Linzer cookies vegani

Linzer cookies vegani

I Linzer cookies, sono la versione biscotto della più famosa Linzer torte, dolce tipico austriaco che alcuni fanno risalire addirittura al 1600! Questa torta, che è originaria di Linz, ridente cittadina austriaca, è famosissima perchè è un tripudio di mandorle, nocciole, zucchero a velo e marmellata… e tanto, tanto burro, nella miglior tradizione tedesca!
non sono dolci tipicamente natalizi, o per lo meno non nascono proprio per questo, ma negli anni sono diventati una delle più belle tradizioni natalizie quella dell’offrirli ai propri ospiti. Sarà per la marmellata rossa di lamponi (ma anche le fragole vanno benone!), e quella nevicata romantica di zucchero a velo… ma i Linzer cookies sono diventati i più classici biscotti natalizi.

Oggi vi propongo i Linzer Cookies Vegani, quindi bando a burro e ogni latticino, così come uova e ogni altro derivato animale. Perfetti per concedersi qualche golosità, restando leggeri. Con la farina di mandorle e la cannella conservano tutto il loro sapore e la loro fragranza, tanto che… sono finiti in un baleno!
In più, se ancora non siete convinti…. sono facilissimi da fare! E sono sicura che avete già a casa tutti gli ingredienti per prepararli. Scommettiamo?

Ingredienti:
150 gr farina integrale
70 gr farina di mandorle (o mandorle tritate finissime)
30 gr farina di riso
60 ml di acqua calda (non bollente! va benissimo quella che esce calda dal lavandino)
100 gr zucchero di canna
60 ml di olio di mais o di riso (o qualsiasi olio vegetale)
mezzo cucchiaino di bicarbonato
mezzo cucchiaino di cannella
zucchero a velo q.b.
marmellata di lamponi (io fragole)

Procedimento:
Iniziamo a preparare i Linzer Cookies Vegani mettendo lo zucchero nell’acqua calda e mescolando fino a che non si sarà sciolto. Aggiungiamo poi (sempre mescolando con una forchetta) anche l’olio.
Mettete poi tutte le farine in un unico contenitore, e amalgamatele tra loro.
Iniziamo a questo punto a unire ai liquidi gli ingredienti secchi, ma poco per volta, così si assorbiranno meglio. Una volta completata questa operazione, unite anche il bicarbonato e la cannella.

Impastata un’ultima volta, e quando si sarà formato un panetto di impasto compatto, mettetelo almeno un’ora in frigorifero, coperto dalla pellicola alimentare, in modo che si stabilizzi.

Una volta trascorsa un’ora (potete anche lasciarlo tutta la notte in frigo), prendete il vostro impasto e stendetelo con l’aiuto di un mattarello su un foglio di carta forno a un’altezza di circa 4 o 5 mm. Tagliate i vostri biscotti delle forme che più vi piacciono – in metà dei biscotti praticate un foro al centro così si potrà vedere il ripieno di marmellata.
Per questa operazione potete usare, se le avete, le particolari formine per biscotti (tipo queste della Tescoma), ma potete anche fare in maniera più artigianale, aiutandovi magari col beccuccio più largo della sac à poche.
Infornate poi i vostri biscotti nel forno già caldo a 180 gradi (modalità statica) e cuocete i vostri Linzer Cookies Vegani per circa 10 o 12 minuti.

Una volta cotti, non staccateli subito dalla teglia, ma lasciateli raffreddare.

Accoppiateli poi a due a due (uno con il buco e uno senza) ed uniteli mettendo un po’ di marmellata al centro. Decorateli con zucchero a velo.

Può darsi che non abbiate abbastanza teglie per cuocere i vostri Linzer Cookies Vegani tutti insieme. In questo caso, tra una infornata e l’altra rimettete i biscotti già tagliati, o la frolla ancora da stendere, in frigorifero o in freezer per qualche minuto, in modo che mantengano la loro forma.

Se volete provare la mia versione della Linzer Torte, che oltre ad essere vegana è anche gluten free, trovate il link alla ricetta qui.

