Plumcake di farro vegan bicolore

Plumcake di farro vegan bicolore

Di solito, quando penso a una foto, ci penso parecchio. Non è che l’ispirazione mi viene immediatamente. La foto di questo plumcake di farro vegan bicolore è stata però un (bel) po’ più avventurosa, perchè ha avuto un epilogo rocambolesco e disastroso.
Avevo deciso di mettere una bottiglia di latte di mandorle per richiamare uno degli ingredienti della ricetta. Spesso si fa, in mancanza di un’altra ispirazione.
Poichè scatto nella mia piccol(issim)a cucina, che ha una piccola finestra che è perfetta per i tagli di luce che piacciono a me, ho cercato di appoggiare il pannello riflettente bianco (un cartoncino un po’ più spesso del solito) al certino della frutta appoggiat sull’altro lato del tavolo.
Insomma, il cartoncino ha resistito due scatti, poi si è ribaltato sulla bottiglia di latte, che si è rovesciata sul tavolo, e il latte ha annaffiato tutto – muro, pavimento, sedia, cuscino della sedia.. latte di mandorla ovunque!!

Si dice che non si deve piangere sul latte versato, ma confesso che per un momento mi è venuto proprio da piangere!

Però del set, ancora parzialmente allestito, è rimasta questa foto, e la ricetta del plumcake di farro vegan bicolor, che vi lascio qui sotto.

Ingredienti:
260 gr farina di farro
1 bustina di lievito
250 ml di latte di mandorla
100 gr zucchero (io semolato, va bene anche di canna, ma deve essere fine)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
2 cucchiai abbondanti di cacao amaro
80 ml di olio (io di mais)
zeste di un’arancia
1 pizzico di sale

Preparazione:

Prepariamo il plumcake di farro vegan bicolore emulsionando insieme il latte di mandorla, l’olio, le zeste dell’arancia e l’estratto di vaniglia (io ho usato quello in pasta e l’ho sciolto).

In un’altra ciotola, mescolate insieme la farina di farrio con il lievito e lo zucchero.

A questo punto, con l’aiuto di una frusta a mano, incorporate i liquidi nella ciotola degli ingredienti secchi, e continuate a mescolare per evitare i grumi.

Prendete poi circa un terzo dell’impasto, e unite a questo i due cucchiai di cacao amaro, ,escolando sempre con la frusta a mno per sciogliere eventuali grumi.

Prendete infine uno stampo per plumcake (non molto grande, io ho usato quello usa e getta della Cuki), versate all’interno l’impasto chiaro, e poi versate al centro quello al cacao.
Con l’aiuto di uno stuzzicadentivariegatelo, in modo che l’impasto al cacao si mescoli anche in basso con l’impastoalla vaniglia.

Mettete il plumcake di farro vegan bicolore in forno già caldo a 180 per circa 45 minuti (fate sempre la prova con lo stecchino).

Per un’altra supercolazione vegan, perchè non provate i Pancakes al grano saraceno?

Focaccia dolce (e i ricordi d’infanzia)

Focaccia dolce (e i ricordi d’infanzia)

La focaccia dolce per me è ancora più dolce perchè piena di ricordi di bambina. Lunghi pomeriggi spezzati da questi meravigliosi soli dorati, pieni di cristalli di zucchero deliziosi, che si scioglievano in bocca.

I cristalli di zucchero che cadevano nei buchini erano i più buoni, perchè comparivano sul palato all’improvviso, quasi non li vedevi, e sorprendevano con la loro dolcezza unita al buon olio di oliva.

La ricetta della focaccia dolce è semplicissima, e naturalmente potete utilizzare la base anche per realizzarla salata. Oggi però avevo voglia di ritornare per un attimo quella bambina con i boccoli color miele che si dondola sull’altalena del parco, con le guance coperte di zucchero e olio.

Ingredienti:
250 gr farina 00
200 gr farina manitoba
13 gr lievito di birra fresco
100 ml di acqua tiepida
100 ml di latte (per renderla vegana, usateil latte di soia o di riso)
1 cucchiaio scarso di zucchero
7 gr sale
1 cucchiaio di buon olio EVO

per la salamoia:
100 gr circa di zucchero
25 gr di acqua
25 gr di olio EVO

Preparazione:
Iniziate a preparare la focaccia dolce sciogliendo il lievito nell’acqua tiepida. Tiepida, mi raccomando, non calda!, altrimenti il lievito non si attiverà.
Nella ciotola della planetaria mettete le farine, il lievito sciolto nell’acqua e il latte, un cucchiaio scarso di zucchero (facilita la lievitazione). Mescolate un paio di minuti, poi aggiungete anche il cucchiaio di olio.
Continuate ad impastare ancora un paio di minuti, poi inserite nell’impasto anche il sale.

