Panna cotta menta e cioccolato

Panna cotta menta e cioccolato

Ho sempre amato gli After Eight, quei deliziosi biscotti inglesi con menta e cioccolato. Devo dire che il mio amore è andato più in là e si è spinto nel mal di pancia, e da allora ho qualche difficoltà a mangiarli.
Ma i contrasto di menta e cioccolato resta uno tra i miei preferiti, come dimostrano la Crostata menta e cioccolato, o la Crostata morbida cioccolato e menta che ho preparato qualche tempo fa.
Menta e cioccolato per me sono la quintessenza della inglesità, insieme ai beans on toast, fragole e panna. Sono stata a Londra un paio di anni fa, e devo dire che culinariamente l’ho trovata una città molto più europea di quanto il suo governo non vorrebbe. Mi piacerebbe sapere però se è così ovunque, oppure se a Bournemouth, dove ho studiato tantissimi anni fa, continuano imperterriti a mangiarsi quei terribili sandwich ai cetrioli.

Oggi vi propongo un dessert che trasuda menta e cioccolato. La panna cotta menta e cioccolato unisce insieme le tradizioni britannica e italiana, ed è un connubio eccezionale per gusto e delicatezza. E’ anche molto facile da preparare, e visto che l’estate bussa alla nostra porta, cosa c’è di meglio di un dessert da fine pasto fresco, che non ha nemmeno bisogno del forno?

Ingredienti:
500 ml di panna fresca
70 ml di sciroppo di menta
70 gr di cioccolato fondente
5 fogli di gelatina
menta per decorare (opzionale)

Procedimento:
Mettete a bagno in acqua fredda 2 fogli di gelatina e lasciateli in ammollo per almeno 10 minuti.
Poi mettete in un pentolino, meglio se antiaderente, 200 ml di panna con il cioccolato tagliato a pezzetti, e fatelo scaldare a fuoco basso. Mentre si scalda, mescolate bene in modo da far sciogliere il cioccolato senza far bollire la panna. Vi basta che raggiunga il punto appena prima della ebollizione.
A questo punto spegnete il fuoco, strizzate bene la gelatina e fatela sciogliere nella panna e cioccolato, mescolando bene con una piccola frusta o un cucchiaio.
Versate poi la panna nei bicchierini in quantità uguali, e mettete per almeno mezz’ora i bicchierini in frigo a consolidarsi.

Preparate poi, trascorsa la mezz’ora almeno di riposo, la panna alla menta. Anche qui, mettete in ammollo i tre rimanenti fogli di gelatina per circa dieci minuti.
Nel pentolino antiaderente scaldate i 300 ml di panna rimanenti con lo sciroppo di menta, mescolando dolcemente. Appena raggiunge il punto prima della ebollizione, togliere dal fuoco, strizzare bene la gelatina e farla sciogliere nella panna.

Versate quindi la panna cotta alla menta sopra la parte di panna cotta al cioccolato, e rimettete il tutto in frigorifero per almeno due ore (meglio tre, ma io non avevo tempo).

E la vostra panna cotta menta e cioccolato è pronta!

Per servirla, se vi va, potete spolverare la superficie con del cioccolato grattugiato e qualche fogliolina di menta.

Chiffon cake cocco e limone

Chiffon cake cocco e limone

La chiffon cake cocco e limone è perfetta in questo periodo, quando cominicia a sentirsi il profumo dell’estate, ma anche in pieno inverno, quando si sognano cieli blu, mari caldi e palme di cocco sotto cui concedersi una pennichella.

Era da tanto che non realizzavo una chiffon cake, che è quella torta di origine americana che cuoce nella teglia coi piedini. Quella che per raffreddarsi viene messa a testa in giù. Sì, insomma, quella che poi la torta raffreddandosi scende da sola.
Non mi è ancora mai successo. Mai, lo giuro.
Le mie chiffon cake non scendono da sole dai piedini, nemmeno dopo dodici ore di trepidante attesa.
Le devo staccare, faticosamente, col coltellino, centimetro per centimetro. Di solito con una litania di imprecazioni, non tutte riproducibili.