Pane dei morti vegan e gluten free

Pane dei morti vegan e gluten free

Il pane dei morti è un dolce tradizionale antichissimo, adesso diffuso un po’ dappertutto nel nord Italia, ma prevalentemente in Lombardia (anche se voci mi dicono che si mangi pure in Toscana). Facendo un po’ di ricerche, mi sono imbattuta in una tradizione che lo vorrebbe risalente addirittura all’antica Grecia, in cui vi era la tradizione di donare un pane biscottato con uva passa, farina e acqua alla dea Demetra, per assicurarsi un raccolto abbondante.

Che sia vero o meno, questa tradizione di preparare dei piccoli dolci da offrire ai defunti è arrivata fino a noi, nel tempo caricandosi di ingredienti rispetto ai primi tre della tradizione classica. Essendo però fondamentalmente rimasto un dolce della tradizione contadina, nella sua versione più tradizionale lo troviamo composto da materie prime “di riciclo”, cioè biscotti avanzati e frutta secca.

Quella che vi propongo oggi è invece una versione supermoderna, senza glutine e vegana – un ulteriore ponte tra la tradizione più antica e la cucina contemporanea.
Anche se, a dirla proprio tutta, Ippocrate aveva già diagnosticato ai suoi tempi qualche celiaco, che avrebbe apprezzato molto questa versione!
Preparare il pane dei morti vegan e gluten free è facilissimo, vediamo insieme come farlo al meglio!

Ingredienti:
170 gr mix di farine senza glutine (io ho usato questo della Nutrifree)
80 gr zucchero di canna (o semolato, se non lo avete)
20 gr cacao amaro
1 cucchiaino di cannella
70 gr latte di mandorla (o acqua)
25 gr uvetta
25 gr arancia candita (o cedro – purchè siano senza glutine)
40 gr noci sgusciate
40 gr nocciole sgusciate
40 gr mandorle sgusciate
40 gr olio di semi
1 cucchiaino di lievito per dolci glutenfree
1 pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare il pane dei morti sminuzzando in un mixer la frutta secca. Non riducetela a farina, è sufficiente avere una granella un po’ grossolana – si deve sentire il scrocchierello della frutta secca.
Contemporaneamente, ammollate l’uvetta in acqua tiepida per almeno venti minuti.

Mettete tutta la frutta secca a granella, l’uvetta privata dell’acqua, la farina, il cacao, il lievito, l’arancia candita, la cannella e un pizzico di sale in una ciotola e mescolate (potete metterla anche nel contenitore della planetaria, e mescolate con il gancio per impastare).

Aggiungete l’olio a filo, sempre impastando (anche a mano), e una volta incorporato aggiungete anche il latte di mandorla.
Il composto deve risultare morbido ma sodo.

Create a questo punto dei biscotti, dando all’impasto una forma leggermente ovale. Compattate i pane dei morti vegan e gluten free con le mani, se necessario.

Metteteli su un placca coperta con carta forno, e infornate a 180 gradi statico (il forno deve essere già caldo) per circa 15 minuti.

Una volta raffreddati, cospargerli abbondantemente con lo zucchero a velo.

Pan co’ santi senese

Pan co’ santi senese

Il Pan co’ santi senese è un tipico dolce autunnale della provincia di Siena, che si prepara nel periodo di Ognissanti. Le affinità con altri dolci senesi è evidente: frutta secca e spezie non mancano mai, perché erano i tesori (appunto, i santi del nome!) che i mercanti senesi riportavano dai loro viaggi commerciali.
Il ripieno arricchisce un pane davvero semplice, che di solito si preparava il giorno del sabato, che era dedicato alla panificazione per tutta la settimana. Sabato scorso mi ci sono messa anche io a panificare il pan co’ santi senese, e con uno sforzo davvero minimo ho sfornato una vera meraviglia della cucina povera e tradizionale del nostro Paese.
Il grosso del lavoro lo fa il lievito, voi dovere soltanto pesare e impastare gli ingredienti. Se avete la planetaria poi.. ma che aspettate?
Vi consiglio di riscoprire questa ricetta tradizionale toscana di altri tempi, che qui vi lascio in versione anche vegana (ho eliminato lo strutto e l’ho sostituito con l’olio evo).

