Flan al cocco e lamponi

Flan al cocco e lamponi

Pensiamo al “flan” e immaginiamo uno sformato di verdura, cotto a bagnomaria. In Francia sentono “flan” e pensano a una crostata. E’ lo stesso corto circuito della insalata russa, che in Russia… si chiama Olivier, dal nome del primo cuoco che, si dice, l’ha portata da quelle parti. In altri Paesi la chiamano intalata italiana, giusto perchè non eravamo confusi abbastanza.
Casi strani della cucina!

Oggi diciamo flan e pensiamo un po’ a un dolce e un po’ a uno sformato. In questa versione, il flan al cocco e lamponi è un dessert squisito e perfetto per la primavera o l’inizio dell’estate. Ha anche un leggero retrogusto di limone, che rinfresca e da’ una spinta a tutto il resto.

E’ facilissimo da realizzare, non ha burro nell’impasto, ed è perfetto per gli intolleranti al glutine perchè ha solo della maizena come addensante, e null’altro. Si può cuocere negli stampi da flan ma, se non li avete (e io non li ho!), potete usare gli stampini da crème caramel di alluminio usa e getta che si trovano in tutti i supermercati.

E’ sicuramente un dessert originale, non è nemmeno molto dolce (io, almeno, non l’ho voluto troppo dolce) e sta benissimo per un fine pasto un po’ ricco, perchè il lampone e il limone lasciano una bellissima sensazione con il loro sapore un po’ acidulo.

Ingredienti:
250 g di ricotta vaccina
80 g zucchero semolato
2 uova
150 gr lamponi fresci lavati e asciugati
50 g panna liquida
40 g cocco rapè o farina di cocco
30 g maizena
succo e scorza di un limone bio

Preparazione:
Per preparare il flan al cocco e lamponi bisogna anzitutto montare molto bene le uova con lo zucchero, fino a che no nsaranno molto chiare e gonfie.
A questo punto, si può aggiungere la ricotta (scolatela bene prima di metterla nelle uova montate).
Mescolate bene per avere un composto liscio – potete usare le fruste, ma abbassate la velocità perchè il composto non deve più montare.

Dopo la ricotta, potete aggiungere il cocco, la maizena e la scorza e il succo del limone (io l’ho passato al setaccio così ho eliminato semini e parti di limone). Amalgamate bene.

Prendete infine i lamponi, e amalgamateli al composto con l’aiuto di una leccapentole, mescolate molto piano per non disfarli.

Prendete i vostri pitottini (o lo stampo del flan) e imburrateli leggermente per evitare che l’impasto aderisca.

Scaldate intanto il forno a 180 gradi.

Riempite i pirottini dei vostri flan al cocco e lamponi fino a quasi all’orlo (con queste quantità a me ne sono venuti sette), e poi metteteli in una teglia capiente e mettete all’interno della teglia dell’acqua in modo che arrivi a metà dei vostri pirottini.

Cuocete nel forno già caldo per circa 25 minuti.

Togliete i pirottini dal forno e dall’acqua e metteteli a raffreddare su una gratella. Potete servirli come dei piccoli sformati, come ho fatto io, oppure lasciarli nello stampo da flan.

Qui li ho accompagnati con una coulis di lamponi, che ho relaizzato con 100 g di lamponi, che ho messo a cuocere in una pentolina a fuoco basso. Quando l’acqua inizia a sciogliersi, aggiungete un cucchiaio di succo di limone, e un cucchiaio colmo di zucchero a velo. Mescolate bene fino a che tutto si è sciolto e fate cuocere un minuto.
Togliete dal fuoco e setacciate i lamponi in modo che ne esca una salsa colorata molto densa, che potrete usare appena si sarà raffreddata.

Pane alla birra al farro

Pane alla birra al farro

Il ricordo del primo lockdown per me assomiglia al profumo del pane. Non lo avevo mai preparato in casa prima, spaventata dalle lunghe ore di lievitazione e attesa. Il pane, del resto, è un esercizio di pazienza, lo dico sempre.
Nella vita di tutti i giorni, il tempo di attendere la lievitazione non c’è mai. Siamo sempre presi a correre dietro a mille impegni, e dimentichiamo il potere terapeutico della lentezza.
Il pane ci insegna questo, ad aspettare.

La ricetta che ci propongo oggi è il giusto compromesso, perchè ci si mette pochissimo a prepararlo e lievita da solo. Non dovete stargli dietro, nè fare mille pieghe. Il pane alla birra al farro sta lì da solo a fare il suo lavoro. Giusto una reimpastata, a un certo punto. Potete preparare il pane alla birra cal farro al sabato sera per infornarlo la domenica mattina, e avere il pane più fresco e profumato a pranzo.

La lievitazione qui è favorita dalla birra, che insieme al lievito di birra fa il miracolo. Ho usato la birra rossa, perchè avevo quella in casa, ma viene bene (e avrà un gusto meno deciso) anche con la birra bionda. Con quella scura sarà tanto aromatico, e molto più particolare.

