Chocolate chip cookies vegan

Chocolate chip cookies vegan

Generalmente si crede che i dolci vegani siano tutti una privazione, privi di burro, uova e dunque di sapore ed essenzialmente… tristi.

Nulla di più falso! E questi chocolate chip cookies vegan sono la chiara dimostrazione di quanto buoni e golosi possano essere i dolci in versione vegana. Non tutti i dolci si prestano alla versione vegana, perché se fare a meno del burro è possibile, con qualche accorgimento, non sempre le uova si sostituiscono con agio. Però ci sono un po’ di trucchetti: si può usare dello yogurt vegetale, oppure mezza banana. Un uovo è sostituibile anche con due cucchiai di amido di mais – ingrediente utilissimo se si vuole fare una ricetta che sia anche gluten free.

Una delle alternative è l’uso della mela – nulla di più semplice, alla fine! Ed è la soluzione usata in questa ricetta, che con la mela sarà supernaturale. Non acquistate la purea di mela, fatela da voi e vedrete che bontà.

Ingredienti:
– 125 gr di purea di mela (approssimativamente 1 mela)
– 300 gr farina 00
– 150 gr zucchero
– 150 gr zucchero di canna
– 2 gr lievito per dolci
– 6 gr bicarbonato
– 200 gr di cioccolato vegan, tagliato a pezzettini (se le trovato, vanno ottimamente anche gocce di cioccolato)
– 1 pizzico di sale
– 1 bustina vanillina
– 150 gr olio di cocco sciolto (io ho usato questo)

Procedimento:
Iniziate a preparare i chocolate chip cookies vegan preparando la purea di mela. Pelate e spezzettate una mela, mettetela in un pentolino, aggiungete un po’ di acqua (circa 5 cucchiai) e fate cuocere a fuoco basso. Da quando inizia a bollire, la mela si ammorbidirà nel giro di una quindicina di minuti.
Se serve, aggiungete ancora un po’ di acqua. Una volta che la mela sarà molto morbida, spegnete il fuoco e passatela con un mixer. Fate raffreddare la purea.

Mentre la purea si raffredda, potete tagliare il vostro cioccolato al coltello in tanti pezzettini (se usate le gocce, omettete questo passaggio).

In una ciotola a parte, mettete l’olio di cocco sciolto, lo zucchero, la purea di mela raffreddata, e la vanillina. Mescolate bene.

Successivamente, aggiungete la farina, il lievito e il bicarbonato e il sale. Iniziate ad impastare, inizialmente se volete con una forchetta, ma proseguite poi con le mani. Una volta che avrete un impasto ben amalgamato, unite i pezzetti/le gocce di cioccolato, e impastatele all’interno dell’impasto principale.

Prendete poi l’impasto, copritelo con una pellicola per alimenti, e fatelo riposare in frigorifero per circa mezz’ora.

Successivamente, riprendete l’impasto, e ricavate delle palline aiutandovi con un cucchiaio. Io ho usato come misura il porzionatore del gelato, e l’ho riempito di impasto fino a metà, così sono riuscita a creare dei biscotti di forma abbastanza uguale.

Mettete le palline di impasto sulla teglia del forno coperta dalla carta forno, tenendole distanziate tra loro perché si allargheranno molto.

Ponete la teglia in forno già caldo a 175 gradi per circa 10/13 minuti.

Lasciate i biscotti un paio di minuti nella teglia fuori dal forno prima di staccarli e farli raffreddare su una gratella: infatti, usciranno dal forno ancora morbidi, ed inizieranno a rapprendersi con la temperatura ambiente.

Con queste quantità vi verranno una cinquantina di biscotti, o poco meno. Dipende dalla quantità di impasto per ciascuna pallina di impasto.

Se volete un’altra idea originale di biscotti vegani, guardate anche la ricetta dei Cuori di grano saraceno vegan e gluten free.

Focaccia senza impasto al rosmarino

Focaccia senza impasto al rosmarino

Che Myownsweet fosse un progetto di dolci vari lo si era capito, un po’ dal nome e un po’ dal fatto che il 98% degli esperimenti culinari di cui vi parlo sono dolci. Di vario tipo, da quelli più ricchi a quelli specifici per intolleranze alimentari, fino ad arrivare ai dolci vegani.
Nulla di elaborato – non mi piace il cake design, lo trovo stucchevole e “troppo”. E poi non sono capace.
Io sono per le cose semplici, genuine, quelle che mi hanno mosso ad imparare le basi della pasticceria e a proseguire su questa strada.

Ma i dolci non sono tutto; forse stupirà qualcuno il fatto che io sono e resto una patita del salato. A un dolce posso resistere. A un salato no.