Ingredienti (per due pani di media grandezza)
150 gr farina 00
150 gr farina manitoba
10 gr lievito di birra
120 ml acqua tiepida
3 cucchiai zucchero
70 ml olio EVO
150 gr uvetta
150 gr noci
Mezzo cucchiaino di pepe
Un pizzico di sale
Tuorlo d’uovo per spennellare la superficie – per la versione vegana usate il latte vegetale per spennellare.

Procedimento:
Anzitutto mettete l’uvetta a rinvenire nell’acqua tiepida per almeno venti minuti.
Nel frattempo, tostate le noci in un padellino antiaderente con una goccia di olio – vi assicuro che l’olio sprigionerà tutto il gusto delle noci, che a loro volta daranno al pane un gusto inconfondibile!
Sciogliete anche il lievito nell’acqua tiepida, mescolando bene.

Mettete nella planetaria (o in una ciotola, se impastate a mano) le due farine, lo zucchero, il pizzico di sale, il pepe, l’olio e mescolate brevemente. Aggiungete poi l’acqua col lievito, a poco a poco.

Quando si sarà formato l’impasto, aggiungete per ultimi l’uvetta strizzata e le noci, che nel frattempo si saranno raffreddate.
Se impastate a mano, l’uvetta e le noci le potete anche aggiungere all’inizio dell’impasto – l’importante è che non si frantumino troppo, ma rimangano a grossi pezzi.
Attenzione: se vi piace (e le lo consiglio) prima di tuffare l’uvetta nell’impasto, passatela in un po’ di vin santo – il sapore del pan co’ santi migliorerà tantissimo!
Se siete astemi, oppure avete bimbi a tavola, meglio di no!

Prendete l’impasto e formate una palla. Mettetelo in una ciotola pulita con un po’ di farina all’interno, copritelo con la pellicola alimentare e un canovaccio pulito e fatelo lievitare in luogo tiepido per circa tre ore. Io lo metto sempre in forno, dove è protetto per bene. Prima di metterlo a lievitare accendo brevissimamente il forno, e lo porto a circa 40 gradi, così si aiuta la lievitazione.

Trascorse le tre ore, riprendere il vostro panetto, e ricavate due pagnottine all’incirca delle medesime dimensioni.

Sistematele sulla leccarda del forno, che avrete ricoperto con la carta forno. Incidete la superficie formando una croce, spennellatele col tuorlo dell’uovo (o il latte vegetale) e rimettetele a riposare per mezzora.

Accendete intanto il forno e portatelo alla temperatura di 180 gradi.

Infornate il vostro pan co’ santi per circa 25 minuti.

Se volete altre idee anche salate di cucina toscana, leggete il libro di Giovanni Righi Parenti “La cucina Toscana“.

Castagnaccio toscano all’arancia

Castagnaccio toscano all’arancia

Il castagnaccio è come il ragù – ogni famiglia ha la sua versione, i suoi segreti, e guai a chi li mette in discussione. Le ricette tradizionali italiane sono la tipica espressione del campanilismo familiare caratteristico del nostro bellissimo Paese, che lo rende unico tra i tanti. La sua origine se la contendono diverse regioni, anche se a noi è arrivata la tradizione che lo vuole dolce toscano per eccellenza.

Oggi vi propongo la mia versione del castagnaccio toscano, che per inciso ho sempre detestato fino a quando non ho scoperto questa variante (che mi dicono essere più diffusa nella Garfagnana) un po’ più dolce, che unisce le note aromatiche del rosmarino all’arancia.
Il retrogusto di arancia e qualche cucchiaio di zucchero fanno perdere alla farina di castagne un po’ di quel retrogusto di cartoncino bagnato, che detestavo.

Il castagnaccio toscano all’arancia è un dolce vegano e senza glutine ante litteram, quindi adatto a tutti.