Naturalmente, potete fare questa operazione anche a mano.

Continuate ad impastare fino a che l’impasto non sarà ben omogeneo. Lasciatelo riposare cinque minuti, poi mettetelo in una ciotola, copritelo con un panno e lasciatelo lievitare in un luogo tiepido per almeno mezz’ora. Se avete la casa freddina, potete scaldare leggermente il forno, e poi spegnerlo e mettere la ciotola a lievitare.

Trascorsa questa mezz’ora, riprendete l’impasto, e fate un giro di pieghe (stendete l’impasto con i polpastrelli in un rettangolo, e poi piegatelo a portafoglio in tre e poi i lati). Ridate la forma di una palla all’impasto e rimettete a lievitare coperto dalla pellicola per altri trenta minuti.

Passati anche questi ulteriori trenta minuti, stendete l’impasto con le dita sulla placca del forno coperta di carta forno, leggermente unta di olio. Lasciate anche i famosi “buchini” con i polpastrelli, in modo che la salamoia vi possa entrare.
Preparate la salamoia mescolando l’olio e l’acqua, e stendetela su tutta la focaccia dolce, aiuntandovi con le mani, in modo che la salamoia entri nei buchini. Vi potrebbe sembrare tanta a prima vista, ma mettetela tutta! Si asciugherà tanto in cottura, quindi serve tutta.

Fate lievitare ancora la focaccia dolce per trenta minuti, e intanto scaldate il forno alla massima temperatura (o comunque se arrivate a 250 gradi). Spargete poi sulla superficie anche i 100 gr di zucchero, infornate e cuocete la focaccia dolce per circa 15/20 minuti.

Attendete che sia leggermente tiepida prima di gustare questa meraviglia della panetteria italiana!

Pan bauletto alle carote

Pan bauletto alle  carote

Mani e pani. Un intreccio di idee, vita, casa, tempo che scorre lento eppure veloce. Dal lockdown tanti sono usciti con le mani sporche di farina, e tralasciando le corse per accaparrarsi l’ultimo panetto di lievito, ci siamo scoperti tutti forno-dipendenti.

Con qualche amica abbiamo pensato di continuare a fare esperimenti, perchè fare il pane non è solo impastare. E’ un esercizio di pazienza, fantasia, e trepidazione. E’ soprattutto un incontro di idee, pensieri, ed ispirazione. E’ fare casa, anche quando non siamo a casa.

L’idea è stata di Silvia di Tra Diritto e Padelle. Mi sono unita volentieri, perchè quando scopri il pane… è tutta un’altra storia.
Oggi con Silvia e me ci sono anche Roberta ed Elisabetta, ed a noi si aggiungeranno presto anche altre foodblogger.

Ogni mese, per un anno, proporremo un tema. Questo turno era il pane alle carote.
E questa è la mia personale versione, il Pan Bauletto alle Carote.

Mi piaceva l’idea di avere un pane semplice, alla portata di tutti. Niente lievito madre, ma semplice lievito di birra che tutti possono acquistare al supermercato. E niente attese spasmodiche di lievitazione, un pane che può essere preparato in poche ore.

Però è bello e scenografico!

Questo starebbe benissimo sulla vostra tavola di Natale, fidatevi! Ed è superbuono, io non riuscivo a smettere di mangiarlo!

Ingredienti:
500 gr di carote
500 gr di farina (metà manitoba e metà 00)
5 gr di lievito di birra secco
10 gr di sale
2 cucchiai di olio evo
semi misti per decorare (opzionali – io li metto dappertutto, ma potete ometterli se non vi piacciono)

Preparazione:
Per preparare il pan bauletto alle carote dovete anzitutto lavare e mondare le vostre carote, e cuocerle al vapore (o bollirle) fino a che non saranno belle morbide.
Non buttate l’acqua di cottura!!

Frullate le carote con il mixer aggiungendo un paio di cucchiai di acqua di cottura, in modo che si formi una bella purea liscia.
Fate raffreddare.

Mettete nella ciotola della planetaria (o in una ciotola normale) le farine setacciate, il lievito, e la purea di carote, tenendone da parte un paio di cucchiai belli pieni per la decorazione interna (se non volete la spirale, mettete tutte le carote!).

