metà delle ciliegie.
Infine, coprite con l’ultimo terzo dell’impasto residuo.

Mettete in forno già caldo a 160 gradi per 60 minuti. Fate sempre la prova stecchino!

Toglietela torta alle ciliegie e pistacchi dalla teglia solo se si è raffreddata completamente, e se volete spolveratela con dello zucchero a velo.

Pavlova al lime e kiwi

Pavlova al lime e kiwi

Ognuno ha i suoi mostri. Quella cosa che fai mille volte e non ti esce. Che inizi con la mano tremula, sapendo bene che l’ultima volta è andata male – e va esattamente nello stesso modo. E pensi mille volte a dove hai sbagliato, vai a cercare nei libri di cucina – eppure no, hai fatto tutto quello che c’era scritto. In tutti. Ma non è venuta.
Ecco, questa è per me la pavlova. Che si rompe. Sempre.
Non so come mai io abbia questa problematica con le meringhe. Sono bellissime fino a quando le metto in forno. Poi basta.

Non so se sia perché non mi arrendo mai, o perché alla fine sono buone pure tutte crepate, ma ogni tanto ci riprovo.
Da queste prove è nata questa splendida (e buonissima) pavlova al lime e kiwi.

Non è leggera per niente, e qui contravvengo alle mie abitudini – ma non ne posso fare proprio a meno! È il classico dolce delle grandi occasioni, quello della domenica che più domenica non si può. Un po’ elaborato, perché ci sono un po’ di preparazioni, però alla fine è più facile di quanto non crediate!
Stavolta si è anche crepata meno, grazie anche ai consigli di Sara di cookissbakery.com.

Se volete provarla, non vi servono ingredienti così elaborati. Pronti a partire?

Per la meringa:
– 100 gr di albumi (sono all’incirca 3 uova medie)
– 100 gr zucchero a velo
– 100 gr zucchero

La preparazione della meringa è facilissima. In una ciotola mettete gli albumi e il 50% della quantità totale di zucchero a velo e zucchero normale (quindi 50 gr dell’uno e 50 gr dell’altro) e iniziate a montare a neve ben ferma. Vedrete che dopo qualche minuti (dipende dalle vostre fruste) inizierà ad assumere consistenza e brillantezza della schiuma da barba. A questo punto unite anche i restanti 50 gr di entrambi gli zuccheri, e finite di montare.
Prendete una teglia (io uso la leccarda del forno) e copritela con la carta forno. Poi con il fondo di una teglia aiutatevi a fare un cerchio da disegnare con la matita, che sarà la base per disegnare la base della pavlova. Girate la carta forno (il cerchio in matita deve restare visibile) e iniziate a mettere la meringa sulla carta forno, disegnando un cerchio e un bordo (all’interno del quale andremo a mettere la crema di farcitura). Io ho disegnato più o meno un diametro di 22 cm.
Se volete potete usare anche la sac à poche.

Mettete poi la meringa in forno già caldo a 110° per circa 75 minuti. Non aprite mai il forno!! Trascorso questo periodo spegnete il forno e lasciate raffreddare la meringa all’interno del forno. Facendo così, questa volta non mi si è rotta!!

Tra cottura e raffreddamento ci vuole un po’ di tempo, che possiamo trascorrere preparando la crema al lime. Vi serviranno:
– 250 ml latte
– 2 tuorli
– 60 gr zucchero
– La buccia di mezzo lime
– 50 gr cioccolato bianco
– 10 gr maizena (per la versione glutenfree, altrimenti potete usare a farina normale)
– 200 ml panna liquida da montare
– 1 kiwi grande e maturo + 2 cucchiai di zucchero

Montate bene le uova con lo zucchero. Nel frattempo mettete il latte a bollire con le zeste di lime. Una volta giusto all’ebollizione, togliete le bucce di lime e unitelo alle uova con lo zucchero, e mescolate bene.
Rimettete il tutto sul fuoco, e aiutandovi con le fruste cuocete la crema aggiungendo la maizena. Quando inizierà a prendere consistenza, toglietela dal fuoco, unite il cioccolato bianco a scaglie e mescolate bene per farlo sciogliere. Una volta raffreddata, montate a neve ben ferma la panna e unitela alla crema.

