Mantou al vapore

Mantou al vapore

I mantou sono panini al vapore tipici della cucina cinese; ripieni si chiamano baozi, ma vuoti lasciano libero sfogo alla vostra fantasia !

I mantou che ho preparato hanno due particolarità: anzitutto sono interamente vegan, quindi hanno anche la leggerezza degli ingredienti, oltre che della cottura al vapore; e poi hanno un look accattivante, con tutte quelle spirali al cacao.

I mantou sono davvero facili da realizzare, la parte più impegnativa è l’attesa della lievitazione e della cottura al vapore. Se avete la vaporiera è molto più veloce, ma si possono realizzare benissimo anche con una semplice pentola e il cestello per il vapore, oppure uno scolapasta in metallo, come ho fatto io.

Siete pronti a preparare i mantou al vapore? Allora iniziamo con:

  • 300 gr di farina 00
  • 3/4 di bustina di lievito di birra secco (io ho usato quello di Paneangeli Mastro Fornaio, quindi la misura è questa)
  • 2 cucchiai di zucchero semolato (se vi piacciono più dolci potete metterne un paio in più)
  • 150 gr di latte di cocco o di mandorla appena caldo
  • altri 40 gr di latte appena caldo, per ammorbidire l’impasto se necessario
  • (per la versione bigusto 2 cucchiai di cacao)

Mettiamo lo zucchero nel latte appena caldo, e sciogliamolo mescolando. Aggiungiamo poi li lievito, sempre mescolando, e poi lo mettiamo da parte.

In una terrina mettiamo la farina, e poi iniziamo a versare il latte vegetale con il lievito sciolto a filo. Mescoliamo per bene per incorporare il liquido, fino a che l’impasto non avrà assunto una consistenza liscia e morbida. Se dovesse essere troppo secco, potete aggiungere l’altro latte: regolatevi a seconda di quanto liquido ha assorbito la farina che userete. Una volta che l’impasto sarà ben liscio, rimettetelo nella terrina e copritelo con della pellicola per alimenti, poi lasciatelo lievitare per almeno un’ora. Se volete fare anche voi la versione bigusto, dividete il  panetto in due e in uno mettete il cacao, e impastate per incorporarlo. Poiché il cacao assorbe molto i liquidi, avrete certamente bisogno di altro latte vegetale per fargli assumere la consistenza liscia. Mettete poi entrambi i panetti in due diversi contenitori a lievitare (io li ho lasciati nel forno chiuso, faceva caldo quindi non ho acceso la lucina).

Dopo un’ora stendiamo l’impasto, che nel frattempo si sarà raddoppiato in volume, in due rettangoli di dimensioni simili (oppure un unico rettangolo, che arrotolerete a formare un salsicciotto diu circa 5 cm di diametro) . Per la versione bigusto, spennellate con acqua una delle due parti, e poi adagiatevi sopra l’altra, sciacchiando leggermente col mattarello per fare aderire le due parti. Arrotolate poi il salsicciotto stretto, così le spirali vi verranno bene e ben definite. Quando chiudete l’ultimo lembo del salsicciotto, spennellatelo ancora con l’acqua. Massaggiate poi il salsicciotto quasi ad allungarlo, in modo che le parti aderiscano bene. Tagliate poi il rotolo in piccole porzioni (le mie le ho fatte di circa 4 cm, mi sono venuti una dozzina di mantou). Mettete l’acqua a bollire sul fuoco e mettete i mantou (non più di tre perchè aumenteranno di volume e rischiamo che si attacchino)  nel cestino del vapore (o nello scolapasta), e coprite con un coperchio (meglio se trasparente, così verificherete la cottura). Dal momento in cui l’acqua bolle fate cuocere i mantou per circa 20/25  minuti. Quando toglierete il coperchio, fate attenzione a che i panini non si bagnino con la condensa che si sarà formata sul coperchio.

Vedrete che i mantou saranno cresciuti di volume, saranno morbidissimi e profumatissimi. Non sono molto dolci, hanno comunque un sapore neutro, e possono essere tagliati e serviti con marmellata, miele, o crema di nocciole.   Buona colazione!

Panzanella

Panzanella

Ognuno ha la sua ricetta della panzanella, più o meno tradizionale, più o meno familiare. Ovviamente hanno tutti ragione, è il destino delle ricette tradizionali. Qui io vi propongo la mia versione, “rubata” durante le mie vacanze maremmane.