Per questo oggi vi propongo una ricetta che ho realizzato rubandola alla mia amica Sara, che a sua volta aveva saccheggiato, attraverso un’altra foodblogger, Sigrid, una ricetta di nientepopodimeno ché la Locanda Locatelli, il famoso ristorante stellato di Londra dello chef Locatelli, adesso noto anche in Italia per essere uno degli ultimi giudici di MasterChef. Insomma, siamo una vera community di gusto!

La ricetta della focaccia senza impasto al rosmarino è così semplice che è impossibile non provarla almeno una volta. E dico “almeno” perché replicherete senz’altro. Ma più e più volte! L’impasto lievita da sé, mentre voi farete altro. Nel giro di pochissime ore è pronta per essere gustata, vi farà fare una bellissima figura e diventerà prestissimo uno dei vostri cavalli di battaglia.

Se non ci credete, provatela almeno una volta… attenzione, che crea dipendenza!!

Ingredienti:
15 g di lievito di birra fresco
300 g di acqua a 20°C
250 g di farina 00
250 g di farina manitoba
10 g di sale
olio extravergine di oliva
1 mazzetto di rosmarino

per la salamoia:
65 g di acqua a 20°C
65 g di olio extravergine di oliva
15 g di sale

Preparazione:
Iniziate preparando la salamoia, che lascerete riposare mentre preparate l’impasto: in una ciotola emulsionate tra loro tutti gli ingredienti della salamoia (io ho usato una piccola frusta a mano, se non l’avete va bene anche la forchetta).
Lasciate da parte.

Per fare l’impasto, iniziate sciogliendo il lievito di birra nell’acqua e fatelo riposare dieci minuti. Nel frattempo, pesate le farine e setacciatele insieme in una ciotola capiente insieme al sale.
Trascorsi i dieci minuti, unite il lievito sciolto nell’acqua e mescolate con un cucchiaio (non toccate l’impasto con le mani!). Una volta impastato il tutto, ungetelo in superficie con dell’olio di oliva, coprite con un canovaccio pulito e fate riposare l’impasto 10 minuti.

Passati questi dieci minuti, ungete una teglia con olio EVO e ribaltate all’interno della teglia l’impasto. Avendo io sbagliato misura della teglia (beneficiate della mia esperienza!) vi devo dire che la misura corretta della teglia per questa quantità di impasto è circa 37×25. Altrimenti viene troppo bassa e non morbida come dovrebbe (è buona comunque, fidatevi!).

Ungete ancora la superficie dell’impasto senza stenderlo, coprite con un canovaccio e fate riposare altri dieci minuti.

Trascorso questo periodo, potete iniziare a stendere l’impasto, dal centro verso l’esterno, usando le mani (non il mattarello!), senza premere troppo. Fate riposare per altri 20 minuti, sempre coperta da un canovaccio (così la superficie non seccherà).

Infine, togliete il canovaccio, con i polpastrelli fate dei buchini sulla superficie dell’impasto della vostra focaccia senza impasto al rosmarino, date una mescolata finale alla vostra salamoia e stendetela sulla focaccia con un pennello o un cucchiaio, riempiendo bene tutti i buchetti.
So che vi sembrerà tanta, sembrava anche a me, ma va messa per assicurarvi una bella sofficità.

Alla fine, distribuite anche del rosmarino sulla superficie (se non vi piace, omettetelo), coprite ancora con un canovaccio e fate riposare per gli ultimi 20 minuti.

Nel frattempo, potete iniziare a scaldare il vostro forno a 220 gradi, e quando saranno trascorsi i 20 minuti di riposo, infornate a forno caldo la vostra focaccia senza impasto al rosmarino e cuocetela per 25 minuti circa.
La superficie deve essere leggermente dorata.

Trascorso il periodo di cottura sfornate, lasciate intiepidire la focaccia e poi porzionatela secondo le vostre necessità e servitela.
E poi fatemi sapere qui nei commenti come vi è venuta, io quasi quasi stasera me ne preparo ancora un po’!!

Frollini di mais e mandorle

Frollini di mais e mandorle

Non tutte le ciambelle riescono col buco, e non tutti i frollini di mais e mandorle riescono al primo colpo! Questa potrebbe essere la versione moderna del vecchio proverbio, perchè questi semplicissimi frollini sono stati una vera maledizione per me!

Cercavo disperatamente di finire un sacchetto di farina di mais fioretto che avevo in cucina già aperto, e volevo creare qualcosa di originale che fosse senza glutine e anche vegan. E semplice. E buono. Troppo forse?
Ero partita con l’idea di una base per crostata, e sono finita a fare dei frollini che, a dispetto della fatica con cui li ho realizzati (perchè non c’era verso che stessero insieme!) sono poi volati via in un baleno.