Queste quantità vanno bene per una teglia (che dovrebbe essere bassa) di circa 24 cm di diametro.

Ingredienti:
260 gr farina di castagne
250 ml di succo di arancia
100 ml acqua
60 gr uvetta
30 gr pinoli
30 ml olio extravergine di oliva
3 cucchiai zucchero di canna
1 rametto di rosmarino
Scorsa di un’arancia bio
1 pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare il castagnaccio toscano all’arancia mettendo l’uvetta in ammollo in acqua tiepida per una mezz’ora, in modo che si possa reidratare.

Mentre l’uvetta si reidrata, tostate leggermente i pinoli in una padella antiaderente sul fuoco basso. Non serve che siano bruni, è sufficiente che inizino a “sudare” leggermente, lasciando i loro oli (e tutto il loro profumo!). Fateli raffreddare.

Mettete la farina di castagne e un pizzico di sale in una terrina, mescolate poi iniziate ad aggiungere il succo di arancia. Con l’aiuto di una frusta a mano, iniziate ad amalgamare gli ingredienti.

Aggiungete poi anche l’acqua, a temperatura ambiante, e continuate a mescolare per evitare i grumi, fino a che non si formerà un impasto liscio e omogeneo.

Successivamente, unite all’impasto – sempre mescolando con la frusta – l’olio evo e lo zucchero (che è opzionale, potete anche ometterlo se vi piace un sapore più spinto di castagne).

Infine, incorporate una parte dell’uvetta, che avrete ben strizzato e asciugato, e due terzi dei pinoli, e infine la scorza di arancia. Se non la trovate, andrà bene dell’arancia candita, che dovete tagliare a pezzettini piccoli.

Versate il composto in una tortiera a cerniera, che avrete in precedenza spennellato con l’olio. Se volete, potete mettere alla base un foglio di carta forno, per aiutarvi nell’estrazione.

Spargete sulla superficie le uvette ed i pinoli rimasti, oltre al rosmarino, e qualche goccia di olio.

Infornate il vostro castagnaccio toscano all’arancia per circa 40 minuti in forno già caldo a 180 gradi. Saprete che è pronto quando inizierete a vedersi formare delle crepe sulla superficie.

Il castagnaccio toscano all’arancia è ancora meglio se servito dopo qualche ora dalla sua preparazione, perché avrà avuto tempo di assestarsi e di amalgamare tutti gli aromi.

se ti piace la farina di castagne, puoi provare anche questi divertenti Frollini segna glutine alla farina di castagne

Pane dolce con pesche e more di rovo

Pane dolce con pesche e more di rovo

A settembre succedono giorni di cielo sceso in terra. Si abbassa il ponte levatoio del suo castello in aria e giù per una scala azzurra il cielo si appoggia per un poco al suolo.”

Settembre torna con il suo piglio di vero gennaio, perchè è a settembre che tutto ricomincia. A gennaio non ricomincia nulla, in verità – è solo questione di numeri. E’ a settembre che la vita riprende, a settembre che si fanno i propositi per il nuovo anno.
E soprattutto è a settembre che l’estate cede il passo all’autunno. Non subito, però! Abbiamo ancora tempo qualche settimana per gustare gli ultimi frutti di stagione, dolci, succosi e colorati. Così nasce il pane dolce con pesche e more di rovo, che è una focaccia che si crede pane, e alla fine diventa tutte e due le cose. Perfetto per la colazione, con tanta buona confettura, ma anche per accompagnare degli ottimi salumi. La frutta dolce crea un contrasto perfetto con la salinità degli insaccati. La base di questo pane è versatile, la potete accompagnare anche ai fichi, all’uva, a ogni frutto dolce e morbido tipico della stagione estiva.

La preparazione richiede solo pazienza; non è affatto difficile, non lasciatevi intimorire! Il risultato, sono sicura, vi stupirà.