La panzanella è perfetta per un veloce pranzo estivo, da preparare anche in anticipo: infatti più riposa e più il pane si impregna dei sapori delle verdure utilizzate e più diventa buona! Mi raccomando, usate il pane sciapo, tipico toscano,  vecchio di qualche giorno: il pane ha infatti bisogno di assorbire bene  gli elementi liquidi della ricetta. Se dovesse essere ancora morbido, tostatelo in forno in modo da renderlo croccante.

Gli ingredienti sono pochi e semplicissimi da trovare:

  • 4/5 fette di pane toscano raffermo
  • acqua q.b.
  • 2/3  pomodori ben maturi (io uso quelli ramati)
  • 1 cetriolo
  • 1 cipolla rossa
  • aceto q.b.
  • sale e pepe
  • olio evo
  • basilico

Anzitutto tagliate e fettine sottili la cipolla, e mettetela in una ciotola con dell’acqua e un cucchiaio di aceto. Lasciatela in infusione almeno un’ora, in modo che perda  i succhi indigesti.  Bagnate nel frattempo il pane con dell’acqua a temperatura ambiente, senza inzupparlo troppo. Molti tolgono la crosta, a me piace lasciarla, ma a vostro gusto. Lasciate che il pane si ammorbidisca, e poi con le mani sfaldatelo all’interno di una terrina capiente. Lavate bene i pomodori. Tagliateli a tocchetti e metteteli nella terrina con il pane, mescolando bene e lasciandolo insaporire per una ventina di minuti. Di solito si tolgono  i semini e l’acqua di vegetazione dei pomodori, ma – questo il “segreto” rubato a una signora del posto – mi hanno suggerito di lasciarli, in modo che il pane assorba bene anche il sapore del pomodoro.

Nella terrina mettete poi le cipolle ben scolate dall’acqua di ammollo, e mettetele nella terrina con il pane. Sbucciate il cetriolo con il pelapatate, tagliatelo a tocchettini – io tolgo la parte interna con i semini, che sono la parte che da’ più problemi digestivi – e mettetelo nella terrina. Lavate e spezzettate il basilico all’interno della terrina, tenendone da parte qualche foglia per decorare.

Condite con sale e olio – se volete anche dell’aceto, a me non piace usarne molto e mi basta il profumo lasciato dal sapore dell’ammollo della cipolla. Mettete la terrina in frigo per almeno un’ora, per lasciar insaporire bene tutti gli ingredienti. Prima di servire, lasciate la panzanella qualche minuto fuori dal frigo.

Pancakes vegani alla banana

Pancakes vegani alla banana

Questi pancakes vegani alla banana diventeranno i vostri migliori compagni per una colazione sana, leggera e nutriente.

I pancakes vegani alla banana sono anche una ottima soluzione per utilizzare le banane molto mature, che magari non hanno più un buon aspetto – anzi, la loro estrema dolcezza vi permetterà di usare anche meno zuccheri aggiunti. In questa versione, senza uova, né burro, e con pochissimo olio, avete tutto il meglio di queste gustose frittelline americane, senza rinunciare alla leggerezza.

Per prepararli, avrete bisogno di pochissimo (queste quantità vi daranno una dozzina di pancakes):

  • 150 gr farina 00 (ma potete usare anche quella integrale, se preferite)
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 320 ml di acqua
  • 1 banana
  • un po’ di olio di oliva
  • 1 pizzico di sale
  • la punta di un cucchiaino di lievito

Iniziate la preparazione dei pancakes vegani alla banana mettendo in un mixer la banana, e frullatela in modo che ne esca una pastellina (oppure schiacciatela bene con i rebbi della forchetta). In una ciotola mettete la faria setacciata, lo zucchero, i pizzico di sale e il lievito. Mescolate bene e poi unite a poco a poco alla banana. Ne uscirà un composto molto denso, che andrete a diluire aggiungendo (sempre mescolando con una frusta) l’acqua a poco a poco. Si formerà una pastella, che metterete a risposare in frigorifero per una mezz’ora.

Estraete la pastella passata mezz’ora, e scaldate una padella antiaderente sul fuoco con poche gocce di olio (serve solo per non far attaccare l’impasto). Una volta che è ben calda, mettete un paio di cucchiai di impasto nella padella – appena si formeranno le bollicine sulla superficie, è il momento di girarle per cuocerle dall’altra parte.