Hanno un gusto particolare, forse dato dal fatto che ho usato lo zucchero di cocco. Però le mie nipoti hanno dato un giudizio positivo, quindi non potevo non proporveli – adesso aspetto voi e i vostri commenti!

Ingredienti:
60 gr di maizena senza glutine (certificata)
120 gr di farina di mais fioretto (potete provare questa, o altra di vostra scelta)
80 gr farina di riso integrale
90 gr mandorle senza pelle
100 gr di zucchero di canna (potete usare anche quello semolato se preferite)
1 cucchiaino di pasta di vaniglia (o una bustina di vanillina=
una punta di cucchiaino di bicarbonato
80 gr olio vegetale
80 gr di acqua (temperatura ambiente)

Procedimento:
Anzitutto iniziate a preparare i frollini di mais e mandorle tostando le mandorle in un padellino antiaderente per qualche minuto. Devono colorirsi solo molto leggermente. Fatele raffreddare e poi frullatele in un mixer con lo zucchero di canna, in modo che questo aiuti a meglio sbriciolarle.

In un altro contenitore emulsionate molto bene i liquidi, cioè l’olio e l’acqua.

Prendete poi un’altra ciotola e mettete tutti gli ingredienti insieme: maizena, farina di riso e di mais, mandorle frullate con lo zucchero, vanillina o la pasta di vaniglia, il bicarbonato. Mescolate bene i secchi e poi introducete a poco a poco i liquidi (olio e acqua) mescolando continuamente in modo da formare un impasto omogeneo e liscio.

Mettete il vostro impasto in frigo, coperto dalla pellicola, a riposare per circa 30 minuti.

Trascorso questo periodo, stendete l’impasto tra due fogli di carta forno, a un’altezza di mezzo centimetro. Con l’aiuto del tagliabiscotti che preferite ricavate i vostri biscotti, che andrete a posizionare sulla placca del forno coperta anch’essa di carta forno. Spolverate la superficie dei biscotti con dello zucchero di canna o altro a scelta (non è obbligatorio, ma a me piace e da’ un po’ di croccantezza in più) e cuocete i biscotti a forno già caldo (statico) a 180 gradi per circa 15 minuti.

Ovviamente controllate bene che i vostri frollini di mais e mandorle non scuriscano troppo, altrimenti toglieteli prima (o lasciateli qualche minuto in più se li vedete ancora troppo indietro di cottura). Purtroppo ogni forno è a sé, quindi occorre regolarsi a vista!

Sfornate e lasciate raffreddare.

Madeleines al limone e mandorle

Madeleines al limone e mandorle

Sul blog avete sicuramente visto tante versioni di madeleines, ma mancava ancora una versione di madeleines al limone e mandorle che fosse senza glutine e vegana. Con il mio nuovo stampo per madeleines che adoro, e che avevo già usato per le Madeleines all’arancia e zenzero, ho provato a immaginare un’altra versione, delattosata e deglutinata, ma con tanto gusto.
Del resto tantissime sono le versioni di madeleines, così come tante sono le storie e leggende intorno alla loro creazione. Vi ho già raccontato della tradizione che le vuole dedicate a Maria Maddalena; ma sappiate che i cugini d’Oltralpe sono anche un po’ più pratici, e pare che la prima madeleine risalga al 1755 a Commercy, per opera di una giovane pasticcera di nome, ovviamente, Madeleine. Si dice che il duca di Lorena avesse organizzato un ricevimento, alla vigilia del quale si trovò senza dolce a causa di un litigio tra il suo intendente e il cuoco di palazzo. Fu la giovanissima Madeleine Paulmier ad intervenire, realizzando dei dolcetti sulla base di una ricetta della nonna, che piacquero proprio a tutti. Non si spiega ancora però la loro forma così particolare, ma diciamo che trovo questa storia più plausibile di quella che li attribuisce alla Maddalena del Vangelo….

Sicuramente nella versione tradizionale ci sarà stato un quintale di burro. Oggi siamo tutti un po’ più attenti ai grassi animali che usiamo in cucina, e con l’aumento delle intolleranze è buona cosa avere alternative golose ma “senza”. Quella di oggi è proprio senza-senza, ma l’aroma del limone è perfetto per rinfrescare il gusto delle mandorle tostate. Provate anche queste, e poi mi direte!