Avviate la planetaria (o iniziate ad impastare a mano) e impastate fino a che gli ingredienti non si saranno amalgamati.
Unite a questo punto l’olio.

Se l’impasto dovesse essere ancora molto duro, aggiungete poco per volta dell’acqua di cottura delle carote. Siccome ogni farina fa da sé, ed ha la sua assorbenza, valutate quando il’impasto di sarà ben incordato (cioè non appiccica più). Ci vorranno una decina di minuti alla planetaria, un po’ di più a mano.

A questo punto, mettete l’impasto in una ciotola pulita, copritelo con della pellicola alimentare e un canovaccio, e fatelo lievitare in un posto riparato per due o tre ore (deve aumentare di volume).

Trascorso questo periodo, riprendete il vostro impasto del pan bauletto alle carote, sgonfiatelo e stendetelo con l’aiuto di un matterello e un po’ di farina sul piano di lavoro.
Dovete ricavare un rettangolo di larghezza pari alla vostra forma per plumcake.

Recuperate i due cucchiai di purea di carote che avete lasciato da parte, e spargetela su tutta la superficie, lasciando un centimetro circa su tutti i lati.

Arrotolate quindi il vostro pan bauletto alle carote, e mettetelo nella teglia coperta di carta forno (avendo cura di mettere la chiusura sul fondo della teglia, così non si aprirà in cottura).
Coprite ancora con la pellicola e fate lievitare un’altra ora.

Trascorsa l’ora di lievitazione, riscaldate il forno a 200 gradi (statico, mi raccomando), spennellate con un po’ di acqua la superficie del pane e spargete i semini misti.

Infornate il pan bauletto alle carote per dieci minuti a 200 gradi, poi abbassate la temperatura a 180 gradi e proseguite nella cottura per altri 25 minuti circa.

Fate raffreddare il pane appoggiato su un lato (così non si sgonfierà molto) e servitelo o tiepido, oppure freddo.

E’ ottimo con formaggi e insaccati di ogni tipo, ma anche in purezza, con un filo di olio, oppure con del miele, per colazione.

Biscotti spirale alla cannella

Biscotti spirale alla cannella

Prima sono stati i mini pancakes da tuffare nel latte, poi sono venuti i cereal cookies, la versione mini dei biscotti da gustare in una bella tazzona di caffelatte (o latte, o qualsiasi cosa desideriate). L’anno scorso mi ero cimentata con risultati questonabili, ma quest’anno mi sono rimessa in moto e ci ho riprovato, e devo dire che finalmente ho trovato il modo per evitare che escano palline immangiabili (o corpi contundenti).
Dopo aver sperimentato felicemente i cereal cookies vegani, ecco oggi un’altra ricetta per i biscotti spirale alla cannella, anche detti (proprio perché sono biscotti col passaporto americano) cinammon swirl cookies.

Nel sapore assomigliano vagamente ai cinammon rolls, che sono però brioches alla cannella coperte da una spessa glassa. La cannella è una delle spezie che amo di più, e dall’autunno alla primavera non manca mai nei dolci che preparo!
La cannella è protagonista di questa ricetta, che può essere fatta in versione vegana oppure non-vegan, a seconda di quella che è la vostra disponibilità in dispensa.

Ingredienti:
140 gr farina tipo 2 (va bene anche la farina 00)
10 gr farina di mandorle
5 gr fecola
La punta di un cucchiaino di bicarbonato
30 gr di olio vegetale
40 gr latte (di soia per la versione vegan)
10 gr sciroppo di agave (oppure miele)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
50 gr zucchero a velo (se lo avete, meglio di canna)

Per il ripieno
25 gr zucchero di canna
Un po’ di olio (basta che abbia un sapore neutro)
1 cucchiaino colmo di cannella in polvere

Preparazione:
Iniziate a preparare i biscotti spirale alla cannella setacciando in una ciotola i secchi (cioè la farina, la fecola, la farina di mandorle e il bicarbonato), e mescolate.

In un altro contenitore mescolate insieme l’agave (o miele), il latte, l’olio, l’estratto di vaniglia e lo zucchero a velo.

Incorporate quindi i liquidi nella ciotola dei secchi, e mescolate prima con una forchetta e poi le mani.
Quando arriva a una consistenza compatta, che non appiccica più, lasciatelo riposare una mezz’ora in frigo, coperto dalla pellicola.