Potete gustarli (meglio caldi o tiepidi!) con della marmellata, o della frutta fresca, o magari della crema di nocciole vegana, e un buon caffè!

Se volete rifare questa ricetta, ricordate di taggarmi usando #myownsweet e @myownsweet.

Crostata vegana senza glutine ai lamponi

Crostata vegana senza glutine ai lamponi

Questa crostata ha proprio tutto: è vegana, senza glutine, si prepara senza forno ed è quindi adattissima ad accompagnarvi durante tutta l’estate! In più è facilissima, avrete solo bisogno di un buon mixer e il gioco è fatto!

La crostata vegana senza glutine ai lamponi è così semplice e gustosa che non vi sembrerà di avere a che fare con un dolce totalmente privo di burro, uova e glutine. E’ la ricetta perfetta per gli intolleranti di ogni tipo, e si prepara letteralmente in mezz’ora. Cosa volete di più?

La crostata vegana senza glutine ai lamponi che vi propongo è in dosi adatte a una tortiera di circa 22 cm di diametro, e per prepararla avrete bisogno di questi ingredienti, che si possono trovare ormai ovunque:

per la base:

  • 185 gr mandorle intere
  • 175 gr datteri
  • Mezzo lime (succo)
  • 1 pizzico sale
  • 30 gr olio di cocco

Per la copertura al cioccolato:

  • 38 gr olio di cocco
  • 9 gr farina di mandorle
  • 24 gr cacao
  • 40 gr sciroppo di acero

E per finire 350 gr lamponi freschi e qualche foglia di menta.

In un mixer inserite insieme datteri (ovviamente senza nocciolo) e mandorle, con il succo di lime, il sale e l’olio di cocco e azionate la macchina. Deve risultare un impasto leggermente granuloso.

Mettete poi l’impasto così ottenuto in una teglia con fondo apribile, che avrete foderato di carta forno, pressandolo bene con il dorso di un cucchiaio in modo che venga compattato bene e sia dello stesso spessore per tutta la circonferenza e mettete nel freezer per circa venti minuti.

Nel frattempo potete preparare la copertura al cioccolato mettendo insieme in una terrina tutti gli ingredienti, e amalgamandoli molto bene per evitare i grumi.

Prendete dal freezer la base della torta e cospargetela di copertura al cioccolato in modo da formare uno strato omogeneo su tutta la superficie. Coprite poi con la frutta, in questo caso i lamponi, che ho tagliato a metà e ho posto sopra la superficie con qualche fogliolina di menta per guarnire.

Non è facile? Se volete rifarla ricordatevi di mandarmi le vostre foto nei commenti qui sotto o, se siete su Instagram, di taggarmi con #myownsweet!

Galette alle pesche e more

Galette alle pesche e more

La ricetta della galette alle pesche e more, un tipico dolce francese in versione leggera, senza lattosio e adatta a chi segue un regime vegano.

La galette alle pesche e more, con farina integrale e senza uova né burro, è perfetta per una colazione o merenda leggera e gustosa.

Ho approfittato di aver trovato dal fruttivendolo le primissime pesche per realizzare questa versione della galette, che può essere preparata con tutta la frutta che preferite. Per questa versione ho usato solo farina integrale di grano duro, che avevo aperta da un po’ e che volevo finire, ma ovviamente può essere utilizzata qualsiasi farina che preferite. Io apprezzo la galette con farine non raffinate, perché il loro gusto particolare fa emergere il sapore vero della frutta. Quindi potete usare farina di segale, di farro, o di avena, magari mischiate tra loro in proporzione 50/50, in modo da garantirvi un impasto omogeneo ed elastico.

Per la galette alle pesche e more con farina integrale di grano duro ho usato:

  • 200 gr farina integrale
  • 40 gr zucchero di canna
  • mezzo cucchiaino di cannella
  • 60 gr olio di riso (mi sono innamorata di questo olio, ma anche di semi va bene)
  • acqua fredda
  • 3 pesche medie
  • 100 gr more
  • mezzo limone (succo)

Per decorare avrete bisogno di un cucchiaio di olio di riso e uno di latte di mandorle, e dello zucchero di canna da spolverare sopra (io ho aggiunto dei fiocchi di avena che avevo nella dispensa, ma essendo decorativo non è indispensabile).