Ingredienti:
300 gr di farina tipo 1
100 gr farina 00
10 gr lievito di birra fresco
30 ml olio EVO
300 ml di acqua tiepida
30 gr zucchero semolato o di canna
5 gr sale
1 pesca piccola matura
more q.b.
10 gr olio EVO
eventualmente zucchero di canna

Procedimento:
In una ciotola, o nella impastatrice, mettete le due farine e lo zucchero. Mescolate gli ingredienti secchi tra loro e poi versate a poco a poco l’acqua, in cui avrete sciolto il lievito di birra.
Intanto che versate a filo l’acqua, continuate ad impastare in modo da far assorbire il liquido all’impasto. Aggiungete poi l’olio, sempre impastando. Per ultimo, aggiungete il sale.

Impastate per qualche minuto, fino a che non avrete ottenuto un panetto liscio, e solo leggermente appiccicoso.
Mettetelo a lievitare in una ciotola fino al raddoppio del volume (ci vorranno circa due ore).

Riprendete l’impasto, sgonfiatelo leggermente, e poi mettetelo in una teglia di circa 26 cm di diametro già foderata con carta forno. Nello stendere l’impasto, usare pure i polpastrelli delle dita, di modo che lascino sulla superficie dei piccoli buchini.
Fate lievitare nella teglia ancora per 40 minuti.

Riprendete poi l’impasto, spennellatelo con una emulsione di olio e acqua, facendo entrare l’emulsione anche nei buchini che avrete creato con i polpastrelli sulla superficie, e poi decoratelo con la frutta – nel nostro caso le pesche tagliate a fette e qualche mora di rovo. Se lo desiderate, per fare una nota maggiormente dolce, potete anche spolverizzare la superficie con dello zucchero di canna.

Informate a 200 gradi per circa 40 minuti .
Servite il il pane dolce con pesche e more di rovo leggermente tiepido, accompagnandolo con della confettura o dei salumi freschi.

Pita greca in padella

Pita greca in padella

I due odori più buoni e più santi son quelli del pane caldo e della terra bagnata dalla pioggia.

Fare il pane è tutto un lavoro d’attesa, un lavoro muscolare prima, e una pazienza in attesa della lievitazione, dopo. E poi l’attesa davanti al forno. Infinita attesa del miracolo.
Ci sono momenti in cui però il forno non c’è, ma la voglia di pane è voglia di casa, di tepore quotidiano. Di serenità, insomma.

Per questi momenti, vi propongo una facilissima ricetta per realizzare la pita, il pane greco che può essere usato anche arrotolato, in una infinita modalità di gusti e di accompagnamenti. Ed è subito casa. Ci metterete pochissimo a fare la pita greca in padella, e anche i meno esperti tra voi mi daranno ragione – questo pane è veramente buono e versatile! Siete pronti?

Ingredienti (per 4 pite di circa 24 cm di diametro):
350 gr di farina 00
200 ml acqua
1 cucchiaino di olio evo
2 cucchiaini di sale fino
10 gr lievito di birra fresco

Procedimento:
Sciogliete il lievito nell’acqua, a temperatura ambiente. Una volta sciolto nell’acqua, unite metà dell’acqua con il lievito alla farina, impastando a poco a poco. Versate l’olio, e poi – sempre continuando ad impastare – unite la restante acqua.

Continuate ad impastare fio ad ottenere un panetto omogeneo, e che non appiccica più alle dita.

Mettetelo in una bacinella, coperto dalla pellicola alimentare, e fate riposare almeno un’ora (dipende dalla temperatura nella vostra cucina, in ogni caso il tempo necessario al raddoppio).

Riprendete poi l’impasto, dividetelo in quattro parti uguali, e stendete quattro focacce circolari – potete farlo a mano, oppure usate un mattarello. Quando le avrete lavorate, con i polpastrelli pinzate leggermente la superficie di ogni pita, in modo che sia leggermente irregolare.

Scaldate una padella antiaderente, ungetela con poco olio e fate cuocere ogni pita per qualche minuto, spennellando la superficie con poco olio e un po’ di sale (se volete, potete anche spargere un po’ di origano o di rosmarino). Girate poi la pita sull’altro lato, e completate la cottura.

Servite la vostra pita greca in padella calda o tiepida.