Riprendete l’impasto dei vostri biscotti spirale alla cannella, dividetelo in tre pezzetti di uguali dimensioni, stendete ciascuno con l’aiuto di un mattarello (se fosse un po’ appiccicosa potete spolverare il tavolo di lavoro con della farina) formando un rettangolo di spessore di circa mezzo centimetro.

Prendete un pennello da cucina e spennellate la superficie con l’olio.

Mescolate insieme in una ciotolina lo zucchero di canna e la cannella, e spargetelo sulla superficie. Con le mani leggermente spolverate di zucchero a velo, schiacciate leggermente la superficie per far aderire la mistura di cannella e zucchero. Arrotolate poi ciascuna porzione dal lato lungo, e tagliate dei biscotti dello spessore di circa un centimetro.
Mettete le rotelline di biscotti spirale alla cannella sulla teglia coperta da carta forno e mettete la teglia in forno per circa 20 minuti.

nel frattempo riscaldate il forno a 170 gradi.
Infornate i vostri biscotti spirale alla cannella per circa 10/12 minuti.

Crostata vegana alle mele

Crostata vegana alle mele

Quante ricette di torte di mele ci sono? Nessuno credo si sia ancora preso la briga di contarle, ma sono sicura che il numero eccederebbe facilmente il migliaio, ma forse anche di più. Forse per la diffusione del frutto, sta di fatto che non c’è credo un paese che non abbia almeno una ricetta tradizionale di torta di mele, a cui poi si aggiungono le variazioni, le nuove ricette, quelle di famiglia…
Ecco, il punto è questo. La torta di mele E’ innegabilmente la torta di famiglia. Non c’è nulla che dia più il senso della casa di una torta di mele che cuoce nel forno!
Dovrebbero inventare un profumatore per la casa alla torta di mele. Andrebbe a ruba!

Oggi vi propongo l’ennesima ricetta, ma sono sicura che piacerà molto anche agli alternativi, a quelli che non vogliono mangiare nemmeno un uovo – o, peggio, non possono. La crostata vegana alle mele è di una semplicità assoluta, e a parte l’impasto, che presenta qualche piccola particolarità, per il resto è davvero semplicissima e superbuona.
Nell’impasto ho messo un po’ di farina di mandorle, che insieme alle mele sta che è una meraviglia, e da’ un aroma al tutto che è davvero impagabile! Se non avete fatto mai un dolce vegano.. bè, questo è l’ideale per incominciare! La prepariamo insieme?

Ingredienti (per uno stampo da 20/22 cm):
190 gr farina 00 (se non avete le mandorle, vanno bene 200 gr di farina 00)
10 gr farina di mandorle
60 gr zucchero
70 gr olio vegetale
la punta di un cucchiaino di lievito
latte di mandorle (7/8 cucchiai, dipende dalla farina)
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
2/3 cucchiai di marmellata di albicocche
1 mela
il succo di mezzo limone

Procedimento:
Iniziamo a preparare la crostata vegana alle mele partendo dall’impasto. Versate in una ciotola la farina, lo zucchero e il lievito, e mescolate. Poi aggiungere l’olio e l’estratto di vaniglia, e con una forchetta amalgamateli al resto degli ingredienti.
A questo punto, aggiungete un paio di cucchiai di latte di mandorla, e iniziate a incorporarli nell’impasto, impastando con le mani. Andate avanti a due a due, fino a che il panetto avrà raggiunto una consistenza morbida. Infine, avvolgete l’impasto nella pellicola alimentare e fatelo riposare in frigo per almeno un’ora.

Riprendete l’impasto, e con molta cura (la frolla vegana è molto più friabile di quella normale) stendetelo con l’aiuto di un metterello sulla carta forno, e poi adaguatelo nella teglia da crostata (io uso uno staccante alimentare, ma potete anche ungerla con olio e poi spolverizzarla con la farina). Bucherellateil fondo e rimettetela un attimo in frigo mentre preparate le fettine di mela.

Lavate bene la mela, togliete il torsolo, tagliatela in quarti e poi ciascun quarto in fettine abbastanza sottili. Mettetele in una ciotola con il succo di mezzo limone e mescolate bene (così non anneriscono!).
Riprendete la froplla dal frigo e finite di completare la crostata vegana alle mele.