A dispetto di queste iniziali difficoltà, la torta è buona veramente! Morbida e fresca al punto giusto, è perfetta per la colazione, o per la merenda. Oggi vi propongo una versione che non è solo senza glutine, ma è anche senza lattosio, nel caso in cui tra i commensali vi siano un po’ di intolleranti. Naturalmente potete realizzarla anche con la farina 00, nelle stesse quantità.

Ingredienti (per una tortiera da 20):
4 uova
65 ml olio di semi
50 ml succo di limone
60 ml acqua
160 gr mix di farine senza glutine nè lattosio (io uso questa di Nutrifree)
40 gr farina di cocco o cocco essiccato
mezza bustina di lievito (sono circa 8 grammi)
4 gr cremor tartaro
160 gr zucchero
scorza di un limone bio

Procedimento:
Iniziate a preparare la chiffon cake al cocco e limone separando gli albumi dai tuorli, e montando i primi a neve ben ferma con il cremor tartaro. Metteteli da parte.

In un’altra terrina mettete tutti gli ingredienti secchi (il mix senza glutine, il cocco (in farina o rapè), lo zucchero e il lievito. Mettete anche un pizzico di sale.

Mescolate e poi introducete i tuorli con tutti gli altri ingredienti liquidi (succo di limone, olio, acqua) e le scorzette grattugiate del limone. Montate leggermente con una frusta (tenete una velocità bassa, non si devono gonfiare, solo amalgamare bene) fino ad avere un composto omogeneo e senza grumi.

A questo punto, con l’aiuto di una spatola o di una leccapentole, iniziate a incorporare gli albumi montati a neve, mescolando sempre dal basso verso l’alto.

Versate l’impasto nella teglia per chiffon cake (ricordate che non va unta!) e mettete a cuocere la chiffon cake cocco e limone nel forno già caldo a 160 gradi per i primi 40 minuti. Per gli ultimi 10 minuti alzate a 175 gradi.

Estraete lo stampo dal forno a fine cottura (magari fate la prova dello stecchino, giusto per non sbagliare) e mettetelo a testa in giù.
Buona fortuna…

No, scherzo, ovviamente spero che si stacchi, altrimenti armatevi di santa pazienza e staccatela con un coltellino affilato.
Potete servirla con una spolverata di zucchero a velo, oppure con una glassa al limone o all’acqua.

Budino vegan alla camomilla

Budino vegan alla camomilla

Dopo l’earl grey e il tè matcha, la camomilla nei dolci mi mancava. Tempo fa mi ero imbattuta però in un dolce da credenza realizzato da Alice del blog Panelibrienuvole che usava la camomilla, e mi è restata lì come un tarlo. Uno di quei desideri nascosti di sperimentare anche io qualcosa, usando i fiori di questa pianta dalle mille proprietà.
Forse è stato un azzardo, e in effetti il gusto è molto particolare. Ma la freschezza del limone dà a questo budino vegan alla camomilla una spinta notevole.
E’ perfetto come dessert dopo un pasto particolarmente ricco, perchè la sua aromaticità rinfresca e la sua leggerezza aiuta la digestione.

In più è adattissimo a tutti, perchè è privo non solo di glutine ma anche di lattosio. Ed è anche senza zucchero raffinato, perchè l’ho dolcificato con lo sciroppo di agave… insomma, provatelo, sono sicura che vi stupirà!

Nella fotografia, per dare un po’ di colore, ho utilizzato del colorante in gel senza glutine, ma se non avete particolari necessità estetiche tenetelo così com’è, nella sua bella colorazione naturale che è solo leggerissimamente gialla per via della camomilla. Realizzare il budino vegan alla camomilla è davvero facile, non ci vorrà più di mezz’ora.