Questo pane è perfetto con insaccati, formaggi freschi e stagionati, e anche con il pesce affumicato. Se lo fate con la birra bionda, va benissimo anche a colazione, con un velo di burro e marmellata.

Ingredienti per una pagnotta:
200 ml di birra
250 g farina manitoba
250 g farina di farro
200 ml acqua
2 cucchiaio di olio EVO
1 cucchiaino malto
10 g sale
6 g lievito di birra fresco
uno/due cucchiai di semi misti (opzionale)

Preparazione:
La sera prima prendete le due farine e mettetele in una ciotola capiente. Aggiungete i lmalto, e mescolate.
Sciogliete il lievito nell’acqua leggermente tiepida, e poi aggiungetela alla farina. Unite anche la birra, che non deve essere fredda di frigo, ma a tempetarura ambiente.

Mescolate le farine con i liquidi con l’aiuto di un cucchiaio di legno, o di una forchetta.

Unite anche i due cucchiai di olio e il sale, e mescolate bene. L’impasto sarà un po’ morbido, ma deve essere così.
Infine, aggiungete i semi, se volete. Io li avevo acquistati tempo fa per decorare un altro pane che avevo deciso di preparare (la ricetta la trovate qui) e quindi ne ho approfittato. Ovviamente, se non vi va potete ometterli.

Coprite l’impasto con la pellicola alimentare e fate lievitare a temperatura ambiente circa 7 ore. Io l’ho lasciato tutta la notte, e l’ho ripreso al mattino, ed era lievitato perfettamente.

A questo punto, riprendete l’impasto del pane alla birra al farro, mettetelo sul piano di lavoro ben infarinato, e date un piccolo giro di pieghe. Che significa? Significa che dovete stendere l’impasto con le dita fino a formare un rettangolo, col lato corto verso di voi. Poi chiudete l’impasto a portafoglio, un lembo sopra l’altro, e poi chiudete i due lati. Girate leggermente l’impasto fino a formare una forma di pagnotta.

Mettete l’impasto del pane alla birra al farro in un certino (meglio se di vimini) a lievitare un’altra ora. Il cestino deve essere foderato con un canovaccio ben spolverato di farina, e il pane alla birra al farro deve essere poggiato con la parte chiusa verso l’alto.

Trascorsa Intanto preriscaldate il forno a 250 gradi, con all’interno una pentola (io l’ho usata del diametro di 22 cm ed era perfetta) che va in forno. Va bene di ghisa, o di pirex, col coperchio. Se non siete sicuri che la vostra pentola vada in forno, non usatela. Piuttosto, usate la leccarda del forno. Magari non verrà molto alto, ma cuocerà benissimo lo stesso.

Una volta che la pentola e il forno si sarnno scaldati, togliete la pentola dal forno, togliete il coperchio e capovolgete l’impasto del pane alla birra al farro all’interno della pentola. Se sarà rovente, il pane non si attaccherà.

Rimettete il coperchio, e mettete la pentola nel forno a 250 gradi e cuocete il pane coperchiato per mezz’ora, e poi mezz’ora a 200 gradi, stavolta senza coperchio.

Una volta che il pane sarà cotto, mettetelo a raffreddare su una gratella prima di tagliarlo.

Cassatine al forno senza glutine

Cassatine al forno senza glutine

Piccolo elogio della gentilezza. C’è un libro che si chiama così e che prima o poi leggerò. Hanno perfino dedicato una giornata a questa virtù ormai sempre più relegata in un angolo, perchè considerata poco “virile”, poco utile in un mondo spietato come è diventato quello in cui viviamo. Avevo sperato, con la pandemia, che ci sarebbe stato un capovolgimento della scala dei valori, e che la gentilezza, che pure era tornata di prepotenza durante il primo lockdown, sarebbe tornata di moda.
Purtroppo, la realtà che vedo non è proprio quella che mi aspettavo.
Visto che quest’anno celebriamo l’anno di Dante, inteso come il poeta (sai mai che ci fossero fraintendimenti…), nel settecentesimo anniversario dalla sua morte, che alla “gentilezza” avevadedicato bellissimi versi, potremmo cogliere l’occasione per rivalutare questa virtù. La «gentilezza» come nobiltà d’animo, virtù morale che è un gran contenitore di altre, dalla dalla modestia alla dolcezza, alla bontà d’animo…

Non so spiegarmi come mai queste Cassatine al forno senza glutine mi rimandano alla mente un dolce gentile, un po’ schivo, che pare ruvido all’esterno ma che in realtà nasconde al suo interno un cuore d’oro. Queste le ho realizzate con una ricetta semplicissima, adatta anche agli intolleranti al glutine, usando soltanto farine naturali che però trovate in tutti i supermercati. Ho usato lo stampino dei muffin per realizzarle, e in questo formato sono davvero eleganti e perfette per concludere un pranzo in dolcezza. Ma, visto il successo che hanno avuto a casa, anche a colazione hanno la loro da dire!