Ciambella vegan alle pesche

Ciambella vegan alle pesche

Oggi è una giornata di sole. Quel sole forte, allegro, squillante. Non invadente col suo calore, ma un sole quasi gentile, sorridente e felice, come può esserlo dopo una giornata uggiosa come ieri. E’ il trionfo dell’estate, del suo cielo blu che si riprende il ruolo da protagonista, dopo che una tenda di nuvole scure lo aveva nascosto, per poco, alla vista.
Tra qualche giorno il caldo tornerà a soffocarci e a rubarci il sonno, ma oggi è semplicemente estate.

Quando penso al sole, uno dei suoi frutti prediletti sono le pesche, che oggi vi propongo in una ciambella semplicissima, senza nè uova nè latticini. La ciambella vegan alle pesche è una ricetta perfetta per la prima colazione, con tanta buona frutta e pochissime calorie. Volendo, la potete replicare anche d’inverno, usando le pesche sciroppate e il loro succo. Ma in questa stagione, perchè non approfittare delle pesche fresche?

Ingredienti:
2 pesche gialle, da sbucciare tagliare a pezzettini
300 gr di farina 00
180 gr zucchero + 2 cucchiai
80 gr amido di mais
80 gr olio di semi
250 ml di bevanda alle mandorle
16 gr lievito per dolci
scorza di un limone e il succo

Procedimento:
Tagliate a pezzetti le pesche e mettetele in una ciotola e irroratele con del succo di limone e due cucchiai di zucchero e lasciate macerare almeno un’ora, in modo che possano rilasciare i loro succhi.

Successivamente prendete una ciotola e setacciate la farina e la fecola con il lievito. Mescolate anche lo zucchero, e la scorza del limone.
In un’altra ciotola mettete tutti gli ingredienti liquidi (bevanda alla mandorla, olio e il succo delle pesche lasciate a macerare).

Unite mescolando con un frustino a mano i liquidi all’interno delle polveri, e per ultime le pesche, in questo caso aiutandovi con una spatola.

Ungete e infarinate uno stampo da ciambella (oppure una tortiera apribile, di diametro di 24 cm) e versate il composto all’interno.

Mettete in forno già caldo a 180 gradi per circa 35/40 minuti.

Togliete dallo stampo solo dopo che si sarà ben raffreddata, e poi spolverate la ciambella vegan alle pesche con zucchero a velo e decorate con fettine di pesche.

Gelo di limone

Gelo di limone

Non mi viene in mente nessuna ricetta più semplice, fresca, estiva e gustosa del gelo dilimone. E’ perfetto per chiudere un pranzo o una cena a base di pesce. In più non si usa il forno, circostanza non secondaria in questa bollente estate del 2019 (almeno finora).

Il gelo è un dolce tipico siciliano, che qualcuno fa nascere come “costola” del biancomangiare, che qualche tempo fa ho utilizzato per farcire un’ottima crostata (la ricetta la trovate qui). Naturalmente vegano e privo di glutine, il gelo tradizionale è quello di mellone (cioè di anguria in dialetto siciliano), che vorrei provare uno dei prossimi giorni. Ma anche alla cannella, al latte di mandorle appunto, e con qualsiasi altro frutto è un concentrato di bontà in formato light.

Vi lascio le dosi per 5 budini, potete aumentarle a seconda del numero dei commensali.

Ingredienti:

500 ml di acqua
2 limoni bio
150 gr di zucchero semolato
50 gr di succo di limone
35 gr amido di mais (certificato gluten free)

Procedimento:

Lavate bene i limoni e con un pelapatate privateli della buccia, prelevando solo la parte gialla (la parte bianca non va usata perchè amara). Mettete poi le bucce in infusione nell’acqua almeno 5 ore (oppure, ancora meglio, lasciatele in infusione in frigorifero tutta la notte).

Trascorso questo periodo, con l’aiuto di un colino filtrate l’acqua ed eliminate le bucce.

Filtrate anche il succo del limone, che avrete spremuto in precedenza.