Ingredienti:
una lattina di latte di cocco (cercate quelle full fat, non quelle dove c’è solo la parte liquida)
2 bustine di agar agar (sono all’incirca 3/4 grammi)
110 gr di sciroppo di agave
il succo di un limone (all’incirca 80 gr)
2 bustine di camomilla
colorante in gel giallo (io ho usato questo ma potete ometterlo)

Procedimento:
Mettete il latte di cocco in un pentolino, e scaldatelo fino a toccare il punto di ebollizione. A questo punto spegnete il fuoco, e mettete in infusione le due bustine di camomilla nel latte di cocco per circa un quarto d’ora, coprendo il pentolino con un coperchio.
Trascorso il tempo di infusione, togliete le bustine, schiacciandole molto bene in modo che rilascino tutto il latte che avranno nel frattempo assorbito. Vedrete che rilasceranno anche un po’ di colore giallastro, ma non sarà sufficiente per colorare di giallo tutto il latte.

Rimettete il pentolino sul fuoco, e portatelo nuovamente ad ebollizione. Quando inizierà a bollire questa volta non dovete spegnere il fuoco, ma dovrete mettete l’agar agar nel latte, mescolando bene con una frusta a mano in modo da scioglierlo perfettamente.
Successivamente, aggiungete anche il succo di limone, lo sciroppo di agave, e continuate a mescolare mentre il latte bolle per circa mezzo minuto. Non serve che continui a bollire.

Se non volete far nulla di scenografico potete versare già da ora il latte di cocco caldo negli stampini, facendolo intiepidire prima di metterlo in frigorifero.
Per ottenere il bell’effetto scenografico della foto, mettete tre cucchiai di latte ancora caldo in ciascuno stampino. Aspettate qualche minuto fino a che non si sarà leggermente raffreddato, poi mettete gli stampini nel freezer per 15 minuti.
Nel frattempo, mettete del colorante alimentare in gel giallo nel rimanente latte di cocco e mescolate con una frusta a mano per farlo sciogliere. Non ne serve molto, perchè il colorante in gel colora immediatamente. Gestitevi quindi poco per volta (a me è bastato poco più di un quarto di cucchiaino per avere il colore che volevo).

Trascorsi i quindici minuti, riprendete gli stampini e mettete il latte di cocco con il colorante in ciascuno di essi fino a riempirli. con una lattina da circa 300 ml ho ricavato 4 porzioni.

Lasciate intiepidire e poi metteteli nel frigorifero, se possibile tutta la notte, in modo che si possano ben solidificare. Il vostro budino vegan alla camomilla è pronto!

Toglieteli dal frigo almeno una mezz’ora prima di gustarli.

Ciambellone all’acqua al limone e lavanda

Ciambellone all’acqua al limone e lavanda

La lavanda è una pianta già nota ai Romani, che la utilizzavano nei bagni termali, a loro così cari. Era anche utilizzata, per il suo profumo, in profumeria. Forse vi stupirà, ma già da allora se ne conoscevano anche le proprietà terapeutiche, tanto che veniva spesso utilizzata nei decotti per i capelli e la pelle.

… e vogliamo essere noi meno dei nostri antenati Romani?
La lavanda è della famiglia di rosmarino, origano, basilico, melissa, maggiorana, salvia, timo e menta, tra le altre. Tutti volti noti in cucina, insomma. Una curiosità è che il fiore per l’erboristeria, e quindi anche per cucinare, lo si coglie ad inizio fioritura, mentre quello destinato ai prodotti cosmetici lo si coglie nel periodo di massima fioritura. Quindi, non usate per cucinare la lavanda che trovate nei sacchetti per profumare i cassetti, perché non va bene!

Quella del ciambellone all’acqua al limone e lavanda è una ricetta facilissima; la sua leggerezza la rende perfetta per la colazione di tutti i giorni, o per ogni momento della giornata. E’ inoltre priva di lattosio, e quindi adatta anche agli amici intolleranti. Provatela, e diventerete anche voi dei seguaci della lavanda nei dolci, credetemi!