Ingredienti:
80 gr mandorle pelate
60 gr di zucchero (io ho usato quello di barbabietola, ma potete usare anche quello di canna, o al più semolato)
150 gr di latte di mandorla (io ho usato quello della Granarolo, leggermente zuccherato, così ho diminuito la quantità di zucchero)
mezzo cucchiaino di aceto di mele
80 gr di farina di riso integrale
20 gr di fecola di patate
30 gr di amido di riso
40 gr di olio vegetale dal gusto leggero (io preferisco ‘olio di riso, ma va bene anche il mais)
7 gr di lievito consentito senza glutine
la punta di un cucchiaino di bicarbonato
una bustina di vanillina
la buccia di un limone grande grattugiata

Procedimento:
Per prima cosa, prepariamo le nostre madeleines al limone e mandorle tostando le mandorle: è sufficiente metterle sulla placca del forno coperta di carta forno, e lasciarle lì fino a che non diventano dorate (ma non devono scurire, quindi fate attenzione!). Io le lascio a 160 gradi (forno statico già caldo) per circa 7/8 minuti. Toglietele dal forno e lasciatele raffreddare.
Una volta che si sono raffreddate, riducetele in farina con l’aiuto di un mixer, in cui avrete messo anche lo zucchero. L’attrito vi aiuterà ad avere un miglior risultato.
Mettete il latte di mandorla in un bicchiere con l’aceto, e lasciate riposare per circa 5 minuti.
Versate poi in una ciotola le mandorle tritate con lo zucchero, la farina di riso, la fecola e l’amido di mais, il bicarbonato, il lievito, e la vanillina setacciati. Mescolate e poi unite le zeste grattugiate del limone.
Infine, aggiungete l’olio e il latte con l’aceto.
Mescolate bene con una frusta a mano in modo da amalgamare gli ingredienti ed evitare i grumi.
Fate riposate il composto in frigorifero per dieci minuti, mentre mandate in temperatura il forno a 180 gradi (statico).
Prendete i vostri stampi per madeleines, imburrateli e infarinateli come di consueto (oppure usate lo spray staccante se siete di fretta), date una breve mescolata all’impasto e poi inserite un paio di cucchiaini di impasto delle madeleines al limone e mandorle in ciascuna cavità (cercando di stare leggermente sotto al bordo – cresceranno un po’ in cottura).
Infornate per circa 10 minuti.
Prima di toglierle dallo stampo, lasciate che si intiepidiscano leggermente (se avete lo stampo in silicone potrete abbreviare leggermente i tempi, ma in ogni caso aspettate qualche minuto prima di estrarle).

Queste quantità, con i miei stampi, hanno dato circa 25 madeleines.

Potete servirle così, oppure con una spolverata di zucchero a velo.

Ciambelline dolci al vino rosso

Ciambelline dolci al vino rosso

Le ciambelline dolci al vino rosso sono così leggere che si finisce che se ne mangiano una decina senza nemmeno rendersene conto! In alcune regioni d’Italia si chiamano anche ‘mbriachelle, e forse appartengono più alla tradizione dell’Italia centrale. Si possono preparare con tutte le spezie (dalla cannella ai chiodi di garofano), ma io le preferisco con l’anice, che insieme al vino ci sta proprio bene!

Sono semplicissime da preparare e sono un dolce involontariamente vegano, nel senso che già di tradizione non venivano usate nè uova nè burro nell’impasto – essendo un piatto povero, c’era solo l’essenziale!
Potete usare il vino bianco, come ho fatto qui. Ma stavolta ho usato il vino rosso, così ne ho approfittato per vuotare una bottiglia. Sono dolcetti della tradizione contadina, quando non si buttava proprio niente!

Ingredienti:
300 gr farina 00
100 ml vino rosso
100 gr zucchero + altro per spolverare la superificie
100 ml olio vegetale (o di oliva ma non forte)
1/2 cucchiaini di anice (secondo gusti)
un pizzico di bicarbonato

Procedimento:
In una ciotola versate il vino con l’olio ed emulsionateli bene. Unite poi lo zucchero, l’anice, un pizzico di sale e il bicarbonato.

Mescolate ancora, e poi versate a più riprese la farina nella ciotola, amalgamando il tutto con le mani, fino a formare un panetto liscio di impasto. Se fosse troppo morbido, aggiungete altra farina.

Togliete dall’impasto un paio di pizzicotti di pasta alla volta, e lavorateli per firmare due cilindretti lunghi circa 10 cm, e spessi mezzo centimetro o poco più.
A me non vengono mai questi lavori così di fino, quindi sono un po’ tozzette, ma voi siete certamente più bravi di me!!