Stendete dapprima un sottile strato di marmellata sul fondo della crostata (che avrete bucherellato leggermente). Poi, sullo strato di marmellata disponete le fettine di mela a raggiera, leggermente sovrapponendole le une alle altre, di modo che non si veda il fondo con lo strato di marmellata. Dopo il primo cerchio, realizzate nelo stesso modo anche il secondo.
A me non piaceva che si vedesse il buco in mezzo, quindi ho tagliato a metà qualche acino d’uva, l’ho privato dei semini e l’ho messo al centro e qua e là sulla crostata.

Prendete il succo del lomone avanzato dalla ciotola delle fettine di mela, allungatevi un cucchiaio di marmellata di albicocche e poi spargetelo sopra le mele.

Mettete la cristata vegana alle mele in forno già caldo a 180 gradi per circa 40 minuti.
Controllate comunque sempre la cottura, ogni forno è cosa a sé – deve in ogni caso essere leggermente dorata.

Se volete altre idee con le mele, potete guardare la Crostata alle mele e mandorle, oppure che ne dite di un bello Strudel alle mele e nocciole?

Cereal cookies vegani

Cereal cookies vegani

Che siano i jeans, gli stivali texani o il caffè bevuto di corsa in strada (orrore!!), le mode americane inevitabilmente attraversano l’oceano e arrivano qui da noi. Così sono arrivati sulle tavole delle nostre colazioni anche i cereal cookies, biscotti formato mini da tuffare nel latte come se fossero dei cereali. Pressochè tutti i biscotti si possono miniaturizzare per gustarli nel latte a colazione. Ovviamente sono così piccini e sfiziosi che li potete mangiare quando volete – a dirla proprio tutta, vi devo dire di stare attenti perchè uno tira l’altro!

La versione che vi propongo oggi è frutto di un certo lavorìo iniziato a Natale dello scorso anno, quando ho iniziato a cercare di capire come fare per raggiungere la consistenza e il gusto che avevo in mente. Purtroppo il primo esperimento mi aveva lasciato perplessa, perchè mi erano usciti dei pallini da sparo durissimi. Lo scorso weekend ci ho riprovato, e cambiando qualche fattore ho raggiunto una consistenza soda ma morbida, e un gusto niente male! Non avevo farina di nocciole a portata di mano, ma secondo me potrebbe essere un’altra soluzione decisamente gustosa al posto delle mandorle – ci riproverò, la ricetta è in continua evoluzione!

Se volete però già iniziare a farvi un’idea, vi lascio la ricetta, ma soprattutto i passaggi, che ho usato questa volta. Ci si mette davvero pochissimo, e nel giro di un’oretta avrete già preparato la vostra colazione di domani.

Ingredienti:
150 gr farina (io dovevo finire un pacchetto di tipo 2 e ho usato quella, ma va bene anche la 00)
20 gr farina di mandorle (o nocciole)
75 gr zucchero
50 gr olio vegetale
30 gr latte di mandorla (oppure acqua)
mezzo cucchiaino di lievito per dolci (vegan)
mezzo cucchiaino di pasta di vaniglia (o estratto)
1 flax egg (cioè un miscuglio di un cucchiaio di farina di semi di lino mischiata a 3 cucchiai di acqua, che sostituisce un uovo)
25/30 gr di cioccolato fondente (vegano se vi attenete alla ricetta)

Procedimento:
Iniziate la preparazione dei cereal cookies vegani preparando il falx egg: in una ciotolina mettete la farina di semi di lino e l’acqua, e mescolate bene. Lasciate riposare il composto per un quarto d’ora, deve avere il tempo di gelatinizzarsi. Si formerà una sorta di pappina.

Mentre aspettate, potete impiegare il tempo a sminuzzare il cioccolato al coltello.

Prendete poi la farina e mettetela in una ciotola con la farina di mandorle, lo zucchero, il lievito (cioè tutti i secchi) e mescolate. Unite poi l’estratto di vaniglia, l’olio, il latte di mandorle e il flax egg, e mescolate. Quando l’impasto avrà preso consistenza, terminate inserendo anche il cioccolato tagliato a pezzetti.

Coprite una teglia con la carta forno, e poi dall’impasto ricavate alcune piccole palline di cereal cookies vegani, che dovete disporre sulla teglia. Non è necessario tenerli molto distanti, solo leggermente (non lieviteranno un gran ché in cottura). Con queste quantità mi sono usciti una trentina di cereal cookies vegani. Infornate in forno già caldo a 180 gradi e cuocete per circa 10/15 minuti.

Sfornate i vostri cereal cookies vegani e lasciateli raffreddare prima di toglierli dalla teglia.