Ingredienti:
250 gr farina 00
3 uova
160 gr zucchero
Le zeste di un limone bio
1 bustina di vanillina
16 gr lievito vanigliato per dolci
130 ml di acqua a temperatura ambiente
130 ml di olio vegetale (io uso quello di riso ma qualsiasi olio di semi va bene, basta che abbia un sapore non marcato)

Procedimento:
Dividete i tuorli dagli albumi, e montate questi ultimi a neve ben ferma con un paio di cucchiai di zucchero che avrete tolto dal totale.
Montate in un’altra ciotola i tuorli con lo zucchero restante fino a che il composto non risulterà bello chiaro e spumoso. Aggiungete poi l’acqua e l’olio a filo, e continuate a montare (a velocità ridotta però). Unite anche le zeste del limone e la vanillina.

A questo punto potete iniziare a introdurre poco per volta nel composto con i tuorli la farina, che avrete setacciato in precedenza (continuate a usare la frusta elettrica, se volete, ma a velocità bassa) e poi il lievito.

Infine, incorporate gli albumi delicatamente, usando una spatola, avendo cura di non smontarli.

Trasferite l’impasto in uno stampo a ciambella imburrato e infarinato (oppure potete usare lo spray) e cuocete nel forno già caldo a 180 gradi per 35 minuti circa. Controllate sempre la cottura con lo stecchino.

Lasciate raffreddare il ciambellone all’acqua al limone e lavanda prima di toglierlo dallo stampo.

Se ti piace la lavanda nei dolci, puoi provare anche la Cheesecake alla lavanda e mirtilli.

Charlotte alle pesche e crema di ricotta

Charlotte alle pesche e crema di ricotta

Si pronuncia in francese ma è un dolce inglesissimo. Nato nel secolo XIX per celebrare la moglie di Re Giorgio II, che guarda caso si chiamava proprio Charlotte, e inizialmente diciamo che era più un budino che non il dolce che conosciamo oggi.
Tra le mani di un cuoco francese (da cui la pronuncia…) ha subito la trasformazione nel dolce che ancora oggi conosciamo ed apprezziamo.

La versione originale prevede tanti savoiardi imbevuti, bavarese e frutta a volontà. Ma ormai ci sono tantissime versioni di ogni tipo di questa torta fresca e adatta ad ogni stagione, ma soprattutto a quelle più calde perchè nella sua preparazione si fa a meno del forno. Oggi alle tante, aggiungo anche la mia, rigorosamente gluten free.

La charlotte è sempre stata una delle mie bestie nere, insieme alla red velvet (lo so cosa state pensando, ma a me proprio non viene mai rossa!!) ed ai macarons.
E’ stato il primo dolce un po’ complicato che ho tentato di realizzare, e anche quello che mi si è smontato appena ho aperto l’anello contenitivo, strabordando crema e frutta in ogni dove. Ma è passata un po’ di acqua sotto i ponti, io mi sono ripresa dalla mia epic failure, e ho voluto riprovare.

Ho tagliato per benino i savoiardi in modo da creare un cerchio che fosse il più omogeneo possibile, ho usato uno dei piatti più piani del mio servizio, ho fatto attenzione a quanto e come imbevevo i savoiardi di liquido… e quando ho finalmente chiuso l’ultimo strato di decorazione, pensando “ce l’ho fatta!” mi sono ricordata che…. non avevo messo l’acetato intorno all’anello della forma!
Quindi potete immaginare il patema quando ho tolto l’anello contenitivo e ho notato che un paio di savoiardi si erano attaccati al bordo! Ma con pazienza e senza respirare li ho staccati con un coltellino con una lama sottile e.. miracolosamente questa volta è rimasto intatto!

Adesso sono pronta a condividere con voi la ricetta che ho usato per la charlotte alle pesche e crema di ricotta, che potete variare con tutta la frutta che volete! Fragole e lamponi sono però i miei preferiti!