Intrecciate le due stringhe e poi unite le due estremità in modo da formare una ciambellina, che metterete sulla placca del forno coperta di carta forno.
Continuate così fino a che non sarà terminato l’impasto.

Spolverate la superficie delle ciambelline dolci al vino rosso con lo zucchero semolato, poi cuocete in forno a 180 gradi per 10/15 minuti, fino a che non saranno dorate in superficie.

Plumcake vegan a sorpresa

Plumcake vegan a sorpresa

Avete presente cos’è un evergreen?
Dalla Treccani si legge che è qualcosa che gode di grande notorietà anche dopo molto tempo dai primi successi, intramontabile. Se così è, il plumcake a sorpresa va annoverato tra i classici intramontabili, un vero evergreen. Timeless, si direbbe in milanese moderno.
Questo dolce è sicuramente affascinante, e ancor più di grande effetto – è stato uno dei primi dolci in cui mi sono cimentata, e nel tempo l’ho rifatto con interni diversi, ottenendo sempre l’effetto WOW che tanto piace a tutti. Oggi ve lo propongo in versione natalizia, con una bella stella al centro, brillante come una cometa. Ovviamente potete invertire i colori, se non vi piace molto il cacao, o magari usare il colorante verde e inserire nel plumcake un alberello di Natale. Lasciate correre la fantasia!
La particolarità di questa versione è che è vegan al 100%, quindi non ha né latticini né uova. Ma con il latte di mandorla il profumo e il gusto sono e restano speciali!
Realizzarlo non è difficile. Ci vuole un po’ di tempo a sistemare il cuore del plumcake, ma è questione di poco davvero. Se quindi volete godere di una colazione superspeciale e sorprendente, prepariamo insieme il nostro plumcake vegan a sorpresa.

Ingredienti:
400 ml latte di mandorla
150 ml olio vegetale (che non sia troppo saporito – io prendo quello di riso o di mais)
5 cucchiai di cacao amaro
400 gr farina 00
200 gr zucchero
1 arancia (succo)
1 bustina di lievito + 2 cucchiaini
(opzionale: fialetta di aroma al rum)

Procedimento:
In una ciotola capiente mettete la farina e lo zucchero, e mescolate. Aggiungete poi il succo dell’arancia, e mescolate ancora.
Successivamente unite anche l’olio, e mescolate gli ingredienti per farli assorbire.
Il composto sarà ancora molto asciutto, quasi granuloso, ma è assolutamente normale.
A questo punto, iniziate a versare il latte di mandorla a poco a poco, e mescolate con una frusta elettrica a bassa velocità (non dovete montare nulla, soltanto cercare di sciogliere tutti i grumi che si formeranno nell’impasto). Vedrete che a breve il composto sabbioso e asciutto comincerà a formare un impasto molto morbido. Aggiungete – se lo desiderate – la fialetta di aroma al rum.
Una volta che avrete terminato di versare e mescolare il latte di mandorla, vedrete che il composto sarà diventato molto liquido.
A questo punto, togliete dalla ciotola circa un terzo dell’impasto; versatevi all’interno due cucchiaini di lievito, mescolate ancora bene con la frusta elettrica per farlo assorbire, e poi versate questo impasto in una teglia di circa 22×35, foderata di carta forno. Livellate bene.
Infornate questo primo impasto nel forno già caldo a 170 gradi per circa 12/15 minuti, Dipende dal forno, ma l’impasto deve cuocere senza scurire troppo.
Lasciate intiepidire e poi tagliate l’impasto nella forma che preferite con l’aiuto di un tagliabiscotti.

Riprendete l’impasto residuo, setacciatevi all’interno il cacao, e mescolate bene con le fruste elettriche. Unite anche la bustina di lievito, e mescolate nuovamente.

A questo punto prendete uno stampo da plumcake, già unto ed infarinato. Mettete poco impasto al cacao sul fondo dello stampo. Prendete le forme intagliate di impasto chiaro, e mettetele al centro dello stampo, l’una attaccata all’altra sopra lo strato di impasto al cacao, in modo da formare una fila intera di forme di impasto chiaro già cotto, che arrivi da una parte all’altra dello stampo.

Dopodiché, versate ai lati, un po’ per volta, l’impasto al cacao rimanente. Se dovesse essere necessario, tenete fermo l’impasto centrale con le mani (è la parte più complicata del dolce!).
Finite di versare l’impasto al cacao anche sopra e poi infornate il vostro plumcake vegan a sorpresa in forno già caldo a 180 gradi per circa 40 minuti.
Deve cuocere bene all’interno, quindi fate sempre la prova stecchino. A seconda di quanto è umido l’impasto, anche questo di riflesso di quanto succo di arancia avrete disponibile, potrebbe impiegare qualche minuto in più.