Sbucciate il kiwi, tagliatelo a pezzettini e frullatelo con due cucchiai di zucchero.

Per assemblare la pavlova al lime e kiwi mettete la crema al lime e panna nella cavità della vostra pavlova, e sopra la polpa frullata del kiwi.
Decorate a piacere con fettine di kiwi e di lime.

Se vi piace il lime, un’altra idea di dolce fresco e leggero la potete trovare qui.

Muffin al cioccolato e arancia senza glutine

Muffin al cioccolato e arancia senza glutine

Una coccola leggera e piena di gusto per le vostre colazioni, perfetta per gli intolleranti al glutine e al lattosio.

I muffin al cioccolato e arancia senza glutine sono anche facilissimi da fare: non richiedono attrezzi particolari, e si fanno in un battibaleno, e sono perfetti per la colazione o la merenda. Io li ho completati con della granella di pistacchi, ma sono ottimi anche con nocciole, mandorle o scagliette di arancia candite. La farina di grano saraceno aggiunge un po’ di rustico, che non guasta mai… insomma, da provare!

I muffin al cioccolato e arancia senza glutine si preparano con:

  • 2 uova
  • 100 ml olio vegetale
  • 100 ml latte di cocco
  • 120 gr zucchero
  • 70 gr farina di riso integrale
  • 50 gr fecola di patate
  • 50 gr farina di grano saraceno
  • 30 gr cacao amaro
  • 2 cucchiaini rasi di lievito
  • 1/2 cucchiaino di cannella
  • marmellata di arance (io ho usato questa), e cioccolato fondente per guarnire

Preparate i muffin al cioccolato e arancia senza glutine rompendo in una ciotola le uova, e montandole con la frusta (anche a mano) con lo zucchero per qualche minuto. Aggiungete poi il latte e l’olio, sempre sbattendo leggermente.

Unite poi tutti gli ingredienti secchi (farine, cacao e fecola) setacciati, poi unite la cannella e il lievito (anch’esso setacciato). Mescolate ancora molto bene, fino a che l’impasto non diventa omogeneo.

Mettete l’impasto nei pirottini, lasciando un po’ di spazio dal bordo, e mettete al centro di ogni muffin al cioccolato e arancia senza glutine un cucchiaino di marmellata di arance (sprofonderà, è normale).

Mettete i muffin al cioccolato e arancia senza glutine  in forno caldo a 180 gradi statico per 20 minuti (controllate con lo stecchino).

Lasciate raffreddare e nel frattempo spezzettate e sciogliete a bagnomaria (o nel microonde con un po’ di latte di cocco, ma proprio un goccio) il cioccolato fondente. Quando i muffin al cioccolato e arancia senza glutine  si saranno raffreddati, cospargete la sommità con un po’ di cioccolato fuso, e poi con la granella di pistacchi (o nocciole, o mandorle).

I muffin al cioccolato e arancia senza glutine  si conservano per un paio di giorni, e sono buonissimi riscaldati leggermente.

Se vi piace il grano saraceno, trovate una bella idea qui.

 

 

Sandwich cake allo skyr

Sandwich cake allo skyr

La sandwich cake allo skyr mette insieme la tradizione anglosassone e quella islandese, per un dolce leggero e gustoso, perfetto per l’ora del tè .