Ingredienti (per uno stampo da 18 cm):
300 gr savoiardi (io ho usato i savoiardi senza glutine di Schaer)
250 gr ricotta vaccina
150 gr panna da montare
70 gr zucchero a velo
200 ml frullato alla pesca di Valfrutta
3 pesche

Procedimento:

Anzitutto lavate e mondate le pesche. Tagliatele a fettine e poi una pesca e mezza tagliatela a dadini.

In una planetaria (o con le fruste)montate la panna a neve ben ferma, e poi mettetela in frigorifero. In un’altra ciotola mettete la ricotta e lo zucchero, e con le fruste amalgamate il tutto benissimo, in modo che si formi una crema liscia e soda. Mescolate insieme con una spatola la panne e la crema di ricotta, facendo attenzione a non smontarla.

A questo punto iniziate a montare la charlotte alle pesche e crema di ricotta: prendete un piatto piano e ponete al centro un anello per dolci (io ho usato questo di Kasanova) oppure uno stampo a cerniera. Prendete i savoiardi e tagliateli tutti della stessa altezza (io ho tagliato circa 1 cm) e imbeveteli di frullato, senza eccedere per evitare che i savoiardi crollino.

Metteteli fianco a fianco lungo tutto il perimetro dello stampo/anello. Prendete poi altri savoiardi e imbeveteli di succo e poi adagiateli sul fondo dello stampo, creando la vostra base. Fate attenzione a cercare di chiudere tutti gli spazi tra un savoiardo e l’altro. Mettete poi sopra metà della crema di ricotta con la panna: per maggior precisione potete usare un sac à poche, altrimenti va benissimo una spatola.
Successivamente, sulla crema la pesca tagliata a pezzetti (circa metà della quantità totale). Copritela con un altro strato di savoiardi imbevuti e adagiati a formare il secondo livello della torta.
Sopra i savoiardi mettete le restanti pesche tagliate a dadini (tenete qualche dadino per la finitura) e poi la restante crema alla ricotta e panna.

Livellate bene la superficie e poi decoratela con le fettine di pesca tagliate a spicchi, e mettete al centro qualche dadino.

Mettete in frigorifero a riposare almeno un paio di ore prima di gustare la vostra charlotte alle pesche e crema di ricotta.

Crostata fredda al pistacchio e gelé di lamponi

Crostata fredda al pistacchio e gelé di lamponi

21 luglio. Siamo andati sulla Luna.
Quando era piccola, leggevo sempre un libro enorme del mio papà, pieno zeppo di illustrazioni e foto che avevano fatto gli astronauti dell’Apollo 11 nel loro viaggio verso la Luna. Leggevo la cronaca del viaggio, quello che avevano detto e fatto, e non mi potevo nemmeno immaginare come fosse camminare in un posto con la gravità che era un sesto di quella terrestre, vedere la Terra da lontano, bellissima sfera blu fluttuante nel vuoto dell’universo.
Erano i tempi in cui leggevo tutto, mi piaceva la fantascienza, Asimov, Star Trek, i viaggi nello spazio. Prima che scoprissi che facevo a pugni con la matematica, e che stavo male sugli aerei. Insomma, prima che scoprissi che non avrei mai fatto l’astronauta.

Il 21 luglio però è anche il compleanno della mia mamma, e per festeggiare mi sono inventata una crostata fredda al pistacchio e gelé di lamponi, con la panna cotta ai fiori d’arancio.

Sembra complicata, ma non lo è affatto. L’unica cosa è aspettare che i vari strati di compattino nel frigorifero, ma in fin dei conti per tutte le torte fredde è così. Questa versione è ovviamente senza glutine, visto che il mio babbo è celiaco. Potete sostituire i biscotti che ho usato io con dei semplici Digestive, stessa quantità.