Prepariamo la galette alle pesche e more iniziando con l’impasto di base: mettiamo in una ciotola la farina, lo zucchero e la cannella, e mescoliamo. Aggiungiamo poi l’olio a poco a poco, mescolandolo con gli ingredienti secchi, e poi iniziamo ad impastare con le mani aggiungendo l’acqua a poco a poco. La quantità di acqua dipende dal tipo di farina che avrete scelto; in questo caso io l’ho aggiunta due cucchiai per volta, per avere il controllo della idratazione dell’impasto. Lavorate bene con le mani e poi formate una palla e mettete in frigo, coperta dalla pellicola per alimenti, per almeno venti minuti per riposare.

Nel frattempo, tagliate a fettine le pesche, e mettetele in una ciotola con le more, un cucchiaio di zucchero di canna e il succo del mezzo limone.

Prendete l’impasto e stendetelo sulla carta forno, aiutandovi col mattarello e della farina, in una forma rotonda. Non vi preoccupate se non è un cerchio perfetto… non deve esserlo! Ponete al centro la frutta, cercando di scolarla il più possibile dal succo che nel frattempo avrà rilasciato, lasciando un bel bordo esterno, che poi ripiegherete in maniera non ordinata sul ripieno. Spennellate il bordo ripiegato con il misto di olio e latte di mandorla, e poi spargete sopra il bordo e la frutta dello zucchero di canna, e se volete anche i fiocchi di avena.

Mettete in forno preriscaldato a 180 gradi per 40 minuti. Servite una volta che la galette alle pesche e more si sarà raffreddata.

Se volete rifare questa ricetta, ricordate di inviarmi la foto della vostra creazione nei commenti qui sotto, oppure se siete su Instagram taggate @myownsweet.

Torta vegana al caffé all’acqua

Torta vegana al caffé all’acqua
  • La ricetta della torta al caffè e all’acqua, semplicissima e piena di gusto, diventerà presto la vostra preferita per la colazione di tutti i giorni.

La ricetta della torta al caffè all’acqua è gustosissima e così facile da fare che non potrete fallire! Iniziare la giornata con questa torta sarà più semplice per tutti e darà la giusta carica per arrivare fino a sera.

L’ho trovata in un ricettario della Paneangeli e mi ha subito incuriosito. Visto che le torte all’acqua sono diventate una fissa ormai, non potevo non provarla, facendo le mie solite piccole modifiche.

Per la ricetta della torta al caffè all’acqua vi serviranno:

  • 250 ml acqua
  • 50 ml olio vegetale
  • 15 gr caffè solubile
  • 1 bustina vanillina
  • 250 gr farina 00
  • 50 gr amido di mais
  • 200 gr zucchero
  • 1 bustina lievito per dolci
  • 30 gr mandorle a lamelle + quelle per la decorazione

Iniziamo mettendo in un pentolino acqua, olio, vanillina e caffè solubile, e riscaldiamo per sciogliere il caffè.  Appena il caffè si è sciolto spegniamo il fuoco e lasciamo raffreddare.

In una ciotola mettiamo le polveri, cioè la farina setacciata, l’amido di mais, il lievito e lo zucchero e mescoliamo. Iniziamo poi a incorporare il liquido col caffè mescolando con una frusta a mano, per eliminare i grumi.

Una volta che gli ingredienti si sono amalgamati, unire anche le mandorle a lamelle.

Versuamo l’impasto in una teglia da 22/24 cm foderata con carta forno l’impasto così ottenuto, cospargiamo con altre mandorle a lamelle a piacere e inforniamo a 165 gradi (statico) per 45/50 minuti.  Come sempre, fate la prova stecchino.

Una volta raffreddata, spolveriamo con zucchero a velo. Per casa si sprigionerà un profumo di caffè eccezionale e vedrete come la colazione avrà una marcia in più!

Vi ricordo di mandarmi le Vostre versioni delle mie ricette nello spazio dei commenti qui sotto. Per gli instagrammers potete usare l’hashtag #myownsweet taggandomi @myownsweet.

Crackers al curry vegani senza glutine

Crackers al curry vegani senza glutine

La ricetta di questi crackers al curry vegani e senza glutine è nata un po’ per sbaglio, come spesso succede. L’idea era quella di fare dei crackers alla curcuma, in un periodo nel quale si sentiva molto in giro parlare delle proprietà benefiche e antitumorali di questa spezia.