La ricetta della sandwich cake allo skyr la devo a Paul Hollywood, pasticcere inglese che ha condotto – tra gli altri – sia il “Bake Off” versione UK sia una serie che si chiama “City Bakes”, che è una sorta di viaggio culinario in alcune capitali del gusto di tutto il mondo. Durante il suo soggiorno in Islanda, Paese che adoro e che ho visitato ahimè ormai troppo tempo fa, ha usato lo skyr – tipico prodotto islandese metà yogurt e metà formaggio fresco – per realizzare una sandwich cake leggera e davvero gustosa, che si accompagna a meraviglia al tè delle cinque inglese. Siccome ovviamente nella serie non dava le quantità esatte degli ingredienti, me la sono vista qualche volta prima di tentare l’esperimento. Non so se quella che ho realizzato sia nel gusto uguale a quella che lui ha preparato, ma certamente è buonissima! In più ho trovato lo skyr senza grassi, per un’extra dose di leggerezza.

Queste quantità vanno bene per una teglia a cerniera delle dimensioni di circa 20/22 cm massimo:

  • 6 uova
  • 250 gr zucchero
  • 300 gr di skyr (io ho usato questo)
  • 400 gr farina 00
  • 16 gr lievito
  • 2 cucchiaini di zenzero

Per la crema ho usato:

  • 200 gr di skyr
  • marmellata di fragole (potete usare quella che più vi piace)
  • zucchero a velo per lo skyr se pensate che sia un po’ acido (io non l’ho usato perché mi piace il contrasto tra la dolcezza della marmellata e l’acidità dello skyr).

In una terrina montate le uova con lo zucchero fino a che diventano spumose. Aggiungete poi lo skyr, e mescolate con l’aiuto di una frusta. Dopo setacciate la farina e il lievito, e mescolateli insieme alle uova montate. Aggiungete anche lo zenzero e finite di mescolare.

Dividete il composto in due, e mettetelo in due teglie foderate con la carta forno (se ne avete solo una, aspettate che si raffreddi leggermente la prima per toglierla dalla teglia e infornare la seconda). Mettete in forno già caldo a 180 gradi per 20 minuti: la torta deve essere soffice, un po’ spugnosa, e non troppo scura in superficie.

Lasciate raffreddare le due torte prima di comporre il sandwich, mettendo sulla superficie di una delle due parti prima lo skyr (eventualmente zuccherato) e poi la marmellata (io ne ho messi 4 cucchiai generosi) e poi cercate di mischiarli disegnando delle spirali sulla superficie. Coprire con il secondo strato, e spolverate con zucchero a velo.

 

 

Crostata alle pesche e amaretti

Crostata alle pesche e amaretti

La ricetta della crostata alle pesche e amaretti è facilissima e veloce da preparare. Un abbinamento golosissimo, una crostata leggera, senza burro e con pochi zuccheri aggiunti, per una fetta di pura golosità e pochi rimorsi!

La crostata alle pesche e amaretti è una combinazione ormai collaudata, ma sempre buonissima e adatta alla colazione, come alla merenda o a un dopocena. Ci si mette davvero poco a farla, e poi lasciamo fare al forno il suo lavoro! Ho usato ingredienti comuni, cogliendo l’occasione per sfruttare le ultime succose pesche bianche di stagione. Con le pesche gialle il suo gusto è ancora più pieno, dolce e cremoso, quindi provatela anche con loro! Potete usare anche le pesche noci, in questo caso però non privatele della buccia, per un look più accattivante: del resto anche l’occhio vuole la sua parte!

Per preparare la crostata di pesche e amaretti iniziate preparando il ripieno con:

  • 2 pesche bianche (vanno bene anche gialle o pesche noci)
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo
  • 100 gr amaretti

Sbucciate le pesche (se usate le pesche noci lavatele bene ma lasciate la buccia), e tagliatele a fettine abbastanza sottili. Poi mettetele in un tegame (meglio se antiaderente) con lo zucchero, e fatele andare a fuoco lentissimo, fino a che non si saranno ben ammorbidite e avranno perso un po’ di succo (così la base della crostata non si bagnerà troppo). Il tempo dipende dalla consistenza del frutto: e pesche gialle generalmente sono molto più morbide e hanno bisogno di minor tempo. Nel frattempo potete prendere gli amaretti e sminuzzarli o nel mixer oppure mettendoli in un sacchetto per congelare i cibi, e passandoci sopra il mattarello, o il fondo di un bicchiere.