Ingredienti:
Per la frolla:
250 g di farina di riso + quella per gli stampini
75 g di burro molto molto morbido
100 g di zucchero di canna
mezzo cucchiaino di bicarbonato (o una punta di lievito per dolci)
1 uovo a temperatura ambiente
1 bustina di vanillina

per il ripieno:
200 g di ricotta vaccina ben scolata
3/4 cucchiai di zucchero semolato
2 manciatine di gocce di cioccolato (se preparate per intolleranti al glutine controllate che siano adatte a loro!)
2 cucchiai di scorze di arancia candite

Preparazione:
Iniziate a preparare la frolla ammorbidendo molto il burro. Potete usare il microonde o a bagnomaria, ma l’importante è che non si sciolga completamente. Deve essere però tanto morbido.

Lasciatelo riprendere la temperatura ambiente (ci vorrà qualche minuto) e intanto mettete anche la ricotta a scolare, in modo che perda l’acqua in eccesso.

Mettete in una ciotola la farina di riso col bicarbonato e la vanillina, e mescolate.
Aggiungete al burro lo zucchero, e mescolate per bene fino a che i due ingredienti non si saranno ben incorporati.
Lo zucchero di canna non si scioglierà del tutto, ma va bene così.

A questo punto iniziate ad incorporare i secchi (la farina di riso con la vanillina e il bicarbonato), mescolando prima con una forchetta, e poi quando l’impasto inizierà ad avere una qualche consistenza, continuate ad impastare con le mani. Vedrete che si formerà un impasto abbastanza morbido, leggermente sbricioloso.

Quando l’impasto sarà diventato liscio, prendetene una parte e stendetela col mattarello sul piano di lavoro tra due fogli di carta forno leggermente spolverati di farina di riso, a uno spessore di circa 4 mm. Io vado a occhio, l’importante è che non sia un velo ma nemmeno troppo spesso.

Prendete una teglia per muffin e imburrate e infarinate le forme (ne verrano circa 6 o 7, dipende dalla grandezza dei vostri stampi). Vanno bene anche i pirottini per il crème caramel (quelli di alluminio che vendono nei supermercati vanno pure bene). Usando un coppapasta (o una tazzina da caffè… quel che avete di circolare) tagliate tanti cerchietti per foderare il fondo degli stampi (quindi devono essere di misura simile alla circonferenza del fondo dello stampo). Tagliate poi (io vado a mano libera) delle strisce di impasto, per foderare i bordi degli stampini, e infine dei cerchi più grandi, per formare la base (quando ribalterete le cassatine al forno).
Continuate fino a che non si sarà esaurito l’impasto. Un avvertimento: lasciate le strisce di bordo leggermente più alte della dimensione di ciascuno stampo, così potrete chiudere il tappo delle cassatine al forno.

Riprendete la ricotta scolata, e mettetela in una ciotola, con zucchero, arancia candita e cioccolato (le quantità le potete variare a piacere!) e mescolate bene.
Bucherellate il fondo di ciascuno stampino con i rebbi della forchetta, mettete due o tre cucchiaini di ripieno di ricotta in ciacsuno stampino (dipende dalla grandezza degli stampini, ma in ogni caso non devono essere pieni all’orlo, altrimenti gonfieranno troppo! Quindi state un po’ sotto) e poi mettete su ciascun ripieno il cerchietto di frolla più grossoe ribattete i bordi delle fasce laterali copra il coperchietto, aiutandovi con i rebbi della forchetta. Bucherellate anche i coperchietti delle cassatine al forno con i rebbi della forchetta, così uscirà l’umidità.

Mentre il forno di scalda a 180 gradi, mettete gli stampini in frigo a far rinsaldare la frolla.

Una volta che il forno è caldo, mettete le cassatine al forno a cuocere per circa 15/20 minuti.
Non estraetele dalle formine prima che si siano ben raffreddate.

Potete spolverarle in superficie con dello zucchero a velo, se vi va.

Colombine di brioche

Colombine di brioche

Pasqua si avvicina a grandi passi, ma anche quest’anno faremo eccezione alla seconda parte del proverbio “….Pasqua con chi vuoi”. Con chi vuoi mica tanto.
Anche quest’anno Pasqua sarà con pochi intimi, auspicabilmente vaccinati, almeno per gli intimi over 80. Però questo significa avere più tempo per stare a casa e farsi ammaliare dai lievitati che, per quanto mi riguarda, sono il passatempo più nobile e dolce che mi hanno lasciato le lunghe giornate di lockdown.

Queste Colombine di brioche sono vagamente simili alla Colombine di brioche al farro che avevo già pubblicato. Stavolta vi offro una alternativa a lievitazione veloce, che è perfetta se volete preparare la colazione del giorno di Pasqua con il tempo che vi resta a disposizione la sera della vigilia, e fare una bella sorpresa alla vostra famiglia.

Anzi, se volete esagerare, potete anche aprirle a metà e farcirle appena tiepide con un po’ di cioccolato delle vostre uova! Così scaccerete un po’ di malinconia per questa ennesima Pasqua al chiuso delle nostre case. Anche se, visto il tempo da lupi che ha preannunciato una Domenica delle Palme quasi estiva, magari non è nemmeno così male starsene un po’ di più sotto le coperte!