Ingredienti:
per la base
200 gr di biscotti secchi senza glutine (io ho usato questi della Galbusera)
50 gr di pistacchi sgusciati e non salati
90 gr burro sciolto

per la panna cotta
250 ml di panna fresca
250 ml di latte intero
50 gr zucchero (potete anche metterne un po’ di più se vi piace, io non farei però più di 90 gr))
5 gr colla di pesce
2 cucchiai da cucina di acqua di fiori d’arancia (se non l’avete va benissimo anche l’aroma alla vaniglia)

per il gelé di lamponi
200 gr di acqua
80 gr di lamponi
2 cucchiai di zucchero
4 gr di colla di pesce

Procedimento:
Prendete una teglia con fondo apribile da 18/20 cm e foderatela con al carta forno. In un mixer mettete i biscotti e i pistacchi, e sbriciolate il tutto alla massima velocità, in modo che si formi una farina abbastanza fine. Mettete poi nel mixer anche il burro già sciolto ed a temperatura ambiente e mixate tutto insieme, in modo che si formi un impasto di biscotti e pistacchi abbastanza omogeneo.
Mettetelo sul fondo della teglia a cerniera, compattandolo bene. Mettete poi nel frigorifero a compattare per almeno mezz’ora.

Nel frattempo, mettete in due diversi contenitori con dell’acqua fredda la gelatina, o colla di pesce, e lasciatela idratare per almeno 10/15 minuti.

In un pentolino mettete la panna, il latte e lo zucchero, e scaldate (senza farlo bollire!) per sciogliere lo zucchero. Quando si è sciolto, mettete l’acqua di fiori d’arancia e la gelatina ben strizzata e fatela sciogliere. Togliete subito dal fuoco, fate raffreddare a temperatura ambiente poi versatene un po’ (non tanta, ne basta un dito) sulla base di biscotti e pistacchio. Mettetela a rassodare nel freezer per dieci minuti.
Trascorso questo periodo, mettete la panna cotta restante e lasciate rassodare in frigorifero un paio d’ore.

Mettete poi l’acqua in un pentolino con lo zucchero (potete anche metterne di più se vi piace più dolce), e i lamponi ben lavati. Schiacciate leggermente i lamponi, così coloreranno bene l’acqua. Appena sfiora il bollore, dovrete togliere l’acqua con i lamponi dal fuoco, e passarla al colino, così eliminerete tutti i semini del frutto e vi resterà solo un liquido colorato. Scioglietevi dentro la gelatina strizzata quando è ancora caldo.
Appena raggiungerà la temperatura ambiente (e saranno trascorse le due ore per far rassodare la panna cotta), versate l’acqua colorata sopra la base di panna cotta, e rimettete in frigorifero per almeno 4 ore.

Potete decorarla a piacere, io ho usato dei lamponi avanzati e della granella di pistacchio, ma potete anche usare delle meringhette. E la vostra Crostata fredda al pistacchio e gelé di lamponi è pronta!

Cheesecake alla lavanda e mirtilli

Cheesecake alla lavanda e mirtilli

Ormai un po’ di anni fa sono stata in Islanda, terra magnifica che mi è entrata nel cuore. Non racconterò i brividi, non solo letterari, provati ad indossare pesanti felpe al 5 agosto; ma lo straordinario spettacolo della natura, gli ipnotici geyser, le immense cascate, e le storie e leggende di una terra sconosciuta e affascinante.

Lasciando perdere la carne di squalo fermentata, dal sapore terrificante tanto quanto l’odore, l’esperienza di gran lunga migliore è stata quella di conoscere lo skyr tradizionale: un formaggio a latte fermentato dalla consistenza vagamente simile allo yogurt greco, leggermente acidulo, che viene usato trasversalmente dalla colazione alla cena.

Ho già usato lo skyr in un’altra ricetta (che trovare qui), e ho voluto riutilizzarlo come ingrediente della mia cheesecake alla lavanda e mirtilli, che oggi vi presento in versione glutenfree (ovviamente potete anche farla col glutine, se non avete diverse necessità, usando per la base i frollini che preferite, o i sempreverdi Digestive).