Mentre le pesche si raffreddano un poco potete passare a preparare l’impasto della frolla. Io uso il mio solito impasto senza burro che potete trovare anche qui.

Una volta stesa la pasta per fare la vostra crostata alle pesche e amaretti avete praticamente quasi finito di lavorare! Vi basterà ricordare di bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta, mettere lo strato di amaretti sulla base e sopra uno strato di pesche. Io ho decorato con la solita grata, ma potete sbizzarrirvi come meglio credete!

Mettete poi la crostata alle pesche e amaretti in forno a 180 gradi per 35 minuti. Controllate comunque con lo stecchino prima di sfornare.

La crostata alle pesche e amaretti è buonissima anche e soprattutto il giorno dopo, quando pesche e amaretti avranno iniziato a fondersi con la base di frolla, creando un gusto unico!

Crostata con crema di limoni

Crostata con crema di limoni

La crostata con crema di limoni e un dolce classico, ma sempre di effetto, per accompagnare il tè delle cinque, concludere un pasto o semplicemente regalarsi un momento di dolcezza.

Questa ricetta della crostata con crema di limoni è di origine calabrese, e l’ho provata per la prima volta lo scorso weekend. Eravamo stati invitati alla Cena dei Popoli, e ognuno doveva preparare qualcosa del proprio paese – gli italiani, invece, dovevano portare qualcosa di regionale. Volendo omaggiare la mia regione o città avrei dovuto portare il panettone, ma essendo ancora un po’ caldo ho preferito optare per un dolce fresco, che potesse anche piacere a tutti. Ed è piaciuto proprio, perché è finito in un baleno!

Per la crostata con crema di limoni (adatta per una teglia di 28/30 cm) avrete bisogno di:

  • 400 gr farina 00
  • 2 uova e 1 tuorlo
  • 160 gr zucchero
  • 100 gr burro
  • 1 bustina lievito

Per la crema procuratevi:

  • 3 limoni bio grandi (con buccia edibile)
  • 2 uova
  • 50 gr farina 00
  • 50 gr amido di mais
  • 200 gr zucchero
  • 500 ml di acqua tiepida
  • 1 busta di vanillina

Iniziate a preparare la crostata alla crema di limoni con la pasta frolla: in una terrina mettete la farina e unite il burro a pezzetti. Lavorate con la punta delle dita fino a ottenere un composto sabbioso. Potete anche mettere tutto nel mixer e frullare fino a ottenere lo stesso tipo di composto.

Aggiungete poi il lievito e il resto degli ingredienti, e lavorare velocemente fino ad ottenere un composto amalgamato, formate un panetto e mettete in frigo a riposare per almeno mezz’ora.

Nel frattempo, preparate la crema iniziando con un limone, che dovete privare della buccia (usate il pelapatate così potete togliere la buccia senza il bianco, che è amaro, lasciandone dei pezzetti abbastanza grandi da poterli togliere con facilità). In un pentolino mettete l’acqua, la buccia e lo zucchero, e fate bollire (l’acqua deve diventare un po’ giallina). Intanto spremete il succo dei tre limoni, filtratelo e aggiungetevi poi l’amido di mais e la farina, mescolando per non formare grumi. Versate questo composto nel pentolino, che avrete spento, e iniziate a mescolare: basteranno pochi minuti perché la crema inizi ad addensare. Trasferite la crema in una ciotola e incorporate le uova e la vanillina, sempre girando con l’aiuto di una frusta a mano.