Ovviamente questo impasto è versatile, e lo potete utilizzare per tutte le forme di brioche che preferite.

Ingredienti (per circa 10 colombine):
250 g farina 00
250 g farina manitoba
25 g lievito di birra fresco
150 ml di acqua tiepida
90 g burro molto morbido
2 uova
1 tuorlo
5 g sale
1 bustina di vanillina
100 g zucchero
la scorza di una arancia bio (non trattata) – se volete potete usare in aggiunta anche la scorza di un limone

per la glassa
100 g zucchero semolato
50 g farina
acqua
zucchero
granella di zucchero

Preparazione:

Iniziate a preparare le vostre Colombine di brioche mettendo nella ciotola della impastatrice (o in una ciotola qualunque che userete per impastare) tutti gli ingredienti secchi.

Sciogliete il lievito di birra nell’acqua leggermente tiepida e lasciate riposare un paio di minuti.

Mettete quindi nella ciotola della impastatrice le uova col tuorlo, e il burro morbido a tocchetti, ed iniziate ad impastare tra loro gli ingredienti.

Appena le uova si saranno assorbite, iniziate a inserire nell’impasto anche l’acqua, facendola assorbire a poco a poco.

E’ importante non metterla tutta di un colpo perchè, a seconda della qualità di farina che userete, potrebbe assorbire un poo’ meno acqua di quanto previsto (a me è servita tutta).

Infine, aggiungete anche le zeste.

Impastate bene per una decina di minuti (a mano potrebbe volerci un po’ di più), fino a che l’impasto non si sarà ben incordato. Mi raccomando, non vi scoraggiate se l’impasto dovesse sembrare un po’ appiccicoso, deve esserlo.

Mettete poi il vostro impasto in una ciotola pulita, copritela con della pellicola trasparente ed un canovaccio, e fate lievitare per 90 minuti.

Trascorsi i novanta minuti, riprendete il vostro impasto, sgonfiatelo leggermente e formate dieci palline più o meno di peso uguale (tra 80 e 100 gr dovrebbero venirne una decina). Dividete ciascuna pallina in due di peso pressochè uguale, e stendete ciascun pezzetto con un matterello, e poi arrotolatelo in modo da formare due piccoli cilindri.
Uno dei due cilindri dovrà essere assottigliato in modo da formare un cordone più lungo, che saranno le ali. Disponetele a forma di U sulla placca da forno coperta di carta forno.

L’altro cilindro dovrete assottigliarlo facendogli prendere una forma simile proprio a quella del mattarello, in modo che si formi la testa e la coda. Adagiate questo pezzo sopra le ali.
Procedete così fino all’esaurimento dell’impasto.

A questo punto, coprite con un canovaccio e fate lievitare ancora un’ora.

Mentre attendete, preparate la glassa mescolando insieme zucchero e farina, a cui aggiungerete poco per volta un po’ di acqua, fino a che non assumerà una consistenza abbastanza soda (non deve essere una glassa liquida, deve aderire bene alle colombine di brioche).

Intanto scaldate anche il forno a 210 gradi (statico).

Terminata anche la seconda lievitazione, spennellate le colombine di brioche con la glassa, spolveratele di altro zucchero semolato e di granella di zucchero (se l’avete e vi piace) e mettete le colombine di brioche in forno a cuocere per circa 10 minuti.

Aspettate che si siano raffreddate prima di toglierle dalla carta forno.

Le colombine di brioche si conservano per qualche giorno chiuse in un sacchetto, o potete congelarle appena raffreddate, in modo che con un breve passaggio nel microonde da appena scongelate vi faranno sentire tutto il loro profumo!

Ciambella variegata ai lamponi

Ciambella variegata ai lamponi

Avevo trovato questa ricetta circa un anno fa su Sale e Pepe, una rivista che acquisto spesso e che durante il lockdown mi aveva tenuto compagnia con un sacco di idee, per lo più irrealizzabili sul momento perchè fare la spesa in pieno lockdown era un’impresa.
Spesso mandavo mio marito in perlustrazione, con una lista della spesa lunga come il libro Cuore, e mi tornava con altro (se andava bene) o con nulla, causa scaffali vuoti.
La storia di questa Ciambella variegata ai lamponi era una storia di “nulla”, nel senso che non aveva trovato qualcuno degli ingredienti che avevo messo in lista, e quindi avevo accantonato l’idea di provarla. Ma nel sistemare alcune carte che giravano per casa, ho ritrovato il ritaglio della rivista, e un po’ di nostalgia per quel bimestre eccezionale, nel vero senso della parola. Cioè una eccezione rispetto a tutta la nostra vita, del prima e del dopo.

Malgrado la criticità del momento, i drammi personali e collettivi, quel periodo così buio è stato anche “vivo” di emozioni intense, di scoperte, di esperimenti, e anche di solidarietà. Probabilmente sarà irripetibile anche per le tante emozioni (non sempre positive) vissute tutti insieme come nazione.