… e la vostra colazione è pronta per essere gustata!

Gelato all’acqua al cioccolato

Gelato all’acqua al cioccolato

Se mi chiedete se è possibile un gelato ottimo senza tutto – senza latte, senza uova, senza panna, semza glutine… sì, è possibile! Bisogna avere un po’ di attenzione alla scelta degli ingredienti, soprattutto al cioccolato, ma se non avete problemi particolati di intolleranze potete essere anche più elastici.
In più, oltre ad essere senza un sacco di ingredienti, è anche stato preparato senza la macchina del gelato! Nella mia cucina una macchina del gelato non ci entrerebbe nemmeno spingendola a forza, quindi se voglio un bel gelato devo arrangiarmi. Del resto anche i romani, che si dice abbiano “inventato” il gelato (le nivatae potiones), usavano la neve per creare l’antesignano del gelato. Quindi ci arrangeremo anche noi!
Questa versione di gelato è super cioccolatosa, e se amate questo ingrediente amerete questo gelato intenso e aromatico. Inoltre si realizza in pochissimo tempo, la maggior parte della fatica sarà attendere che raggiunga la consistenza desiderata… quindi che aspettiamo? Prepariamo insieme il gelato all’acqua al cioccolato!

Ingredienti:
300 gr cioccolato fondente (io non andrei oltre quello al 70%)
140 gr zucchero a velo (una confezione)
1 bustina vanillina
120 gr di cacao amaro in polvere
650 ml di acqua
1 pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare il vostro gelato all’acqua al cioccolato tritando finemente il cioccolato. Mettetelo da parte.

Mettete a bollire l’acqua. Quando sfora il bollore, spegnetela.

In una casseruola possibilmente antiaderente, setacciate il cacaco amaro e la vanillina, e poi lo zucchero a velo. Unite l’acqua bollente, mescolando bene con l’aiuto di una frusta a mano.

Mettete anche il sale, e poi rimettete il tutto su fuoco per un paio di minuti, sempre continuando a mescolare con la frusta a mano.

Togliete poi la casseruola dal fornello, e iniziate a unire il cioccolato tritato poco per volta, sempre mescolando così si scioglierà più facilmente.

Trasferite il composto in una terrina, possibilmente di alluminio o di acciaio.
Io di solito uso un comunissimo stampo da plum cake in alluminio usa e getta, ma va benissimo anche lo stampo per plum cake normale, come lo vedete nella foto. Io l’ho foderato di carta forno per evitare di rovinare l’interno antiaderente della teglia da plum cake… suggerimento anche per voi, non si sa mai!

Lasciate raffreddare il composto all’aria, e solo successivamente mettetelo nel freezer.
Lasciate trascorrere un paio di ore, e poi mescolatelo con la forchetta. Si romperanno i cristalli di ghiaccio in formazione, e così il gelato all’acqua al cioccolato assumerà la sua morbidezza.
Ripetete questa operazione ancora tre volte, a distanza di almeno un paio di ore una volta dall’altra.
E.. basta! Il vostro gelato all’acqua al cioccolato è pronto!

Se lo preparate il giorno prima, ricordate di toglierlo dal freezer e di metterlo nel frigorifero un paio di ore prima per scongelarlo.

Smoothie tropicale

Smoothie tropicale

Tutti gli anni, d’estate, ma soprattutto nelle giornate più calde, vengo presa da una sottile ansia al pensiero di accendere il mio amato forno. Nove volte su dieci butto dietro le spalle la paura di liquefarmi davanti allo sportello, e preparo le mie colazioni abbondantemente sudando.
Non sempre, però. Ci sono giorni così caldi e umidi che proprio non ce la faccio.
In quei giorni arriva da lontano, brandendo una spada ghiacciata, il mio smoothie tropicale, che rinfresca, riempie, ed ha così poche calorie che… mi chiedo come mai non lo preparo più spesso!
Gli smoothie sono a metà strada tra il sorbetto, ma meno ghiacciati, e il frullato, ma più densi. La versione originale prevedeva solo frutta (o verdura), dal momento che il loro inventore – un signore americano proprietario di alcuni bar che facevano frullati – per sua sfortuna era intollerante al lattosio e si era quindi messo a frullare direttamente frutta e verdura con del ghiaccio, almeno poteva assaggiarli anche lui.