Però di fretta al supermercato ho sbagliato a comprare il barattolino… e quindi eccoci qui!

Il risultato devo dire che non mi è dispiaciuto, e quindi lo ripropongo per i più temerari.

Questa versione della ricetta dei crackers al curry è adatta ai celiaci perché ho utilizzato farine di legumi (ceci) e un mix di farine per panificati senza glutine, ma può essere adattata anche alla farina 00 (anche se, per mantenere l’effetto, opterei per una semi integrale o di farro), avendo cura di idratare un po’ di più il composto. E’ in ogni caso anche adatta a chi ha scelto una dieta vegana.

Gli ingredienti sono:

  • 100 gr farina di ceci
  • 150 gr mix per pane senza glutine (io Schaer)
  • 1 cucchiaio di curry
  • 1 cucchiaio di semi di finocchio
  • ½ cucchiaino di sale fino
  • 70 gr olio di oliva
  • 80 gr acqua
  • ½ cucchiaio di bicarbonato attivato con 1 cucchiaio di aceto di mele

Mettere tutti gli ingredienti secchi in un recipiente e aggiungere, sempre mescolando, il bicarbonato, e poi l’olio e infine l’acqua. Tengo sempre l’acqua alla fine perché i composti senza glutine hanno bisogno di una certa idratazione, ed è possibile così gestire l’impasto aggiungendo o togliendo l’acqua a seconda di come appare l’impasto (a me non viene mai uguale una volta con l’altra, quindi può capitare che di acqua ne debba mettere di più).

A questo punto stendiamo l’impasto tra due fogli di carta forno con l’aiuto di un mattarello. L’impasto deve essere sottile ma non troppo (circa 2.5/3 mm).

Tagliamo i nostri crackers al curry della forma desiderata – nella foto ho usato un coppapasta tondo, ma possono essere tagliati crackers rettangolari o triangolari… come preferite!

Mettiamo i crackers a cuocere in forno già caldo a 180 gradi sulla leccarda ricoperta di carta forno per 15/20 minuti.

Questi crackers possono esser gustati da soli (sono saporitissimi) oppure possono accompagnare qualche formaggio fresco.

Con questa ricetta partecipo al contest The Free Food Lover organizzato da Senza è Buono .

Biscotti vegani all’avena e frutti rossi

Biscotti vegani all’avena e frutti rossi

Che deliziosi i biscotti all’avena e frutti rossi! Sani e adatti ai vegani, sono una versione molto basica dei “Grancereale” di una ben nota marca di biscotti,  e si preparano in un attimo senza avere particolari esperienze in cucina. Sono il biscotto giusto per una colazione gustosa e semplice, dal sapore rustico. Read More

Castagnaccio profumato all’arancia

Castagnaccio profumato all’arancia

Confessione: ho sempre detestato il castagnaccio!
Mi sembrava che avesse un retrogusto di…. cartone… insomma, niente che me lo facesse desiderare! Però questo dolce toscano è la torta senza glutine per eccellenza, e mio papà (celiaco) ne va matto da sempre, da prima che fosse diagnosticato tale. Quindi mi sono ingegnata per modificare leggermente la ricetta e renderla mangiabile anche a me… ed eccola qui!
So che la lotta è aperta con i puristi, che sostengono che non vada aggiunto lo zucchero, perché il dolce della farina di castagne è più che sufficiente, e anzi aggiungere zucchero toglie anche quell’ultima nota amarognola delle castagne che deve esserci. Sarà… ma io non solo ci metto lo zucchero, ma ci infilo pure un po’ di arancia, perché arance e castagne è, come si dice in inglese, marriage made in heaven!
Tra l’altro è pure di una facilità disarmante, e quindi allacciate i grembiuli che partiamo! E lo facciamo con:
250 gr farina di castagne
5 cucchiai di zucchero di canna (sono più meno 50 gr)
20 gr pinoli
20 gr uvetta
10 gr noci
15 gr olio EVO
300 ml acqua
100 ml succo di arancia
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di scorze di arancia candite
rosmarino per decorare
Iniziate mettendo l’uvetta in un po’ di acqua tiepida per farla rinvenire, e poi tostate in un padellino antiaderente i pinoli, e metteteli da parte. In una terrina setacciate la farina e poi aggiungete a filo l’acqua e poi il succo dell’arancia, il tutto a filo e sempre mescolando, aiutandovi con una frusta. Aggiungete poi lo zucchero, l’olio e giusto un pizzico di sale.
L’impasto dovrebbe raggiungere la consistenza di una pastella. Se eventualmente fosse troppo consistente, potete aggiungere un po’ di acqua.
Aggiungere a questo punto l’uvetta, che avrete strizzato, i pinoli e le scorzette.
Versate in una teglia da 18 cm di diametro che avrete già unto con dell’olio, e decorate poi con qualche rametto di rosmarino, le noci e qualche pinolo, e spargete sopra giusto un filo di olio.
Mettere poi in forno ventilato preriscaldato a 180 gradi 30/35 minuti. Controllate sempre la cottura con uno stecchino (io inizio dieci minuti prima a controllare!).
Gli aromi dell’agrume e delle castagne insieme sono ottimi e vi stupiranno! E in più è senza glutine e adatto a una dieta vegana… che volete di più?
Con questa ricetta partecipo al contest The Free Food Lover organizzato da Senza è buono e Shake your free life