Questa Ciambella variegata ai lamponi la voglio dedicare a quei giorni, a coloro che non ci sono più, a quelli che si sono fatti in quattro perchè nessuno si sentisse solo o in difficoltà. E’ stato un momento di grande unione collettiva, e se avessimo conservato quello spirito, invece che rifugiarci nel nostro solito egoismo, saremmo un posto migliore (oltre che fuori da questo incubo!).

Ingredienti:
380 gr farina 00
230 gr zucchero
160 gr burro
180 gr panna acida
5 uova grandi
5 gr lievito
3 gr bicarbonato
1 cucchiaio colmo di cacao amaro
1 bustina di vanillina (o un baccello di vaniglia9
200 gr di lamponi freschi

Procedimento:
Iniziate a preparare la Ciambella variegata ai lamponi montando con le fruste il burro (molto morbido) e lo zucchero (e la vaniglia se usate il baccello). Montate fino a che il composto non risulterà ben cremoso.

Aggiungete successivamente le uova, una per volta, alternandole con un cucchiaio di farina preso dal totale. Vedrete che, in questo modo, il composto continuerà ad incorporare aria, e la ciambella gonfierà durante la cottura.

Una volta incorporate le uova, unite la farina rimasta, setacciata con il lievito e il bicarbonato (e con la vanillina, se non avevate il baccello di vaniglia).

Infine, incorporate la panna acida, mescolando bene con una spatola.

Imburrate ed infarinate uno stampo da ciambella un po’ alto (meglio uno stampo da bundt cake) del diametro di circa 22 cm.

Versate quindi circa un quarto dell’impasto, poi corspargete la superficie con il cacao setacciato. Non serve fare uno strato spesso, serve a spezzare la dolcezza dell’impasto e a dare un gradevole effetto scenico.

Mettete un terzo dei lamponi sopra il cacao, e poi versate ancora un altro quarto di impasto, poi il cacao e poi i lamponi, e via fino ad esaurire l’impasto.

Infornate quindi in forno già caldo a 180 gradi per circa un’ora. Controllate la vostra ciambella dopo circa 45 minuti, per evitare che si scurisca tropo la superficie.

Attendete che si sia raffreddata prima di toglierla dallo stampo.

Potete gustare la Ciambella variegata ai lamponi con un semplice tsrato di zucchero a velo, o magari una palllina di gelato allo yogurt.

Torta carote e nocciole

Torta carote e nocciole

Mentre preparavo questa torta, ho riflettuto sul fatto che amo le carote nei dolci. Il mio primo dolce è stata una torta alle carote, e fortuna ha vuolto che mi uscisse proprio bene, così ho continuato e… il resto è storia. Anzi, è la storia di questo blog.
Le carote nei dolci le amava tanto anchela mia dolce nonnina, che faceva scorpacciate di tortine camille. Sarà per questo anche che le torte alle carote sono molto presenti in questo blog – date un’occhiata a questa Torta carote e limone, per esempio.

Questa versione di Torta carote e nocciole è apparsa ormai qualche tempo fa sulla rivista di cucina Saveurs, e ve la ripropongo qui nella versione che ho seguito io, con qualche piccolissima modifica e suggerimento. Ho notato che la temperatura e la curata della cottura erano molto esagerate, e ho rischiato di bruciare la torta. Ho quindi diminuito temperature e durata, salvando il dolce.
Questo dimostra come scrivere ricette non sia per nulla facile. Bisogna tenere presente che non tutti hanno a disposizione gli stessi attrezzi, che una cucina professionale e una casalinga sono diverse, e che tlvolta a casa qualche scorciatoia non va vista così male!

Quindi, dopo aver evitato il disastro, provate anche voi la Torta carote e nocciole e fatemi sapere come va – ricordate che è senza glutine e quindi adatta davvero a tutti!

Ingredienti:
170 gr farina di nocciole
370 gr carote (già pulite)
3 uova medie
90 gr burro molto morbido
75 gr amido di mais (*)
100 gr zucchero (io demerara)
16 gr lievito per dolci (*)
60 ml latte parzialmente scremato o latte di mandorle
mezzo cucchiaino di cannella

(*) se preparate per persone intolleranti al glutine e celiache, fate attenzione che gli ihredienti siano certificati glutenfree

Preparazione:
Per preparare la torta carote e nocciole dovete anzitutto lavare e mondare le carote, e poi con l’aiuto del mixer tritarle finemente. Potete anche grattugiarle, se non avete il mixer a disposizione.
Successivamente, dovete montare le uova con lo zucchero fino a che non gonfiano bene.
A questo punto potete aggiungere le carote, incorporandole con una spatola.

Aggiungete anche la farina di nocciole (se non la trovate al supermercato potete farla da soli, tritando finissime le nocciole tostate nel mixer), la cannella (io non ne ho messa molta, potete anche ometterla o metterne un cucchiano se vi piace molto) e il burro. Mescolate molto bene per incorporare all’impasto anche questi ingredienti.

Infine, aggiungete anche l’amido di mais setacciato: è importante setacciarlo, perchè permetterà alla torta di crescere incorporando aria.

Per ultimo, sciogliete il lievito nel latte (che deve essere a temperatura ambiente) e unitelo al resto degli ingredienti.