La cremosità dello smoothie è data dalla banana, che è di base in pressochè tutte le ricette. Di solito gli smoothie non hanno liquidi aggiunti, ma ormai le varianti prevedono anche l’aggiunta di yogurt, che dà ancora più consistenza, o anche di latte (vegetale per gli intolleranti ed i vegani). Oggi celebriamo l’estate con un gusto tropicale: accanto alla fragola (che può anche essere sostituita dai lamponi) ho usato dell’ananas, che ho completato con dello yogurt greco senza grassi. Naturalmente, per gli intolleranti ed i vegani, va benissimo lo yogurt di soia.
Per renderlo più fresco, io lascio in freezer la frutta una ventina di minuti. Non arriva a congelarsi, ma da’ una fresca consistenza che, quando fa proprio caldo, è piacevolissima. Ovviamente potete omettere questo passaggio. Però ve lo consiglio, aumenta la consistenza del vostro smoothie.

Tutto quel che vi serve è un frullatore. Si prepara in tempo zero, è buono, ha poche calorie e fa bene. Ma com’è che non abbiamo ancora preparato lo smoothie tropicale??

Ingredienti per due smoothie:
115 gr di ananas a cubetti
70 gr di fragole pulite
140 gr di yogurt greco senza grassi al cocco, come questo di Faye (o yogurt di soia, va bene anche alla vaniglia)
mezza banana
40 ml di succo di ananas (potete sostituire con latte di cocco)

Procedimento:
Tagliate la frutta a pezzetti, e mettetela per circa venti minuti in freezer a raffreddare bene.
Mettete nel bicchiere del frullatore la frutta, lo yogurt e il succo di ananas (o latte di cocco) e azionate il frullatore.
Continuate fino a che il composto non avrà preso volume e sarà diventato bello cremoso.

Ghiaccioli ai mirtilli e lavanda

Ghiaccioli ai mirtilli e lavanda

Molti pensano che prepararsi le cose in casa, da sé, sia una gran perdita di tempo e di fatica. Lo pensavo anche io, e del resto – unta dal sacro fuoco della pigrizia – me ne sono sempre guardata bene dal mettermici a spignattare (perchè poi si deve lavare…), preparare (ma vuoi mettere quell’ora in più a letto??), e chi più ne ha più ne metta.

Però capita che, un giorno, succede qualcosa. Nel mio caso ho iniziato a non digerire più niente. Un po’ di riso in bianco e una fetta di prosciutto cotto erano un’agonia. Ho passato mesi a pasta con un filo di olio, sentendomi come se avessi mangiato un bue. Ho provato di tutto, compresa la pranoterapia. Niente. Anni di tormenti, coliche, notti in bianco.

Cosa è successo poi, vi chiederete? Tutto e nulla. Dopo aver anche fatto una gastroscopia per sospetta celiachia (che non ho), e una surreale visita da un medico che non ha trovato nulla di meglio da dirmi se non che avevo qualche intolleranza, ma chissà quale, e in ogni caso non mi avrebbe mai prescritto il test perchè costa al servizio sanitario (io pagherei anche le tasse, forse avrei qualche diritto pure di usufruire del servizio, no??), mi sono detta: adesso mi preparo io le cose, vedo quel che ci metto dentro, così se sto male lo becco subito.

Non sono (quasi) più stata male.
Certo, ogni tanto capita ancora, ma sempre meno di prima. Ormai raramente. Quasi sempre quando esco a mangiare.
Ho il sospetto che ci sia qualche conservante poco amico, forse qualche lievito. Sacrifici ne faccio, in pizzeria non ci vado quasi più, vado a mangiare sempre e solo dove so che non sto male, e nei posti sconosciuti mangio della gran verdura, che non si sa mai. Però che soddisfazione prepararsi le cose da sé e sentire che sono buone!

Prendiamo ad esempio i ghiaccioli.
Ci si mette un niente a farli, si possono provare gusti e accostamenti nuovi, non hanno conservanti (quindi ne facciamo pochi per volta) e fanno bene. Colori originali, non ci sono coloranti qui. Solo il mirtillo.

I ghiaccioli ai mirtilli e lavanda sono uno degli esperimenti di quest’estate. L’accostamento dei sapori viene direttamente da Sale & Pepe di luglio, che è una miniera per gelati, sorbetti e compagnia. Il metodo è il solito mio, usato anche per i ghiaccioli al tè matcha che ho pubblicato solo su IG (ma presto li rifaccio e li ripropongo anche qui!!). Se avete dieci minuti, fateli. Sono ottimi, e la lavanda da’ un tocco in più che sta una meraviglia.
Non ci credete? Guardate qui.