Lasciate raffreddare prima di toglierlo dallo stampo. Cospargete, se lo desiderate, di zucchero a velo prima di servirlo.

Il plumcake vegan a sorpresa resterà umido e buonissimo, con quel retrogusto di mandorla delicato e particolare.

Linzer cookies vegani

Linzer cookies vegani

I Linzer cookies, sono la versione biscotto della più famosa Linzer torte, dolce tipico austriaco che alcuni fanno risalire addirittura al 1600! Questa torta, che è originaria di Linz, ridente cittadina austriaca, è famosissima perchè è un tripudio di mandorle, nocciole, zucchero a velo e marmellata… e tanto, tanto burro, nella miglior tradizione tedesca!
non sono dolci tipicamente natalizi, o per lo meno non nascono proprio per questo, ma negli anni sono diventati una delle più belle tradizioni natalizie quella dell’offrirli ai propri ospiti. Sarà per la marmellata rossa di lamponi (ma anche le fragole vanno benone!), e quella nevicata romantica di zucchero a velo… ma i Linzer cookies sono diventati i più classici biscotti natalizi.

Oggi vi propongo i Linzer Cookies Vegani, quindi bando a burro e ogni latticino, così come uova e ogni altro derivato animale. Perfetti per concedersi qualche golosità, restando leggeri. Con la farina di mandorle e la cannella conservano tutto il loro sapore e la loro fragranza, tanto che… sono finiti in un baleno!
In più, se ancora non siete convinti…. sono facilissimi da fare! E sono sicura che avete già a casa tutti gli ingredienti per prepararli. Scommettiamo?

Ingredienti:
150 gr farina integrale
70 gr farina di mandorle (o mandorle tritate finissime)
30 gr farina di riso
60 ml di acqua calda (non bollente! va benissimo quella che esce calda dal lavandino)
100 gr zucchero di canna
60 ml di olio di mais o di riso (o qualsiasi olio vegetale)
mezzo cucchiaino di bicarbonato
mezzo cucchiaino di cannella
zucchero a velo q.b.
marmellata di lamponi (io fragole)

Procedimento:
Iniziamo a preparare i Linzer Cookies Vegani mettendo lo zucchero nell’acqua calda e mescolando fino a che non si sarà sciolto. Aggiungiamo poi (sempre mescolando con una forchetta) anche l’olio.
Mettete poi tutte le farine in un unico contenitore, e amalgamatele tra loro.
Iniziamo a questo punto a unire ai liquidi gli ingredienti secchi, ma poco per volta, così si assorbiranno meglio. Una volta completata questa operazione, unite anche il bicarbonato e la cannella.

Impastata un’ultima volta, e quando si sarà formato un panetto di impasto compatto, mettetelo almeno un’ora in frigorifero, coperto dalla pellicola alimentare, in modo che si stabilizzi.

Una volta trascorsa un’ora (potete anche lasciarlo tutta la notte in frigo), prendete il vostro impasto e stendetelo con l’aiuto di un mattarello su un foglio di carta forno a un’altezza di circa 4 o 5 mm. Tagliate i vostri biscotti delle forme che più vi piacciono – in metà dei biscotti praticate un foro al centro così si potrà vedere il ripieno di marmellata.
Per questa operazione potete usare, se le avete, le particolari formine per biscotti (tipo queste della Tescoma), ma potete anche fare in maniera più artigianale, aiutandovi magari col beccuccio più largo della sac à poche.
Infornate poi i vostri biscotti nel forno già caldo a 180 gradi (modalità statica) e cuocete i vostri Linzer Cookies Vegani per circa 10 o 12 minuti.

Una volta cotti, non staccateli subito dalla teglia, ma lasciateli raffreddare.

Accoppiateli poi a due a due (uno con il buco e uno senza) ed uniteli mettendo un po’ di marmellata al centro. Decorateli con zucchero a velo.

Può darsi che non abbiate abbastanza teglie per cuocere i vostri Linzer Cookies Vegani tutti insieme. In questo caso, tra una infornata e l’altra rimettete i biscotti già tagliati, o la frolla ancora da stendere, in frigorifero o in freezer per qualche minuto, in modo che mantengano la loro forma.

Se volete provare la mia versione della Linzer Torte, che oltre ad essere vegana è anche gluten free, trovate il link alla ricetta qui.