In un pentolino versate l’amido e lo zucchero e amalgamateli. Versate il succo del limone e con l’aiuto di una frusta mescolate il tutto, cercando di evitare i grumi. Mettete poi sul fuoco e cuocete a fiamma bassa, sempre mescolando con la frusta a mano.
Vedrete che, scaldandosi, il composto inizierà ad addensarsi. Lasciate sobbollire circa due minuti, il tempo appunto che abbia raggiunto una consistenza gelatinosa ma ancora abbastanza fluida.

Poi spegnete il fuoco e trasferite il composto negli stampini (o in uno stampo unico, se preferite, ma in questo caso meglio raddoppiare le quantità). Una volta che si sarà raffreddato il tutto a temperatura ambiente, mettete in frigo e lasciateli per circa 4/6 ore.

Servite il gelo di limone fresco, capovolgendo gli stampini sui piattini di portata, e decorate a piacere – io ho usato solo una fogliolina di menta, ma è ottimo anche un cucchiaino di yogurt, che esalta il contrasto con la dolcezza del gelo.

Ciambelline vegane lavanda e limone

Ciambelline vegane lavanda e limone

Dolci con le piante aromatiche? Per tanto tempo mi sono chiesta se fossi veramente pronta per questi esperimenti, visto che sono così tradizionalista in fatto di dolci. Complice un tentativo positivo con il basilico, mi sono appassionata, ed ho trovato un sacco di affinità con la lavanda, dall’aroma fiorato, che sa essere discreto e insieme particolare.

Nel blog troverete tanti esperimenti con la lavanda. Oggi è la volta delle ciambelline vegane lavanda e limone, una nuvola di sofficità, leggerezza e gusto. Sono anche facili da realizzare, e diventeranno presto la vostra colazione preferita.

Ingredienti:
Per lo zucchero aromatizzato:
180 gr zucchero
Un cucchiaino di lavanda edule essiccata
Le zeste di mezzo limone

Per l’impasto:
220 gr di latte di cocco
1 cucchiaio di aceto di mele
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
50 gr di olio di cocco sviolto, o altro olio vegetale
180 gr di farina 00
3/4 di zucchero aromatizzato
8 gr lievito per dolci
Un pizzico di sale

Procedimento:
Iniziate a preparare le ciambelline vegane lavanda e limone preparando lo zucchero aromatizzato.
Con l’aiuto di un mixer tritate insieme lo zucchero, la lavanda e le zeste di limone. Lasciate riposare in modo che gli ingredienti si uniscano bene tra loro. Almeno due ore, meglio sarebbe quattro.

Trascorso questo periodo, iniziate a preparare limpasto delle ciambelline vegane lavanda e limone mettendo in una ciotola il latte di cocco e l’aceto, che dovete lasciare agire una decina di minuti.
Intanto mettete in un’altra ciotola la farina, lo zucchero, il lievito, e il sale. Poi mettete nel composto con il latte e l’aceto l’estratto di vaniglia e l’olio, mescolate e poi unite a filo agli ingredienti secchi.
Aiutandovi con una frusta a mano per evitare i grumi, formate un impasto che deve essere abbastanza morbido.

Scaldate il forno a 180 gradi. Versate l’impasto negli stampini, avendo cura di non oltrepassare i tre quarti di capacità di ogni stampino. Mettete in forno già caldo per circa 12/15 minuti.

Lasciate raffreddare le ciambelline vegane lavanda e limone prima di toglierle dagli stampini.

Quando sono fredde potete, se lo desiderate, glassarle con lo zucchero aromatizzato rimasto, da mescolare a 150 gr di latte di cocco, 45 gr di zucchero a velo e il succo di mezzo limone. Mescolate e poi intingete le ciambelline.

Fate raffreddare e poi gustate le vostre ciambelline vegane lavanda e limone.