Ingredienti: (4 ghiaccioli di misura media)
200 gr mirtilli
60 gr zucchero
1 cucchiaino di lavanda essiccata (edibile)
100 ml di acqua del sindaco

Procedimento:
Mettete in un pentolino lo zucchero e l’acqua e fate raggiungere il bollore, in modo che lo zucchero si sciolga bene.
Una volta sciolto, spegnete il fuoco e lasciate la lavanda in infusione per una dceina di minuti.
non di più, altrimenti i ghiaccioli ai mirtilli e lavanda sapranno di saponetta.

Filtrate lo sciroppo zuccherato con la lavanda, e mettetelo nel boccale del frullatore ad immersione, insieme ai mirtilli che avrete in precedenza ben lavato ed asciugato. Azionatelo fino a che il tutto non assumerà una consistenza cremosa.

Prendete i vostri stampi per ghiaccioli, e riempiteli con il composto con i mirtilli.
Mettete poi gli stampi nel freezer a rassodarsi (senza il bastoncino!). Dopo circa 90 minuti, massimo un’ora, controllate che abbiano già iniziato a congelare: dovrebbero essere diventati dei ghiaccioli ai mirtilli e lavanda ancora leggermente morbidi ma già più consistenti.
In questo caso mettete la paletta di legnetto, e rimettete in freezer almeno altre 4/6 ore.

Tutto qui.
Ovviamente, se avete gli stampini con gli stecchi di plastica con il comperchietto, che stanno in piedi comunque, potete metterli nel ghiacciolo ai mirtilli e lavanda ancora morbido, e si congeleranno in circa 4 ore senza toccarli.

Buona fresca estate a tutti!!

Pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine

Pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine

Le colazioni del weekend sono quelle che mi piacciono di più. Forse perchè sono lente, rilassate, e l’orologio non segna inesorabilmente i minuti del mio ritardo. Senza fretta, senza correre, sorseggio il cappuccino (fatto in casa!) sfogliando una rivista, mentre il piede batte il tempo della musica che esce dalla radio.

La radio – un lusso del sabato mattina. La mia radio è ancora strenuamente analogica, con tante rotelline, un antennone telescopico da antologia, perde le frequenze con una velocità stupefacente, ma rimane comunque la mia compagna preferita in cucina.

Sono queste le mattine in cui mi concedo qualche preparazione particolare, come questi deliziosi pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine. Non a tutti piace il grano saraceno, per la sua consistenza ruvida e il gusto rustico molto pronunciato. Ma con le mandorle e dell’ottimo sciroppo di acero, acquista una nota particolare. Se non avete esigenze vegan, potete assaggiarli con anche dell’ottimo yogurt alla vaniglia. In ogni caso, si preparato davvero in poco tempo, sono leggeri e adatti proprio a tutti… sono anche senza lattosio!

Ingredienti
100 gr farina di grano saraceno
37 gr farina di mandorle (o mandorle tostate)
2 cucchiai colmi di zucchero di canna
1 cucchiaino di lievito
mezza banana matura
150 gr latte di mandorla
una bustina di vanillina

Procedimento (circa 6/7 pancakes)
Iniziate a preparare i vostri pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine mettendo le mandorle, lo zucchero, e la farina di grano saraceno in un mixer, e riducete il tutto a farina (saltate questo passaggio se avete usato la farina di mandorle). Mescolate anche il lievito e la vanillina, e mettete da parte.

Riprendete il mixer e frullate insieme il latte di mandorla con la mezza banana. Aggiungete poi anche la farina di grano saraceno con le mandorle, e frullate brevemente, fino a che l’impasto non si sarà mescolato bene.

Scaldate a quetso punto un padellino antiaderente leggermente unto con olio di oliva. Quando è caldo, mettete un paio di cucchiai di impasto e fare cuocere una parte. Mettete qualche frutto rosso (io ho usato mirtilli e lamponi) sulla superficie superiore, e girate per cuocere anche l’altro lato.

Potete servire i pancakes al grano saraceno vegan e senza glutine con sciroppo di acero, o di agave, e frutta fresca, o yogurt di soia (o vaccino, se no n avete particolari necessità vegane – in quets ocaso, via libera anche al miele!).

Se vi piace il grano saraceno, vi consiglio per la vostra colazione di provare anche i Muffin al grano saraceno e mandorle.