Torta con le pere al rosmarino e cioccolato

Torta con le pere al rosmarino e cioccolato

Pere e cioccolato. Come Bonnie e Clyde, Sandra e Raimondo, Cip e Ciop. Una delle coppie più celebri della pasticceria mondiale.
La dolcezza delle pere si accompagna in maniera splendida alla punta amarognola del cioccolato fondente, creando quel connubio di sapori che difficilmente si scorda.
E poi le pere con il cioccolato sono il connubio tipico dell’autunno – ma l’autunno quello bello, quello dei primi freddi, del comfort food per eccellenza, delle domeniche stesi sul divano con una tazza di tè fumante e una copertina sulle gambe.

Dolci con pere e cioccolato ce ne sono una infinità. La coppia di ferro è stata immortalata in centinaia di ricette nelle versioni più impossibili. Oggi vi lascio un’ennesima versione, realizzata con farine non raffinate e, con un piccolo accorgimento, trasformabile in un dolce vegano coi fiocchi.

Quindi, allacciate grembiuli e stringhe delle scarpe, che si parte alla scoperta della torta con le pere al rosmarino e cioccolato.

Ingredienti:
4/5 pere (preferisco le decana, ma anche le abate possono andare, basta che non siano troppo grandi)
300 gr cioccolato fondente
150 gr farina integrale
70 gr zucchero di canna
60 gr di amido di mais
450 ml kefir bianco
Miele
2 rametto di rosmarino fresco.

Procedimento:
Sbucciate le pere lasciando il piccolo, e bollitele nell’acqua con 2 cucchiai colmi di miele e i rametti di rosmarino. Devono restare morbide ma consistenti, non devono spappolarsi. Mettetele a freddare.
Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagnomaria, mescolando spesso.
In una ciotola a parte versate l a farina, l’amido di mais lo zucchero ed il kefir. Mescolate bene e poi aggiungete il cioccolato fuso, che dovrete aver lasciato però qualche minuto a intiepidire.
Nel frattempo le pere si saranno freddate: tagliatele in quarti, eliminate il torsolo coi semi e il picciolo.
Tenete 6 quarti da parte, e i restanti tagliateli a pezzettini piccoli, che amalgamerete poi nel composto col cioccolato.
Versate l’impasto al cioccolato e pere in una tortiera rivestita di carta forno (io ho usato un diametro di 25 cm) e dopo averlo ben livellato mettete i quarti di pera che avrete lasciato da parte sulla superficie, disponendoli a raggiera con la punta rivolta verso il centro.
Cuocete in forno statico già caldo a 180 gradi per circa 50 minuti.
Una volta trascorso il tempo, spegnete il forno e lasciate la torta all’interno a riposare ancora una decina di minuti.

Per la versione vegana sostituite il kefir con lo yogurt bianco di soia, e il miele con lo sciroppo di acero.

Per un’altra idea di torta con le pere, oltre a questa Torta con le pere al rosmarino e cioccolato guardate questa crostata alle pere e cioccolato.

Cantucci alla farina di castagne e cioccolato

Cantucci alla farina di castagne e cioccolato

I cantucci toscani sono arrivati a noi dai secoli passati.
Alcuni ritengono che siano gli eredi di una sorta di pane dolce aromatizzato all’anice che i soldati romani tagliavano in forma obliqua e ripassavano due volte nel forno (da qui anche il termine bis-cotto, cioè cotto due volte) per conservarlo più a lungo.
Altri li fanno discendere dalla tradizione contadina di mangiare gli scarti del filoncino dolce che i panettieri preparavano per le famiglie ricche. Questi scarti erano i “cantucci” dei filoncini.

La vera consacrazione dei cantucci arriva però nel 1691 quando nientepopodimeno che l’Accademia della Crusca ne da’ la definizione ufficiale di biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo (le mandorle sono arrivate dopo). La ricetta che usiamo ancora oggi è stata presentata alla esposizione universale di Parigi da un pasticcere di Prato, il Mattei, tant’è che qualcuno adesso chiama i cantucci anche cantucci di Prato.
A rafforzare la tradizione pratese dei cantucci, c’è anche il primo manoscritto che riporta la ricetta dei cantucci, che data un secolo esatto prima ed è proprio stato rinvenuto in quel di Prato, e più precisamente nell’Archivio di Stato.

Dal 1691 ad oggi la ricetta dei cantucci si è perfezionata, evoluta, migliorata. I cantucci sono diventati un patrimonio della tradizione dolciaria italiana, e sfido chiunque a dire che non ha assaggiato un cantuccio almeno una volta nella vita.