Come sempre, vi assicuro che non è affatto difficile prepararla. Ci vuole solo un po’ di pazienza, anche perchè i tre strati di cui è composta devono avere il tempo di solidificarsi in frigorifero. E poi è l’ennesima buona soluzione per usare quel quintale di fiori di lavanda eduli che ancora albergano nella mia credenza, e che mi pare che si stiano duplicando invece che dimezzando!

Ingredienti:
150 gr di frollini senza glutine (io ho usato questi del Mulino Bianco) oppure i Digestive
75 gr burro sciolto
200 gr di mirtilli freschi
300 gr di formaggio Philadelphia o simili
250 gr di skyr (io ho usato questo di Siggi’s alla vaniglia)
1 cucchiaino di lavanda essiccata edule
50 gr latte
9 gr gelatina
90 gr zucchero semolato
1 bustina vanillina (o un cucchiaino di estratto di vaniglia)

Procedimento:
Rivestite di carta forno una teglia da 18 cm di diametro.

Con l’aiuto del mixer tritate finemente i biscotti, e poi unite anche il burro sciolto e raffreddato. Date ancora qualche impulso al mixer, così il burro si mescolerà bene con i biscotti.
Mettete il composto sulla base della tortiera (preferite sempre quella a cerniera per le cheesecake) e livellatelo per bene, compattandolo. Mettetelo in frigorifero per almeno mezz’ora.

Intanto proseguite mettendo in ammollo in acqua fredda i fogli di gelatina: per facilitarvi, mettetene metà in un contenitore e l’altra metà nell’altro, visto che serviranno in due momenti diversi.

In una terrina amalgamate lo skyr con il formaggio tipo Philadelphia, e lo zucchero, amalgamando il tutto per formare una crema. Dividetela in due parti uguali e mettetela in frigo, mentre preparate lo sciroppo di mirtillo.

Mettete i mirtilli prima a lavare sotto l’acqua corrente, e poi in un pentolino con poca acqua (tre/quattro cucchiai bastano) e un cucchiaio di zucchero. A fuoco basso portate ad ebollizione piano piano, mescolando frequentemente. I mirtilli inizieranno a rilasciare il loro succo e si sfalderanno, creando una sorta di composta. Dopo circa cinque minuti togliete dal fuoco, e con l’aiuto di un colino filtrate bene il succo che si è creato,, schiacciando bene i mirtilli.
Nello sciroppo che si sarà così formato, che sarà ancora caldo, mettete una parte della gelatina reidratata, che dovete ben strizzare e poi sciogliere nel succo di mirtilli.

Prendete poi una parte del composto con lo skyr e inseritevi lo sciroppo di mirtilli, mescolando molto bene. Estraete la teglia dal frigo e mettete sopra lo strato di biscotti lo strato di crema al mirtillo. Livellate bene e ponete in frigo per almeno due ore.

Trascorso questo periodo, prendete il secondo composto di skyr e formaggio: fate sciogliere la vanillina o l’estratto di vaniglia in un pentolino con 50 gr di latte e quando di sarà scaldato strizzate bene e versatevi dentro la rimanente gelatina. Fatela sciogliere e poi versatela nel composto con il formaggio, amalgamando molto bene. Per ultimo aggiungete, sempre mescolando delicatamente, un cucchiaino di lavanda edule. Versate questa crema sopra quella al mirtillo, che nel frattempo si sarà solidificata, e rimettete in frigorifero per altre tre ore almeno.

La vostra cheesecake alla lavanda e mirtilli è pronta per essere gustata; lasciatela a temperatura ambiente una quindicina di minuti prima di gustarla.

Pavlova al lime e kiwi

Pavlova al lime e kiwi

Ognuno ha i suoi mostri. Quella cosa che fai mille volte e non ti esce. Che inizi con la mano tremula, sapendo bene che l’ultima volta è andata male – e va esattamente nello stesso modo. E pensi mille volte a dove hai sbagliato, vai a cercare nei libri di cucina – eppure no, hai fatto tutto quello che c’era scritto. In tutti. Ma non è venuta.
Ecco, questa è per me la pavlova. Che si rompe. Sempre.
Non so come mai io abbia questa problematica con le meringhe. Sono bellissime fino a quando le metto in forno. Poi basta.