Crostata vegana con biancomangiare

Crostata vegana con biancomangiare

La storia culinaria è piena di errori che sono diventati grandi classici, e di esperimenti fatti senza troppa convinzione che si sono rivelati genialità, e questo è stato il destino della crostata vegana con biancomangiare! Purtroppo qualche settimana fa ho avuto i risultati dei miei esami del sangue, e ho constatato con terrore che, per quanto io stia a stecchetto, i livelli di colesterolo cattivo si stavano alzando… sarà l’età che avanza, il metabolismo che rallenta, le congiunture astrali.. sarà quel che volete, ma la cosa non mi ha lasciato indifferente!
Quindi, appena posso, opto per qualche ricetta senza grassi animali e mi lascio ispirare dalle ricette di pasticceria vegana che, a dispetto di quanto in tanti credono, sono veramente buone e gustose.

Era da un po’ che volevo provare L’Ov, un sostituto dell’uovo per vegani, e l’ho usato per preparare la frolla che volevo usare a base della mia crostata, forse uno dei dolci che preferisco, specie se coperto di frutta fresca! Ma poi non avevo abbastanza frutta, e mi sarei trovata solo con la crema pasticcera vegana… che assomigliava tanto al biancomangiare, perché l’unico latte vegetale che avevo era quello di mandorla. Quindi ho pensato… perché no?

In effetti, perché no è diventato perché sì, perché questa crostata vegana con biancomangiare è piaciuta proprio a tutti! Il biancomangiare è così delicato che il suo gusto si fonde alla perfezione con la delicatezza della frolla vegan. Ho usato solo qualche goccia di cioccolato fondente per un po’ di contrasto sia di gusto che visivo, ed è stato un successo! Provatela, e avrete un dolce da gustare in ogni momento della giornata, leggero e gustoso, adatto anche agli intolleranti al lattosio.

Per la frolla, ho usato questi ingredienti:
– 220 gr farina 00
– 70 gr zucchero semolato
– 60 gr olio di mais
– 1 bustina di L’Ov di Molino Rossetto

Sciogliete in 50 ml di acqua tiepida il contenuto della busta di L’Ov. In una ciotola mettete lo zucchero e l’olio; emulsionateli tra loro e poi aggiungete il composto con L’Ov, e mescolate bene con l’aiuto di una frusta a mano per evitare tutti i grumi. Iniziate poi a poco a poco a unire la farina, mescolando dapprima con una forchetta, e poi con le mani, in modo che si formi un panetto di impasto che non si appiccica alle mani.
A questo punto, con l’aiuto di un mattarello e della carta forno, stendete l’impasto più o meno dell’altezza di 5 mm, e ponetelo in una teglia per crostata (io ho usato quella rettangolare, ma questo impasto è sufficiente per una teglia rotonda da 26 cm di diametro). Coprite la base con della carta forno, e poi mettete al di sopra le sfere per la cottura in bianco della frolla, oppure dei legumi (in modo che non si gonfi durante la cottura), e ponete in forno che avrete già scaldato a 180 per 20 minuti. Trascorso questo periodo, togliete le sfere o i legumi, e completate la cottura della vostra frolla per altri dieci minuti. Deve cuocere ma non deve scurirsi troppo.

Togliete poi dal forno e lasciate raffreddare.

Mentre si cuoce la frolla potete preparare il biancomangiare. Io ho utilizzato:
– 250 ml di latte di mandorla
– 40 gr di zucchero semolato
– 30 gr di amido di mais

In una ciotola mescolate lo zucchero con l’amido di mais. Scaldate poi il latte in un pentolino – non deve bollire, solo scaldarsi. Quando avrà raggiunto la temperatura, togliere il latte dal fuoco e iniziate a incorporarlo alle polveri, aiutandovi con una frusta a mano. Trasferite poi il composto nel pentolino e riportatelo sul fuoco, cuocendolo a fiamma bassa fino a che non inizierà ad addensarsi. Appena avrà raggiunto una consistenza cremosa (ma non solida!) toglietelo dal fuoco, copritelo con un po’ di pellicola per alimenti e fate raffreddare.

Una volta che la base della crostata e il biancomangiare si saranno raffreddati, mettete la crema di biancomangiare nella crostata e decorate con un po’ di gocce di cioccolato fondente. E la vostra crostata vegana con biancomangiare è pronta!

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