Biscotti vegani con anacardi

Biscotti vegani con anacardi

Vi ho parlato qualche post addietro della bellissima cena vegana che Chiara Canzian ci ha cucinato. Da allora ho il libro che lei e il suo papà hanno scritto insieme in cucina, e ogni tanto me lo sfoglio alla ricerca di qualche bella idea. E ce ne sono diverse, a dire il vero: una di queste idee dolci l’ho anche già replicata e pubblicata nel blog.
Era da qualche settimana che avrei voluto fare i biscotti con gli anacardi, frutto che mi piace tantissimo in preparazioni dolci e salate, e finalmente mi sono trovata un’oretta per me e mi ci sono messa… peccato però che al dunque non avessi tutti gli ingredienti! Eppure credevo di aver fatto per bene la spesa… Ad ogni modo, mai perdersi d’animo!
Quindi, ricapitolando, la ricetta base è di Chiara, e la trovate nella versione originale sul suo sito “Radici” (oltre che nel libro) cliccando qui.
La mia versione rattoppata coi cerotti la trovate invece qui sotto: vi assicuro che con il mais al posto dell’avena è ugualmente gustosa! …e se volete la versione gluten free, basta solo sostituire la farina con un Mix qualsiasi di farine senza glutine per dolci.
50 gr latte di cocco
70 gr zucchero
80 gr sciroppo di acero
50 gr olio di mais
80 gr fiocchi di mais (per la ricetta senza glutine controllate la confezione)
130 gr farina 00 (o altrettanto di mix per dolci senza glutine)
160 gr anacardi non salati
1/2 cucchiaino cremor tartaro
gocce di cioccolato a piacere vostro (io ne avrò messa una manciatina scarsa).
A me piace iniziare preparando prima tutti gli ingredienti, e vi consiglio di iniziare riducendo a granella gli anacardi con l’aiuto del mixer. Ci metterete pochissimo e saranno pronti per dopo!
Unite poi in una ciotola tutti i liquidi (olio, latte e sciroppo di acero) e mescolateli insieme. Poi unite lo zucchero, e poi il cremor tartaro e la farina setacciati insieme. Qui aiutatevi ad incorporarli pian piano con una frusta, così da evitare i grumi.
Finita la farina unite gli anacardi tritati, e alla fine i fiocchi di mais (io prima di incorporarli li ho un po’ schiacciati con le mani – ottimo antistress!!).
Prendete una piccola quantità di impasto aiutandovi con un cucchiaio e formate delle palline da appiattire leggermente su una placca da forno coperta di carta forno (non metteteli attaccati perché crescono un pochino durante la cottura).
Mettere poi in forno preriscaldato a 180 gradi per 15 minuti.
Nella versione col mais può darsi che quando li toccherete per vedere se sono cotti vi sembreranno ancora un po’ mollicci… non vi preoccupate! si rassoderanno raffreddandosi.
Sono leggerissimi e pieni di gusto, le gocce di cioccolato che incontrerete qua e là daranno un qualcosa in più al gusto dei biscotti.
Come sempre, se replicate le ricette che trovate qui, mandatemi le foto con i vostri capolavori! è un piacere condividere queste dolcezze con voi!