Non so se sia perché non mi arrendo mai, o perché alla fine sono buone pure tutte crepate, ma ogni tanto ci riprovo.
Da queste prove è nata questa splendida (e buonissima) pavlova al lime e kiwi.

Non è leggera per niente, e qui contravvengo alle mie abitudini – ma non ne posso fare proprio a meno! È il classico dolce delle grandi occasioni, quello della domenica che più domenica non si può. Un po’ elaborato, perché ci sono un po’ di preparazioni, però alla fine è più facile di quanto non crediate!
Stavolta si è anche crepata meno, grazie anche ai consigli di Sara di cookissbakery.com.

Se volete provarla, non vi servono ingredienti così elaborati. Pronti a partire?

Per la meringa:
– 100 gr di albumi (sono all’incirca 3 uova medie)
– 100 gr zucchero a velo
– 100 gr zucchero

La preparazione della meringa è facilissima. In una ciotola mettete gli albumi e il 50% della quantità totale di zucchero a velo e zucchero normale (quindi 50 gr dell’uno e 50 gr dell’altro) e iniziate a montare a neve ben ferma. Vedrete che dopo qualche minuti (dipende dalle vostre fruste) inizierà ad assumere consistenza e brillantezza della schiuma da barba. A questo punto unite anche i restanti 50 gr di entrambi gli zuccheri, e finite di montare.
Prendete una teglia (io uso la leccarda del forno) e copritela con la carta forno. Poi con il fondo di una teglia aiutatevi a fare un cerchio da disegnare con la matita, che sarà la base per disegnare la base della pavlova. Girate la carta forno (il cerchio in matita deve restare visibile) e iniziate a mettere la meringa sulla carta forno, disegnando un cerchio e un bordo (all’interno del quale andremo a mettere la crema di farcitura). Io ho disegnato più o meno un diametro di 22 cm.
Se volete potete usare anche la sac à poche.

Mettete poi la meringa in forno già caldo a 110° per circa 75 minuti. Non aprite mai il forno!! Trascorso questo periodo spegnete il forno e lasciate raffreddare la meringa all’interno del forno. Facendo così, questa volta non mi si è rotta!!

Tra cottura e raffreddamento ci vuole un po’ di tempo, che possiamo trascorrere preparando la crema al lime. Vi serviranno:
– 250 ml latte
– 2 tuorli
– 60 gr zucchero
– La buccia di mezzo lime
– 50 gr cioccolato bianco
– 10 gr maizena (per la versione glutenfree, altrimenti potete usare a farina normale)
– 200 ml panna liquida da montare
– 1 kiwi grande e maturo + 2 cucchiai di zucchero

Montate bene le uova con lo zucchero. Nel frattempo mettete il latte a bollire con le zeste di lime. Una volta giusto all’ebollizione, togliete le bucce di lime e unitelo alle uova con lo zucchero, e mescolate bene.
Rimettete il tutto sul fuoco, e aiutandovi con le fruste cuocete la crema aggiungendo la maizena. Quando inizierà a prendere consistenza, toglietela dal fuoco, unite il cioccolato bianco a scaglie e mescolate bene per farlo sciogliere. Una volta raffreddata, montate a neve ben ferma la panna e unitela alla crema.

Sbucciate il kiwi, tagliatelo a pezzettini e frullatelo con due cucchiai di zucchero.

Per assemblare la pavlova al lime e kiwi mettete la crema al lime e panna nella cavità della vostra pavlova, e sopra la polpa frullata del kiwi.
Decorate a piacere con fettine di kiwi e di lime.

Se vi piace il lime, un’altra idea di dolce fresco e leggero la potete trovare qui.