Per completare la crostata alla crema di limone dovete a questo punto riprendere la frolla dal frigo, stenderla con l’aiuto di un mattarello. Deve avere almeno 4 mm di spessore. Mettetela nella teglia unta (oppure foderata di carta forno) e coprite con la crema di limoni. Infine, preparate delle strisce di impasto da incrociare sopra la crema.

Infine cuocete a forno già caldo a 180 gradi per 45 minuti circa (fate sempre la prova stecchino). Lasciate raffreddare al crostata alla crema di limoni, e mettete qualche ora in frigorifero prima di servire.

Se provate a rifare la ricetta della crostata alla crema di limoni, ricordate di taggarmi con #myownsweet e @myownsweet.

 

 

 

Crostata senza glutine ai fichi e mandorle

Crostata senza glutine ai fichi e mandorle

La crostata senza glutine ai fichi e mandorle è perfetta per accompagnare le vostre giornate di fine estate. Il guscio della crostata non solo è senza glutine, ma è anche 100% vegano, e può essere usato come base per crostate vegane piene di gusto e leggerezza.

La ricetta della crostata senza glutine ai fichi e mandorle è facile, ma un po’ lunga da realizzare, perchè ho scelto di fare in casa la composta di fichi che si appoggia alla base della crostata. Ovviamente se volete potete acquistarla già pronta, ne guadagnerete in tempo!

Prepariamo la base dellla base con a crostata con:

  • 145 gr di farina di mandorle
  • 75 gr di farina di riso (io ho usato la farina di riso integrale)
  • 50 gr di olio di cocco in versione liquida
  • 55 gr di sciroppo di agave
  • 1 pizzico di sale

Mettete tutti gli ingredienti nel mixer, e fate andare le lame oper qualche minuto, fino a che il tutto non sarà amalgamato. Il risultato sarà un impasto farinoso, e leggermente umodo, che dovrete brevemente lavorare con le mani su un piano di lavoro, fino a che non si sarà frmata una palla liscia, che coprirete con la pellicola per alimenti, e farete riposare in frigo per mezz’ora. Trascorso il tempo, stendete l’impasto (vi avviso, si romperà, ma è normale) in un cerchio e mettetelo in uno stampo per crostate, facendo ben aderire i bordi, lasciando sotto la carta forno (se preferite potete ungere con olio vegetale la tortiera e poi spargetevi sopra della farina di riso). Siccome la farina di mandorle non sviluppa glutine, tenderà a rompersi quando la porrete nella teglia: non vi preoccupte davvero, lavoratela con le mani e si compatterà col calore.

Bucherellate il fondo coi rebbi di una forchetta, e poi mettete la crostata a cuocere in bianco al forno a 180 gradi coprendo la base con la carta forno e i pesini appositi (oppure fagioli o ceci secchi). Dopo i primi dieci minuti, togliete i pesini e lasciate cuocere per altri dieci minuti. Controllate benissimo il forno, perchè la pasta tende a cuocere in fretta. Togliete dal forno e lasciate raffreddare.

Quando si sarà raffreddata, mettetevi sopra uno strato di confettuira di fichi, oppure di compostache avrete preparato voi stessi con 4/5 fichi abbastanza maturi che avrete privato della buccia, due cucchiai abbodanti di zucchero e il succo di mezzo limone, e che avrete fatto sobbollire in un pentolino antiaderente a fuoco dolcissimo per circa 20 minuti. Deve essersi raffreddato anche lui però prima di andare sulla crostata!

Stendete poi sopra la composta di fichi uno strato di crema alla ricotta montata, che si prepara con

  • 250 gr di ricotta vaccina
  • 2 cucchiai di latte
  • 2 cucchiai di zucchero a velo

Mettete la ricotta, il latte e lo zucchero in un pentolino antiaderente, e scaldate a fuoco dolce per 5  minuti, fino a che la ricotta non si sarà ben sciolta. Mettete poi la ricotta ancora calda nel bicchiere del mixer ad immersione,e  iniziate a montare per almeno 5 minuti. Lasciate raffreddare epoi mettete la ricotta in frigo a raffreddare per almeno un pèaio di ore, coperta con la pellicola a contatto della crema di rcotta. Assumerà la consistenza della panna, e la potrete stendere sopra la composta di fichi a coprire tutta la crostata. Decorate con qualche fettina di fichi, e mandorle a lamelle.