Mescolate molto bene per incorporare tutti gli ingredienti.

Foderate una teglia del diametro di 18 centimetri con della carta forno, e versatevi l’impasto che avete appena ottenuto.

Cuocete la torta carote e nocciole a forno già caldo a 200 gradi per circa 45 minuti.
Come sempre, poichè ogni forno è differente, fate sempre la prova dello stecchino prima di sfornarla defintivamente. Se vedete che dopo circa 30 minuti la torta si scurisce sulla superficie, potete coprire la teglia con della carta di alluminio, in modo che non bruci.

Potete servire la torta carote e nocciole con uno strato di zucchero a velo, come ho fatto io, oppure con un frosting al formaggio di vostra scelta. Nella ricetta che ho seguito c’era… ma io vado sul semplice, mi piace di più!

Pancakes vegani al limone

Pancakes vegani al limone

Una delle cose che mi manca di più di questo periodo è viaggiare. Mi annoiano molto le infinite attese agli aeroporti, i disagi del correre da un gate all’altro con appresso i bagagli. Magari qualche viaggatore scortese che salta la fila.
Però l’aprire gli occhi in una stanza di hotel, sentire da lontano la voce di una TV che parla una lingua straniera, i rumori delle cameriere che iniziano a riassettare le stanze…
Questo mi piace.
Questo è anche il mio ultimo ricordo di un viaggio fatto all’estero, a Londra. Ci sono andata per parlare ad una conferenza, e mi sarei pure fermata a fare la turista ma il giorno successivo avrei dovuto tenere una lezione ad un corso, la prima volta per me, e quindi non me la sono sentita di mancare l’appuntamento.

Ma la colazione in hotel, il buffet colorato pieno di ogni ben di dio… questo ricordo di quel viaggio (anche altre cose, certo!), e i pancakes da scaldare nello scaldino che li sputava fuori belli soffici…

Cerco di rivivere quel piccolo momento di serenità anche a casa, se posso, e il modo più veloce è preparare dei deliziosi pancakes vegani al limone, che potete realizzare davvero in meno di mezz’ora, e sono buonissimi. Ovviamente questa versione è vegana, quindi non ha latticini nè alimenti di origine animale. Se non seguite questo regime alimentare, usate pure i prodotti non-vegan – questi pancakes verranno buoni lo stesso!

Vi lascio la ricetta per farne circa 6/7. Se siete di più in famiglia, raddoppiate le dosi!

Ingredienti:
90 gr yogurt di soia neutro o alla vaniglia (io ho usato quest’ultimo. Se volete, usate anche quello al limone)
150 gr di farina 00
3 cucchiai di zucchero semolato
7 gr di lievito per dolci
100 ml di latte di mandorle
succo e zeste di mezzo limone
un pizzico di sale

Preparazione:
In una ciotola mettete tutti gli ingredienti, mescolate bene con l’aiuto di una frusta a mano ed eliminate i grumi che si potrebbero formare. Se ce ne sono restati alcuni no nvi preoccupate, di scioglieranno in cottura.

Lasciate la ciotola con l’impasto dei pancakes vegani al limone a riposare per circa dieci minuti.
Se li fate d’estate e il clima a casa vostra è un po’ caldo, il tempo di riposo fatelo nel frigorifero.

Prendete quindi un padellino con fondo antiaderente, ungetelo leggermente con dell’olio e mettete al centro due cucchiai (da minestra) di impasto dei vostri pancakes vegani al limone.
Cuocete i pancakes per qualche minuto per lato.
Girateli solo quando sulla superficie ed ai lati saranno comparse delle piccole bolle.

Cuocete qualche minuto dall’altra parte e poi togliete il pancake dalla padella ed appoggiatelo su un piattino.
Continuate così fino ad esaurimento dell’impasto.

Potete guarnire i vostri pancakes vegani al limone con dello yogurt (vegan) e delle noci, nocciole o mandorle, oppure della confettura, o della crema a vostro piacimento.

Se avete anche qualche intolleranza al glutine, potete provare anche i Pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine.

Pane alle mele annurca

Pane alle mele annurca

Quanto bene fa il pane? Tanto. Il progetto “Il cestino del pane” è nato quasi per caso, con l’idea di proporre una volta al mese, a turno, una ricetta di lievitato che le altre foodblogger possono replicare o riproporre con le loro varianti.
Ogni volta è stata una scoperta di una ricetta, un procedimento, un ingrediente.
Ogni volta, il terrore che “la cosa” non lieviti abbastanza, sia troppo asciutta… o non esca proprio per niente!

Stavolta il nostro cestino non ha dentro solo il pane, ma le nostre vite. Il processo di preparazione di questo pane alle mele ha portato fuori anche le nostre fragilità, le nostre difficoltà. Insomma, la nostra unicità.
Mentre ci scambiavamo consigli, trepidazioni, confessioni di errori e fallimenti davanti al forno, ci siamo anche scambiate grandi verità, segreti, e tutte insieme abbiamo capito che – come il nostro pane – siamo tutte uniche. Imperfette, ma uniche.