Sono dolci perfetti per un fine pasto, per una pausa tè o caffè, insomma in ogni momento della giornata. Sono anche relativamente semplici da cucinare, e ormai le varianti di questo tradizionale dolce sono infinite.
Quella che vi propongo oggi è senza glutine e senza lattosio, ideale per gli amici vegani e per chiunque sia alla ricerca di qualcosa di buono, come nella pubblicità dei Ferrero Rocher di tanti anni fa.
Quindi allacciate i grembiuli e prepariamo insieme i cantucci alla farina di castagne e cioccolato

Ingredienti:
160 gr di farina di castagne
40 gr di fecola
90 gr di zucchero di canna
100 gr di mandorle tostate, tritate grossolanamente
100 gr gocce di cioccolato
90 gr olio di semi
40 gr latte di mandorla
Mezzo cucchiaino di lievito per dolci
Un pizzico di sale

Procedimento:
Per preparare i cantucci alla farina di castagne e cioccolato versate la farina di castagne, la fecola, il lievito, il sale in una ciotola e mescolateli tra loro.
In un altro recipiente mettete l’olio, il latte di mandorla, e lo zucchero, e mescolate cercate di sciogliere lo zucchero.
Unite poi i liquidi agli ingredienti secchi e mescolate con le mani per creare un impasto omogeneo.
Aggiungete alla fine le mandorle e le gocce di cioccolato.

Dividete l’impasto in due, e create due filoncini lunghi circa 20 cm ciascuno, e infornate a forno caldo a 180 gradi per 15/20 minuti.
Estraete la teglia dal forno, tagliate i filoncini di sbieco, e rimetteteli in forno per la seconda cottura a 150 gradi, per 10 minuti per lato.

Pane dei morti vegan e gluten free

Pane dei morti vegan e gluten free

Il pane dei morti è un dolce tradizionale antichissimo, adesso diffuso un po’ dappertutto nel nord Italia, ma prevalentemente in Lombardia (anche se voci mi dicono che si mangi pure in Toscana). Facendo un po’ di ricerche, mi sono imbattuta in una tradizione che lo vorrebbe risalente addirittura all’antica Grecia, in cui vi era la tradizione di donare un pane biscottato con uva passa, farina e acqua alla dea Demetra, per assicurarsi un raccolto abbondante.

Che sia vero o meno, questa tradizione di preparare dei piccoli dolci da offrire ai defunti è arrivata fino a noi, nel tempo caricandosi di ingredienti rispetto ai primi tre della tradizione classica. Essendo però fondamentalmente rimasto un dolce della tradizione contadina, nella sua versione più tradizionale lo troviamo composto da materie prime “di riciclo”, cioè biscotti avanzati e frutta secca.

Quella che vi propongo oggi è invece una versione supermoderna, senza glutine e vegana – un ulteriore ponte tra la tradizione più antica e la cucina contemporanea.
Anche se, a dirla proprio tutta, Ippocrate aveva già diagnosticato ai suoi tempi qualche celiaco, che avrebbe apprezzato molto questa versione!
Preparare il pane dei morti vegan e gluten free è facilissimo, vediamo insieme come farlo al meglio!

Ingredienti:
170 gr mix di farine senza glutine (io ho usato questo della Nutrifree)
80 gr zucchero di canna (o semolato, se non lo avete)
20 gr cacao amaro
1 cucchiaino di cannella
70 gr latte di mandorla (o acqua)
25 gr uvetta
25 gr arancia candita (o cedro – purchè siano senza glutine)
40 gr noci sgusciate
40 gr nocciole sgusciate
40 gr mandorle sgusciate
40 gr olio di semi
1 cucchiaino di lievito per dolci glutenfree
1 pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare il pane dei morti sminuzzando in un mixer la frutta secca. Non riducetela a farina, è sufficiente avere una granella un po’ grossolana – si deve sentire il scrocchierello della frutta secca.
Contemporaneamente, ammollate l’uvetta in acqua tiepida per almeno venti minuti.

Mettete tutta la frutta secca a granella, l’uvetta privata dell’acqua, la farina, il cacao, il lievito, l’arancia candita, la cannella e un pizzico di sale in una ciotola e mescolate (potete metterla anche nel contenitore della planetaria, e mescolate con il gancio per impastare).

Aggiungete l’olio a filo, sempre impastando (anche a mano), e una volta incorporato aggiungete anche il latte di mandorla.
Il composto deve risultare morbido ma sodo.

Create a questo punto dei biscotti, dando all’impasto una forma leggermente ovale. Compattate i pane dei morti vegan e gluten free con le mani, se necessario.

Metteteli su un placca coperta con carta forno, e infornate a 180 gradi statico (il forno deve essere già caldo) per circa 15 minuti.

Una volta raffreddati, cospargerli abbondantemente con lo zucchero a velo.