Biscotti frollini menta e cioccolato bianco

Biscotti frollini menta e cioccolato bianco

Ci sono alcuni sapori che restano nel cuore, e quando tornano ti portano indietro nel tempo. Come quello dello sciroppo alla menta, che da piccola bevevo freddo allungato con acqua frizzante nei lunghi pomeriggi di agosto che passavo sul terrazzo della casa dei miei, a scribacchiare compiti e immaginarmi l’autunno.

Per questo quando ho visto sullo scaffale del supermercato la bottiglia dello sciroppo, l’ho presa subito, come d’istinto. Non sapevo come l’avrei usata, ma pian piano sono venute alcune idee, e qualche altra ne ho ancora in mente e ve la proporrò presto.

Lo sciroppo di menta l’ho usato per una torta fredda senza forno e senza glutine che ha avuto un bel po’ di successo, e che trovate qui. L’ho poi usato anche in una crostata morbida, e anche questa è piaciuta a chi l’ha assaggiata (la ricetta è a questo link). In tutti i casi, l’accoppiata menta e cioccolato è risultata vincente, e quindi la ripropongo in questa ricetta davvero semplice, che mette insieme una classica frolla al burro (lo so, ho fatto uno strappo alla regola…) con una ganache di cioccolato bianco. Unica avvertenza: non fateli quando fa troppo caldo, la ganache tende ad allentarsi un po’.

Per questi biscotti frollini alla menta e cioccolato bianco vi serve davvero poco:

  • 250 gr. farina 00
  • 100 gr burro freddo
  • 70 ml sciroppo di menta
  • 100 gr di cioccolato bianco (io ho usato i bottoni della F.lli Rebecchi, che sono adatti per la ganache, ma ovviamente potete usare anche il cioccolato bianco in tavoletta)
  • 50 ml di panna liquida
  • 2/3 cucchiai di menta

Per la ganache, mettete il cioccolato in una ciotola (se usate la tavoletta, prima sminuzzatela con il coltello), e lasciatelo da parte. Poi scaldate sul fuoco in un pentolino la panna con i tre cucchiai di menta – attenzione che non deve bollire, solo scaldarsi bene. Una volta scaldata, togliete il pentolino dal fuoco e versatela sul cioccolato, mescolando con una frusta per farlo sciogliere. Fate raffreddare a temperatura ambiente, e poi mettetelo in frigorifero anche una notte, in modo che la crema si assesti bene e assuma una consistenza simile a quella della Nutella, per intenderci.

Per i biscotti frollini, mettete in una ciotola la farina e il burro freddo, e mescolateli con le mani in modo che ne esca un composto quasi sabbioso. Unite a poco a poco la menta, sempre mescolando, in modo che si formi un impasto liscio e omogeneo. La frolla non deve essere lavorata troppo, altrimenti il calore delle mani la rovina. Copritela con della pellicola per alimenti e mettetela per almeno tre quarti d’ora nel frigo a compattare. Una volta raffreddatasi in frigo, stendetela con l’aiuto di un mattarello, di uno spessore di circa mezzo centimetro, e tagliatela con il tagliabiscotti della forma che preferite. Mettete i biscotti su una teglia coperta di carta forno e cuocete in forno già caldo a 160/170 gradi per circa 15 minuti. Controllate bene la cottura perché i biscotti non devono scurirsi.

Una volta tolti dal forno, lasciate i biscotti a raffreddare e poi accoppiateli mettendo al centro la ganache.

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