Il tema che ci ha fatto aprire è stato il pane alle mele, proposto da Roberta. Ognuna di noi ha fatto la sua parte, la mia versione è in formato pan bauletto, perchè mi piace tanto alla mattina, con una bella passata di burro e marmellata. Ma questo pane alle mele è anche ottimo con del formaggio, magari un bell’erborinato. Non essendo dolce, è versatile a adatto a ogni circostanza.

La lievitazione è tutto sommato breve, e con qualche accorgimento verrà bello soffice e perfetto per ogni occasione.

Ingredienti:
2 mele annurca sbucciate e tagliate a dadini
25 gr di vino bianco
succo di mezzo limone
250 gr farina id farro
80 gr farina 00
1 uovo piccolo
12 gr lievito di birra
mezzo cucchiaino di zucchero semolato
35 gr latte tiepido
20 gr burro a pomata
zeste di limone (un cucchiaino)
3 gr sale

Procedimento:
Prendete le mele e sbucciatele levando il torsolo. Tagliate le mele a pezzettini piccoli e mettetele in un padellino con il succo di mezzo limone e il vino banco. Cuocetele a fuoco lento fino a che i liquidi non si saranno assorbiti completamente. Togliete poi le mele dal fuoco e mettetele a raffreddare.

Successivamente, prendete la ciotola della impastatrice e mettetevi le due farine. Fate un buco al centro.
Riscaldate leggermente il latte, lasciatelo intiepidire e poi scioglietevi all’interno il lievito fresco.
Mescolate col lievito anche lo zucchero, e poi mettete il tutto all’interno del buco fatto tra le farine.
Lasciate attivare il lievito per circa 15 minuti (si formerà una piccola schuimetta).

Trascorsi i quindici minuti, mettete nella ciotola il sale (sui bordi), il burro, le zeste di limone, e le mele e mescolate qualche minuto. Successivamente, inserite l’uovo leggermente sbattuto e lavorate l’impasto almeno dieci minuti, fino a che non sarà diventato bello liscio e incordato.

Scaldate leggermente il forno (un paio di minuti a 50 gradi).

Mettete l’impasto in una ciotola leggermente coperto da un po’ di farina.
Coprite la ciotola con la pellicola alimentare e mettetelo a lievitare nel forno scaldato (ricordate di spegnere il forno!) per circa 30/45 minuti.

Riprendete poi l’impasto, stendetelo leggermente, e arrotolatelo su se stesso a formare un rotolino, e mettetelo in una forma da plum cake piccola, coperta con la carta forno. Io ho usato la teglietta usa e getta che si trova in tutti i supermercati.

Mettete il pane alle mele nel forno già caldo a 190 gradi e cuocete per 45 minuti.
Fate sempre la prova stecchino, perchè le mele a seconda della tipologia e qualità potrebbero inumidire l’impasto.

Lasciate raffreddare prima di tagliare.

Torta di pane al cacao

Torta di pane al cacao

Non siamo mai stati grandi pasticceri a casa mia, il ché può sembrare strano, vista la mia attuale inclinazione, eppure è così. Una delle torte che però finivano spesso in tavola era la Torta di pane al cacao, detta anche la torta con dentro tutto, perchè era perfetta per finire quello che restava in dispensa, soprattutto il pane raffermo avanzato.
E’ anche la torta delle michette senza amichette, la torta del brutta ma buona… fate voi. L’abbiamo fatta per diverso tempo, poi non l’abbiamo fatta più. Un po’ perchè la mia mamma ha lentamente smesso di cucinare, un po’ perchè indubbiamente ci sono dolci più fascinosi in circolazione. Ma la Torta di pane al cacao è rimasta sempre in un angolino della mia memoria, e sapevo che presto o tardi l’avrei tirata fuori.

Recuperare la ricetta non è stato facile. La mia mamma non si ricorda più quanto pane nè quanto latte usava, ha una vaga idea di quel che ci metteva dentro. Ho messo insieme i suoi ricordi da cuoca e i miei da mangiatrice, ed è uscita questa ricetta che, forse, non sarà proprio quella supertradizionale, però… è quella della tradizione di casa Myownsweet, meno le uvette, che non avevo in casa. Se le avete, mettetecele.

L’aspetto è rustico come pochi, ma è buona. Buona davvero. Umida al punto giusto, e scrocchiolosa.
Naturalmente si preparara quasi da sola, non dovete fare mega preparazioni, si sporca solo una ciotola oltre alla teglia. Insomma, non so cosa state aspettando a rifarla!

Ingredienti:
4 rosette o michette (saranno all’incirca 260/270 grammi di pane secco)
1 uovo
2 cucchiai di cacao zuccherato (se avete quello amaro mettete un cucchiaio di zucchero in più)
5 cucchiai di zucchero (io di canna)
una manciata ben abbondante di frutta secca (io ho usato noci pecan, mandorle, pinoli e nocciole in quantità variabile)
opzionale: un pugnetto di uvetta

Preparazione:

Spezzettate il pane raffermo e mettetelo in una ciotola.
Mettete il latte a scaldare in un pentolino e appena sarà ben caldo (non è necessario che raggiung ail bollore, ma deve essere assolutamente ben caldo) toglietelo dal fuoco, e versatelo sul pane.
Mescolate bene e lasciate macerare il tutto – ci vorrà una mezz’ora, fate conto che il latte dovrà raffreddarsi completamente mentre si assorbe.

Mentre aspettate potete portarvi avanti tagliando al coltello la frutta secca. Potete lasciare dei pezzi più grandi e altri più piccoli, migliorerà la texture della torta (sembro una seria quando scrivo così!!). Mettete, se l’avete, anche l’uvetta a rinvenire nell’acqua tiepida. Se non ci sono bambini potete anche metterla in acqua e rum.

Quando anche il pane si sarà intiepidito e avrà assorbito il latte, sminuzzatelo con una forchetta e un coltello, in modo che esca una sorta di grossolana poltiglia.
A questo punto, aggiungete l’uovo e il cacao setacciato, mescolate bene per amalgamare gli ingredienti, aggiungete lo zucchero e la frutta secca sminuzzata (e le uvette ben strizzate) e amalgamate il tutto un’ultima volta.

Accendete il forno alla temperatura di 180 gradi.
Prendete una teglia da 18 cm di diametro con fondo apribile, foderatela con la carta forno e mettete all’interno l’impasto della vostra torta di pane al cacao. Livellatela per bene, e quando il forno è caldo mettetela a cuocere per circa 40 minuti. Se la volete proprio goduriosa, cinque minuti prima che finisca di cuocerespennellatela con dle burro sciolto. Poco eh, serve solo a dare un po’ di brunito che piace tanto (se non voleve più grasis lasciate così).

Aspettate che raffreddi prima di estrarla dallo stampo.
Quando sarà fredda, potete servirla spolverizzata di zucchero a velo.

Torta allo yogurt e grano saraceno

Torta allo yogurt e grano saraceno

Tempo fa avevo già preparato la Torta Ladina, tipica ricetta altoatesina dal sapore rustico e schietto, che era piaciuta a tutti.

Questa volta ho voluto provare a modificare leggermente la ricetta, per alleggerirla, visto che nella versione originale si abbondava di burro. Siamo o no in vista della prova costume?
Sì, lo so, forse sono un po’ ottimista per pensare già alla prova costume di questi tempi… però questa versione nuova di un vecchio classico, che chiameremo in un impeto di fantasia una semplice Torta allo yogurt e grano saraceno è stata apprezzata da tutti, e la sostituzione del burro con lo yogurt ha dato quella umidità al tutto che ha fatto la differenza.

Ho aggiunto, per assecondare il sapore rustico del grano saraceno, anche due cucchiai abbondanti di granella di nocciola, e voilà! Abbiamo creato una hit in men che non si dica!

Spero che piaccia anche a voi! Consiglio: montate davvero bene le uova, vi aiuterà nel costruire la texture del composto, visto che il grano saraceno non ha il glutine che fa questo lavoro per voi!

Ingredienti (per una tortiera da 24 cm):
3 uova
1 vasetto di yogurt alla vaniglia
170 gr di farina di grano saraceno
85 gr di mix di farine senza glutine
250 gr di zucchero semolato
16 gr di lievito per dolci
100 gr di olio veg (io di riso)
2 cucchiai di granella di nocciola (potete anche usare nocciole intere che dovete passare al mixer per creare la vostra granella home made)

confettura a piacere (io ho usato quella alle fragole di Zuegg)

Preparazione:

In una ciocola capiente montate molto bene le uova con lo zucchero. Devono venire belle chiare e spumose.

Una volta che le uova si sono montate per bene, aggiungete dapprima lo yogurt, e sempre mescolando (abbassate un po’ la velocità) anche l’olio a filo.

A questo punto, aggiungete agli ingredienti liquidi della vostra torta allo yogurt e grano saraceno anche i secchi, iniziando dapprima dal grano saraceno, seguito dal mix di farine senza glutine. Aumentate ancora la velocità per amalgamare e inglobare aria, e per ultimo aggiungete il lievito setacciato e la granella di nocicola.

Montate il tutto ancora per qualche minuto.

Riscaldate il forno (statico) a 180 gradi. Foderate una teglia con fondo apribile (meglio, ma se non l’avete va bene anche una normale, in questo caso imburrate e infarinate molto bene la teglia) con carta forno, versatevi il composto, livellatelo e sbattete leggermente per far uscire eventuali bolle e cuocetelo in forno per circa 40/45 minuti.

Fate comunque sempre la prova stecchino, che non si sa mai, ogni forno è diverso!

Fate raffreddare la torta prima di toglierla dalla teglia, e tagliarla a metà. Coprite la base con un bello strato della vostra confettura preferita, ricopritela con l’altra metà e spolverizzate con abbondante zucchero a velo prima di servire.

Ricordate: se avete una persona celiaca al vostro tavolo, tutti gli ingredienti devono essere certificati senza glutine! Ma ricordate anche di pulire molto bene gli arnesi, le teglie e tutto quanto utilizzerete per la preparazione della torta allo yogurt e grano saraceno!